Paolo Bellavite
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Comunicazioni medicoscientifiche e culturali
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Forwarded from IL GIUSNATURALISTA (Daniele Trabucco)
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

LA SIRINGA NEL POLLAIO:

La vaccinazione del pollame contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità è oggi giuridicamente legittimata, in sede europea, dal regolamento delegato (UE) 2023/361, adottato nel quadro del regolamento (UE) 2016/429 sulla sanità animale, e, in sede interna, dal dispositivo del Ministero della Salute del 5 maggio 2026, che ha avviato un progetto pilota per il sottotipo H5, limitato a determinati stabilimenti e a specifiche categorie di animali. Questa base normativa non chiude la questione, semmai la apre, perché mostra che la vaccinazione non è trattata come un gesto ordinario e pacifico, bensì come un’operazione da circondare di controlli, tracciabilità, sorveglianza, limiti alla movimentazione e condizioni tecniche particolarmente stringenti. Il problema, allora, non è soltanto veterinario. È antropologico. Nel momento in cui il pollaio diventa il luogo di una gestione farmacologica permanente del vivente, l’uomo è costretto a interrogarsi non solo su ciò che mangia, bensì sul sistema che decide per lui che cosa sia sicuro, accettabile, controllato e, dunque, consumabile. Il vaccino applicato agli animali da allevamento non resta, infatti, confinato nell’animale, perché entra idealmente nella catena del cibo, nella fiducia del consumatore, nella struttura produttiva, nella mentalità collettiva e nella forma stessa del rapporto tra uomo, natura e tecnica. Il rischio per l'uomo, pertanto, è più profondo, perché riguarda la dipendenza crescente della sicurezza alimentare da un apparato tecnico che deve funzionare senza errori, senza omissioni, senza opacità, senza conflitti di interesse e senza cedimenti nella sorveglianza. Quando la salubrità del cibo non appare più come il frutto di un ordine naturale custodito, di allevamenti sani, di ambienti equilibrati e di pratiche produttive proporzionate, quanto come il risultato di un equilibrio artificiale tra virus, vaccino, protocollo, registro elettronico, autorizzazione amministrativa e controllo periodico, l’uomo non viene realmente rassicurato, viene educato a dipendere. La tecnica, del resto, non elimina necessariamente il disordine che l’ha resa necessaria, spesso lo rende amministrabile. Gli allevamenti intensivi, la concentrazione degli animali, l’accelerazione produttiva, la standardizzazione biologica e la riduzione dell’animale a unità economica creano un ambiente in cui la malattia può diffondersi con maggiore facilità. Di fronte a questa fragilità, la risposta dominante non consiste nel ripensare il modello, nel ridurre l’artificialità del sistema, nel restituire misura alla produzione e proporzione al rapporto tra uomo e animale, bensì nell’aggiungere un ulteriore livello tecnico a un ordine già profondamente tecnicizzato. Il vaccino, in questa prospettiva, rischia di diventare il sacramento laico della civiltà produttivistica. Non corregge la deformazione dell’allevamento industriale, la rende più sostenibile. Non restituisce l’animale al suo ordine, lo adatta meglio alla macchina. Non interroga l’uomo sulla sua responsabilità, gli offre una soluzione pronta, confezionata e giustificata dal lessico rassicurante della biosicurezza. La tecnica, allora, interviene dove la prudenza avrebbe dovuto prevenire, poi si presenta come cura di ciò che essa stessa, almeno in parte, ha contribuito a generare.
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Il vero problema, ben centrato da Trabucco, travalica la questione dei polli, pur importante per la filiera alimentare. Il vero e grave problema è il “sistema” che si è creato attorno ai 💉.

Al centro non c’è il bene della persona umana (cioè io, tu, i tuoi bambini), ma la tecnologia che muove miliardi e infiltra istituzioni, cultura, informazione.

La tecnologia prende il posto della scienza come “sapienza”e dell’etica come scelta tra ciò che è intrinsecamente buono e ciò che va contro la natura umana.

Poiché tutto è mosso da tale intreccio, è tradita la Costituzione (art. 32), su cui si è retta la nostra Nazione dalla fine della guerra, in nome di un presunto e anonimo interesse “collettivo”.

Ma ancor più paradossale è che la tecnologia, così concepita e sfruttata, cavalcata da politici ignoranti e corrotti, non è neppure in grado di mantenere le sue promesse e impone all’umanità un continuo rischio di catastrofi biotecnologiche.

Guai se la lezione della pandemia non fosse servita a capire questo .
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Opportuno chiarimento

Ricevo da varie parti l’avviso che vi sono aziende che producono polli e uova “senza vaccini a mRNA” (vedi figura esempio a sinistra).

Deve essere chiaro che al momento nessuno usa vaccini a mRNA per polli. Al più usano, a scopo sperimentale, dei cosiddetti vaccini “a vettore virale” che sono peggiori di quelli a mRNA, in base alle conoscenze sull’uomo (anche se non sono proprio gli stessi “vaccini”).

Detto questo, il boom delle polemiche sui prodotti biogenetici per polli è una occasione per mettere a tema la qualità delle carni e l’opportunità di rifornirsi da produttori che certificano la salubrità dei loro allevamenti.

A titolo indicativo riporto una semplice ricerca con Google che può fornire elenchi di produttori con quelle caratteristiche in ciascuna provincia.

Certo sarebbe bello se esistessero degli elenchi con garanzia che non si tratti solo di pubblicità per attrarre consumatori. Probabilmente le esperienze e conoscenze dirette in questo campo sono il meglio.
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Forwarded from RT Doc Italia
21 ragazzi uccisi dalle forze armate ucraine con la complicità dell'Italia, che ha fornito i componenti dei droni per compiere questo crimine.

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Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
Riparte la corsa a vaccinare, venduta come risposta totale: rapida, misurabile, amministrabile.
In Bangladesh i numeri mostrano una crisi più larga: oltre 62 mila casi sospetti, quasi 8.500 confermati, 86 bambini morti con infezione accertata e altri 426 decessi compatibili tra 15 marzo e 23 maggio 2026. La comunicazione ufficiale stringe tutto sulla copertura vaccinale scesa. Il resto resta più basso: nutrizione, igiene, densità abitativa, accesso alle cure, fragilità degli ospedali.
Il morbillo colpisce più duro dove trova bambini già indeboliti. L’OMS indica tra i fattori di rischio principali malnutrizione, sistema immunitario compromesso, interruzione dei servizi sanitari e sovraffollamento, soprattutto in campi, aree povere o contesti di crisi. La malattia diventa più pericolosa quando il bambino vive in ambienti affollati, con igiene precaria, cure tardive, infezioni secondarie e difese basse.
La vitamina A non è un dettaglio laterale. La carenza è associata a forme più gravi di morbillo, recupero più lento, complicazioni oculari, diarrea severa, infezioni respiratorie e maggiore rischio di morte. Le revisioni cliniche la indicano da anni come parte del trattamento nei bambini colpiti, soprattutto nei casi gravi o ospedalizzati.
Il Bangladesh infatti non sta solo vaccinando. Le autorità hanno aumentato anche la distribuzione di vitamina A, mentre UNICEF parla di necessità di ripristinare insieme copertura immunitaria e copertura di vitamina A, rafforzare le strutture sanitarie, acquistare forniture critiche e lavorare sulle comunità. La realtà operativa smentisce la narrazione monolitica: se bastasse una sola leva, non servirebbe questa catena di interventi.
La soluzione unica fa comodo alla macchina sanitaria: campagna, dosi, target, copertura. Il quadro reale è meno ordinato: bambini malnutriti, carenza di vitamina A, quartieri sovraffollati, igiene debole, ospedali sotto pressione, accesso tardivo alle cure pediatriche. In queste condizioni il morbillo non è solo un virus che circola. Diventa una cartina clinica della povertà sanitaria.
Chiamarla solo emergenza vaccinale riduce una crisi complessa a procedura. I morti aumentano dove il contagio incontra corpi già fragili, famiglie senza accesso rapido agli ospedali, servizi pubblici insufficienti e prevenzione nutrizionale lasciata indietro. La corsa alle dosi copre la parte più visibile. La parte che uccide resta spesso sotto il tavolo: fame nascosta, vitamina A bassa, igiene precaria, cure arrivate troppo tardi.
Carmen Tortora
http://t.me/carmen_tortora1
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Lo ripeto all’infinito: il morbillo non è una sciocchezza ma i decessi da morbillo nei Paesi europei sud-occidentali erano azzerati negli anni ‘80 del secolo scorso, grazie alle mutate condizioni di vita e di igiene scolastica e abitativa, non ai vaccini.

I pochissimi focolaietti o casi sporadici sono dovuti a cause varie, alcune neppure ancora comprese, tra cui un andamento stagionale, la inefficienza dei vaccini, lo spostamento dei casi nell’età adulta, la comparsa di forme di morbillo senza macchioline sulla pelle anche nei vaccinati.

Quindi qualsiasi terrorismo come quello della Lorenzin è ingiustificabile. Altrettanto ingiustificabile è l’obbligo di inoculo di MPRV pena esclusione dalla scuola materna.

Una vera e propria ingiustizia che ha origine nelle manovre di big pharma e bill gates, tollerata e persino incentivata da Mattarella e Schillaci (verso cui nessun parlamentare osa schierarsi e ce ne ricorderemo) che pesa sulla società italiana e soprattutto sulla salute di troppi bambini da troppi anni.
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La sussidiarietà nella enciclica di Leone XIV. Cita Giovanni Paolo II e non Francesco.
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Il pericolo del transumanesimo tecnocratico secondo Leone XIV.

Curiosamente, per le questioni di mia competenza ne ho scritto qualcosa proprio stamattina a proposito del vaccinismo!

In effetti, proprio le vittime dei vaccini sono state considerate dei sacrifici necessari, più precisamente delle “scelte tragiche” conseguenti l’obbligo vaccinale (sentenza CC 119 del 1996) in barba alla Costituzione che insegna che in nessun caso un danno derivante da obbligo vaccinale può ledere il rispetto della persona umana.

Purtroppo il papa precedente trascurava queste elementari nozioni della dottrina sociale della Chiesa. Leone XIV pian piano rimette la Chiesa sulla giusta strada e nei giusti rapporti col potere dello Stato.
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Pillole di storia della medicina italiana

15 euro ad ogni puntura, più 1000 se superi il 95% per esavalente, più 1000 per morbillo.
Così in Toscana hanno aperto la strada alla Lorenzin, che si era inventata (in combutta con OMS) la soglia-truffa del 95% per l’effetto gregge.
Sulla pelle dei bambini, delle famiglie e pure dei pediatri onesti.
Ovviamente col covid i guadagni sono saliti di molto.

https://www.fimptoscana.org/wp-content/uploads/2023/03/Accordo-Regionale-Vaccinazioni_09.04.2015.pdf
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