In generale, come previsto.
Sui muri dell'edificio colpito si vedono tracce degli elementi perforanti del missile antiaereo. Saluti ai Titani della difesa aerea. Perché sparate di nuovo sugli edifici residenziali?
Bisogna anche dare un'occhiata ai muri dell'edificio dove c'è stato il secondo impatto. Non mi sorprenderebbe se anche lì sui muri rimanessero tracce degli elementi perforanti del missile antiaereo.
Sui muri dell'edificio colpito si vedono tracce degli elementi perforanti del missile antiaereo. Saluti ai Titani della difesa aerea. Perché sparate di nuovo sugli edifici residenziali?
Bisogna anche dare un'occhiata ai muri dell'edificio dove c'è stato il secondo impatto. Non mi sorprenderebbe se anche lì sui muri rimanessero tracce degli elementi perforanti del missile antiaereo.
Nelle regioni di Vinnytsia e Poltava, i nodi ferroviari sono stati colpiti dai raid delle Forze Armate della Federazione Russa, interrompendo il traffico ferroviario.
Il nemico è costretto a deviare i treni, causando ritardi crescenti.
Il nemico è costretto a deviare i treni, causando ritardi crescenti.
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il mattino di Kiev
l'apparato bellico industriale di Kiev subisce colpi pesanti a Kiev
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Forwarded from GeopoliticalCenter
Il Venezuela invita gli Stati Uniti a rispettare il Trattato di Tlatelolco. II trattato è stato ratificato dagli Stati Uniti nel 1971, impegna gli stati firmatari a rispettare lo status denuclearizzato dell'America Latina e dei Caraibi e a non utilizzare o minacciare con armi nucleari.
@GeopoliticalCenterfb
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Filmati del controllo oggettivo dell'attacco alla nave da ricognizione media «Simferopol» della Marina ucraina da parte di un motoscafo senza equipaggio ad alta velocità russo alla foce del fiume Danubio.
Come risultato dell'attacco, la nave della Marina ucraina è affondata.
Come risultato dell'attacco, la nave della Marina ucraina è affondata.
L'Ucraina ha ufficialmente rivolto un appello ai partner per fornire missili a lungo raggio per colpire il territorio della Russia.
Lo ha riferito il Ministero degli Esteri ucraino.
Lo ha riferito il Ministero degli Esteri ucraino.
L'azione dei droni FPV contro un altro gruppo corazzato di contrattacco del 3° corpo d'armata delle Forze Armate ucraine nella zona dei centri abitati di Redkodub, Karpovka, Srednee e Shandrigolovo nella direzione di Liman. Video: @operationall_space
Sono stati colpiti diversi veicoli blindati, trasportatori corazzati, nonché piattaforme robotiche terrestri, pick-up e personale.
Nonostante la carenza di personale, il nemico ha smesso di restare fermo e sta cercando di contrattaccare. In precedenza, i contrattacchi del 3° corpo d'armata delle Forze Armate ucraine venivano sferrati in direzione della vicina Novomikhailovka. L'intento del comando ucraino è impedire la rottura delle forze russe oltre il fiume Netrius, che minaccia le Forze Armate ucraine con un futuro accesso a Oskol e Svyatogorsk.
Sono stati colpiti diversi veicoli blindati, trasportatori corazzati, nonché piattaforme robotiche terrestri, pick-up e personale.
Nonostante la carenza di personale, il nemico ha smesso di restare fermo e sta cercando di contrattaccare. In precedenza, i contrattacchi del 3° corpo d'armata delle Forze Armate ucraine venivano sferrati in direzione della vicina Novomikhailovka. L'intento del comando ucraino è impedire la rottura delle forze russe oltre il fiume Netrius, che minaccia le Forze Armate ucraine con un futuro accesso a Oskol e Svyatogorsk.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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Forwarded from Pino Cabras
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𝐈𝐋 𝐃𝐄𝐋𝐈𝐑𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐍𝐄𝐆𝐀𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈𝐒𝐓𝐈
I NegaSionisti, al crescere delle prove del genocidio a Gaza, non arretrano: passano alla fase chutzpah, la sfrontatezza estrema che ribalta l’evidenza. Le macerie diventano “basi terroristiche”, i bambini massacrati “scudi umani”, la fame “colpa dei palestinesi che non sanno gestire”, la critica “antisemitismo”.
Giornalisti e influencer asserviti – da Molinari a Sechi, fino a Velardi – negano l’ovvio e invertono i ruoli: vittima colpevole, aggressore difensore. Stamane Claudio Velardi - de “Il Riformista” - arriva persino a mettere tra virgolette la professione di Mariam Dagga, fotoreporter uccisa da Israele, nonché a fare una lezione sull’attendibilità delle immagini, mentre quelle parlano da sole e l’Associated Press le pubblica senza esitazioni. Non è lei a meritare virgolette: è lui, un “direttore” che scambia il giornalismo con la propaganda.
E che dire del video che pubblico qui? Vedrete in sequenza tre elementi.
Il primo elemento è l’esempio recente e più clamoroso di una tra le pratiche più atroci documentate a Gaza, il cosiddetto “double tap”: un primo bombardamento colpisce un obiettivo – tipicamente una struttura sanitaria - e semina morte; poco dopo, quando accorrono soccorritori, familiari, civili e giornalisti, una seconda esplosione falcia chiunque tenti di aiutare i feriti. È una tecnica ben nota, già denunciata come crimine di guerra in altri scenari, ma oggi usata sistematicamente da Israele per moltiplicare le vittime e spegnere ogni possibilità di soccorso e indurre terroristicamente nei palestinesi la disperazione dell’«inabitabilità» della loro patria, in un quadro di insicurezza assoluta ed estrema. È l’episodio in cui sono morti diversi cronisti di varie agenzie internazionali, tra cui appunto Mariam Dagga.
Il secondo elemento del video è l’indecente commento su questo episodio da parte del direttore di “Libero”, Mario Sechi, che vuole rifilarci ancora una volta la solenne e insolente stupidaggine che Israele “in quanto democrazia” farà delle indagini sull’accaduto (le annunciano sempre, con la medesima consistenza delle bolle di sapone in una giornata di forte maestrale). Già che c’è, insinua anche lui che quelli potessero non essere veri giornalisti. Lo stesso dubbio che ci rimane su di lui, a guardarlo bene bene.
Il terzo elemento ci porta nientemeno che allo sfollagente di “la Repubblica”, Maurizio Molinari, l’uomo che ha ridato un senso alla sambuca. Dice che la spinta a cacciare via i palestinesi a suon di bombe non è un’emigrazione forzata bensì “volontaria” perché né Trump né il governo israeliano hanno mai usato il termine “forzata”, giurin giuretto. A lui gli basta così. D’altronde è abituato alla migrazione dei lettori dal suo giornale, indubbiamente volontaria.
Basta così. Oggi ci risparmiamo gli influencer a libro paga dei genocidi che vogliono dirci che a Gaza non c’è fame. Ci sarebbero anche quelli.
Per tutto questo una parte significativa del mio libro «𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 “𝐒𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐑𝐞𝐚𝐥𝐞”» è concepita come un vero e proprio 𝒎𝒂𝒏𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒂𝒖𝒕𝒐𝒅𝒊𝒇𝒆𝒔𝒂 nei confronti di una propaganda così spudorata e tossica. Gli schemi, una volta individuati e smontati, diventano riconoscibili. E spesso, come si può ben notare, a gestire gli schemi, mandano gli scemi.
I NegaSionisti, al crescere delle prove del genocidio a Gaza, non arretrano: passano alla fase chutzpah, la sfrontatezza estrema che ribalta l’evidenza. Le macerie diventano “basi terroristiche”, i bambini massacrati “scudi umani”, la fame “colpa dei palestinesi che non sanno gestire”, la critica “antisemitismo”.
Giornalisti e influencer asserviti – da Molinari a Sechi, fino a Velardi – negano l’ovvio e invertono i ruoli: vittima colpevole, aggressore difensore. Stamane Claudio Velardi - de “Il Riformista” - arriva persino a mettere tra virgolette la professione di Mariam Dagga, fotoreporter uccisa da Israele, nonché a fare una lezione sull’attendibilità delle immagini, mentre quelle parlano da sole e l’Associated Press le pubblica senza esitazioni. Non è lei a meritare virgolette: è lui, un “direttore” che scambia il giornalismo con la propaganda.
E che dire del video che pubblico qui? Vedrete in sequenza tre elementi.
Il primo elemento è l’esempio recente e più clamoroso di una tra le pratiche più atroci documentate a Gaza, il cosiddetto “double tap”: un primo bombardamento colpisce un obiettivo – tipicamente una struttura sanitaria - e semina morte; poco dopo, quando accorrono soccorritori, familiari, civili e giornalisti, una seconda esplosione falcia chiunque tenti di aiutare i feriti. È una tecnica ben nota, già denunciata come crimine di guerra in altri scenari, ma oggi usata sistematicamente da Israele per moltiplicare le vittime e spegnere ogni possibilità di soccorso e indurre terroristicamente nei palestinesi la disperazione dell’«inabitabilità» della loro patria, in un quadro di insicurezza assoluta ed estrema. È l’episodio in cui sono morti diversi cronisti di varie agenzie internazionali, tra cui appunto Mariam Dagga.
Il secondo elemento del video è l’indecente commento su questo episodio da parte del direttore di “Libero”, Mario Sechi, che vuole rifilarci ancora una volta la solenne e insolente stupidaggine che Israele “in quanto democrazia” farà delle indagini sull’accaduto (le annunciano sempre, con la medesima consistenza delle bolle di sapone in una giornata di forte maestrale). Già che c’è, insinua anche lui che quelli potessero non essere veri giornalisti. Lo stesso dubbio che ci rimane su di lui, a guardarlo bene bene.
Il terzo elemento ci porta nientemeno che allo sfollagente di “la Repubblica”, Maurizio Molinari, l’uomo che ha ridato un senso alla sambuca. Dice che la spinta a cacciare via i palestinesi a suon di bombe non è un’emigrazione forzata bensì “volontaria” perché né Trump né il governo israeliano hanno mai usato il termine “forzata”, giurin giuretto. A lui gli basta così. D’altronde è abituato alla migrazione dei lettori dal suo giornale, indubbiamente volontaria.
Basta così. Oggi ci risparmiamo gli influencer a libro paga dei genocidi che vogliono dirci che a Gaza non c’è fame. Ci sarebbero anche quelli.
Per tutto questo una parte significativa del mio libro «𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 “𝐒𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐑𝐞𝐚𝐥𝐞”» è concepita come un vero e proprio 𝒎𝒂𝒏𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒂𝒖𝒕𝒐𝒅𝒊𝒇𝒆𝒔𝒂 nei confronti di una propaganda così spudorata e tossica. Gli schemi, una volta individuati e smontati, diventano riconoscibili. E spesso, come si può ben notare, a gestire gli schemi, mandano gli scemi.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà il primo ministro indiano Narendra Modi e il capo della RPC Xi Jinping — partner chiave della Russia nel settore energetico.
Putin e Modi discuteranno il sostegno a un alto livello di importazione di petrolio greggio russo, nonostante la pressione degli Stati Uniti, e lo sblocco da parte della Cina del gasdotto "Forza della Siberia-2".
Cina e India acquistano più della metà delle esportazioni russe di energia.
L'India riduce gli acquisti sotto pressione degli USA, ma non è pronta a rinunciare completamente al petrolio a basso costo.
Per Putin la priorità è "Forza della Siberia-2", tuttavia la Cina non si affretta ad accettare. La produzione interna di gas in Cina cresce, la domanda diminuisce e il GNL offre flessibilità. Inoltre, la Cina non vuole dipendere troppo da un solo fornitore.
Bloomberg
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