Esercito israeliano: "Basta pause umanitarie a Gaza City".
Quali pause umanitarie?
Quali pause umanitarie?
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FRANCIA: BYE BYE BAYROU?
Oh, che sorpresa: l’esecutivo Bayrou, l’ennesimo capitolo della saga Macron, rischia il crollo.
Il fenomeno ha il coraggio di proporre tagli per 44 miliardi di euro (meno pensioni, meno sanità, meno enti locali) per dare una spintarella al riarmo. E qui comincia lo spettacolo: Le Pen e Mélenchon, antitesi dichiarate, si trovano a urlare insieme "no all'austerità militare". Bayrou sente sotto di sé tremare la terra. Anche i Verdi, i Comunisti e i Socialisti si uniscono al coro del dissenso. Il voto di fiducia dell’8 settembre, per il governo, è un iceberg all'orizzonte.
Bayrou richiama l’Articolo 49.1 per forzare la mano, convinto che un po’ di “austerità armata” basti a risollevare i conti. Quest'ultimi parlano chiaro: la Francia ha un grave problema di debito verso l'estero. Una posizione finanziaria in passivo, davvero pessima. E qui pesa come un macigno (in Italia ne sappiamo qualcosa) l'assenza di oscillazione del cambio data dall'adesione all'Euro. Cosa significhi questo per chi vuole risollevare le esportazioni? Chiedetelo a Draghi o a Monti: taglio degli stipendi per essere più "competitivi".
Intanto il parlamento si spacca, i sondaggi (YouGov, sotto al 20 %) danno i due protagonisti (Macron e il suo premier) tra i peggiori mai visti nella Quinta Repubblica.
Mentre Bayrou rischia di saltare davanti a un parlamento agguerrito, Macron si guarda intorno in cerca di una via d’uscita. Nuove elezioni legislative? Accendere un cero sotto la statuina di Zelensky? Partire verso le piane russe per emulare Napoleone?
Preparate i pop corn.
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Oh, che sorpresa: l’esecutivo Bayrou, l’ennesimo capitolo della saga Macron, rischia il crollo.
Il fenomeno ha il coraggio di proporre tagli per 44 miliardi di euro (meno pensioni, meno sanità, meno enti locali) per dare una spintarella al riarmo. E qui comincia lo spettacolo: Le Pen e Mélenchon, antitesi dichiarate, si trovano a urlare insieme "no all'austerità militare". Bayrou sente sotto di sé tremare la terra. Anche i Verdi, i Comunisti e i Socialisti si uniscono al coro del dissenso. Il voto di fiducia dell’8 settembre, per il governo, è un iceberg all'orizzonte.
Bayrou richiama l’Articolo 49.1 per forzare la mano, convinto che un po’ di “austerità armata” basti a risollevare i conti. Quest'ultimi parlano chiaro: la Francia ha un grave problema di debito verso l'estero. Una posizione finanziaria in passivo, davvero pessima. E qui pesa come un macigno (in Italia ne sappiamo qualcosa) l'assenza di oscillazione del cambio data dall'adesione all'Euro. Cosa significhi questo per chi vuole risollevare le esportazioni? Chiedetelo a Draghi o a Monti: taglio degli stipendi per essere più "competitivi".
Intanto il parlamento si spacca, i sondaggi (YouGov, sotto al 20 %) danno i due protagonisti (Macron e il suo premier) tra i peggiori mai visti nella Quinta Repubblica.
Mentre Bayrou rischia di saltare davanti a un parlamento agguerrito, Macron si guarda intorno in cerca di una via d’uscita. Nuove elezioni legislative? Accendere un cero sotto la statuina di Zelensky? Partire verso le piane russe per emulare Napoleone?
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In questo momento in Serbia gli "esperti" staranno spiegando che marocchini e nepalesi sono indispensabili perché fanno i lavori che i serbi non vogliono più fare...
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Vi presento Il Giornale, la voce del centrodestra. E, come potete vedere, i contenuti quando si parla di sacra UE sono indistinguibili da una prima pagina di Repubblica.
Perché ci vuole poco a tirare le orecchie a una nullità come la Von der Leyen, ci vuole poco a lamentarsi dell'ennesima follia burocratica o liberticida partorita da Bruxelles. Ma, alla fine dei giochi, l'Unione Europea NON SI TOCCA. Anzi, la si spaccia per un'entità unica, un'Europa che non esiste né mai esisterà. Capito il giochetto?
Perché ci vuole poco a tirare le orecchie a una nullità come la Von der Leyen, ci vuole poco a lamentarsi dell'ennesima follia burocratica o liberticida partorita da Bruxelles. Ma, alla fine dei giochi, l'Unione Europea NON SI TOCCA. Anzi, la si spaccia per un'entità unica, un'Europa che non esiste né mai esisterà. Capito il giochetto?
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La Turchia ha cessato tutti i rapporti diplomatici ed economici con Israele, chiudendo persino il proprio spazio aereo a tutti i voli israeliani.
La sfida per il Mediterraneo orientale è aperta. E l'Italia? Può permettersi di restare a guardare? Ovviamente no.
Come noi di Pro Italia diciamo da quando siamo nati, la nostra nazione per risorgere deve tornare a guardare al mare. Al suo mare.
Il Governo Meloni si trova, ancora una volta, con un piede in due scarpe: da una parte la miope alleanza con la Turchia nello scacchiere libico (Ankara con la sua politica neo-ottomana ci sta scalzando dal Nord Africa) e dall'altra il vergognoso sostegno a Tel Aviv, intervallato da qualche frase di circostanza per pulirsi la coscienza.
L'Italia deve trovare una propria strategia autonoma, ambiziosa ma pragmatica. E deve farlo ora. Perché a Oriente le acque del Mediterraneo si stanno scaldando.
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La sfida per il Mediterraneo orientale è aperta. E l'Italia? Può permettersi di restare a guardare? Ovviamente no.
Come noi di Pro Italia diciamo da quando siamo nati, la nostra nazione per risorgere deve tornare a guardare al mare. Al suo mare.
Il Governo Meloni si trova, ancora una volta, con un piede in due scarpe: da una parte la miope alleanza con la Turchia nello scacchiere libico (Ankara con la sua politica neo-ottomana ci sta scalzando dal Nord Africa) e dall'altra il vergognoso sostegno a Tel Aviv, intervallato da qualche frase di circostanza per pulirsi la coscienza.
L'Italia deve trovare una propria strategia autonoma, ambiziosa ma pragmatica. E deve farlo ora. Perché a Oriente le acque del Mediterraneo si stanno scaldando.
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I vertici dell'UE rilanciano l'allarme sollevato dalla Lettonia: "Putin sta usando i migranti come arma contro l'Europa."
Scusate ma... "Arma" in che senso? Ripetete sempre che gli immigrati vengono qui per pagarci le pensioni, che sono "risorse fondamentali" e ora... Venite a dirci che qualcuno li sta usando come armi contro di noi? 🤔
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Scusate ma... "Arma" in che senso? Ripetete sempre che gli immigrati vengono qui per pagarci le pensioni, che sono "risorse fondamentali" e ora... Venite a dirci che qualcuno li sta usando come armi contro di noi? 🤔
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Appena finito di scrivere il prossimo podcast di "Ritorno a Esperia" dedicato al grande patriota Enrico Mattei.
Vi parlerò non solo delle sue imprese in campo energetico e geopolitico, ma soprattutto del messaggio che ha lasciato a tutti noi italiani: non siete secondi a nessuno.
Colgo l'occasione per annunciarvi che "Ritorno a Esperia" sarà a breve anche su Spotify. Intanto, potete ascoltarmi ogni sabato alle 12 in diretta su www.nolimitsradio.it
Vi parlerò non solo delle sue imprese in campo energetico e geopolitico, ma soprattutto del messaggio che ha lasciato a tutti noi italiani: non siete secondi a nessuno.
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Per protestare contro l'immigrazione di massa irregolare, in Inghilterra i cittadini hanno escogitato un sistema semplice ed efficace: esporre la bandiera nazionale, ovvero la croce di San Giorgio, ai lati delle strade.
E questo ha mandato i globalisti in bestia. Tutta la marmaglia anti-nazionale, che va dai partiti progressisti ai centrosocialari Antifa, si è scagliata contro l'odiata bandiera.
Repubblica, il giornale dei globalioti d'Italia, si accoda ai gridolini isterici.
Bene così. Vanno smascherati per ciò che sono e per ciò che davvero odiano: la propria nazione.
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Presidente Pro Italia
E questo ha mandato i globalisti in bestia. Tutta la marmaglia anti-nazionale, che va dai partiti progressisti ai centrosocialari Antifa, si è scagliata contro l'odiata bandiera.
Repubblica, il giornale dei globalioti d'Italia, si accoda ai gridolini isterici.
Bene così. Vanno smascherati per ciò che sono e per ciò che davvero odiano: la propria nazione.
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La vedete? La riconoscete? Ma certo, è quella rompiscatole di Greta Thunberg, la paladina del Green Deal, del Friday for Future e di tutte quelle sesquipedali boiate spacciate per difesa dell'ambiente. In pratica: un attacco alla proprietà privata (dei meno abbienti, si intende) in linea con i deliri classisti del WEF.
Ora, la nostra Greta sta guidando una flottiglia di aiuti umanitari verso la striscia di Gaza, la Global Sumud Flotilla. Il che suonerebbe anche bene, se non fosse che la macchina propagandistica punti ad appiattire sullo stesso livello tematiche diverse tra di loro. Difendi i palestinesi? Allora devi prenderti il pacchetto completo: follie green, immigrazionismo (perché ovviamente la Thunberg sostiene i negrieri delle ONG) e isterie LGBT (perché ovviamente la Thunberg sostiene anche il Gay Pride).
Ecco, questa è la prova del "falso bivio" di cui spesso vi parlo: sinistra woke proPal e destra identitaria filoisraeliana. Personalmente rifiuto questa divisione: è falsa, è squallida, è truffaldina. Battaglie giuste, come quella per la salvaguardia di Gaza e della propria identità, vengono legate ad altro, finendo per essere distorte.
Occhio, perché è un inganno in cui stanno cadendo in tanti...
P.S. Aggiornamento: ho appena visitato il profilo di Maria Elena Delia, coordinatrice italiana della "flottilla". Come volevasi dimostrare: immigrazionista (con tanto di dedica a Carola Rakete), grande fan della Murgia, femminista, pro LGBTQIA+ bla bla. Una che ci tiene a dire che nessuno è affetto dalla sindrome da "white savior" (altra ossessione dei globalisti: la pelle bianca).
Ma vi sorprende? A me no.
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Ora, la nostra Greta sta guidando una flottiglia di aiuti umanitari verso la striscia di Gaza, la Global Sumud Flotilla. Il che suonerebbe anche bene, se non fosse che la macchina propagandistica punti ad appiattire sullo stesso livello tematiche diverse tra di loro. Difendi i palestinesi? Allora devi prenderti il pacchetto completo: follie green, immigrazionismo (perché ovviamente la Thunberg sostiene i negrieri delle ONG) e isterie LGBT (perché ovviamente la Thunberg sostiene anche il Gay Pride).
Ecco, questa è la prova del "falso bivio" di cui spesso vi parlo: sinistra woke proPal e destra identitaria filoisraeliana. Personalmente rifiuto questa divisione: è falsa, è squallida, è truffaldina. Battaglie giuste, come quella per la salvaguardia di Gaza e della propria identità, vengono legate ad altro, finendo per essere distorte.
Occhio, perché è un inganno in cui stanno cadendo in tanti...
P.S. Aggiornamento: ho appena visitato il profilo di Maria Elena Delia, coordinatrice italiana della "flottilla". Come volevasi dimostrare: immigrazionista (con tanto di dedica a Carola Rakete), grande fan della Murgia, femminista, pro LGBTQIA+ bla bla. Una che ci tiene a dire che nessuno è affetto dalla sindrome da "white savior" (altra ossessione dei globalisti: la pelle bianca).
Ma vi sorprende? A me no.
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Il primo ministro francese Bayrou ha accusato l'Italia di fare una sleale politica di "dumping fiscale".
La Francia dispone di una Scuola di Guerra Economica che da decenni orienta e pianifica il saccheggio delle imprese italiane di ogni tipo, dall'agricoltura al settore bancario.
Il primo ministro francese se ne può andare a fare in culo.
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La Francia dispone di una Scuola di Guerra Economica che da decenni orienta e pianifica il saccheggio delle imprese italiane di ogni tipo, dall'agricoltura al settore bancario.
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Due pensatori post-marxisti del secolo scorso, Ernesto Laclau e Chantal Mouffe, teorizzarono negli anni 80 un nuovo modo di portare avanti la "rivoluzione".
Come? Non più puntando sulla classe operaia, bensì egemonizzando e unendo le lotte interne alla società, portandole a convergere in un unico punto: la guerra al capitalismo.
E quali sono queste lotte? Tutto ciò che oggi anima, non a caso, il mondo woke: tematiche LGBTQIA+, teoria critica della razza, immigrazionismo, femminismo, ambientalismo green.
Rielaborando le idee gramsciane di "egemonia culturale", Laclau e Mouffe suggerirono di infiammare ognuna di queste battaglie, infiltrandole, radicalizzandole e guidandole sui binari ideologici post-marxisti. L'emarginato, il discriminato, diventa così il nuovo araldo della rivoluzione. Ma per fare questo deve continuare a sentirsi emarginato e discriminato, in eterno. Tale condizione, accuratamente rintuzzata, è il carburante infinito dell'azione politico-ideologica.
La questione palestinese, di per sé sacrosanta, sta subendo la stessa procedura: è tirata dentro il calderone post-marxista.
Per questo a sinistra diverse tematiche (rese sempre più assurde, sempre più isteriche) sono finite appiattite e schiacciate su un unico piano, come in un sandwich. Per questo quando oggi senti parlare di "socialismo" (soprattutto tra i giovani) ti ritrovi sovente a discutere con gente che si porta dietro "il pacchetto completo". E poco importa che questo abbia poco o nulla a che fare con le storiche rivendicazioni socialiste (cos'ha da guadagnare un lavoratore italiano dall'arrivo di manovalanza a basso costo dal terzo mondo o dai bagni gender neutral?).
A destra, dove l'egemonia culturale non l'hanno mai davvero capita, stanno facendo la stessa cosa... solo passivamente, di rimando, di rimbalzo. Ti fa schifo il mondo woke e le sue a quanto pare evidenti ramificazioni? Allora non puoi che accettare il nostro "pacchetto completo": viva il capitalismo e viva Israele. Una roba molto americana, peraltro.
Ecco il falso bivio.
Da rigettare senza se e senza ma.
Serve una strada nuova, in tutto.
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Come? Non più puntando sulla classe operaia, bensì egemonizzando e unendo le lotte interne alla società, portandole a convergere in un unico punto: la guerra al capitalismo.
E quali sono queste lotte? Tutto ciò che oggi anima, non a caso, il mondo woke: tematiche LGBTQIA+, teoria critica della razza, immigrazionismo, femminismo, ambientalismo green.
Rielaborando le idee gramsciane di "egemonia culturale", Laclau e Mouffe suggerirono di infiammare ognuna di queste battaglie, infiltrandole, radicalizzandole e guidandole sui binari ideologici post-marxisti. L'emarginato, il discriminato, diventa così il nuovo araldo della rivoluzione. Ma per fare questo deve continuare a sentirsi emarginato e discriminato, in eterno. Tale condizione, accuratamente rintuzzata, è il carburante infinito dell'azione politico-ideologica.
La questione palestinese, di per sé sacrosanta, sta subendo la stessa procedura: è tirata dentro il calderone post-marxista.
Per questo a sinistra diverse tematiche (rese sempre più assurde, sempre più isteriche) sono finite appiattite e schiacciate su un unico piano, come in un sandwich. Per questo quando oggi senti parlare di "socialismo" (soprattutto tra i giovani) ti ritrovi sovente a discutere con gente che si porta dietro "il pacchetto completo". E poco importa che questo abbia poco o nulla a che fare con le storiche rivendicazioni socialiste (cos'ha da guadagnare un lavoratore italiano dall'arrivo di manovalanza a basso costo dal terzo mondo o dai bagni gender neutral?).
A destra, dove l'egemonia culturale non l'hanno mai davvero capita, stanno facendo la stessa cosa... solo passivamente, di rimando, di rimbalzo. Ti fa schifo il mondo woke e le sue a quanto pare evidenti ramificazioni? Allora non puoi che accettare il nostro "pacchetto completo": viva il capitalismo e viva Israele. Una roba molto americana, peraltro.
Ecco il falso bivio.
Da rigettare senza se e senza ma.
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MATTEO BRANDI RACCONTA GIOVANNI B. BELZONI⛏
Altro che Indiana Jones! L'Italia può vantare un archeo-avventuriero incredibile, un gigante che ha riscoperto l'Egitto.
Qui potete ascoltare la puntata di "Ritorno a Esperia" dedicata a Giovanni Battista Belzoni.
Fatemi sapere che ne pensate!
Altro che Indiana Jones! L'Italia può vantare un archeo-avventuriero incredibile, un gigante che ha riscoperto l'Egitto.
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ULTIMA IMPRESA DEI LOACKER RUSSI: DISATTIVANO I GPS DI UN AEROPORTO BULGARO E COSTRINGONO L'AEREO DELLA VON DER LEYEN AD ATTERRARE UTILIZZANDO DELLE MAPPE CARTACEE.
Avranno usato i chip delle lavatrici rubate in Ucraina? 🤔
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Belgio: un immigrato si cuoce la colazione sulla fiamma del milite ignoto.
Fra duecento anni a scuola leggeranno il brano di uno storico che riporterà questo episodio e la professorina coi capelli viola elettrice del Partito Democratico Spaziale dirà: "Ihihihi, certamente un'esagerazione o un'invenzione per alimentare la propaganda nazionalista".
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Fra duecento anni a scuola leggeranno il brano di uno storico che riporterà questo episodio e la professorina coi capelli viola elettrice del Partito Democratico Spaziale dirà: "Ihihihi, certamente un'esagerazione o un'invenzione per alimentare la propaganda nazionalista".
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Questa foto sta facendo impazzire gli euroinomani: Putin, Xi Jinping e Modi impegnati in una chiacchierata a Tianjin, al meeting dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.
I presidenti di Russia, Cina e India che dialogano. Che affronto! Come osano snobbarci? Non siamo forse noi il centro del mondo? E dove sono i padroni americani? Perché non lo impediscono? Aiuto!
L'idea che fuori dal manicomio europeo esistano nazioni sovrane che portano avanti i propri interessi toglie il sonno ai servi di Bruxelles. Perché gli schiaffa in faccia (ancora una volta) la realtà: l'UE non conta nulla e il resto del mondo va avanti. Con tassi di crescita che qui sono diventati fantascienza e senza tagliare le proprie radici, anzi, riscoprendole.
In questa foto nessuno dei tre presidenti sta parlando di transizione green, hate speech e fascismo dei gatti neri. Incredibile, eh?
Ma tranquilli, questo è l'anno della ripresa.
Per il culo.
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I presidenti di Russia, Cina e India che dialogano. Che affronto! Come osano snobbarci? Non siamo forse noi il centro del mondo? E dove sono i padroni americani? Perché non lo impediscono? Aiuto!
L'idea che fuori dal manicomio europeo esistano nazioni sovrane che portano avanti i propri interessi toglie il sonno ai servi di Bruxelles. Perché gli schiaffa in faccia (ancora una volta) la realtà: l'UE non conta nulla e il resto del mondo va avanti. Con tassi di crescita che qui sono diventati fantascienza e senza tagliare le proprie radici, anzi, riscoprendole.
In questa foto nessuno dei tre presidenti sta parlando di transizione green, hate speech e fascismo dei gatti neri. Incredibile, eh?
Ma tranquilli, questo è l'anno della ripresa.
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IL CICLO DEGLI IMPERI
Esiste una lucida e spietata analisi su come nascono, prosperano e crollano le civiltà: il "ciclo degli imperi" secondo Ibn Khaldun, storico e filosofo arabo del XIV secolo.
Alla base di tutto c’è un concetto: la "asabiyya". Di che si tratta? Di una forza collettiva, fatta di coesione, sacrificio e spirito di gruppo, che consente a un popolo unito (anche tribale o periferico) di rovesciare l’ordine esistente e fondare un nuovo potere. Ma il successo è... il primo passo verso la rovina.
Man mano che lo Stato si consolida, arriva il benessere. E con esso, il declino. Le nuove generazioni crescono nel lusso, dimenticano la fatica dei padri e si rammolliscono. La coesione si dissolve, la macchina del potere arrugginisce. La civiltà, ormai svuotata, diventa facile preda di chi ancora possiede quella "forza primordiale" che l'aveva generata.
Ecco le fasi dell’impero, secondo Ibn Khaldun:
1) Ascesa: un gruppo unito conquista nuove terre grazie alla propria asabiyya.
2) Fondazione: il nuovo potere si impone con fermezza, disciplina e coesione.
3) Consolidamento: lo Stato si stabilizza, cresce in ricchezza e influenza.
4) Decadenza: il benessere indebolisce la coesione sociale e morale.
5) Crollo: un nuovo gruppo più forte prende il sopravvento.
Così ricomincia il ciclo.
Interessante, vero?
E noi a che punto siamo?
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Esiste una lucida e spietata analisi su come nascono, prosperano e crollano le civiltà: il "ciclo degli imperi" secondo Ibn Khaldun, storico e filosofo arabo del XIV secolo.
Alla base di tutto c’è un concetto: la "asabiyya". Di che si tratta? Di una forza collettiva, fatta di coesione, sacrificio e spirito di gruppo, che consente a un popolo unito (anche tribale o periferico) di rovesciare l’ordine esistente e fondare un nuovo potere. Ma il successo è... il primo passo verso la rovina.
Man mano che lo Stato si consolida, arriva il benessere. E con esso, il declino. Le nuove generazioni crescono nel lusso, dimenticano la fatica dei padri e si rammolliscono. La coesione si dissolve, la macchina del potere arrugginisce. La civiltà, ormai svuotata, diventa facile preda di chi ancora possiede quella "forza primordiale" che l'aveva generata.
Ecco le fasi dell’impero, secondo Ibn Khaldun:
1) Ascesa: un gruppo unito conquista nuove terre grazie alla propria asabiyya.
2) Fondazione: il nuovo potere si impone con fermezza, disciplina e coesione.
3) Consolidamento: lo Stato si stabilizza, cresce in ricchezza e influenza.
4) Decadenza: il benessere indebolisce la coesione sociale e morale.
5) Crollo: un nuovo gruppo più forte prende il sopravvento.
Così ricomincia il ciclo.
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L'ipocrisia dello scandalo Phica
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 18:30
Con buona pace degli "esperti" e delle loro previsioni, questa non è stata neanche lontanamente l'estate più calda di sempre. In compenso, nelle ultime due settimane in Italia qualcosa si è davvero scaldato: il dibattito pubblico. Prima i telegiornali si sono riempiti di servizi sul famigerato gruppo Facebook "Mia moglie", poi sulle prime pagine dei giornali sono fioccati gli editoriali contro il controverso sito "Phica.net". In pratica, è partita una campagna a media unificati contro la "mascolinità tossica", la "violenza del patriarcato" e, più in generale, contro gli uomini "tutti da rifare" (-cit).
Con questo tema scottante d'ipocrisia, ricomincia l'appuntamento del mercoledì con Uno sguardo da Vicino. In diretta a partire dalle 18:30.
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 18:30
Con buona pace degli "esperti" e delle loro previsioni, questa non è stata neanche lontanamente l'estate più calda di sempre. In compenso, nelle ultime due settimane in Italia qualcosa si è davvero scaldato: il dibattito pubblico. Prima i telegiornali si sono riempiti di servizi sul famigerato gruppo Facebook "Mia moglie", poi sulle prime pagine dei giornali sono fioccati gli editoriali contro il controverso sito "Phica.net". In pratica, è partita una campagna a media unificati contro la "mascolinità tossica", la "violenza del patriarcato" e, più in generale, contro gli uomini "tutti da rifare" (-cit).
Con questo tema scottante d'ipocrisia, ricomincia l'appuntamento del mercoledì con Uno sguardo da Vicino. In diretta a partire dalle 18:30.
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Con buona pace degli "esperti" e delle loro previsioni, questa non è stata neanche lontanamente l'estate più calda di sempre. In compenso, nelle ultime due settimane in Italia qualcosa si è davvero scaldato: il dibattito pubblico. Prima i telegiornali si…
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Media is too big
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In Inghilterra, i cittadini protestano contro l'immigrazione di massa e le politiche liberticide di Starmer... esponendo la bandiera nazionale. Si chiama "Operation Raise the Colours" e sta mandando in crisi le maestrine d'oltremanica.
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