Paolo Bellavite
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Comunicazioni medicoscientifiche e culturali
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Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
Riparte la corsa a vaccinare, venduta come risposta totale: rapida, misurabile, amministrabile.
In Bangladesh i numeri mostrano una crisi più larga: oltre 62 mila casi sospetti, quasi 8.500 confermati, 86 bambini morti con infezione accertata e altri 426 decessi compatibili tra 15 marzo e 23 maggio 2026. La comunicazione ufficiale stringe tutto sulla copertura vaccinale scesa. Il resto resta più basso: nutrizione, igiene, densità abitativa, accesso alle cure, fragilità degli ospedali.
Il morbillo colpisce più duro dove trova bambini già indeboliti. L’OMS indica tra i fattori di rischio principali malnutrizione, sistema immunitario compromesso, interruzione dei servizi sanitari e sovraffollamento, soprattutto in campi, aree povere o contesti di crisi. La malattia diventa più pericolosa quando il bambino vive in ambienti affollati, con igiene precaria, cure tardive, infezioni secondarie e difese basse.
La vitamina A non è un dettaglio laterale. La carenza è associata a forme più gravi di morbillo, recupero più lento, complicazioni oculari, diarrea severa, infezioni respiratorie e maggiore rischio di morte. Le revisioni cliniche la indicano da anni come parte del trattamento nei bambini colpiti, soprattutto nei casi gravi o ospedalizzati.
Il Bangladesh infatti non sta solo vaccinando. Le autorità hanno aumentato anche la distribuzione di vitamina A, mentre UNICEF parla di necessità di ripristinare insieme copertura immunitaria e copertura di vitamina A, rafforzare le strutture sanitarie, acquistare forniture critiche e lavorare sulle comunità. La realtà operativa smentisce la narrazione monolitica: se bastasse una sola leva, non servirebbe questa catena di interventi.
La soluzione unica fa comodo alla macchina sanitaria: campagna, dosi, target, copertura. Il quadro reale è meno ordinato: bambini malnutriti, carenza di vitamina A, quartieri sovraffollati, igiene debole, ospedali sotto pressione, accesso tardivo alle cure pediatriche. In queste condizioni il morbillo non è solo un virus che circola. Diventa una cartina clinica della povertà sanitaria.
Chiamarla solo emergenza vaccinale riduce una crisi complessa a procedura. I morti aumentano dove il contagio incontra corpi già fragili, famiglie senza accesso rapido agli ospedali, servizi pubblici insufficienti e prevenzione nutrizionale lasciata indietro. La corsa alle dosi copre la parte più visibile. La parte che uccide resta spesso sotto il tavolo: fame nascosta, vitamina A bassa, igiene precaria, cure arrivate troppo tardi.
Carmen Tortora
http://t.me/carmen_tortora1
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Lo ripeto all’infinito: il morbillo non è una sciocchezza ma i decessi da morbillo nei Paesi europei sud-occidentali erano azzerati negli anni ‘80 del secolo scorso, grazie alle mutate condizioni di vita e di igiene scolastica e abitativa, non ai vaccini.

I pochissimi focolaietti o casi sporadici sono dovuti a cause varie, alcune neppure ancora comprese, tra cui un andamento stagionale, la inefficienza dei vaccini, lo spostamento dei casi nell’età adulta, la comparsa di forme di morbillo senza macchioline sulla pelle anche nei vaccinati.

Quindi qualsiasi terrorismo come quello della Lorenzin è ingiustificabile. Altrettanto ingiustificabile è l’obbligo di inoculo di MPRV pena esclusione dalla scuola materna.

Una vera e propria ingiustizia che ha origine nelle manovre di big pharma e bill gates, tollerata e persino incentivata da Mattarella e Schillaci (verso cui nessun parlamentare osa schierarsi e ce ne ricorderemo) che pesa sulla società italiana e soprattutto sulla salute di troppi bambini da troppi anni.
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La sussidiarietà nella enciclica di Leone XIV. Cita Giovanni Paolo II e non Francesco.
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Il pericolo del transumanesimo tecnocratico secondo Leone XIV.

Curiosamente, per le questioni di mia competenza ne ho scritto qualcosa proprio stamattina a proposito del vaccinismo!

In effetti, proprio le vittime dei vaccini sono state considerate dei sacrifici necessari, più precisamente delle “scelte tragiche” conseguenti l’obbligo vaccinale (sentenza CC 119 del 1996) in barba alla Costituzione che insegna che in nessun caso un danno derivante da obbligo vaccinale può ledere il rispetto della persona umana.

Purtroppo il papa precedente trascurava queste elementari nozioni della dottrina sociale della Chiesa. Leone XIV pian piano rimette la Chiesa sulla giusta strada e nei giusti rapporti col potere dello Stato.
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Pillole di storia della medicina italiana

15 euro ad ogni puntura, più 1000 se superi il 95% per esavalente, più 1000 per morbillo.
Così in Toscana hanno aperto la strada alla Lorenzin, che si era inventata (in combutta con OMS) la soglia-truffa del 95% per l’effetto gregge.
Sulla pelle dei bambini, delle famiglie e pure dei pediatri onesti.
Ovviamente col covid i guadagni sono saliti di molto.

https://www.fimptoscana.org/wp-content/uploads/2023/03/Accordo-Regionale-Vaccinazioni_09.04.2015.pdf
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Tempi moderni

Della serie: “meglio ridere che piangere!”
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Forwarded from Catholic Arena
🚨 In a very direct speech to European leaders yesterday, Pope Leo XIV spoke about the demographic crisis in Europe and CONDEMNED policies which reduce birth rates:

'Purportedly family-friendly policies, which simultaneously promote discrimination against motherhood, exalt abortion as a right, and undermine the very foundation of the desire to start a family'

@CatholicArena
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‼️🇺🇦🏴 ZELENSKY CELEBRA IL RIENTRO DELLA SALMA DEL COLLABORAZIONISTA MELNYK INSIEME AI NEONAZISTI AZOV
"Zelensky: «Il colonnello Andriy Melnyk è tornato in un’Ucraina diversa: non quella che era stato costretto a lasciare, ma quella che aveva sognato.»
Melnyk nel luglio 1941: «Crediamo che il nuovo ordine di Adolf Hitler in Europa sia il vero ordine, e che l’Ucraina ne sia una delle avanguardie.»"

-Ivan Katchanovski

Melnyk aveva anche affermato che la sua Organizzazione dei Nazionalisti ucraini (OUN) era «ideologicamente affine ... al nazionalsocialismo in Germania e al fascismo in Italia»

Di fianco a Zelensky, oltre alla delegazione Azov, c'è Oleksandr Alfiorov (direttore dell'Istituto ucraino della memoria nazionale, neonazista dell'Azov) e Iryna Vereshchuk (vice capo dell'Ufficio del Presidente dell'Ucraina).

Il prossimo step sarà quasi certamente riportare indietro la salma di Stepan Bandera.

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