Lunedì 14 ottobre 2024 si svolgerà a Udine la partita di calcio Italia-Israele nell’ambito della Nations League. Il Comitato per la Palestina di Udine, insieme alle comunità palestinesi del Friuli e Veneto, GPI e Salaam ragazzi dell’olivo di Trieste, impegnate nella solidarietà con il popolo palestinese vittima di genocidio ormai da oltre un anno, hanno promosso una manifestazione nel capoluogo nel pomeriggio (appuntamento alle 17 in Piazza Repubblica) perchè “la nazionale di calcio israeliana non solo rappresenta lo Stato di Israele e le sue violazioni dei diritti umani, ma è parte attiva e partecipa alla promozione del massacro in corso”. Numerose le adesioni giunte anche da realtà fuori provincia e regione.
La manifestazione non potrà avvicinarsi allo stadio, dove sarà allestita una zona rossa completamente militarizzata , ma intende comunque protestare di fronte ad una iniziativa di evidente “sport-washing” che ha ricevuto anche il patrocinio del comune di Udine, nonostante inizialmente si fosse sfilato, mentre la Regione Friuli Venezia Giulia, che ha attaccato l’iniziativa di contestazione per bocca del governatore Fedriga, ha spinto fin dall’inizio perchè venisse sottoscritto l’accordo con la Figc e disputare qui la partita.
Ci racconta il percorso che ha portato a questa mobilitazione, i contenuti e le modalità che si volgiono portare in piazza Ippolito, del comitato per la Palestina di Udine.
Siamo tornati ad aggiornarci con Ippolito lunedi mattina 14 ottobre per un punto della situazione. Alla fine sono 89 le realta’ che hanno aderito alla manifestazione, che sara’ ben organizzata con un proprio servizio d’ordine. “In queste ore Udine è una citta’ totalmente militarizzata” racconta Ippolito ai nostri microfoni.
Per gli audio qui:
https://www.radiondadurto.org/2024/10/14/udine-manifestazione-contro-la-partita-di-calcio-italia-israele-e-per-denunciare-il-genocidio-in-corso-in-palestina/
Vignetta di Gianluca Foglia Fogliazza
La manifestazione non potrà avvicinarsi allo stadio, dove sarà allestita una zona rossa completamente militarizzata , ma intende comunque protestare di fronte ad una iniziativa di evidente “sport-washing” che ha ricevuto anche il patrocinio del comune di Udine, nonostante inizialmente si fosse sfilato, mentre la Regione Friuli Venezia Giulia, che ha attaccato l’iniziativa di contestazione per bocca del governatore Fedriga, ha spinto fin dall’inizio perchè venisse sottoscritto l’accordo con la Figc e disputare qui la partita.
Ci racconta il percorso che ha portato a questa mobilitazione, i contenuti e le modalità che si volgiono portare in piazza Ippolito, del comitato per la Palestina di Udine.
Siamo tornati ad aggiornarci con Ippolito lunedi mattina 14 ottobre per un punto della situazione. Alla fine sono 89 le realta’ che hanno aderito alla manifestazione, che sara’ ben organizzata con un proprio servizio d’ordine. “In queste ore Udine è una citta’ totalmente militarizzata” racconta Ippolito ai nostri microfoni.
Per gli audio qui:
https://www.radiondadurto.org/2024/10/14/udine-manifestazione-contro-la-partita-di-calcio-italia-israele-e-per-denunciare-il-genocidio-in-corso-in-palestina/
Vignetta di Gianluca Foglia Fogliazza
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A Udine in 4000 per contestare la FIFA che fa partecipare l'Israele dell'apartheid e del genocidio alla #NationsLeagues #ItaliaIsraele
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📌 Coinvolgimento degli Stati Uniti nel tentato assassinio del capo di Hezbollah Wafiq Safa
Nell'articolo di oggi, Ibrahim Al-Amin approfondisce le affermazioni allarmanti di alti funzionari della sicurezza libanese, che suggeriscono un possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira Wafiq Safa di Hezbollah. Safa, capo dell'Unità di collegamento e coordinamento di Hezbollah, era il presunto obiettivo dell'attacco aereo a Beirut di giovedì scorso. Sebbene Hezbollah abbia negato che Safa sia stato colpito, i sospetti sul ruolo di Washington nel tentativo di assassinio si sono intensificati.
Secondo tre alti funzionari libanesi, i servizi segreti occidentali, guidati dagli Stati Uniti, hanno mantenuto contatti diretti con le istituzioni militari e di sicurezza del Libano sin dallo scoppio della guerra aperta tra Libano e "Israele". I funzionari hanno rivelato che l'intelligence statunitense si è concentrata in particolar modo sulle comunicazioni di Hezbollah con le autorità libanesi durante il conflitto. Un funzionario ha osservato che Hezbollah aveva ordinato a Safa di mantenere i contatti con i funzionari militari e di sicurezza libanesi nonostante i rischi connessi. Questa comunicazione sarebbe diventata il punto focale per l'intelligence statunitense e israeliana, culminando nell'attacco aereo su Beirut.
L'attacco aereo ha rafforzato la convinzione di Hezbollah che gli Stati Uniti abbiano avuto un ruolo nell'orchestrazione dell'attentato alla vita di Safa. Sebbene Safa non abbia alcun ruolo militare, rendendolo un obiettivo improbabile, le forze israeliane avrebbero eseguito l'attacco, potenzialmente per conto di Washington. Un funzionario della sicurezza libanese ha affermato: "Israele non ha obiezioni ad assassinare Safa; dopotutto, un tempo era un assistente di Sayyed Hassan Nasrallah. Ma questa operazione sembra guidata dall'intelligence statunitense, volta a recidere i legami di Hezbollah con i funzionari militari e di sicurezza del Libano".
Il funzionario ha continuato spiegando che gli Stati Uniti potrebbero segnalare la loro intenzione di indebolire l'influenza di Hezbollah prendendo di mira personaggi non militari, come Safa, i cui contatti potrebbero esercitare pressione sulle autorità libanesi. Inoltre, il tentativo di assassinio è visto come parte di una campagna più ampia, guidata dall'ambasciatrice statunitense a Beirut Lisa Johnson, che avrebbe esortato le forze politiche libanesi a prepararsi per un'“era post-Hezbollah”.
Ad aggravare questi sospetti, il 10 ottobre, una squadra di 15 ufficiali della CIA è arrivata a Beirut ed è stata immediatamente trasportata all'ambasciata statunitense ad Awkar. Questa nuova cellula si è unita all'operazione CIA esistente in Libano, che include 12 ufficiali chiave incaricati di supervisionare la raccolta di informazioni e coordinare le azioni. Queste operazioni, mascherate sotto le mentite spoglie dell'antiterrorismo, mirano a interrompere le comunicazioni e l'influenza di Hezbollah.
Un funzionario della sicurezza libanese ha rivelato che l'influenza dell'intelligence statunitense in Libano si è evoluta in modo drammatico negli ultimi dieci anni, in particolare con la nomina di Sherry Baker a nuovo capo della stazione CIA di Beirut. Baker ha partecipato a diversi incontri con funzionari della sicurezza libanesi durante visite ufficiali a Washington e cinque ufficiali libanesi hanno fatto viaggi di lavoro al quartier generale della CIA a Langley negli ultimi mesi.
Questa indagine solleva importanti interrogativi sulla portata del coinvolgimento degli Stati Uniti nel prendere di mira personaggi di Hezbollah e sulle implicazioni più ampie di tali azioni. Supportando potenzialmente le operazioni israeliane contro il personale non militare di Hezbollah, gli Stati Uniti potrebbero segnalare un cambiamento nella loro strategia, mirando a destabilizzare i legami del movimento con le istituzioni libanesi, esercitando al contempo pressione sull'influenza politica di Hezbollah.
Al Akhbar
Nell'articolo di oggi, Ibrahim Al-Amin approfondisce le affermazioni allarmanti di alti funzionari della sicurezza libanese, che suggeriscono un possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira Wafiq Safa di Hezbollah. Safa, capo dell'Unità di collegamento e coordinamento di Hezbollah, era il presunto obiettivo dell'attacco aereo a Beirut di giovedì scorso. Sebbene Hezbollah abbia negato che Safa sia stato colpito, i sospetti sul ruolo di Washington nel tentativo di assassinio si sono intensificati.
Secondo tre alti funzionari libanesi, i servizi segreti occidentali, guidati dagli Stati Uniti, hanno mantenuto contatti diretti con le istituzioni militari e di sicurezza del Libano sin dallo scoppio della guerra aperta tra Libano e "Israele". I funzionari hanno rivelato che l'intelligence statunitense si è concentrata in particolar modo sulle comunicazioni di Hezbollah con le autorità libanesi durante il conflitto. Un funzionario ha osservato che Hezbollah aveva ordinato a Safa di mantenere i contatti con i funzionari militari e di sicurezza libanesi nonostante i rischi connessi. Questa comunicazione sarebbe diventata il punto focale per l'intelligence statunitense e israeliana, culminando nell'attacco aereo su Beirut.
L'attacco aereo ha rafforzato la convinzione di Hezbollah che gli Stati Uniti abbiano avuto un ruolo nell'orchestrazione dell'attentato alla vita di Safa. Sebbene Safa non abbia alcun ruolo militare, rendendolo un obiettivo improbabile, le forze israeliane avrebbero eseguito l'attacco, potenzialmente per conto di Washington. Un funzionario della sicurezza libanese ha affermato: "Israele non ha obiezioni ad assassinare Safa; dopotutto, un tempo era un assistente di Sayyed Hassan Nasrallah. Ma questa operazione sembra guidata dall'intelligence statunitense, volta a recidere i legami di Hezbollah con i funzionari militari e di sicurezza del Libano".
Il funzionario ha continuato spiegando che gli Stati Uniti potrebbero segnalare la loro intenzione di indebolire l'influenza di Hezbollah prendendo di mira personaggi non militari, come Safa, i cui contatti potrebbero esercitare pressione sulle autorità libanesi. Inoltre, il tentativo di assassinio è visto come parte di una campagna più ampia, guidata dall'ambasciatrice statunitense a Beirut Lisa Johnson, che avrebbe esortato le forze politiche libanesi a prepararsi per un'“era post-Hezbollah”.
Ad aggravare questi sospetti, il 10 ottobre, una squadra di 15 ufficiali della CIA è arrivata a Beirut ed è stata immediatamente trasportata all'ambasciata statunitense ad Awkar. Questa nuova cellula si è unita all'operazione CIA esistente in Libano, che include 12 ufficiali chiave incaricati di supervisionare la raccolta di informazioni e coordinare le azioni. Queste operazioni, mascherate sotto le mentite spoglie dell'antiterrorismo, mirano a interrompere le comunicazioni e l'influenza di Hezbollah.
Un funzionario della sicurezza libanese ha rivelato che l'influenza dell'intelligence statunitense in Libano si è evoluta in modo drammatico negli ultimi dieci anni, in particolare con la nomina di Sherry Baker a nuovo capo della stazione CIA di Beirut. Baker ha partecipato a diversi incontri con funzionari della sicurezza libanesi durante visite ufficiali a Washington e cinque ufficiali libanesi hanno fatto viaggi di lavoro al quartier generale della CIA a Langley negli ultimi mesi.
Questa indagine solleva importanti interrogativi sulla portata del coinvolgimento degli Stati Uniti nel prendere di mira personaggi di Hezbollah e sulle implicazioni più ampie di tali azioni. Supportando potenzialmente le operazioni israeliane contro il personale non militare di Hezbollah, gli Stati Uniti potrebbero segnalare un cambiamento nella loro strategia, mirando a destabilizzare i legami del movimento con le istituzioni libanesi, esercitando al contempo pressione sull'influenza politica di Hezbollah.
Al Akhbar
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Al-Akhbar English
📌 US Involvement in the Attempted Assassination of Hezbollah Chief Wafiq Safa
In today’s article, Ibrahim Al-Amin delves into alarming claims by senior Lebanese security officials, suggesting possible US involvement in an Israeli airstrike targeting Hezbollah's…
In today’s article, Ibrahim Al-Amin delves into alarming claims by senior Lebanese security officials, suggesting possible US involvement in an Israeli airstrike targeting Hezbollah's…
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ULTIMA ORA: il primo ministro israeliano Netanyahu approva ufficialmente i piani per attaccare l'Iran.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
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Abbiamo in Gesù Cristo ucraino e un Cristoforo Colombo ebreo sefardita spagnolo.
Ok.
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Questo giovane palestinese, Shaaban Al-Dalu, è stato bruciato vivo ieri in diretta televisiva dopo che aerei israeliani avevano preso di mira le tende che ospitavano civili sfollati nei cortili dell'ospedale dei martiri di Al-Aqsa, nel centro di Gaza. (QNN)
Tutto questo mentre si gioca la partita Italia - israele.
Poi parlano ancora dei forni crematori di 90 anni fa.
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Controllo Globale
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Controllo Globale
Guterres respinge la richiesta di Netanyahu di evacuare l'UNIFIL dal Libano meridionale.
THE JERUSALEM POST.
La forza di pace non evacuerà il Libano meridionale, ha dichiarato domenica sera il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, respingendo…
THE JERUSALEM POST.
La forza di pace non evacuerà il Libano meridionale, ha dichiarato domenica sera il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, respingendo…
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Forwarded from Controllo Globale
https://venezuela-news.com/militares-del-regimen-israeli-utilizan-a-civiles-palestinos-detenidos-como-escudos-humanos/
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430 EURO DI MULTA PER “PROPAGANDA POLITICA NON AUTORIZZATA ” !!!
Un apicoltore di Bordighera è stato multato dalle solerti forze dell'ordine della colonia Italia perché si è rifiutato di togliere un cartello nel suo piccolo stand in cui chiedeva la fine dei bombardamenti su Gaza e lo stop al genocidio.
Così stiamo messi in questo paese.
Succede che i vari governi (succedutisi fino ad ora) fiancheggiano apertamente il regime sionista mentre si macchia di crimini di guerra e contro l'umanità nei confronti del popolo palestinese, libanese, siriano... succede poi che gli stessi governi reprimono ogni voce che amplifica il dolore e le sofferenze del popolo palestinese, ma vogliono far credere di contare qualcosa quando il regime sionista prende di mira non solo palestinesi, libanesi e siriani, ma personale occidentale della missione Unifil..
Siete patetici.
Sono patetici i politici che non contano più una mazza, sono patetiche e ridicole le forze dell'ordine che sottostanno a questi diktat.
Quando c'è da arrestare criminali di guerra mettono la testa sotto terra, diventano piccoli e invisibili, ma quando c'è da reprimere apicoltori contro un genocidio, studenti, operai, vecchiette senza Green Pass, allora sono super reattivi.
Se la situazione non fosse così preoccupante gli riderei in faccia dalla mattina alla sera.
Qui si può sentire dalla viva voce dell'apicoltore cosa è successo 🔽
https://www.radiopopolare.it/puntata/?ep=popolare-clip/clip_14_10_2024_19_09
Un apicoltore di Bordighera è stato multato dalle solerti forze dell'ordine della colonia Italia perché si è rifiutato di togliere un cartello nel suo piccolo stand in cui chiedeva la fine dei bombardamenti su Gaza e lo stop al genocidio.
Così stiamo messi in questo paese.
Succede che i vari governi (succedutisi fino ad ora) fiancheggiano apertamente il regime sionista mentre si macchia di crimini di guerra e contro l'umanità nei confronti del popolo palestinese, libanese, siriano... succede poi che gli stessi governi reprimono ogni voce che amplifica il dolore e le sofferenze del popolo palestinese, ma vogliono far credere di contare qualcosa quando il regime sionista prende di mira non solo palestinesi, libanesi e siriani, ma personale occidentale della missione Unifil..
Siete patetici.
Sono patetici i politici che non contano più una mazza, sono patetiche e ridicole le forze dell'ordine che sottostanno a questi diktat.
Quando c'è da arrestare criminali di guerra mettono la testa sotto terra, diventano piccoli e invisibili, ma quando c'è da reprimere apicoltori contro un genocidio, studenti, operai, vecchiette senza Green Pass, allora sono super reattivi.
Se la situazione non fosse così preoccupante gli riderei in faccia dalla mattina alla sera.
Qui si può sentire dalla viva voce dell'apicoltore cosa è successo 🔽
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Forwarded from Miracolo a Milano
"15 ottobre 2021, Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori"
👉 Quanto, di quelle misure "eccezionali", si è stabilizzato nella "nuova normalità" o ha comunque aperto la strada alle fasi "di guerra" successive? A tre anni da allora, affinché la nostra lotta non sia solo testimonianza ma che sia viva e che si batta nel presente, condividiamo qualche breve spunto, qualche elemento di continuità fra quel giorno e oggi:
1) All'interno del processo di completa digitalizzazione, il dispiegamento delle identità digitali e delle piattaforme di "riconoscimento ed erogazione dei servizi", con IT-Wallet in partenza il prossimo 5 dicembre nel rispetto delle "norme previste dall'European Digital identità Wallet, che arriverà nel 2026" (SkyTg24). Portafogli digitali comprensivi di patenti, passaporti e conti correnti che trasformano il rapporto fra singolo, collettività e potere istituzionale ed economico, rendendo tecnicamente possibile il disciplinamento di massa ed il passaggio, già in atto, da un Diritto idealmente universale a quello premiale e di "concessione".
2) Nell'impunità e opacità del percorso di sviluppo, produzione e sperimentazione farmaceutica, lo sdoganamento della "medicina preventiva" e "genomica" a discapito di quella generale ed indipendente. Secondo UniBo, si tratta di un "settore in forte sviluppo, cresciuto per importanza e ampiezza proprio durante la pandemia", che vede "il Made in Italy tra i protagonisti a livello globale nella definizione della medicina del futuro: predittiva, preventiva". Quella che Goldman Sachs in riunione con i grandi della (bio)farmaceutica nel 2018 definiva una svolta necessaria, dato che "curare i pazienti" non pareva "economicamente sostenibile".
3) Dalla "pandemia" al "Climate change", dalla "guerra in Ucraina" al genocidio del popolo palestinese. La propaganda di regime ed il revisionismo storico, ovviamente, continuano ad imperversare in lungo e in largo, e così fa anche la "guerra alle fake news", ovvero qualunque cosa si discosti dalle veline ufficiali. Una martellante operazione di controllo sociale che non si limita alla censura o alla cattiva informazione, ma che abbraccia mortalmente l'intero panorama culturale e di intrattenimento; un'operazione, come abbiamo spesso ripetuto, che manifesta i caratteri delle operazioni psicologiche e della "guerra cognitiva", ovvero la guerra alla cognizione, alla memoria e alla razionalità stessa della popolazione.
4) Infine, la repressione e la subordinazione del lavoro e dei lavoratori, che quel 15 ottobre si videro sospesi e senza stipendio a causa delle proprie posizioni legittime ma quasi mai riconosciute dalle Istituzioni politiche e giudiziarie, egualmente criminali. Gli strumenti per opporci, e per darcela da noi una giustizia, oggi come allora vengono "ristretti" e criminalizzati; un disegno di immiserimento, così come di compressione di diritti e libertà, che vede ampia continuità con lo spirito dell'odierno DDL1660 e che ricerca metodicamente l'ubbidienza trasversale, soprattutto sui posti di lavoro.
Il 15 ottobre, per certi versi, non è mai finito. La lotta continua!
https://t.me/canalemiracolomilano
👉 Quanto, di quelle misure "eccezionali", si è stabilizzato nella "nuova normalità" o ha comunque aperto la strada alle fasi "di guerra" successive? A tre anni da allora, affinché la nostra lotta non sia solo testimonianza ma che sia viva e che si batta nel presente, condividiamo qualche breve spunto, qualche elemento di continuità fra quel giorno e oggi:
1) All'interno del processo di completa digitalizzazione, il dispiegamento delle identità digitali e delle piattaforme di "riconoscimento ed erogazione dei servizi", con IT-Wallet in partenza il prossimo 5 dicembre nel rispetto delle "norme previste dall'European Digital identità Wallet, che arriverà nel 2026" (SkyTg24). Portafogli digitali comprensivi di patenti, passaporti e conti correnti che trasformano il rapporto fra singolo, collettività e potere istituzionale ed economico, rendendo tecnicamente possibile il disciplinamento di massa ed il passaggio, già in atto, da un Diritto idealmente universale a quello premiale e di "concessione".
2) Nell'impunità e opacità del percorso di sviluppo, produzione e sperimentazione farmaceutica, lo sdoganamento della "medicina preventiva" e "genomica" a discapito di quella generale ed indipendente. Secondo UniBo, si tratta di un "settore in forte sviluppo, cresciuto per importanza e ampiezza proprio durante la pandemia", che vede "il Made in Italy tra i protagonisti a livello globale nella definizione della medicina del futuro: predittiva, preventiva". Quella che Goldman Sachs in riunione con i grandi della (bio)farmaceutica nel 2018 definiva una svolta necessaria, dato che "curare i pazienti" non pareva "economicamente sostenibile".
3) Dalla "pandemia" al "Climate change", dalla "guerra in Ucraina" al genocidio del popolo palestinese. La propaganda di regime ed il revisionismo storico, ovviamente, continuano ad imperversare in lungo e in largo, e così fa anche la "guerra alle fake news", ovvero qualunque cosa si discosti dalle veline ufficiali. Una martellante operazione di controllo sociale che non si limita alla censura o alla cattiva informazione, ma che abbraccia mortalmente l'intero panorama culturale e di intrattenimento; un'operazione, come abbiamo spesso ripetuto, che manifesta i caratteri delle operazioni psicologiche e della "guerra cognitiva", ovvero la guerra alla cognizione, alla memoria e alla razionalità stessa della popolazione.
4) Infine, la repressione e la subordinazione del lavoro e dei lavoratori, che quel 15 ottobre si videro sospesi e senza stipendio a causa delle proprie posizioni legittime ma quasi mai riconosciute dalle Istituzioni politiche e giudiziarie, egualmente criminali. Gli strumenti per opporci, e per darcela da noi una giustizia, oggi come allora vengono "ristretti" e criminalizzati; un disegno di immiserimento, così come di compressione di diritti e libertà, che vede ampia continuità con lo spirito dell'odierno DDL1660 e che ricerca metodicamente l'ubbidienza trasversale, soprattutto sui posti di lavoro.
Il 15 ottobre, per certi versi, non è mai finito. La lotta continua!
https://t.me/canalemiracolomilano
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Forwarded from Controllo Globale
La notizia alquanto clamorosa e preoccupante è figlia di una analisi pubblicata di recente su WeChat, uno dei social più utilizzati dai cinesi, dal professor #Zheng Yongnian, noto professore di #geopolitica, tra i più ascoltati a #Pechino.
L’autore ritiene che, vista l’instabilità geopolitica, la guerra possa essere una soluzione per gli Stati Uniti ai loro problemi interni, con il rischio di coinvolgere molti Paesi asiatici.
14 Ottobre 2024
Questa mattina #Taiwan ha dichiarato di aver individuato 34 navi militari e 125 aerei cinesi attorno all'isola. La Cina ha fatto sapere che le esercitazioni, ora concluse, hanno coinvolto tutti i comparti dell'esercito e sono state concepite per simulare un attacco a Taiwan via terra, mare e aria.
Inoltre, la #Cina ha spiegato che l’esercitazione è una "punizione" per un discorso tenuto la scorsa settimana dal presidente di Taiwan, William Lai, che aveva detto di essere pronto a "resistere all'annessione o all'invasione" dell’isola da parte della Cina.
Il governo cinese aveva commentato il discorso di Lai definendolo “provocatorio e pericoloso”. L’esercitazione di oggi era attesa da #Maggio, quando la Cina aveva annunciato una nuova sessione di esercitazioni militari in risposta all’elezione di #Lai, avvenuta a inizio anno.
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📌 associatedmedias.com
📌 corriere.it
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La prigioniera 24enne Afnan Abu Hussein è stata rilasciata su cauzione di 5.000 shekel il 14 ottobre, dopo essere stata arrestata il giorno prima nella sua casa nella città di Bani Naim, #AlKhalil .
Afnan, che è al nono mese di gravidanza (con un taglio cesareo programmato il 16/10) e madre di un bambino di due anni, è stata picchiata dalle IOF a casa sua prima di essere arrestata. L'hanno rapita prima che potesse indossare l'hijab. Ha descritto le terribili condizioni vissute durante la sua detenzione:
"Mi hanno provocato nei modi peggiori; è stata una tortura psicologica per me. Mi hanno filmato su TikTok mentre ero legata con le catene al letto, e loro mi ballavano intorno. Chiedevo un bicchiere d'acqua, dopo due giorni senza mangiare né bere, e me lo buttavano davanti; di conseguenza, mi sono disidratata e l'acqua si è prosciugata per il bambino. Non mi hanno dato nessun trattamento medico."
Durante la sua detenzione, le IOF l'hanno anche costretta a firmare un documento in cui dichiara di essere responsabile in caso di morte del suo bambino, perché si è rifiutata di partorire in un ospedale dell'occupazione.
RNN_PRISONERS
Afnan, che è al nono mese di gravidanza (con un taglio cesareo programmato il 16/10) e madre di un bambino di due anni, è stata picchiata dalle IOF a casa sua prima di essere arrestata. L'hanno rapita prima che potesse indossare l'hijab. Ha descritto le terribili condizioni vissute durante la sua detenzione:
"Mi hanno provocato nei modi peggiori; è stata una tortura psicologica per me. Mi hanno filmato su TikTok mentre ero legata con le catene al letto, e loro mi ballavano intorno. Chiedevo un bicchiere d'acqua, dopo due giorni senza mangiare né bere, e me lo buttavano davanti; di conseguenza, mi sono disidratata e l'acqua si è prosciugata per il bambino. Non mi hanno dato nessun trattamento medico."
Durante la sua detenzione, le IOF l'hanno anche costretta a firmare un documento in cui dichiara di essere responsabile in caso di morte del suo bambino, perché si è rifiutata di partorire in un ospedale dell'occupazione.
RNN_PRISONERS
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
LA COLOSSALE FIGURA DI MERDA DI JONATHAN PACIFICI
Jonathan Pacifici, tra le altre cose presidente del Jewish Economic Forum, ha pubblicato sul proprio profilo X una foto per mostrare la presunta solidarietà del popolo italiano all’entità terrorista e genocida israeliana.
Peccato che… La foto è un falso, è un’immagine realizzata con l’AI.
Lo si vede dai calciatori bislunghi, dalle scritte farlocche a bordo campo che non hanno significato e da mille altri elementi.
Quel genio di Pacifici, in perfetto stile israeliano, ha cercato persino di passare per vittima, dicendo che questa sarebbe la dimostrazione che solo con l’AI si può immaginare solidarietà per gli ostaggi israeliani. Buffone.
👉 👉🏻 https://t.me/roccocantautore
Jonathan Pacifici, tra le altre cose presidente del Jewish Economic Forum, ha pubblicato sul proprio profilo X una foto per mostrare la presunta solidarietà del popolo italiano all’entità terrorista e genocida israeliana.
Peccato che… La foto è un falso, è un’immagine realizzata con l’AI.
Lo si vede dai calciatori bislunghi, dalle scritte farlocche a bordo campo che non hanno significato e da mille altri elementi.
Quel genio di Pacifici, in perfetto stile israeliano, ha cercato persino di passare per vittima, dicendo che questa sarebbe la dimostrazione che solo con l’AI si può immaginare solidarietà per gli ostaggi israeliani. Buffone.
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Questa inchiesta di lungometraggio dell'Unità investigativa di Al Jazeera espone i crimini di guerra israeliani nella Striscia di Gaza attraverso foto e video pubblicati online dagli stessi soldati israeliani durante il conflitto durato un anno.
L'I-Unit ha creato un database di migliaia di video, foto e post sui social media. Ove possibile, ha identificato i poster e coloro che compaiono.
Il materiale rivela una serie di attività illegali, dalla distruzione gratuita e saccheggio alla demolizione di interi quartieri e omicidi.
Il film racconta anche la storia della guerra attraverso gli occhi di giornalisti palestinesi, operatori per i diritti umani e normali residenti della Striscia di Gaza.
E denuncia la complicità dei governi occidentali, in particolare l'uso della RAF Akrotiri a Cipro come base per i voli di sorveglianza britannici su Gaza.
"L'Occidente non può nascondersi, non può affermare di ignorare. Nessuno può dire di non sapere", afferma la scrittrice palestinese Susan Abulhawa. Questo è "il primo genocidio in live streaming della storia... Se le persone sono ignoranti, lo sono volontariamente", afferma.
https://m.youtube.com/watch?v=kPE6vbKix6A
L'I-Unit ha creato un database di migliaia di video, foto e post sui social media. Ove possibile, ha identificato i poster e coloro che compaiono.
Il materiale rivela una serie di attività illegali, dalla distruzione gratuita e saccheggio alla demolizione di interi quartieri e omicidi.
Il film racconta anche la storia della guerra attraverso gli occhi di giornalisti palestinesi, operatori per i diritti umani e normali residenti della Striscia di Gaza.
E denuncia la complicità dei governi occidentali, in particolare l'uso della RAF Akrotiri a Cipro come base per i voli di sorveglianza britannici su Gaza.
"L'Occidente non può nascondersi, non può affermare di ignorare. Nessuno può dire di non sapere", afferma la scrittrice palestinese Susan Abulhawa. Questo è "il primo genocidio in live streaming della storia... Se le persone sono ignoranti, lo sono volontariamente", afferma.
https://m.youtube.com/watch?v=kPE6vbKix6A
YouTube
Investigating war crimes in Gaza I Al Jazeera Investigations
This feature length investigation by Al Jazeera’s Investigative Unit exposes Israeli war crimes in the Gaza Strip through the medium of photos and videos posted online by Israeli soldiers themselves during the year long conflict.
The I-Unit has built up…
The I-Unit has built up…
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Meta ha un problema con la Palestina. Se usi Facebook o Instagram, probabilmente hai visto tu stesso la censura. La giornalista Dena Takruri scopre una cultura interna di censura, intimidazione e paura all'interno di Meta, la società madre di Instagram e Facebook.
Parla con i dipendenti di Meta che hanno provato a risolvere il problema o a parlare, e dicono di essere stati messi a tacere o addirittura licenziati. Indaga anche sui profondi legami dei leader di Meta con israele, il che potrebbe spiegare perché sta sopprimendo e censurando i contenuti sulla Palestina per miliardi di utenti in tutto il mondo.
Si parla anche di doppio standard e il paragone tra Ucraina e Palestina, ma non c'è alcun doppio standard, è perfettamente coerente il fatto che per gli ucraini abbiano stappato l'informazione, perché Ucraina e israele sono parte della stessa narrazione dominante.
Questa cosa ci è nota da anni, per anni i nostri (di chi si occupa di Palestina, Siria, etc) profili fb sono stati censurati, chiusi definitivamente, bloccati per mesi, qualcuno ora da dentro inizia a parlare
https://youtu.be/12btf2Oq820?si=EpJt8R451NnU7feI
Parla con i dipendenti di Meta che hanno provato a risolvere il problema o a parlare, e dicono di essere stati messi a tacere o addirittura licenziati. Indaga anche sui profondi legami dei leader di Meta con israele, il che potrebbe spiegare perché sta sopprimendo e censurando i contenuti sulla Palestina per miliardi di utenti in tutto il mondo.
Si parla anche di doppio standard e il paragone tra Ucraina e Palestina, ma non c'è alcun doppio standard, è perfettamente coerente il fatto che per gli ucraini abbiano stappato l'informazione, perché Ucraina e israele sono parte della stessa narrazione dominante.
Questa cosa ci è nota da anni, per anni i nostri (di chi si occupa di Palestina, Siria, etc) profili fb sono stati censurati, chiusi definitivamente, bloccati per mesi, qualcuno ora da dentro inizia a parlare
https://youtu.be/12btf2Oq820?si=EpJt8R451NnU7feI
YouTube
Inside Israel's Influence on Meta
Meta has a Palestine problem. If you use Facebook or Instagram, you’ve probably seen the censorship yourself. Dena Takruri uncovers an internal culture of censorship, intimidation and fear within Meta, the parent company of Instagram and Facebook.
She speaks…
She speaks…
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Il cancelliere tedesco Olaf Scholz: "Abbiamo consegnato carichi di armi a israele e ne invieremo altri in futuro".
Nazisti eravate e nazisti siete. D'altronde i sionisti hanno collaborato attivamente con i nazisti perché gli scopi convergevano (vedi affare Rudolph Kastner, ad esempio)
Nazisti eravate e nazisti siete. D'altronde i sionisti hanno collaborato attivamente con i nazisti perché gli scopi convergevano (vedi affare Rudolph Kastner, ad esempio)
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"Signore, stiamo cercando la tecnologia che uccide i bambini?"
Un manifestante pro Palestina si è intrufolato in una fiera delle armi e si è avvicinato ai rappresentanti delle aziende di armi israeliane
Uno dei rappresentanti israeliani ha riso quando gli è stato chiesto di raccontare la morte dei bambini.
Going Underground
https://youtube.com/shorts/VgwyDxuBJyw?si=gm6gdatHAKgiOZ3B
Un manifestante pro Palestina si è intrufolato in una fiera delle armi e si è avvicinato ai rappresentanti delle aziende di armi israeliane
Uno dei rappresentanti israeliani ha riso quando gli è stato chiesto di raccontare la morte dei bambini.
Going Underground
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