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Forwarded from POLIVOX di Clara Statello
🇭🇺Ucraina, Orban: "Invio tank è partecipazione diretta, Ungheria non è in guerra con nessuno"
Chi invia tank all'Ucraina partecipa direttamente alla guerra con la Russia. E' la posizione del primo ministro ungherese, Viktor Orban. Il premier ha anticipato che porrà il veto a sanzioni dell'UE contro il settore del nucleare russo e ha precisato che l'invio di tank, da parte dei Paesi Occidentali, implica la loro "partecipazione diretta" alla guerra. Kiev sta esercitando pressioni sugli alleati per l'introduzione di sanzioni contro Rosatom, l'agenzia per l'energia nucleare russa coinvolta nello sforzo di riarmo russo. Orban ha anche indicato la guerra come la ragione dell'aumento dell'inflazione. "Per noi l'Ungheria viene prima di tutto, per questo non siamo in guerra con nessuno. E' interesse del Paese è rimanere fuori dalla guerra. Non bisogna internazionalizzarla. Il nostro governo sta adottando misure per impedire che l'Ungheria sia coinvolta nella guerra", ha dichiarato.
Fonte
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Chi invia tank all'Ucraina partecipa direttamente alla guerra con la Russia. E' la posizione del primo ministro ungherese, Viktor Orban. Il premier ha anticipato che porrà il veto a sanzioni dell'UE contro il settore del nucleare russo e ha precisato che l'invio di tank, da parte dei Paesi Occidentali, implica la loro "partecipazione diretta" alla guerra. Kiev sta esercitando pressioni sugli alleati per l'introduzione di sanzioni contro Rosatom, l'agenzia per l'energia nucleare russa coinvolta nello sforzo di riarmo russo. Orban ha anche indicato la guerra come la ragione dell'aumento dell'inflazione. "Per noi l'Ungheria viene prima di tutto, per questo non siamo in guerra con nessuno. E' interesse del Paese è rimanere fuori dalla guerra. Non bisogna internazionalizzarla. Il nostro governo sta adottando misure per impedire che l'Ungheria sia coinvolta nella guerra", ha dichiarato.
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Forwarded from Permaculture Vision & Innovation
26 gennaio 2023
L’industria ha cosi a cuore la nostra salute che non ci voleva far sapere se il grano usato per farine, pasta, prodotti da forno, era italiano o importato (da Ucraina, Canada, USA, noto per alti livelli di micotossine,erbicida glifosato, etc).
Hanno niente di meno fatto ricorso contro il governo Italiano che li obbligava nel 2017 a specificare in etichetta il Paese di coltivazione del grano e il Paese di molitura; e tutto ciò, al fine di garantire ai consumatori un'informazione completa e trasparente, funzionale a consentire una scelta libera e consapevole nell'acquisto dei prodotti agro-alimentari. HANNO PERSO.
Ecco i nomi dei produttori di pasta e farina:
F.lli De Cecco di Filippo Fara San Martino
Barilla G. e R. Fratelli
De Matteis Agroalimentare
La Molisana
F. Divella
Rummo
Pastificio Lucio Garofalo
Pastificio Battagello
Pasta Berruto
Colussi
Pastificio Rigo
Pasta Zara
Pastificio Felicetti
Pastificio Granarolo (il primo)
Molitoria Umbra
Semoliere Giuseppe Sacco & Figli
Molino Grassi
Molino Casillo
Candeal Commercio
Deis De Sortis Industrie Semoliere
Industria Molitoria Mininni
Moderne Semolerie Italiane
Industria Agroalimentare De Vita
Grandi Molini Italiani
Semolificio Loiudice
Molino S. Paolo di Paolo Gallo & C.
https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2023/01/26/tar-ok-al-decreto-sulletichetta-del-grano/pasta_caa8cf26-4466-4e8f-8bf0-e1d1970f797a.html
Ecco un motivo in piu’ per boicottare tutte quelle industrie che fanno lobby per tutelare i loro interessi e non la salute di chi dipende da loro per alimenti.
L’industria ha cosi a cuore la nostra salute che non ci voleva far sapere se il grano usato per farine, pasta, prodotti da forno, era italiano o importato (da Ucraina, Canada, USA, noto per alti livelli di micotossine,erbicida glifosato, etc).
Hanno niente di meno fatto ricorso contro il governo Italiano che li obbligava nel 2017 a specificare in etichetta il Paese di coltivazione del grano e il Paese di molitura; e tutto ciò, al fine di garantire ai consumatori un'informazione completa e trasparente, funzionale a consentire una scelta libera e consapevole nell'acquisto dei prodotti agro-alimentari. HANNO PERSO.
Ecco i nomi dei produttori di pasta e farina:
F.lli De Cecco di Filippo Fara San Martino
Barilla G. e R. Fratelli
De Matteis Agroalimentare
La Molisana
F. Divella
Rummo
Pastificio Lucio Garofalo
Pastificio Battagello
Pasta Berruto
Colussi
Pastificio Rigo
Pasta Zara
Pastificio Felicetti
Pastificio Granarolo (il primo)
Molitoria Umbra
Semoliere Giuseppe Sacco & Figli
Molino Grassi
Molino Casillo
Candeal Commercio
Deis De Sortis Industrie Semoliere
Industria Molitoria Mininni
Moderne Semolerie Italiane
Industria Agroalimentare De Vita
Grandi Molini Italiani
Semolificio Loiudice
Molino S. Paolo di Paolo Gallo & C.
https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2023/01/26/tar-ok-al-decreto-sulletichetta-del-grano/pasta_caa8cf26-4466-4e8f-8bf0-e1d1970f797a.html
Ecco un motivo in piu’ per boicottare tutte quelle industrie che fanno lobby per tutelare i loro interessi e non la salute di chi dipende da loro per alimenti.
ANSA.it
Tar, ok al decreto sull'etichetta del grano/pasta
Nessuna illegittimità nel decreto con il quale il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e forestali e il Ministero dello Sviluppo Economico a metà 2017 hanno imposto ai produttori di pasta l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di coltivazione…
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Forwarded from Visione Tv
Il verme della farina si mangia: lo dice la Ue
Da oggi, giovedì 26 gennaio 2023, un altro verme nel piatto: il verme della farina, per la precisione.
Entra in vigore l'autorizzazione dell'Unione Europea a mettere in commercio cibi contenenti larve di Alphitobius diaperinus, un insett...
Continua a leggere ⬇️
https://visionetv.it/il-verme-della-farina-si-mangia-lo-dice-la-ue/
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Telegram: t.me/visionetv
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Forwarded from 📇📃Reality Of War🔎📖 (Simone 44)
‼️🇺🇸🇪🇺🇺🇳Cosa servirà ancora per poter davvero "cambiare la guerra"?
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Forwarded from Lettera da Mosca
LA TURCHIA DICE STOP - Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha annunciato la sospensione dei negoziati con Svezia e Finlandia per l'adesione di queste ultime alla NATO. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo serbo Ivica Dacic, riferisce l'agenzia Anadolu.
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Franco Fracassi Giornalista Indipendente
Senza la fantasia non esisterebbe la realtà
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Forwarded from Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
Trump: se fossi stato presidente, la guerra tra Russia e Ucraina non sarebbe mai avvenuta. Ma anche ora, come presidente, sarei in grado di negoziare la fine di questa terribile guerra entro 24 ore.
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Forwarded from Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
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🤦♂️🇺🇦🤮🧠Delirio Ucraina. 🤦♂️🤮
Nell'Ucraina occidentale, gli ufficiali di reclutamento militare girano un video mentre deridono gli abitanti del luogo che si disperdono in diverse direzioni alla vista dei "reclutatori".
Nell'Ucraina occidentale, gli ufficiali di reclutamento militare girano un video mentre deridono gli abitanti del luogo che si disperdono in diverse direzioni alla vista dei "reclutatori".
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Forwarded from Inimicizie
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L'11 gennaio Ursula von der Leyen e Jens Stoltenberg si sono incontrati per annunciare la formazione di una task force congiunta UE-NATO per la "protezione delle infrastrutture critiche", "in luce del sabotaggio del gasdotto Nord Stream 2".
È simpatico che nessuno a Bruxelles si sia chiesto se fosse il caso di affidare la protezione delle nostre infrastrutture critiche a chi proprio in questi giorni - tramite la solita, ottima, Victoria "fuck the EU" Nuland - ci informa di essere "gratificato che [suddetta infrastruttura] sia una pila di metallo sul fondo del mare".
Un po' come assumere in portineria qualcuno che continua a ripeterti quanto è contento che siano entrati a rubare i ladri una settimana prima. Lo farebbe solo un amministratore di condominio criminalmente incapace. O uno che, insieme al portinaio, ha guadagnato dal furto.
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È simpatico che nessuno a Bruxelles si sia chiesto se fosse il caso di affidare la protezione delle nostre infrastrutture critiche a chi proprio in questi giorni - tramite la solita, ottima, Victoria "fuck the EU" Nuland - ci informa di essere "gratificato che [suddetta infrastruttura] sia una pila di metallo sul fondo del mare".
Un po' come assumere in portineria qualcuno che continua a ripeterti quanto è contento che siano entrati a rubare i ladri una settimana prima. Lo farebbe solo un amministratore di condominio criminalmente incapace. O uno che, insieme al portinaio, ha guadagnato dal furto.
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Franco Fracassi
Guarda i video e i libri digitali di Franco Fracassi
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Franco Fracassi: "Biolab"
Nel nuovo libro di Franco Fracassi, una panoramica della situazione dei biolaboratori militari sparsi ormai in tutto il mondo. Le armi del futuro sono quelle biologiche. Poteri trasversali e interessi nazionali. Incidenti identici a Wuhan e Harbib alle origini…
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Come sapete, sono sempre felice d'incontrarvi ovunque in Italia, quindi vi invito ad organizzarvi, contattare associazioni, circoli, gruppi indipendenti o istituzionali per trovare spazi adeguati dove parlare liberamente di tutto ciò che sta accadendo nel mondo, sotto i nostri occhi. Se avete delle proposte mandate una mail alla mia casella di posta (la stessa per ordinare i libri): francofracassi1@gmail.com e non scordatevi d'indicare i recapiti. La mia libertà d'informarvi dipende anche da voi!
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Franco Fracassi Giornalista Indipendente
Senza la fantasia non esisterebbe la realtà
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Forwarded from Daniele Dell'Orco Geopolitica
🚫 Cosa sta succedendo a Gerusalemme
Stamattina nel quadrante della città intorno alla Torre di Davide un'altra sparatoria ha gettato Gerusalemme nel panico.
Non ci sarebbero vittime, ma dopo la difficile giornata di ieri l'allerta anti-terrorismo è altissima.
Questa nuova escalation nel conflitto arabo-israeliano è iniziata mercoledì scorso quando, a seguito di diverse criticità sorte intorno a Jenin, in West Bank, le unità delle forze di difesa israeliane hanno condotto un'operazione militare contro i militanti della Jihad islamica all'interno campo della Cisgiordania.
Diversi militanti sono stati uccisi sul posto e, secondo i palestinesi, durante l'operazione sarebbero rimasti feriti anche i civili (ipotesi per la verità piuttisto verosimile, visto che le operazioni nei campi comportanto inevitabilmente il coinvolgimento di civili che, o sono parenti dei militanti, o semplicemente visto il sovraffollamento si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato).
Dopo l'incursione è scattata la condanna dei paesi islamici come Egitto, Qatar, Giordania e Turchia. Gli stessi rappresentanti dell'Autorità palestinese hanno annunciato una diminuzione del livello di interazione con le autorità israeliane su questioni di sicurezza.
Per alcuni gruppi palestinesi, la risposta dell'AP è semplicemente insoddisfacente (come pure per alcuni civili che vivono in West Bank).
Nella notte tra ieri e ieri l'altro i palestinesi hanno tentato di lanciare diversi missili contro il sud di Israele nell'area di Ashkelon, intercettati dai sistemi di difesa aerea Iron Dome.
Nella solita catena causale, l'aviazione israeliana ha attaccato alcune aree della Striscia di Gaza e il campo profughi di Al-Maghazi, da dove, secondo il comando israeliano, sarebbe stato coordinato il bombardamento di Israele.
È la prima crisi da quando Benjamin Netanyahu è tornato al potere.
La contro-risposta palestinese si è tradotta in un attacco terroristico nella sinagoga di Gerusalemme Est: un residente palestinese locale ha fatto irruzione nel luogo di culto e ha sparato contro 8 civili, tra cui un bambino.
Dopo l'incidente, il primo ministro Netanyahu ha annunciato una riunione di emergenza da parte del governo ed ha elevato il livello di allerta anti-terrorismo.
È sempre difficile capire cosa ci sia dietro i fattori scatenanti delle escalation, visto che nell'intricato scenario arabo-israeliano basta qualsiasi cosa per accendere una miccia. Questa crisi tuttavia si inserisce all'interno di un acceso dibattito in corso in Israele circa i rapporti tra governo e magistratura.
Dopo la decisione dell'Alta Corte di giustizia israeliana di vietare al politico Aryeh Deri del partito ultraortodosso "Shas" di ricoprire incarichi ministeriali, Netanyahu ha preso atto e lo ha sollevato da ogni incarico. Aryeh Deri si è augurato che presto possa esserci alla Knesset una nuova coalizione capace di ignorare le decisioni dell'Alta Corte come questa auspicando il varo di una sostanziale riforma della giustizia.
Allo stesso tempo, la preoccupazione di una parte della società è stata causata dalla dichiarazione del ministro della Sicurezza interna, Itamar Ben-Gvir, dell'ultra-nazionalista "Jewish Power Party", sulla necessità di aumentare significativamente il numero di poliziotti e il loro stipendi proprio per garantire maggiore sicurezza a Gerusalemme e non solo.
La società civile israeliana è insomma spaccata tra chi vorrebbe accentuare i contorni di una sorta di stato di polizia e chi teme che ciò non possa fare altro che alimentare le tensioni e provocare, nell'incertezza generale, fughe di capitali e instabilità.
_______
Per approfondire il delicato equilibrio di Gerusalemme e delle altre "città divise" della Cisgiordania 👉 https://www.idrovolanteedizioni.com/libri/citta-divise/
Stamattina nel quadrante della città intorno alla Torre di Davide un'altra sparatoria ha gettato Gerusalemme nel panico.
Non ci sarebbero vittime, ma dopo la difficile giornata di ieri l'allerta anti-terrorismo è altissima.
Questa nuova escalation nel conflitto arabo-israeliano è iniziata mercoledì scorso quando, a seguito di diverse criticità sorte intorno a Jenin, in West Bank, le unità delle forze di difesa israeliane hanno condotto un'operazione militare contro i militanti della Jihad islamica all'interno campo della Cisgiordania.
Diversi militanti sono stati uccisi sul posto e, secondo i palestinesi, durante l'operazione sarebbero rimasti feriti anche i civili (ipotesi per la verità piuttisto verosimile, visto che le operazioni nei campi comportanto inevitabilmente il coinvolgimento di civili che, o sono parenti dei militanti, o semplicemente visto il sovraffollamento si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato).
Dopo l'incursione è scattata la condanna dei paesi islamici come Egitto, Qatar, Giordania e Turchia. Gli stessi rappresentanti dell'Autorità palestinese hanno annunciato una diminuzione del livello di interazione con le autorità israeliane su questioni di sicurezza.
Per alcuni gruppi palestinesi, la risposta dell'AP è semplicemente insoddisfacente (come pure per alcuni civili che vivono in West Bank).
Nella notte tra ieri e ieri l'altro i palestinesi hanno tentato di lanciare diversi missili contro il sud di Israele nell'area di Ashkelon, intercettati dai sistemi di difesa aerea Iron Dome.
Nella solita catena causale, l'aviazione israeliana ha attaccato alcune aree della Striscia di Gaza e il campo profughi di Al-Maghazi, da dove, secondo il comando israeliano, sarebbe stato coordinato il bombardamento di Israele.
È la prima crisi da quando Benjamin Netanyahu è tornato al potere.
La contro-risposta palestinese si è tradotta in un attacco terroristico nella sinagoga di Gerusalemme Est: un residente palestinese locale ha fatto irruzione nel luogo di culto e ha sparato contro 8 civili, tra cui un bambino.
Dopo l'incidente, il primo ministro Netanyahu ha annunciato una riunione di emergenza da parte del governo ed ha elevato il livello di allerta anti-terrorismo.
È sempre difficile capire cosa ci sia dietro i fattori scatenanti delle escalation, visto che nell'intricato scenario arabo-israeliano basta qualsiasi cosa per accendere una miccia. Questa crisi tuttavia si inserisce all'interno di un acceso dibattito in corso in Israele circa i rapporti tra governo e magistratura.
Dopo la decisione dell'Alta Corte di giustizia israeliana di vietare al politico Aryeh Deri del partito ultraortodosso "Shas" di ricoprire incarichi ministeriali, Netanyahu ha preso atto e lo ha sollevato da ogni incarico. Aryeh Deri si è augurato che presto possa esserci alla Knesset una nuova coalizione capace di ignorare le decisioni dell'Alta Corte come questa auspicando il varo di una sostanziale riforma della giustizia.
Allo stesso tempo, la preoccupazione di una parte della società è stata causata dalla dichiarazione del ministro della Sicurezza interna, Itamar Ben-Gvir, dell'ultra-nazionalista "Jewish Power Party", sulla necessità di aumentare significativamente il numero di poliziotti e il loro stipendi proprio per garantire maggiore sicurezza a Gerusalemme e non solo.
La società civile israeliana è insomma spaccata tra chi vorrebbe accentuare i contorni di una sorta di stato di polizia e chi teme che ciò non possa fare altro che alimentare le tensioni e provocare, nell'incertezza generale, fughe di capitali e instabilità.
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Per approfondire il delicato equilibrio di Gerusalemme e delle altre "città divise" della Cisgiordania 👉 https://www.idrovolanteedizioni.com/libri/citta-divise/
Idrovolante Edizioni
Città divise - Idrovolante Edizioni
A oltre trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino esistono ancora in giro per il mondo diverse città murate, divise da barriere di calcestruzzo,...
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Il giorno della memoria
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Forwarded from BASTA guerra nel Donbass
🇷🇺🇭🇺Il 97% degli ungheresi si oppone alle sanzioni dell'UE contro la Russia - Gabinetto ungherese
Cosa c'è di interessante in questa notizia?
1. L'Ungheria è una vera democrazia, con media liberi. Se qualcuno pensa che Orban abbia "stretto le viti sui dissidenti", si sbaglia.
2. In Ungheria è possibile esprimere liberamente la propria posizione filo-ucraina: ad esempio, a Budapest si possono vedere bandiere ucraine sui balconi o alle finestre.
3. Ma in Ungheria è la libertà dei media, non il trionfo della propaganda antirussa, il motivo per cui vediamo questi dati.
4. Sembra che se spegniamo la valvola del lavaggio del cervello al cittadino medio europeo anche in altri paesi, i dati dei sondaggi di opinione mostreranno qualcosa di simile.
@BastaGD
Cosa c'è di interessante in questa notizia?
1. L'Ungheria è una vera democrazia, con media liberi. Se qualcuno pensa che Orban abbia "stretto le viti sui dissidenti", si sbaglia.
2. In Ungheria è possibile esprimere liberamente la propria posizione filo-ucraina: ad esempio, a Budapest si possono vedere bandiere ucraine sui balconi o alle finestre.
3. Ma in Ungheria è la libertà dei media, non il trionfo della propaganda antirussa, il motivo per cui vediamo questi dati.
4. Sembra che se spegniamo la valvola del lavaggio del cervello al cittadino medio europeo anche in altri paesi, i dati dei sondaggi di opinione mostreranno qualcosa di simile.
@BastaGD
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