Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Boy George è fuori dalla nuova produzione di “Jesus Christ Superstar” al London Palladium. La causa è stata la pubblicazione di “We Will Dance Again”, brano generato con l'aiuto dell'AI in cui l'artista contesta apertamente l'accusa di genocidio a Gaza

SentireAscoltare

🔗https://www.sentireascoltare.com/news/boy-george-abbandona-jesus-christ-superstar-dopo-il-brano-filo-israeliano/
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ORGANI CHE MANCANO: IL SOSPETTO
Non è una leggenda metropolitana né una teoria del complotto. Il prelievo di organi da corpi di palestinesi senza il consenso delle famiglie è un fatto storicamente ammesso dalle stesse autorità israeliane, documentato da fonti accademiche internazionali, e tornato drammaticamente al centro del dibattito con le scoperte nelle fosse comuni di Gaza nel 2024.

Il punto di partenza documentato è il 2009, quando il dottor Yehuda Hiss, ex direttore dell'Istituto di Medicina Legale di Abu Kabir, ammise in un'intervista che negli anni Novanta Israele aveva sistematicamente prelevato cornee, valvole cardiache, ossa e pelle da cadaveri — tra cui palestinesi — senza chiedere alcun consenso alle famiglie. "Abbiamo iniziato a prelevare cornee… quello che veniva fatto era altamente informale. Nessun permesso veniva chiesto alla famiglia", dichiarò Hiss.

L'intervista era stata rilasciata nel 2000 alla professoressa Nancy Scheper-Hughes dell'Università di Berkeley, fondatrice del progetto Organs Watch, e resa pubblica solo nel 2009 a seguito dello scandalo sollevato dal giornale svedese Aftonbladet. L'esercito israeliano, in risposta alla trasmissione su Channel 2, confermò che la pratica aveva avuto luogo, aggiungendo che "questa attività è terminata un decennio fa e non avviene più".

Il dottor Chen Kugel, allievo di Hiss e poi divenuto whistleblower sull'istituto forense, riferì alla professoressa Scheper-Hughes che, sebbene in teoria i tessuti venissero prelevati da tutti i cadaveri, in pratica era più facile sottrarre organi ai palestinesi dei territori occupati.
Nel 2014, la dottoressa Meira Weiss pubblicò il libro Over Their Dead Bodies, sostenendo che tra il 1996 e il 2002 organi erano stati prelevati illegalmente da cadaveri palestinesi e utilizzati per trapianti e ricerca universitaria in Israele. Le sue affermazioni furono corroborate da un'indagine televisiva israeliana dello stesso anno, che includeva confessioni di alti funzionari israeliani sul prelievo di pelle da corpi di palestinesi e lavoratori africani.

Con l'offensiva su Gaza dopo il 7 ottobre 2023, le accuse sono riemerge con nuove testimonianze. Nelle fosse comuni scoperte al complesso ospedaliero Nasser di Khan Younis nell'aprile 2024, il direttore generale dell'Ufficio Media del Governo dichiarò: "Abbiamo trovato cadaveri senza testa, corpi senza pelle e alcuni con gli organi asportati".
Mohammed Al-Mughayer, responsabile della Protezione Civile di Gaza, riferì che alcuni corpi presentavano "addomi aperti e ricuciti in modo incompatibile con i normali metodi di sutura delle ferite a Gaza, facendo sorgere sospetti sulla scomparsa di alcuni organi". I cadaveri indossavano tuniche bianche utilizzate dall'esercito israeliano come indumenti per i detenuti, con segni di ferite da arma da fuoco alla testa.
L'Euro-Med Human Rights Monitor documentò il sequestro di decine di corpi da parte delle forze israeliane negli ospedali di Al-Shifa e indonesiano, nel nord di Gaza. Professionisti medici riscontrarono l'assenza di organi vitali come fegato, reni, cuore, coclee e cornee, definendola "evidenza" di possibile furto di organi. L'organizzazione chiese l'apertura di un'indagine internazionale.

Nell'ottobre 2025, nell'ambito di un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, Israele ha restituito a Gaza i resti di decine di palestinesi. Le équipe mediche dell'ospedale Nasser hanno documentato condizioni allarmanti, con segni evidenti di abusi fisici sui corpi. Scambi successivi hanno rivelato segni estesi di maltrattamenti, con molti corpi che mostravano indicazioni di tortura, mutilazione ed esecuzione.

Le autorità israeliane continuano a definire le accuse più recenti come "antisemite" e non provate. Tuttavia, l'ammissione istituzionale del 2009, le inchieste accademiche, le testimonianze dei medici legali di Gaza e i rapporti di organizzazioni come Euro-Med Monitor compongono un quadro che non può essere liquidato come propaganda.

Ciò che manca - e che la comunità internazionale dovrebbe esigere - è un'indagine forense indipendente, trasparente e non ostacolata, sui corpi restituiti e sulle fosse scoperte negli ospedali di Gaza.

Fonti:
- Israel Took Organs of Dead Without Permission (ABC News)
- Israel Harvested Organs Without Families' Permission (Fox News)
- Israeli Military Accused of Palestinian Organ Theft Again (Novara Media)
- Israel - The Global Leader in Human Organ Trafficking (The UNZ Review)
- ‘Obvious Evidence of Genocide’: Mass Grave Discovered in Gaza’s Nasser Hospital (Common Dreams)
- Mass Graves Found at Gaza’s Nasser and al-Shifa Hospitals (Middle East Policy Council)
- Gaza medics find signs of torture on Palestinian bodies returned by Israel (Al Jazeera)

VesuvioLive
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🩸🇮🇷Asse della Resistenza : l'arma non così segreta dell'Iran per prosciugare l'impero americano

Dalla improvvisa disintegrazione del governo di Assad in Siria agli devastanti attentati che hanno preso di mira Hezbollah in Libano, i pianificatori americani e israeliani presumevano che la fragile coalizione militare guidata dall'Iran in Medio Oriente fosse stata gravemente indebolita, e che la Repubblica Islamica stessa fosse diventata un facile bersaglio.

👉 Si sbagliavano. Non solo l'Iran ha resistito a un attacco senza precedenti da parte degli Stati Uniti e di Israele, ma ha anche costretto i suoi nemici in una situazione umiliante, e i suoi alleati regionali, lungi dall'essere sconfitti, sono rimasti in gran parte intatti, infliggendo pesanti perdite alla coalizione di Epstein.

L'Asse della Resistenza è "molto vivo", ha ammesso con riluttanza Danny Citrinowicz, ex capo del ramo iraniano dell'intelligence militare israeliana, a CNN. "L'Asse non si muoverà."

📑 Un esempio: il sorprendente ritorno di Hezbollah dalle ceneri degli attacchi del 2024, e dell'assassinio del loro leader, Hassan Nasrallah, che si è unito all'Iran nella lotta poco dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro aggressione. L'esercito israeliano è ora intrappolato nel sud del Libano, con Hezbollah che sta distruggendo i loro veicoli corazzati pesanti utilizzando droni FPV a basso costo.

Poi ci sono gli Houthi dello Yemen, che hanno lanciato una campagna di attacchi con droni e missili prendendo di mira Israele a marzo, e a luglio, hanno avviato un blocco che ha come obiettivo l'Arabia Saudita, il principale alleato regionale degli Stati Uniti, per aumentare la pressione sui paesi del Golfo dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz.

‼️ In Iraq, le milizie sciite del Fronte di Mobilitazione Popolare si sono unite nell'attacco alle basi regionali statunitensi, hanno abbattuto un cisterne di rifornimento americano e hanno attivamente preso di mira le forze curde sostenute dagli Stati Uniti per interrompere un'imminente incursione terrestre in Iran occidentale, e stanno collaborando con l'IRGC nella condivisione di informazioni e nelle operazioni di controllo delle frontiere.

La Siria è un caso a parte, uscendo dall'Asse della Resistenza dopo il crollo di Assad alla fine del 2024, interrompendo il collegamento terrestre di Hezbollah con l'Iran per armi e supporto logistico. Ma anche qui, sono emersi gruppi di resistenza emergenti contro il nuovo governo al-Qaeda, tra cui la Resistenza Popolare Siriana e il Fronte della Resistenza Islamica. Stanno conducendo una guerra di guerriglia a bassa intensità contro le forze governative, le basi statunitensi e gli israeliani (che Sharaa, curiosamente, si rifiuta di attaccare nonostante la loro crescente occupazione del suo paese).


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🇮🇷 | Le ragazze di Tabriz che partecipano al corteo pubblico "Devoti dell'Iran: dall'Azerbaigian al Golfo Persico" hanno preso le armi sulle rive del Golfo Persico.

La loro presenza ha segnato il culmine di un viaggio di oltre 2.000 chilometri da Tabriz al Golfo Persico, portando con sé un chiaro messaggio: "Per l'Iran, lotteremo fino al nostro ultimo respiro, e il Golfo Persico rimarrà sempre persiano".

Parallelamente, numerose milizie locali, gruppi di supporto auto-organizzati, volontari armati addestrati e forze civili locali si stanno unendo alla fascia costiera dell'Iran in quello che viene descritto come un'ampia mobilitazione che coinvolge migliaia di partecipanti.

🚩@enemywatch
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Questo bambino non ancora nato è stato trovato da civili che rovistavano tra le macerie di un palazzo bombardato questa mattina presto a Gaza dai sanguinari occupanti sionisti.

Riuscite a immaginare cosa sta succedendo a Gaza?

Hanno trovato il bambino non ancora nato in questo stato, tra le rovine: una scena che rivela - se ce ne fosse ancora bisogno - tutta la ferocia genocidaria dei macellai dell'IDF.

Il padre, la madre e il fratello del bambino sono stati martirizzati. Questo bimbo era il quarto membro di una famiglia sterminato.

Filippo Kalomenidis
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Gira l'ennesimo video del musulmano che prega a San Pietro, accompagnato dai soliti piagnistei terrorizzati sulla presunta islamizzazione alle porte.
Mi fa sempre parecchio ridere come ch isi professa difensore dei "valori cristiani" sia poi primo a non conoscere le basi della propria stessa casa, diventando così l'utile idiota per narrazioni geopolitiche precise.
Un riassuntino veloce per chi condivide queste perle con tanto di bava alla bocca, senza attivare il cervello:

1. Il Vaticano è aperto a tutti. San Pietro ospita ogni giorno una quantità enorme di turisti e curiosi di ogni religione, etnia, cultura. Si chiama accoglienza e anche turismo, visto che pure è una macchina per fare i soldi.

2. La preghiera non è un reato. Un uomo che si inginocchia e prega con umiltà e rispetto senza dare fastidio a nessuno, manifesta la propria fede. Non sta piantando una bandiera di conquista, non sta vandalizzando un luogo di culto come fanno gli ebrei sionisti in Palestina, Libano, Iran etc.

3. È propaganda palese. Questo allarmismo non nasce per caso, è creato ed alimentato da reti di propaganda ben precise, le vari centrali sioniste e dalla destra ad esse collegate, che hanno tutto l'interesse a fomentare ed esasperare uno scontro di civiltà tra l'occidente i cui valori sono ormai in decadimento, e l'Islam, usando l'Europa come terreno psicologico.

4. Siete vittime di un algoritmo. Sono anni che riciclano cose vecchie per raccattare vostri like indignati, clickbait e condivisioni sulle vostre paure recondite

La vera minaccia alla nostra cultura non è un uomo che prega in un angolo, ma l'ignoranza, la grettezza e l'analfabetisimo funzionale di chi si beve acriticamente ogni propaganda confezionata per farci odiare a comabdo un gruppo di persone, allontanando scientemente invece il giusto odio verso gli esecutori di un genocidio in diretta.

Se vi spaventa un uomo in preghiera, forse dovreste riscoprire il significato di quella che chiamate "fede"

Un saluto e fatevi un favore: prima di condividere e farvi solleticare il mal di pancia, verificate. O compratevi un po' di dignità.
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Stefano Zecchinelli intervista Fulvio Grimaldi per L'interferenza.

Temi:
- Dalla reconquista del Venezuela alla trumpizzazione dell'America Latina.
- Per reagire alla sua condizione di Stato Paria alla rincorsa del suicidio, la mattanza israeliana si estende a 5 fronti, con vantaggio per l'Asse della Resistenza.
- La Triplice subimperialista Asiatica, "Saudi Arabia-Turchia-Pakistan", creata alla ricerca dell'egemonia anti-Iran, senza necessariamente una dipendenza dagli USA. Convergenze e concorrenze rispetto a Israele. https://www.youtube.com/watch?v=MlccihiNSqg
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💬 Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo:

L'ex corrispondente del The Guardian, Saeed Kamali Dehghan, ha ammesso di aver inventato un articolo del 2010 presentato come un'“intervista esclusiva” con la donna iraniana Sakineh Mohammadi Ashtiani, che, a quanto riferito, era stata condannata a morte per lapidazione.

L'articolo è apparso in prima pagina il 6 agosto 2010, scatenando un'ondata di indignazione internazionale: i politici occidentali hanno chiesto la liberazione della donna, mentre l'Iran è stato sottoposto a pressioni diplomatiche da parte di diversi paesi.

👉 Dehghan ha ora ammesso:
“Voglio chiarire la situazione riguardo a un articolo che ho scritto per il Guardian e che è stato pubblicato in prima pagina.

È stato presentato come un'intervista esclusiva con Sakineh Ashtiani. Quell'intervista non si è mai svolta. Ho inventato l'intero articolo. Era una storia falsa, completamente inventata, e mi assumo la piena responsabilità”.

L'articolo è ancora disponibile sul sito web del The Guardian senza alcuna nota o rettifica pertinente.

Il contesto è importante: l'articolo è apparso in un momento di forte pressione sull'Iran: nello stesso anno, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha adottato la Risoluzione 1929, imponendo le sanzioni più severe fino a quel momento contro il paese.

L'Occidente aveva bisogno di una storia carica di emozioni per giustificare il regime sanzionatorio. L'immagine di una donna condannata a morte per lapidazione era perfetta. La storia si è rapidamente diffusa nei media di tutto il mondo ed è diventata un argomento per coloro che spingevano per l'isolamento dell'Iran.

Non è la prima volta che Saeed Kamali Dehghan ammette di aver partecipato a campagne di propaganda anti-Iran mentre lavorava per media occidentali. Nel 2020, ha smentito il suo coinvolgimento nel documentario For Neda di HBO, sulla morte di Neda Agha Soltan durante le proteste del 2009, affermando di essere stato “influenzato da narrazioni occidentali”. L'ex collaboratore ha descritto il film, un tempo considerato un documentario fondamentale sulla violenza dello Stato, come propaganda anti-Iran.

Per quanto riguarda le falsità occidentali, l'ammissione di Dehghan è tutt'altro che la prima di questo tipo.

Nell'ottobre del 1990, una ragazza kuwaitiana di 15 anni di nome Nayirah si è presentata davanti a un gruppo di lavoro del Congresso degli Stati Uniti. In lacrime, ha affermato che i soldati iracheni avevano fatto irruzione negli ospedali kuwaitiani, avevano prelevato i neonati dalle incubatrici e li avevano lasciati morire a terra. Il presidente George H.W. Bush ha ripetutamente citato il suo racconto. La storia è diventata uno degli argomenti utilizzati per ottenere sostegno per l'Operazione Desert Storm.

Due anni dopo, è emerso che Nayirah era la figlia dell'ambasciatore del Kuwait negli Stati Uniti e che la sua apparizione era stata orchestrata dall'agenzia di pubbliche relazioni Hill & Knowlton, assunta dal governo kuwaitiano in una campagna multimilionaria. La famigerata storia delle incubatrici non è mai stata confermata. Una bambina è stata indotta a mentire per aiutare a giustificare una guerra.

Nel 2003, il New York Times ha licenziato il giornalista Jayson Blair dopo che è emerso che aveva inventato fonti, fabbricato citazioni e interi articoli, comprese storie scritte senza mai lasciare il suo appartamento a New York. Di 73 articoli esaminati dal giornale, 36 contenevano prove di comportamenti scorretti da parte del giornalista.

Stephen Glass di The New Republic ha inventato 27 dei 41 articoli che ha pubblicato tra il 1995 e il 1998, inventando personaggi e aziende e persino creando siti web falsi per ingannare i verificatori dei fatti.

E, naturalmente, c'è il famigerato "tubetto di provetta di Powell", un sinonimo di inganno occidentale utilizzato per giustificare l'aggressione contro uno stato sovrano.
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Forwarded from Filippo Kalomenìdis (Maria Antonietta Scanu)
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Gaza. I mostri italo-sionisti del giornalismo televisivo di Stato lo hanno appena definito "attacco mirato". Guardate....
Ecco l'attacco mirato dei criminali sionisti a Deir al Balah, rivendicato con orgoglio dal criminale giornalismo sionista italiano.
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Gharibabadi deride le affermazioni di Trump sullo Stretto di Hormuz: "La schizofrenia ha bisogno di cure"
 
Il viceministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, Kazem Gharibabadi, ha risposto alle ripetute affermazioni di Trump sul “pieno controllo americano dello Stretto di Hormuz”, paragonandole ai sintomi della schizofrenia:
 
"La schizofrenia è un complesso disturbo psicotico caratterizzato da una percezione distorta della realtà. I ​​suoi sintomi più comuni sono deliri e allucinazioni. Gli psicologi raccomandano che tali pazienti siano monitorati 24 ore su 24 e ricevano cure".
 
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Articolo di pistafredda:

Un colosso israeliano nella lista nera dell’ONU
punta la Toscana con cinque impianti agrovoltaici.

A Ribolla la società SPV Energy 3 Srl ha chiesto di costruire 37 mila moduli
su 25 ettari per 19 MW. Secondo le visure camerali esaminate da il manifesto, dietro SPV Energy 3 Srl c’è Shikun & Binui Energy B.V. (Amsterdam), che fa capo a Shikun & Binui Ltd, il gigante israeliano delle infrastrutture.

Shikun & Binui è nell’elenco dell’Alto Commissariato ONU
per i Diritti Umani che censisce le imprese coinvolte negli insediamenti nei territori palestinesi occupati e nel Golan siriano occupato.

Le viene contestata la costruzione di insediamenti illegali in Cisgiordania, la barriera di separazione intorno a Gaza e la demolizione di case beduine nel Naqab. La stessa catena societaria controlla altre quattro società italiane per altri impianti in Toscana. Il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola ha detto che non deve esserci spazio per speculazioni travestite da investimenti green quando emergono collegamenti con soggetti che operano nei territori palestinesi occupati. Comitati e cittadini si sono già mobilitati per bloccare il progetto.

La vicenda si intreccia con la sentenza della Corte Costituzionale numero 144 del 2026, che ha dichiarato illegittima la sospensione automatica dei procedimenti per rinnovabili, ma lascia spazio al blocco di un progetto specifico se motivato da violazioni del diritto internazionale.

Seguiremo ogni sviluppo: autorizzazioni, ricorsi, le mosse di Shikun & Binui in Italia. Per non perdere i prossimi aggiornamenti seguici su Instagram.

Fonti: il manifesto (9 agosto 2026); sentenza Corte Costituzionale n. 144/2026; database OHCHR; dichiarazioni del sindaco Limatola; atti del procedimento SPV Energy 3 Srl.
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