Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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🚨 I colloqui con l'Iran durati 21 ore si concludono senza un accordo — Gli Stati Uniti lasciano Islamabad

Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che Washington ha presentato le sue linee rosse e i suoi termini, ma Teheran "ha scelto di non accettarli".

"Partiamo da qui con una proposta molto semplice, un metodo di comprensione, che è la nostra offerta finale e migliore. Vedremo se gli iraniani l'accetteranno", ha dichiarato.

👍 Guerra USA-Israele-Iran | @geopolitics_prime

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Colonnello in pensione dell'esercito americano: Vance non cercava negoziati, voleva solo la resa dell'Iran

«Daniel Davis», colonnello in pensione dell'esercito americano:

🔹 La pretesa di Vance che questi colloqui fossero "l'ultima possibilità" è un segnale negativo. La diplomazia non funziona così.

🔹 Pensare che un singolo incontro diplomatico possa risolvere una guerra è completamente irrealistico.

🔹 Se questa era davvero l'offerta finale degli Stati Uniti, allora non c'è stato alcun negoziato; si è trattato solo di un ultimatum accompagnato dalla richiesta di resa.

🔹 È improbabile che l'Iran accetti tali condizioni, e molto probabilmente questo segnerà solo l'inizio del conto alla rovescia per la ripresa della guerra.

🔹 Il nostro problema è che le stesse ragioni che ci hanno impedito di ottenere successi militari nelle prime sei settimane sono ancora presenti e probabilmente non avremo successi nemmeno nelle prossime sei settimane.

🔹 Nel frattempo, l'Iran manterrà il controllo di Hormuz, il prezzo del petrolio resterà alto e la carenza di fertilizzanti chimici provenienti dal Golfo continuerà a esercitare forti pressioni sull'economia globale, in particolare su quella americana.

🔹 Non è una buona giornata per l'America.

Tasnim
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23 anni fa oggi a Gaza, il fotografo britannico Tom Hurndall è stato colpito alla testa da un cecchino israeliano mentre cercava di proteggere i bambini palestinesi.

L'umanità non lo dimenticherà mai

Abo Nasr
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Il fratello leader Mu'ammar al-Qathafi parla il 13 settembre 1985 ad Al-Tathamun,

"Nel mio primo incontro con Khamenei, durante la conversazione, ha usato il termine 'Golfo Persico', mentre io direi 'Il Golfo Arabo. '
Gli ho chiesto: "Vale la pena che arabi e persiani si dicano se tutti continuano a dire solo quello che gli conviene? '
Khamenei rispose: "I paesi che si affacciano sull'altra sponda del Golfo non sono veramente arabi, sono colonie americane. Il giorno in cui diventeranno rivoluzionari come voi, sarò il primo a firmare un documento che lo intitola Golfo Arabo, Golfo Kuwaitiano, o qualsiasi altro nome che vi piaccia. Tuttavia, non è nel nostro interesse farlo ora e lasciare il Golfo agli agenti americani. '
Ha ribadito la sua disponibilità a riconsiderare il nome solo se i governanti della regione confinante con il Golfo diventassero rivoluzionari e non agenti statunitensi.
Sono d'accordo con lui su questo punto.
Khamenei ha aggiunto:
"Quando vedremo liberare la terra araba, saremo i primi a concedere il nome di "Golfo Persico", ma per ora è meglio che il Golfo rimanga "persiano" ed sia associato alla rivoluzione iraniana, piuttosto che consegnarlo a quegli arabi che sono semplicemente agenti del USA. '
Gli ho detto:
"Dovremmo chiamarlo Golfo Islamico, e porre fine a questa questione completamente. '
Khamenei ha accettato. Questo è quello che dovrebbe accadere. Dovremmo cercare l'unità con i nostri fratelli iraniani e non discutere su questa questione banale. "

Fonte, discorsi e dichiarazioni di BL Mu'ammar al-Qathafi, 1985.

D. R.
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Dubai sotto attacco del gruppo Handala!
Oggi 12 aprile 2026, il gruppo di hacker filo-iraniano Handala, ha rivendicato un attacco informatico senza precedenti contro le infrastrutture critiche di Dubai e degli EAU.
Il gruppo ha dichiarato di aver cancellato 5 petabyte (pari a 6.000 Terabyte, considerate che 1 Terabyte equivale a 1000 gigabyte) di dati governativi e aziendali per colpire reti energetiche, di telecomunicazioni e sistemi logistici.
L'attacco non ha come scopo il "ricatto", ma proprio la cancellazione permanente di documenti e dati per destabilizzare il paese

Questo attacco è una ritorsione al collavorazionismo tecnologico e militare degli Emirati con l'occidente sion imperialista.

Questa la dichiarazione del gruppo Handala
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«Come abbiamo precedentemente avvertito, la mano di Handala è sempre sul grilletto, in attesa del momento giusto per rispondere ai traditori.

In questo momento, un'intensa ondata di attacchi informatici da parte di Handala è in corso contro le infrastrutture critiche negli Emirati Arabi Uniti.

Finora, oltre 6 petabyte di dati sono stati distrutti, con una parte significativa di informazioni vitali cancellate o spazzate via.

Restate sintonizzati, prove, documentazione e ulteriori dettagli su questo importante colpo saranno rilasciati nei prossimi minuti.»

Qui il link con le schermare di ciò che è stato hackerato
https://handala-hack.tw/dubai-in-shock-unprecedented-handala-cyberattack-shakes-uae-infrastructure/?
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ULTIME NOTIZIE:

🇬🇧🇺🇸🇮🇷 Il Regno Unito afferma che non parteciperà al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz

Trump ha affermato oggi prima che "il Regno Unito invierà navi da guerra per aiutare, e probabilmente anche altri paesi lo faranno".

Megatron
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“Quindi gli Stati Uniti hanno deciso che, visto che non riescono ad aprire lo stretto, lo chiuderanno loro stessi
È incredibile"

Il demente Donaldo ne sa una più del, diavolo...🤭🤭🤭
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Era il 30 novembre 2025. Indossava la casacca azzurra degli Scout al-Mahdi, aveva la spilla di Khomeini sul petto, e stringeva in alto il ritratto del Papa con tutta la forza che aveva in corpo. Un ragazzino sciita di Beirut che urlava di felicità per un papa cristiano. Nessuno glielo aveva chiesto. Lo faceva e basta.

Quella foto di Jawad Ahmad aveva fatto il giro del mondo, perché diceva qualcosa di vero e di raro: che la gioia non ha confessione, che i bambini non aspettano il permesso dei teologi per essere felici.

Cinque mesi dopo, l'8 aprile 2026 - primo giorno del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, mentre le famiglie iniziavano a prepararsi a tornare a casa - Israele ha scatenato uno dei suoi massacri più brutali: cento bombardamenti in dieci minuti su Beirut, sul sud del Libano e sulla valle della Bekaa. Quartieri residenziali rasi al suolo. Più di trecento morti in dieci minuti.

Uno di quegli edifici era la casa di Jawad, nel quartiere di Hayy el-Sullom, periferia sud di Beirut.

Per tre giorni i soccorritori hanno cercato lui e suo padre Alì tra le macerie. L'11 aprile li hanno trovati.

C'è una parola araba sul titolo della foto che circola in queste ore: استشهد (istashhada). "Ha subito il martirio." Nel lessico sciita è una parola enorme, carica di storia.

Ma oggi, per chi guarda quella foto di novembre e poi pensa all'11 aprile, significa semplicemente questo: il bambino che impazzì di gioia è morto sotto le bombe. E il mondo ha fatto finta di niente.

Tahar Lamri
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Rompi il blocco nemico bloccando il loro blocco.

L'ARTE DELL'AFFARE DI DON TZU.

Resistance Trench
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Altro che propaganda pro euro, che per carità, ha il suo peso..ma ospitare a casa propria Netanyahu, su cui spicca un mandato di cattura internazionale da parte della CPI, è un atto di forza e una mossa politica concreta, l'ha ospitato fisicamente, ha rotto i trattati internazionali e questa cosa ha pesato molto di più di qualsiasi propaganda pro europeista.

Anche il referendum italiano non può essere letto solo in chiave "tecnica".
Dal mio punto di vista i cittadini hanno usato le urne per "punire" un governo percepito totalmente appiattito alle politiche genocidarie sioniste, nonostante le denunce internazionali.
Quando un governo ignora il sentimento popolare su temi etici e internazionali così forti, le urne diventano l'unico strumento per mandare un segnale ai propri politici, a prescindere da chi ci sia all'opposizione.
È la dimostrazione che la politica estera non è un gioco astratto, ma ha conseguenze fisiche, che possono essere pure peggiori dell'attuale situazione e far cadere i popoli dalla padella alla brace.
Orban è stato uno stupido, si è dato la zappa sui piedi da solo.
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L'Espresso stavolta fa una copertina perfetta : immagine, titolo e didascalia.
È stata ripresa anche da canali arabi

🇮🇹/🇵🇸🔻Immagine di copertina della rivista italiana L'Espresso:

"L'ABUSO

L'annessione della Cisgiordania, con soldati complici dei coloni. Gaza annientata. L'avanzata in Libano. La violazione del confine in Siria. La guerra all'Iran. Pulizia etnica e massacri. Questo è il modo in cui la destra sionista sta plasmando il Grande Israele".

https://t.me/AlHaqNews/33781
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🇮🇱⚡️ 🇩🇪 Il Ministro delle Finanze criminale Bezalel Smotrich al Cancelliere tedesco:

"I giorni in cui i tedeschi imponevano agli ebrei dove dovevano vivere sono finiti e non torneranno.

Il Cancelliere tedesco dovrebbe inchinare la testa e scusarsi mille volte a nome della Germania."

Resistance Trench
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La Meloni TIMIDAMENTE fa un piccolo passo : sospende il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con "israele".

Dite che la scoppola presa al referendum non c'entri?

Non è che forse, forse, hanno aguzzato un po' le orecchie?

Cmq non basta, saremo la loro spina nel fianco.

Fonte:
https://www.repubblica.it/politica/2026/04/14/news/meloni_descalzi_hormuz_guerra_iran_gas_russo-425282578/?ref=RHLF-BG-P1-S1-T1-roq18&fbclid=IwdGRjcARK8s1jbGNrBErymGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHjr5ZZFjKssgdf1D6bnPLVzB6LCB-4-JW_pbQZej6Tl04EhokNU_hJ1TmuOo_aem_5mH-iCw8s7W2aliLUy-gDQ
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Il giornalista Ex israeliano Alon Mizrahi ha twittato:

La principale differenza tra le squadre negoziali iraniana e americana non risiede nelle loro qualifiche accademiche o nel loro quoziente intellettivo; piuttosto, sta nel fatto che la squadra negoziale iraniana lavora per l'Iran, mentre quella americana lavora per Israele.
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🇮🇷⚡️🇮🇱🇺🇸 Il primo vicepresidente dell'Iran:

— Netanyahu ha dichiarato: 'Vance, di ritorno da Islamabad, mi ha riferito - come fa ogni giorno.'

— Per la prima volta nella storia, un alto funzionario statunitense fornisce 'rapporti quotidiani' al leader di un altro regime!

— Non si tratta di noi - si tratta di umiliazione strutturale.

— Il popolo americano sa che la Casa Bianca è effettivamente diventata un 'ramo di reporting' per un altro regime?

Resistance Trench
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La Procura di Roma ha deciso di aggiungere anche il reato di tortura, tra le ipotesi del fascicolo a carico di ignoti aperto dopo il fermo della Global Sumud Flotilla che era in viaggio verso la Striscia di Gaza e il fermo dei 36 attivisti italiani presenti sulle imbarcazioni che hanno tentato di violare il blocco navale di Israele.

L’indagine nella capitale è stata avviata dopo una serie di esposti presentati dagli attivisti, già ascoltati in Procura, nei quali denunciavano i maltrattamenti subiti in Israele. Nel fascicolo aperto nei mesi scorsi dal pubblico ministero Stefano Opilio erano già ipotizzati i reati di sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio. Gli inquirenti sarebbero pronti anche a inoltrare una richiesta di rogatoria internazionale a Israele.

#Tg3
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La redazione de L'Espresso risponde all'ambasciatore sionista in Italia e chiarisce :

La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo.

Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo (a colloquio con la nostra Tiziana Faraoni a pagina 48), quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele. E non ha nulla a che vedere con la sicurezza nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche
È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito. Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato.

L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti.

Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere.

La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono.

Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i terroristi non sono un’etnia, come i criminali non sono un popolo. Il genocidio si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia.

FONTE
https://lespresso.it/c/opinioni/2026/04/14/copertina-lespresso-abuso-israele-coloni-conquista-cisgiordania/61313?fbclid=IwdGRjcARLL-hleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR5A2-vtOn8LtK8HbhoAu9i0bw0XGF72Ns0YN4mhQ9evS9_OhTwZqBkeKGGGcg_aem_bt3Lj2DK1LVELw3gJQcZIA
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L'ambasciata iraniana in Thailandia ha risposto a Trump!

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"Ma perché dovremmo colpire l'Italia? Noi amiamo gli italiani, il calcio, la cucina italiana, Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, la Sardegna, Firenze, Napoli, Genova, Torino, la Sicilia e tutto ciò che sta in mezzo".
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VIEW IN TELEGRAM
🇷🇺🇨🇳⚡️Lavrov: Russia e Cina respingono l'egemonia occidentale radicata nel colonialismo

"I tentativi palesi dell'Occidente, sia degli Stati Uniti che dell'Europa, di mantenere e persino potenziare la propria egemonia... incluso il commercio degli schiavi, il colonialismo... continuano a vivere... a spese degli altri".

Ha avvertito che l'Asia occidentale e il Golfo Persico sono "un nodo di crisi" che non può essere facilmente sciolto.

— @SputnikInt
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Ultime notizie | Daniel Ella, comandante del 52° Battaglione della 401° Brigata Corazzata, l'unità dell'esercito israeliano responsabile dell'uccisione di Hind Rahab, è stato gravemente ferito durante i combattimenti a Bint Jbeil, nel sud del Libano, secondo i rapporti israeliani.

QNN
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