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LA SPAGNA BOCCIA IL GREEN PASS. I QUOTIDIANI ITALIANI TACCIONO LA NOTIZIA!
Con questa sentenza del tribunale della Galizia l’obbligo del Green pass rimane escluso in tutte le regioni della Spagna, dopo le precedenti decisioni negative dei tribunali di altri territori come l’Andalusia e la Cantabria, in cui i governi regionali avevano tentato di applicare l’obbligo.
Il governo della Galizia - secondo i giudici del tribunale della regione - non ha sottoposto correttamente alla valutazione dell’autorità giudiziaria l’ordinanza del 22 luglio scorso in cui introduceva il green pass obbligatorio in zone ad alto rischio di contagio.
Guarda il nuovo sito del nostro canale! www.ivdp.it
Link per la lettura: https://www.startmag.it/mondo/come-e-perche-la-spagna-dice-no-al-green-pass/
Con questa sentenza del tribunale della Galizia l’obbligo del Green pass rimane escluso in tutte le regioni della Spagna, dopo le precedenti decisioni negative dei tribunali di altri territori come l’Andalusia e la Cantabria, in cui i governi regionali avevano tentato di applicare l’obbligo.
Il governo della Galizia - secondo i giudici del tribunale della regione - non ha sottoposto correttamente alla valutazione dell’autorità giudiziaria l’ordinanza del 22 luglio scorso in cui introduceva il green pass obbligatorio in zone ad alto rischio di contagio.
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Startmag
Come e perché la Spagna dice no al Green pass - Startmag
La Spagna dice no al Green pass. Ecco perché
AFGHANISTAN, CAPOLINEA USA. SIAMO IN UN TORNANTE DELLA STORIA
Da trent’anni gli USA e la NATO conducono guerre "umanitarie" nel nome della "democrazia", da quando nel 1991 invasero l’Iraq di Saddam Hussein che aveva occupato il Kuwait. Dalla Somalia, all’Iraq, all’Afghanistan, alla Libia, al Niger, ovunque la guerra occidentale per la democrazia ha devastato e distrutto vite, installato governi corrotti e invisi alle popolazioni, rafforzato l’integralismo islamico. E nonostante questo bilancio fallimentare i paesi NATO hanno continuato nei loro criminali e stupidi interventi militari. Il prossimo Afghanistan sarà nel Sahel africano, dove anche l’Italia, cagnolino scodinzolante di ogni imperialismo, ha ora inviato truppe a sostegno del traballante e insostenibile regime neocoloniale francese.
Oggi tanti politicanti del nostro governo si stracciano le vesti per la disfatta afghana, ma fino ad ora nulla hanno fatto per cambiare qualcosa; l’ultimo voto in Parlamento sulle missioni militari all’estero le ha approvate con 438 sì, 2 contrari e 2 astenuti. Come quando i compagni Turigliatto e Rossi nel 2007 da soli votarono in Senato contro la guerra in Afghanistan e per questo furono pure espulsi dal loro partito. In Italia si governa se si accetta di bombardare qualche parte del mondo, da Belgrado a Bengasi. Per questo tutti i pianti e le meditazioni di palazzo di questi giorni sono odiosi e insopportabili.
Il problema non è che la NATO ha sbagliato la strategia di guerra in Afghanistan, ma che la NATO e le sue guerre sono sbagliate in sé.
Se la disfatta afghana non avrà insegnato all’Occidente di finirla con le guerre “umanitarie” nel nome della libertà, se la NATO non verrà abbandonata e sciolta come residuo di un’epoca imperiale per fortuna al tramonto, se Draghi ed i suoi partiti continueranno a riproporre lo spreco e i crimini della fedeltà euro-atlantica, se continueranno a guardare ad un mondo del passato dominato dai marines che non tornerà mai più ma che ora vorrebbero ricostruire contro la Cina, i governanti italiani ed occidentali guideranno i loro paesi ad altri disastri.
Link per la lettura: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mai_pi_nato_e_guerre_umanitarie/6121_42697/
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Da trent’anni gli USA e la NATO conducono guerre "umanitarie" nel nome della "democrazia", da quando nel 1991 invasero l’Iraq di Saddam Hussein che aveva occupato il Kuwait. Dalla Somalia, all’Iraq, all’Afghanistan, alla Libia, al Niger, ovunque la guerra occidentale per la democrazia ha devastato e distrutto vite, installato governi corrotti e invisi alle popolazioni, rafforzato l’integralismo islamico. E nonostante questo bilancio fallimentare i paesi NATO hanno continuato nei loro criminali e stupidi interventi militari. Il prossimo Afghanistan sarà nel Sahel africano, dove anche l’Italia, cagnolino scodinzolante di ogni imperialismo, ha ora inviato truppe a sostegno del traballante e insostenibile regime neocoloniale francese.
Oggi tanti politicanti del nostro governo si stracciano le vesti per la disfatta afghana, ma fino ad ora nulla hanno fatto per cambiare qualcosa; l’ultimo voto in Parlamento sulle missioni militari all’estero le ha approvate con 438 sì, 2 contrari e 2 astenuti. Come quando i compagni Turigliatto e Rossi nel 2007 da soli votarono in Senato contro la guerra in Afghanistan e per questo furono pure espulsi dal loro partito. In Italia si governa se si accetta di bombardare qualche parte del mondo, da Belgrado a Bengasi. Per questo tutti i pianti e le meditazioni di palazzo di questi giorni sono odiosi e insopportabili.
Il problema non è che la NATO ha sbagliato la strategia di guerra in Afghanistan, ma che la NATO e le sue guerre sono sbagliate in sé.
Se la disfatta afghana non avrà insegnato all’Occidente di finirla con le guerre “umanitarie” nel nome della libertà, se la NATO non verrà abbandonata e sciolta come residuo di un’epoca imperiale per fortuna al tramonto, se Draghi ed i suoi partiti continueranno a riproporre lo spreco e i crimini della fedeltà euro-atlantica, se continueranno a guardare ad un mondo del passato dominato dai marines che non tornerà mai più ma che ora vorrebbero ricostruire contro la Cina, i governanti italiani ed occidentali guideranno i loro paesi ad altri disastri.
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Mai più Nato e "guerre umanitarie"
RISTORATORI VENETO: "COL GREEN PASS PERSO FINO AL 40% DEL FATTURATO"
L'Associazione ristoratori Veneto è nata a Verona nel giugno scorso e ha quasi, affermano i responsabili, 2mila soci in tutta la Regione. Alessia Brescia, la portavoce, dichiara: "Quand’è entrata in vigore la nuova regola l’abbiamo subito definita “economicida” e i primi dati ci danno ragione: cosa succederà dall’autunno inverno in poi, quando le consumazioni si sposteranno al chiuso?... Gli associati continuano a esporre la locandina con la scritta “Siamo ristoratori, non controllori”, come da iniziativa lanciata a inizio del mese di luglio, ed è sempre più evidente come aprire con il green pass abbia un risvolto devastante sul lavoro. L’inefficacia della logica del green-pass, utilizzato per indurre le persone a va((inarsi, è testimoniata dal fatto che anche gli imm*nizzati possono contagiare, e il sentore di future zone a colori ne è esplicita conseguenza. Nel frattempo noi abbiamo perso gran parte della stagione, finendo di nuovo per pagare il prezzo più alto. Oltre a perdere la quota di clientela non va((inata ci sono i numerosi ostacoli all’attività creati dalla necessità dei controlli, cui si legano anche i problemi con l’app, che non sempre funziona».
L’associazione Ristoratori Veneto & Ho.re.ca. sta lavorando anche per unire le voci degli altri comparti il cui lavoro è messo in crisi dall’obbligo del green pass: "La gestione economica di quest’ultimo anno e mezzo da parte del Governo è fallimentare. Le misure prese fin qui, anziché trasmettere sicurezza, hanno stravolto l’attività di migliaia e migliaia di imprese, facendone chiudere già 40mila. Come associazione riceviamo continui messaggi anche dal settore ricettivo e da quelle discoteche chiuse da un anno e mezzo, ma pensiamo anche alle incertezze che tuttora si trova ad affrontare la scuola a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni. Esempi di una politica che sta lasciando soli cittadini, imprenditori e lavoratori che ogni giorno mettono amore e passione nella propria professione".
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Link per la lettura: https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/ristoratori-veneto-col-green-pass-perso-fino-al-40-del-fatturato-in-autunno-sar%C3%A0-un-disastro/ar-AANA3GL?ocid=msedgntp
L'Associazione ristoratori Veneto è nata a Verona nel giugno scorso e ha quasi, affermano i responsabili, 2mila soci in tutta la Regione. Alessia Brescia, la portavoce, dichiara: "Quand’è entrata in vigore la nuova regola l’abbiamo subito definita “economicida” e i primi dati ci danno ragione: cosa succederà dall’autunno inverno in poi, quando le consumazioni si sposteranno al chiuso?... Gli associati continuano a esporre la locandina con la scritta “Siamo ristoratori, non controllori”, come da iniziativa lanciata a inizio del mese di luglio, ed è sempre più evidente come aprire con il green pass abbia un risvolto devastante sul lavoro. L’inefficacia della logica del green-pass, utilizzato per indurre le persone a va((inarsi, è testimoniata dal fatto che anche gli imm*nizzati possono contagiare, e il sentore di future zone a colori ne è esplicita conseguenza. Nel frattempo noi abbiamo perso gran parte della stagione, finendo di nuovo per pagare il prezzo più alto. Oltre a perdere la quota di clientela non va((inata ci sono i numerosi ostacoli all’attività creati dalla necessità dei controlli, cui si legano anche i problemi con l’app, che non sempre funziona».
L’associazione Ristoratori Veneto & Ho.re.ca. sta lavorando anche per unire le voci degli altri comparti il cui lavoro è messo in crisi dall’obbligo del green pass: "La gestione economica di quest’ultimo anno e mezzo da parte del Governo è fallimentare. Le misure prese fin qui, anziché trasmettere sicurezza, hanno stravolto l’attività di migliaia e migliaia di imprese, facendone chiudere già 40mila. Come associazione riceviamo continui messaggi anche dal settore ricettivo e da quelle discoteche chiuse da un anno e mezzo, ma pensiamo anche alle incertezze che tuttora si trova ad affrontare la scuola a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni. Esempi di una politica che sta lasciando soli cittadini, imprenditori e lavoratori che ogni giorno mettono amore e passione nella propria professione".
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Msn
Ristoratori Veneto: «Col Green pass perso fino al 40% del fatturato, in autunno sarà un disastro»
L'Associazione ristoratori Veneto è nata a Verona nel giugno scorso e ha quasi, affermano i responsabili, 2mila soci in tutta la...
YouTube abolisce i video vax scettici: la stampa esulta - Enrica Perucchietti
I giorni scorsi YouTube ha nuovamente cambiato le proprie regole della community e i suoi algoritmi per bannare qualsiasi tipo di contenuto sui vaccini che non collimi con la scienza ufficiale.
Nel clima di esultanza di tv e giornali segnaliamo e analizziamo l'articolo di Piergiorgio Odifreddi sulla prima pagina de La Stampa.
Le posizioni scettiche sui vaccini e sulla gestione della pandemia vengono ormai automaticamente catalogate come no vax e negazioniste mentre la scienza vuole ridurre tutto a numeri quando spesso proprio i numeri stanno certificando un cortocircuito della scienza stessa.
Prendono oggi piede concetti come "censura costruttiva" in un contesto mediatico in cui si sta ormai abolendo il confronto.
➡️ Guarda il video completo: https://ivdp.it/7890-2/
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Nel clima di esultanza di tv e giornali segnaliamo e analizziamo l'articolo di Piergiorgio Odifreddi sulla prima pagina de La Stampa.
Le posizioni scettiche sui vaccini e sulla gestione della pandemia vengono ormai automaticamente catalogate come no vax e negazioniste mentre la scienza vuole ridurre tutto a numeri quando spesso proprio i numeri stanno certificando un cortocircuito della scienza stessa.
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La nostra intervista a MARCO MORI avvocato, esponente di Vox Italia,
GILBERTO TROMBETTA giornalista economico, membro di Riconquistare l’Italia e DAVIDE ROSSI analista politico.
Conduce CARLO SAVEGNAGO
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Il vaso di pandora
Amministrative: l’analisi e le prospettive politiche fino al 2023 – G. Trombetta, M. Mori, D. Rossi
MASSIMO GALLI INDAGATO PER CONCORSI TRUCCATI: L'IPOTESI E' DI FALSO IDEOLOGICO E TURBATIVA D'ASTA
L'infettivologo Massimo Galli - presenza fissa in televisione e sui giornali da quando è iniziata la pandemia - assieme ad altri 23 colleghi avrebbe favorito alcuni candidati per l’assegnazione di posti di professore di ruolo all’Università degli Studi di Milano penalizzandone altri non graditi.
L’ipotesi di reato mossa al primario è che, nella veste di presidente della commissione giudicatrice della selezione bandita nel giugno 2019 per un posto di professore di ruolo di seconda fascia all’Università Statale dell’ospedale Sacco, avrebbe condizionato l’intera procedura allo scopo di penalizzare un candidato attraverso criteri di valutazione dei punteggi che nel febbraio 2020 favorissero invece il candidato poi risultato vincente, legato a Galli da stima professionale e fiducia personale.
L'infettivologo Massimo Galli - presenza fissa in televisione e sui giornali da quando è iniziata la pandemia - assieme ad altri 23 colleghi avrebbe favorito alcuni candidati per l’assegnazione di posti di professore di ruolo all’Università degli Studi di Milano penalizzandone altri non graditi.
L’ipotesi di reato mossa al primario è che, nella veste di presidente della commissione giudicatrice della selezione bandita nel giugno 2019 per un posto di professore di ruolo di seconda fascia all’Università Statale dell’ospedale Sacco, avrebbe condizionato l’intera procedura allo scopo di penalizzare un candidato attraverso criteri di valutazione dei punteggi che nel febbraio 2020 favorissero invece il candidato poi risultato vincente, legato a Galli da stima professionale e fiducia personale.
Quanta fiducia ti suscitano gli interventi televisivi del prof. Massimo Galli?
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6%
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Nessuna fiducia
La nostra intervista a CARLO FRECCERO giornalista già direttore di Rai2, ENRICA PERUCCHIETTI giornalista scrittrice e PAOLO BORGOGNONE storico scrittore.
Conduce CARLO SAVEGNAGO
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Il vaso di pandora
Freccero: “Come reagiscono i giornalisti quando parlo del Grande Reset” – C.Freccero E.Perucchietti P.Borgognone
La nostra intervista a CARLO FRECCERO giornalista già direttore di Rai2, ENRICA PERUCCHIETTI giornalista scrittrice e PAOLO BORGOGNONE storico scrittore.
Conduce
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MINISTRO DELL'ECONOMIA FRANCO: "COSTO DELL'ENERGIA E' GRANDE FONTE DI INCERTEZZA PER LA RIPRESA"
Il ministro dell'Economia Daniele Franco, in audizione sulla Nadef (Nota di Aggiornamento Documento Economia Finanza) ha spiegato come l'aumento del costo dell'energia e il suo peso sull'inflazione sia "uno degli elementi di incertezza più importanti" per la ripresa.
Al di là delle parole del ministro Franco e delle notizie diffuse da tv e giornali, un quadro molto esaustivo della situazione attuale e delle prospettive future ce lo fornisce questa nostra intervista dei giorni scorsi a DEMOSTENES FLOROS analista geopolitico ed economico, Senior Energy Economist presso il CER-Centro Europa Ricerche, docente presso il Master in Relazioni Internazionali d’Impresa Italia-Russia all’Università “Alma Mater” di Bologna.
https://youtu.be/RugET_3hBMs
Il ministro dell'Economia Daniele Franco, in audizione sulla Nadef (Nota di Aggiornamento Documento Economia Finanza) ha spiegato come l'aumento del costo dell'energia e il suo peso sull'inflazione sia "uno degli elementi di incertezza più importanti" per la ripresa.
Al di là delle parole del ministro Franco e delle notizie diffuse da tv e giornali, un quadro molto esaustivo della situazione attuale e delle prospettive future ce lo fornisce questa nostra intervista dei giorni scorsi a DEMOSTENES FLOROS analista geopolitico ed economico, Senior Energy Economist presso il CER-Centro Europa Ricerche, docente presso il Master in Relazioni Internazionali d’Impresa Italia-Russia all’Università “Alma Mater” di Bologna.
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Secondo te il costo delle bollette per l’energia nei prossimi mesi e nel 2022:
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3%
Rimarrà stabile
11%
Aumenterà un po’
86%
Aumenterà molto
La nostra intervista a ILARIA BIFARINI economista e scrittrice, autrice del libro "IL GRANDE RESET - Dalla pandemia alla nuova normalità".
Conduce CARLO SAVEGNAGO
➡️ Guarda il video completo: https://ivdp.it/8039-2/
#ilgrandereset
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SOVRANISMO AL CAPOLINEA COME DICONO TV E GIORNALI?
La Lega di Salvini è in fase calante, come certificato anche dalle elezioni amministrative, forse proprio in ragione del fatto che ha abbandonato le istanze sovraniste convertendosi in partito dell'euro e dell'Unione Europea. In pratica all'interno della Lega sta definitivamente prevalendo la linea europeista ed eurista di Giancarlo Giorgetti a discapito di quella di Salvini e soprattutto dei senatori Borghi e Bagnai che Salvini stesso aveva fortemente voluto nel governo Conte 1.
La Lega di Salvini è in fase calante, come certificato anche dalle elezioni amministrative, forse proprio in ragione del fatto che ha abbandonato le istanze sovraniste convertendosi in partito dell'euro e dell'Unione Europea. In pratica all'interno della Lega sta definitivamente prevalendo la linea europeista ed eurista di Giancarlo Giorgetti a discapito di quella di Salvini e soprattutto dei senatori Borghi e Bagnai che Salvini stesso aveva fortemente voluto nel governo Conte 1.
La Lega secondo te ha fatto bene ad abbandonare la battaglia per l’uscita dall’Euro?
Anonymous Poll
5%
SI
95%
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I Fridays For Future sono la vittima ideale dei metodi del Potere, che sfrutta l'ingenuità politica di un movimento idealista ma innocuo
Guarda il video completo: https://ivdp.it/8046-2/
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Il vaso di pandora
Come hanno manipolato i ragazzi di Greta – Alessio Mannino
I Fridays For Future sono la vittima ideale dei metodi del Potere, che sfrutta l'ingenuità politica di un movimento idealista ma innocuo
I PORTUALI DI TRIESTE: "DAL 15 OTTOBRE BLOCCHIAMO TUTTO"
No al green pass e niente tamponi:questa la ferma posizione dei portuali di Trieste. "Anche se uno solo rimarrà fuori, noi saremo qui e non entrerà nessuno: nè va((i-nati nè non va((i-nati, green pass o non green pass".
I danni per l'economia, non solo del nord est ma di tutta l'Italia, sarebbero incalcolabili. Come gestirebbe il governo questa situazione?
No al green pass e niente tamponi:questa la ferma posizione dei portuali di Trieste. "Anche se uno solo rimarrà fuori, noi saremo qui e non entrerà nessuno: nè va((i-nati nè non va((i-nati, green pass o non green pass".
I danni per l'economia, non solo del nord est ma di tutta l'Italia, sarebbero incalcolabili. Come gestirebbe il governo questa situazione?
Pensi che altre organizzazioni e altre categorie aderiranno alla protesta il 15 ottobre?
Anonymous Poll
78%
SI
22%
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