Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Domani 16 marzo h 14.30 a Milano, in piazza San Babila.

Palestina R-Esisti ❤️ 🇵🇸
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Crolla il mito secondo cui per essere dei giornalisti è necessario possedere il pollice opponibile.

Lo dimostra uno studio condotto su oltre 400 articoli di Ansa.it

Armando Schiaffini
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🚨 Ufficio stampa governativo a Gaza:
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L'occupazione "israeliana" ha commesso 5 massacri contro i centri di distribuzione degli aiuti in 48 ore, provocando 56 martiri e più di 300 feriti.

Nel giro di 48 ore, e in flagrante e spaventosa violazione della sacralità del mese benedetto del Ramadan, l’esercito di occupazione “israeliano” ha commesso 5 massacri e crimini contro i centri di distribuzione degli aiuti per cittadini civili e individui che vi lavoravano, con un bilancio di martiri che ha raggiunto i 56. martiri, oltre a causare il ferimento di più di 300 persone durante questi barbari crimini.

L'esercito di occupazione ha commesso questi massacri bombardando un centro di distribuzione di aiuti affiliato all'UNRWA nel governatorato di Rafah, provocando 5 martiri. Inoltre, due cittadini civili che lavoravano nella consegna degli aiuti sono stati uccisi bombardando il loro veicolo nel governatorato di Rafah.

Anche un altro centro di distribuzione degli aiuti nel campo di Al-Nusseirat, nel governatorato centrale, è stato bombardato, provocando 8 martiri.

Nelle notti di martedì e mercoledì della scorsa settimana, l'occupazione ha ucciso 11 martiri e più di 30 civili che aspettavano l'arrivo degli aiuti alla rotonda del Kuwait nel governatorato di Gaza, 23 dei quali hanno raggiunto gli ospedali.

Oltre 10 corpi di martiri sono stati lasciati a terra, mentre l'occupazione impediva a chiunque di raggiungerli e sparava a chiunque si avvicinasse.

Riteniamo che l'amministrazione americana e la comunità internazionale, oltre all'occupazione “israeliana”, siano pienamente responsabili del crimine di genocidio e della guerra di fame e carestia che si sta aggravando ulteriormente nella Striscia di Gaza. Li riteniamo inoltre responsabili dei massacri e dei crimini commessi quotidianamente contro civili, bambini e donne.

Chiediamo a tutti i paesi del mondo libero di fare pressione sull’occupazione per fermare il genocidio e la pulizia etnica che sta conducendo contro il nostro popolo palestinese, che finora ha provocato più di 110.000 vittime, inclusi martiri, feriti, dispersi e detenuti.

Chiediamo inoltre la fine immediata della carestia prima che sia troppo tardi, e chiediamo l’apertura dei valichi di terra e l’immediato ingresso di centinaia di migliaia di tonnellate di aiuti accumulati ai valichi di terra per il nostro nobile popolo palestinese nella Striscia di Gaza. attraverso i valichi di terra, in concomitanza con il mese benedetto del Ramadan e in risposta alla carestia.

Ufficio stampa governativo
Venerdì 15 marzo 2024

Resistance News Network
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Forwarded from Miracolo a Milano
"Da quando, l'11 marzo 2020, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la malattia infettiva causata dal Coronavirus SARS-CoV-2 una pandemia, è stato istituito lo stato di emergenza praticamente in tutto il mondo. Per molti, si tratta del più grave attacco ai diritti fondamentali e alle libertà civili mai sperimentato, paragonabile solo a uno stato di guerra. Tutto fa pensare che per chi è al potere lo stato di emergenza dovrebbe essere permanente. [...] Nel corso delle ricerche e della stesura di questo libro, ho scoperto che la "pandemia" non è una frode isolata, né un grande piano sognato da Klaus Schwab, l'oracolo di Davos, ed eseguito docilmente dai governi nazionali. Si tratta di una crisi storica complessa, una presa del potere da parte della classe dirigente globale che è stata avviata da diverse posizioni di partenza."

📖 La pandemia della paura. Progetto totalitario o rivoluzione?

👉 Parliamone! Appuntamento questa sera con il politologo olandese e autore del libro, Kees van der Pijl, e la curatrice dell'edizione italiana del volume, Daniela Danna.

🗓️📌 Milano, Via Arici 30 presso la sede del SOL Cobas. Ore 19.00 aperitivo, ore 20.30 presentazione del volume, dialogo con l'autore e dibattito. A dopo!

https://t.me/canalemiracolomilano
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16 Marzo 2003, la 24enne Rachel Corrie, attivista statunitense dell'ISM, viene uccisa da un bulldozer corazzato dell’esercito israeliano mentre prova ad impedirgli di distruggere un'abitazione palestinese a Rafah, Gaza.

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Francesca Quibla
16 Marzo 2003, la 24enne Rachel Corrie, attivista statunitense dell'ISM, viene uccisa da un bulldozer corazzato dell’esercito israeliano mentre prova ad impedirgli di distruggere un'abitazione palestinese a Rafah, Gaza. Segue... ⬇️
16 Marzo 2003, la 24enne Rachel Corrie, attivista statunitense dell'ISM, viene uccisa da un bulldozer corazzato dell’esercito israeliano mentre prova ad impedirgli di distruggere un'abitazione palestinese a Rafah, Gaza.

Il 16 marzo del 2003 è una di quelle date che hanno segnato la mia vita, in maniera indelebile. Ero seduta alla mia scrivania, traducendo notizie per il sito di informazione su Medioriente e Palestina che aprimmo a partire dall'intifada del 2000. Da al-Jazeera cominciarono ad arrivare le prime immagini: una ragazza dell'International Solidarity Movement era stata appena maciullata da un bulldozer dell'esercito israeliano. Il suo nome era Rachel Corrie, il luogo era Rafah nella striscia di Gaza, la circostanza era il tentativo da parte di Rachel di ergersi come baluardo, con il suo fragile corpo, contro la demolizione della casa di un medico palestinese.
Rachel era a Gaza da due anni e mezzo e riferiva dello stillicidio di vite umane che l'occupazione reclamava a partire dal settembre 2000. Con il gruppo di giovani volontari occidentali dell'ISM, sì impegnò nella "protezione passiva" dei palestinesi, ritenendo che la stessa presenza degli internazionali potesse scongiurare l'assassinio dei civili e la demolizione arbitraria delle loro abitazioni: solo nella cittadina di Rafah, 12 a settimana. Di ogni mese. Per due anni.
Rachel non aveva riflettuto sul fatto che avesse a che fare con degli orchi. Perché solo gli orchi delle favole non si arrestano di fronte ad una mite ragazza disarmata e sorridente. Gli orchi delle favole, invece, quella ragazza la spingono a terra e passano sul suo corpo con le possenti ruote di un caterpillar per ben due volte, triturandone il corpo con le lame. A sera, Rachel era sul tavolo di un ospedale di Rafah, un lenzuolo bianco imbrattato di sangue a coprirne il corpo martoriato. Palestinese tra i palestinesi, un sudario bianco a rivestire brandelli di carne umana. Una vita. Uno spirito indomabile. Un cuore che batteva nel lato giusto del petto. Una esistenza dedicata alla cura dei deboli, spazzata via con noncuranza dal Moloch che imperversa in Palestina. Il mese dopo sarebbe toccato ad un altro giovane internazionale che quel giorno, come tutti noi, piangeva Rachel : Tom Hurndall, colpito alla testa da un cecchino mentre faceva scudo con il suo corpo a tre scolaretti palestinesi. In entrambi i casi, la solita sequela di bugie e poi l'assoluzione degli assassini: " in un'area di guerra nessun civile è civile e gli amici dei terroristi ( i giovani dell'ISM, per israele) agiscono a loro rischio e pericolo".
E ci sarebbe molto da meditare su questa giustificazione criminale utilizzata dall'esercito occupante alla luce di ciò che avviene oggi a Gaza.
Questa notte, mentre mi ripassavano nella mente le immagini di quel giorno, il volto sorridente, il megafono, la terra sporca di sangue, le urla dei compagni, Tom, Vittorio e tutti coloro che hanno lasciato la vita in Palestina, mi chiedevo cosa fosse accaduto al memoriale di Rachel che la gente di Rafah le dedicò. Distrutto anch'esso senza dubbio, assieme alla mite ma indomabile popolazione di quella striscia di terra - patria di rifugiati di Haifa e del monte Carmelo - che Rachel si era caricata sulle sue esili spalle. La sua eredità è immensa. Il senso di responsabilità che ha trasferito su di noi ancor più. Cercheremo di esserne degni, sempre.

Rossella Ahmad ❤️
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Nonostante l'introduzione dei nuovi limiti di velocità a Bologna, nei primi due mesi di quest'anno, sono aumentati i feriti coinvolti in incidenti stradali rispetto, al primo bimestre del 2023.
C'è anche un decesso.

Lo rivelano i dati del 118, riferiti a interventi di soccorso sulle strade della città

Baa P.
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La bandiera della Repubblica Islamica dell’Iran all’interno della Moschea di al-Aqsa

I palestinesi che vivono nella città di Gerusalemme occupata, riconoscenti per il ruolo dell'Iran nel sostenere il popolo oppresso della Palestina, hanno affisso le bandiere della Repubblica Islamica dell'Iran e della Palestina all’interno delle mura della Moschea di al-Aqsa.

La Moschea di al-Aqsa è il terzo luogo sacro dell’Islam dopo la Moschea di Mecca e quella di Medina, e venne edificata nel luogo in cui, secondo la tradizione islamica, il Profeta Muhammad (S) compì il viaggio notturno e l’ascensione celeste (Isra’ wal Miraj), a cui fa riferimento anche il Sacro Corano (17: 1).

I sionisti millenaristi pianificano da tempo la distruzione del più importante luogo sacro islamico sulla terra di Palestina con l'obiettivo di costruirvi il terzo Tempio ebraico.

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario: https://t.me/iranislamico
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Forwarded from Giubbe Rosse
ANTEFATTO
Il direttore de La Repubblica Maurizio Molinari doveva parlare ieri mattina nell'aula magna 'Leopoldo Massimilla' all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Studenti pro Palestina hanno contestato vivacemente Molinari. L'evento è stato annullato.
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Bisogna essere sempre pronti al dialogo. Tranne che con quelli che "devono essere solo zittiti" (cit.). Tranne che con quelli che da due anni ripetono che l'Europa sta andando verso il disastro e vengono per questo censurati come "putiniani" o catastrofisti. Tranne che con gli artisti o gli sportivi che hanno l'unica colpa di essere nati in un paese che in questo momento è considerato ostile. Lì no, non vale più. Lì la censura va bene, anzi, va estesa in nome della sicurezza nazionale.

Repubblica riscopre l'importanza della libertà di pensiero e di espressione. Basta ritrovarsi per cinque minuti dalla parte dei censurati e non dalla parte dei censori per rispolverare improvvisamente certi valori che in questi ultimi anni sembravano, come dire, un po' sopiti. Bene, ce ne rallegriamo.

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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇩🇪 "AVETE TUTTI PERSO LA TESTA?"
Il bellissimo discorso di Sahra Wagenknecht (BSW) al Bundestag. Sottotitoli: Giubbe Rosse

Una nota. Ora ci direte che la posizione della Wagenknecht è minoritaria al Bundestag e che non basterà da sola a cambiare il corso degli eventi. Ma intanto in Germania esiste almeno una voce come la sua. Al Parlamento italiano ce l'abbiamo? Una, anche una sola?

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Forwarded from Resistance News Network
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The dialectic between zionism and resistance.

The martyr of truth, Nizar Banat.
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Buffone, pagliaccio, omicida, assassino, queste sono le parole riservate all'ex ministro della Salute Robertino Speranza che deve lasciare, dal retro e con la scorta, la sala in cui presentava il suo libro a San Benedetto.

Ma non aveva detto che la gente lo fermava e lo ringraziava?

Io aspetto il momento in cui TUTTI loro verranno accolti così per le strade, dovrebbero aver timore di incrociare gli occhi della gente e invece se ne vanno ancora in giro baldanzosi e arroganti dopo i crimini di cui si sono macchiati!

Ringraziate il fatto che gli italiani sono un popolo abbastanza mite e paziente (per essere buona uso questi eufemismi) e non è ancora venuto a cercarvi!
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Elezioni Russia 🇷🇺 :

Nei video ci sono due momenti nei pressi delle sedi istituzionali russe di Milano e Parigi, quello di Parigi è ancora più impressionante poiché riprende una coda kilometrica di russi che si recano a votare...

Elezioni in cui la stragrande maggioranza dei russi (87%) continua a ritenere Vladimir Putin l'uomo giusto, al momento giusto, nel posto giusto.

Con buonapace dei colonizzatori occidentali che parlano di non legittimità e brogli, ma pensassero a cosa hanno combinato nelle elezioni USA del 2020, o della ridicola affluenza in Italia...
Patetici, piccoli vacui servi della gleba.
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Magdi Allam viene invitato da 20 anni a parlare come esperto di Islam.
Ma non sa nemmeno che il digiuno nel Ramadan inizia con la prima luce dell'alba, non quando il Sole è sopra all'orizzonte.

Il digiuno in Italia inizia alle 4:43 su Roma, non alle 6:20.

E' come se un cristiano dicesse che Natale inizia il 20 Dicembre.

Liliano Sergio Silverstein ( orologiaio infedele )
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QUANTO GIOVO’ AL SIONISMO L’ASSASSINIO DI JFK

Ebraismo vs. Sionismo. Se JFK avesse vinto un secondo mandato, forse la corsa verso l’apartheid israeliana e il genocidio a Gaza si sarebbero potuti evitare.

Scritto da Leopoldo Salmaso 18 Marzo 2024

https://vcomevittoria.it/quanto-giovo-al-sionismo-lassassinio-di-jfk/
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"Abbiamo mangiato cibo da asini... [questi giorni sono stati] estenuanti, stanchi, disgustosi, stressanti..."

Una bambina e la sua famiglia nel nord di Gaza dicono che la sua famiglia è sopravvissuta grazie al cibo degli asini. I suoi occhi hanno il dolore, la fatica e lo stress di centinaia di vite.

Quando lei e la generazione di bambini palestinesi cresceranno e capiranno che le nazioni più potenti del mondo hanno cospirato con il governo israeliano genocida per distruggere la vita di lei e dei suoi compagni bambini palestinesi, la rabbia della resistenza non sarà più forte che mai?

https://rumble.com/v4jv1ct-gaza-us-led-peace-efforts-are-a-sham-us-wants-to-re-freeze-apartheid-realit.html
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QUATTRO ANNI FA ERO IN ZONA ROSSA...
...e con la mia videocamera vagavo spaesato nel lodigiano assieme ai giornalisti RAI per raccogliere testimonianze in quei primi giorni di lockdown; già pensavo:”voglio fare un film sulla pandemia”.
Non avevo assolutamente idea di quello che sarebbe successo a me stesso e all'Italia nei tre anni successivi..
Le restrizioni del lockdown, i decessi causati dagli errati protocolli ministeriali e dal boicottaggio delle cure domiciliari precoci, la cura al plasma e la scomparsa del dottor De Donno, l'arrivo dei sieri ad mRNA, l'introduzione degli obblighi di inoculazione e del Green Pass, i movimenti di protesta e la repressione che ne è scaturita, i gravi fatti accaduti al porto di Trieste, le reazioni avverse da sieri anticovid e il fenomeno delle cosiddette morti improvvise.
Questi sono i principali temi trattati nel mio nuovo documentario “NON E' ANDATO TUTTO BENE”.
Ho voluto trattarli senza superficialità nel rispetto dei 196.000 morti a causa della gestione politico-sanitaria, dei 60 milioni di italiani ricattati e delle migliaia di persone danneggiate dai sieri, per quello che, a mio giudizio, è stato il periodo più violento e impattante sulla società dalla seconda guerra mondiale ad oggi.
Per dare quindi un quadro esaustivo di questi tre anni e cercare di unire i puntini del periodo pandemico, il film ha una durata di 175 minuti, un po' meno di tre ore, necessarie affinchè ne risulti una credibile testimonianza storica.

Vi invito ad immergervi senza timore in questo documentario a cui ho cercato di dare un'anima e una missione precisa, grazie soprattutto alle grandi persone che vi hanno partecipato, molte delle quali elencati in questa locandina.
Di due cose sono sicuro. Che ho dedicato a questo film tutto me stesso e che non vi annoierete.
E come succede a me ogni giorno penso che vi emozionerete ascoltando storie vere di sofferenza e di sacrifici, ma anche di coraggio, dedizione e amore, qualità necessarie per costruire un futuro migliore.


Paolo Cassina
PER PRENOTARE
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"30 anni fa, il 20 marzo 1994, venivano assassinati in Somalia la giornalista Ilaria Alpi e il cameraman Miran Hrovatin, per impedire che mandassero in onda sul Tg3 delle 19 il loro ultimo servizio.
I mandanti sono i servizi segreti Italiani e trafficanti d'armi e rifiuti tossici. Complici i vertici RAI.
L'unico ad essere condannato però è Hashi Omar Hassan, scarcerato nel 2018 dopo 16 anni di galera, perché innocente. I genitori di Ilaria sapevano della sua innocenza 16 anni prima, mentre lo processavano."

Cristian B.

Ps Hassan è stato ucciso poco dopo essere stato scarcerato.

Per me, il giornalismo di inchiesta, è morto insieme a Ilaria e Miran
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La denuncia di Al Jazeera: dal 7 ottobre più di 80 giornalisti uccisi a Gaza: “I nostri giornalisti sono stati presi di mira mentre svolgevano il loro lavoro”
Da giornalista, mi schiero senza esitazioni a sostegno di Al Jazeera e invoco l’immediata liberazione di Ismail al-Ghoul

Mentre in Italia il dibattito politico si concentra sulla democraticità delle elezioni nella Federazione Russa (e che dibattito: Salvini contro Tajani, neanche al bar…), l’esercito di una Nazione democratica che ha già ammazzato più di 30.000 civili in quella che non è una guerra, non è una strage per rappresaglia ma soprattutto non è un genocidio continua ad ammazzare impunemente anche i giornalisti. Più di 80 dal 7 ottobre, un vero record. A nulla valgono le denunce di Al Jazeera. Oggi l’ennesimo episodio: dopo l’uccisione di Samer Abudaqa (ucciso il 15 dicembre scorso) e Hamza al-Dahdouh (7 gennaio) oggi è stato arrestato Ismail al-Ghoul.
Per favore, non si scrivano banalità tipo: “è una guerra”.
In guerra combattono due eserciti e i civili sono vittime collaterali, non “animali umani” da ammazzare a piacimento. Esistono Convenzioni internazionali, codici militari e – sul campo – i giornalisti non vengono uccisi, se non per errore.
Invece, la denunzia di Al Jazeera è chiarissima: “I nostri giornalisti sono stati presi di mira mentre svolgevano il loro lavoro”.
Quello che l’esercito israeliano sta facendo a Gaza è un abominio. Sabato la città di Ginevra è stata bloccata da una manifestazione pro Palestina. La polizia non è intervenuta a dare manganellate e – soprattutto – non si è dato spazio mediatico alle solite voci di sionisti che chiedono castighi esemplari per chiunque metta in discussione la legittimità dei 30.000 omicidi (o della guerra, della strage per rappresaglia, o del genocidio).
Da giornalista, mi schiero senza esitazioni a sostegno di Al Jazeera e invoco l’immediata liberazione di Ismail al-Ghoul.

di Alfredo Tocchi, 18 marzo 2024
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