Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Nelle stazioni in Polonia non c'è puzza, non c'è nulla di rotto, nessuno ti aggredisce dal nulla e, se lasci una valigia incustodita, la ritrovi dove l'hai lasciata. Sarà merito del clima o, forse, c'entra qualcosa la loro fermezza in materia di politiche migratorie?

Testimonianza diretta del nostro segretario Ludovico Vicino in trasferta a Cracovia.

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GIOVANNI GIUSTINIANI LONGO
Il genovese che scelse di difendere Costantinopoli negli ultimi giorni di vita dell'impero romano d'Oriente. Sotto i colpi dei giganteschi cannoni ottomani di Maometto II, non tremò. E scelse l'onore a costo della propria vita, stupendo i suoi stessi nemici.

Questa è la storia di Giovanni Giustiniani Longo: l'ultimo difensore di Costantinopoli.

Ritorno a Esperia, il podcast di Matteo Brandi per vedere l'Italia da un punto di vista nuovo.

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Dopo la vittoria di Peter Magyar in Ungheria, non so se è peggio la sinistra globalista che esulta come se avesse vinto lei o la destra ferocia che commenta "ma tanto è uno di noi". Intanto Von der Leyen, Zelensky e Soros festeggiano. E questo è ciò che conta.
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Senza paura, tenne le mura di Costantinopoli per quasi due mesi. Il Sultano gli offrì denaro e ricchezze: rifiutò. E decise di battersi, al costo della vita, al fianco dell'ultimo imperatore romano.
La storia triste e gloriosa di un grande uomo: Giovanni Giustiniani Longo.
Buon ascolto!
https://www.youtube.com/watch?v=0Ile3DPoZqg
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La protratta chiusura dello stretto di Hormuz sta avendo pesanti ripercussioni su imprese e famiglie italiane.

Paradossalmente la Sicilia è la regione italiana con il più alto prezzo dei carburanti. Paradossalmente perché, come spiega nel video Giuseppe Pappalardo, la nostra isola ha la benzina più cara d’Italia nonostante abbia ben due poli petrolchimici!

Purtroppo stiamo pagando scelte sbagliate e scellerate compiute in passato. È arrivato il momento di lasciare perdere i deliri “green” dell’UE e, sulla scia del progetto di Enrico Mattei, iniziare a sfruttare tutti i giacimenti di gas e petrolio presenti nel nostro territorio e nei nostri mari.

Le capacità le abbiamo, manca solo la ferma volontà di una classe politica che rimetta l’interesse nazionale al di sopra di ogni cosa.

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Persino quegli stronzi del The Economist si chiedono perché l'Italia agisca nel mondo come se fosse un minuscolo e insignificante paese, nonostante il potenziale strategico e il peso economico ancora rilevante.
Viene citata la "sindrome di Calimero", con cui la nostra nazione finisce per tenere un piede in due scarpe pur di non fare mai una scelta. Poi nell'articolo viene anche fatto un minestrone storico (l'ho già detto che quelli del The Economist sono degli stronzi?), ma la domanda di fondo è sacrosanta.
Il problema, come vado ripetendo da tempo, non è strutturale: è mentale. Se non si aggredisce quello, il resto non può sbloccarsi.

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E intanto Israele avanza in Libano prevedendo di sgomberare 20 villaggi...
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Trump: stratega imprevedibile o rivoluzionario fallito?
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 18:30

Com'era facile prevedere, a un mese e mezzo dall'inizio della guerra all'Iran, gli Stati Uniti non riescono a trovare una via d'uscita dal conflitto in cui si sono lasciati trascinare da Israele. L'immagine dello Stretto di Hormuz bloccato sia dagli iraniani che dagli americani rende più di ogni altra cosa la portata del vicolo cieco in cui si è cacciato Donald Trump. Eppure, negli stessi giorni in cui i prezzi degli idrocarburi tornano a correre, cominciano a circolare letture della crisi in Medio Oriente che la presentano come una raffinata e calcolata strategia della Casa Bianca.

C'è qualcosa di sensato in queste teorie o sono soltanto un modo per non fare i conti con la delusione e lo sconcerto provocati dalla guerra all'Iran? Ne parliamo nell'appuntamento di oggi di Uno sguardo da Vicino. In diretta, come al solito, dalle 18:30.
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"Fratelli, abbiamo quattro ragioni per combattere: la nostra fede, la nostra patria, l'imperatore e le nostre famiglie. Bene, fratelli, se dobbiamo combattere per una di queste ragioni, sarà ancora più degno morire per tutte e quattro."
Vi racconto la storia dell'ultimo difensore di Costantinopoli. Buon ascolto!
https://www.spreaker.com/episode/giovanni-giustiniani-longo-l-ultimo-difensore-di-costantinopoli-puntata-speciale--71298647
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Lo diciamo chiaramente: la scelta di Giorgia Meloni di prendere le distanze da Donald Trump in un momento come questo è assolutamente sensata. Da quando si è lasciato trascinare da Netanyahu nella folle guerra all’Iran, il Presidente americano è in una crisi nera: neppure le sparate giornaliere riescono a nascondere agli occhi del mondo la gravità del vicolo cieco in cui si è cacciato.

Eppure, nonostante tutto, questo “smarcamento” non è una buona notizia. Il motivo? Lo vedete in iniziative come questa: dopo aver allentato i legami con la Casa Bianca, Meloni è corsa ad abbracciare Macron, Starmer e Merz, ossia i “volenterosi” leader europei che da anni gettano benzina sul fuoco della guerra in Ucraina. E non è ancora tutto: state pur certi che nel giro di pochi giorni vedremo sui profili social del Presidente del Consiglio una nuova foto a braccetto con un’Ursula von der Leyen tutta sorridente.

Facciamoci i conti: finché avremo una classe politica che non riesce a fare a meno di un vincolo esterno a cui aggrapparsi, noi italiani non vivremo mai, MAI, da uomini liberi in un Paese libero.

Ludovico Vicino
Pro Italia - Segretario Nazionale

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Ungheria, cosa fai?
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 21:00

Con la vittoria schiacciante di Tisza alle ultime elezioni parlamentari, in Ungheria è ufficialmente finita l'era di Viktor Orbán. A succedergli sarà Péter Magyar, il sedicente campione della lotta alla corruzione dello stato ungherese nonché nuovo idolo degli europeisti di tutto il continente. Cosa cambierà in Ungheria con questa svolta? E, soprattutto, come cambieranno gli equilibri nell'Unione europea una volta che verrà meno la presenza di Orban nel Consiglio europeo?

Ne parliamo questa sera in compagnia de Il Magiaro, grande conoscitore della politica ungherese. In diretta, come al solito, dalle 21:00.
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La differenza tra gli europeisti di sinistra e quelli di destra è che i primi adorano l'UE in chiave anti-nazionale, i secondi soffrono di germanofilia acuta.
Sono due sfumature della stessa malattia mentale: l'autorazzismo.
Ma almeno i primi sono coerenti e non sventolano tricolori.

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Eccallà: chi va con i “volenterosi” impara a “volenterosare”. Che in gergo diplomatico significa “prendersi le palle a martellate senza alcun motivo”.

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In occasione del 21 Aprile, sul mio podcast Ritorno a Esperia vi narrerò una storia che comincia con una lupa, due gemelli e un mondo di simboli, misteri e divinità ❤️

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Arriva a Roma il "Build-to-Rent". Un fondo americano costruisce un palazzo a via Niccodemi che verrà riservato solo agli affitti. È l'idea malsana di città del futuro, dove i cittadini non posseggono la propria casa e le comunità sul territorio si dissolvono. Un'idea che a noi fa orrore.

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Sapete che Roma aveva un nome segreto? E che pronunciarlo senza permesso avrebbe scatenato l'ira degli dei?
Ve ne parlerò martedì prossimo sul mio podcast Ritorno a Esperia, in occasione del 21 Aprile!

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"Papà sono Antifà"
Olio su tela, 2026
Galleria del disagio, Milano
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Persino l'Uzbekistan investe in film storici per rivendicare il proprio passato. Questo è "Rise of the Conqueror", è del 2026 e parla dell'ascesa di Tamerlano. La coproduzione è americano-uzbeka.
Noi continuiamo a produrre commediole autorazziste con un cinema in mano alla mafia anti-italiana.
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