Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Con le tasse degli italiani si potenzia la vigilanza per garantire la normalità dei voli verso un'entità attualmente sotto accusa presso la Corte Penale Internazionale per GENOCIDIO, nel frattempo il dissenso civile e la solidarietà umana vengono trattati come fastidi da reprimere.
Un paese realmente CIVILE e DEMOCRATICO avrebbe sospeso tutti i voli da e per quell'entità, ecome previsto dal DIRITTO INTERNAZIONALE, qui invece la solerzia con la quale si muovono le istituzioni italiane (solitamente lente e distratte per quanto concerne il benessere, i bisogni e diritti dei cittadini italiani) stupisce e quasi commuove.
L'immagine di un paese che si sbatte sugli attenti davanti al suo padrone sionista!
E' ridicolo, grottesco! Ma la cosa più grave è che queste collaborazioni ci rendono responsabili TUTTI del genocidio, visto che vengono finanziate con i soldi delle tasse dei cittadini italiani!
Noi, come cittadini liberi e democratici, abbiamo tutto il DIRITTO di opporci a questa complicità e protestare! L'accoglienza di chi si sta macchiando di genocidio NON è IN NOSTRO NOME!

Qui la fonte https://www.malpensanews.it/2026/01/dopo-il-blocco-pro-palestina-del-volo-per-tel-aviv-enac-rafforza-la-vigilanza/945478/
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Forwarded from Scienza e Democrazia
Minneapolis, 7 gennaio 2026.

A Minneapolis agenti ICE (Immigration and Customs Enforcement) trovano un'automobile di traverso alla strada. È l'automobile di un'attivista, lì presente come osservatore di legalità dell'operazione ICE in corso.

Le si avvicinano e cercano, senza riuscirci, di aprire la portiera.

La donna alla guida allora cerca di allontanarsi, e uno degli agenti le spara a bruciapelo attraverso il finestrino per tre volte, uccidendola. La macchina va a schiantarsi su un albero a qualche decina di metri.

C'era un dottore che voleva avvicinarsi alla macchina per verificare se la donna era ancora in vita. Gli agenti ICE gliel'hanno impedito.

Essi hanno poi dichiarato che l'attivista aveva cercato di investirli. Il video, e in particolare la traiettoria della macchina, mostrano chiaramente che non era così.

La donna era una madre di tre figli, e aveva 37 anni Era molte altre cose ammirevoli, e certamente non una persona pericolosa.

Donald Trump ha commentato il video dell'assassinio appoggiando la versione degli agenti: secondo quanto ha scritto, la donna «violentemente, di proposito e malignamente investiva l'ufficiale ICE» e che di costui «è difficile credere che sia vivo, ma adesso sta migliorando in ospedale».

Una versione di totale fantasia, dato che nel video non si vede nessun agente investito, e meno che mai che potesse esserlo quello che ha sparato. L'ennesima menzogna di un presidente che fa del travisamento della realtà la sua principale risorsa, in politica interna come in politica internazionale.

Parecchi degli agenti dell'ICE negli Stati Uniti sono ex militari israeliani: l'amministrazione di chi accetta di definirsi "primo presidente USA ebreo" sta importando l'"ordine di Gaza" nel suo paese.

Se questo è «MAKING AMERICA SAFE», come scrive Trump, il "1984" degli Stati Uniti e del mondo intero sta continuando.
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Demolire il movimento di solidarietà italiano con il popolo palestinese con il piccone di Fatah!!
التضامن و معول فتح
Roma – Samir Al-Qaryouti

Quando, lo scorso dicembre, è stata annunciata la partecipazione di Abu Mazen come ospite al festival "Atreju" della gioventù del partito Fratelli d'Italia (destra conservatrice al governo), abbiamo detto senza imbarazzo che si trattava di un’iniziativa volta a colpire il movimento di solidarietà italiano con il popolo palestinese (noto come Pro-Pal). Un movimento che ha portato in piazza manifestazioni oceaniche, culminate nella marcia di un milione di persone a Roma il 4 ottobre dello scorso anno.

Abu Mazen è arrivato e ha tenuto un discorso venerdì 12 dicembre scorso; ha incontrato a Palazzo Chigi, sede del governo, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una visita di cortesia, la quale lo ha onorato accompagnandolo con un corteo fino alla sede del festival del suo partito.

Il 14 dicembre 2025, la signora Meloni ha concluso il festival della gioventù del suo partito con un discorso in cui ha rimproverato le associazioni palestinesi attive, specialmente quelle studentesche e giovanili che sostengono la resistenza, avvertendo che se alcune di queste associazioni considerano "Hamas" come la resistenza, allora — a suo dire — non c'è posto per loro qui in Italia.

La posizione della signora Meloni a sostegno di Israele è chiara, netta e immutata. Dopo Natale, il 28 dicembre, le forze di sicurezza italiane hanno fatto irruzione nelle sedi dell'Associazione dei Palestinesi in Italia a Genova, Milano e Roma. Sono stati arrestati 9 responsabili di organizzazioni caritatevoli affiliate all'associazione e sequestrati 7 milioni di euro, su ordine della Procura e sulla base di informazioni provenienti dall'intelligence israeliana, come riportato dai giornali italiani e altre fonti. Tra i detenuti più noti c'è l'architetto Mohammad Hannoun, un autorevole attivista con vaste relazioni in Italia, ricercato dal governo degli Stati Uniti con l'accusa di finanziare Hamas.

La stampa italiana ha lanciato una campagna contro i partiti di sinistra e l'opposizione in generale, pubblicando foto di Hannoun con diversi leader dei partiti d'opposizione. Alcuni di loro si sono affrettati a dissociarsi dicendo: "L'ho visto una volta sola e non sapevo chi fosse" (il leader di sinistra Fratoianni). I giornali di destra si concentrano con decine di articoli sulla pericolosità dei palestinesi arrestati e sulla complicità dell'opposizione con loro.

Dall'annuncio della venuta di Abu Mazen al festival della destra italiana (descritta dalla stampa araba come ex-fascista), l'organizzazione di Fatah in Italia si è mossa con una campagna pubblicitaria senza precedenti per promuovere se stessa, come se avesse liberato un quarto del globo. Durante questa campagna, il portavoce di Fatah nei cinque continenti, Jamal Nazzal, ha approvato l'arresto di Hannoun e dei suoi compagni perché, secondo la sua tesi, avrebbero "rubato" la legittimità della rappresentanza palestinese, che apparterrebbe esclusivamente a Fatah, l'unica per cui sarebbe lecito manifestare...!!! E oggi, un membro dell'organizzazione ha pubblicato un manifesto per invitare a una celebrazione del 61° anniversario della nascita del movimento Fatah, che si terrà in una sala sussidiaria del Parlamento a Roma il prossimo 22 gennaio, senza che il manifesto riporti alcuna firma.

Qui va detto, senza alcun imbarazzo, che l'organizzazione di questo festival o della celebrazione dell'anniversario di Fatah in una sala del Parlamento solleva molteplici interrogativi: Chi è l'ente promotore? È l'organizzazione di Fatah? Da quando Fatah è diventata un'entità pubblica con una rappresentanza ufficiale in Italia? È la Rappresentanza Palestinese? Ma l'attuale governo italiano non riconosce nemmeno lo Stato di Palestina. Oppure è la "Comunità" di Roma, che non tiene un'assemblea generale nemmeno una volta ogni due anni e la cui dirigenza non è eletta?
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Viviamo in un paese democratico e ognuno è libero, ma non quando si tratta della solidarietà con la Palestina. Ognuno festeggi chi vuole e come vuole, ma questa insistenza nel lanciare frecciate contro la fermezza di Gaza e i suoi sacrifici mi spinge a dire che questa politica demagogica non è altro che uno sfruttamento del nome di Fatah, trasformandola in uno strumento — anzi, in un piccone — per demolire il movimento di solidarietà italiano (Pro-Pal) e privare la causa palestinese dei suoi sostenitori. È un insulto ai sacrifici di migliaia e milioni di persone, e a chiunque abbia lavorato in tutti questi mesi per sostenere il nostro popolo in Palestina.

Rivolgo queste parole a tutti gli amici, compagni e sostenitori italiani, arabi e stranieri che supportano la libertà del popolo palestinese: non partecipate a questa celebrazione nel Parlamento italiano. Esorto i figli del popolo palestinese in Italia a prendere posizione contro questa assurdità che ha superato ogni logica e ragionevolezza.

Samir Al Qaryouti
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Il presidente statunitense Donald Trump ha selezionato il diplomatico bulgaro Nikolay Mladenov come direttore esecutivo del cosiddetto Consiglio di pace di Gaza, un nuovo quadro internazionale destinato a gestire la Striscia durante la fase post-cessate il fuoco.

L'annuncio della nomina è stato fatto dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima che qualsiasi conferma ufficiale fosse rilasciata dall'amministrazione statunitense.

Il ruolo di Israele nella selezione di Mladenov riflette la sua interferenza diretta nel plasmare la traiettoria post-guerra, nonostante le ripetute affermazioni palestinesi che gli affari palestinesi sono una questione interna che deve essere gestita sotto la supervisione di professionisti palestinesi qualificati.

Tuttavia, gli Stati Uniti e Israele continuano a cercare di imporre la tutela attraverso vari mezzi. Mladenov aveva precedentemente fatto dichiarazioni ostili ai palestinesi, suscitando forti critiche da parte delle fazioni palestinesi e un netto rifiuto delle sue osservazioni.

QNN
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🇮🇷 Il Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Iraniano, Ali Larijani: Le forze di sicurezza hanno identificato i capi della rivolta - alcuni sono già stati arrestati, e altri lo saranno.
Mentre alcuni sono stati ingannati, molti sono venuti preparati con armi da fuoco, inclusi fucili e pistole, mostrando una chiara organizzazione e pianificazione.
I loro attacchi immediati ai centri militari e di polizia suggeriscono un tentativo di innescare una guerra civile e invitare l'intervento straniero.
Nonostante l'uso delle armi, non sono riusciti a prendere il controllo dei centri di sicurezza, che erano stati preparati.

RTM
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Gli Stati Uniti hanno dichiarato di stare monitorando da vicino le proteste a Teheran, con il presidente Trump che minaccia un intervento militare se il governo dovesse intervenire, nonostante le proteste includano atti di vandalismo e abbiano un sostegno esterno.

Questo ha messo in luce chiari doppi standard americani, poiché gli Stati Uniti sostengono proteste destabilizzanti all'estero mentre reprimono le proprie manifestazioni studentesche contro la guerra a Gaza attraverso arresti e deportazioni.

I principi americani di libertà vengono invocati selettivamente per creare caos o fare pressione su governi ostili, ma vengono ignorati quando si tratta di affrontare i crimini di guerra di Israele o le proteste contro di essi

QNN
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Oggi in piazza della Scala a Milano c'erano i seguaci del figlio dell'ex scià Pahlavi insieme appassionatamente ai sostenitori dei sionisti che stanno commettendo un genocidio da 2 anni in diretta mondiale...
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In queste settimane sull’Iran sentiamo quasi solo una narrazione:
quella dei “salvatori”, delle élite corrotte e dei popoli da redimere.

Questa testimonianza di un’amica ricercatrice iraniana, Minoo Mirshahvalad, racconta un’altra faccia della storia:
il peso delle sanzioni, della guerra mediatica, dei progetti di destabilizzazione travestiti da rinascita democratica.

Criticare un regime non significa accettare il colonialismo geopolitico come alternativa.
L’autodeterminazione dei popoli non passa dai bombardieri né dai protetti di Tel Aviv.

Brahim B.
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La risposta di Seyed Mohammad Marandi, docente all'Università di Teheran, già consigliere della squadra negoziale sul nucleare del governo Raisi, alle ultime minacce del senatore statunitense e ultrasionista Lindsey Graham contro l'Iran:

"La Repubblica Islamica dell'Iran e la Palestina esisteranno ancora a lungo dopo che i vermi avranno ripulito le tue ossa nella tomba e tu sarai stato inviato a iniziare la dannazione eterna, vecchia strega genocida".

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Alì Alizadeh, analista iraniano di base a Londra:

"A livello internazionale, gli eventi in Iran non hanno suscitato nell'opinione pubblica nemmeno un decimo della simpatia suscitata dagli eventi dell'autunno del 2022. Sapete perché? Perché il 7 ottobre ha aperto gli occhi al mondo. Perché hanno assistito al genocidio. Perché sanno che in questa Asia occidentale c'è un solo governo che uccide bambini e che il mondo deve fermare, e il suo nome è Israele".

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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L'IRAN E LA SORDIDA COMMEDIA SIONISTA DELLO SCIÀ

ilsimplicissimus - 11 gennaio 2026

Il modus operandi è sempre quello, ormai codificato: prima si mettono sanzioni del tutto unilaterali e illegali a un Paese che si vuole dominare, dicendo che è uno Stato canaglia con i più vari e talvolta grotteschi pretesti e si aspetta che il degrado dell'economia, susciti malumore nella popolazione, dopodiché si interviene per fare degli oppositori più radicali, un nucleo estremista, sostanzialmente estraneo al sistema politico, che possa agire come forza d'urto per un Cambio di Regime e di fatto agli ordini dei servizi segreti occidentali. Talvolta, anzi quasi sempre, tali gruppi contengono anche forze terroriste armate, all'occasione rafforzate dall'esterno. Politicamente rappresentano poco o nulla, ma in compenso riescono a mantenere rovente l'atmosfera. A tutto questo si accompagnano campagne di stampa che deformano le realtà dei Paesi nel mirino e ingrandiscono gli eventi, dando l'impressione di rivolte popolari laddove al contrario si tratta di eventi del tutto guidati dall'esterno, completamente al di fuori delle prospettive interne e spesso di modesta entità. Adesso la stessa intelligenza artificiale permette di creare immagini e video di rivolte in luoghi in cui non si sono mai verificate.

È per questo che in Iran ogni due anni si accendono "rivolte" praticamente gestite dai servizi segreti occidentali e dal Mossad, ma formate da poche decine di migliaia di persone, però ben organizzate e dirette, pronte a sfruttare qualsiasi occasione e qualsiasi crisi interna nel tentativo di mettere al potere un burattino dell'Occidente. Ma l'ultimo tentativo di Cambio di Regime in corso da Natale e sviluppatosi attorno ai malumori popolari per l'inflazione, presenta alcune novità. La prima è che gli USA non fanno nemmeno più finta di non essere al centro di questi accadimenti. Il portavoce non ufficiale della Cia, David Ignatius, scrive sul Washington Post : "la questione più difficile per Washington è se introdurre clandestinamente i terminali Starlink per invertire l'oscuramento di internet imposto da Teheran venerdì. L'amministrazione Biden ha valutato questa strategia durante le proteste del 2022 e del 2023, ma ha deciso di non farlo, temendo che avrebbe messo a rischio cruciali rotte di contrabbando utilizzate dalla CIA e dai servizi segreti israeliani. Forse questa volta, i benefici superano i costi". Si tratta dell'ammissione che quei terminali sono già lì e servono per coordinare la cosiddetta rivolta. Nel frattempo, la Russia ha sviluppato apparecchiature che consentono di rilevare i terminali Active Starling dall'alto. L'Iran ha già ricevuto alcuni di questi sistemi e presto ne produrrà in quantità sufficienti per coprire tutte le sue città.

Il secondo elemento, molto significativo, è che in questa occasione è stato presentato una specie di candidato alla successione e si tratta nientemeno di Reza Palavi, figlio dello Scià detronizzato nel 1979, proprio quello così caro alle shampiste per le sue avventure galanti e così odiato per i suoi torturatori. Lo Scià fu un'invenzione dei servizi segreti inglesi che misero sul trono il Generale Reza Shah Palavi nel 1925, per mantenere la presa del petrolio ed evitare l'influsso della confinante Unione Sovietica; poi insediarono nel 1941 il figlio ventiduenne che di fatto è stato il dittatore assoluto del Paese per 38 anni. E adesso tocca al figlio del figlio che rappresenta appieno le vere intenzioni occidentali, nella sua assoluta nullità. Il tutto oggi è sponsorizzato dal governo Sionista di Tel Israele. Come riportato nell'ottobre dello scorso anno da Haaretz, una delle più importanti testate israeliane: "All'inizio del 2023, Reza Pahlavi ha effettuato la sua prima visita ufficiale in Israele. Alla domanda sulle reazioni alla sua visita in un Paese, acerrimo nemico dell'Iran, ha affermato che le reazioni sono state ampiamente positive. Ha anche rimandato i giornalisti ai suoi profili sui social media.
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Non fidarti solo della mia parola, cerca sui social media, su Twitter, Instagram, su qualsiasi piattaforma".

Una risposta significativa visto che lo stesso Haaretz fece notare che era in corso una campagna di influenza digitale su larga scala in lingua persiana, gestita da Israele e finanziata da un ente privato che riceve sostegno governativo. La campagna promuoveva e promuove l'immagine pubblica di Palavi e amplifica le richieste di ripristino della monarchia. La campagna si basa su "avatar", falsi profili che si spacciano per cittadini iraniani sui social media. Sono stati scoperti per la prima volta da ricercatori di social media in Israele e all'estero.

Insomma uno scenario di cartapesta, completamente costruito ad hoc, per cercare di destabilizzare l'Iran. Ma il Paese è abitato da oltre 90 milioni di persone la maggioranza delle quali appoggiano il governo e non saranno poche migliaia di adolescenti o pochi gruppi armati, messi fino a pochi anni fa, nell'elenco delle formazioni terroriste, a rimettere sul trono un Palavi, ma al massimo possono essere il pretesto per nuovi bombardamenti. Altro che governo al collasso, come dicono tutti giornaloni. Finisco spiegando la foto del post di apertura che sembra fuori posto, ma che si inserisce perfettamente in questo contesto: vediamo Ursula von eccetera che saluta il terrorista Al Jolani portando la mano sul cuore orgogliosa del fatto che questo jihadista stia facendo strage di Alawiti, Cristiani e Curdi. Proprio, come si diceva un tempo nella bassa, la merda che si rivolta nel badile.

Fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2026/01/11/l-iran-e-la-sordida-commedia-sionista-dello-scia/?
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Le cifre dei morti della repressione iraniana sciorinate in questi giorni e prese per buone senza nessun conferme ufficiali né vaglio critico , dalla stampa nostrana vengono dall'Agenzia di Stampa degli Attivisti per i Diritti Umani (HRANA), ong registrata negli Stati Uniti e direttamente sostenuta dalla Ned (NED) . Il National Endowment for Democracy (NED) agisce al soldo del governo degli Stati Uniti. Da tempo si impegna a sovvertire il potere statale in altri Paesi, intromettendosi negli affari interni, fomentando divisioni e scontri, fuorviando l'opinione pubblica e conducendo infiltrazioni ideologiche e non solo , il tutto con il pretesto di promuovere la democrazia.
Giornalisti seri e imparziali nel Paese potrebbero arrivare a queste stesse conclusioni con delle semplici ricerche online e porsi quanto meno dei dubbi prima di prendere per verità assolute cifre e numeri riportati.

https://www.irb-cisr.gc.ca/fr/renseignements-pays/rdi/Pages/index.aspx?doc=459016&pls=1

Francesco Fustaneo
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Il Ministro del Patrimonio israeliano Amichai Eliyahu ha rivelato che agenti israeliani sono attualmente attivi in ​​Iran.

In un'intervista alla radio dell'esercito israeliano, Eliyahu ha parlato delle operazioni israeliane in Iran dell'ultimo anno e ha affermato che le attività sono in corso, secondo il quotidiano Israel Hayom.

Ha affermato: "Quando abbiamo attaccato l'Iran l'anno scorso, eravamo sul loro territorio e sapevamo come preparare il terreno per l'attacco. Posso assicurarvi che i nostri uomini stanno lavorando lì proprio ora".

Fonte qui: https://www.middleeastmonitor.com/20260109-israeli-minister-reveals-our-agents-are-operating-in-iran-now/
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Volevo scrivere giusto 2 cose sull’Iran, ma non tanto sulla situazione in sé, che per me è già abbastanza chiara, quanto sul circo mediatico che le gira attorno :
notizie false, semplificazioni imbarazzanti e il solito riciclo, trito e ritrito, di luoghi comuni buoni solo per salotti occidentali…

Il tutto condito da “analisi” fatte un tanto al kilo e da vecchie interviste riesumate come reliquie, tipo quella della Fallaci, come se fossero verità rivelate eterne e non il prodotto della solita, banale e prevedibile propaganda occidentale, per altro la stessa di 20/30 anni fa.

Ovviamente, l’Iran non è una caricatura di Stato , non è una barzelletta come può esserlo quell’entità illegale “israele”, non è un mostro che certa stampa ama raccontare.
E’ un paese complesso, con contraddizioni interne, conflitti politici, infiltrazioni e con una storia plurimillenaria e una società civile che viene sistematicamente cancellata dalla narrazione occidentale perché così fa comodo a chi ha tutto l’interesse di destabilizzare il paese per impiantare un governo fantoccio, uno schema già visto altrove, come ultimo esempio abbiamo la Siria, un altro Paese meraviglioso e complesso, destabilizzato dalle mire espansioniste di Turchia e “israele”, il cui capo del governo ora è semplicemente il numero 2 di Al Qaeda, benchè abbiano anche provato a ripulirlo e a dargli una nuova immagine.

la cosa che mi fa più schifo sono i sedicenti “filo palestinesi” , famosi e non famosi, che si agganciano a questa narrazione, finendo di attaccare l’unico paese che ha avuto il coraggio di rispondere per le rime alla prepotenza sionista. Un capolavoro di incoerenza politica!

Il problema non è ciriticare un governo (anche se mi piacerebbe vedere chiunque di questi criticoni vivere in un paese sottoposto a pesanti sanzioni da parte dell’occidente), ma è che la maggior parte di questa gente che critica, lo fa sulla base di FALSITà messe in giro dalla propaganda, infantilizzando una realtà complessa (un paese così ricco di storia e cultura che conta 90 -NOVANTA!!!- milioni di persone) di cui non si ha la benchè minima volontà di approfondire, lo fa spacciando pregiudizi e bugie come “analisi geopolitiche” .

Del resto, si sa che è più facile ripetere slogan come i pappagalli male ammaestrati, che studiare e pensare. E si vede.

IF
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
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"Le forze di sicurezza iraniane hanno attaccato oggi a Teheran dei manifestanti pacifici, ferendone decine e arrestandone molti altri.

Oh, aspetta, no, questa è la polizia statunitense nel Michigan, perché non si può dire "Palestina libera". "

Daniel Lambert
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Filmati della marcia odierna del popolo iraniano nella capitale, Teheran.

🇮🇷 Sayyed Ali Khamenei: "Il grande popolo iraniano ha dimostrato la propria fiducia in se stesso, la determinazione e l'identità di fronte ai nemici; questo è un avvertimento ai politici americani perché pongano fine al loro inganno e non scommettano su mercenari traditori".

RNN
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