Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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La Corte Penale Internazionale può fermare i lavori:

abbiamo dei rei confessi.

Simona S.
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Lo spettacolo di Mara Venier che cerca di disinnescare le parole di Ghali, stoppa Dargen d'Amico e poi sibila ai giornalisti presenti, testuale, "non mi mettete in difficoltà".
Lo spettacolo di una persona che a 73 anni ancora si affanna a compiacere il suo datore di lavoro, come se da questa cosa ne andasse della sua carriera, come se non avesse guadagnato già soldi sufficienti per poter dire una volta una cosa in libertà, come se non avesse maturato abbondantemente il diritto di andare in pensione, magari facendo posto ad altre persone.
73 anni e ancora dover dire "non mi mettete in difficoltà". Ma perché?


Paola Ronco
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Ma'alula, segue post ⬇️⬇️⬇️
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C'è un antico villaggio della Siria in cui si parla ancora l'aramaico. Il suo nome è Ma'lula, ai confini con il Libano, terra di venerati monasteri e chiese risalenti al IV secolo, le cui preghiere e canti sono recitati appunto nell'antica lingua di Gesù.
Non ne parlo a caso. L'arabo classico è discendente diretto dell'aramaico ed è la lingua moderna ad esso più affine.
Le uniche due frasi in lingua aramaica riportate dai vangeli sono speculari all'arabo classico:
Talita Qum, che in arabo diventa Ta'ali Taqumi
Eli Eli lama sabaqtani, che in arabo diventa Ilahi Ilahi lima sabaqtani
Non c'era bisogno dunque del processo culturale dell'islamizzazione - processo culturale e non biologico, ribadisco per gli incolti che ancora si ostinano a confondere i piani - per arabizzare l'aramaico, che rappresenta per i popoli del Medioriente ciò che il latino rappresenta per parte delle lingue europee. Gli antichi popoli della Palestina, del Libano, della Siria abbracciarono il cristianesimo e poi l'Islam ma vantano una storia antecedente ad entrambe le religioni e che è antica di 4000 anni e più.
In quell'area, per la ricerca storica, gli ebrei rappresentano invece un'anomalia. E questa anomalia di certo non può essere spiegata ricorrendo al concetto di "popolo", per due motivi: l'assoluta mancanza di reperti storici che possano in qualche modo ricostruirne l'esistenza prescindendo dal testo biblico e, soprattutto, la questione più anomala di tutte, la loro dispersione per il mondo dopo la distruzione del Tempio, sempre e solo secondo il libro sacro. Un comportamento anomalo: nessun popolo si è mai allontanato dalla terra in cui abitava per una questione non fondamentale come la distruzione di un luogo religioso. Può avere un senso, invece, se parliamo di nomadismo oppure di religione. Ma il problema non si pone, essendo l'esistenza e la distruzione del tempio non dimostrabili storicamente.
E tuttavia la questione principale su cui si sono interrogati gli storici è un'altra. In quale maniera l'ebraismo si è diffuso soprattutto nell'Europa centrale e balcanica? Anche in questo caso, il concetto di popolo non riesce a spiegare la faccenda. Tutto diviene più chiaro se si analizza l'ebraismo come puro fenomeno religioso: la diffusione in Europa avvenne quindi grazie alle conversioni, la più celebre delle quali fu quella del popolo khazaro, obbligato a convertirsi dal proprio sovrano e da cui ebbe origine l'ebraismo ashkenazita, europeo per antonomasia. Nessun legame di alcun genere né con la Palestina né con il Medioriente, ovviamente. Nei commenti, a tal proposito, inserisco alcuni links a mio avviso molto importanti. È la storia che parla, per bocca di ricercatori e studiosi delle università di Harvard e di Oxford. Chi conosca l'inglese, avrà di che leggere e, ovviamente, si tratta di compendi di ricerche molto serie, effettuate su DNA e su confronti incrociati spazio-temporali.
Ed è proprio l'ebraismo ashkenazita che ha rivendicato la propria appartenenza alla Palestina - appartenenza del tutto falsa dal punto di vista storico ed etnico, come abbiamo visto e completamente fuori dal mondo se si considera la pretesa da un punto di vista logico e razionale. Credere di poter redistribuire le persone sul pianeta terra in base a ciò che avvenne 3000 anni fa non è solo folle. È ridicolo, come asserì Noam Chomsky.
Gli studi genetici della John Hopkins mostrano che il DNA del 97,5% degli ebrei che vivono in Israele non ha nulla in comune con il DNA degli antichi ebrei. Non sono quindi semiti e non hanno ovviamente alcun legame "di sangue" con la Palestina. Al contrario, l'80% dei palestinesi possiede quei caratteri genetici che sanciscono la loro indefettibile appartenenza al territorio in cui hanno vissuto per 4000 anni.
Se proprio vogliamo parlare di popolo, questo è senza dubbio riferibile all'ebraismo ashkenazita europeo, che si è reso tale a causa della sua estrema chiusura ed impermeabilità verso l'esterno - isolamento durato diversi secoli.

Links per chi vuole approfondire:
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Rossella Ahmad
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
RAI, SERVIZIO PUBICO

La RAI ha censurato sul proprio servizio Raiplay la frase di Ghali “Stop al genocidio”.

I due secondi di video sono stati eliminati non soltanto dai video delle esibizioni singole, ma anche dalla puntata completa della quarta serata, con un abilissimo taglia e cuci del quale neppure ci si accorge se non si è al corrente della vicenda.

Menomale che “era tutto pilotato”, sostengono con granitica certezza alcuni.

In ogni contesto, anche sotto le dittature più feroci, i singoli, come le collettività, dispongono di un potere politico (nel senso più nobile del termine) che si esercita con gesti alla portata di tutti. Piccoli ma deflagranti.
A volte semplicemente pronunciando un paio di parole. “Stop al genocidio”.
Altre volte basta un semplice: “NO”.

E il paranoico atto censorio della RAI ha avuto un effetto boomerang esattamente opposto a quanto auspicato, amplificando ulteriormente il messaggio.

Quando uno fa servizio pubico, hai voglia poi a fare i WEF su “riconquistare la fiducia”… 🤡

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«Mariana Mazzucato, economista americana e docente alla University College London, stasera a Otto e mezzo ha detto una cosa, secondo me, deflagrante, che è stata fatta passare in sordina dai presenti. Ha fatto notare come giornalisti che parlano fra loro in una trasmissione televisiva sia un fatto molto strano e originale, che succede solo in Italia e che alla BBC non accade e non accadrebbe mai. Ha messo il dito nella vera piaga della nostra informazione: giornalisti che, invece che raccontare fatti, espongono loro opinioni, che poi non sono le loro ma del loro editore. Vale per tutti i presenti: per Mieli, per Bocchino, per Gruber e per Giannini. Questa è una originalità tutta italiana. Non esiste in altre parti del mondo che dei giornalisti facciano gli opinionisti e si scambino punti di vista. Il giornalismo non deve basarsi su punti di vista. Così facendo, di fatto, questi giornalisti manipolano le altrui opinioni. Lei lo ha fatto coraggiosamente notare e Mieli, con la sua solita espressione alla Braccobaldo, ha miserabilmente immediatamente sminuito la sacrosanta obiezione di Mazzucato, mentre alla Gruber si è sciolta 3/4 di gomma sulla faccia e il Botox si è rapidamente assorbito, lasciando spazio ad un’espressione di sdegno mista a spavento.
Giannini ha sgranato gli occhi, mentre Bocchino, che ce li ha già sgranati di suo grazie alle punturine della compagna, con sforzo sovrumano, li ha invece socchiusi.
Quando la verità irrompe, i miserabili indietreggiano.»

Giuliana C.
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Sai cosa è divertente? 😂

Ieri l'esercito israeliano ha condotto un'esercitazione speciale nella stazione di polizia di Kiryat Shmona, replicando lo scenario della stazione di polizia di Sderot del 7 ottobre, per prevenire attacchi.

Oggi Hezbollah ha colpito direttamente la stazione di polizia di Kiryat Shmona.

Fotros Resistance
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Forwarded from Miracolo a Milano
⏰ 13 febbraio, Il Testimone - mancano poche ore alla proiezione di questa sera!

📸 All'ingresso dello stabile dove si terrà, da qualche giorno è affisso un documento che recita così: "Chiediamo che uno spazio come il [...] non possa ospitare iniziative propagandistiche di un Regime aggressore la cui condanna è stata unanime in Europa"

👉 Il circolo locale del PD invoca la censura sulla proiezione del film, come successo ad "iniziative simili già annullate in diverse città italiane", in nome dei valori secondo loro violati "della Resistenza e della lotta partigiana". Sciocchi! È l'acritico o connivente sostegno all'agenda imperialista a farci guerrafondai; è la mistificazione della Storia a calpestarne ogni Memoria, come accaduto riguardo al Donbass e pure il 27 gennaio scorso, nella Giornata dedicatale; sono la propaganda, il controllo culturale, sociale e politico ad uccidere il pluralismo ed il dissenso popolare, ad esigere più censura all'interno di un panorama mediatico uniforme!

👉 Nel suo piccolo, la proiezione di un film andrà giustamente controcorrente, portando altri punti di vista e animando un dibattito, sull'Ucraina e sulla guerra, che ci riguarda tutti. A stasera!

https://t.me/canalemiracolomilano
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I siriani del Golan occupato ribadiscono il loro attaccamento all’identità araba siriana

https://sana.sy/es/?p=322178
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Pagliacci 🤡
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Compagnia aerea low-cost irlandese Ryanair cancella improvvisamente tutti i voli per israele.

Ryanair non ha fornito inizialmente una dichiarazione ufficiale o una spiegazione per la sua decisione di cancellare tutti i voli da e per israele a marzo e aprile, ma successivamente ha dichiarato che la decisione è stata presa a causa della chiusura di un terminal (ha dovuto utilizzare il Terminal 3, che addebita commissioni più elevate e non è stato concesso l'abbassamento di tali commissioni)

Fonte
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⭕️ Comunicato stampa

⭕️ In un nuovo crimine premeditato contro giornalisti palestinesi, una marcia delle forze di occupazione sioniste ha preso di mira il giornalista di Al Jazeera Ismail Abu Omar e il fotoreporter Ahmed Matar, mentre stavano documentando le sofferenze dei palestinesi sfollati nella città settentrionale di Rafah, che li hanno portati gravemente feriti , provocando l'amputazione del piede del giornalista Ismail.

Questo attacco brutale e a tradimento ai danni dei giornalisti è un ripetuto comportamento terroristico sionista volto a scoraggiare i giornalisti dal coprire i crimini dell'occupazione contro il nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza, dove l'esercito di occupazione è stato ucciso nel contesto della guerra di genocidio contro Gaza. 126 giornalisti palestinesi, decine di loro sono rimasti feriti.

Chiediamo alle istituzioni internazionali per i diritti umani di condannare questo crimine atroce, e alla Corte internazionale di giustizia di documentare questo crimine atroce e altri crimini che non si sono fermati 24 ore su 24, di ritenere l’occupazione e i suoi leader responsabili dei loro orribili crimini contro i nostri palestinesi. persone che violano i valori umani e le leggi internazionali.

Movimento di resistenza islamica - Hamas
13 febbraio 2024
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
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Mara Venier piange, poverina...

Ma la sua ipocrisia è talmente enorme che non solo si è prestata a leggere le vergognose parole dell'ad della Rai in solidarietà ad uno stato che è sotto accusa presso la CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA per GENOCIDIO, ma alla fine hai anche aggiunto che "naturalmente siamo TUTTI d'accordo".

A 70 anni suonati avevi paura di prendere una posizione e quindi perdere il lavoro?

La storia se ne ricorderà e verrete ricordati come dei servi vigliacchi senza gloria né onore, fiancheggiatori e collaborazionisti di un regime genocidario tra i più brutali della storia dell'uomo.
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La Cina chiede a Israele di sospendere le operazioni militari a Rafah

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, il 13 febbraio, ha condannato formalmente gli attacchi israeliani contro i civili palestinesi a Rafah e ha invitato Tel Aviv a sospendere le sue operazioni militari.

"La Cina segue da vicino gli sviluppi a Rafah", ha letto il portavoce. “Ci opponiamo e condanniamo gli atti contro i civili e il diritto internazionale. Chiediamo a Israele di fermare le operazioni militari il prima possibile, di fare tutto il possibile per evitare vittime tra civili innocenti e di prevenire un disastro umanitario più devastante a Rafah”.

The Cradle
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PRESIDIO PERMANENTE CONTRO L’ACCORDO MILITARE ITALIA-ISRAELE, IL GENOCIDIO ATTUATO DALLO STATO ISRAELIANO E LA COMPLICITA’ DELL’ITALIA

A Modena, partendo da un ragionamento anti-militarista e di solidarietà internazionalista con il popolo palestinese, è stato organizzato, nel febbraio 2024, un presidio permanente nei pressi della accademia militare di Modena.
Il presidio, organizzato da diversi gruppi e associazioni, propone di costruire un punto di riferimento stabile di aggiornamento popolare relativo alla evoluzione della situazione a Gaza, allargando lo sguardo anche sulla partecipazione dell’Italia alle azioni di guerra in Yemen a protezione degli “affari occidentali”.
“Obiettivo è quello di smascherare l’ipocrisia del governo italiano che con coerenza, dichiara il suo appoggio al colonialismo sionista, che ha come primo obiettivo la cacciata del popolo palestinese dalla sua terra. Smascherare i legami economici che legano l’occidente ed in particolare l’Europa allo Stato d’israele”.


https://youtu.be/XbzeE5LTcOk
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Questa domenica a Bellinzona.
Non mancare!
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NO ALLA COMPLICITÀ TRA ITALIA E ISRAELE
NO ALL’ESTRADIZIONE DI ANAN YAEESH

Il 29 gennaio 2024 le autorità italiane hanno arrestato, nella città dell’Aquila, Anan Yaeesh, a seguito di una richiesta di estradizione avanzata dalle autorità israeliane. Anan Yaeesh, 37 anni, è un palestinese originario della città di Tulkarem, in Cisgiordania; nel corso degli anni ha condotto la propria attività politica all’interno del contesto della Seconda Intifada; ha scontato oltre 4 anni nelle carceri dell’occupazione e subìto un agguato delle forze speciali israeliane nel 2006, durante il quale riportò gravi ferite per i colpi a lui inferti.

Anan lascia la Palestina nel 2013, diretto verso l’Europa. Si reca inizialmente in Norvegia dove viene sottoposto a degli interventi chirurgici per rimuovere i proiettili rimasti nel suo corpo per anni. Nel 2017 raggiunge l’Italia, dove si stabilisce, e dove nel 2019 ottiene un regolare titolo di soggiorno. Nel 2023 si reca in Giordania, dove viene rapito dai servizi di sicurezza giordani allo scopo, con ogni probabilità, di consegnarlo ad Israele. Dopo oltre sei mesi di detenzione, a seguito della diffusione della notizia del suo arresto e il pericolo che venisse consegnato alle autorità israeliane, i servizi di sicurezza giordani si trovano nella condizione di doverlo rilasciare al fine di evitare malcontento e reazioni da parte dell’opinione pubblica.

Nel novembre del 2023 torna in Italia, all’Aquila, dove risiede, e viene arrestato a seguito di un mandato di cattura italo-israeliano; questo ha luogo a seguito del consenso da parte del governo italiano all’estradizione – è difatti sulla base delle indicazioni del Ministro della Giustizia Italiano che viene portata avanti la richiesta di misura cautelare.

La decisione da parte dell’Italia di procedere con l’estradizione è di enorme gravità, e alla gravità del fatto che sia presa in considerazione l’estradizione di un cittadino palestinese alle autorità israeliane (sulla base di ipotetiche azioni di resistenza, svoltesi nei territori occupati, tutelate quindi dal diritto internazionale), si aggiungono anche una serie di considerazioni dettate dall’attuale situazione politica.

In primis l’Italia consegnerebbe un palestinese alle autorità israeliane, le quali lo processerebbero in un tribunale militare. In più, nel corso degli ultimi mesi, molteplici sono stati i rapporti di organizzazioni e associazioni internazionali per i diritti umani che riportano le inumane condizioni di detenzione e tortura nelle carceri israeliane. La preoccupazione per la situazione in corso è nella certezza che, in caso di estradizione, il destino di Anan sarà quello di essere condotto davanti ad una corte militare e sottoposto a trattamenti disumani, condizioni detentive impensabili, condizioni che ad oggi portano a 9 il numero di prigionieri politici palestinesi uccisi negli ultimi quattro mesi nelle carceri israeliane, morti per tortura e per negligenza sanitaria.

Inoltre, con ogni probabilità, gli elementi su cui sono state formalizzate accuse ad Anan Yaeesh sono il frutto di oramai noti metodi d’investigazione e interrogatori considerati illegali in Italia e compatibili con la definizione di tortura.

Riteniamo che questo episodio rischia inoltre di rappresentare un pericoloso precedente volto a sdoganare l’estradizione e consegna di palestinesi in Italia e in Europa dietro richiesta di Israele che, ricordiamo, porta avanti un’occupazione militare dei territori palestinesi.

Comitato per la liberazione di Anan Yaeesh

https://t.me/FreeAnan/3
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