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A San Donà di Piave, in Vicolo Nuovo, un progetto per un nuovo palazzo di otto piani rischia di cambiare per sempre il volto di un intero quartiere, nonostante le proteste dei residenti e la vicinanza della storica Villa De Faveri.
Il nostro Giacomo Del Pio Luogo ci spiega come, quando l’architettura smette di essere un mezzo e diventa un fine, quello che si consuma è soltanto l’ennesimo pulcricidio.
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Il 24 agosto 1942, nelle steppe russe, su un campo di girasoli, a Isbuscenskij, il Reggimento "Savoia Cavalleria" si lanciò alla carica contro un intero battaglione di fanteria siberiana.
Un'azione coraggiosa, epica e vittoriosa che lasciò senza parole sia i sovietici che i tedeschi.
Vi ripropongo la puntata del mio podcast Ritorno a Esperia dedicata alla carica di Isbuscenskij!
https://youtu.be/-CF5D3M9gZg?is=vUKTQhCN4HV5Jk6t
Un'azione coraggiosa, epica e vittoriosa che lasciò senza parole sia i sovietici che i tedeschi.
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La carica di Isbuscenskij - L'eroismo dei cavalieri italiani
Nel pieno della campagna di Russia, il reggimento Savoia Cavalleria si trovò la strada sbarrata dai soldati siberiani. E scelse di caricare per l'ultima volta, sciabola alla mano. Un'azione grandiosa ed eseguita alla perfezione, tanto da stupire sia i sovietici…
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24 agosto 2016 - 24 agosto 2026
Sono passati dieci anni dal devastante terremoto che nel 2016 sconvolse il Centro Italia uccidendo 299 persone e distruggendo interi paesi in pochi istanti.
Dieci anni. Eppure, a guardare qual è oggi lo stato in cui versano Amatrice, Accumoli, Pescara e Arquata del Tronto, sembra che siano passati dieci mesi. Con novemila cantieri aperti che procedono a spizzichi e bocconi, con centinaia di edifici storici compromessi che non sono stati neppure messi in sicurezza, la ricostruzione è ancora un miraggio.
Migliaia di famiglie, costrette per anni lontano da casa, si sono fatte una nuova vita altrove. Altre, invece, resistono: gli sforzi di centinaia di volontari che si rifiutano di abbandonare il proprio paese e lottano a mani nude per rimetterlo in sesto sono semplicemente eroici. Ma, di fronte a un disastro del genere, l’eroismo non può bastare. Servono materiali, servono professionisti, serve coordinamento. Insomma, serve lo Stato.
Qui in Italia, pero, lo Stato c’è solo quando non serve. Le nostre istituzioni, onnipresenti quando si tratta di taglieggiare famiglie e imprese, mostrano il braccino corto ogni singola volta che c’è da tirar fuori i soldi. Purtroppo - lo sapete - funziona così: le prescrizioni del vangelo mortifero di Bruxelles son queste e non sono ammesse eccezioni. Neppure quando c’è di mezzo una comunità che ha vissuto una tragedia ed è decisa a non mollare.
Se vogliamo davvero che questi paesi tornino a vivere, abbiamo solo una strada: il nostro Paese deve tornare a vivere.
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Sono passati dieci anni dal devastante terremoto che nel 2016 sconvolse il Centro Italia uccidendo 299 persone e distruggendo interi paesi in pochi istanti.
Dieci anni. Eppure, a guardare qual è oggi lo stato in cui versano Amatrice, Accumoli, Pescara e Arquata del Tronto, sembra che siano passati dieci mesi. Con novemila cantieri aperti che procedono a spizzichi e bocconi, con centinaia di edifici storici compromessi che non sono stati neppure messi in sicurezza, la ricostruzione è ancora un miraggio.
Migliaia di famiglie, costrette per anni lontano da casa, si sono fatte una nuova vita altrove. Altre, invece, resistono: gli sforzi di centinaia di volontari che si rifiutano di abbandonare il proprio paese e lottano a mani nude per rimetterlo in sesto sono semplicemente eroici. Ma, di fronte a un disastro del genere, l’eroismo non può bastare. Servono materiali, servono professionisti, serve coordinamento. Insomma, serve lo Stato.
Qui in Italia, pero, lo Stato c’è solo quando non serve. Le nostre istituzioni, onnipresenti quando si tratta di taglieggiare famiglie e imprese, mostrano il braccino corto ogni singola volta che c’è da tirar fuori i soldi. Purtroppo - lo sapete - funziona così: le prescrizioni del vangelo mortifero di Bruxelles son queste e non sono ammesse eccezioni. Neppure quando c’è di mezzo una comunità che ha vissuto una tragedia ed è decisa a non mollare.
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Perché stanno tagliando gli alberi nelle nostre città? I motivi sono tanti: i soldi del PNRR, le biomasse, la scusa della sicurezza, la connettività... Ma il più inquietante riguarda l'idea di città del futuro che c'è dietro.
Intervento di Matteo Brandi, presidente Pro Italia, alla trasmissione Notizie Oggi su Canale Italia.
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Ma perché questo accanimento contro gli alberi? Il caso di Roma è emblematico: soldi del PNRR, deriva securitaria, tecnologia e ideologia folle. Alla base c'è un'idea malata di città del futuro, la "smart city", dove il centro è in mano a pochi benestanti e la periferia è desertificata.
Il mio intervento alla trasmissione Linea Sera su Canale Italia.
https://youtu.be/wlRmRNcv-J8
Il mio intervento alla trasmissione Linea Sera su Canale Italia.
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Ecco perché tagliano gli alberi nelle nostre città: i motivi sono inquietanti - Matteo Brandi
Perché stanno tagliando così tanti alberi nelle città italiane? Il caso di Roma è emblematico: soldi del PNRR, deriva securitaria, tecnologia e ideologia folle. Alla base c'è un'idea malata di città del futuro, la "smart city", dove il centro è in mano a…
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La vicenda della bimba di quattro anni morta di difterite a Palermo e l’indagine della Procura sui genitori che non l’avevano vaccinata impone di farsi una domanda: in Italia esiste la libertà di cura?
Ad oggi la risposta, purtroppo, è molto chiara. Ce ne parla il nostro Giuseppe Pappalardo.
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Un nuovo Rinascimento architettonico e urbanistico per rilanciare l'Italia e contrastare l'idea distopica di città che hanno in mente i nemici del bello. È possibile. Ma serve la volontà di farlo.
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Auto guidate da remoto: la nuova follia targata UE. La maestrina europea sta pensando di controllare le nostre auto tramite GPS e IA. In nome della "sicurezza"...
Ne ho parlato con Francesco Borgonovo.
https://youtu.be/1nZfTXnSdlM?is=WWyUp8B7JAnXvqWt
Ne ho parlato con Francesco Borgonovo.
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Auto controllate da Bruxelles: la nuova follia Ue | Galt Righ
Matteo Brandi attacca l’ennesimo tentativo di controllo dell’Unione Europea: dopo ZTL, telecamere e sorveglianza digitale, ora Bruxelles vorrebbe perfino frenare le auto a distanza in nome della sicurezza. Secondo Brandi, il punto non è solo l’automobile…
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A Mestre, in provincia di Venezia, la comunità bengalese si dice pronta a scioperare e bloccare fabbriche, cucine, alberghi etc., se il sindaco non autorizza la realizzazione della Moschea.
Ecco a cosa portano le politiche globaliote dell’inclusività e dell’accoglienza: a ritrovarci ricattati a casa nostra.
Eppure, qualcuno dovrebbe far notare agli amici bengalesi, che se vogliono pregare Allah, un posto ce l’hanno già: casa loro.
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Ecco a cosa portano le politiche globaliote dell’inclusività e dell’accoglienza: a ritrovarci ricattati a casa nostra.
Eppure, qualcuno dovrebbe far notare agli amici bengalesi, che se vogliono pregare Allah, un posto ce l’hanno già: casa loro.
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Inconsolabili i #giudicicontrolagiustizia: questa volta non c’è nulla che possono fare per liberarlo e rimandarlo a “lavorare” nelle calli veneziane 😢
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FOLLIA! ROMA: ADDIO PARCHEGGI GRATIS
30.000 STALLI DIVENTANO BLU
I cittadini romani tornano dalle ferie e trovano la sorpresa: dove ieri si parcheggiava gratis, oggi c'è il parchimetro.
Ecco cosa ha in mente la giunta Gualtieri: 30.000 nuovi stalli a pagamento, di cui 16.000 nati dalla cancellazione delle strisce bianche, riverniciate di blu (a volte nottetempo...). Si passa così da 72.000 a 100.000 posti tariffati in tutta la Capitale. E il paracadute delle 3 ore gratuite con disco orario per i non residenti? Non datelo più per scontato.
Prati, Pinciano, Parioli, Trieste, Tiburtino, San Lorenzo... Una bella pennellata di blu generale con chiusura prevista per il 15 settembre.
Quanto costa lasciare l'auto? Un euro l'ora fuori ZTL, 1,20 dentro la ZTL, 4 euro per otto ore continuative. L'abbonamento mensile? 70 euro.
Gli obiettivi sono sempre due: fare cassa e colpire la mobilità privata. Il sogno di chi siede al Campidoglio è SPENNARE I ROMANI e privarli gradualmente della possibilità di prendere l'auto. Roma diventa sempre più INVIVIBILE.
Pro Italia si oppone a questa ingiustizia. I romani hanno bisogno di più parcheggi, anche interrati, e liberi da tariffe e tagliole. La città deve poter essere vissuta, non può essere fruibile solo da chi può permettersi di spendere in continuazione. Peraltro centinaia di migliaia di romani usano l'auto per necessità di lavoro.
Per decongestionare il traffico vanno fornite alla cittadinanza ALTERNATIVE VALIDE con il trasporto pubblico!
Roma merita di meglio.
Pro Italia - ROMA
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Presidente Pro Italia
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Gli obiettivi sono sempre due: fare cassa e colpire la mobilità privata. Il sogno di chi siede al Campidoglio è SPENNARE I ROMANI e privarli gradualmente della possibilità di prendere l'auto. Roma diventa sempre più INVIVIBILE.
Pro Italia si oppone a questa ingiustizia. I romani hanno bisogno di più parcheggi, anche interrati, e liberi da tariffe e tagliole. La città deve poter essere vissuta, non può essere fruibile solo da chi può permettersi di spendere in continuazione. Peraltro centinaia di migliaia di romani usano l'auto per necessità di lavoro.
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Nonostante tv e giornali abbiano smesso da tempo di interessarsi di quel che succede a Ceuta, la crisi scoppiata a fine luglio non è mai finita.
Sebbene la maggioranza delle 70mila "risorse" sia stata rimpatriata in Marocco, sulle spiagge e nelle strade dell'exclave spagnola vagabondano ancora migliaia e migliaia di immigrati africani, per lo più di origine subsahariana. Mentre i numeri di furti, rapine, aggressioni e violenze sessuali schizzano alle stelle, il Governo immigrazionista di Sanchez non solo non fa nulla per rispedire indietro i clandestini ma addirittura predispone nuove strutture destinate a ospitarli in pianta stabile.
Di fronte a tutto questo la popolazione locale, giustamente esasperata, scende in piazza. Proprio in queste ore migliaia di manifestanti, tra cui moltissimi giovani, si stanno battendo contro la volontà del Governo di trasformare Ceuta in un colossale centro d'accoglienza per i suoi stessi invasori. Per tutta risposta le autorità di Madrid, le stesse che un mese fa si erano mostrate del tutto impotenti di fronte all'orda che varcava i confini del Paese, hanno ordinato alle forze dell'ordine di reprimere le proteste con ogni mezzo, anche sparando proiettili di gomma contro chi manifesta per difendere la propria terra.
In questo momento di vera e propria lotta per la sopravvivenza, siamo tutti al fianco degli spagnoli di Ceuta che non vogliono lasciarsi conquistare. Forza ragazzi: un caballa nunca se rinde!
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Sebbene la maggioranza delle 70mila "risorse" sia stata rimpatriata in Marocco, sulle spiagge e nelle strade dell'exclave spagnola vagabondano ancora migliaia e migliaia di immigrati africani, per lo più di origine subsahariana. Mentre i numeri di furti, rapine, aggressioni e violenze sessuali schizzano alle stelle, il Governo immigrazionista di Sanchez non solo non fa nulla per rispedire indietro i clandestini ma addirittura predispone nuove strutture destinate a ospitarli in pianta stabile.
Di fronte a tutto questo la popolazione locale, giustamente esasperata, scende in piazza. Proprio in queste ore migliaia di manifestanti, tra cui moltissimi giovani, si stanno battendo contro la volontà del Governo di trasformare Ceuta in un colossale centro d'accoglienza per i suoi stessi invasori. Per tutta risposta le autorità di Madrid, le stesse che un mese fa si erano mostrate del tutto impotenti di fronte all'orda che varcava i confini del Paese, hanno ordinato alle forze dell'ordine di reprimere le proteste con ogni mezzo, anche sparando proiettili di gomma contro chi manifesta per difendere la propria terra.
In questo momento di vera e propria lotta per la sopravvivenza, siamo tutti al fianco degli spagnoli di Ceuta che non vogliono lasciarsi conquistare. Forza ragazzi: un caballa nunca se rinde!
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Grandissima idea integrare nella nostra Difesa l’ex-ministro di un Paese in guerra con una superpotenza nucleare. Davvero una bella trovata, perfetta per permettere all’Italia di affacciarsi in maniera credibile al tavolo delle mediazioni 🤦♂️
Se andiamo avanti con questa classe politica, siamo semplicemente fottuti.
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Nota per gli islandesi: sappiate che entrare nell’Unione europea per ottenere garanzie sulla propria sicurezza è come iscriversi a un club di scambisti per preservare la propria castità.
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Con un 52,8% di No, l'Islanda sbatte la porta in faccia alla ripresa dei negoziati per l'entrata nell'UE.
Gli islandesi hanno detto di no alle meraviglie dello straccio blu: immigrazione di massa, stipendi bassi, censura, supporto alle guerre altrui, tasse alle stelle, follie green e vincoli di bilancio demenziali.
Che dire: beati loro!
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Gli islandesi hanno detto di no alle meraviglie dello straccio blu: immigrazione di massa, stipendi bassi, censura, supporto alle guerre altrui, tasse alle stelle, follie green e vincoli di bilancio demenziali.
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Bonaccini dice che chi non vota PD è poco "istruito". Ma c'è un fondo di verità. Peccato che non sia quella che pensa lo stesso Bonaccini...
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L'ucraino Fedorov al ministero della Difesa, mentre l'Islanda dice no all'UE.
Ne ho parlato a 100 Giorni da Leoni.
https://www.youtube.com/watch?v=tULjIuGJol4
Ne ho parlato a 100 Giorni da Leoni.
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HARAKIRI / Brandi, Borgognone, Rocchesso
Con Riccardo Rocchesso, Paolo Borgognone e Matteo Brandi.
Ti chiediamo un piccolo SOStegno per la nostra battaglia per la Verità tramite una DONAZIONE all’IBAN: IT12V0874961800000000464984 intestato ad Associazione Culturale 100 Giorni da Leoni o con carta…
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L'Islanda respinge con un referendum le trattative per entrare nell'UE. E così gli islandesi non potranno godersi le meraviglie dello straccio blu europeo che noi conosciamo così bene...
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