La Nato continua ad armare Kiev, Orban parla con Putin e Xi Jinping, la forza di dire NO.
Ne ho parlato a 100 Giorni da Leoni.
https://www.youtube.com/watch?v=PAXJHGobja0
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La Guerra che nessuno VOLEVA
#RassegnaStampa di giovedì 11 luglio alle 8 con Riccardo Rocchesso, Matteo Brandi e Raffaella Regoli.
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SOStieni #100GiorniDaLeoni! È solo il tuo AIUTO che ci permette di andare avanti! Non abbiamo mai ceduto alla monetizzazione del canale da parte…
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
L'ideologia gender rappresenta il pinnacolo del pensiero consegnatoci dalla postmodernità: la realtà e, con essa, la biologia non esistono, sono soltanto costrutti sociali. E, in quanto costrutti sociali, sono imposizioni del tutto arbitrarie da cui occorre emanciparsi per essere davvero liberi. Ma... Le cose stanno davvero così?
Ne parliamo questa sera a partire dalle 21:00 nella canonica diretta del giovedì in compagnia di un'ospite davvero d'eccezione: Elisa Boscarol, ideatrice del canale Il Mondo Nuovo 2.0.
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Quei buffoni prezzolati di Open ammettono quello che qualsiasi persona dotata di cervello dice da due anni: la Russia ha tutte le risorse per continuare questa guerra, a differenza dell'Ucraina.
Ma chiunque osasse dire ciò veniva tacciato proprio da questi pennivendoli come un filoputinano e un disinformatore. E magari bannato dai social tramite i vili fact-checker di Open, testata che continua a lavorare per Meta.
Adesso, invece, la realtà è troppo grande per essere nascosta.
Non esiste girone dell'inferno abbastanza profondo per tali viscidi propagandisti.
Matteo Brandi
Pro Italia - Segreteria Nazionale
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Ma chiunque osasse dire ciò veniva tacciato proprio da questi pennivendoli come un filoputinano e un disinformatore. E magari bannato dai social tramite i vili fact-checker di Open, testata che continua a lavorare per Meta.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Piena solidarietà ad Andrea Lombardi, blogger indipendente di primo piano incappato nella tagliola della censura a marchio UE. Come ha spiegato lui stesso nel suo ultimo video, è proprio grazie al DSA (Digital Services Act) varato da Bruxelles che torme di segnalatori aizzati e organizzati da qualche bulletto possono riuscire a oscurare il lavoro di chi si dà da fare ogni giorno per offrire un'informazione alternativa ai sempre meno credibili circuiti mainstream.
La deriva totalitaria che denunciamo giornalmente è reale, quindi è il caso di cominciare a prendere provvedimenti. Tanto per cominciare, se volete seguire Andrea questi sono il suo canale Telegram e il link per iscriversi alla sua newsletter.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Quando vi diciamo che la via politica è più sgombra e praticabile di quanto sembri, non lo facciamo per mera retorica, ma perché è effettivamente così.
Un'altra prova ci è stata fornita in questi giorni dalle missioni diplomatiche del presidente ungherese VIktor Orban, il quale nel giro di pochissimi giorni è volato dai principali attori internazionali del momento: prima a Kiev da Zelensky, poi a Mosca da Vladimir Putin, successivamente a Pechino da Xi Jinping e infine, proprio in queste ore, negli USA da Donald Trump.
Le iniziative di Orban hanno mandato totalmente in crisi il carrozzone di Bruxelles, suscitando l'ira dei giornaloni al seguito, sconvolti da questa nuova forma di politica estera che prevede (orrore!) l'interlocuzione con l'altro, con il NEMICO. Nonostante l'attuale presidenza ungherese, l'europarlamento vorrebbe negare d'ora in avanti la parola a Orban e il presidente del consiglio europeo Charles Michel ci ha tenuto a dire che Budapest "non parla a nome dell'UE."
E sapete qual è il bello? Che Michel ha ragione: Orban non ha fatto i suoi giri per il globo con lo scopo di portare la voce (quale?) dello straccio blu, bensì per difendere gli interessi ungheresi, tentando di mettere al riparo la sua patria dalla possibile escalation mondiale.
L'Ungheria fa parte sia dell'UE (pur avendo intelligentemente mantenuto la propria moneta) che della Nato ed è sottoposta a un'immensa pressione, come tutti. Tuttavia, nonostante non disdegni i compromessi della realpolitik, Viktor Orban ha appena dimostrato come una classe dirigente improntata alla difesa dell'interesse nazionale possa ancora fare la differenza. In barba ai petulanti servi pronti a rispondere "Sissignore!" prima ancora che arrivi l'ordine dall'esterno.
Ora capite perché, in Italia, abbiamo un estremo bisogno di tornare a fare politica?
Matteo Brandi
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Un'altra prova ci è stata fornita in questi giorni dalle missioni diplomatiche del presidente ungherese VIktor Orban, il quale nel giro di pochissimi giorni è volato dai principali attori internazionali del momento: prima a Kiev da Zelensky, poi a Mosca da Vladimir Putin, successivamente a Pechino da Xi Jinping e infine, proprio in queste ore, negli USA da Donald Trump.
Le iniziative di Orban hanno mandato totalmente in crisi il carrozzone di Bruxelles, suscitando l'ira dei giornaloni al seguito, sconvolti da questa nuova forma di politica estera che prevede (orrore!) l'interlocuzione con l'altro, con il NEMICO. Nonostante l'attuale presidenza ungherese, l'europarlamento vorrebbe negare d'ora in avanti la parola a Orban e il presidente del consiglio europeo Charles Michel ci ha tenuto a dire che Budapest "non parla a nome dell'UE."
E sapete qual è il bello? Che Michel ha ragione: Orban non ha fatto i suoi giri per il globo con lo scopo di portare la voce (quale?) dello straccio blu, bensì per difendere gli interessi ungheresi, tentando di mettere al riparo la sua patria dalla possibile escalation mondiale.
L'Ungheria fa parte sia dell'UE (pur avendo intelligentemente mantenuto la propria moneta) che della Nato ed è sottoposta a un'immensa pressione, come tutti. Tuttavia, nonostante non disdegni i compromessi della realpolitik, Viktor Orban ha appena dimostrato come una classe dirigente improntata alla difesa dell'interesse nazionale possa ancora fare la differenza. In barba ai petulanti servi pronti a rispondere "Sissignore!" prima ancora che arrivi l'ordine dall'esterno.
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C'è un grande progetto in cantiere che parte da una mia intuizione e sta coinvolgendo tanta gente in gamba. Vi darò presto informazioni più dettagliate. In queste settimane sono davvero oberato di impegni e con Pro Italia ci stiamo togliendo grandi soddisfazioni, per quanto la fatica si faccia sentire, specie dopo un anno di lavoro ininterrotto. Ma ne vale la pena. E poi Lucrezia sa dire perfettamente "AHO", e dunque non c'è fatica che tenga ❤️
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Stagnazione economica, impoverimento, deindustrializzazione, precariato, immigrazione di massa, censura, guerra.
Questo ha da offrire l'Unione Europea.
E nient'altro.
Se speri in un'UE diversa, il problema sei tu.
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E nient'altro.
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Come dimostrato dalla censura ai danni di Andrea Lombardi (e non solo) il Digital Service Act è pronto ad agire in ogni momento contro le voci dissonanti. I grandi social, che già per conto loro limitavano i contenuti "dissidenti", sono chiamati a stringere ancora di più il cappio attorno alla libertà di parola. Musk, patron di X, ha parlato di una pressione letteralmente mafiosa da parte dell'UE, sintetizzabile in "rimuovi loro o rimuoviamo te."
Per questo non è saggio affidarsi solo alla rete quando si tratta di costruire alternative. Le varie piattaforme social sono utili a raggiungere molte persone, chi lo nega, tuttavia possono spegnere la tua voce da un momento all'altro. E senza dare spiegazioni, dato che la legge liberticida ormai glielo consente, anzi, glielo impone.
Incontrare la gente dal vivo, stringere le mani, interagire de visu, questa è oggi l'azione più ribelle che esista. D'altronde gli assembramenti, a questi tiranni, non sono mai piaciuti...
Matteo Brandi
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Per questo non è saggio affidarsi solo alla rete quando si tratta di costruire alternative. Le varie piattaforme social sono utili a raggiungere molte persone, chi lo nega, tuttavia possono spegnere la tua voce da un momento all'altro. E senza dare spiegazioni, dato che la legge liberticida ormai glielo consente, anzi, glielo impone.
Incontrare la gente dal vivo, stringere le mani, interagire de visu, questa è oggi l'azione più ribelle che esista. D'altronde gli assembramenti, a questi tiranni, non sono mai piaciuti...
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Nell'Italia odierna, Stato in balia delle maestrine, c'è una parola che è stata messa al bando: avventura. Eppure, soltanto all'inizio del secolo scorso, noi italiani siamo stati protagonisti di alcune fra le imprese più straordinarie della Storia. Nell'Italia di primo '900 non solo le istituzioni pubbliche ma anche le imprese private avevano fatto proprio lo spirito dell'avventura e lo cavalcavano per lanciarsi in un mercato che si faceva globale: il nostro era lo Stato dell'avventura.
È per tornare a pensare un Paese in cui l'avventura abbia un senso che abbiamo deciso di organizzare un grande evento a Pisa venerdì 26 luglio alle ore 21:00: un incontro con il grande Marco Cimmino per raccontare un’Italia fucina di coraggio, ingegno ed eroismo. La conferenza, introdotta da Matteo Brandi, Ludovico Vicino e Alessandro Pisani, si terrà presso il Centro SMS. L'ingresso sarà libero ma vi consigliamo di prenotare con un'email a info@proitalia.org se volete esser sicuri di avere un posto a sedere!
È per tornare a pensare un Paese in cui l'avventura abbia un senso che abbiamo deciso di organizzare un grande evento a Pisa venerdì 26 luglio alle ore 21:00: un incontro con il grande Marco Cimmino per raccontare un’Italia fucina di coraggio, ingegno ed eroismo. La conferenza, introdotta da Matteo Brandi, Ludovico Vicino e Alessandro Pisani, si terrà presso il Centro SMS. L'ingresso sarà libero ma vi consigliamo di prenotare con un'email a info@proitalia.org se volete esser sicuri di avere un posto a sedere!
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Forwarded from Tutti i fatti
Nato, la dichiarazione finale era “come un manifesto jihadista che urlava guerra e minacce”
☝🏻Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato l'unico al vertice della NATO a invocare la pace, mentre la dichiarazione finale del vertice era simile a un manifesto jihadista, ha scritto Ahmet Hakan, editorialista del quotidiano turco filo-governativo Hürriyet.
@tutti_i_fatti
☝🏻Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato l'unico al vertice della NATO a invocare la pace, mentre la dichiarazione finale del vertice era simile a un manifesto jihadista, ha scritto Ahmet Hakan, editorialista del quotidiano turco filo-governativo Hürriyet.
"La dichiarazione finale del vertice NATO assomiglia a un manifesto jihadista con appelli alla guerra e minacce. Una breve caratterizzazione del vertice: la Russia è il nemico. La Cina è il nemico. Continuiamo la guerra dell'Ucraina contro la Russia. Continuiamo a minacciare la Cina (...) Se non ci fossero stati gli appelli di Erdogan alla pace e alla tregua, nessuno al vertice ne avrebbe parlato", scrive Hakan.
@tutti_i_fatti
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Hanno sparato contro Trump a un comizio in Pennsylvania.
Trump risulta ferito a un orecchio...
Trump risulta ferito a un orecchio...
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Uno spettatore morto e almeno due feriti. Per ora questo è il bilancio dell'attentato in cui è stato coinvolto, fortunatamente di striscio, Donald Trump. Il colpevole, avvistato dal pubblico sopra un tetto, è stato identificato successivamente come il ventenne Thomas Matthew Crooks, della Pennsylvania. Gli agenti lo hanno eliminato poco dopo gli spari.
Il mio invito è di rimanere lucidi ed evitare di sbilanciarsi in ricostruzioni forzate. Le informazioni sono ancora poche. Ciò che è certo è abbiamo appena assistito a un evento storico, con ripercussioni enormi.
Il mio invito è di rimanere lucidi ed evitare di sbilanciarsi in ricostruzioni forzate. Le informazioni sono ancora poche. Ciò che è certo è abbiamo appena assistito a un evento storico, con ripercussioni enormi.
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Attentato a Trump. C'è solo una cosa che eguaglia la stupidità di chi crede a tutto: quella di chi non crede in niente.
Se da una parte abbiamo il teledipendente che non mette in discussione nulla di ciò che ascolta dai grandi media, dall'altra c'è il dietrologo incallito che vede macchinazioni e sceneggiature occulte ovunque. Letteralmente ovunque.
Riguardo all'attentato ai danni di Donald Trump, sto leggendo cose allucinanti: dal sangue finto alla foto preconfezionata, dalla simbologia nascosta della bandiera ai falsi spari.
La conclusione a cui arrivano questi fenomeni, per cui la Storia è SEMPRE un set cinematografico in mano a quattro incappucciati, è speculare a quella a cui arrivano i tifosi dell'attuale sistema: non c'è alternativa.
Che esistano complotti nella Storia è assodato, ma questo non significa che non vi sia spazio per imprevisti, variabili, colpi di scena e di testa. È sempre successo e sempre succederà. Perché non esiste un unico copione e chi lo crede finisce per disinnescare la propria (giusta) rabbia.
Gli USA sono arrivati a pochi millimetri da una guerra civile. Questo conta, questo pesa, questo ha valore.
Rimaniamo con i piedi per terra perché il momento storico che stiamo vivendo è di una pericolosità unica. Nascondere la testa sotto la sabbia non è possibile. E poco importa che lo si faccia col sorriso ebete stampato in faccia o digrignando i denti.
Matteo Brandi
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Se da una parte abbiamo il teledipendente che non mette in discussione nulla di ciò che ascolta dai grandi media, dall'altra c'è il dietrologo incallito che vede macchinazioni e sceneggiature occulte ovunque. Letteralmente ovunque.
Riguardo all'attentato ai danni di Donald Trump, sto leggendo cose allucinanti: dal sangue finto alla foto preconfezionata, dalla simbologia nascosta della bandiera ai falsi spari.
La conclusione a cui arrivano questi fenomeni, per cui la Storia è SEMPRE un set cinematografico in mano a quattro incappucciati, è speculare a quella a cui arrivano i tifosi dell'attuale sistema: non c'è alternativa.
Che esistano complotti nella Storia è assodato, ma questo non significa che non vi sia spazio per imprevisti, variabili, colpi di scena e di testa. È sempre successo e sempre succederà. Perché non esiste un unico copione e chi lo crede finisce per disinnescare la propria (giusta) rabbia.
Gli USA sono arrivati a pochi millimetri da una guerra civile. Questo conta, questo pesa, questo ha valore.
Rimaniamo con i piedi per terra perché il momento storico che stiamo vivendo è di una pericolosità unica. Nascondere la testa sotto la sabbia non è possibile. E poco importa che lo si faccia col sorriso ebete stampato in faccia o digrignando i denti.
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Riguardo alla "foto perfetta" che qualcuno vorrebbe come prova della messinscena.
Vi svelo un segreto: una macchina fotografica, specie se digitale, può scattare decine se non centinaia di foto in pochi secondi. Lo scatto che sta facendo il giro del mondo (e in effetti è iconico) è semplicemente il migliore di una serie di scatti scartati dall'operatore. Funziona così, non c'è niente di eccezionale. Il fotografo era già presente sotto il palco per documentare il comizio e non ha fatto altro che puntare l'obiettivo sulla scena e "premere il grilletto". Per poi scegliere velocemente l'istantanea migliore.
Restate lucidi.
Vi svelo un segreto: una macchina fotografica, specie se digitale, può scattare decine se non centinaia di foto in pochi secondi. Lo scatto che sta facendo il giro del mondo (e in effetti è iconico) è semplicemente il migliore di una serie di scatti scartati dall'operatore. Funziona così, non c'è niente di eccezionale. Il fotografo era già presente sotto il palco per documentare il comizio e non ha fatto altro che puntare l'obiettivo sulla scena e "premere il grilletto". Per poi scegliere velocemente l'istantanea migliore.
Restate lucidi.
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E ora passiamo all'altra questione: si è trattato di un "cane sciolto" o di un sicario assoldato?
Risposta: non lo so. E dunque non mi sbilancio. L'unica cosa che posso dire è che entrambe le ipotesi sono realistiche. Una certa retorica sta convincendo milioni di persone che esista il male incarnato e che colpire con la violenza quel male sia giusto. Sapete a cosa mi riferisco.
Ciò non toglie che qualcuno possa invece aver armato Thomas Matthew Crooks con la promessa di un compenso. E qui c'è sempre quello che se ne esce con "eh ma se lo volevano morto era già morto". Questo è un brutto vizio di chi immagina un nemico perfetto, infallibile, quasi divino (e se io fossi quel nemico vi ringrazierei per un simile ritratto, dato che mi renderebbe più forte agli occhi di tutti).
La Storia, anche recente, è piena di politici o pensatori scampati a parecchi attentati. Soleimaini, il famoso generale iraniano, ha visto la morte in faccia decine di volte prima di finire accoppato. E aveva contro il Mossad, non esattamente gli ultimi arrivati.
Quindi l'unica cosa che mi sento di dire ora è che viviamo un'epoca talmente assurda che le ipotesi che un pazzo inizi a sparare perché fomentato o perché pagato sono ugualmente plausibili.
E secondo me non abbiamo ancora visto niente.
Risposta: non lo so. E dunque non mi sbilancio. L'unica cosa che posso dire è che entrambe le ipotesi sono realistiche. Una certa retorica sta convincendo milioni di persone che esista il male incarnato e che colpire con la violenza quel male sia giusto. Sapete a cosa mi riferisco.
Ciò non toglie che qualcuno possa invece aver armato Thomas Matthew Crooks con la promessa di un compenso. E qui c'è sempre quello che se ne esce con "eh ma se lo volevano morto era già morto". Questo è un brutto vizio di chi immagina un nemico perfetto, infallibile, quasi divino (e se io fossi quel nemico vi ringrazierei per un simile ritratto, dato che mi renderebbe più forte agli occhi di tutti).
La Storia, anche recente, è piena di politici o pensatori scampati a parecchi attentati. Soleimaini, il famoso generale iraniano, ha visto la morte in faccia decine di volte prima di finire accoppato. E aveva contro il Mossad, non esattamente gli ultimi arrivati.
Quindi l'unica cosa che mi sento di dire ora è che viviamo un'epoca talmente assurda che le ipotesi che un pazzo inizi a sparare perché fomentato o perché pagato sono ugualmente plausibili.
E secondo me non abbiamo ancora visto niente.
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"Ma la gente dietro non scappa!1!"
Grazie al c***o. Quando non si sa da dove partano i colpi e quando volano pallottole, la cosa giusta da fare è accucciarsi e mettersi al riparo, non iniziare a correre a destra e manca. Quando si sente un colpo d'arma da fuoco la prima reazione è quella di chinarsi, ed è naturale. Altra faccenda è quando qualcuno si mette a urlare "bomba!". A quel punto la massa di persone tende ad allontanarsi di fretta dal luogo in cui è stata annunciata la minaccia.
Grazie al c***o. Quando non si sa da dove partano i colpi e quando volano pallottole, la cosa giusta da fare è accucciarsi e mettersi al riparo, non iniziare a correre a destra e manca. Quando si sente un colpo d'arma da fuoco la prima reazione è quella di chinarsi, ed è naturale. Altra faccenda è quando qualcuno si mette a urlare "bomba!". A quel punto la massa di persone tende ad allontanarsi di fretta dal luogo in cui è stata annunciata la minaccia.
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Infine, la questione dell'operato della security: scadente o doloso? Anche qui: la risposta non ce l'ho ma vi invito a ragionare su un punto. Hollywood ci ha dipinto l'apparato americano come infallibile, perfetto, efficientissimo. Siamo cresciuti vedendo film in cui gli agenti e i soldati USA agivano sempre con precisione e professionalità. Era, ovviamente, propaganda. Non va mai scartata la soluzione più semplice: l'incapacità. E gli Stati Uniti stanno vivendo un periodo di decadenza anche su questo aspetto, dato che lo standard si sta abbassando ovunque (soprattutto per seguire i deliri woke).
Questo non toglie che immaginare infiltrati sia plausibile, chi lo nega. D'altronde il livello di corruzione dei tentacoli dello Zio Sam è immenso. Magari potrebbe uscir fuori qualche altro elemento in grado di provare la volontà di procrastinare la risposta ai primi spari. Chissà.
Io mi tengo i miei dubbi ma non accantono l'ipotesi più semplice. Che, in effetti, è forse la più grave.
Questo non toglie che immaginare infiltrati sia plausibile, chi lo nega. D'altronde il livello di corruzione dei tentacoli dello Zio Sam è immenso. Magari potrebbe uscir fuori qualche altro elemento in grado di provare la volontà di procrastinare la risposta ai primi spari. Chissà.
Io mi tengo i miei dubbi ma non accantono l'ipotesi più semplice. Che, in effetti, è forse la più grave.
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Attentato a Trump - DIRETTA SPECIALE
https://www.youtube.com/watch?v=HlMtfRyqpZY
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Attentato a Trump! - SPECIALE
La corsa alla Casa Bianca, che già si prospettava rovente, è stata macchiata dal sangue durante un comizio di Donald Trump a Butler, in Pennsylvania: a seguito di una serie di spari, il Tycoon è stato colpito di striscio all'orecchio destro mentre uno spettatore…
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