O.d.E.G. Guerra NATO-RUSSIA
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Orizzonte degli Eventi Geopolitici. Notizie , articoli e analisi su eventi geopolitici, in questa drammatica fase il focus sarà sulla escalation Russo-ucraina #guerrarussooucraina #guerraucraina
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La Russia attaccare la agrodnlandia??? 🤣🤣🤣🤣 ve lo meritate Trump!! LE PROFEZIE DEL COMANDANTE - Il comandante delle forze artiche unite della Danimarca in Groenlandia, Andersen, ha dichiarato che la Russia potrebbe impadronirsi della Groenlandia già quest'anno:
"Non vedo un alleato della NATO che attacca un altro alleato della NATO. Ma, naturalmente, se la Russia attaccasse la Groenlandia, il mio compito sarebbe quello di difenderla. E lo farò sia con le truppe danesi che, ovviamente, nell'ambito dell'Alleanza Atlantica. Al momento, guardiamo il mondo e possiamo vedere che quando la guerra in Ucraina finirà, speriamo con buoni risultati per l'Ucraina, ci aspettiamo che la Russia utilizzerà tutte le risorse che ha utilizzato in Ucraina. Le utilizzerà in altre zone, inclusa l'Artide. Pertanto, ci aspettiamo davvero un aumento dell'attività della Russia nella regione insulare nel prossimo anno".
LA PREVALENZA DELLA CINA - Il dominio cinese nei fiversi settori industriali.
🇺🇸🇪🇺🇬🇱 Crisi USA-UE per Groenlandia, Bruxelles sospende ratifica del trattato commerciale con Washington e minaccia il "bazooka"🔗

Il Parlamento europeo ha messo in stand by l’accordo commerciale con gli Stati Uniti raggiunto a luglio con la commissione europea, dopo l’annuncio di nuovi dazi da parte del presidente americano Donald Trump. L'accordo era sbilanciato a favore della parte americana, con tariffe zero per le merci importate dagli USA e al 15% per l'export UE.

La guerra commerciale legata alla questione di Groenlandia ha complicato il quadro: Trump ha promesso di applicare tariffe crescenti (10% fino al 25%) alle merci dei Paesi europei finché non si raggiunge un accordo per la “annessione totale” dell’isola dal Regno di Danimarca.

Manfred Weber, capogruppo del PPE, ha affermato che il contesto politico rende impossibile procedere:

«Il PPE è favorevole all’accordo commerciale UE-USA, ma date le minacce di Donald Trump, l’approvazione non è possibile in questa fase. I dazi zero sui prodotti americani devono essere sospesi.»
Karin Karlsbro, eurodeputata svedese (Renew Europe), ha affermato:

«Non vedo la possibilità che il Parlamento europeo dia il via libera all’accordo commerciale quando voteremo mercoledì. Invece, l’UE deve prepararsi a rispondere agli attacchi tariffari del presidente Trump, inclusi quelli diretti alla Svezia. Non possiamo escludere né tariffe di ritorsione né l’uso del “bazooka” se la pressione e la coercizione continuano.»


Il “bazooka commerciale” lo strumento anti-coercizione dell’UE (Anti-Coercion Instrument), una misura progettata per consentire all’Unione di adottare contromisure commerciali forti contro Paesi che tentano di esercitare pressioni economiche tramite dazi o altre ritorsioni.

Karlsbro ha sottolineato che l’UE potrebbe usare questo “bazooka” per rispondere alle minacce tariffarie statunitensi se gli attacchi commerciali non cessano

La disputa tariffaria non riguarda solo il commercio: la minaccia su Groenlandia e l’uso di dazi come strumento politico sta mettono a rischio l’unità transatlantica e potrebbe condurre a contromisure su larga scala da parte dell’UE, spingendo Bruxelles a valutare azioni commerciali ancora più forti se il clima non migliora.

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Forwarded from Lettera da Mosca
COME REAGIRE - L'Unione europea potrebbe cancellare le basi Usa se Washington dovesse occupare la Groenlandia.Lo scrive l'Economist. L'Unione europea considera l'ipotesi di eliminare le basi militari americane in Europa come una leva sugli Stati Uniti nel caso di un tentativo di occupazione della Groenlandia. La pubblicazione osserva che il ritiro di basi come Ramstein in Germania renderebbe più difficile per gli Usa proiettare la forza in Medio Oriente e in Africa. Nonostante l'interesse dell'Europa per la presenza della NATO, questo potrebbe diventare uno strumento di deterrenza. Potrebbero anche essere prese misure economiche aggressive contro le aziende tecnologiche americane.
Forwarded from Lettera da Mosca
GROENLANDIA, I TEDESCHI SE NE VANNO - Secondo la BiId, i militari della Germania Ovest hanno ricevuto l'ordine di lasciare immediatamente la Groenlandia. Secondo il quotidiano, 15 soldati e ufficiali giunti in precedenza si trovano già all'aeroporto di Nuuk, tutti gli eventi pianificati sono stati annullati e la partenza avviene in condizioni di segretezza. Sempre secondo Bild, i militari potrebbero aver lasciato l'isola a seguito della minaccia di Trump di imporre dazi aggiuntivi alla Germania e ad altri Paesi europei.
Forwarded from Lettera da Mosca
LE TRE CENTRALI UCRAINE - Attualmente, l'intero sistema energetico dell'Ucraina dipende dal funzionamento di tre centrali nucleari - Rivne, South Ukraine e Khmelnytskyi. Lo ha dichiarato l'ex segretaria della relativa Commissione del Parlamento ucraino, Victoria Voytsitska. Secondo lei, un arresto simultaneo di tutte e tre le centrali è improbabile, ma un tale scenario potrebbe creare seri problemi. Ha inoltre osservato che è stata creata una riserva strategica di attrezzature, quindi anche in caso di interruzione di una o due centrali nucleari, il loro ripristino sarà molto più rapido rispetto agli anni passati.
Forwarded from Lettera da Mosca
L'UNGHERIA, TRUMP E GAZA - L'Ungheria ha accettato l'invito di Trump a far parte del "Consiglio della Pace" per Gaza. Il primo ministro ungherese Orban ha deciso di aderire al nuovo "Consiglio della Pace" guidato da Donald Trump, che si occupa della gestione della Striscia di Gaza. Orban apprezza l' "attività di pace" del presidente statunitense e ripone speranze in lui per la risoluzione della situazione nella Striscia di Gaza, ha dichiarato il Ministro degli Esteri del Paese, Peter Szijjarto.
Forwarded from Lettera da Mosca
USARE LA FORZA PER PRENDERE LA GROENLANDIA? - Il 30% dei repubblicani dice sì e il 70% no; tra i democratici, 3%% si e 97% no.
Forwarded from Lettera da Mosca
UCRAINA ALL'OFFENSIVA NEL 2026 - Il generale Aleksandr Syrsky, comandante delle forze armate ucraine: "Capiamo che non si ottengono vittorie restando in difesa. Di conseguenza, condurremo operazioni offensive, lottando per mantenere l'iniziativa operativa, poiché ciò costringe il nemico a impegnare e ritirare significative risorse umane, armi e munizioni per contenere le nostre azioni attive".
Forwarded from Lettera da Mosca
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Il presidente bielorusso LUKASHENKO ha fatto il rituale bagno nel ghiaccio per l'Epifania accompagnato dalla sua cagnolina Umka.
I curdi senza la protezione usa, sono il nulla. Anche le tribù locali, inglobate prima nell’isis e poi nelle sdf in sola funzione anti Assad, si sono ora posizionate con i qaedisti di Al Joulani che comandano a Damasco, con questi risultati. In 3 giorni, il territorio curdo in Siria si è ridotto di oltre la metà. Il blitzkrieg di Julani, con il sostegno della Turchia e la non opposizione degli Stati Uniti, è stato più che un successo. Dell'"autonomia curda" è rimasto un frammento estremamente vulnerabile, che in futuro potrebbe essere facilmente attaccato da varie direzioni.
Forwarded from Tatiana Santi
Epifania in Russia

Questa notte i cristiani ortodossi hanno celebrato l'#Epifania.

E come ogni anno i più temerari hanno sfidato il freddo immergendosi nell'acqua gelida.

Come da tradizione il giorno del #Battesimo di Gesù nei Paesi slavi ci si immerge in bacini d'acqua gelati.

Sono zone ovviamente attrezzate, con servizi di soccorso allertati. Spogliatoi caldi pronti ad attendere le persone che si immergono nel ghiaccio.

E come ogni anno la notte dell'Epifania fa freddissimo...

I russi sono matti? Sì.

#tatianasanti

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Kupyansk il fronte attuale
Il punto del prof: lo spirito del tempo e la politica del movimento stagnante

Raffaele Iannuzzi – Filosofo (cerca su Linkedin)
Tradizione e progetto
Il titolo di un vecchio libro del comunista Pietro Ingrao esprime la sostanza del Novecento: Tradizione e Progetto.
Il Novecento si identifica come l’avanzata senza sosta del primato della politica. La società plasmata dal progetto politico. La tradizione è il frutto della consegna di padre in figlio di questo furore incandescente, mai sazio di generare, distruggere e dominare la società umana. Prima la politica, poi tutto il resto.
La dimensione naturale della società, cara al cattolicesimo e al pensiero conservatore di Burke, che difende, nel tardo Settecento, la società naturale dall’invadenza assoluta della Rivoluzione francese, sono retaggi del passato: non avrai altro dio che la politica.
Da Schmitt al movimentismo del Settantasette, il Politico, come essenza semidivina da inverare nella storia è corpo e anima del mondo. Tutto è politica.
Il comunismo divenuto sistema collettivo di dominio, con pretese universalistiche, era la maschera di ferro di questa concezione. All’indomani del suo crollo, la politica è rimasta orfana della sua essenza totalizzante che, tra violenza e utopia, la rendeva tanto seducente quanto pericolosa. La politica, infatti, poteva fare molto male al potere economico-finanziario, magari servendosene, ma sempre tirando la linea tra amico e nemico. Schmitt docet.
 I vincitori uccidono la politica
 Qualcuno l’ha vinta, la Guerra fredda: il mondo occidentale, per meglio dire l’anglosfera a trazione americana. Fukuyama scrive, nero su bianco, che la storia è finita e il mondo è Uno, sostanza metafisica perfetta o quasi, liberaldemocrazia (senza trattino) in trance agonistica permanente e le “magnifiche sorti e progressive” realizzate.
A far le spese di questa vittoria è la politica come progetto ambizioso di trasformazione della società. Perché vincere tutto senza negoziare un accordo con la storia significa perdere l’anima: il mercatismo, che tutto riduce a misura, uomo incluso, ha vinto e la società ha cambiato padrone.
Il mix di Warfare State e Stato minimo - con Stati sempre in guerra, finanza drogata dai missili e società in cerca di identità e pane - ha dettato da allora la linea. Due crisi finanziarie – 2008 e 2011 – hanno sancito la fine della politica come tradizione e progetto. Craxi è stato l’ultimo eroe a cedere le armi, dopo strenua e necessaria lotta, e non a caso l’ultimo a difendere la sovranità nazionale senza aver bisogno di retorica sovranista. Dopo questo tragico tornante, che inaugura il XXI° secolo, il diluvio.
Il Niente che si muove
 Un elemento residuale ha dominato la scena. Guy Debord avrebbe detto: è la società dello spettacolo, bellezza! La scena di un teatro che fa impallidire il Pirandello di Sei personaggi in cerca d’autore. Il Niente che avanza, nemmeno il Nulla, perché in questo caso, Severino se la prenderebbe e la buonanima di Nietzsche metterebbe il broncio. No, questo è il Niente, il non-ente, ciò che non è qualcosa senza essere qualcos’altro.
Oggi la politica, in Italia, è questa paradossale realtà: non è la politica che pretende un primato (che la Costituzione gli garantisce, sulla carta), ma non è neanche l’azzeramento delle funzioni organizzative, burocratiche e procedurali minime. “Né-né”: e che il popolo si accontenti. Lo Stato minimo? Lo Stato “impolitico”? L’Organizzazione delle ombre sulla scena? C’è vita su questo pianeta?
 Lo Zeigeist italiano: lo Stagno in movimento
 Sia come sia, bando al decadentismo che ammazza il pensiero critico. Scelta di campo metodologica alla Pareto: qualcosa rimane sempre, come mi ripeteva l’amico don Gianni Baget Bozzo, che la politica novecentesca la conosceva come pochi. Anche oggi qualcosa rimane in piedi. Il Governo Meloni è qualcosa che rimane in piedi.
La sinistra è pressoché Zerocalcare, censura dei non allineati, qualche altro centro sociale da difendere, più retorica da Armageddon laica sulle guerre degli altri, che ieri erano le guerre volute dalla sinistra post-comunista (qualcuno ricorda D’Alema in linea con le bombe della Nato nella guerra illegittima nella ex Jugoslavia, definita, senza sprezzo del ridicolo, “intervento umanitario”?).
Ergo, in punta di analisi paretiana, la Meloni, vista l’opposizione sul campo, ha di fronte a sé un ventennio da gestire. Un fatto testardo. Che non conduce al ritorno del primato della politica, in una società dello spettacolo + società del controllo, ma rimanda la salvezza all’ultimo giorno della bonaccia nelle acque del Mediterraneo.
Non c’è alcuna trasformazione da compiere, c’è solo un mondo dominato dal “barbaro” extra-politico da amministrare, senza eccessivo spargimento di sangue. Tutto qua. Ma almeno questo rimane. Il nesso politica-cultura è saltato, tant’è vero che, per diventare conservatori, meglio rivolgersi a Roger Scruton, che non c’entra niente con il socialismo nazionale e con la destra sociale, ma tant’è.
Frank Furedi, Dominic Cummings, Emmanuel Todd, le riviste americane First Things e New Polity, per fare solo qualche nome alla rinfusa, picchiano con vigore su questo chiodo: il mondo pensante sa, ma non può. Non può cambiare la situazione, anche perché la resistenza, almeno dalle nostre parti, è solo quella dei reduci noiosi, con l’antifascismo in assenza di fascismo, ma la vera resistenza culturale prima e politica poi, quella non è alle viste. Basti pensare alle porte spalancate all’intelligenza artificiale come necessità storica ineluttabile, vale a dire come il “bel sol dell’avvenire”, che oggi non c’è, domani neppure, ma dopodomani di sicuro, come cantava Gaber in una vecchia canzone.
Stringiamo. Niente dimensione identitaria, orizzonti progettuali, ma ricorrenza sistemica dell’amministrazione del condominio politicante, che, però, porta alla continuità, inevitabilmente a favore di chi gestisce la governance più efficiente. Efficiente, basta questo, l’efficacia ha il motore turbo dei fondi finanziari. Insomma, uno stagno che si muove senza far troppo rumore. Eppur si muove o tanto rumore per nulla?
Forwarded from Lettera da Mosca
ERDOGAN E LA SIRIA - Il capo del servizio stampa del Presidente turco, Burhanettin Duran: "Il nostro Presidente Recep Tayyip Erdogan ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente siriano Ahmed Shara. Nel corso della conversazione sono stati discussi i rapporti bilaterali tra Turchia e Siria, nonché gli ultimi eventi in Siria. Il nostro Presidente ha sottolineato che la Turchia attribuisce grande importanza all'integrità territoriale, all'unità, alla solidarietà, alla stabilità e alla sicurezza della Siria. Il nostro Presidente ha dichiarato che l'eliminazione completa del terrorismo sul territorio siriano è necessaria sia per la Siria che per l'intera regione. Il nostro Presidente ha sottolineato che la Turchia continuerà a sostenere la Siria in molti settori, in particolare nella lotta contro il terrorismo".
Forwarded from Lettera da Mosca
BOTTA ALLA GERMANIA - I nuovi dazi Usa potrebbero portare a una diminuzione delle esportazioni tedesche negli Stati Uniti del 5-10% e a perdite che vanno dagli 8 ai 15 miliardi di euro all'anno. Questa la valutazione del tabloid tedesco Bild, che cita i calcoli degli economisti.
Forwarded from Lettera da Mosca
GLI UCRAINI, LA GUERRA, IL NEGOZIATO - L'ultimo sondaggio dell'Istituto internazionale di sociologia di Kiev (KIIS):
🔹 Il 69% ritiene che la Russia voglia innanzitutto distruggere la nazione ucraina o commettere un genocidio.
🔹 Il 77% ritiene che, sebbene la Russia stia facendo progressi sul fronte, lo faccia lentamente e con grandi perdite, mentre l'Ucraina è in grado di continuare a resistere.
🔹 Il 69% non crede che gli attuali negoziati porteranno a una pace stabile (la ragione principale è la mancanza di volontà da parte della Russia di perseguire la pace); il 26% crede invece che i negoziati porteranno alla pace.
🔹 Il 54% è categoricamente contrario alla cessione alla Russia del Donbass in cambio di garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti e dell'Europa; il 39% è invece disposto ad accettare questa proposta.
🔹 Il 55% sostiene la realizzazione di un referendum sull'accordo di pace; il 32% è contrario.
🔹 Il 57% si aspetta che, anche in caso di "congelamento" della linea del fronte attuale e con garanzie di sicurezza, la Russia "tenterà di attaccare" di nuovo; l'11% ritiene che non lo farà.
🔹 Il 59% ritiene che, in caso di "nuovo attacco", l'Europa fornirà tutto il necessario sostegno; il 39% crede che anche gli Stati Uniti forniranno tale sostegno.
Forwarded from Lettera da Mosca
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DAL FRONTE - Il drammatico tentativo di un soldato ucraino di disinnescare un drone russo.