Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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🔴 Marc Botenga, europarlamentare francese

- Grandissimo intervento, come ce ne sono stati altri a #Strasburgo, tuttavia sarebbe ora di passare al concreto, però mi rendo anche conto che sono in pochi a schierarsi contro le "politiche" CRIMINALI dello Stato Profondo europeo e mondiale.

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Per poter iniziare a farsi leggermente una idea di ciò che succede in Libano, occorre iniziare a capire anche com'è la composizione sociale / religiosa in Libano, un mosaico di etnie, culture e religioni con un equilibrio molto delicato.

Qui di seguito una mappa della distribuzione religiosa in Libano.

- verde: zona a maggioranza sunnita
- rosso: zona a maggioranza sciita
- grigio: zona a maggioranza drusa
- azzurro: zona a maggioranza cristiana

L'occidente, da parecchio tempo, fomenta una guerra fratricida tra le varie correnti religiose per poter frantumare il bellissimo mosaico e gli equilibri di queste nazioni, con l'obiettivo di distruggere tutta quell'area, per poterla colonizzare e sottomettere le popolazioni che vi abitano.


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🟥 DONALD TRUMP, (NELL'IMMAGINARIO COLLETTIVO IL PACIFISTA). RIVOLGENDOSI ALL'IRAN:

"FAREMO SALTARE IN ARIA LE VOSTRE CITTÀ PIÙ GRANDI E L'INTERO PAESE, RIDUCENDOLO IN MILLE PEZZI E NON SARÀ PIÙ UNA MINACCIA SE COLPIRETE UN FUNZIONARIO STATUNITENSE".

QTV #maxmassimi per portare l’informazione mancante.

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🇮🇱🇨🇳 "ISRAELE HA APERTO IL VASO DI PANDORA E LA CINA, SE VUOLE, FARÀ SALTARE IN ARIA IL MONDO INTERO IN QUESTO MODO" - il giornalista Gordon Chang:

🗣Israele ha dovuto infiltrarsi nella catena di approvvigionamento, la Cina non ha bisogno di farlo, perché lei stessa è l'inizio della filiera, produce tutti questi articoli. Quindi non stiamo parlando solo di cercapersone e walkie-talkie, ma anche di impianti solari domestici. Anche il tuo tostapane e altri dispositivi possono essere pieni di esplosivi. Tutto ciò che acquistiamo dalla Cina può diventare un’arma contro gli Stati Uniti.


🔈Durante la pausa pubblicitaria abbiamo parlato dell'acquisto di droni dalla Cina da parte dell'America. E questi droni sono usati dai nostri militari, sul serio?

🗣E anche dai servizi segreti e dall'FBI. I droni DJI rappresentano il 70% del mercato globale dei droni e, se acquisti un drone DJI, per impostazione predefinita le loro informazioni vengono inviate al Cloud, il che significa che la Cina riceve i dati. Cioè, ogni volta che lanci un drone del genere, i cinesi guardano nel tuo cortile o da qualche altra parte. Quindi di fatto la penetrazione negli Stati Uniti è già avvenuta. Tutto ciò che acquisti dalla Cina può trasferire dati a loro. Ciò significa che la Cina può fermarti il ​​cuore spegnendo il tuo pacemaker, chiudendo a chiave la porta di casa e persino facendo precipitare la tua auto da un dirupo.


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🔴Cavolo gente, siamo a Cavallo, 🐴 il "grande" George #Soros "paladino" dei #DIRITTI #UMANI...La #Bonino ringrazia.

«Certo, è giusto d'altronde, perchè in un mondo PAZZO, è la scelta più "SAGGIA"» 😑

«Per me siete esseri che non servono neanche da #concime, perchè dove passate voi, (da Vivi o da Morti), l'erba #MUORE»

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🇮🇹 Donald Trump e il rapporto con Israele

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Giovani Palestinesi d'Italia: La nostra risposta al ministro sulla manifestazione del 5 ottobre.

“Il 7 ottobre è la data di una rivoluzione”.


Lo diciamo dall’8 ottobre 2023, anche se il Governo e i giornali se ne sono accorti solo ora.

“Rivoluzione”, “movimento di liberazione”, “colonialismo”, “lotta armata”, non sono elucubrazioni mentali di giovani estremisti, sono i termini del discorso con cui da più di 76 anni, e con rinnovata passione dal 7 ottobre scorso, nel mondo arabo e nel sud del mondo storicamente oppressi, viene descritto ciò che accade in Palestina.

Come Giovani Palestinesi constatiamo soltanto una realtà di fatto, tanto per i palestinesi quanto per gli israeliani, che prescinde dal giudizio di valore che si può attribuire al concetto e al fenomeno “rivoluzione”, giudizio di valore dal quale comunque non ci si deve sottrarre, perché qui sta il nocciolo della questione. Vogliamo semplicemente descrivere i fatti di casa nostra con le parole che si usano a casa nostra: siamo convinti che questo desiderio sia perfettamente comprensibile agli italiani e soprattutto allo schieramento di Governo.

I progressisti, nell’ultimo anno, hanno potuto sfoggiare tanti termini alla moda: “decolonizzazione”, “messa in discussione della visione eurocentrica”, “assumere la prospettiva dei colonizzati” e altre simili amenità. Peccato che abbiano una paura quasi isterica di inserire il 7 ottobre come momento rivoluzionario all’interno di una lotta di liberazione anticoloniale.

In Occidente, anche chi sostiene i palestinesi, ha paura di usare, all’interno dell’Impero, i concetti precisi che usano i colonizzati, alla faccia del politicamente corretto. Il fatto è che questi termini, tra tutti quello di “rivoluzione”, risultano scandalosi e conducono dritti a valicare una linea rossa oltre la quale non c’è libertà di espressione, di parola o democrazia che tenga. La questione palestinese è eminentemente politica. Il disastro umanitario, a cui spesso e volentieri la si vorrebbe ridurre, non è che un effetto del dato politico, perciò la tragedia, e le passioni da questa suscitate, non devono distoglierci dall’agire sulle cause.

La questione palestinese è molto semplice; la illustriamo perciò come un dato di fatto, senza illuderci, a questo punto, di persuadere nessuno, visto che non abbiamo la presunzione di voler dimostrare niente. Che la nostra sia una causa giusta è ampiamente dimostrato dall’evidenza, dai fatti e da una storia eloquenti, oltre che da tante trattazioni scientifiche. Chi non è convinto da questo non sarà certo convinto da noi. 

Israele è uno Stato coloniale, in quanto tale è illegittimo, a prescindere da qualsiasi riconoscimento internazionale. Nessun popolo può accettare l’invasione e il furto della propria terra, l’annientamento e l’espulsione della propria gente, il popolo palestinese non fa eccezione. Ogni popolo ha il diritto naturale di resistere a un’occupazione coloniale con ogni mezzo, compreso quello della lotta armata, che la storia ha dimostrato essere il mezzo decisivo in più di un’occasione.

Ogni israeliano è un colono. I coloni non hanno alcuna proprietà sulla terra, a prescindere da qualsiasi previsione di diritto, ne detengono solo il possesso illegittimo, le cui uniche garanzie sono la forza e la violenza repressiva.

I colonizzati hanno il diritto naturale di reclamare la legittima proprietà della terra con ogni mezzo, compresa l’aggressione volta a riguadagnarne il possesso. Le organizzazioni della resistenza palestinese non possono essere definite “terroristiche”, a prescindere da qualsiasi previsione di diritto; ad ogni modo nemmeno ai sensi del diritto internazionale vigente possono essere considerate “terroristiche”. Le organizzazioni della resistenza palestinese, con piena dignità politica, agiscono all’interno di una lotta e di un movimento di liberazione anticoloniale.
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Questa nostra posizione, come anche la nostra lettura sul 7 ottobre, non è nuova, ma solo ora ha attirato l’attenzione del Ministero dell’Interno, che si sta adoperando per vietare la manifestazione nazionale organizzata per il 5 ottobre a Roma, e del Parlamento, grazie anche a Giovanni Donzelli, deputato della Repubblica e responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, che ha immediatamente presentato un’interrogazione parlamentare, invocando la repressione dell’iniziativa.

Il deputato di Governo ha affermato in un’intervista: «non è solo il fatto che festeggiano l’anniversario del 7 ottobre, ma lo definiscono una giornata rivoluzionaria, dandogli un’accezione POSITIVA».

Che un esponente di Fratelli d’Italia ritenga positiva la parola “rivoluzione” non solo ha dell’incredibile, ma ci ricorda che la parola rivoluzione può avere tanto un significato positivo quanto negativo. In generale un evento è rivoluzionario quando sconvolge lo stato di cose vigenti al punto che non è più possibile ripristinare lo status quo precedente. Il 7 ottobre è per lo Stato coloniale d’Israele l’inizio della peggiore crisi della sua storia, che sancisce il fallimento del diritto internazionale e delle trattative di pacificazione. Israele non potrà mai più ristabilire l’immagine della sua forza a livello interno ed esterno e la sua credibilità internazionale va verso un declino inarrestabile.

Per il popolo palestinese, invece, il 7 ottobre significa una nuova fase della lotta di liberazione. Significa infatti il recupero della lotta armata come strumento politico e l’esercizio concreto del diritto al ritorno. Il popolo palestinese non potrà mai tornare a sedersi come prima al tavolo delle trattative con Israele e le potenze imperialiste, né a fidarsi del diritto internazionale. 

Per il mondo il 7 ottobre è il segno che l’impero euro-atlantico non solo è in crisi, ma minaccia di crollare. Gli Stati Uniti e gli alleati, l’Italia in prima fila, non sono stati in grado di gestire la situazione in Palestina, dimostrandosi dunque incapaci di mantenere l’ordine mondiale e di limitare la guerra.

Consentire a Israele di violare impunemente qualsiasi legge scritta o non scritta, di commettere ogni sorta di crimine ed efferatezza, non solo sta producendo uno dei genocidi più atroci della storia, ma rischia di mettere in pericolo tutto il mondo e di portarlo verso una nuova guerra mondiale. Israele e le potenze imperialiste hanno preso la decisione pericolosa di rendere le controversie internazionali una questione di puri rapporti di forza, forti del loro dominio e dello strapotere bellico.

Calpestando la vita e ogni singolo diritto del popolo palestinese hanno dimostrato che chi non si piega alle angherie dell’Impero, smette di far parte dell’umanità e per tanto non gode più di alcun diritto. Questa per noi palestinesi non è una novità, ma la sintesi di tutta la nostra storia.

Il 7 ottobre rende questa storia visibile, gettando un’ombra pesantissima sulla civiltà occidentale, sulla sua pace, sui pretesi diritti e sulle pretese libertà, ricordando che la civiltà capitalistica, liberale e democratica, si fonda e si mantiene col sangue e le menzogne. Andremo avanti. Manifestare è un diritto: se il Governo vuole vietare la piazza e dire che in Italia non esiste il diritto a manifestare lo faccia e se ne assuma la piena responsabilità politica, noi non ci faremo intimidire. Il 5 ottobre 2024 saremo a Roma per la Palestina libera, per un anno di resistenza e dopo un anno di genocidio.

Giovani Palestinesi d’Italia


https://www.instagram.com/p/DAK_mmeskVN/?igsh=MXR3dDN2Y2tmN2gzMA==
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I media israeliani hanno riferito che il missile yemenita che ha preso di mira Tel Aviv ha costretto due milioni di israeliani, tra cui MK Benny Gantz, a rifugiarsi nei rifugi.

Le forze armate yemenite hanno annunciato oggi di aver condotto un'operazione contro Yafa [Tel Aviv] occupata usando il missile balistico Yemeni Palestine 2 e un'altra operazione contro Askalan occupata usando il drone "Yafa".
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I veri ESSERI UMANI non accettano il discorso all'ONU di un criminale di guerra, assassino di bambini e innocenti.

Una scena drammatica si è verificata oggi all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, quando i diplomatici di numerosi Paesi hanno abbandonato la sala in segno di protesta durante il discorso del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, lasciandola quasi vuota.

Quds News Network : https://qudsnen.co/?p=48444
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Edizione odierna di Al-Akhbar: la guerra di sradicamento dell'Occidente

Molti osservatori tentano di interpretare la guerra di "israele" in Libano attraverso la stessa lente di quella di Gaza, vedendola semplicemente come uno spostamento del campo di battaglia a nord. Tuttavia, questo è un grave errore di calcolo. Mentre l'intento di "israele" di distruggere tutto ciò che incontra sul suo cammino è chiaro, le realtà sul campo sono molto diverse. Ciò a cui assistiamo oggi non è un recente cambiamento di strategia, ma la continuazione di un piano ventennale che "israele" non è riuscito a completare nel 2006. Questa guerra non riguarda solo la potenza militare o i sacrifici umani; riguarda lo sradicamento della crescente influenza della resistenza. "israele" non sta solo combattendo per la sua sopravvivenza; sta conducendo una guerra per conto dell'Occidente e dei suoi alleati, che vedono la resistenza non solo come una minaccia militare, ma come un'idea potente che sfida i loro interessi.
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#Breaking

L'israele sionista bombarda la periferia di Beirut con almeno 10 bombe.

Ci troviamo nel centro di Beirut, a 10 km di distanza, e il nostro palazzo trema ancora come se non ci fosse un domani.

https://t.me/Marwa_OsmanLB/3351
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Ultime notizie | Numerose torri residenziali sono state completamente rase al suolo a causa dei bombardamenti israeliani nella periferia meridionale della capitale libanese, Beirut.

La Difesa civile libanese segnala che centinaia di persone risultano disperse sotto le macerie in seguito all'impiego di bombe americane da 2.000 libbre capaci di sfondare bunker da parte di aerei israeliani in questo attacco.

Quds News Network
https://t.me/QudsNen/125030?single
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🇮🇶 Il Segretario generale delle Brigate Sayyed Al-Shuhada nella Resistenza islamica in Iraq, Abu Alaa Al-Walae, durante il suo discorso di oggi 27 settembre 2024 (2/2):
—
Ripetiamo ciò che abbiamo detto nella nostra lettera a Sua Eminenza Sayyed Hassan Nasrallah (possano le sue vittorie continuare), che se tu, Abu Hadi, perderai mille martiri, noi ti forniremo centomila eroi. Questa non è un'esagerazione o un'affermazione illogica.

Non importa quanto il nemico sionista-americano cerchi di dividere l'unità dei campi, noi rimarremo fedeli al suo principio, che ha smantellato la dottrina della deterrenza dell'entità usurpatrice.

Stiamo andando avanti insieme alla salda Gaza, all'eroico Yemen e con Sua Eminenza, il maestro della resistenza, l'asse della sua ruota e l'artefice delle sue vittorie, senza fatica o spossatezza.

I bambini di Gaza, Libano, Yemen e Iraq sono gli affluenti che alimentano i fronti di scontro e sono progetti di jihad e resistenza. Per questo motivo, sono presi di mira dai sionisti senza alcuna considerazione umana.

Avvertiamo la nazione, in particolare i paesi della regione, che il pericolo dell'espansione sionista non avrà un limite e che chiunque oggi creda di essere al sicuro, domani si troverà il fuoco alla porta.

La resistenza ha anticipato i pericoli imminenti e ne ha affrontato le cause, nonostante tutti gli attacchi dell'odio e delle critiche, sia quando sono nate le bande dell'ISIS in Siria, sia quando hanno cominciato ad apparire i tratti del progetto espansionistico sionista.

Ciò che circola attraverso le penne dei sionisti non è vero: la resistenza non vuole appiccare il fuoco contro di noi, ma in realtà cerca di allontanarlo dalle nostre terre.

Le fazioni della resistenza in Iraq hanno sfruttato solo il cinque percento delle loro capacità, e le capacità presenti in Hezbollah e Ansarallah sono presenti anche nelle fazioni della resistenza in Iraq.

Abbiamo espulso gli americani dall'Iraq, umiliati e sconfitti, dopo dieci anni di combattimenti, e li espelleremo di nuovo dall'Iraq, dalla Siria e dall'Asia occidentale, e il sangue di Hajj Qassem e Hajj Abu Mahdi continuerà a perseguitarli.

Se scoppiasse una guerra su vasta scala, affermiamo quanto detto prima, ovvero che gli americani sono ostaggi delle fazioni della resistenza in Iraq e che le capacità della resistenza raggiungerebbero le loro basi nel Golfo e oltre.

Gli interessi americani e "israeliani" in tutta la regione saranno obiettivi legittimi per le fazioni della resistenza, in particolare gli Emirati Arabi Uniti , che consideriamo l'avamposto avanzato dell'entità usurpatrice e la prima linea di attacco.

Resistance News Network
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I sionisti mentono. Vedremo che non c'è stato alcun tentativo di assassinio. Sanno che non possono toccare Seyed Hassan Nasrallah.

Volevano semplicemente una scusa per massacrare centinaia di civili. I media occidentali li aiuteranno a cercare di farla franca con questo crimine senza precedenti.


Seyed Mohammad Marandi

https://twitter.com/s_m_marandi/status/1839703577331155182?t=lueciQZc5nXQVmo_KOmeEA&s=19
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Questo è la prova di dove parte tutto, come la guerra in Iraq.

Sbagliamo a pensare che era proprio il Regno Unito che voleva andare in guerra contro la Russia?
E che nel parlamento britannico abbiano approvato una cosa del genere appena prima dell' attacco al Libano?

Qui si evince chi è a detenere i fili di tutto.


https://youtu.be/vQVMG6_u4TA?si=JBDpFJdtNEmWCCRL
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