Da ormai sei mesi stiamo assistendo a un moto di libertà senza pari: un intero popolo, compatto, ha voluto rompere le catene dell'oppressione che lo tenevano soggiogato. Ha voluto riprendere possesso del proprio passato, del proprio presente e del proprio futuro. Ha voluto, quindi, rivendicare il proprio sacrosanto diritto alla vita, a una vita libera senza padroni e oppressori. Il popolo palestinese sta dimostrando a tutti che la vita ha valore solo se vissuta da persone libere. E soprattutto, la resistenza palestinese sta essendo il fiero rappresentante del popolo palestinese.
Il 25 aprile, quest'anno più che mai, non può essere un mero esercizio retorico del ricordo di un passato che non può e non deve più essere. Non può essere usato per rafforzare uno stato, quello italiano, che il 25 aprile si purifica dei suoi mali: la logica è che sì, l'Italia non sarà un paese perfetto, ma il peggio è alle spalle e il 25 aprile è il giorno in cui si ricorda cos'era il peggio. Poco importa se nel mentre in Italia continuano a esserci le stesse basi e radici che hanno portato al fascismo, poco importa se oggi l'Italia sostiene attivamente il sionismo fascista.
Il 25 aprile non può che essere un luogo di divisione e non di incontro tra oppressi e oppressori. Se gli oppressori si sentono a loro agio in un corteo per la resistenza, vuol dire che quello spazio è uno spazio ostile per gli oppressi e serve solo a reiterare i meccanismi di oppressione. Quest'anno più che mai è nostro dovere scardinare queste logiche. È necessario ribadire che il 25 aprile non può essere una ricorrenza sterile ma un ricordo e soprattutto un luogo dove riportare le lotte che oggi stanno venendo combattute contro l'oppressione fascista e colonialista.
Per questo motivo, come realtà palestinesi in Italia chiamiamo un'assemblea pubblica a Milano, giovedì 28/03 ad per creare assieme un 25 aprile che sia di vero ricordo di quella che è stata la Liberazione italiana, ma che soprattutto sia un giorno di ricordo per le lotte passate, presenti e future.
Il 25 aprile, quest'anno più che mai, non può essere un mero esercizio retorico del ricordo di un passato che non può e non deve più essere. Non può essere usato per rafforzare uno stato, quello italiano, che il 25 aprile si purifica dei suoi mali: la logica è che sì, l'Italia non sarà un paese perfetto, ma il peggio è alle spalle e il 25 aprile è il giorno in cui si ricorda cos'era il peggio. Poco importa se nel mentre in Italia continuano a esserci le stesse basi e radici che hanno portato al fascismo, poco importa se oggi l'Italia sostiene attivamente il sionismo fascista.
Il 25 aprile non può che essere un luogo di divisione e non di incontro tra oppressi e oppressori. Se gli oppressori si sentono a loro agio in un corteo per la resistenza, vuol dire che quello spazio è uno spazio ostile per gli oppressi e serve solo a reiterare i meccanismi di oppressione. Quest'anno più che mai è nostro dovere scardinare queste logiche. È necessario ribadire che il 25 aprile non può essere una ricorrenza sterile ma un ricordo e soprattutto un luogo dove riportare le lotte che oggi stanno venendo combattute contro l'oppressione fascista e colonialista.
Per questo motivo, come realtà palestinesi in Italia chiamiamo un'assemblea pubblica a Milano, giovedì 28/03 ad per creare assieme un 25 aprile che sia di vero ricordo di quella che è stata la Liberazione italiana, ma che soprattutto sia un giorno di ricordo per le lotte passate, presenti e future.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Chissà cosa pensa Bizzarri degli oltre 30mila Palestinesi massacrati a Gaza per ritorsione, rispetto ai fatti del 7 ottobre.
E pensare che quelli sono pure innocenti e per circa la metà bambini.
Facciamo un bel post di condanna anche nei confronti di Israele?
Il bello dei social è che puoi venderti come persona sensibile, anche stando seduto sul water col cellulare in mano.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
E pensare che quelli sono pure innocenti e per circa la metà bambini.
Facciamo un bel post di condanna anche nei confronti di Israele?
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Forwarded from Miracolo a Milano
Ancora appeso ad un filo. #Assange potrà ricorrere in appello contro l'estradizione, ma prima verrà data la possibilità agli Stati Uniti di fornire maggiori "garanzie".
🛑 "La Corte ha riconosciuto che Julian è a rischio di essere sottoposto alla violazione della propria libertà di espressione, di pregiudizi per la propria nazionalità e a rischio di incorrere in una sentenza di morte"
🛑 "Il signor Assange, quindi, non sarà estradato immediatamente. La corte ha concesso al governo degli Stati Uniti 3 settimane per fornire garanzie soddisfacenti: che ad Assange sarà consentito di fare affidamento sul Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti (che protegge la libertà di parola), che non subirà pregiudizi durante il processo (sentenza compresa) in ragione della sua nazionalità, che godrà delle stesse tutele previste dal Primo Emendamento per un cittadino degli Stati Uniti e che non verrà imposta la pena di morte. Se tali garanzie non verranno fornite, verrà concesso il permesso di ricorrere in appello, di cui poi si terrà l'udienza."
👉 Segnaliamo: 🗓️📌 oggi, martedì 26 marzo alle ore 18.00 a Milano in Piazza del Liberty - Presidio davanti al Consolato britannico!
https://t.me/canalemiracolomilano
🛑 "La Corte ha riconosciuto che Julian è a rischio di essere sottoposto alla violazione della propria libertà di espressione, di pregiudizi per la propria nazionalità e a rischio di incorrere in una sentenza di morte"
🛑 "Il signor Assange, quindi, non sarà estradato immediatamente. La corte ha concesso al governo degli Stati Uniti 3 settimane per fornire garanzie soddisfacenti: che ad Assange sarà consentito di fare affidamento sul Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti (che protegge la libertà di parola), che non subirà pregiudizi durante il processo (sentenza compresa) in ragione della sua nazionalità, che godrà delle stesse tutele previste dal Primo Emendamento per un cittadino degli Stati Uniti e che non verrà imposta la pena di morte. Se tali garanzie non verranno fornite, verrà concesso il permesso di ricorrere in appello, di cui poi si terrà l'udienza."
👉 Segnaliamo: 🗓️📌 oggi, martedì 26 marzo alle ore 18.00 a Milano in Piazza del Liberty - Presidio davanti al Consolato britannico!
https://t.me/canalemiracolomilano
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Se c'è una città palestinese vessata fino al limite dell'umanamente sopportabile, quella è Hebron, al-khalil, la città dei profeti di Palestina. Tutte le organizzazioni per la difesa dei diritti umani denunciano da anni lo scempio della legalità internazionale e dell'umanità che si verifica nella città palestinese della Cisgiordania occupata, al centro della quale si è insediata, come una spina infetta, una comunità di coloni messianici, ultrafanatici e mentalmente deviati, in massima parte provenienti dagli Stati Uniti. Avete presente quegli individui col mitra a tracolla, sinistri già nell'aspetto, violenti, il cui unico scopo nella vita è vessare la popolazione autoctona in maniera tale da costringerla ad andare via? Ecco, quelli sono i coloni che imperversano ad Hebron, sradicando alberi di ulivo, dando alle fiamme le coltivazioni palestinesi, lanciando sassi sui bambini che vanno a scuola, sputando ed inveendo contro la popolazione e correndo come scarafaggi per occupare le case dei palestinesi qualora essi debbano uscire per qualche ragione. E difatti, quasi tutte le case palestinesi di Hebron sono murate per impedirne il furto, con i palestinesi prigionieri nelle loro stesse dimore. La legalità internazionale ai suoi massimi livelli secondo la declinazione israeliana della stessa.
Chi abbia abbastanza fegato e sangue freddo provi a digitare il nome della città su YouTube, ad esempio, e si troverà faccia a faccia con il più terribile dei gironi infernali. La morte del diritto e dei diritti è lì, nella assoluta impunità con cui vengono consumati i più odiosi crimini contro l'umanità.
In questo momento, in quella città, i coloni festeggiano il purim, con bambini mascherati accompagnati da uomini armati di mitra, in una sorta di carnevale dell'orrore.
La distopia orwelliana non aveva previsto nulla del genere.
Ne parla Orly Noy, ebrea di origine iraniana divenuta israeliana suo malgrado, la quale scrive:
" È molto difficile trovare le parole giuste per narrare della follia in cui siamo immersi. Ma talvolta c'è un momento che si presenta come l'obiettivo distorto di questa follia, del male senza ostacolo, quasi ipnotizzante alla sua vista, che può forse sostituire le parole che spiegano cosa siamo diventati..
I festeggiamenti del Purim a Hebron, nel cuore della mafia della terra dell'apartheid, sono questo momento".
Abbiamo parlato della follia di un paese malato, della distopia e persino della zona di interesse. È tutto lì, tutto assieme. E fa paura.
#PalestinaLibera
Rossella Ahmad
Per poter rendersi conto dell'orrore che vivono i palestinesi ad Al-Khalil (hebron) si consiglia, a chi ancora non l'avesse visto, il film documentario This Is my Land, Hebron.
Qui la versione integrale sottotitolata in italiano
Ricordo la prima volta che lo vidi, rimasi annichilita. E la prima volta che visitai Al-Khalil, rimasi pietrificata e sotto shock dalla cattiveria e dall'odio da parte dei coloni e soldati ebrei occidentali nei confronti della popolazione palestinese che ivi ci abita da secoli.
Chi abbia abbastanza fegato e sangue freddo provi a digitare il nome della città su YouTube, ad esempio, e si troverà faccia a faccia con il più terribile dei gironi infernali. La morte del diritto e dei diritti è lì, nella assoluta impunità con cui vengono consumati i più odiosi crimini contro l'umanità.
In questo momento, in quella città, i coloni festeggiano il purim, con bambini mascherati accompagnati da uomini armati di mitra, in una sorta di carnevale dell'orrore.
La distopia orwelliana non aveva previsto nulla del genere.
Ne parla Orly Noy, ebrea di origine iraniana divenuta israeliana suo malgrado, la quale scrive:
" È molto difficile trovare le parole giuste per narrare della follia in cui siamo immersi. Ma talvolta c'è un momento che si presenta come l'obiettivo distorto di questa follia, del male senza ostacolo, quasi ipnotizzante alla sua vista, che può forse sostituire le parole che spiegano cosa siamo diventati..
I festeggiamenti del Purim a Hebron, nel cuore della mafia della terra dell'apartheid, sono questo momento".
Abbiamo parlato della follia di un paese malato, della distopia e persino della zona di interesse. È tutto lì, tutto assieme. E fa paura.
#PalestinaLibera
Rossella Ahmad
Per poter rendersi conto dell'orrore che vivono i palestinesi ad Al-Khalil (hebron) si consiglia, a chi ancora non l'avesse visto, il film documentario This Is my Land, Hebron.
Qui la versione integrale sottotitolata in italiano
Ricordo la prima volta che lo vidi, rimasi annichilita. E la prima volta che visitai Al-Khalil, rimasi pietrificata e sotto shock dalla cattiveria e dall'odio da parte dei coloni e soldati ebrei occidentali nei confronti della popolazione palestinese che ivi ci abita da secoli.
YouTube
This is my land Hebron integrale1
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Francesca Quibla
Se c'è una città palestinese vessata fino al limite dell'umanamente sopportabile, quella è Hebron, al-khalil, la città dei profeti di Palestina. Tutte le organizzazioni per la difesa dei diritti umani denunciano da anni lo scempio della legalità internazionale…
Purim ad Al-Khalil (hebron).
Follia.
Follia.
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Marcello Sorgi:
«Questa storia di Assange come campione di libertà di informazione non mi è mai andata giù.»
Chiaro, i pennivendoli non sanno nemmeno cosa sia la libertà di stampa, loro si limitano a riportare le veline dei loro padroni anglo-sion-yankee.
«Questa storia di Assange come campione di libertà di informazione non mi è mai andata giù.»
Chiaro, i pennivendoli non sanno nemmeno cosa sia la libertà di stampa, loro si limitano a riportare le veline dei loro padroni anglo-sion-yankee.
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Dieci anni fa, 4 ragazzi della famiglia Bakr stavano giocando sulla spiaggia di Gaza quando sono stati bombardati e uccisi dalle Forze di Occupazione Israeliane.
Oggi, 4 giovani uomini sono stati bombardati dai droni mentre fuggivano a Khan Younis.
Stessa occupazione. Stesso male.
Noi non dimentichiamo nè perdoniamo!
Palestina Libera!
Oggi, 4 giovani uomini sono stati bombardati dai droni mentre fuggivano a Khan Younis.
Stessa occupazione. Stesso male.
Noi non dimentichiamo nè perdoniamo!
Palestina Libera!
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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🇮🇹📺 "Cretino", "pagliaccio" e "incompetente totale". Così Alessandro Orsini ha apostrofato Stefano Cappellini (Repubblica) ieri sera a È sempre Cartabianca. Alessandro Orsini for President
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Forwarded from Controllo Globale
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🇮🇹🇺🇸🇺🇦🇷🇺 ALESSANDRO ORSINI SULLA POSSIBILITÀ DI UN'ESCALATION
▪️I media non parlano più della situazione sul campo perché l'occidente sta preparando la terza guerra mondiale
▪️L'occidente ha già dato a Kiev quasi tutte le armi tecnologiche che possiede, a parte l'aviazione e le bombe atomiche. Kiev si lamenta del numero di quanto ricevuto.
▪️La NATO accetterebbe l'avanzata della Russia in Donbass e Kharkov.
Se arrivasse a Kiev od Odessa la NATO invierebbe uomini e potrebbe scoppiare il conflitto aperto.
✔️ Comitato per il Donbass
✔️ Controllo Globale
▪️I media non parlano più della situazione sul campo perché l'occidente sta preparando la terza guerra mondiale
▪️L'occidente ha già dato a Kiev quasi tutte le armi tecnologiche che possiede, a parte l'aviazione e le bombe atomiche. Kiev si lamenta del numero di quanto ricevuto.
▪️La NATO accetterebbe l'avanzata della Russia in Donbass e Kharkov.
Se arrivasse a Kiev od Odessa la NATO invierebbe uomini e potrebbe scoppiare il conflitto aperto.
✔️ Comitato per il Donbass
✔️ Controllo Globale
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Francesca Quibla
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Provo a spiegare più dettagliatamente il post di ieri. C'è una colonia fascista che da quasi cento anni ha dato vita ad un progetto coloniale di insediamento in Palestina, e lo ha fatto bypassando la legge internazionale ed il principio base su cui essa si fonda: il diritto all'autodeterminazione dei popoli, che deriva dal principio cardine dell'esperienza umana, e cioè il diritto naturale del popolo sul territorio in cui esso abita. Da essi deriva un altro principio fondamentale, che sancisce inderogabilmente il passaggio dall'epoca delle conquiste - legge della giungla - all'epoca in cui gli umani hanno deciso che ciò non sia più fattibile e neanche pensabile.
La Palestina è una terra sotto occupazione. Il diritto internazionale decreta che un popolo sotto occupazione possa, anzi debba, ricorrere alla resistenza anche armata sulla strada della propria liberazione umana e nazionale. Sì dà il caso però che la potenza occupante sia anche la maggiore potenza mediatica, una eventualità che non si era mai verificata prima nella storia. E, difatti, tutte le altre occupazioni, tutti gli altri genocidi, tutte le altre segregazioni razziali sono stati contrastati grazie a campagne mediatiche che hanno innescato l'effetto domino il quale ha portato alla liberazione degli oppressi. In Palestina è accaduta una cosa diversa. Gli oppressi, in questo caso, vengono dipinti come gli oppressori e viceversa. È facile, quando si possiedono mezzi illimitati di propaganda. Ne ho già parlato. Oltre ai mezzi tradizionali, vi sono lobbies ed agenzie mediatiche che si occupano proprio di questo, e lo fanno utilizzando disinvoltamente attori compiacenti, megafoni di propaganda strategicamente distribuiti e risorse economiche pressoché illimitate con cui realizzare tali progetti di dominance mediatica globale. È vero che i social hanno ribaltato un po' la situazione, ma la lotta resta impari e ciò è evidente dalla quantità di gente che ancora, nonostante tutto, ne parla entro i limiti di un discorso tendenzialmente falsato. Il discorso del colonialista, che posso non accettare nei mezzi e nelle finalità, ma che finisco per utilizzare nelle sue categorie di base.
La questione non è che Saman o Hamza o pinco pallino dicano cose non condivisibili da chi conosca anche poco il problema palestinese. La questione consiste nel ribaltare a 360° il discorso coloniale e dire che di Saman, di Hamza, di pinco pallino e di tutti gli Efialte raccattati in giro per convogliare un falso discorso, io neanche parlo perché non esistono nei termini in cui il colonialista me li propone: non eroi, quindi, ma individui moralmente abietti, che non rappresentano nessuno se non loro stessi e la loro infima caratura morale, acquistabile sul mercato a meno di trenta denari. Tali sono per i palestinesi, e ciò vale ai fini di un discorso sensato. Avrebbe senso parlare degli ebrei degli anni '40 attraverso le parole di un collaborazionista del nazismo? Credo di no..
Rifiutare, quindi, il discorso coloniale in blocco perché intrinsecamente menzognero e deviante - ricordate il caso dei cristiani di Gaza, che per Israele non esistevano perché "scacciati da Hamas"? Bene, la nostra diretta esperienza visiva ci ha detto che esistevano i cristiani, esistevano le chiese ed esistevano i sacerdoti e quindi il discorso coloniale è un discorso falso e politicamente motivato. E se ne ho avuto esperienza una volta, due volte, mille volte, non posso ricadere nelle trappole che mi vengono continuamente tese. Disturbanti, laide. Concepite per spostare il discorso sul piano che il colonialista vuole evidenziare, anche se falso - anzi, meglio se falso - per deviarlo dalla realtà di ciò che accade.
Rifiutare l'inganno. Non dargli spazio. Questo il senso.
Nella foto, i cristiani inesistenti.
QUI, le donne cristiane di Gaza.
Saman, acchiappa e porta a casa
Rossella Ahmad
La Palestina è una terra sotto occupazione. Il diritto internazionale decreta che un popolo sotto occupazione possa, anzi debba, ricorrere alla resistenza anche armata sulla strada della propria liberazione umana e nazionale. Sì dà il caso però che la potenza occupante sia anche la maggiore potenza mediatica, una eventualità che non si era mai verificata prima nella storia. E, difatti, tutte le altre occupazioni, tutti gli altri genocidi, tutte le altre segregazioni razziali sono stati contrastati grazie a campagne mediatiche che hanno innescato l'effetto domino il quale ha portato alla liberazione degli oppressi. In Palestina è accaduta una cosa diversa. Gli oppressi, in questo caso, vengono dipinti come gli oppressori e viceversa. È facile, quando si possiedono mezzi illimitati di propaganda. Ne ho già parlato. Oltre ai mezzi tradizionali, vi sono lobbies ed agenzie mediatiche che si occupano proprio di questo, e lo fanno utilizzando disinvoltamente attori compiacenti, megafoni di propaganda strategicamente distribuiti e risorse economiche pressoché illimitate con cui realizzare tali progetti di dominance mediatica globale. È vero che i social hanno ribaltato un po' la situazione, ma la lotta resta impari e ciò è evidente dalla quantità di gente che ancora, nonostante tutto, ne parla entro i limiti di un discorso tendenzialmente falsato. Il discorso del colonialista, che posso non accettare nei mezzi e nelle finalità, ma che finisco per utilizzare nelle sue categorie di base.
La questione non è che Saman o Hamza o pinco pallino dicano cose non condivisibili da chi conosca anche poco il problema palestinese. La questione consiste nel ribaltare a 360° il discorso coloniale e dire che di Saman, di Hamza, di pinco pallino e di tutti gli Efialte raccattati in giro per convogliare un falso discorso, io neanche parlo perché non esistono nei termini in cui il colonialista me li propone: non eroi, quindi, ma individui moralmente abietti, che non rappresentano nessuno se non loro stessi e la loro infima caratura morale, acquistabile sul mercato a meno di trenta denari. Tali sono per i palestinesi, e ciò vale ai fini di un discorso sensato. Avrebbe senso parlare degli ebrei degli anni '40 attraverso le parole di un collaborazionista del nazismo? Credo di no..
Rifiutare, quindi, il discorso coloniale in blocco perché intrinsecamente menzognero e deviante - ricordate il caso dei cristiani di Gaza, che per Israele non esistevano perché "scacciati da Hamas"? Bene, la nostra diretta esperienza visiva ci ha detto che esistevano i cristiani, esistevano le chiese ed esistevano i sacerdoti e quindi il discorso coloniale è un discorso falso e politicamente motivato. E se ne ho avuto esperienza una volta, due volte, mille volte, non posso ricadere nelle trappole che mi vengono continuamente tese. Disturbanti, laide. Concepite per spostare il discorso sul piano che il colonialista vuole evidenziare, anche se falso - anzi, meglio se falso - per deviarlo dalla realtà di ciò che accade.
Rifiutare l'inganno. Non dargli spazio. Questo il senso.
Nella foto, i cristiani inesistenti.
QUI, le donne cristiane di Gaza.
Saman, acchiappa e porta a casa
Rossella Ahmad
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Attacco israeliano nella zona di Aleppo, aeroporto e centro di ricerca scientifica, oltre 30 morti.
Intanto, i sionisti oltre a massacrare i palestinesi, continuano ad attaccare anche la Siria di Bashar Al Assad, azionando i loro fantocci jihadisti che ancora controllano la zona di Idlib.
Eppure quando si parla di Siria, nel mondo della solidarietà alla Palestina, ancora c'è chi se la prende contro il legittimo governo siriano e non riesce a capire e vedere il disegno.
Giubbe Rosse
Intanto, i sionisti oltre a massacrare i palestinesi, continuano ad attaccare anche la Siria di Bashar Al Assad, azionando i loro fantocci jihadisti che ancora controllano la zona di Idlib.
Eppure quando si parla di Siria, nel mondo della solidarietà alla Palestina, ancora c'è chi se la prende contro il legittimo governo siriano e non riesce a capire e vedere il disegno.
SIRIA. ATTACCO ISRAELIANO CONTRO ALEPPO. 38 MORTI
Israele, in coordinamento con gruppi terroristici di Idlib, ha lanciato stanotte quello che fonti locali definiscono l'attacco più violento alla Siria nella storia recente. Colpita la città di Aleppo e le aree circostanti, l'aeroporto internazionale e il Centro di ricerca scientifica.
L'attacco israeliano è avvenuto in contemporanea a un attacco di droni effettuato da Idlib dalla formazione Hay'at Tahrir al Sham (ex Fronte Nusra).
Giubbe Rosse
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Trump: ora però israele porti a termine il lavoro.
Cosa intende dire?
Vorrei ricordare che l'amministrazione Trump, per quanto non abbia aperto nuovi scenari di guerra, si è macchiata di vari crimini, tra i tanti (oltre all'assassinio del Generale Soleimani) :
È stata la prima amministrazione a voler spostare l'ambasciata yankee da Tel Aviv a Gerusalemme, che come tutti sanno è una città sotto occupazione ILLEGALE sionista, condannata anche dall'ONU.
Cosa intende dire?
Vorrei ricordare che l'amministrazione Trump, per quanto non abbia aperto nuovi scenari di guerra, si è macchiata di vari crimini, tra i tanti (oltre all'assassinio del Generale Soleimani) :
È stata la prima amministrazione a voler spostare l'ambasciata yankee da Tel Aviv a Gerusalemme, che come tutti sanno è una città sotto occupazione ILLEGALE sionista, condannata anche dall'ONU.
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Forwarded from Fabio Castellucci
INDIPENDENZA ENERGETICA INDIVIDUALE
Noi AGIAMO.
OTTENIAMO risultati.
COSTRUIAMO il mondo Umano che volta le spalle alla follia transumana.
https://www.oxhy.it/it/anteprima-esclusiva-la-rivoluzione-energetica-di-oxhy-2/
Noi AGIAMO.
OTTENIAMO risultati.
COSTRUIAMO il mondo Umano che volta le spalle alla follia transumana.
https://www.oxhy.it/it/anteprima-esclusiva-la-rivoluzione-energetica-di-oxhy-2/
Oxhy
Oxhy Raggiunge 1 Milione di Euro di Investimenti nella Campagna Pre-Seed
Oxhy ha appena raggiunto un traguardo importante nel suo impegno a trasformare il panorama dell'energia sostenibile attraverso la tecnologia dell'Energy Harvesting. … Read More
Una foto mostra l'esercito di occupazione israeliano (IOF) che prende due giovani gazawi come scudi umani davanti a un carro armato militare a Gaza.
Poi, qui in occidente ci dicono che sarebbe Hamas a nascondersi nelle case, negli ospedali, nelle chiese, nelle moschee, negli asili etc. per questo devono bombardarli.
Capito invece chi adopera la pratica degli scudi umani?
In Cisgiordania questa è utilizzata abbondantemente dai criminali di guerra sionisti, rapiscono dei BAMBINI palestinesi e li piazzano sopra i loro mezzi militari.
Poi, qui in occidente ci dicono che sarebbe Hamas a nascondersi nelle case, negli ospedali, nelle chiese, nelle moschee, negli asili etc. per questo devono bombardarli.
Capito invece chi adopera la pratica degli scudi umani?
In Cisgiordania questa è utilizzata abbondantemente dai criminali di guerra sionisti, rapiscono dei BAMBINI palestinesi e li piazzano sopra i loro mezzi militari.
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Non è più possibile negare che l’asse chiaro e attuale del terrorismo in Siria sia USA-Regno Unito-israele-Turchia-UE-Giordania-ISIS-Al Qaeda.
Le linee di battaglia non sono più sfumate, sono cristalline.
Quei sostenitori palestinesi che ancora promuovono l’Idlibistan come faro di sostegno per la Palestina dovrebbero prenderne atto.
israele manterrà l’escalation? Cosa faranno gli Stati Uniti e il Regno Unito con le elezioni incombenti? Qualunque sia l'esito, la Resistenza è pronta.
israele, lo stato colonialista sionista, non vincerà questa guerra.
Vanessa Beeley
Le linee di battaglia non sono più sfumate, sono cristalline.
Quei sostenitori palestinesi che ancora promuovono l’Idlibistan come faro di sostegno per la Palestina dovrebbero prenderne atto.
israele manterrà l’escalation? Cosa faranno gli Stati Uniti e il Regno Unito con le elezioni incombenti? Qualunque sia l'esito, la Resistenza è pronta.
israele, lo stato colonialista sionista, non vincerà questa guerra.
Vanessa Beeley
Vanessa Beeley
Israel's attacks on Syria take a new and unexpected direction
Israel invaded Syrian airspace to support attacks by Al Qaeda on West Aleppo
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇨🇳🇾🇪 LA CINA FINANZA INDIRETTAMENTE GLI HOUTHI DELLO YEMEN
Le agenzie di intelligence occidentali ritengono che la Cina stia inavvertitamente aiutando gli Houthi dello Yemen. Il governo cinese acquista il petrolio iraniano, che viene venduto dalla Forza Quds, l’unità militare delle forze speciali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. La Forza Quds, sta addestrando e finanziando gli Houthi. Secondo un anonimo funzionario occidentale, la Cina fa questo “sostegno” involontariamente, poiché la stessa Pechino soffre delle azioni degli Houthi nel Mar Rosso. "Non sono sicuro che si rendano conto che stanno tagliando il ramo su cui sono seduti", ha detto. Dall’autunno del 2023, gli Houthi yemeniti hanno attaccato navi statunitensi e britanniche nel Mar Rosso, nonché navi associate a Israele. Il 24 marzo, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riferito che i ribelli avevano attaccato con un missile la petroliera cinese Huang Pu, che navigava sotto bandiera di Panama. La nave non ha subito gravi danni. Gli stessi Houthi, che denunciano i loro attacchi sul social network X, non hanno commentato questo caso. Anche il governo cinese non ha commentato questo incidente.
Fonte: Politico
Le agenzie di intelligence occidentali ritengono che la Cina stia inavvertitamente aiutando gli Houthi dello Yemen. Il governo cinese acquista il petrolio iraniano, che viene venduto dalla Forza Quds, l’unità militare delle forze speciali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. La Forza Quds, sta addestrando e finanziando gli Houthi. Secondo un anonimo funzionario occidentale, la Cina fa questo “sostegno” involontariamente, poiché la stessa Pechino soffre delle azioni degli Houthi nel Mar Rosso. "Non sono sicuro che si rendano conto che stanno tagliando il ramo su cui sono seduti", ha detto. Dall’autunno del 2023, gli Houthi yemeniti hanno attaccato navi statunitensi e britanniche nel Mar Rosso, nonché navi associate a Israele. Il 24 marzo, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riferito che i ribelli avevano attaccato con un missile la petroliera cinese Huang Pu, che navigava sotto bandiera di Panama. La nave non ha subito gravi danni. Gli stessi Houthi, che denunciano i loro attacchi sul social network X, non hanno commentato questo caso. Anche il governo cinese non ha commentato questo incidente.
Fonte: Politico
POLITICO
How China ended up financing the Houthis’ Red Sea attacks – POLITICO
By purchasing Iranian oil, Beijing is helping disrupt the trade on which its economy depends.
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Iran: gli attacchi israeliani ad Aleppo tentano di sanare l'umiliazione di Gaza
L’attacco ha provocato più di 30 martiri e 18 feriti, compresi donne e bambini, ed è stato effettuato da sud-est contemporaneamente a un massiccio attacco di droni lanciato sui civili nella città di Aleppo da un ramo di Al-Qaeda in Siria, noto anche come HTS, dimostrando la profonda cooperazione tra l’entità sionista e le organizzazioni terroristiche.
Il Times of Israel ha citato il ministro della guerra sionista, Yoav Galant, affermando che “Israele sta passando dalla difesa al perseguimento di Hezbollah, arriveremo ovunque operi l’organizzazione, a Beirut, Damasco e in luoghi più distanti”.
Believe in Syria
L’attacco ha provocato più di 30 martiri e 18 feriti, compresi donne e bambini, ed è stato effettuato da sud-est contemporaneamente a un massiccio attacco di droni lanciato sui civili nella città di Aleppo da un ramo di Al-Qaeda in Siria, noto anche come HTS, dimostrando la profonda cooperazione tra l’entità sionista e le organizzazioni terroristiche.
Il Times of Israel ha citato il ministro della guerra sionista, Yoav Galant, affermando che “Israele sta passando dalla difesa al perseguimento di Hezbollah, arriveremo ovunque operi l’organizzazione, a Beirut, Damasco e in luoghi più distanti”.
Believe in Syria
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Forwarded from Miracolo a Milano
"Non un uomo né un soldo per la guerra, fuori la NATO dalla nostra terra!"
🗓️📌 Milano, giovedì 4 aprile dalle ore 17.00 in poi - PRESIDIO in Largo Richini (Università Statale, Festa del Perdono)
In concomitanza con il 75esimo anniversario di fondazione della NATO, Miracolo a Milano scende in piazza aderendo alla campagna internazionale di mobilitazione contro le basi militari USA/NATO e contro la guerra.
👉 Contro la missione Aspides nel Mar Rosso e contro il sostegno politico e militare all'Ucraina e al genocida Israele
👉 Fermiamo la campagna di riarmo, i finanziamenti all'industria bellica e l'economia di guerra
👉 Stop alla propaganda di guerra, al disciplinamento sociale e alla repressione del dissenso, delle manifestazioni e dell'organizzazione popolare
👉 Mobilitiamoci contro la militarizzazione della società, dalle strade alle scuole all'università, compresi gli accordi di ricerca con l'industria militare, con la NATO e con Israele
Non dobbiamo dirvelo noi, la gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Muoviamoci prima che sia "guerra totale".
https://t.me/canalemiracolomilano
🗓️📌 Milano, giovedì 4 aprile dalle ore 17.00 in poi - PRESIDIO in Largo Richini (Università Statale, Festa del Perdono)
In concomitanza con il 75esimo anniversario di fondazione della NATO, Miracolo a Milano scende in piazza aderendo alla campagna internazionale di mobilitazione contro le basi militari USA/NATO e contro la guerra.
👉 Contro la missione Aspides nel Mar Rosso e contro il sostegno politico e militare all'Ucraina e al genocida Israele
👉 Fermiamo la campagna di riarmo, i finanziamenti all'industria bellica e l'economia di guerra
👉 Stop alla propaganda di guerra, al disciplinamento sociale e alla repressione del dissenso, delle manifestazioni e dell'organizzazione popolare
👉 Mobilitiamoci contro la militarizzazione della società, dalle strade alle scuole all'università, compresi gli accordi di ricerca con l'industria militare, con la NATO e con Israele
Non dobbiamo dirvelo noi, la gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Muoviamoci prima che sia "guerra totale".
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