Franco Fracassi Giornalista Indipendente
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Senza la fantasia non esisterebbe la realtà
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Franco Fracassi Giornalista Indipendente
https://www.npr.org/2023/02/24/1159208413/china-calls-for-a-cease-fire-and-peace-talks-between-russia-and-ukraine
Wang Yi, direttore cinese dell'Ufficio della Commissione centrale per gli affari esteri, parla durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, Germania, 18 febbraio 2023. A un anno dall'inizio della guerra della Russia contro l'Ucraina, la Cina offre una proposta in 12 punti per porre fine Il combattimento.
Peter Kneffel/AP
PECHINO – La Cina chiede un cessate il fuoco in Ucraina e colloqui di pace il prima possibile in un attesissimo documento di posizione pubblicato in occasione dell'anniversario dell'invasione russa.
Mentre la guerra della Russia in Ucraina entra nel suo secondo anno, Pechino sta spingendo più forte per una fine negoziata della guerra. Ha ripetutamente suggerito che sarebbe disposto a mediare eventuali negoziati per il cessate il fuoco, una proposta di cui gli ucraini sono diffidenti a causa degli stretti legami della Cina con Mosca.
Questa settimana, Pechino ha anche inviato a Mosca il suo massimo diplomatico, Wang Yi, dove ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin tra gli altri funzionari russi e ha ribadito che l'unico modo per risolvere la crisi era attraverso i negoziati diplomatici.
"Il rapporto Cina-Russia ha superato la prova dei drastici cambiamenti nel panorama mondiale ed è diventato maturo e tenace", ha detto Wang a Putin, secondo una lettura del ministero degli Esteri cinese dall'incontro.
La Cina si è avvicinata politicamente alla Russia dall'invasione, firmando un accordo di partenariato "senza limiti" con Mosca nel febbraio 2022, pochi giorni prima dell'inizio dell'invasione.
Si parla anche di una visita a Mosca nei prossimi mesi del leader cinese Xi Jinping, che potrebbe avere qualche influenza sul presidente russo Vladimir Putin. Putin ha inviato i suoi "sincero saluto" a Xi questa settimana e ha detto che non vedeva l'ora di dare il benvenuto al "mio amico" a Mosca, riferendosi al leader cinese nel suo incontro con Wang questa settimana.
Nel documento, Pechino ha spinto per i colloqui il prima possibile e ha affermato che le armi nucleari sono vietate, un'idea a cui la Russia sembra meno impegnata. Proprio questa settimana Putin ha detto che stava sospendendo un trattato sul controllo degli armamenti nucleari con Washington.
Ma il documento di posizione cinese ha anche criticato l'Occidente per il suo approccio alla guerra. Dice che le sanzioni unilaterali creano solo più problemi e chiede l'abbandono della cosiddetta "mentalità da guerra fredda".
Venerdì, Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri cinese, ha cercato di trovare un equilibrio tra Russia ed Europa, ma ha suggerito che gli alleati occidentali e in particolare gli Stati Uniti fossero colpevoli del conflitto: "La NATO dovrebbe riflettere profondamente e smettere di tentare di incasinare l'Asia e il resto del mondo dopo aver rovinato l'Europa".
Aowen Cao ha contribuito alla ricerca da Pechino.

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Economia Finanza e Tecnologia

di Carmen Tortora e Franco Fracassi

💢  Guerra dei microchip


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Xi Jinping ha deciso di sfruttare il simbolismo per svelare la sua strategia. A un anno esatto dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la Cina rompe ogni indugio e si propone come grande mediatore per la pace tra Mosca e Kiev. E lo fa presentando ufficialmente il piano di pace in 12 punti elaborato dai vertici del Partito Comunista e diffuso dal ministero degli Esteri. Nella lista della Repubblica Popolare ci sono il “rispetto della sovranità nazionale di tutti i Paesi”, chiaro messaggio alle mire espansionistiche del Cremlino. Ma anche lo “stop alle sanzioni unilaterali” che guarda più a Washington e Bruxelles. Oltre ovviamente alla “salvaguardia dei siti nucleari” e alla “cessazione delle ostilità”. Con un messaggio particolare per Putin e Zelensky: “La guerra non ha vincitori, tornate a parlarvi”.

I 12 punti di Xi Jinping
È dai 12 punti di Pechino, accolti con cauto ottimismo sia da Kiev che dall’Unione europea, che il nuovo anno di guerra può ripartire per trasformarsi il più velocemente possibile in un anno di pace ritrovata. La Cina vuole conferire legittimità alle proprie proposte contando sulla neutralità, almeno militare, dimostrata in questi 12 mesi, posizione ben diversa da quella di Unione europea e, soprattutto, Stati Uniti che con sanzioni martellanti e, soprattutto, un incessante invio di armi a Kiev hanno sempre più aumentato il proprio livello di coinvolgimento nel conflitto, come sottolineato proprio da Pechino nei giorni scorsi.

Emerge così quella che è stata, probabilmente fin dall’inizio, la strategia cinese, dopo la dichiarazione di “amicizia senza limiti”, mai diventata però una vera alleanza, con la Russia: lasciare che le grandi potenze occidentali si facessero tirare dentro al conflitto, fino a un punto di apparente non ritorno, per poter poi fare la parte del grande mediatore. Un ruolo che gli Usa eviteranno in tutti i modi di riconoscere al Paese di Xi Jinping nell’ottica di una riorganizzazione dell’ordine mondiale secondo uno schema multipolare, obiettivo perseguito sia da Pechino che da Mosca.

Oggi, per il leader cinese, è arrivato il momento di mettere definitivamente in atto il suo piano. E le proposte di pace avanzate sembrano pensate proprio in ottica di un equilibrio tra le parti. Innanzitutto, si legge, è necessario che venga rispettata “la sovranità nazionale di tutti i Paesi”, formula che prevede quindi un ritiro russo da una parte dei territori occupati che non rivendichino essi stessi la propria appartenenza alla Federazione. C’è poi la richiesta di “abbandonare la mentalità da Guerra Fredda“, come quella di “cessare le ostilità” e “riprendere i colloqui di pace”. Solo dopo lo stop agli scontri sul campo di battaglia si potrà procedere a quella che appare come una seconda fase del piano: “Risolvere la crisi umanitaria“, “proteggere i civili e i prigionieri di guerra“, “mantenere al sicuro i siti nucleari“, “ridurre i rischi strategici” sono solo alcuni dei punti elencati dalla diplomazia cinese. È poi necessario che la crisi umanitaria venga combattuta anche attraverso le forniture di cibo. Per questo si deve tornare a “favorire le esportazioni di cereali“. Al punto 10, poi, Pechino lancia un chiaro messaggio a Unione europea e Stati Uniti chiedendo di “mettere fine alle sanzioni unilaterali” e, di conseguenza, “mantenere stabili i canali di rifornimento e dell’industria”. La terza fase, infine, è quella che caratterizza tutte le guerre: “Favorire la ricostruzione post conflitto“.
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Il messaggio a Mosca e Kiev: “Parlatevi”
Nel documento, la Repubblica Popolare dedica uno spazio a un messaggio diretto alle due parti in guerra, Russia e Ucraina, per chiedere di compiere ogni sforzo necessario per tornare al tavolo di pace. Nel testo si legge che la guerra “non prevede vincitori” ed è quindi necessario “mantenere razionalità e moderazione“, evitare che la crisi si aggravi o vada fuori controllo e “sostenere Russia e Ucraina affinché si incontrino” e riprendano “il dialogo diretto non appena possibile”. Il tutto astenendosi “dall’attaccare civili e strutture civili”. È questo, sostengono, “l’unico modo per risolvere” la questione: le parti “dovrebbero promuovere gradualmente l’allentamento della situazione e raggiungere infine un cessate il fuoco globale”.

“Droni cinesi a Mosca”
A stonare col clima disteso auspicato dal Paese di Xi Jinping arriva la notizia pubblicata da Der Spiegel, secondo cui l’esercito russo è impegnato in trattative con la cinese Xìan Bingo Intelligent Aviation Technology per la produzione di massa di droni kamikaze alle sue forze armate. Bingo, in base alle informazioni raccolte dalla testata tedesca, ha accettato di produrre e testare 100 prototipi di droni ZT-180 prima di consegnarli alla Difesa russa entro aprile 2023. Gli esperti militari ritengono che queste armi siano in grado di trasportare una testata da 35 a 50 chilogrammi.

Dura la replica di Pechino che con il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, respinge le accuse affermando che “negli ultimi tempi ci sono state troppe falsità su di noi, moltissime”. Il ministero ha aggiunto di “non saperne nulla. La Cina ha sempre adottato un approccio cauto e responsabile nei confronti dell’export militare, non vende armi in zone di conflitto o parti coinvolte in guerre”.

Twitter: @GianniRosini

Il Fatto Quotidiano
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Forwarded from Byoblu
MIGRANTI: BLOCCO E MULTA DA 10MILA EURO PER LA GEO BARENTS

Il decreto sull'immigrazione è stato approvato ed è legge. Primo provvedimento, con fermo di 20 giorni per la nave. La linea del governo si concentra più sulle ONG disobbedienti che sulla riduzione degli sbarchi, superiori rispetto a 2022 e 2021.

➡ https://www.byoblu.com/2023/02/24/migranti-blocco-e-multa-da-10mila-euro-per-la-geo-barents/

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Forwarded from Francesca Quibla
Siria 🇸🇾 

Il Fondo internazionale di emergenza per l'infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF) è il più grande distributore mondiale di vaccini per bambini a livello internazionale.

A differenza degli USA e UE, dove la maggior parte dei genitori subisce il lavaggio del cervello da parte dei media corporativi e del sistema medico occidentale che fa loro credere che i vaccini rendano i bambini sani, i genitori nei paesi più poveri e in via di sviluppo sono molto diffidenti nei confronti dei vaccini occidentali e resistono.

 Quando però i disastri colpiscono questi paesi, come sta accadendo oggi in Siria e in Turchia, l'UNICEF si precipita a vaccinare il maggior numero possibile di bambini e genitori.

 Il vaccino n. 1 che l'UNICEF fornisce ai bambini nelle aree disastrate è il vaccino antipolio orale (OPV), che è VIETATO nei paesi occidentali come gli Stati Uniti, perché è noto che anziché prevenirla in realtà causi la poliomielite. 

Sul punto esiste una letteratura completa da almeno due decadi. 

Ora aspettatevi focolai di polio nei campi profughi e nelle città disintegrate.

La fonte è l’Unicef stessa. 

UNICEF in Syria
unicefusa.org

Da Il canarino nella miniera di carbone
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Forwarded from VQB Channel (NeoOutOfMatrix)
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MTG RICHIEDE UN AUDIT DI VERIFICA COMPLETO DEGLI AIUTI ALL'UCRAINA

La deputata Marjorie Taylor Greene (R-GA) ha reintrodotto un disegno di legge che imporrebbe una verifica di tutti gli aiuti militari che gli Stati Uniti hanno inviato all'Ucraina dall'invasione russa.

La legislazione di Greene arriva mentre gli Stati Uniti hanno impegnato decine di miliardi di dollari in assistenza militare da quando la Russia ha invaso l'Ucraina lo scorso febbraio. 

La repubblicana ha presentato venerdì alla Camera la risoluzione dell'inchiesta, in occasione del primo anniversario dell'invasione.


Per capire cosa succede nel mondo, segui https://t.me/Canale_Veleno
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         Cinema Méliès

di Tosca Padomu e Franco Fracassi

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https://fb.watch/iRtOrAvCVx/ Massimo Mazzucco - Ucraina

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Forwarded from Francesca Quibla
Ennesima fake news sull'Iran!
La bambina non è stata picchiata per il velo ma in un litigio con un'altra bambina dove la madre di quest'ultima l'ha spinta e fatta cadere ed è stata arrestata.
Basta menzogne sull'Iran!
H.T.
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Forwarded from Weltanschauung Italia
Ma certo. Vietnam, Jugoslavia, Iraq, Libia, senza contare le miriadi di colpi di Stato, dall'Iran, al Cile, alla Siria, cosa volete che siano?

Quell'altra, la sovranara de noantri, continua a blaterare un giorno sì e l'altro pure di russi cattivi e di armi da inviare.
Una serva senza un briciolo di dignità, applaudita persino dal sion-giullare Parenzo.
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Forwarded from BASTA guerra nel Donbass
🇮🇹🇺🇦Giorgia Meloni ha visitato Kiev. Qual è stato il risultato?

🛩Innanzitutto, e soprattutto, l'Ucraina non riceverà gli aerei, anche se prima della visita circolavano voci in tal senso. La Meloni ha dichiarato ufficialmente che la questione non è all'ordine del giorno.

🍽La seconda cosa è che le autorità italiane hanno riconosciuto l'Holodomor in Ucraina come un atto di genocidio. Per la cronaca, negli anni Trenta si registrarono bassi raccolti anche in Kazakistan, Siberia occidentale, Urali, Medio e Basso Volga, che portarono anche a un alto tasso di mortalità. Tuttavia, nessuno, per qualche motivo, lo considera un genocidio.

😢Terzo: "Siamo con voi fino alla fine", ha detto il primo ministro e ha pianto sui monumenti virtuali alle "vittime degli occupanti russi" a Bucha. Tra l'altro, le prove di questo "crimine" delle Forze Armate della FR non sono ancora state formate e fornite alla parte russa. Non è stato fornito nemmeno un nome degli "assassinati". Ma suvvia, cosa c'è da dire?

🇮🇱Nel corso del sesto pacchetto di aiuti militari, Meloni ha dichiarato che i SAMP-T e Skyguard, così come i missili guidati anticarro Spike di fabbricazione israeliana, saranno trasferiti all'Ucraina. Israele, tuttavia, non ha ancora confermato il permesso di riesportare i prodotti per la difesa.

🧴Inoltre,
consigliamo vivamente al nostro Primo Ministro di comprare un buon shampoo per i suoi capelli.

🤷‍♂️Nel complesso questa visita non si distingue, tutto è consueto e prevedibile, siamo con voi fino alla fine, forse forniremo la difesa aerea e prenderemo parte alla ricostruzione del Paese, scordatevi gli aerei. Inoltre, il primo ministro si è precipitato a casa per riscaldare Roma dopo questo affascinante viaggio.

@BastaGD
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VOGLIAMO GLI AMMIRAGLI.
di Marco Travaglio.

Eniente: siccome ormai i generali sono molto più pacifisti dei politici e della stampa al seguito, le Sturmtruppen si sono giocate pure il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Che ieri ha rilasciato una bella intervista a Marco Menduni per la Stampa, che – in bocca a un altro – sarebbe subito liquidata come propaganda del partito putiniano, o “pacifinto” o “della resa”. Sapendo cos’è la guerra e cosa rischiamo con la folle escalation, mentre già si sdoganano caccia e missili a lunga gittata e magari prossimamente truppe e testate nucleari, l’alto ufficiale mette in fila i fatti. Gli stessi che il suo ex collega Mini certifica da un anno sul Fatto e il suo omologo americano Milley ripete da mesi: la Russia non può (o forse – aggiungiamo noi – non ha mai voluto) prendersi l’intera Ucraina e l’Ucraina non può riprendersi i territori invasi dalla Russia. “Questo è un dato che rimane costante nel tempo. Non esiste una soluzione militare”. Di qui dovrebbe partire ogni scelta politica, non dal mantra ovvio e moralistico “c’è un aggressore e un aggredito”, che andava bene un anno fa e ora, dopo 300 mila morti, 10 milioni di profughi, la devastazione fisica di mezza Ucraina ed economica (e anche etica) di tutta Europa, lascia il tempo che trova.

Se fosse realistica l’idea che, inviando armi sempre più devastanti, Kiev riconquisterà i territori perduti, l’opzione dei bellicisti – per quanto spregevole per chi ritiene sacra ogni vita umana, oltreché la Costituzione – avrebbe almeno un senso. Ma tutti gli esperti veri lo negano. La controffensiva ucraina di settembre è durata poco e ha recuperato minime porzioni delle quattro regioni annesse dai russi a Est e a Sud. E ora Kiev paventa una contro-controffensiva russa con 300 o 500 mila uomini. Dice Cavo Dragone: “Non possiamo permetterci un altro conflitto ‘congelato’ nel cuore dell’Europa”. Serve “una riflessione sul dopo”: non sul ripristino dello status quo ante 2022, ma “sul mondo nuovo che verrà, diverso da quello che era prima dell’invasione. Non ci sono alternative a superare le macerie e il dolore”, per evitarne altri. E per disegnare un futuro di sicurezza per Kiev, ma anche per Mosca e gli altri Stati dell’Est Europa, urge in Occidente “un esame di coscienza” per capire se si fece di tutto per evitare l’invasione di Putin: “Ci sono stati elementi di instabilità che non abbiamo colto prima del 24 febbraio?”. Si poteva fare di più “nel proporre dialogo e inclusione?”. Ora ogni iniziativa negoziale va colta al volo, anche quella cinese: “Non dobbiamo trascurare nulla”. E la domanda è: ma Meloni, Mattarella&C. chi ascoltano prima di decidere se, oltre al Parlamento, ignorano anche il capo di Stato maggiore della Difesa?



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Forwarded from 📇📃Reality Of War🔎📖 (Fabio❄)
🇷🇺❌🛢La Russia ha interrotto le forniture di petrolio via oleodotto alla Polonia. - AFP
Con lo stop ai flussi dell'oleodotto Druzhba, Mosca taglia di fatto le forniture di petrolio all'Europa.

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⚡️ Victoria Nuland in un'intervista al Washington Post ha spiegato chiaro e tondo i motivi per cui non solo oggi, ma anche nel prossimo futuro sarà difficilissimo riprendere i colloqui di pace in Ucraina.
Perché come detto più volte quella degli ultimi 12 mesi non è "la guerra" bensì "una fase" della guerra. E le guerre sono processi decennali, talvolta secolari.
La fase ad altissima intensità iniziata il 24 febbraio 2022 non finirà finché continueranno ad esistere gli stessi presupposti che l'hanno creata o finché i nuovi equilibri saranno tali da peggiorare i vecchi.

Esempio:
1) La Russia sostiene che l'Ucraina debba essere neutrale e demilitarizzata, e che la sua potenza militare, abbinata magati all'adesione futuribile alla Nato con tutte le implicazioni legali connesse, sia un pericolo inaccettabile.
2) L’Occidente, invece, sostiene che una Ucraina forte militarmente e politicamente non rappresenti affatto un pericolo per la Russia e anzi, essendo perennemente sotto minaccia di Mosca, questa debba essere ancor più equipaggiata di prima.
Non per respingere i russi entro i confini del 1991 nel giro di pochi mesi come sostiene il governo ucraino, bensì per scoraggiare una volta per tutte il Cremlino dal tentare di intraprendere di nuovo offensive militari.

Non si tratta di quali territori inglobare, quali città conquistare e quali obiettivi raggiungere, si tratta di concetti di carattere generale.
Per questo, sono due dialettiche agli antipodi, che senza uno o più cambi di scenario non si incontreranno mai.

Basta ascoltare la Nuland, che a David Ignatius dice:
"Per quanto riguarda l'equipaggiamento militare fornito, credo che abbiamo cercato di immaginare con gli ucraini la valutazione di ciò che faranno sul campo, l'equipaggiamento e l'addestramento di cui hanno bisogno per fare le prossime mosse. Ma ora è altrettanto importante, come hai registrato in una delle tue recenti colonne David, non solo pensare alla battaglia che ci attende in primavera, ma anche alle forze armate ucraine del futuro, perché se si pensa agli interessi ucraini, ma anche a quelli americani, è altrettanto importante che ogni volta che questa guerra si fermerà, dobbiamo assicurarci che l'Ucraina sia abbastanza forte da difendersi e da dissuadere Putin dal tornare di nuovo, perché ormai abbiamo visto questo film. Quando la guerra si è fermata nel '15, Putin ha passato il tempo a riattrezzarsi, a ricostruire e a prepararsi a tornare, e non possiamo ripetere questa situazione. Dobbiamo quindi pensare a una forte difesa aerea integrata per l'Ucraina, che comprenderà alcune delle cose che abbiamo già dato ma probabilmente anche quelle che non abbiamo ancora dato, così come l'addestramento per questo. L'Ucraina dovrà avere un diverso tipo di controllo delle frontiere, eccetera. Quindi stiamo valutando tutti questi aspetti, oltre a lavorare per sostenere gli ucraini nelle battaglie che ci attendono.
Jet di quarta o quinta generazione?
Stiamo continuando ad avere queste conversazioni, sia internamente mentre guardiamo alla difesa aerea a lungo termine e sia con l'Ucraina. Ci sono alcuni Paesi in Europa interessati a fornirle e, come ha detto il Presidente, è una scelta che faranno loro. Ma, ancora una volta, si tratta di un quadro in evoluzione, man mano che vediamo di cosa ha bisogno l'Ucraina".

Insomma, Putin vuole una Ucraina dal potenziale militare nullo.
Biden vuole una Ucraina armata fino ai denti, modellata e standardizzata con equipaggiamento, tecnologia e addestramento Nato anche di ultimissima generazione da qui ai prossimi mesi/anni.

Non esiste e non può esistere una mediazione tra queste due premesse di fondo.
Potrà esistere solo semmai una delle due parti non avrà più la forza contrattuale per poter ribadire il proprio punto. Armi in pugno.
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Forwarded from Luogocomune2
Media is too big
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Forwarded from 📇📃Reality Of War🔎📖 (Alberto Perco Somma)
🇺🇦🛣Ieri, inaugurata a Leopoli, in via Gorodetskaya, una targa in memoria di Taras Bobanich, nome di battaglia "Martello"

Bobanich è stato il  comandante del 2° battaglione di Pravy Sector, formazione di estrema destra coinvolta nel massacro di Odessa.
È stato nominato "Eroe di Ucraina
"
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Per la cronaca dei media "non ci sono nazisti in Ucraina"...
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