Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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A noi romani è suonato l'IT ALERT per informarci della chiusura di Piazza San Pietro in occasione del funerale di Bergoglio.
Allucinante.
Manco stesse per scoppiare una bomba atomica.
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Quando un'immagine racchiude un'epoca. Vado a vomitare.
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Come funziona la scuola oggi? Cerchiamo di darvene un'idea con un esempio di fantasia. Ci si accorge di un grave problema sociale, ad esempio si nota come i ragazzini non sappiano più allacciarsi le scarpe. L'opinione pubblica e gli esperti strepitano: "È compito della scuola porre rimedio!". Il Ministero, pertanto, si affretta a introdurre nelle scuole dei moduli di Educazione all'Allacciamento delle Scarpe. Questi moduli, di dieci ore totali per ogni anno scolastico, dovranno essere ripartiti equamente tra i docenti delle varie materie: ciascuno somministrerà una o due ore del corso. Per monitorare lo svolgimento delle attività, formare i docenti sul nuovo importantissimo argomento e fornire il materiale didattico, verrà creata una Piattaforma Digitale Unica Ministeriale per il PCAS (Piano per le Competenze sull'Allacciamento delle Scarpe), finanziata con fondi europei, a cui tutti i docenti e gli alunni dovranno registrarsi ed effettuare l'accesso con lo SPID ad ogni lezione. Malcontento tra gli insegnanti, i più insofferenti propongono un'audace soluzione alternativa: servirebbe un esperto di Allacciamento Scarpe in ogni scuola. Vengono accontentati, ma ciò affianca, non sostituisce, il PCAS e gli esperti saranno alcuni docenti appositamente formati, da individuare obbligatoriamente in ogni istituto. Nel frattempo, il piano diventa strutturale e si ripete ogni anno. Il numero di studenti in grado di allacciarsi le scarpe rimane assolutamente invariato.

Pro Italia - Dipartimento Scuola

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A pensar male si fa peccato ma...
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"Conti senza l'oste."

Fotografia, San Pietro, 2025.

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La bellezza che ci circonda è qui a ricordarci che dobbiamo smetterla, come italiani, di sentirci secondi rispetto agli altri. Il vincolo esterno va sconfitto innanzitutto nelle nostre menti.

Intervento di Matteo Brandi, Presidente Pro Italia.

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Ricordo a chi fosse interessato che domani alle 12 sarò al Mercatino Arcapacis, via del Casale di San Nicola 150, Roma.
Interverrò parlando di Unione Europea, spiegando perché e come dobbiamo uscirne.

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Oggi, intervenendo in pubblico, ho ripercorso la ridicola storia della cosiddetta "integrazione Europea". Ovvero del processo storico che ha portato alla nascita dell'Unione Europea.
Dal manifesto di Ventotene alla CECA, dalla CEE alla UE, passando per lo SME, i trattati di Schengen, Maastricht e Lisbona, la colonna portante è sempre stata un profondo odio verso la democrazia, il popolo e le identità nazionali.
Ma, come ho spiegato, tutte queste imposizioni hanno trovato un tappeto rosso steso dinanzi a loro: una classe politica italiana ben felice di tradire i propri connazionali e di adagiarsi sul vincolo esterno.
Una triste storia che tuttavia ha un finale, o meglio, un nuovo capitolo di rivalsa ancora tutto da scrivere.
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I BRICS sono una realtà così solida che la Cina si è subito schierata contro l'India in favore del Pakistan nelle recenti scaramucce nel Kashmir. E la NATO è così monolitica che la Turchia ha già mandato sei aerei da trasporto militari a Islamabad. L'India, per chi se lo fosse dimenticato, fa parte dell'alleanza anticinese del quadrilatero assieme a USA, Giappone e Australia.

Insomma, le sigle, come le chiacchiere, stanno a zero. Contano, oggi come ieri, gli interessi nazionali e le strategie per perseguirli.

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Al referendum dell'8 e 9 giugno non si voterà semplicemente per dire sì o no alla riduzione dei tempi per richiedere la cittadinanza italiana. Nella sostanza, si andrà alle urne per dire sì o no all'immigrazione di massa, per esprimere un voto a favore o contro l'invasione che l'Italia ha subito negli ultimi decenni e che si è rivelata una delle principali cause del nostro declino sociale ed economico.

Nonostante milioni di persone abbiano votato i partiti di centro-destra proprio perché esasperate da questa deriva, nessuno fra FdI, Lega e FI ha preso una posizione chiara in vista di questa tornata referendaria. Bisogna guardare in faccia la realtà: in Parlamento non esistono forze politiche che, al netto delle chiacchiere da campagna elettorale, abbiano davvero interesse a schierarsi contro l'immigrazione di massa.

Noi ne abbiamo preso atto e per questo siamo lieti di annunciare che stiamo lanciando il comitato per il NO alla cittadinanza facile. Nelle ultime settimane abbiamo dialogato con decine di sigle locali e nazionali: stiamo raccogliendo su tutta Italia una rete di persone pronte ad affrontare una campagna referendaria cruciale per il futuro del nostro Paese.

Se volete entrare in contatto con il comitato e partecipare da protagonisti alla campagna referendaria, scrivete un'email a comitato@nocittadinanzafacile.it. A maggio si comincia.

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Oggi su La Verità è uscita l'intervista dell'ottimo Fabio Dragoni a John Patelli, padre di Alessandro Patelli, il ragazzo bergamasco che è stato assurdamente condannato a 21 anni per essersi difeso sotto casa da un aggressore tunisino.

Tutta Italia deve venire a conoscenza di questa storia vergognosa di giustizia ingiusta. Qui trovate la nostra diretta insieme a John, che ci ha raccontato cos'ha davvero vissuto la sua famiglia negli ultimi 4 anni.

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Il ruolo di Calenda nel mondo è quello di far sentire più intelligente chiunque altro.
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Negli ultimi trent'anni la CGIL non ha mosso un dito per opporsi alle riforme contro il lavoro imposteci dall'Unione europea. In compenso si è adoperata per inscenare nel modo più teatrale possibile una "fondamentale" battaglia contro la "minaccia fassista".

L'ultimo capitolo di questa storia arriva dalla Liguria: un sindacalista ha letteralmente finto di aver subito un'aggressione a sfondo politico mentre faceva campagna a favore della cittadinanza facile. Oggi, dopo settimane di proclami del centro-sinistra ligure (che ovviamente ne ha preso le difese in nome della "comune lotta anti-fassista"), il sindacalista ha vuotato il sacco e ha ammesso la messinscena direttamente di fronte al PM.

Chissà perché ormai in Italia tutti quelli che lavorano schifano il grande sindacalismo nostrano. È proprio un mistero.

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Vedere Trump che allontana quel Napoleoncino da quattro soldi di Macron, il quale aveva tentato di infilarsi nel colloquio tra il presidente USA e Zelensky, fa parecchio piacere. Il gerontofilo dell'Eliseo, assieme alla Von der Mazzetten, rappresenta molto bene i pilastri dell'UE: arroganza, ridicolaggine, inutilità. E crimine.

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Rapina, rissa con coltelli e auto distrutte: il quartiere Don Bosco di Roma ha vissuto (di nuovo) le meraviglie del multiculturalismo. La polizia sta indagando su un gruppo di ragazzi nordafricani. Non vi sentite tutti più arricchiti?

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Un blackout e tutta la propaganda sulle meraviglie dei pagamenti digitali e su quanto sia retrogrado il contante sparisce.

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Soltanto una settimana fa i media europei celebravano un grande traguardo per la Spagna: per la prima volta il Paese era riuscito a generare il 100% del proprio fabbisogno di energia elettrica da fonti rinnovabili nel corso di un intero giorno feriale. Fatalità: a distanza di soli sei giorni da questo "straordinario successo", gli spagnoli hanno sperimentato gli effetti di un blackout senza precedenti nella loro storia. Si tratta di uno scherzo del fato o c'è una qualche correlazione fra i due eventi?

Ovviamente sì: c'è un nesso fra il trionfale risultato "green" il disastroso blackout. I responsabili? Proprio loro, le celebratissime fonti rinnovabili intermittenti: eolico e solare. Proviamo a spiegare perché.

Negli impianti che producono energia elettrica sfruttando delle turbine, come accade nelle centrali idroelettriche, nucleari e a gas, si genera corrente alternata a una frequenza di 50 Hz. Questo valore, che in Europa è proprio la frequenza di rete, è dato precisamente dalla rotazione dei rotori negli alternatori azionati dalle turbine. Eolico e solare, invece, funzionano diversamente: nel caso delle pale eoliche, dal momento che la velocità di rotazione è proporzionale all'intensità del vento, la corrente alternata prodotta ha frequenza variabile e pertanto deve esser portata stabilmente a 50 Hz tramite un trasformatore; nel caso dei pannelli fotovoltaici, invece, la corrente prodotta è continua, dunque è necessario un inverter per la conversione a corrente alternata a 50 Hz.

Dunque, cosa accade nelle reti elettriche quando si verifica una temporanea discrepanza fra energia richiesta ed energia prodotta?

In linea di massima, un repentino aumento del carico può incidere sulla frequenza di rete, rischiando di "trascinarla" per qualche istante sotto i 50 Hz. Tuttavia, nei sistemi in cui il grosso dell'energia elettrica viene prodotto da centrali che sfruttano alternatori a turbina, questo rischio è scongiurato dall'inerzia stessa delle turbine: è molto difficile rallentare in pochi istanti in maniera significativa la rotazione dei pesanti statori. Rilevato in questo lasso di tempo l'aumento dell'assorbimento da parte della rete, le valvole adeguano il flusso di acqua o vapore alle turbine e di conseguenza la produzione di energia elettrica viene adeguata alla domanda. Le reti elettriche in cui la maggior parte dell'energia arriva da fonti rinnovabili intermittenti, invece, non godono della stessa solidità strutturale. Come accennato poco fa, infatti, eolico e solare devono affidarsi all'elettronica per portare la frequenza della corrente a 50 Hz e dunque non godono di cuscinetti "naturali" paragonabili a quelli dati dall'inerzia delle turbine.

In soldoni, se nelle reti elettriche che contano soprattutto su eolico e solare per qualche motivo si registra un improvviso aumento dell'assorbimento o se un "raro evento atmosferico" inficia temporaneamente la generazione di elettricità da parte di pale e pannelli, la frequenza di tutta la rete può effettivamente discostarsi dal valore di 50 Hz. Evento che, inevitabilmente, attiva i sistemi di sicurezza che, al fine di proteggere l'intero sistema elettrico, escludono interi rami della produzione e della distribuzione, provocando il collasso dell'infrastruttura. Ossia il blackout.

Benché non ce ne fosse alcun bisogno, abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione di quanto sia demenziale il progetto di affidarsi totalmente a eolico e solare per risolvere i nostri problemi energetici. Considerando che i danni provocati da questo blackout si attestano sull'ordine dei miliardi di euro, speriamo che non servano troppe altre riprove per convincersi della portata folle della scommessa di Bruxelles sul green a tutti i costi.

Pro Italia - Dipartimento Energia

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Il volto preoccupato della von der Leyen rappresenta perfettamente lo spiazzamento delle istituzioni europee in un periodo in cui la Storia si è rimessa in moto. Intervento del nostro Ludovico Vicino a "Che idea ti sei fatto?" su Byoblu.

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Le preoccupazioni di Mattarella.
Ipocrite e fuori tempo massimo.

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L'ISTAT dice che l'economia è in ripresa.
Dove l'ho già sentita questa?
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