RIBELLARSI E’ GIUSTO, ORA PIU’ CHE MAI E’ NECESSARIO!!!
“Il mio messaggio è innanzitutto rivolto a chiunque voglia ritrovare il proprio cuore e liberarsi da questa identità che chiamiamo identità israeliana. Non c’è alcun bisogno per nessuno di noi di prestare servizio nell’IDF. L’IDF non dovrebbe esistere, lo stato di Israele non dovrebbe esistere. Senza di esso possiamo essere liberi, possiamo essere veramente in sintonia col nostro cuore senza questa identità!”
Molti messaggi sono racchiusi in queste poche parole. La denuncia del furto di umanità che il governo i* opera sulla popolazione, in particolare sulle ragazze e i ragazzi chiamati a servire nell’esercito (IDF). Questo furto avviene già sui banchi di scuola, dove la storia insegnata è riempita di menzogne, e culmina nella prassi di portare le scolaresche in viaggio verso i campi di concentramento europei, per rafforzare in loro la convinzione che ogni azione, anche la più spregevole, è giustificata da ciò che i loro padri e nonni hanno subito (tacendo il fatto che le popolazioni arabe sono del tutto estranee a quegli avvenimenti storici).
Questa ex soldatessa, Meital Yaniv, cresciuta in una famiglia di ferventi sionisti e di militari di carriera, racconta in un'altra intervista di aver collaborato ai bombardamenti di Gaza nel 2002, e di essere poi stata preda di incubi e attacchi di panico. "Il mio corpo, tutto il mio essere si rivoltava e mi imponeva di lasciare l'esercito", racconta Meital. E così ha fatto, dedicando la sua vita al rafforzamento del movimento che raccoglie gli ebrei antisionisti, particolarmente attivo in questi ultimi mesi negli Usa. Una vera spina nel fianco dell’establishment degli Stati Uniti, e delle lobby israeliane, che vedono messa in discussione la loro potente influenza sul Congresso e sull’appoggio incondizionato alla politica genocida del governo di I*.
Le sue parole lanciano un messaggio globale, un appello non solo a rifiutare di prestare servizio nell’esercito e a identificarsi con esso, ma, al di là del pacifismo di chi rifiuta l’uso delle armi, sottolinea che la radice del male sta non tanto e non solo nelle decisioni del governo parafascista del suo paese, ma nell’esistenza stessa di esso. Nei mesi recenti il rafforzamento delle azioni di morte nella striscia non è un cambio di rotta di una “nazione democratica”, ma l’accelerazione di un progetto di pulizia etnica connesso alla nascita stessa dello stato sionista. Il nostro compito, accanto alla denuncia degli orrori che sono in atto, e alla mobilitazione incessante e sempre più allargata, è quello di dare voce a chi, come questa donna coraggiosa, si propone di demolire quel silenzio e acquiscenza all’azione genocida che è al momento maggioritaria nella società israeliana. Essa spezza la solitudine della resistenza palestinese, infonde coraggio e mette le premesse per la necessaria trasformazione sociale che potrà rendere liberi i suoi concittadini dai propri fantasmi, dalle menzogne da cui sono bombardati e dall’odio che le azioni del loro governo stanno suscitando tra gli oppressi del mondo intero. La catastrofe questa volta non li risparmierà!
Comitato 23 settembre
“Il mio messaggio è innanzitutto rivolto a chiunque voglia ritrovare il proprio cuore e liberarsi da questa identità che chiamiamo identità israeliana. Non c’è alcun bisogno per nessuno di noi di prestare servizio nell’IDF. L’IDF non dovrebbe esistere, lo stato di Israele non dovrebbe esistere. Senza di esso possiamo essere liberi, possiamo essere veramente in sintonia col nostro cuore senza questa identità!”
Molti messaggi sono racchiusi in queste poche parole. La denuncia del furto di umanità che il governo i* opera sulla popolazione, in particolare sulle ragazze e i ragazzi chiamati a servire nell’esercito (IDF). Questo furto avviene già sui banchi di scuola, dove la storia insegnata è riempita di menzogne, e culmina nella prassi di portare le scolaresche in viaggio verso i campi di concentramento europei, per rafforzare in loro la convinzione che ogni azione, anche la più spregevole, è giustificata da ciò che i loro padri e nonni hanno subito (tacendo il fatto che le popolazioni arabe sono del tutto estranee a quegli avvenimenti storici).
Questa ex soldatessa, Meital Yaniv, cresciuta in una famiglia di ferventi sionisti e di militari di carriera, racconta in un'altra intervista di aver collaborato ai bombardamenti di Gaza nel 2002, e di essere poi stata preda di incubi e attacchi di panico. "Il mio corpo, tutto il mio essere si rivoltava e mi imponeva di lasciare l'esercito", racconta Meital. E così ha fatto, dedicando la sua vita al rafforzamento del movimento che raccoglie gli ebrei antisionisti, particolarmente attivo in questi ultimi mesi negli Usa. Una vera spina nel fianco dell’establishment degli Stati Uniti, e delle lobby israeliane, che vedono messa in discussione la loro potente influenza sul Congresso e sull’appoggio incondizionato alla politica genocida del governo di I*.
Le sue parole lanciano un messaggio globale, un appello non solo a rifiutare di prestare servizio nell’esercito e a identificarsi con esso, ma, al di là del pacifismo di chi rifiuta l’uso delle armi, sottolinea che la radice del male sta non tanto e non solo nelle decisioni del governo parafascista del suo paese, ma nell’esistenza stessa di esso. Nei mesi recenti il rafforzamento delle azioni di morte nella striscia non è un cambio di rotta di una “nazione democratica”, ma l’accelerazione di un progetto di pulizia etnica connesso alla nascita stessa dello stato sionista. Il nostro compito, accanto alla denuncia degli orrori che sono in atto, e alla mobilitazione incessante e sempre più allargata, è quello di dare voce a chi, come questa donna coraggiosa, si propone di demolire quel silenzio e acquiscenza all’azione genocida che è al momento maggioritaria nella società israeliana. Essa spezza la solitudine della resistenza palestinese, infonde coraggio e mette le premesse per la necessaria trasformazione sociale che potrà rendere liberi i suoi concittadini dai propri fantasmi, dalle menzogne da cui sono bombardati e dall’odio che le azioni del loro governo stanno suscitando tra gli oppressi del mondo intero. La catastrofe questa volta non li risparmierà!
Comitato 23 settembre
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Former Israeli soldier's message: "There is no need for any one of us to serve in the IDF"
Support our work: https://democracynow.org/give"There is no need for any one of us to serve in the IDF. The IDF should not exist. The state of Israel should ...
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
LIVE A MILANO
Il 31 GENNAIO siamo live al Barrios di MILANO, io, Hyst e Margherito.
Dettagli in locandina.
Per chi è in zona, ci si becca lì alle 20:30 ❤️
Per organizzare live nella vostra zona, scrivete a:
roccoofficialmail@gmail.com
oppure
roccocantautore@proton.me
💥
🚀 👉🏻 Segui @roccocantautore
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Forwarded from Hic Sunt Leones 🦁 - (canale di Renato Russo) (Renato Russo)
UMILE E SEMPLICE RIFLESSIONE
Sono lontano dai social da un po', nel senso che non scrivo più nulla che riguardi la situazione geopolitica per una serie di motivi e forse anche perché mi sono stancato di usare questi mezzi. Purtroppo però non smetto di seguire gli eventi, perché, come diceva il grande e compianto Giulietto Chiesa, "dobbiamo imparare a difenderci".
La stampa mainstream italiana, tristemente seguita da un codazzo di pseudoinformatori alternativi su web e social media, da settimane parla delle truffe e delle lacrime di coccodrillo della Ferragni e di quell'altro babbeo che le sta accanto (per quanto l'argomento dia la misura della coscienza politica e sociale delle ultime generazioni), delle preziose opinioni della Cortellesi su Biancaneve, di quattro scappati di casa che fanno il saluto romano e che non sono nemmeno fascisti perché il fascismo è una cosa seria, e altre storie utili a tenere in piedi il tendone del circo.
Nel frattempo, nel mondo reale, gli agricoltori tedeschi hanno bloccato le strade con i trattori, il Sudafrica ha chiesto al tribunale internazionale dell'Aia che Israele venga processato per genocidio (cosa che non avverrà, viste le precedenti farse, ma il segnale politico è comunque importante), gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno bombardato lo Yemen.
Temo che l'unica cosa che rimanga da fare è attendere che si ribalti completamente la scacchiera e che i finti re, gli alfieri, i cavalli e le torri cadano definitivamente addosso a questo Occidente che ha scelto di uscire di scena nel modo più misero e volgare che si potesse immaginare.
Sono lontano dai social da un po', nel senso che non scrivo più nulla che riguardi la situazione geopolitica per una serie di motivi e forse anche perché mi sono stancato di usare questi mezzi. Purtroppo però non smetto di seguire gli eventi, perché, come diceva il grande e compianto Giulietto Chiesa, "dobbiamo imparare a difenderci".
La stampa mainstream italiana, tristemente seguita da un codazzo di pseudoinformatori alternativi su web e social media, da settimane parla delle truffe e delle lacrime di coccodrillo della Ferragni e di quell'altro babbeo che le sta accanto (per quanto l'argomento dia la misura della coscienza politica e sociale delle ultime generazioni), delle preziose opinioni della Cortellesi su Biancaneve, di quattro scappati di casa che fanno il saluto romano e che non sono nemmeno fascisti perché il fascismo è una cosa seria, e altre storie utili a tenere in piedi il tendone del circo.
Nel frattempo, nel mondo reale, gli agricoltori tedeschi hanno bloccato le strade con i trattori, il Sudafrica ha chiesto al tribunale internazionale dell'Aia che Israele venga processato per genocidio (cosa che non avverrà, viste le precedenti farse, ma il segnale politico è comunque importante), gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno bombardato lo Yemen.
Temo che l'unica cosa che rimanga da fare è attendere che si ribalti completamente la scacchiera e che i finti re, gli alfieri, i cavalli e le torri cadano definitivamente addosso a questo Occidente che ha scelto di uscire di scena nel modo più misero e volgare che si potesse immaginare.
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Siria, fonti idlib ad Al-Mayadeen: L'area è dove i militanti dell'ISIS Khorasan vengono addestrati e trasportati dagli americani in Afghanistan e al confine iraniano per lanciare attacchi all'interno dell'Iran.
https://t.me/almayadeen/204934
https://t.me/almayadeen/204934
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قناة الميادين | عاجل
سوريا: المصادر للميادين: المنطقة يجري فيها تدريب مسلحي "داعش خرسان" ويتم نقلهم من جانب الأميركيين إلى أفغانستان والحدود الإيرانية لتوجيه ضربات في الداخل الإيراني
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Forwarded from Geopolitica Resistente (Giuseppe Flavio Pagano)
L'IRAN HA COLPITO CON MISSILI UNA SERIE DI OBIETTIVI IN IRAQ
- Base americana all'aeroporto di Erbil.
- Consolato americano a Erbil.
- Sede locale del Servizio di Sicurezza curdo.
- Residenza privata di Peshraw Dizayee, uomo d'affari locale associato al Mossad
Viene segnalata un'elevata attività di ambulanze a Erbil. L’entità delle vittime non è chiara.
ABC News, citando fonti della sicurezza irachena, afferma che nessun cittadino americano è stato ferito negli attacchi dell'IRGC a Erbil. Tuttavia, fonti della Resistenza Irachena riferiscono della morte di almeno cinque cittadini americani. Testimoni oculari riferiscono di un numero elevato di vittime e di una censura estrema.
- Base americana all'aeroporto di Erbil.
- Consolato americano a Erbil.
- Sede locale del Servizio di Sicurezza curdo.
- Residenza privata di Peshraw Dizayee, uomo d'affari locale associato al Mossad
Viene segnalata un'elevata attività di ambulanze a Erbil. L’entità delle vittime non è chiara.
ABC News, citando fonti della sicurezza irachena, afferma che nessun cittadino americano è stato ferito negli attacchi dell'IRGC a Erbil. Tuttavia, fonti della Resistenza Irachena riferiscono della morte di almeno cinque cittadini americani. Testimoni oculari riferiscono di un numero elevato di vittime e di una censura estrema.
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Introdurre un dazio per accedere in una zona di una città è tutt’altro che un dettaglio formale. Fa parte della demolizione controllata a tutto campo della percezione dello Stato di diritto.
Diritto di libero spostamento in tutto il territorio nazionale, vi dice nulla? Sarebbe garantito dalla Costituzione. Zone rosse, vi ricorda niente?
Prima si impone la limitazione in #emergenzah, quando le persone sottoposte a trauma e terrore la accettano come misura eccezionale perché spacciata come necessaria.
In seguito viene reintrodotta come misura locale, commerciale, formale, con qualsiasi scusa immaginabile. Scommettiamo che la presenteranno presto come misura anti-inquinamento, o per “salvare il pianeta”?
A questo punto, la nuova norma(lità) diventa regola, e come tale viene accettata. E un pezzo alla volta, la percezione dello Stato di Diritto scompare.
Che lo comprendiate o meno, vi stanno addestrando come cani.
#AddestramentoPercettivo
Stefano Re
Diritto di libero spostamento in tutto il territorio nazionale, vi dice nulla? Sarebbe garantito dalla Costituzione. Zone rosse, vi ricorda niente?
Prima si impone la limitazione in #emergenzah, quando le persone sottoposte a trauma e terrore la accettano come misura eccezionale perché spacciata come necessaria.
In seguito viene reintrodotta come misura locale, commerciale, formale, con qualsiasi scusa immaginabile. Scommettiamo che la presenteranno presto come misura anti-inquinamento, o per “salvare il pianeta”?
A questo punto, la nuova norma(lità) diventa regola, e come tale viene accettata. E un pezzo alla volta, la percezione dello Stato di Diritto scompare.
Che lo comprendiate o meno, vi stanno addestrando come cani.
#AddestramentoPercettivo
Stefano Re
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La figlia di un'amica, prima media, ha preso 4 in educazione civica e 4 in educazione fisica perché non ha scaricato un'App conta-passi sullo smartphone, lei che neanche ce l'ha uno smartphone perché giustamente cosa diavolo dovrebbe farci un'undicenne se non rimbambircisi precocemente.
Chi ha inventato questo obbrobrio di scuola digitalista-progressista-aziendalista va semplicemente chiuso in un ospedale psichiatrico.
Tommaso Moscardini
Chi ha inventato questo obbrobrio di scuola digitalista-progressista-aziendalista va semplicemente chiuso in un ospedale psichiatrico.
Tommaso Moscardini
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LE PERSONE SI CONOSCONO, MA LE ANIME SI RICONOSCONO.
Esse s'incontrano fuori dal tempo, nel Campo superiore dell'Amore Puro, al di là del sesso, dell'età terrestre, delle storie degli ego....
Consce dell'eternità da cui provengono, le anime si riconoscono con gioia, comunicano senza parlare e si sorridono piene di saggezza, di comprensione, di empatia, di tutti i raggi divini della Luce d'Amore Puro che le ha create.
Marisa Haltiner
Esse s'incontrano fuori dal tempo, nel Campo superiore dell'Amore Puro, al di là del sesso, dell'età terrestre, delle storie degli ego....
Consce dell'eternità da cui provengono, le anime si riconoscono con gioia, comunicano senza parlare e si sorridono piene di saggezza, di comprensione, di empatia, di tutti i raggi divini della Luce d'Amore Puro che le ha create.
Marisa Haltiner
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Forwarded from In Telegram Veritas
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A proposito del WEF: nella pedissequa Bologna partono le proteste contro il limite dei 30Km/h
Limitare fortemente la mobilità è uno dei sogni proibiti del WEF, lo sappiamo.
Bologna e l'Emilia Romagna in generale, sono da sempre molto ricettivi per tutto quello che riguarda l'Agenda 2030.
I finanziamenti per questi punti sono stati già allocati.
Chiedetevi perché non ci siano mai fondi per sistemare le strade, mentre invece ce ne siano a pioggia per installare telecamere ovunque, autovelox e per tutto quello che riguarda il Finto Green.
Stesso discorso, ma più in grande, per le manovre dei vari governi: non ci sono o non si trovano mai pochi milioni per i cittadini, ma ad esempio 2-3 miliardi per il comico ucraino, si trovano in un batter d'occhio.
Adesso la parola passa ai cittadini: far fallire questa farsa, evitando al contempo di comprare vetture elettriche, vuol dire azzoppare definitivamente il punto mobilità dell' Agenda.
La sicurezza in questo caso è una sola: quella di non arrivare mai.
🔗 In_Telegram_Veritas
Limitare fortemente la mobilità è uno dei sogni proibiti del WEF, lo sappiamo.
Bologna e l'Emilia Romagna in generale, sono da sempre molto ricettivi per tutto quello che riguarda l'Agenda 2030.
I finanziamenti per questi punti sono stati già allocati.
Chiedetevi perché non ci siano mai fondi per sistemare le strade, mentre invece ce ne siano a pioggia per installare telecamere ovunque, autovelox e per tutto quello che riguarda il Finto Green.
Stesso discorso, ma più in grande, per le manovre dei vari governi: non ci sono o non si trovano mai pochi milioni per i cittadini, ma ad esempio 2-3 miliardi per il comico ucraino, si trovano in un batter d'occhio.
Adesso la parola passa ai cittadini: far fallire questa farsa, evitando al contempo di comprare vetture elettriche, vuol dire azzoppare definitivamente il punto mobilità dell' Agenda.
"Forse c'è un po' più di sicurezza"
La sicurezza in questo caso è una sola: quella di non arrivare mai.
🔗 In_Telegram_Veritas
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
31 DICEMBRE 2023, IL COLONNELLO ISRAELIANO VACH GOLANI AMMETTE CHE IL 7 OTTOBRE CARRI ARMATI ISRAELIANI HANNO ATTACCATO LE CASE DEI LORO COLONI.
《I nostri carri armati hanno attaccato perchè erano bloccati tra le case e noi dovevamo riconquistare tutti gli insediamenti》 .
Ora le famiglie dei coloni israeliani uccisi all'interno di una delle case nell'insediamento di Be'eri il 7 ottobre chiedono un'indagine per accertare se siano stati uccisi dai bombardamenti dei carri armati israeliani. Fonte: Canale 12.
Si consideri che, secondo quanto riferito da alcuni media israeliani, i militari hanno seguito il cd. protocollo Annibale che consentiva loro di eliminare tutti gli obiettivi a tutti i costi, compresi quelli con prigionieri israeliani.
《I nostri carri armati hanno attaccato perchè erano bloccati tra le case e noi dovevamo riconquistare tutti gli insediamenti》 .
Ora le famiglie dei coloni israeliani uccisi all'interno di una delle case nell'insediamento di Be'eri il 7 ottobre chiedono un'indagine per accertare se siano stati uccisi dai bombardamenti dei carri armati israeliani. Fonte: Canale 12.
Si consideri che, secondo quanto riferito da alcuni media israeliani, i militari hanno seguito il cd. protocollo Annibale che consentiva loro di eliminare tutti gli obiettivi a tutti i costi, compresi quelli con prigionieri israeliani.
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*Il Sud Africa riscrive la storia*.
Dopo ore in cui l’Accusa ha presentato un corpo logico e lineare di elementi volti a provare la condotta genocida del sionismo, corredata di materiale audiovisivo e dati provenienti da fonti attendibili, si è chiusa la prima giornata di quello che, per il Popolo Palestinese in tutto il mondo, è un evento storico.
Ma cosa ha detto e mostrato l’Accusa?
In primo luogo, l'arringa si è mossa a partire dal secondo articolo Convenzione Internazionale di Ginevra sulla prevenzione e repressione del delitto di genocidio (09/12/1948). Di seguito ne proponiamo un estratto, così da confrontarne il testo con la realtà sul campo a Gaza:
_Art. II_
_Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:_
_a) uccisione di membri del gruppo;_
_b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;_
_c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;_
_d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;_
_e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro._
In particolare, l’Accusa ha sviscerato quelle che sono le condotte genocide dello stato sionista che infrangono chiaramente i commi A, B, C e D del detto articolo 2.
Ognuno di questi commi è stato preso in esame e corredato di materiale audiovisivo da un lato, e da dati attendibili dall’altro.
A) L’uccisione indiscriminata di civili Palestinesi (soprattutto donne e bambini, infermi e anziani) ha raggiunto un numero spaventoso, con centinaia di vittime giornaliere; cifre che, viste soprattutto le dichiarazioni di voler continuare le operazioni per almeno un altro anno, fanno comprendere l’intento genocida alla base delle politiche belliche sioniste. Ulteriore riprova, la tipologia di armi che vengono usate ha l’obiettivo di rendere il genocidio totale.
b) In particolare, sono stati avanzati elementi che spiegano le conseguenze (attuali e future) sulla salute mentale dei sopravvissuti, insieme a circostanze che mostrano come le vittime saranno ancora più numerose a fronte delle decine di migliaia di feriti che non avranno accesso alle cure, essendo a rischio infezioni e denutrizione.
C) Sono descritte le condizioni in cui è vessato il Popolo Palestinese, anche per colpa di una narrazione che incentiva al genocidio e che si concretizza nelle parole di leader che conducono azioni militari o politiche. In particolare, sono state denunciate le azioni di violenza perpetrate contro le strutture sanitarie e gli operatori sanitari.
D) L'attuale situazione di stress collettivo, unita agli orrori delle stragi e della guerra, e preceduta da politiche volte a limitare l'autonomia infrastrutturale (soprattutto energetica, ambientale e sanitaria) all'interno dei territori della Striscia e della Cisgiordania, avalla la strategia sionista di lungo periodo volta a colmare lo squilibrio nei tassi di fertilità tra popolazione palestinese e israeliana, che avrebbe condotto sul medio termine ad un ribaltamento nei rapporti di forza demografici, nonostante politiche immigrazioniste forzate come l'Aliyah.(diritto al ritorno solo per ebrei - con nessun avo in Palestina)
Nonostante la definizione di "genocidio" sia piuttosto specifica, e nonostante nessuno Stato sia mai stato accusato per tale pratica, i ripetuti e riconosciuti crimini di guerra israeliani e le esplicite affermazioni di personaggi politici e militari in grado di controllare i processi decisionali inducono a rendere quantomai credibile ed evidente l'accusa mossa dal Sudafrica, paese la cui popolazione ha parimenti sperimentato violente politiche di Apartheid.
Sebbene la Corte Internazionale di Giustizia (CGI) non abbia reale potere coercitivo, una sua sentenza sfavorevole ad Israele ne comprometterebbe irrimediabilmente l'immagine internazionale, come anche l'identità nazionale di popolo sopravvissuto alla Shoah.
Dopo ore in cui l’Accusa ha presentato un corpo logico e lineare di elementi volti a provare la condotta genocida del sionismo, corredata di materiale audiovisivo e dati provenienti da fonti attendibili, si è chiusa la prima giornata di quello che, per il Popolo Palestinese in tutto il mondo, è un evento storico.
Ma cosa ha detto e mostrato l’Accusa?
In primo luogo, l'arringa si è mossa a partire dal secondo articolo Convenzione Internazionale di Ginevra sulla prevenzione e repressione del delitto di genocidio (09/12/1948). Di seguito ne proponiamo un estratto, così da confrontarne il testo con la realtà sul campo a Gaza:
_Art. II_
_Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:_
_a) uccisione di membri del gruppo;_
_b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;_
_c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;_
_d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;_
_e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro._
In particolare, l’Accusa ha sviscerato quelle che sono le condotte genocide dello stato sionista che infrangono chiaramente i commi A, B, C e D del detto articolo 2.
Ognuno di questi commi è stato preso in esame e corredato di materiale audiovisivo da un lato, e da dati attendibili dall’altro.
A) L’uccisione indiscriminata di civili Palestinesi (soprattutto donne e bambini, infermi e anziani) ha raggiunto un numero spaventoso, con centinaia di vittime giornaliere; cifre che, viste soprattutto le dichiarazioni di voler continuare le operazioni per almeno un altro anno, fanno comprendere l’intento genocida alla base delle politiche belliche sioniste. Ulteriore riprova, la tipologia di armi che vengono usate ha l’obiettivo di rendere il genocidio totale.
b) In particolare, sono stati avanzati elementi che spiegano le conseguenze (attuali e future) sulla salute mentale dei sopravvissuti, insieme a circostanze che mostrano come le vittime saranno ancora più numerose a fronte delle decine di migliaia di feriti che non avranno accesso alle cure, essendo a rischio infezioni e denutrizione.
C) Sono descritte le condizioni in cui è vessato il Popolo Palestinese, anche per colpa di una narrazione che incentiva al genocidio e che si concretizza nelle parole di leader che conducono azioni militari o politiche. In particolare, sono state denunciate le azioni di violenza perpetrate contro le strutture sanitarie e gli operatori sanitari.
D) L'attuale situazione di stress collettivo, unita agli orrori delle stragi e della guerra, e preceduta da politiche volte a limitare l'autonomia infrastrutturale (soprattutto energetica, ambientale e sanitaria) all'interno dei territori della Striscia e della Cisgiordania, avalla la strategia sionista di lungo periodo volta a colmare lo squilibrio nei tassi di fertilità tra popolazione palestinese e israeliana, che avrebbe condotto sul medio termine ad un ribaltamento nei rapporti di forza demografici, nonostante politiche immigrazioniste forzate come l'Aliyah.(diritto al ritorno solo per ebrei - con nessun avo in Palestina)
Nonostante la definizione di "genocidio" sia piuttosto specifica, e nonostante nessuno Stato sia mai stato accusato per tale pratica, i ripetuti e riconosciuti crimini di guerra israeliani e le esplicite affermazioni di personaggi politici e militari in grado di controllare i processi decisionali inducono a rendere quantomai credibile ed evidente l'accusa mossa dal Sudafrica, paese la cui popolazione ha parimenti sperimentato violente politiche di Apartheid.
Sebbene la Corte Internazionale di Giustizia (CGI) non abbia reale potere coercitivo, una sua sentenza sfavorevole ad Israele ne comprometterebbe irrimediabilmente l'immagine internazionale, come anche l'identità nazionale di popolo sopravvissuto alla Shoah.
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Inoltre, l'obiettivo primario da raggiungere non è quello di ottenere una condanna internazionale definitiva, che necessita di molti anni, ma quello di applicare una “misura provvisoria” con cui il Sudafrica ha chiesto alla Corte di ordinare rapidamente l’interruzione delle operazioni militari di Israele, salvando così migliaia di vite palestinesi dall'annientamento.
Da Mov. Studenti Palestinesi d’Italia
Da Mov. Studenti Palestinesi d’Italia
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LA DAVOS OSCURA
Alla vigilia del WEF, tutti i servizi di escort erano già completamente prenotati.
Cosa c'è nel menu di quest'anno? Beh, il New York Post ha descritto: "Caviale, funghi magici, dessert in foglia d'oro, selfie di serie A, prostitute da 2.500 dollari a notte e cene segrete".
In un altro servizio, il quotidiano francese 20 Minutes fa ulteriore luce sulle orge di Davos:
"Tutti i fornitori locali di servizi sono prenotati durante la settimana del WEF", conferma il proprietario B. Konrad. "A seconda del cliente, una prenotazione va dalle quattro alle dodici ore", dice la prostituta Mia May, aggiungendo che il costo del suo servizio è di circa 2.000 franchi (2.340 dollari).
Ciononostante il WEF si ripromette di ricostruire la fiducia.
Ma la maggioranza ora vede queste élite "virtuose" giungere in jet privati e cortei di automobili assetate di benzina per discutere del cambiamento climatico.
Qualcuno è davvero sorpreso?
Nicola
Alla vigilia del WEF, tutti i servizi di escort erano già completamente prenotati.
Cosa c'è nel menu di quest'anno? Beh, il New York Post ha descritto: "Caviale, funghi magici, dessert in foglia d'oro, selfie di serie A, prostitute da 2.500 dollari a notte e cene segrete".
In un altro servizio, il quotidiano francese 20 Minutes fa ulteriore luce sulle orge di Davos:
"Tutti i fornitori locali di servizi sono prenotati durante la settimana del WEF", conferma il proprietario B. Konrad. "A seconda del cliente, una prenotazione va dalle quattro alle dodici ore", dice la prostituta Mia May, aggiungendo che il costo del suo servizio è di circa 2.000 franchi (2.340 dollari).
Ciononostante il WEF si ripromette di ricostruire la fiducia.
Ma la maggioranza ora vede queste élite "virtuose" giungere in jet privati e cortei di automobili assetate di benzina per discutere del cambiamento climatico.
Qualcuno è davvero sorpreso?
Nicola
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Nippon Yusen, una delle più grandi compagnie di navigazione del Giappone, ha annunciato martedì di aver smesso di attraversare il Mar Rosso per tutte le sue navi.
Un portavoce della compagnia ha detto all'agenzia di stampa Reuters che a tutte le sue navi che navigano vicino al Mar Rosso è stato ordinato di rimanere in acque sicure.
Anche la Nippon Yusen, nota anche come NYK Shipping Lines, ha affermato che sta valutando la possibilità di modificare la rotta delle navi e di non attraversare il Mar Rosso.
In precedenza, anche altre due compagnie di navigazione giapponesi, Mitsu OSCA e Kawasaki Kaisha, avevano annunciato la sospensione delle traversate del Mar Rosso.
Un portavoce della compagnia ha detto all'agenzia di stampa Reuters che a tutte le sue navi che navigano vicino al Mar Rosso è stato ordinato di rimanere in acque sicure.
Anche la Nippon Yusen, nota anche come NYK Shipping Lines, ha affermato che sta valutando la possibilità di modificare la rotta delle navi e di non attraversare il Mar Rosso.
In precedenza, anche altre due compagnie di navigazione giapponesi, Mitsu OSCA e Kawasaki Kaisha, avevano annunciato la sospensione delle traversate del Mar Rosso.
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Forwarded from Geopolitica Resistente (Giuseppe Flavio Pagano)
Times of Israel riporta che "la Slovenia ha deciso di unirsi formalmente al procedimento presso la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) per chiedere un parere consultivo sul controllo e sulle politiche israeliane in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme Est, una mozione che precede le accuse di genocidio del Sudafrica, ascoltate dal tribunale la scorsa settimana".
Il MAE sloveno ha sottolineato che non ci sono scuse per le 24.000 vittime civili, tra cui 9.000 bambini, a Gaza:
💬 "Questo inaccettabile numero di vittime ci impone di esprimere ripetutamente la nostra preoccupazione per le violazioni del diritto umanitario internazionale e del diritto internazionale dei diritti umani e di chiedere il rispetto di entrambi. Non ci sarà una seconda possibilità a Gaza".
Il MAE sloveno ha sottolineato che non ci sono scuse per le 24.000 vittime civili, tra cui 9.000 bambini, a Gaza:
💬 "Questo inaccettabile numero di vittime ci impone di esprimere ripetutamente la nostra preoccupazione per le violazioni del diritto umanitario internazionale e del diritto internazionale dei diritti umani e di chiedere il rispetto di entrambi. Non ci sarà una seconda possibilità a Gaza".
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