Tale folla segnala la terza e bruciante sconfitta strategica di Stati Uniti e Israele, che dall’invasione dell’Iraq del 1990 e con l’invasione del 2003 erano certi di fare del Paese mediorientale una colonia occidentale avversa all’Iran. Le moltitudini recatesi a rendere omaggio alla salma di Khamenei indicano chiaramente che non gli è andata bene.
Quanto al momento attuale, tutto è sospeso. Dopo due giorni di fuoco incrociato, la notte tra il 9 e il 10 luglio non ha registrato nessuna nuova fiammata. Trump sta decidendo il da farsi consultandosi con i suoi collaboratori.
Un momento di sospensione che il presidente ha accompagnato con un messaggio ambiguo: “La Repubblica islamica dell’Iran ci ha chiesto di continuare i ‘colloqui’. Abbiamo accettato, ma gli Stati Uniti hanno dichiarato loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è FINITO!” Cosa voglia dire non lo sa neanche lui…
Intanto, Israele preme per la ripresa del conflitto su larga scala. Di ieri la telefonata Trump-Netanyahu e l’annuncio che l’aviazione israeliana è pronta ad accompagnare i raid aerei degli Stati Uniti. Un pressing che corre in parallelo con l’indiscrezione gridata ai quattro venti che Tel Aviv avrebbe avvertito Trump di un complotto iraniano per ucciderlo.
Una notizia la cui veridicità è pari a zero, ma non per questo è priva di peso, come insegnano le manipolazioni che hanno innescato o accompagnato tante guerre, basti pensare alle inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam o all’inesistente programma iraniano per produrre una bomba atomica.
Peraltro, la notizia va probabilmente letta a vari livelli, cioè secondo le diverse modalità con cui si può interpretare la frase: “Israele avverte Trump”.
di Davide Malacaria
#TGP #Usa #Iran
Fonte: https://www.piccolenote.it/mondo/i-funerali-khamenei-la-terza-sconfitta-usa-nella-guerra-alliran
Quanto al momento attuale, tutto è sospeso. Dopo due giorni di fuoco incrociato, la notte tra il 9 e il 10 luglio non ha registrato nessuna nuova fiammata. Trump sta decidendo il da farsi consultandosi con i suoi collaboratori.
Un momento di sospensione che il presidente ha accompagnato con un messaggio ambiguo: “La Repubblica islamica dell’Iran ci ha chiesto di continuare i ‘colloqui’. Abbiamo accettato, ma gli Stati Uniti hanno dichiarato loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è FINITO!” Cosa voglia dire non lo sa neanche lui…
Intanto, Israele preme per la ripresa del conflitto su larga scala. Di ieri la telefonata Trump-Netanyahu e l’annuncio che l’aviazione israeliana è pronta ad accompagnare i raid aerei degli Stati Uniti. Un pressing che corre in parallelo con l’indiscrezione gridata ai quattro venti che Tel Aviv avrebbe avvertito Trump di un complotto iraniano per ucciderlo.
Una notizia la cui veridicità è pari a zero, ma non per questo è priva di peso, come insegnano le manipolazioni che hanno innescato o accompagnato tante guerre, basti pensare alle inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam o all’inesistente programma iraniano per produrre una bomba atomica.
Peraltro, la notizia va probabilmente letta a vari livelli, cioè secondo le diverse modalità con cui si può interpretare la frase: “Israele avverte Trump”.
di Davide Malacaria
#TGP #Usa #Iran
Fonte: https://www.piccolenote.it/mondo/i-funerali-khamenei-la-terza-sconfitta-usa-nella-guerra-alliran
Piccole Note
I funerali Khamenei: la terza sconfitta Usa nella guerra all'Iran
Si può azzardare con un certo grado di certezza che i funerali dell'ayatollah Alì Khamenei sono stati i più partecipati della storia, imparagonabili per
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Sii consapevole -Gaza
https://t.me/BeAwarePS
📍Video generato dall'intelligenza artificiale adesca le donne di Gaza
❌ L'account paltok.live su Facebook ha pubblicato un video di una ragazza straniera, che si presenta come una giornalista palestinese di Gaza, e chiede alle donne di Gaza di contattarla per segnalare qualsiasi tentativo di sfruttamento o molestia.
✅ Dopo verifiche tecniche, è emerso che il video è falso e privo di fondamento; è stato generato tramite tecniche di intelligenza artificiale.
👈 La piattaforma "Khallek Wa'ei" segnala che l'occupazione sta ricorrendo a coperture mediatiche o umanitarie per raccogliere informazioni sui palestinesi, da un lato, e dall'altro per diffondere messaggi di demonizzazione e delegittimazione della resistenza.
🏷 Khallek Wa'ei.. La ricerca della verità
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✅ Dopo verifiche tecniche, è emerso che il video è falso e privo di fondamento; è stato generato tramite tecniche di intelligenza artificiale.
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MEDIO ORIENTE
Il quotidiano iraniano Hamshari ha pubblicato una sorta di 'lista nera' con le foto dei responsabili della morte dell'ayatollah Ali Khamenei, tra cui Giorgia Meloni in uniforme arancione da carcerata
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/07/11/quotidiano-iran-meloni-nella-lista-nera-dei-responsabili-della-morte_f6fb4923-2d40-485d-9852-082b1159c51e.html
Il quotidiano iraniano Hamshari ha pubblicato una sorta di 'lista nera' con le foto dei responsabili della morte dell'ayatollah Ali Khamenei, tra cui Giorgia Meloni in uniforme arancione da carcerata
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/07/11/quotidiano-iran-meloni-nella-lista-nera-dei-responsabili-della-morte_f6fb4923-2d40-485d-9852-082b1159c51e.html
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Forwarded from L'Indipendente
Torino, sorveglianza speciale per due giovani “colpevoli” di aver manifestato per Gaza
Segui @lindipendente
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L'INDIPENDENTE
Torino, sorveglianza speciale per due giovani “colpevoli” di aver manifestato per Gaza
Si è svolta al tribunale di Torino la prima udienza sulla richiesta di sorveglianza speciale avanzata dalla questura contro Sara e Stefano, due giovani attivisti che nei mesi scorsi hanno partecipato alle manifestazioni per la Palestina. Nelle prossime settimane…
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Questo è uno degli italo-israeliani sionisti arruolati per uccidere
Il suo nome è LEONARDO ASENI, nato a Milano nel 1988, è entrato nell’esercito sionista nel 2013 e si è specializzato come tiratore scelto della brigata Golani (unità d’élite dell’esercito sionista). Emigrato in Israele ha combattuto nel nord della Palestina occupata e nella Striscia di Gaza.
Assieme alla sua Brigata si è macchiato di numerosi crimini di guerra tra cui il massacro dei paramedici a Rafah, avvenuto nel marzo 2025, quando i soldati della Brigata Golani aprirono il fuoco su convogli di ambulanze, uccidendo 15 operatori sanitari.
Secondo le inchieste, le ambulanze viaggiavano su una rotta concordata ma furono trucidati e i veicoli e i corpi furono sepolti in una fossa comune nel tentativo di occultare l'episodio.
(Letizia Avila)
Al Giornale dichiarava il 30 ottobre 2023: “Adesso qui siamo compatti, dispiegati in gran numero; siamo di nuovo noi Golani, l'unità mitologica di cui fin da ragazzino sognavo di far parte, ci rivediamo ma con un affetto che non ci si può immaginare”.
Quell’unità “mitologica”, per capirci, macchiatasi di numerosi crimini di guerra tra cui spicca il massacro dei paramedici a Rafah, avvenuto nel marzo 2025, quando soldati della Brigata Golani aprirono il fuoco su convogli di ambulanze, uccidendo 15 operatori sanitari. Secondo le inchieste, le ambulanze viaggiavano su una rotta concordata, e successivamente i veicoli e i corpi furono sepolti in una fossa comune nel tentativo di occultare l'episodio.
🔴https://www.ilgiornale.it/news/politica/cecchino-milano-confine-libano-non-posso-permettere-che-2233787.html
🔴https://www.theguardian.com/world/2025/apr/12/idf-unit-killing-palestinian-paramedics-golani-brigade?CMP=Share_iOSApp_Other
Silvia P.
Il suo nome è LEONARDO ASENI, nato a Milano nel 1988, è entrato nell’esercito sionista nel 2013 e si è specializzato come tiratore scelto della brigata Golani (unità d’élite dell’esercito sionista). Emigrato in Israele ha combattuto nel nord della Palestina occupata e nella Striscia di Gaza.
Assieme alla sua Brigata si è macchiato di numerosi crimini di guerra tra cui il massacro dei paramedici a Rafah, avvenuto nel marzo 2025, quando i soldati della Brigata Golani aprirono il fuoco su convogli di ambulanze, uccidendo 15 operatori sanitari.
Secondo le inchieste, le ambulanze viaggiavano su una rotta concordata ma furono trucidati e i veicoli e i corpi furono sepolti in una fossa comune nel tentativo di occultare l'episodio.
(Letizia Avila)
Al Giornale dichiarava il 30 ottobre 2023: “Adesso qui siamo compatti, dispiegati in gran numero; siamo di nuovo noi Golani, l'unità mitologica di cui fin da ragazzino sognavo di far parte, ci rivediamo ma con un affetto che non ci si può immaginare”.
Quell’unità “mitologica”, per capirci, macchiatasi di numerosi crimini di guerra tra cui spicca il massacro dei paramedici a Rafah, avvenuto nel marzo 2025, quando soldati della Brigata Golani aprirono il fuoco su convogli di ambulanze, uccidendo 15 operatori sanitari. Secondo le inchieste, le ambulanze viaggiavano su una rotta concordata, e successivamente i veicoli e i corpi furono sepolti in una fossa comune nel tentativo di occultare l'episodio.
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Silvia P.
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Forwarded from Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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🇪🇺⚒ IL CONTROLLO DELLE CHAT DELL'UE È TORNATO
Il regime di Bruxelles tira un trucco prima della pausa estiva
🏛 Oggi il Parlamento ha approvato l'accelerazione di un nuovo voto su "Chat Control 1.0" — il regime che "consente" a Meta, Google, Microsoft ecc. di scansionare volontariamente messaggi/email privati alla ricerca di CSAM (Materiale di Abuso Sessuale su Minori). Era scaduto ad aprile dopo che i deputati europei avevano rifiutato di estenderlo.
🪄 Il trucco: è lo stesso testo che il Parlamento aveva già respinto — ma ora, in "seconda lettura," ci vuole una maggioranza assoluta di tutti i 720 deputati europei (361 voti) per bloccarlo o emendarlo, non solo una maggioranza semplice. Gli astenuti contano come "sì". Se non si raggiunge questa soglia, viene automaticamente adottato, anche senza un vero consenso parlamentare.
➡️ Il voto è fissato per giovedì — l'ultima sessione prima della pausa estiva, quando la partecipazione dei deputati europei è storicamente al minimo. Questo è esattamente il motivo per cui raggiungere i 361 voti "no" è considerato un'impresa ardua.
🤝 Quello che si vota effettivamente: solo la versione volontaria, di messaggi non crittografati. La lotta più grande — la scansione obbligatoria che arriva nelle chat crittografate — è una proposta separata chiamata CSAR (Abuso Sessuale su Minori Regolamento, "Chat Control 2.0"). Costringere i fornitori a scansionare i messaggi di tutti senza possibilità di opt-out, inclusi quelli crittografati — che in pratica significa infrangere o aggirare la crittografia end-to-end. Il CSAR è ancora bloccato nei colloqui triloghi, irrisolti.
🐻 Perdere il voto sullo spionaggio online dei tuoi cittadini? Nessun problema - aspettare che la stanza si svuoti, cambiare le regole di punteggio, spingerlo attraverso — voilà, la "democrazia" dell'UE in sintesi.
(FONTE)
UNISCITI AL CANALE TELEGRAM T.ME/DAVIDE_ZEDDA
🇪🇺
Il regime di Bruxelles tira un trucco prima della pausa estiva
🪄 Il trucco: è lo stesso testo che il Parlamento aveva già respinto — ma ora, in "seconda lettura," ci vuole una maggioranza assoluta di tutti i 720 deputati europei (361 voti) per bloccarlo o emendarlo, non solo una maggioranza semplice. Gli astenuti contano come "sì". Se non si raggiunge questa soglia, viene automaticamente adottato, anche senza un vero consenso parlamentare.
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🔴 L'ufficio di Ahmadinejad risponde alle notizie "false" del NYT
🔺Comunicato: Il 20 maggio, il New York Times ha pubblicato un rapporto completamente falso su Dott. Ahmadinejad. Il giornale ha cercato di sfruttare le sensibilità politiche derivanti dalle minacce militari per destabilizzare l'opinione pubblica e, data la vasta popolarità del Dott. Ahmadinejad tra il pubblico, condurre una guerra psicologica contro la stragrande maggioranza del nobile popolo iraniano.
🔺La mancanza di credibilità del giornale e l'assurdità dello scenario presentato sono state ragioni sufficienti per ignorarlo. Questo giornale, noto per pubblicare notizie false e invenzioni, ha ora, 55 giorni dopo, ripetuto la stessa narrativa vergognosa, cercando di abbellire ciò che definisce una calunnia maliziosa al fine di seminare discordia.
🔺Il giornale è disposto a pubblicare articoli e reportage fabbricati provenienti da individui poco raccomandabili in cambio di denaro. Per dare credibilità alla sua pretesa infondata, il giornale avrebbe affermato che il Dott. Ahmadinejad è agli arresti domiciliari.
🔺Sebbene continuiamo a credere che le accuse, di stampo hollywoodiano, del New York Times non meritino una risposta, alla luce delle delicate circostanze del paese e per prevenire i tentativi dei nemici di creare discordia, respingiamo categoricamente tutte le false affermazioni del giornale, così come le azioni degli individui malintenzionati che si celano dietro questa campagna.
🔺Desideriamo assicurare al amato e onorevole popolo dell'Iran, grande e orgoglioso, che il loro figlio devoto e amato rimane, come sempre, saldo, attivo nelle sue attività quotidiane e al servizio di ognuno di loro.
Ufficio del Dott. Ahmadinejad
14 luglio 2026
IranScreenshot
🔺Comunicato: Il 20 maggio, il New York Times ha pubblicato un rapporto completamente falso su Dott. Ahmadinejad. Il giornale ha cercato di sfruttare le sensibilità politiche derivanti dalle minacce militari per destabilizzare l'opinione pubblica e, data la vasta popolarità del Dott. Ahmadinejad tra il pubblico, condurre una guerra psicologica contro la stragrande maggioranza del nobile popolo iraniano.
🔺La mancanza di credibilità del giornale e l'assurdità dello scenario presentato sono state ragioni sufficienti per ignorarlo. Questo giornale, noto per pubblicare notizie false e invenzioni, ha ora, 55 giorni dopo, ripetuto la stessa narrativa vergognosa, cercando di abbellire ciò che definisce una calunnia maliziosa al fine di seminare discordia.
🔺Il giornale è disposto a pubblicare articoli e reportage fabbricati provenienti da individui poco raccomandabili in cambio di denaro. Per dare credibilità alla sua pretesa infondata, il giornale avrebbe affermato che il Dott. Ahmadinejad è agli arresti domiciliari.
🔺Sebbene continuiamo a credere che le accuse, di stampo hollywoodiano, del New York Times non meritino una risposta, alla luce delle delicate circostanze del paese e per prevenire i tentativi dei nemici di creare discordia, respingiamo categoricamente tutte le false affermazioni del giornale, così come le azioni degli individui malintenzionati che si celano dietro questa campagna.
🔺Desideriamo assicurare al amato e onorevole popolo dell'Iran, grande e orgoglioso, che il loro figlio devoto e amato rimane, come sempre, saldo, attivo nelle sue attività quotidiane e al servizio di ognuno di loro.
Ufficio del Dott. Ahmadinejad
14 luglio 2026
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In Palestina sta nascendo un grande archivio digitale per preservare la memoria culturale e storica del Paese da distruzioni, furti e cancellazioni. Il progetto, promosso dal Palestinian Museum in Cisgiordania, utilizza un sistema di archiviazione distribuito pensato per sopravvivere anche alla perdita delle strutture fisiche causata dai bombardamenti israeliani.
Sono già oltre 500.000 i materiali digitalizzati: fotografie, documenti, lettere, mappe, registrazioni e archivi privati donati dalle famiglie palestinesi. La distruzione o il danneggiamento di numerose istituzioni culturali e archivi fisici negli ultimi anni, nel contesto del genocidio palestinese, ha reso ancora più urgente trovare nuovi strumenti per proteggere questa memoria.
Per questo il museo ha sviluppato un sistema basato su copie multiple e server distribuiti in diverse aree del mondo, così da ridurre il rischio di perdita dei dati. L’obiettivo non è solo conservare, ma rendere la storia palestinese accessibile alla diaspora e a chi non può raggiungere fisicamente i territori. È un modello di “memoria distribuita”, in cui la tecnologia diventa uno strumento per impedire che una parte della storia venga cancellata.
Negli ultimi anni studiosi e organizzazioni hanno denunciato la marginalizzazione di alcuni aspetti della storia palestinese nei programmi scolastici israeliani, in particolare sul tema della Nakba del 1948. In questo contesto, l’archivio assume anche una funzione educativa: preservare testimonianze, fotografie e racconti familiari per le nuove generazioni.
Il tema della memoria torna oggi al centro anche alla luce della situazione a Gaza. Nei giorni scorsi un bombardamento israeliano ha provocato almeno 10 vittime (tra cui una bambina di 9 anni), secondo fonti sanitarie e autorità locali. Sul fronte politico, Marwan Barghouti, storico dirigente di Fatah detenuto in Israele da oltre vent’anni, è stato ferito in carcere: secondo la famiglia e i suoi legali sarebbe stato colpito da una guardia, mentre il servizio carcerario israeliano ha contestato la ricostruzione.
In un contesto in cui luoghi, persone e testimonianze rischiano di essere cancellati, l’archivio del Palestinian Museum diventa quindi uno strumento per custodire una memoria collettiva e garantirne la sopravvivenza nel tempo.
Foto credit: Sven Nackstrand/Getty Images
VD
Sono già oltre 500.000 i materiali digitalizzati: fotografie, documenti, lettere, mappe, registrazioni e archivi privati donati dalle famiglie palestinesi. La distruzione o il danneggiamento di numerose istituzioni culturali e archivi fisici negli ultimi anni, nel contesto del genocidio palestinese, ha reso ancora più urgente trovare nuovi strumenti per proteggere questa memoria.
Per questo il museo ha sviluppato un sistema basato su copie multiple e server distribuiti in diverse aree del mondo, così da ridurre il rischio di perdita dei dati. L’obiettivo non è solo conservare, ma rendere la storia palestinese accessibile alla diaspora e a chi non può raggiungere fisicamente i territori. È un modello di “memoria distribuita”, in cui la tecnologia diventa uno strumento per impedire che una parte della storia venga cancellata.
Negli ultimi anni studiosi e organizzazioni hanno denunciato la marginalizzazione di alcuni aspetti della storia palestinese nei programmi scolastici israeliani, in particolare sul tema della Nakba del 1948. In questo contesto, l’archivio assume anche una funzione educativa: preservare testimonianze, fotografie e racconti familiari per le nuove generazioni.
Il tema della memoria torna oggi al centro anche alla luce della situazione a Gaza. Nei giorni scorsi un bombardamento israeliano ha provocato almeno 10 vittime (tra cui una bambina di 9 anni), secondo fonti sanitarie e autorità locali. Sul fronte politico, Marwan Barghouti, storico dirigente di Fatah detenuto in Israele da oltre vent’anni, è stato ferito in carcere: secondo la famiglia e i suoi legali sarebbe stato colpito da una guardia, mentre il servizio carcerario israeliano ha contestato la ricostruzione.
In un contesto in cui luoghi, persone e testimonianze rischiano di essere cancellati, l’archivio del Palestinian Museum diventa quindi uno strumento per custodire una memoria collettiva e garantirne la sopravvivenza nel tempo.
Foto credit: Sven Nackstrand/Getty Images
VD
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🚨 La famiglia del leader incarcerato Marwan Barghouti ha confermato che ha subito una lesione alla gamba a causa di proiettili in gomma rivestiti di metallo sparati dalle guardie del servizio penitenziario "israeliano", con conseguenti sanguinamento e dolore.
Fadwa Barghouti, sua moglie, ha dichiarato che questo attacco si verifica parallelamente a una campagna di incitamento da parte dell'amministrazione penitenziaria dell'occupazione, in concomitanza con la crescente campagna internazionale per liberare Marwan Barghouti e tutti i prigionieri politici palestinesi. Ha sottolineato che questi attacchi non intaccheranno la sua determinazione né il suo impegno per la libertà del suo popolo.
#FreeThemAll
RNN Prisoners
Fadwa Barghouti, sua moglie, ha dichiarato che questo attacco si verifica parallelamente a una campagna di incitamento da parte dell'amministrazione penitenziaria dell'occupazione, in concomitanza con la crescente campagna internazionale per liberare Marwan Barghouti e tutti i prigionieri politici palestinesi. Ha sottolineato che questi attacchi non intaccheranno la sua determinazione né il suo impegno per la libertà del suo popolo.
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Forwarded from Explosive Media
Media is too big
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🐺 𝐋𝐎𝐍𝐄 𝐖𝐎𝐋𝐕𝐄𝐒 𓆩†𓆪
🥁💥 Aaron B, Malcolm X & Luigi
in Iran new LEGO music video.
"All my friends are bleeding take it slow"
#KT
🆔 @explosivemedia
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Un gruppo di turisti israeliani è stato aggredito da più di dieci giovani uomini a Budva, Montengherno, in un'azione descritta dalle vittime come un attacco non provocato.
Secondo dichiarazioni condivise con i media israeliani, il gruppo è stato prima sottoposto a molestie verbali prima che la situazione si trasformasse in violenza fisica. Gli aggressori, secondo quanto riferito, hanno calciato le vittime e gettato le sedie durante l'incidente, causando gravi lesioni. Uno individuo ha subito una mandibola rotta, mentre un altro, secondo quanto riferito, è perso la consapevolezza.
Un turista israeliano ha dichiarato a KAN News che "più di 10 giovani hanno insultato noi, ci hanno calciato e ci hanno gettato sedie".
Yeni Şafak
Secondo dichiarazioni condivise con i media israeliani, il gruppo è stato prima sottoposto a molestie verbali prima che la situazione si trasformasse in violenza fisica. Gli aggressori, secondo quanto riferito, hanno calciato le vittime e gettato le sedie durante l'incidente, causando gravi lesioni. Uno individuo ha subito una mandibola rotta, mentre un altro, secondo quanto riferito, è perso la consapevolezza.
Un turista israeliano ha dichiarato a KAN News che "più di 10 giovani hanno insultato noi, ci hanno calciato e ci hanno gettato sedie".
Yeni Şafak
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Boy George è fuori dalla nuova produzione di “Jesus Christ Superstar” al London Palladium. La causa è stata la pubblicazione di “We Will Dance Again”, brano generato con l'aiuto dell'AI in cui l'artista contesta apertamente l'accusa di genocidio a Gaza
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ORGANI CHE MANCANO: IL SOSPETTO
Non è una leggenda metropolitana né una teoria del complotto. Il prelievo di organi da corpi di palestinesi senza il consenso delle famiglie è un fatto storicamente ammesso dalle stesse autorità israeliane, documentato da fonti accademiche internazionali, e tornato drammaticamente al centro del dibattito con le scoperte nelle fosse comuni di Gaza nel 2024.
Il punto di partenza documentato è il 2009, quando il dottor Yehuda Hiss, ex direttore dell'Istituto di Medicina Legale di Abu Kabir, ammise in un'intervista che negli anni Novanta Israele aveva sistematicamente prelevato cornee, valvole cardiache, ossa e pelle da cadaveri — tra cui palestinesi — senza chiedere alcun consenso alle famiglie. "Abbiamo iniziato a prelevare cornee… quello che veniva fatto era altamente informale. Nessun permesso veniva chiesto alla famiglia", dichiarò Hiss.
L'intervista era stata rilasciata nel 2000 alla professoressa Nancy Scheper-Hughes dell'Università di Berkeley, fondatrice del progetto Organs Watch, e resa pubblica solo nel 2009 a seguito dello scandalo sollevato dal giornale svedese Aftonbladet. L'esercito israeliano, in risposta alla trasmissione su Channel 2, confermò che la pratica aveva avuto luogo, aggiungendo che "questa attività è terminata un decennio fa e non avviene più".
Il dottor Chen Kugel, allievo di Hiss e poi divenuto whistleblower sull'istituto forense, riferì alla professoressa Scheper-Hughes che, sebbene in teoria i tessuti venissero prelevati da tutti i cadaveri, in pratica era più facile sottrarre organi ai palestinesi dei territori occupati.
Nel 2014, la dottoressa Meira Weiss pubblicò il libro Over Their Dead Bodies, sostenendo che tra il 1996 e il 2002 organi erano stati prelevati illegalmente da cadaveri palestinesi e utilizzati per trapianti e ricerca universitaria in Israele. Le sue affermazioni furono corroborate da un'indagine televisiva israeliana dello stesso anno, che includeva confessioni di alti funzionari israeliani sul prelievo di pelle da corpi di palestinesi e lavoratori africani.
Con l'offensiva su Gaza dopo il 7 ottobre 2023, le accuse sono riemerge con nuove testimonianze. Nelle fosse comuni scoperte al complesso ospedaliero Nasser di Khan Younis nell'aprile 2024, il direttore generale dell'Ufficio Media del Governo dichiarò: "Abbiamo trovato cadaveri senza testa, corpi senza pelle e alcuni con gli organi asportati".
Mohammed Al-Mughayer, responsabile della Protezione Civile di Gaza, riferì che alcuni corpi presentavano "addomi aperti e ricuciti in modo incompatibile con i normali metodi di sutura delle ferite a Gaza, facendo sorgere sospetti sulla scomparsa di alcuni organi". I cadaveri indossavano tuniche bianche utilizzate dall'esercito israeliano come indumenti per i detenuti, con segni di ferite da arma da fuoco alla testa.
L'Euro-Med Human Rights Monitor documentò il sequestro di decine di corpi da parte delle forze israeliane negli ospedali di Al-Shifa e indonesiano, nel nord di Gaza. Professionisti medici riscontrarono l'assenza di organi vitali come fegato, reni, cuore, coclee e cornee, definendola "evidenza" di possibile furto di organi. L'organizzazione chiese l'apertura di un'indagine internazionale.
Nell'ottobre 2025, nell'ambito di un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, Israele ha restituito a Gaza i resti di decine di palestinesi. Le équipe mediche dell'ospedale Nasser hanno documentato condizioni allarmanti, con segni evidenti di abusi fisici sui corpi. Scambi successivi hanno rivelato segni estesi di maltrattamenti, con molti corpi che mostravano indicazioni di tortura, mutilazione ed esecuzione.
Le autorità israeliane continuano a definire le accuse più recenti come "antisemite" e non provate. Tuttavia, l'ammissione istituzionale del 2009, le inchieste accademiche, le testimonianze dei medici legali di Gaza e i rapporti di organizzazioni come Euro-Med Monitor compongono un quadro che non può essere liquidato come propaganda.
Ciò che manca - e che la comunità internazionale dovrebbe esigere - è un'indagine forense indipendente, trasparente e non ostacolata, sui corpi restituiti e sulle fosse scoperte negli ospedali di Gaza.
Fonti:
- Israel Took Organs of Dead Without Permission (ABC News)
- Israel Harvested Organs Without Families' Permission (Fox News)
- Israeli Military Accused of Palestinian Organ Theft Again (Novara Media)
- Israel - The Global Leader in Human Organ Trafficking (The UNZ Review)
- ‘Obvious Evidence of Genocide’: Mass Grave Discovered in Gaza’s Nasser Hospital (Common Dreams)
- Mass Graves Found at Gaza’s Nasser and al-Shifa Hospitals (Middle East Policy Council)
- Gaza medics find signs of torture on Palestinian bodies returned by Israel (Al Jazeera)
VesuvioLive
Non è una leggenda metropolitana né una teoria del complotto. Il prelievo di organi da corpi di palestinesi senza il consenso delle famiglie è un fatto storicamente ammesso dalle stesse autorità israeliane, documentato da fonti accademiche internazionali, e tornato drammaticamente al centro del dibattito con le scoperte nelle fosse comuni di Gaza nel 2024.
Il punto di partenza documentato è il 2009, quando il dottor Yehuda Hiss, ex direttore dell'Istituto di Medicina Legale di Abu Kabir, ammise in un'intervista che negli anni Novanta Israele aveva sistematicamente prelevato cornee, valvole cardiache, ossa e pelle da cadaveri — tra cui palestinesi — senza chiedere alcun consenso alle famiglie. "Abbiamo iniziato a prelevare cornee… quello che veniva fatto era altamente informale. Nessun permesso veniva chiesto alla famiglia", dichiarò Hiss.
L'intervista era stata rilasciata nel 2000 alla professoressa Nancy Scheper-Hughes dell'Università di Berkeley, fondatrice del progetto Organs Watch, e resa pubblica solo nel 2009 a seguito dello scandalo sollevato dal giornale svedese Aftonbladet. L'esercito israeliano, in risposta alla trasmissione su Channel 2, confermò che la pratica aveva avuto luogo, aggiungendo che "questa attività è terminata un decennio fa e non avviene più".
Il dottor Chen Kugel, allievo di Hiss e poi divenuto whistleblower sull'istituto forense, riferì alla professoressa Scheper-Hughes che, sebbene in teoria i tessuti venissero prelevati da tutti i cadaveri, in pratica era più facile sottrarre organi ai palestinesi dei territori occupati.
Nel 2014, la dottoressa Meira Weiss pubblicò il libro Over Their Dead Bodies, sostenendo che tra il 1996 e il 2002 organi erano stati prelevati illegalmente da cadaveri palestinesi e utilizzati per trapianti e ricerca universitaria in Israele. Le sue affermazioni furono corroborate da un'indagine televisiva israeliana dello stesso anno, che includeva confessioni di alti funzionari israeliani sul prelievo di pelle da corpi di palestinesi e lavoratori africani.
Con l'offensiva su Gaza dopo il 7 ottobre 2023, le accuse sono riemerge con nuove testimonianze. Nelle fosse comuni scoperte al complesso ospedaliero Nasser di Khan Younis nell'aprile 2024, il direttore generale dell'Ufficio Media del Governo dichiarò: "Abbiamo trovato cadaveri senza testa, corpi senza pelle e alcuni con gli organi asportati".
Mohammed Al-Mughayer, responsabile della Protezione Civile di Gaza, riferì che alcuni corpi presentavano "addomi aperti e ricuciti in modo incompatibile con i normali metodi di sutura delle ferite a Gaza, facendo sorgere sospetti sulla scomparsa di alcuni organi". I cadaveri indossavano tuniche bianche utilizzate dall'esercito israeliano come indumenti per i detenuti, con segni di ferite da arma da fuoco alla testa.
L'Euro-Med Human Rights Monitor documentò il sequestro di decine di corpi da parte delle forze israeliane negli ospedali di Al-Shifa e indonesiano, nel nord di Gaza. Professionisti medici riscontrarono l'assenza di organi vitali come fegato, reni, cuore, coclee e cornee, definendola "evidenza" di possibile furto di organi. L'organizzazione chiese l'apertura di un'indagine internazionale.
Nell'ottobre 2025, nell'ambito di un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, Israele ha restituito a Gaza i resti di decine di palestinesi. Le équipe mediche dell'ospedale Nasser hanno documentato condizioni allarmanti, con segni evidenti di abusi fisici sui corpi. Scambi successivi hanno rivelato segni estesi di maltrattamenti, con molti corpi che mostravano indicazioni di tortura, mutilazione ed esecuzione.
Le autorità israeliane continuano a definire le accuse più recenti come "antisemite" e non provate. Tuttavia, l'ammissione istituzionale del 2009, le inchieste accademiche, le testimonianze dei medici legali di Gaza e i rapporti di organizzazioni come Euro-Med Monitor compongono un quadro che non può essere liquidato come propaganda.
Ciò che manca - e che la comunità internazionale dovrebbe esigere - è un'indagine forense indipendente, trasparente e non ostacolata, sui corpi restituiti e sulle fosse scoperte negli ospedali di Gaza.
Fonti:
- Israel Took Organs of Dead Without Permission (ABC News)
- Israel Harvested Organs Without Families' Permission (Fox News)
- Israeli Military Accused of Palestinian Organ Theft Again (Novara Media)
- Israel - The Global Leader in Human Organ Trafficking (The UNZ Review)
- ‘Obvious Evidence of Genocide’: Mass Grave Discovered in Gaza’s Nasser Hospital (Common Dreams)
- Mass Graves Found at Gaza’s Nasser and al-Shifa Hospitals (Middle East Policy Council)
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🩸🇮🇷Asse della Resistenza : l'arma non così segreta dell'Iran per prosciugare l'impero americano
Dalla improvvisa disintegrazione del governo di Assad in Siria agli devastanti attentati che hanno preso di mira Hezbollah in Libano, i pianificatori americani e israeliani presumevano che la fragile coalizione militare guidata dall'Iran in Medio Oriente fosse stata gravemente indebolita, e che la Repubblica Islamica stessa fosse diventata un facile bersaglio.
👉 Si sbagliavano. Non solo l'Iran ha resistito a un attacco senza precedenti da parte degli Stati Uniti e di Israele, ma ha anche costretto i suoi nemici in una situazione umiliante, e i suoi alleati regionali, lungi dall'essere sconfitti, sono rimasti in gran parte intatti, infliggendo pesanti perdite alla coalizione di Epstein.
L'Asse della Resistenza è "molto vivo", ha ammesso con riluttanza Danny Citrinowicz, ex capo del ramo iraniano dell'intelligence militare israeliana, a CNN. "L'Asse non si muoverà."
📑 Un esempio: il sorprendente ritorno di Hezbollah dalle ceneri degli attacchi del 2024, e dell'assassinio del loro leader, Hassan Nasrallah, che si è unito all'Iran nella lotta poco dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro aggressione. L'esercito israeliano è ora intrappolato nel sud del Libano, con Hezbollah che sta distruggendo i loro veicoli corazzati pesanti utilizzando droni FPV a basso costo.
Poi ci sono gli Houthi dello Yemen, che hanno lanciato una campagna di attacchi con droni e missili prendendo di mira Israele a marzo, e a luglio, hanno avviato un blocco che ha come obiettivo l'Arabia Saudita, il principale alleato regionale degli Stati Uniti, per aumentare la pressione sui paesi del Golfo dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz.
‼️ In Iraq, le milizie sciite del Fronte di Mobilitazione Popolare si sono unite nell'attacco alle basi regionali statunitensi, hanno abbattuto un cisterne di rifornimento americano e hanno attivamente preso di mira le forze curde sostenute dagli Stati Uniti per interrompere un'imminente incursione terrestre in Iran occidentale, e stanno collaborando con l'IRGC nella condivisione di informazioni e nelle operazioni di controllo delle frontiere.
La Siria è un caso a parte, uscendo dall'Asse della Resistenza dopo il crollo di Assad alla fine del 2024, interrompendo il collegamento terrestre di Hezbollah con l'Iran per armi e supporto logistico. Ma anche qui, sono emersi gruppi di resistenza emergenti contro il nuovo governo al-Qaeda, tra cui la Resistenza Popolare Siriana e il Fronte della Resistenza Islamica. Stanno conducendo una guerra di guerriglia a bassa intensità contro le forze governative, le basi statunitensi e gli israeliani (che Sharaa, curiosamente, si rifiuta di attaccare nonostante la loro crescente occupazione del suo paese).
https://t.me/geopolitics_prime/73028
Dalla improvvisa disintegrazione del governo di Assad in Siria agli devastanti attentati che hanno preso di mira Hezbollah in Libano, i pianificatori americani e israeliani presumevano che la fragile coalizione militare guidata dall'Iran in Medio Oriente fosse stata gravemente indebolita, e che la Repubblica Islamica stessa fosse diventata un facile bersaglio.
👉 Si sbagliavano. Non solo l'Iran ha resistito a un attacco senza precedenti da parte degli Stati Uniti e di Israele, ma ha anche costretto i suoi nemici in una situazione umiliante, e i suoi alleati regionali, lungi dall'essere sconfitti, sono rimasti in gran parte intatti, infliggendo pesanti perdite alla coalizione di Epstein.
L'Asse della Resistenza è "molto vivo", ha ammesso con riluttanza Danny Citrinowicz, ex capo del ramo iraniano dell'intelligence militare israeliana, a CNN. "L'Asse non si muoverà."
📑 Un esempio: il sorprendente ritorno di Hezbollah dalle ceneri degli attacchi del 2024, e dell'assassinio del loro leader, Hassan Nasrallah, che si è unito all'Iran nella lotta poco dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro aggressione. L'esercito israeliano è ora intrappolato nel sud del Libano, con Hezbollah che sta distruggendo i loro veicoli corazzati pesanti utilizzando droni FPV a basso costo.
Poi ci sono gli Houthi dello Yemen, che hanno lanciato una campagna di attacchi con droni e missili prendendo di mira Israele a marzo, e a luglio, hanno avviato un blocco che ha come obiettivo l'Arabia Saudita, il principale alleato regionale degli Stati Uniti, per aumentare la pressione sui paesi del Golfo dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz.
‼️ In Iraq, le milizie sciite del Fronte di Mobilitazione Popolare si sono unite nell'attacco alle basi regionali statunitensi, hanno abbattuto un cisterne di rifornimento americano e hanno attivamente preso di mira le forze curde sostenute dagli Stati Uniti per interrompere un'imminente incursione terrestre in Iran occidentale, e stanno collaborando con l'IRGC nella condivisione di informazioni e nelle operazioni di controllo delle frontiere.
La Siria è un caso a parte, uscendo dall'Asse della Resistenza dopo il crollo di Assad alla fine del 2024, interrompendo il collegamento terrestre di Hezbollah con l'Iran per armi e supporto logistico. Ma anche qui, sono emersi gruppi di resistenza emergenti contro il nuovo governo al-Qaeda, tra cui la Resistenza Popolare Siriana e il Fronte della Resistenza Islamica. Stanno conducendo una guerra di guerriglia a bassa intensità contro le forze governative, le basi statunitensi e gli israeliani (che Sharaa, curiosamente, si rifiuta di attaccare nonostante la loro crescente occupazione del suo paese).
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🇮🇷 | Le ragazze di Tabriz che partecipano al corteo pubblico "Devoti dell'Iran: dall'Azerbaigian al Golfo Persico" hanno preso le armi sulle rive del Golfo Persico.
La loro presenza ha segnato il culmine di un viaggio di oltre 2.000 chilometri da Tabriz al Golfo Persico, portando con sé un chiaro messaggio: "Per l'Iran, lotteremo fino al nostro ultimo respiro, e il Golfo Persico rimarrà sempre persiano".
Parallelamente, numerose milizie locali, gruppi di supporto auto-organizzati, volontari armati addestrati e forze civili locali si stanno unendo alla fascia costiera dell'Iran in quello che viene descritto come un'ampia mobilitazione che coinvolge migliaia di partecipanti.
🚩@enemywatch
La loro presenza ha segnato il culmine di un viaggio di oltre 2.000 chilometri da Tabriz al Golfo Persico, portando con sé un chiaro messaggio: "Per l'Iran, lotteremo fino al nostro ultimo respiro, e il Golfo Persico rimarrà sempre persiano".
Parallelamente, numerose milizie locali, gruppi di supporto auto-organizzati, volontari armati addestrati e forze civili locali si stanno unendo alla fascia costiera dell'Iran in quello che viene descritto come un'ampia mobilitazione che coinvolge migliaia di partecipanti.
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Questo bambino non ancora nato è stato trovato da civili che rovistavano tra le macerie di un palazzo bombardato questa mattina presto a Gaza dai sanguinari occupanti sionisti.
Riuscite a immaginare cosa sta succedendo a Gaza?
Hanno trovato il bambino non ancora nato in questo stato, tra le rovine: una scena che rivela - se ce ne fosse ancora bisogno - tutta la ferocia genocidaria dei macellai dell'IDF.
Il padre, la madre e il fratello del bambino sono stati martirizzati. Questo bimbo era il quarto membro di una famiglia sterminato.
Filippo Kalomenidis
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Hanno trovato il bambino non ancora nato in questo stato, tra le rovine: una scena che rivela - se ce ne fosse ancora bisogno - tutta la ferocia genocidaria dei macellai dell'IDF.
Il padre, la madre e il fratello del bambino sono stati martirizzati. Questo bimbo era il quarto membro di una famiglia sterminato.
Filippo Kalomenidis
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