O.d.E.G. Guerra NATO-RUSSIA
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Orizzonte degli Eventi Geopolitici. Notizie , articoli e analisi su eventi geopolitici, in questa drammatica fase il focus sarà sulla escalation Russo-ucraina #guerrarussooucraina #guerraucraina
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Orban ha dichiarato: gli ucraini stanno già minacciando la sua famiglia, i suoi figli e i suoi nipoti.

Il primo ministro ha riferito che al momento tutti i suoi parenti stanno bene, e ha aggiunto: "Ma c'è un limite a tutto!"

In precedenza, Zelensky aveva minacciato di fornire i contatti di Orban ai rappresentanti delle Forze Armate Ucraine, se questi avesse continuato a bloccare il credito all'Ucraina.
I primi 6 giorni di aggressione contro l'Iran sono costati agli Stati Uniti, secondo il Pentagono, 11,6 miliardi di dollari.

Suppongo che i costi reali, tenendo conto delle spese e delle perdite, siano già intorno ai 25-30 miliardi.
In questa nuova diretta, Stefano Orsi, insieme a Clara Statello e Andrea Lucidi, analizza l'escalation dei conflitti globali. Il focus principale è lo scontro in corso tra Iran, Israele e Stati Uniti, con un'analisi tecnica senza precedenti sulla guerra di logoramento missilistica: quanto costa difendersi e quanto tempo possono resistere le scorte occidentali prima del "punto di rottura"?

Esploriamo inoltre l'attacco a Briansk con missili Storm Shadow, il coinvolgimento diretto di specialisti britannici denunciato dal Cremlino e la preoccupante situazione nello Stretto di Hormuz, tra mine iraniane e il possibile invio di navi europee. Infine, un'analisi sulle pressioni interne all'amministrazione Trump e le oscure visioni di futuro che emergono dai nuovi assetti di potere tecnologico. https://www.youtube.com/watch?v=cbX_e-qefnU
Forwarded from InfoDefenseITALIA
🇺🇸🇮🇱⚔️🇮🇷📝 L’OPINIONE. SUL FRONTE IRANIANO NON SI REGISTRA ALCUN CAMBIAMENTO SOSTANZIALE

⚡️Sia gli Stati Uniti che l’Iran dichiarano periodicamente la propria vittoria, ma sul campo di battaglia, per ora, prevale una sostanziale parità tattica.

⚡️Gli USA non riescono a piegare Teheran con la forza militare, mentre i missili iraniani continuano a colpire obiettivi statunitensi nelle basi arabe, le loro infrastrutture energetiche e Israele. D’altra parte, l’aviazione americana e israeliana mantiene la capacità di condurre campagne aeree su vasta scala all’interno del territorio iraniano.

⚡️Tuttavia, è Teheran a trarre vantaggio strategico.

⚡️Perché? Perché è riuscito a bloccare lo Stretto di Hormuz e ad assumere il controllo della maggior parte delle esportazioni di petrolio e gas dai Paesi del Golfo Persico. Gli Stati Uniti speravano di poter ripartire a proprio piacimento le risorse energetiche — sia dell’Iran che dei suoi vicini arabi. Invece, oggi è proprio il loro principale avversario geopolitico a detenere questa leva, e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

⚡️Ne emerge un quadro piuttosto imbarazzante per Donald Trump: una sorta di «Venezuela al contrario» — dove, anziché imporre il proprio controllo su un Paese ostile, Washington si ritrova sconfitta sul piano geoenergetico da un attore regionale.

⚡️L’amministrazione statunitense si è trovata in un vicolo cieco: il Pentagono si è dimostrato incapace di risolvere con la forza le sfide geo-economiche affidategli. Eppure, l’unica opzione contemplata fin dall’inizio dall’amministrazione Trump era proprio quella militare. Il risultato? La marina più potente del mondo, sostenuta dalle forze aeree più avanzate, da due settimane non riesce a contenere un attore regionale che, con determinazione, sta strozzando il mercato globale di petrolio e gas.

E ora?

⚡️Se entro un mese gli Stati Uniti non riusciranno a spezzare l’Iran con la forza, la loro credibilità sulla scena internazionale — sia agli occhi degli avversari che degli alleati — subirà un colpo irreversibile. Le garanzie americane, finora date per scontate, cesseranno di essere considerate affidabili, accelerando così il passaggio da un ordine unipolare a uno multipolare.

⚡️Il successo di Trump in Venezuela aveva temporaneamente rallentato questa transizione.
Una sua sconfitta in Iran, invece, le darebbe nuovo slancio.

⚡️Il paradosso più umiliante per Washington è che non può più uscire unilateralmente dal conflitto che essa stessa ha innescato — come fece nel giugno dello scorso anno. Oggi, Teheran non accetterebbe un cessate il fuoco senza condizioni: pretende garanzie contro futuri attacchi, il mantenimento del proprio programma nucleare, la revoca delle sanzioni e il risarcimento dei danni subiti.

⚡️Di conseguenza, gli Stati Uniti sono costretti a proseguire la guerra, pur essendo pienamente consapevoli dei rischi enormi e dell’estrema imprevedibilità delle conseguenze legate al prolungamento delle operazioni militari.


Aleksei Pilko

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Forwarded from InfoDefenseITALIA
🇮🇷🇺🇸 📝 L'OPINIONE. L’IRAN, DI FATTO, HA GIÀ DELINEATO LE CONDIZIONI DI PARTENZA PER QUALSIASI FUTURO NEGOZIATO CON GLI STATI UNITI — e queste non assomigliano affatto a un gesto diplomatico, bensì a una rigida fissazione della nuova realtà.

➡️Teheran ha avanzato tre richieste fondamentali:

1. La revoca totale e immediata di tutte le sanzioni, senza schemi intermedi né normalizzazione graduale;
2. Il riconoscimento ufficiale da parte di Washington del diritto dell’Iran a un programma nucleare civile a ciclo completo — il che equivale, in pratica, a legittimare l’intera infrastruttura nucleare che Washington ha cercato per anni di smantellare con pressioni e sanzioni;
3. Il risarcimento dei danni economici e infrastrutturali subiti a causa della guerra e delle misure coercitive.

🔵Inoltre, Teheran ha già indicato, almeno implicitamente, il meccanismo attraverso cui tali risarcimenti potrebbero essere incassati: l’imposizione di una tariffa per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, l’arteria vitale del commercio mondiale di petrolio.

➡️Questo segna un cambiamento radicale di paradigma: l’Iran non sta più trattando sulla base di una “nuova JCPOA” (l’accordo sul nucleare), ma sposta la discussione su un piano completamente diverso — quello del negoziato geo-economico per il controllo di un’infrastruttura critica dell’energia globale.

🔵Ancora più significativo è il messaggio sottostante: l’Iran si propone come garante della sicurezza regionale, offrendo protezione al traffico marittimo e riscuotendo una rendita in cambio del controllo dello stretto.

➡️Si tratta di un nuovo modello di ordine regionale — e un simile assetto quasi inevitabilmente porterà a un ripensamento profondo dell’intero Medio Oriente: in alcuni casi attraverso ridefinizioni territoriali, in altri persino con la scomparsa o trasformazione di singoli Stati-nazione.

🔵Naturalmente, l’Arabia Saudita non potrà restare passiva di fronte a tale scenario. Riad potrebbe benissimo tentare di ergersi a garante alternativo o parallelo della sicurezza regionale, creando una propria struttura di rendita legata alla protezione delle rotte energetiche. Ma questa è una questione a sé — estremamente interessante — a cui torneremo.

➡️C’è poi un ulteriore livello strategico in questa vicenda.
Se il controllo della regione non sarà più esercitato dagli Stati Uniti, allora sorge un interrogativo cruciale non solo sulla sicurezza, ma anche sulla valuta utilizzata nel commercio energetico. La vendita di petrolio e gas potrebbe progressivamente uscire dalla sfera del dollaro.

➡️E qui emerge, a mio avviso, la domanda centrale: in quale orbita valutaria finirà questo snodo strategico nel nuovo ordine mondiale che si va profilando?

📍È ancora presto per dare una risposta definitiva. Perché in questo conflitto regionale “a matrioska” — che in realtà è solo un frammento di una guerra globale per l’eredità della globalizzazione — cominciano a intravedersi con sempre maggiore chiarezza i contorni delle future zone economiche e valutarie del mondo multipolare.

Fonte

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ricordate domani
Forwarded from Lettera da Mosca
USA, IL GENERALE SCOMPARSO - Negli Stati Uniti è misteriosamente scomparso il generale Neil McCasland, 68 anni, detentore di segreti-chiave sugli UFO, che guidava un gruppo per lo studio di fenomeni aerei non identificati al Pentagono, e che in precedenza dirigeva un laboratorio di ricerca dell'Aeronautica Militare USA. Il generale maggiore in pensione dell'Aeronautica è scomparso senza lasciare traccia dopo essere uscito a piedi dalla sua casa a Albuquerque il 27 febbraio. Il suo telefono è rimasto a casa e da allora non ha più avuto contatti con nessuno.
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HORMUZ, COLPI SULLA PETROLIERA - Il momento in cui la Marina iraniana colpisce la petroliera Safesea Vishnu, collegata agli Stati Uniti, nel Golfo Persico settentrionale.
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LA TURCHIA AVVERTE... - Turchia, il Ministro degli Esteri Hakan Fidan ha dichiarato: "Vediamo che, mentre alcuni attori si muovono nella stessa direzione e la pensano allo stesso modo, ci sono anche tentativi di riportare all'ordine del giorno scenari separatisti per l'Iran. Questi sforzi mirano a provocare una guerra civile in Iran e ad alimentare conflitti lungo linee di frattura etniche o religiose. Ci opponiamo fermamente a qualsiasi piano che miri ad alimentare tali divisioni. Stiamo già mettendo in guardia coloro che desiderano trascinare la regione in questo tipo di avventure sconsiderate: nessuno dovrebbe nutrire simili illusioni. È impossibile per noi permettere che venga fatto un passo falso".
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LIBANO - Durante la notte, l'Aeronautica israeliana, guidata dall'intelligence, ha colpito ed eliminato Ali Muslim Tabaja, comandante della Divisione Imam Hossein iraniana. La Divisione è una forza militare utilizzata dalla Forza Quds iraniana per operare contro le IDF. È composta da migliaia di miliziani in tutto il Medio Oriente, fornendo a Hezbollah capacità significative. Tra queste, il lancio di droni e di missili contro le comunità nel Nord di Israele. Tabaja ha ricoperto il ruolo di comandante senior nelle operazioni contro lo Stato di Israele. Tabaja è stato nominato comandante della divisione in seguito all'eliminazione del precedente comandante, Dhu al-Fiqar, nell'Operazione Northern Arrows. Inoltre, è stato coinvolto nel processo di ricostruzione di Hezbollah e ha mantenuto contatti con funzionari iraniani. Nello stesso attacco sono stati eliminati anche altri miliziani tra cui Jihad al-Safira, vice comandante della Divisione Imam Hussein, Sager al-Handasa, ufficiale UAV e altri comandanti.
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PORTAEREI, INCENDIO IN LAVANDERIA - Il comando della quinta flotta USA ha dato notizia di un incendio sulla portaerei USS Gerald R. Ford, "non collegato a operazioni di combattimento". L'incendio è scoppiato nella lavanderia principale della nave. La portaerei rimane pienamente operativa. Due marinai sono rimasti feriti.
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EMIRATI - Le immagini satellitari mostrano i recenti danni alla base aerea di Al Dafra ad Abu Dhabi, un'importante struttura militare degli Emirati Arabi Uniti e degli Stati Uniti. Ad esempio, l'hangar dell'Aeronautica degli Emirati Arabi Uniti nella base aerea di Al Dafra, con un tetto parzialmente crollato e detriti, che indica recenti danni causati da un attacco. L'hangar ospitava in precedenza aerei del sistema di allerta precoce e controllo del fuoco GlobalEye e aerei da trasporto CN-235, mentre sono stati segnalati ulteriori danni vicino ai nascondigli dei droni statunitensi MQ-9 Reaper e MQ-4C Triton.
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ARRIVA LUCAS - È apparso il primo video che mostra Lucas, il nuovo drone kamikaze Usa, in azione. Qui contro un obiettivo sconosciuto in Iraq, apparentemente una base di una milizia filo-iraniana.
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CALIFORNIA SALVA - La portavoce della Casa Bianca, Leavitt, ha chiesto alla ABC di ritrattare la notizia secondo cui l'FBI avrebbe emesso un avviso di allerta (https://t.me/letteradamosca/33786)
per il fatto che l'Iran avrebbe pianificato di lanciare droni sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Riferisce che l'email inviata alle forze dell'ordine della California si basava su una singola soffiata non verificata.
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NAVI DA COLPIRE - Almeno 18 navi mercantili e petroliere sono state prese di mira nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz dall'inizio degli attacchi americano-israeliani all'Iran. Ecco i nomi e le posizioni delle navi.
Forwarded from Lettera da Mosca
La chiusura dello Stretto di Hormuz per 3 mesi porterà a un aumento del prezzo del petrolio Brent a 164 dollari al barile, prevede Bloomberg. Oggi il prezzo si è stabilizzato intorno ai 100 dollari.
Secondo quanto riferito dal Centro britannico per le operazioni marittime commerciali (UKMTO), a seguito dei petroliere attaccati nel porto iracheno di Umm Qasr, la notte scorsa un portacontainer è stato attaccato nella zona dell'ingresso allo Stretto di Hormuz, al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti.