Il primato della retta coscienza
Per chi fosse interessato alla storia della Chiesa condivido questo articolo della rivista Tracce (gennaio 2026), che mi pare molto interessante e… incoraggiante!
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🏅 Durante l'incontro con la squadra di hockey statunitense, Donald Trump ha indossato la medaglia d'oro olimpica e ha detto scherzando che potrebbe non restituirla.
Che stesse scherzando è quello che ancora spera il giocatore che non l'ha mai più rivista.
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🏅 Durante l'incontro con la squadra di hockey statunitense, Donald Trump ha indossato la medaglia d'oro olimpica e ha detto scherzando che potrebbe non restituirla.
Che stesse scherzando è quello che ancora spera il giocatore che non l'ha mai più rivista.
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https://www.dhs.gov/news/2026/02/24/coast-guard-reinstates-56-members-who-were-dismissed-refusing-covid-vaccines-under#:~:text=%E2%80%9C56%20members%20of%20the%20United,in%20and%20out%20of%20uniform
Giustizia e risarcimenti per i renitenti all’inoculo! E da noi?
Giustizia e risarcimenti per i renitenti all’inoculo! E da noi?
U.S. Department of Homeland Security
Coast Guard Reinstates 56 Members Who Were Dismissed for Refusing COVID Vaccines Under Biden Administration
DHS announced on February 23rd that 56 members of the U.S. Coast Guard who were kicked out of the service over the COVID-19 vaccine have finally been reinstated with back pay.
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Abbiamo il grande piacere di presentare il nuovissimo libro del professor Paolo Bellavite, nostro illustre concittadino, nel quale viene esplorato il complesso rapporto fra vaccinazione e autoimmunita' per comprendere meglio il delicato equilibrio tra protezione e rischio.
Con la preziosa partecipazione di 9MQ Cronaca e attualità
vi aspettiamo numerosi, come sempre, a questa illuminante serata!
La Gente come Noi sez. Verona
9MQ
Con la preziosa partecipazione di 9MQ Cronaca e attualità
vi aspettiamo numerosi, come sempre, a questa illuminante serata!
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Forwarded from ContiamoCi!
⚠️ LO STATO VUOLE DECIDERE SUL NOSTRO CORPO
anche contro la nostra volontà.
La sentenza 199 mette in discussione l’art. 32 della Costituzione e la libertà di scelta sulla salute.
– Il corpo non è più inviolabile
– La vita del singolo può essere sacrificata a un presunto “interesse collettivo”
– Il lavoro diventa subordinato all’obbedienza alle imposizioni sanitarie
❗ Questa svolta riguarda tutti.
Un diritto che può essere sospeso a discrezione del potere non è più un diritto.
🚫 No alla deriva autoritaria.
Presidio costituzionale permanente per difendere corpo, lavoro e libertà.
📢 Condividi questo messaggio.
📄 Vuoi diffondere questi volantini fisicamente?
Scrivi a segreteria@contiamoci.net
provvederemo a inviarti i volantini stampati.
🔎 Per approfondire:
sul nostro sito trovi il testo completo
“Quando l’emergenza ridefinisce il limite – riflessioni sulla sentenza 199/2025”
https://www.contiamoci.net/post/quando-l-emergenza-ridefinisce-il-limite
ContiamoCi!
https://www.contiamoci.net/iscrizione
anche contro la nostra volontà.
La sentenza 199 mette in discussione l’art. 32 della Costituzione e la libertà di scelta sulla salute.
– Il corpo non è più inviolabile
– La vita del singolo può essere sacrificata a un presunto “interesse collettivo”
– Il lavoro diventa subordinato all’obbedienza alle imposizioni sanitarie
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Un diritto che può essere sospeso a discrezione del potere non è più un diritto.
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
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SANREMO: BOMBA J-AX IN CONFERENZA STAMPA
La politica è ostaggio dell’oligarchia finanziaria dei miliardari. Non comanda nulla, preferisce amministrare che farsi ammazzare dalla CIA.
No, non state ascoltando Rocco Cantautore.
È un intervento di J-Ax in conferenza stampa a Sanremo.
Perlomeno, finalmente qualcosa di vagamente sensato e ascoltabile al Festival.
Attendo che l’apparato mediatico scateni la propria furia di etichette su J-Ax…
➡️ www.roccocantautore.com
La politica è ostaggio dell’oligarchia finanziaria dei miliardari. Non comanda nulla, preferisce amministrare che farsi ammazzare dalla CIA.
No, non state ascoltando Rocco Cantautore.
È un intervento di J-Ax in conferenza stampa a Sanremo.
Perlomeno, finalmente qualcosa di vagamente sensato e ascoltabile al Festival.
Attendo che l’apparato mediatico scateni la propria furia di etichette su J-Ax…
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Forwarded from In Telegram Veritas
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Marcello Foa: "Da presidente della RAI ho fatto una conferenza con VIP italiani di alto livello ed ad un certo punto è apparsa una immagine sconvolgente: sessuale, esplicita con un neonato"
Foa dice che probabilmente quella era una trappola per poter ricattare i presenti qualora non avessero protestato o detto nulla.
A fronte di ciò, per sillogismo, tutti gli altri presenti, visto che sono stati silenti, facevano parte del gioco o erano comunque quantomeno già tutti ricattabili.
La trappola, probabilmente, era per catturare nuovi adepti per poterli fare entrare nella rete pedo-satanica e successivamente ricattarli, facendo fare loro quello che serviva a queste figure demoniache anti-umane.
Ormai, è tutto sotto i nostri occhi.
🔗 In_Telegram_Veritas
Foa dice che probabilmente quella era una trappola per poter ricattare i presenti qualora non avessero protestato o detto nulla.
A fronte di ciò, per sillogismo, tutti gli altri presenti, visto che sono stati silenti, facevano parte del gioco o erano comunque quantomeno già tutti ricattabili.
La trappola, probabilmente, era per catturare nuovi adepti per poterli fare entrare nella rete pedo-satanica e successivamente ricattarli, facendo fare loro quello che serviva a queste figure demoniache anti-umane.
Ormai, è tutto sotto i nostri occhi.
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Il mondialismo vaccinista e transumanista sempre più in crisi sotto il peso delle loro malefatte ad ampio spettro
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Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
Un’altra testa cade a Davos: Brende si dimette, il circo globale prepara il prossimo numero
Børge Brende, presidente e CEO del World Economic Forum, si è dimesso il 26 febbraio 2026 nel pieno delle polemiche esplose dopo le rivelazioni sui suoi contatti con Jeffrey Epstein. La decisione arriva poche settimane dopo l’avvio di un’indagine indipendente interna al WEF e dopo la pubblicazione, da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, di nuovi documenti legati all’Epstein Files Transparency Act. Nei materiali compaiono riferimenti a tre cene di lavoro tra Brende ed Epstein e a scambi di email e SMS avvenuti tra il 2018 e il 2019. Brende, alla guida del forum dal 2017, ha motivato l’uscita sostenendo che l’organizzazione debba «proseguire il proprio lavoro senza distrazioni», evitando però di affrontare direttamente il merito delle accuse.
Le rivelazioni hanno rapidamente innescato una tempesta mediatica e politica. Alcuni passaggi dei documenti suggeriscono che Brende avesse descritto Epstein in termini lusinghieri, circostanza che ha alimentato critiche sulla leggerezza con cui esponenti delle élite internazionali avrebbero mantenuto rapporti con una figura già segnata da condanne e scandali. Inizialmente Brende aveva ridimensionato la portata dei contatti, ma l’emersione di elementi documentali ha reso la posizione più fragile. A complicare ulteriormente il quadro sono state le dichiarazioni attribuite a Klaus Schwab, fondatore storico del WEF, secondo cui non sarebbe stato informato dei rapporti tra Brende ed Epstein quando la questione emerse anni prima. Il contrasto tra versioni, pur senza accuse formali reciproche, ha rafforzato la percezione di una gestione opaca della crisi.
Sul piano istituzionale il WEF ha annunciato una successione ad interim affidata ad Alois Zwinggi, mentre il board avvia la ricerca di una nuova leadership. Il forum ha ribadito l’impegno verso trasparenza e integrità, sottolineando che l’indagine segue le procedure di governance previste. Resta tuttavia il danno reputazionale: il WEF, spesso criticato come simbolo della technocrazia globale, si ritrova ancora una volta associato indirettamente alla lunga scia di controversie legate a Epstein. In Norvegia non sono mancate reazioni severe da parte di esponenti politici, che hanno giudicato problematica la discrepanza tra dichiarazioni iniziali e fatti emersi.
Il caso Brende non introduce novità sul piano penale - non risultano accuse a suo carico - ma riaccende il dibattito su etica e accountability per chi occupa ruoli di vertice nelle organizzazioni globali. Le dimissioni vengono lette da alcuni come atto necessario per proteggere l’istituzione, da altri come l’ennesimo episodio di una dinamica ricorrente: relazioni imbarazzanti che emergono a distanza di anni, crisi reputazionali e rapidi avvicendamenti al comando. Tra sarcasmo e disincanto, cade un nome di peso e si apre immediatamente la partita per il successore, con la consueta domanda su quale sarà il prossimo volto della governance globale.
Per aggiornamenti senza filtri: https://t.me/carmen_tortora1
Børge Brende, presidente e CEO del World Economic Forum, si è dimesso il 26 febbraio 2026 nel pieno delle polemiche esplose dopo le rivelazioni sui suoi contatti con Jeffrey Epstein. La decisione arriva poche settimane dopo l’avvio di un’indagine indipendente interna al WEF e dopo la pubblicazione, da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, di nuovi documenti legati all’Epstein Files Transparency Act. Nei materiali compaiono riferimenti a tre cene di lavoro tra Brende ed Epstein e a scambi di email e SMS avvenuti tra il 2018 e il 2019. Brende, alla guida del forum dal 2017, ha motivato l’uscita sostenendo che l’organizzazione debba «proseguire il proprio lavoro senza distrazioni», evitando però di affrontare direttamente il merito delle accuse.
Le rivelazioni hanno rapidamente innescato una tempesta mediatica e politica. Alcuni passaggi dei documenti suggeriscono che Brende avesse descritto Epstein in termini lusinghieri, circostanza che ha alimentato critiche sulla leggerezza con cui esponenti delle élite internazionali avrebbero mantenuto rapporti con una figura già segnata da condanne e scandali. Inizialmente Brende aveva ridimensionato la portata dei contatti, ma l’emersione di elementi documentali ha reso la posizione più fragile. A complicare ulteriormente il quadro sono state le dichiarazioni attribuite a Klaus Schwab, fondatore storico del WEF, secondo cui non sarebbe stato informato dei rapporti tra Brende ed Epstein quando la questione emerse anni prima. Il contrasto tra versioni, pur senza accuse formali reciproche, ha rafforzato la percezione di una gestione opaca della crisi.
Sul piano istituzionale il WEF ha annunciato una successione ad interim affidata ad Alois Zwinggi, mentre il board avvia la ricerca di una nuova leadership. Il forum ha ribadito l’impegno verso trasparenza e integrità, sottolineando che l’indagine segue le procedure di governance previste. Resta tuttavia il danno reputazionale: il WEF, spesso criticato come simbolo della technocrazia globale, si ritrova ancora una volta associato indirettamente alla lunga scia di controversie legate a Epstein. In Norvegia non sono mancate reazioni severe da parte di esponenti politici, che hanno giudicato problematica la discrepanza tra dichiarazioni iniziali e fatti emersi.
Il caso Brende non introduce novità sul piano penale - non risultano accuse a suo carico - ma riaccende il dibattito su etica e accountability per chi occupa ruoli di vertice nelle organizzazioni globali. Le dimissioni vengono lette da alcuni come atto necessario per proteggere l’istituzione, da altri come l’ennesimo episodio di una dinamica ricorrente: relazioni imbarazzanti che emergono a distanza di anni, crisi reputazionali e rapidi avvicendamenti al comando. Tra sarcasmo e disincanto, cade un nome di peso e si apre immediatamente la partita per il successore, con la consueta domanda su quale sarà il prossimo volto della governance globale.
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WEF: il CEO si dimette per lo scandalo Epstein
Il presidente e CEO del Forum economico mondiale (WEF), Børge Brende, ha annunciato le sue dimissioni, poche settimane dopo che il forum ha avviato un'indagine indipendente sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein.
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Forwarded from Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
La crisi ucraina: come è iniziata e chi è il colpevole?
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