Franco Fracassi Giornalista Indipendente
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Senza la fantasia non esisterebbe la realtà
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Forwarded from NICOLAI LILIN
I premier di Ungheria e Austria hanno dichiarato che non manderanno le armi all’Ucraina “per evitare l’incremento di guerra”.
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
⚡️Il Presidente croato: il Kosovo è stato rubato alla Serbia
 
Il Presidente della Croazia Zoran Milanović ha fatto una dichiarazione clamorosa sul Kosovo: ha accusato la comunità internazionale di aver sottratto artificiosamente alla Serbia i suoi legittimi territori.

Milanović ha dichiarato: "Non avete ancora capito che Serbia e Russia non sono la stessa cosa? Questo, purtroppo, è un fatto doloroso: abbiamo annesso il Kosovo, noi con la comunità internazionale, l'abbiamo tolto dalla Serbia. Е chi l'ha fatto se non noi ? E non è stata nemmeno un'annessione, ma un esproprio".

Il Presidente croato ha inoltre commentato la situazione in Ucraina, sottolineando che gli ucraini odiano patologicamente i russi, mentre "i croati non odiavano i serbi così tanto".

Quando i giornalisti gli hanno ricordato che aveva sbagliato in precedenza a dire che "la Russia non avrebbe mai attaccato l'Ucraina" a causa della carenza di soldati, Milanović ha risposto di non aver sbagliato:
 
"E' stata una decisione sbagliata da parte della Russia, che pensava che il governo [in Ucraina ] sarebbe crollato... E adesso stiamo sprofondando sempre di più in un conflitto contro una superpotenza". Sapete cosa succede se [i russi] perdono la guerra? In definitiva useranno le armi nucleari". Ha aggiunto che sta cercando di aprire gli occhi agli altri Paesi, perché "stanno per entrare in guerra contro una superpotenza".

Insomma, "emozioni insane stanno portando l'Europa verso qualcosa che non è in grado di affrontare".

Fonte

#italiano 🇮🇹

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Forwarded from Donbass italia
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Assieme ad Andrea Lucidi ho intervistato a Lugansk Tatiana Lazareva.


Il 20 Febbraio 2022 tutti gli uomini del teatro di Lugansk vengono mobilitati. Tatiana Lazareva artista del teatro della città del LNR (Donbass) scrive una canzone per gli uomini che stanno combattendo contro il regime di Kiev e difendono la propria terra il Donbass.

In questa intervista TATIANA, con una dolcezza disarmante, cancella un anno di propaganda occidentale con semplici e chiare parole.

"Voglio dire al governo italiano di smettere di inviare armi e vedrete che la guerra finirà...Voglio dire a Kiev che non devono liberare nessuno, devono solo accettare la nostra scelta...Non auguro a nessuno, neanche ai componenti dei governi che inviano armi di passare ciò che stiamo subendo da 8 anni"
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Forwarded from Inimicizie
Ieri notte, è stato attaccato con droni di piccola dimensione un complesso dell'industria bellica iraniana nella provincia di Isfahan, nell'Iran centrale.
Il complesso colpito non sembra sia relativo al programma nucleare iraniano, ne alla produzione dei droni Mohajer che vengono utilizzati dalle truppe russe in Ucraina.

In ogni caso, l'attacco è sembrato troppo sofisticato per essere attribuibile ad un gruppo di ribelli.
Washington Post e New York Times - citando anonimi funzionari del Pentagono - di fatto corroborano la versione sostenuta da Teheran: Responsabile dell'attacco sarebbe il Mossad, il servizio segreto israeliano. Tel Aviv ha più volte colpito l'Iran sia all'estero (più spesso, in Siria e Libano) che in patria. Come sua prassi però, il governo israeliano non conferma ne smentisce nessuna informazione sui singoli attacchi.

A inizio mese avevamo parlato del nuovo esecutivo israeliano, e di un possibile slancio unilaterale nell'affermazione degli interessi di Tel Aviv - che preoccupa anche Washington - sia in Cisgiordania che in tutta la regione, con effetti potenzialmente destabilizzanti.
Un attacco in territorio iraniano potrebbe essere la scintilla che incendia il Vicino Oriente. Molto dipenderà dalla risposta di Teheran, che ora, ancor più di ieri, deve mostrarsi deciso davanti alla sua opinione pubblica, che - nonostante sia in fermento - di certo è tutto tranne che filo-israeliana o filo-"occidentale".

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Forwarded from Giubbe Rosse
DIE WELT: “PERCHÉ È ORMAI QUASI IMPOSSIBILE CHE L’UCRAINA VINCA”
“Per quanto sia amaro ammetterlo, una vittoria dell’Ucraina diventa ogni giorno meno probabile. L’esercito di Kiev sta finendo uomini e materiali, il nemico si sta adattando meglio e ha rifornimenti massicci. Non c’è da stupirsi che i diplomatici occidentali stiano ora parlando sempre di più di un cessate il fuoco”.

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Forwarded from Lettera da Mosca
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Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov: "l'Occidente ora guarda alla Moldavia come seconda Ucraina... Là c'è una Presidente che vuole entrare nella Nato, ha cittadinanza rumena, vuol diventare Presidente della Romania ed è praticamente disposta a tutto".
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Sono arrivati al fronte in Donbass i primi Droni carro armato Russi ipertecnologici senza equipaggio, per fortuna che l’Occidente diceva che i russi sono sotto sviluppati, la guerra fa schifo, però questi mezzi potrebbero essere fondamentali per aiutare le persone in difficoltà, magari durante le calamità, sarebbero un Grande aiuto per l’umanità, se mai diventerà umana.
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🚫 Cosa si intende quando si scrive qui che l'Ucraina è un "Paese Nato prima della Nato"

Il Segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin è in Corea del Sud per tenere colloqui con il suo omologo Lee Jong-sup. Seul sta cercando di ottenere maggiori garanzie da Washington in seguito alla crescente minaccia nucleare della Corea del Nord.

Austin ha promesso che gli Stati Uniti "si impegnano a utilizzare l'intera gamma di deterrenti convenzionali e nucleari per proteggere la Corea del Sud".

Insomma, in Asia, non essendoci la Nato, è stata sviluppata un'alleanza tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud affinché queste due rientrino nell'ombrello nucleare Usa.
All'interno della Nato, che è a trazione Usa in tutto e per tutto, il principio di base non è molto diverso.

Dunque, quando si parla di "ingresso dell'Ucraina nella Nato" in realtà si cade nell'errore concettuale-legale di concepire i Paesi non-Nato come abbandonati a se stessi.
Invece, basta fare accordi diversi o chiamare le alleanze con un altro nome e il principio resta lo stesso. È già così per Paesi come Svezia e Finlandia, che cercano formalmente di entrare nell'Alleanza del Nord Atlantico ma sono in realtà già strettissimi partner Nato e in più protetti dall'ombrello nucleare UK.

Così, allo stesso modo anche l'Ucraina sta diventando un Paese Nato pur non essendo nella Nato. E, sempre allo stesso modo, se e quando la situazione si cristallizzerà gli Stati Uniti vorranno fare in modo che, esattamente come nella penisola coreana, il Paese che intendono "salvare" possa essere intanto armato fino ai denti e poi anche tutelato a distanza in caso succedesse il peggio. A quel punto, quale sarebbe la differenza tra essere o non essere nella Nato? Quale sarebbe la differenza tra avere o non avere l'atomica?

L'unica variabile possibile, nel caso più estremo, potrebbe essere che gli Usa un minuto prima di spingere il bottone rosso decidano che non valga la pena rischiare di sacrificare San Francisco per difendere Seoul, o Boston per difendere Kiev.

Nessuno di noi vorrebbe mai arrivare al punto di capire se quello di Washington sia solo un bluff, ma di certo il piano di armare l'Ucraina (e iperarmare la Polonia) anche senza che diventi un Paese Nato o men che meno una potenza nucleare, non sarebbe condizione accettabile per la Russia che fin da febbraio 2022 sostiene di voler demilitalizzare gli ucraini.

Per ricreare il mexican standoff che esiste in Corea, gli Usa dovrebbero sfinire talmente tanto la Russia da convincerla che prendersi magari qualche porzione di territorio ma poi ritrovarsi una Ucraina perennemente armata e perennemente intoccabile senza il rischio di guerra atomica possa essere tutto sommato un buon affare.
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🔥 Un nuovo appassionante episodio della saga "Se lo dici tu sei putiniano ma se lo dice Repubblica (6 mesi dopo) allora è vero".
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Forwarded from Luogocomune2
CASO COSPITO: L’IPOCRISIA DEL POTERE

Il caso Cospito è un caso emblematico, perchè mette in luce in tutta la sua evidenza la contraddizione fra “stato” e “potere”.

Le vicende sono note: un anarchico viene arrestato per aver messo una bomba davanti a una caserma dei carabinieri, e nonostante non abbia provocato nè morti nè feriti, finisce al 41 bis. Questa ingiustizia lo ha portato a mettere in atto lo sciopero della fame, e ora che rischia di morire il suo caso è salito alla ribalta.

Le persone normali – cioè tutti noi – si domandano perchè tanta ferocia per punire un gesto che non ha causato nemmeno una vittima? Come ci spiega Wikipedia, il 41 bis “si applica in presenza di gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica, e consente al Ministro della giustizia di sospendere le garanzie e gli istituti dell'ordinamento penitenziario, per applicare "le restrizioni necessarie" nei confronti dei detenuti condannati, indagati o imputati per i delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso, nonché i delitti commessi per mezzo dell'associazione o per avvantaggiarla.”

Con tutto questo, Cospito non c’entra niente. Da cui, due domande: 1) perchè tanta ferocia nell’applicare a lui il carcere duro, e 2) perchè tanta ostinazione nel non voler rimuovere quella misura, quando è ormai evidente per tutti che si tratti di una condanna eccessiva?

Per rispondere alla prima domanda possiamo solo fare una illazione: che “qualcuno” di molto potente, ai vertici degli apparati militari (ricordiamo che i Carabinieri fanno parte dell’esercito) abbia voluto dare una “punizione esemplare” a Cospito, “per mandare un segnale preciso a chiunque osasse minacciare le forze armate”. In questo caso, i giudici avrebbero accontentato i vertici militari, comminando la condanna clamorosa al 41 bis.

Per rispondere alla seconda domanda invece basta il buon senso: perchè non rimuovere quella misura, ora che è palese che sia eccessiva? Perchè ovviamente “lo stato” non ammetterà mai di essersi sbagliato. Ne va della credibilità delle istituzioni (pensano loro), e quindi ormai si tira dritto, succeda quel che succeda. Anche di fronte alle montanti proteste della piazza.

Basta leggere le recenti dichiarazioni del governo, per avere la conferma di questa tesi (fonte ANSA): "Lo Stato non scende a patti con chi minaccia". "Azioni del genere - assicura la Presidenza del Consiglio - non intimidiranno le istituzioni. Tanto meno se l'obiettivo è quello di far allentare il regime detentivo più duro per i responsabili di atti terroristici".

Eccoci al punto: curiosamente, quando si tratta di votare, ci raccontano che “lo stato siamo noi”. E noi tutti felici corriamo a votare, convinti di fare parte di una grande famiglia. Poi però, quando viene messa in discussione la credibilità delle istituzioni, “lo stato” diventano “loro”, ovvero quei volti oscuri che detengono il potere e lo esercitano in modo assolutamente arbitrario. E quei volti oscuri si nascondono proprio dietro la parola “stato” per difendere le proprie posizioni acquisite, e per non ammettere di avere sbagliato.

Massimo Mazzucco
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