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Al referendum dell'8 e 9 giugno non si voterà semplicemente per dire sì o no alla riduzione dei tempi per richiedere la cittadinanza italiana. Nella sostanza, si andrà alle urne per dire sì o no all'immigrazione di massa, per esprimere un voto a favore o contro l'invasione che l'Italia ha subito negli ultimi decenni e che si è rivelata una delle principali cause del nostro declino sociale ed economico.
Nonostante milioni di persone abbiano votato i partiti di centro-destra proprio perché esasperate da questa deriva, nessuno fra FdI, Lega e FI ha preso una posizione chiara in vista di questa tornata referendaria. Bisogna guardare in faccia la realtà: in Parlamento non esistono forze politiche che, al netto delle chiacchiere da campagna elettorale, abbiano davvero interesse a schierarsi contro l'immigrazione di massa.
Noi ne abbiamo preso atto e per questo siamo lieti di annunciare che stiamo lanciando il comitato per il NO alla cittadinanza facile. Nelle ultime settimane abbiamo dialogato con decine di sigle locali e nazionali: stiamo raccogliendo su tutta Italia una rete di persone pronte ad affrontare una campagna referendaria cruciale per il futuro del nostro Paese.
Se volete entrare in contatto con il comitato e partecipare da protagonisti alla campagna referendaria, scrivete un'email a comitato@nocittadinanzafacile.it. A maggio si comincia.
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Nonostante milioni di persone abbiano votato i partiti di centro-destra proprio perché esasperate da questa deriva, nessuno fra FdI, Lega e FI ha preso una posizione chiara in vista di questa tornata referendaria. Bisogna guardare in faccia la realtà: in Parlamento non esistono forze politiche che, al netto delle chiacchiere da campagna elettorale, abbiano davvero interesse a schierarsi contro l'immigrazione di massa.
Noi ne abbiamo preso atto e per questo siamo lieti di annunciare che stiamo lanciando il comitato per il NO alla cittadinanza facile. Nelle ultime settimane abbiamo dialogato con decine di sigle locali e nazionali: stiamo raccogliendo su tutta Italia una rete di persone pronte ad affrontare una campagna referendaria cruciale per il futuro del nostro Paese.
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Oggi su La Verità è uscita l'intervista dell'ottimo Fabio Dragoni a John Patelli, padre di Alessandro Patelli, il ragazzo bergamasco che è stato assurdamente condannato a 21 anni per essersi difeso sotto casa da un aggressore tunisino.
Tutta Italia deve venire a conoscenza di questa storia vergognosa di giustizia ingiusta. Qui trovate la nostra diretta insieme a John, che ci ha raccontato cos'ha davvero vissuto la sua famiglia negli ultimi 4 anni.
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Negli ultimi trent'anni la CGIL non ha mosso un dito per opporsi alle riforme contro il lavoro imposteci dall'Unione europea. In compenso si è adoperata per inscenare nel modo più teatrale possibile una "fondamentale" battaglia contro la "minaccia fassista".
L'ultimo capitolo di questa storia arriva dalla Liguria: un sindacalista ha letteralmente finto di aver subito un'aggressione a sfondo politico mentre faceva campagna a favore della cittadinanza facile. Oggi, dopo settimane di proclami del centro-sinistra ligure (che ovviamente ne ha preso le difese in nome della "comune lotta anti-fassista"), il sindacalista ha vuotato il sacco e ha ammesso la messinscena direttamente di fronte al PM.
Chissà perché ormai in Italia tutti quelli che lavorano schifano il grande sindacalismo nostrano. È proprio un mistero.
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L'ultimo capitolo di questa storia arriva dalla Liguria: un sindacalista ha letteralmente finto di aver subito un'aggressione a sfondo politico mentre faceva campagna a favore della cittadinanza facile. Oggi, dopo settimane di proclami del centro-sinistra ligure (che ovviamente ne ha preso le difese in nome della "comune lotta anti-fassista"), il sindacalista ha vuotato il sacco e ha ammesso la messinscena direttamente di fronte al PM.
Chissà perché ormai in Italia tutti quelli che lavorano schifano il grande sindacalismo nostrano. È proprio un mistero.
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Vedere Trump che allontana quel Napoleoncino da quattro soldi di Macron, il quale aveva tentato di infilarsi nel colloquio tra il presidente USA e Zelensky, fa parecchio piacere. Il gerontofilo dell'Eliseo, assieme alla Von der Mazzetten, rappresenta molto bene i pilastri dell'UE: arroganza, ridicolaggine, inutilità. E crimine.
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Rapina, rissa con coltelli e auto distrutte: il quartiere Don Bosco di Roma ha vissuto (di nuovo) le meraviglie del multiculturalismo. La polizia sta indagando su un gruppo di ragazzi nordafricani. Non vi sentite tutti più arricchiti?
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Un blackout e tutta la propaganda sulle meraviglie dei pagamenti digitali e su quanto sia retrogrado il contante sparisce.
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Soltanto una settimana fa i media europei celebravano un grande traguardo per la Spagna: per la prima volta il Paese era riuscito a generare il 100% del proprio fabbisogno di energia elettrica da fonti rinnovabili nel corso di un intero giorno feriale. Fatalità: a distanza di soli sei giorni da questo "straordinario successo", gli spagnoli hanno sperimentato gli effetti di un blackout senza precedenti nella loro storia. Si tratta di uno scherzo del fato o c'è una qualche correlazione fra i due eventi?
Ovviamente sì: c'è un nesso fra il trionfale risultato "green" il disastroso blackout. I responsabili? Proprio loro, le celebratissime fonti rinnovabili intermittenti: eolico e solare. Proviamo a spiegare perché.
Negli impianti che producono energia elettrica sfruttando delle turbine, come accade nelle centrali idroelettriche, nucleari e a gas, si genera corrente alternata a una frequenza di 50 Hz. Questo valore, che in Europa è proprio la frequenza di rete, è dato precisamente dalla rotazione dei rotori negli alternatori azionati dalle turbine. Eolico e solare, invece, funzionano diversamente: nel caso delle pale eoliche, dal momento che la velocità di rotazione è proporzionale all'intensità del vento, la corrente alternata prodotta ha frequenza variabile e pertanto deve esser portata stabilmente a 50 Hz tramite un trasformatore; nel caso dei pannelli fotovoltaici, invece, la corrente prodotta è continua, dunque è necessario un inverter per la conversione a corrente alternata a 50 Hz.
Dunque, cosa accade nelle reti elettriche quando si verifica una temporanea discrepanza fra energia richiesta ed energia prodotta?
In linea di massima, un repentino aumento del carico può incidere sulla frequenza di rete, rischiando di "trascinarla" per qualche istante sotto i 50 Hz. Tuttavia, nei sistemi in cui il grosso dell'energia elettrica viene prodotto da centrali che sfruttano alternatori a turbina, questo rischio è scongiurato dall'inerzia stessa delle turbine: è molto difficile rallentare in pochi istanti in maniera significativa la rotazione dei pesanti statori. Rilevato in questo lasso di tempo l'aumento dell'assorbimento da parte della rete, le valvole adeguano il flusso di acqua o vapore alle turbine e di conseguenza la produzione di energia elettrica viene adeguata alla domanda. Le reti elettriche in cui la maggior parte dell'energia arriva da fonti rinnovabili intermittenti, invece, non godono della stessa solidità strutturale. Come accennato poco fa, infatti, eolico e solare devono affidarsi all'elettronica per portare la frequenza della corrente a 50 Hz e dunque non godono di cuscinetti "naturali" paragonabili a quelli dati dall'inerzia delle turbine.
In soldoni, se nelle reti elettriche che contano soprattutto su eolico e solare per qualche motivo si registra un improvviso aumento dell'assorbimento o se un "raro evento atmosferico" inficia temporaneamente la generazione di elettricità da parte di pale e pannelli, la frequenza di tutta la rete può effettivamente discostarsi dal valore di 50 Hz. Evento che, inevitabilmente, attiva i sistemi di sicurezza che, al fine di proteggere l'intero sistema elettrico, escludono interi rami della produzione e della distribuzione, provocando il collasso dell'infrastruttura. Ossia il blackout.
Benché non ce ne fosse alcun bisogno, abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione di quanto sia demenziale il progetto di affidarsi totalmente a eolico e solare per risolvere i nostri problemi energetici. Considerando che i danni provocati da questo blackout si attestano sull'ordine dei miliardi di euro, speriamo che non servano troppe altre riprove per convincersi della portata folle della scommessa di Bruxelles sul green a tutti i costi.
Pro Italia - Dipartimento Energia
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Ovviamente sì: c'è un nesso fra il trionfale risultato "green" il disastroso blackout. I responsabili? Proprio loro, le celebratissime fonti rinnovabili intermittenti: eolico e solare. Proviamo a spiegare perché.
Negli impianti che producono energia elettrica sfruttando delle turbine, come accade nelle centrali idroelettriche, nucleari e a gas, si genera corrente alternata a una frequenza di 50 Hz. Questo valore, che in Europa è proprio la frequenza di rete, è dato precisamente dalla rotazione dei rotori negli alternatori azionati dalle turbine. Eolico e solare, invece, funzionano diversamente: nel caso delle pale eoliche, dal momento che la velocità di rotazione è proporzionale all'intensità del vento, la corrente alternata prodotta ha frequenza variabile e pertanto deve esser portata stabilmente a 50 Hz tramite un trasformatore; nel caso dei pannelli fotovoltaici, invece, la corrente prodotta è continua, dunque è necessario un inverter per la conversione a corrente alternata a 50 Hz.
Dunque, cosa accade nelle reti elettriche quando si verifica una temporanea discrepanza fra energia richiesta ed energia prodotta?
In linea di massima, un repentino aumento del carico può incidere sulla frequenza di rete, rischiando di "trascinarla" per qualche istante sotto i 50 Hz. Tuttavia, nei sistemi in cui il grosso dell'energia elettrica viene prodotto da centrali che sfruttano alternatori a turbina, questo rischio è scongiurato dall'inerzia stessa delle turbine: è molto difficile rallentare in pochi istanti in maniera significativa la rotazione dei pesanti statori. Rilevato in questo lasso di tempo l'aumento dell'assorbimento da parte della rete, le valvole adeguano il flusso di acqua o vapore alle turbine e di conseguenza la produzione di energia elettrica viene adeguata alla domanda. Le reti elettriche in cui la maggior parte dell'energia arriva da fonti rinnovabili intermittenti, invece, non godono della stessa solidità strutturale. Come accennato poco fa, infatti, eolico e solare devono affidarsi all'elettronica per portare la frequenza della corrente a 50 Hz e dunque non godono di cuscinetti "naturali" paragonabili a quelli dati dall'inerzia delle turbine.
In soldoni, se nelle reti elettriche che contano soprattutto su eolico e solare per qualche motivo si registra un improvviso aumento dell'assorbimento o se un "raro evento atmosferico" inficia temporaneamente la generazione di elettricità da parte di pale e pannelli, la frequenza di tutta la rete può effettivamente discostarsi dal valore di 50 Hz. Evento che, inevitabilmente, attiva i sistemi di sicurezza che, al fine di proteggere l'intero sistema elettrico, escludono interi rami della produzione e della distribuzione, provocando il collasso dell'infrastruttura. Ossia il blackout.
Benché non ce ne fosse alcun bisogno, abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione di quanto sia demenziale il progetto di affidarsi totalmente a eolico e solare per risolvere i nostri problemi energetici. Considerando che i danni provocati da questo blackout si attestano sull'ordine dei miliardi di euro, speriamo che non servano troppe altre riprove per convincersi della portata folle della scommessa di Bruxelles sul green a tutti i costi.
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Il volto preoccupato della von der Leyen rappresenta perfettamente lo spiazzamento delle istituzioni europee in un periodo in cui la Storia si è rimessa in moto. Intervento del nostro Ludovico Vicino a "Che idea ti sei fatto?" su Byoblu.
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Le preoccupazioni di Mattarella.
Ipocrite e fuori tempo massimo.
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L'ISTAT dice che l'economia è in ripresa.
Dove l'ho già sentita questa?
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Blackout green
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 18:30
Alle 12:38 di lunedì 28 aprile Spagna, Portogallo e parte della Francia meridionale hanno affrontato un colossale blackout. Ancora non è chiarissimo quale sia stato l'evento che ha innescato l'incidente, ma una cosa è certa: la fragilità della rete elettrica spagnola è strettamente legata all'abbondanza di fonti rinnovabili intermittenti nel mix energetico del Paese.
Ne parliamo nell'appuntamento di oggi di Uno sguardo da Vicino. Come al solito, in diretta dalle 18:30 su tutti i nostri canali.
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 18:30
Alle 12:38 di lunedì 28 aprile Spagna, Portogallo e parte della Francia meridionale hanno affrontato un colossale blackout. Ancora non è chiarissimo quale sia stato l'evento che ha innescato l'incidente, ma una cosa è certa: la fragilità della rete elettrica spagnola è strettamente legata all'abbondanza di fonti rinnovabili intermittenti nel mix energetico del Paese.
Ne parliamo nell'appuntamento di oggi di Uno sguardo da Vicino. Come al solito, in diretta dalle 18:30 su tutti i nostri canali.
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Blackout green in Spagna - Uno sguardo da Vicino
Alle 12:38 di lunedì 28 aprile Spagna, Portogallo e parte della Francia meridionale hanno affrontato un colossale blackout. Ancora non è chiarissimo quale sia stato l'evento che ha innescato l'incidente, ma una cosa è certa: la fragilità della rete elettrica…
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Uno sporco lavoro
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 21:00
Mattarella si è recentemente dichiarato preoccupato dalla mancata crescita dei salari italiani. Lacrime di coccodrillo: sono state proprio le riforme volute da Bruxelles e sostenute da lui e da quelli come lui ad aver devastato il lavoro in Italia.
In occasione del primo maggio, nella nostra diretta del giovedì, parliamo dei responsabili di questo sporco lavoro. Lo facciamo dalle 21:00 in compagnia di Filippo Burla, in diretta su tutti i nostri canali.
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 21:00
Mattarella si è recentemente dichiarato preoccupato dalla mancata crescita dei salari italiani. Lacrime di coccodrillo: sono state proprio le riforme volute da Bruxelles e sostenute da lui e da quelli come lui ad aver devastato il lavoro in Italia.
In occasione del primo maggio, nella nostra diretta del giovedì, parliamo dei responsabili di questo sporco lavoro. Lo facciamo dalle 21:00 in compagnia di Filippo Burla, in diretta su tutti i nostri canali.
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Uno sporco lavoro - Il primo maggio dopo 30 anni di UE - Brandi, Burla, Vicino
Mattarella si è recentemente dichiarato preoccupato dalla mancata crescita dei salari italiani. Lacrime di coccodrillo: sono state proprio le riforme volute da Bruxelles e sostenute da lui e da quelli come lui ad aver devastato il lavoro in Italia.
In occasione…
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Bergoglio omaggiato dal Concertone del primo maggio dove il figlio del delatore Gassman canta "Bella Ciao" applaudito dalla CGIL.
Quale satira può stargli dietro?
Quale?
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Il gruppo ceco CSG ha acquisito il 100% della Fiocchi, la storica azienda di munizioni di Lecco. Aldilà dei rischi per i lavoratori italiani, quant'è sicuro cedere le nostre produzioni strategiche in un momento in cui risulta rischioso persino delegare a soggetti esteri la fabbricazione dei cercapersone?
Ce ne parlano in quest'articolo i ragazzi del nostro Dipartimento Difesa.
https://proitalia.org/articoli/svendite-alla-cieca-loperazione-fiocchi
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Partito Pro Italia
Svendite alla c(i)eca: l'operazione Fiocchi
La ceca CSG ha acquisito il 100% della storica azienda di munizioni di Lecco.
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