Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Palestina e Russia secondo la "convenzione" di Ginevra.
Mentre Israele uccide premeditatamente i giornalisti musulmani, il giornalista sionista fa esplodere una casa in Libano. Traduzione letteraria dell'articolo: "Europa, Gran Bretagna ed America non vedranno questo terrorista e non gli imporranno alcuna sanzione…
Media israeliani: almeno 6 morti ed oltre 40 feriti, alcuni in gravi condizioni, nell'operazione di Tel Aviv, in Israele.

Portavoce della polizia sionista:

"In seguito all'incidente vicino alla base del Mossad di Gilolit, dalle indagini preliminari risulta che, un autobus si è fermato vicino alla stazione per scaricare i passeggeri nelle vicinanze del quartier generale dell'Unità 8200 del Mossad di Gilolit, a nord di Tel Aviv; a quel punto è arrivato un camion e ha travolto l'autobus ed i passeggeri che erano presenti alla stazione.

I soccorritori della MDA hanno riferito che almeno 40 sionisti sono rimasti feriti in varia misura. I civili presenti sul posto hanno sparato contro il camionista che è stato neutralizzato.
Le circostanze dell'incidente sono ancora oggetto di indagine.

Secondo alcune fonti sioniste, si tratta di un attacco mordi e fuggi, ciononostante non vi è alcuna rivendicazione in merito.

https://t.me/ControlloGlobale/2456

https://t.me/palestina_convenzione_ginevra/1412
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Il sorriso di una bimba ferita dall'aggressione criminale sionista questa settimana all'ospedale Dar Al-Amel vicino a Baalbek, Libano. Il suo sorriso è vittoria.

"La nostra vendetta sarà la risata dei nostri figli." ❤️

RNN
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"Se moriamo, ricordatevi sempre di noi. Non lasciateci diventare numeri."

Pace sulla tua anima, Abed . Non sarai mai ridotto a un numero. Abed visse amando la Palestina, ascendendo sul suo suolo difendendolo, condividendone le notizie finché lui stesso non divenne la notizia. Tu eri il testimone e il martire, l'amante e l'amato.

Porteremo la tua voce, Abed, illuminando le storie dei prigionieri e dei martiri, mantenendo accesa la luce della resistenza dopo di te.

Puoi seguire la piattaforma
Taqadomy di Abed qui: https://t.me/taqadomy
https://www.instagram.com/taqadomi.ps11
https://www.instagram.com/taqadomi.ps12

"Ogni parola potrebbe essere l'ultima... Morte e bombardamenti sono ovunque."
"Amiamo la patria come nessun altro ama la patria."
"Non importa quanto tempo ci vorrà, questo occupante scomparirà, per volontà di Allah, e noi tutti saremo sacrifici per la resistenza, Al-Aqsa e la patria".
"Non ci abitueremo mai alla morte e continueremo ad amare in diretta, costruendo una stagione d'amore tra due gusci."


RNN
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Francesca Quibla
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"Se moriamo, ricordatevi sempre di noi. Non lasciateci diventare numeri" :

L'ultimo post di Abdulrahman (Abed) Tanani: giornalista, padre, marito, fratello, compagno, figlio di Jabalia, innamorato della Striscia, della causa e della Palestina, di tutta la Palestina.

Era il martire resiliente, un narratore che ha condiviso con noi tutte le lotte dei prigionieri e degli oppressi. Il suo cuore traboccava di amore: per il suo popolo, gli oppressi, la classe operaia, i prigionieri, i feriti. Era la loro voce, la voce dei martiri e della verità.

Così, da Gaza, Abed fondò una rete mediatica indipendente, Taqadomy ("Progressista"), una vera ispirazione per Resistance News Network e una delle pagine più influenti e note tra i giovani in Palestina e nel mondo arabo. Diffondeva la voce popolare, la voce della resistenza. Condivideva notizie gioiose e tristi, ricordandoci perché resistiamo. Fu rimossa una, due, dieci volte; questo non fermò mai Abed. La sua determinazione crebbe.

Da Gaza, ha condiviso le operazioni della Cisgiordania, come se fosse lì, a festeggiare con noi e a dar loro vita. Ha pianto i martiri in tutta la Palestina.
Ha criticato la normalizzazione e la "coesistenza", resistendo con ogni parola di fronte alle zanne dell'imperialismo, manifestando il detto di Basil: "La Palestina è lo standard morale per qualsiasi essere umano".

Abed era la voce dei prigionieri, consapevole che i prigionieri sono il nocciolo, il punto cruciale e il cuore della lotta per la liberazione. Si precipitava agli eventi nazionali e palestinesi per far sentire forte la sua voce.

Studente attivista, si è laureato con lode all'Università aperta di Al-Quds, senza mai dimenticare gli studenti, in particolare i prigionieri. Infatti, Abed ha fondato Taqadomy a causa degli attacchi ai compagni studenti nelle università della Cisgiordania nel 2019, affermando l'unità dei campi. Una volta ha detto: "Così tante storie dietro ogni arresto... È triste che riportiamo la notizia di un arresto in un modo così superficiale e ordinario".


Del prigioniero Kamal Abu Waer , ha detto: "In un piccolo margine in un angolo della pagina, inosservata tra il rumore dei titoli e le condoglianze che inondano la pagina, è scritta la notizia del martirio di un prigioniero. È questa la lealtà verso i loro sacrifici? È questo il valore dei combattenti onorevoli?"

Oggi, il Government Media Office riconosce Abed come il 182° giornalista martire di Gaza, un anno dopo il suo martirio del 17 ottobre 2023. Senza dubbio, Abed sorride sapendo che il suo martirio è avvenuto in questo giorno iconico per il Fronte . In particolare, è entrato nella lista per la sua affiliazione alla radio Sawt Al-Shaab; molti giornalisti indipendenti o online martirizzati non si trovano nella lista "ufficiale".

Abed aveva compiuto 24 anni un mese prima del suo martirio e si era sposato due anni prima, avendo avuto suo figlio Mohammed, amato dai genitori di Abed. Doveroso, compassionevole, affettuoso: così era conosciuto Abed.

Abed è salito al trono insieme al fratello Abdelfattah , combattente delle Brigate Abu Ali e grafico, alla moglie e al figlio di suo fratello.

Abed era il giornalista combattente, l'intellettuale in conflitto, la voce e la luce della verità e della giustizia nel cuore di Gaza, la sua penna la sua spada, come Ghassan e Basil prima di lui. Abed picchiava contro le pareti del carro armato, come fece la resistenza di Gaza il 7 ottobre. Non vedeva altra direzione se non quella di andare verso l'alto, la sua anima balzava senza esitazione, guadagnandosi il diritto al martirio.


RNN
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Questa foto mostra l'entità della distruzione perpetrata dall'entità sionista nella Striscia di Gaza nell'ultimo anno, dove ogni punto rosso rappresenta un bombardamento.

Con 85.500 tonnellate di esplosivo sganciate (l'equivalente di sette bombe nucleari), ciò significa che un equivalente di 38 chilogrammi di esplosivo è stato sganciato su ogni uomo, donna e bambino nella Striscia di Gaza.

Ciò significa che per ogni martire, compresi gli oltre 10.000 bambini uccisi dall'occupazione, furono utilizzate 1,8 tonnellate (1.800 kg) di esplosivo.

Secondo l' ufficio stampa governativo e l'ONU, il 66% degli edifici è stato distrutto (oltre 200.000 case), il 68% dei raccolti, 3.130 chilometri di reti elettriche, 330.000 metri di reti idriche, 655.000 metri di reti fognarie e 2.835.000 metri di reti stradali e di comunicazione.

Ecco come si manifesta un genocidio.

RNN
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L' "israele" sionista sta distruggendo una città vecchia di MIGLIAIA di anni...perché sono dei maiali rabbiosi e sporchi che non hanno altro che odio e gelosia.

Questa è la storica città costiera di Tiro (Sour) nel Libano meridionale.

Marwa Osman
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🔴 Le forze di repressione israeliane commettono un nuovo crimine contro il leader detenuto Marwan Barghouthi e i suoi compagni nell'isolamento della prigione di Megiddo

🔴 L'assalto ripetuto contro i leader e i simboli del Movimento dei prigionieri è un vero e proprio tentativo di assassinio

28 ottobre 2024

La Commissione per gli Affari dei Detenuti e il Palestinian Society Prisoner's Club hanno dichiarato che le forze repressive subordinate al servizio carcerario israeliano hanno commesso un nuovo crimine contro il leader detenuto Marwan Barghouthi, membro del Comitato Centrale del Movimento Fatah, e i suoi compagni isolati nelle celle della prigione di Megiddo. Il crimine è rappresentato dal fatto di averlo sottoposto a un brutale attacco il 9 settembre 2024, che ha causato diverse ferite al suo corpo, in particolare alla parte superiore del corpo.

In base alle informazioni riportate dall'avvocato della commissione, il pestaggio si è concentrato sulla testa, sulle orecchie, sulle costole e sugli arti, causandogli un'emorragia nell'orecchio destro, lesioni al braccio destro e forti dolori alle tibie, al torace e alla schiena. Aveva infezioni all'orecchio e difficoltà nei movimenti, dovute alla deliberata negligenza medica.

La commissione e la società hanno confermato che i ripetuti attacchi e aggressioni contro i simboli e i leader del Movimento dei prigionieri fin dall'inizio del genocidio rappresentano un vero e proprio tentativo di assassinio.

La commissione e la società hanno sottolineato che l'amministrazione carceraria sta isolando decine di leader in circostanze tragiche e critiche, sottoponendoli ad attacchi brutali all'interno delle loro celle, oltre ai crimini di tortura e fame e alle violazioni mediche che hanno avuto luogo fin dall'inizio del genocidio.
La Commissione e la società hanno confermato che le violazioni commesse nelle prigioni e nei campi militari sono considerate un secondo tipo di genocidio.
Nel corso dell’ultimo anno, (41) detenuti sono stati martirizzati nelle prigioni israeliane, dove decine di martiri arrestati a Gaza sono ancora sotto sparizione forzata.
Vale la pena menzionare che Barghouthi è detenuto dal 2002 e condannato all'ergastolo oltre a 40 anni. È stato esposto a molteplici trasferimenti e isolamenti, dove è stato trasferito dalla prigione di Ofer all'isolamento della prigione di Ayalon-Ramla, e poi all'isolamento di Ohelekdar, poi alla prigione di Ramla e infine alla prigione di Megiddo.

La commissione e la società hanno sottolineato che Barghouthi è stato esposto a sistematiche istigazioni da parte del governo nei confronti dei coloni, i quali si vantano delle torture pubblicando video di detenuti torturati in condizioni degradanti.

La commissione e la società hanno chiesto alle organizzazioni internazionali per i diritti umani di porre fine allo stato di indifferenza nei confronti dei crimini di genocidio e dei crimini commessi contro i detenuti nelle carceri israeliane, e hanno chiesto di eliminare l'immunità eccezionale concessa a Israele dagli antichi mandati, considerando Israele al di sopra della legge e della responsabilità.

RNN
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Per chi fosse interessato, ci vediamo venerdì 8 Novembre a Este (PD) e sabato 9 Novembre a Sarzana (SP).

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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Un'immagine circolante pubblicata dai soldati israeliani mostra decine di civili palestinesi da loro detenuti a Jabalia e Beit Lahiya, nel nord di Gaza.

A un esame più attento, la maggior parte dei presenti sembrano anziani e molti sono stati identificati e segnalati come rapiti dalle forze israeliane, con il loro destino ancora sconosciuto.

QNN
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
ISRAELE METTE AL BANDO L’UNRWA

E dopo aver sparato ai caschi blu in Libano e aver bombardato e raso al suolo le strutture UNRWA in tutta Gaza, Israele mette direttamente al bando le agenzie dell’ONU.

L’UNRWA è l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente, dedita a soccorso, sviluppo, istruzione, assistenza sanitaria, servizi sociali e aiuti di emergenza per gli oltre cinque milioni di rifugiati palestinesi che vivono in Giordania, Libano, Siria e nello Stato di Palestina.

Daje Parenzo: “la più grande democrazia di staminkia!”

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🇱🇧🌟 Hezbollah nomina Naim Qassem segretario generale

Martedì Hezbollah ha nominato capo il suo vice segretario generale, Naim Qassem, che succederà ai suoi predecessori Hashem Safieddine e Hassan Nasrallah, caduti in due distinti attacchi israeliani in Libano.

Qassem, per lungo tempo vice di Nasrallah, è il leader ad interim del gruppo dopo il martirio di Nasrallah.

Chi è Naim Qassem?

Il 71enne è il vicesegretario generale di Hezbollah ed è stato spesso definito il "numero due" del movimento.

È nato a Kfar Kila, un villaggio del Libano meridionale, nel governatorato di Nabatiye, che ha subito numerosi attacchi israeliani, soprattutto a partire dall'ottobre scorso.

Qassem venne eletto vicesegretario generale nel 1991, sotto la guida dell'allora segretario generale Abbas al-Musawi, anch'egli assassinato da "israele".

Nel corso degli anni ha svolto un importante ruolo pubblico all'interno di Hezbollah ed è anche membro del Consiglio della Shura del gruppo.

Nel 2005 pubblicò il suo famoso libro intitolato Hezbollah, the Story from Within, tradotto in diverse lingue.

Qassem è da tempo uno dei principali portavoce di Hezbollah e ha rilasciato numerose interviste ai media stranieri.

War Cabinet
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Attenzione, temevo sarebbe arrivato questo momento, dato che in Siria l'impero anglo-franco-sion-yankee non è riuscito a passare, grazie agli alleati del legittimo presidente Bashar Al-Assad (Russia, Iran e Hezbollah) e al grandissimo popolo siriano che ha capito i giochetti dietro la sedicente "rivoluzione" e si è stretto intorno al suo governo, ora il ministro israeliano minaccia il governo di Assad per il sostegno a Hezbollah. Ma è storia vecchia... L'ultimatum fu già dato dai loro fantocci, quelli che qui chiamavano "ribelli siriani".

🔻

Gideon Sa'ar, capo del partito National Right, che di recente si è unito al governo di Benjamin Netanyahu ed è considerato un candidato per il Ministero della Difesa nel caso in cui Netanyahu licenziasse Yoav Gallant, ha dichiarato che "israele deve chiarire al presidente siriano Bashar al-Assad che se la Siria continua a fungere da corridoio per le armi iraniane verso Hezbollah e consente aggressioni dal suo territorio, il suo regime sarà a rischio". Parlando a quella che "israele" ha chiamato la conferenza Right Middle East, Sa'ar ha sottolineato che "israele dovrebbe mettere il regime di Assad in una posizione precaria e, in nessun caso, consentire alla Siria di facilitare le rotte di fornitura di armi".

Ribadendo questa posizione, Sa'ar ha sottolineato che Tel Aviv "non tollererà il riarmo di Hezbollah attraverso la Siria né permetterà che un nuovo fronte si apra contro di essa dal territorio siriano". Ha avvertito che Assad dovrebbe comprendere appieno che "se minaccia la sicurezza di israele attraverso queste azioni, mette in pericolo il suo stesso regime".

Ricordando al pubblico le passate occasioni mancate, il ministro di destra ha osservato, "israele ha perso l'occasione di rimuovere Assad durante la guerra civile siriana, un'opportunità che Iran e Hezbollah hanno colto. Ora, Assad deve fare una scelta critica". Sa'ar ha concluso affermando che "staccare Assad dall'asse iraniano avrebbe profonde implicazioni per la sicurezza di israele".

Il rapporto completo di Al-Akhbar può essere trovato qui:
https://www.al-akhbar.com/Lebanon/386937
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