Della serie se non lo sapete ve lo dico io
I dati ISTAT sulla mortalità infantile (aggiornati al 2015 e pubblicati nel 2018)
https://www.istat.it/tavole-di-dati/la-mortalita-in-italia-sotto-i-5-anni-aggiornamento-dei-dati-per-causa-territorio-e-cittadinanza-anno-2015/
dimostrano che la mortalità infantile da polio in Italia era in forte calo ben prima della vaccinazione di massa e dell'obbligo vaccinale, introdotto per legge nel 1966.
Tale diminuzione, fino alla scomparsa, non riguarda solo la mortalità ma è avvenuta in parallelo al calo dei casi. E non riguarda solo la polio ma molte altre malattie infettive.
Tutto ciò dimostra che l'obbligo vaccinale non è servito proprio a nulla.
Nel 2002 iI Sabin, che aveva innescato molti casi di polio da vaccino (e continua a farlo nei poveri bimbi africani) fu sostituito da IPV (iniettivo). Di questo non si sa neppure l'efficacia e comunque non innesca la immunità di gruppo.
Ma l'obbligo resta per colpa della Lorenzin e di big pharma, che vende l'esavalente.
I dati ISTAT sulla mortalità infantile (aggiornati al 2015 e pubblicati nel 2018)
https://www.istat.it/tavole-di-dati/la-mortalita-in-italia-sotto-i-5-anni-aggiornamento-dei-dati-per-causa-territorio-e-cittadinanza-anno-2015/
dimostrano che la mortalità infantile da polio in Italia era in forte calo ben prima della vaccinazione di massa e dell'obbligo vaccinale, introdotto per legge nel 1966.
Tale diminuzione, fino alla scomparsa, non riguarda solo la mortalità ma è avvenuta in parallelo al calo dei casi. E non riguarda solo la polio ma molte altre malattie infettive.
Tutto ciò dimostra che l'obbligo vaccinale non è servito proprio a nulla.
Nel 2002 iI Sabin, che aveva innescato molti casi di polio da vaccino (e continua a farlo nei poveri bimbi africani) fu sostituito da IPV (iniettivo). Di questo non si sa neppure l'efficacia e comunque non innesca la immunità di gruppo.
Ma l'obbligo resta per colpa della Lorenzin e di big pharma, che vende l'esavalente.
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Ursulaccia meriteresti una parolaccia
Viva la pace, no alla guerra come mezzo di risoluzione delle controversie.
No alla guerra voluta dalle élites (e dal demonio) per distogliere i popoli dai disastri da loro causati.
La Russia non ha alcuna intenzione di attaccare l’Europa ma lasciatela in pace.
Trump sta cercando di mediare e smettetela di sabotare le trattative.
Viva la pace, no alla guerra come mezzo di risoluzione delle controversie.
No alla guerra voluta dalle élites (e dal demonio) per distogliere i popoli dai disastri da loro causati.
La Russia non ha alcuna intenzione di attaccare l’Europa ma lasciatela in pace.
Trump sta cercando di mediare e smettetela di sabotare le trattative.
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Solidarietà piena alla valorosa collega Barbara Balanzoni.
Al di là delle sottigliezze giuridiche e legali resta il fatto che l’ordine dei Medici e in primis il suo presidente si sono comportati in modo indegno. Questo sin dai tempi della Lorenzin. Sul loro sito c’è ancora un documento che sancisce (salvo in alcuni stati di deficit immunitario) che “il consiglio di non vaccinarsi, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica”.
Ma siamo matti? O servi di big pharma?
È ovvio che con l’attacco alla Balanzoni vogliono continuare a colpire e intimidire il dissenso e in generale la medicina libera e ippocratica.
Al di là delle sottigliezze giuridiche e legali resta il fatto che l’ordine dei Medici e in primis il suo presidente si sono comportati in modo indegno. Questo sin dai tempi della Lorenzin. Sul loro sito c’è ancora un documento che sancisce (salvo in alcuni stati di deficit immunitario) che “il consiglio di non vaccinarsi, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica”.
Ma siamo matti? O servi di big pharma?
È ovvio che con l’attacco alla Balanzoni vogliono continuare a colpire e intimidire il dissenso e in generale la medicina libera e ippocratica.
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COVID. ZEDDA (FDI): SU MONOCLONALI E PLASMA PD E M5S FECERO FAVORI AD AMICI (DIRE) Roma, 13 ott. - "L'audizione di oggi in commissione Covid del giornalista Felice Manti ha confermato che il sistema di potere del Partito Democratico, in particolare in Toscana, si era esteso anche agli affari legati al Covid. Su anticorpi e plasma le scelte della politica e della classe dirigente da essa nominata risposero a interessi di persone vicine al Pd piuttosto che al bene pubblico. È stato confermato che il governo Conte II non accettò una donazione di 10 mila dosi di monoclonali da parte della casa farmaceutica statunitense 'Lilly', salvo acquistare poco dopo per 15 milioni di euro il 30 per cento delle quote della Tls (Toscana Life Sciences), fondazione e società che avrebbero dovuto produrre il monoclonale italiano. Tuttavia quei 15 milioni di euro non portarono alla produzione nemmeno di una dose di anticorpo monoclonale. Sul tema del plasma autoimmune, la sperimentazione fu attuata per primo dal prof. Giuseppe Di Donno, dell'ospedale 'Carlo Poma' di Mantova, ma il Governo e i suoi tecnici decisero di affidare il lavoro, attraverso il progetto Tsunami, a una struttura sanitaria di Pisa e alla Kedrion Spa, di proprietà del fratello dell'allora capogruppo del Pd in Senato, Andrea Marcucci. Queste vicende finirono sotto la lente d'ingrandimento della stampa nazionale già a fine 2020, con indagini giornalistiche sui presunti giochi di potere tra Pd, renziani e 5Stelle. Oltre a rispondere dello scandalo delle mascherine, Conte e Speranza dovrebbero rendere conto di scelte in ambito sanitario dettate non dalla scienza ma dall'interesse politico". Così in una nota Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d'Italia e componente della commissione Covid. (Vid/ Dire) 17:57 13-10-26
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Morbillo usato sicuro ma farlocco
Di tanto in tanto torna l’allarme morbillo, lo stesso che usò più volte la Lorenzin per imporre l’obbligo ai bambini.
E torna la balla che non si è ancora raggiunto il 95% di coperture coi vaccini.
Ma la realtà è molto diversa da quella che dipingono: la vaccinazione della fascia pediatrica NON PUÒ fermare i contagi perché la grande parte dei casi riguarda i giovani adulti (tra cui maestre, infermieri, autisti, genitori e zii).
Questo succede per tre motivi: 1) a causa della forte diminuzione dei casi negli anni 1980-2000 (ben prima della Lorenzin) sono diminuite le possibilità di contrarre la malattia e quindi immunizzarsi veramente, 2) il vaccino ha durata limitata e quindi dopo un paio di decenni molti tornano suscettibili, 3) gli adulti che non sono ricattabili come i bambini non sono disposti a farsi inoculare o re-inoculare altri virus vivi, tanto più che toccherebbe riceverne tre (anche rosolia e parotite) mancando il singolo.
Basta BALLE VACCINISTE!!!!
Di tanto in tanto torna l’allarme morbillo, lo stesso che usò più volte la Lorenzin per imporre l’obbligo ai bambini.
E torna la balla che non si è ancora raggiunto il 95% di coperture coi vaccini.
Ma la realtà è molto diversa da quella che dipingono: la vaccinazione della fascia pediatrica NON PUÒ fermare i contagi perché la grande parte dei casi riguarda i giovani adulti (tra cui maestre, infermieri, autisti, genitori e zii).
Questo succede per tre motivi: 1) a causa della forte diminuzione dei casi negli anni 1980-2000 (ben prima della Lorenzin) sono diminuite le possibilità di contrarre la malattia e quindi immunizzarsi veramente, 2) il vaccino ha durata limitata e quindi dopo un paio di decenni molti tornano suscettibili, 3) gli adulti che non sono ricattabili come i bambini non sono disposti a farsi inoculare o re-inoculare altri virus vivi, tanto più che toccherebbe riceverne tre (anche rosolia e parotite) mancando il singolo.
Basta BALLE VACCINISTE!!!!
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Oltretutto
Oltretutto i vaccinati dovrebbero essere contenti se in giro ci sono dei casi di morbillo, perché se il virus circola essi ricevono un rinforzo di immunizzazione, che altrimenti scadrebbe prima.
Non scherzo, è proprio così.
Non ascoltate Bassetti.
Ragionate!
Oltretutto i vaccinati dovrebbero essere contenti se in giro ci sono dei casi di morbillo, perché se il virus circola essi ricevono un rinforzo di immunizzazione, che altrimenti scadrebbe prima.
Non scherzo, è proprio così.
Non ascoltate Bassetti.
Ragionate!
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15 ottobre
L’incredibile e miracolosa vita di Teresa d’Avila
Mistica e fondatrice di monasteri e dell’ordine dei Carmelitani Scalzi
Scampò per poco all’Inquisizione
Sostenuta essenzialmente dall’amore a Gesù Cristo
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/teresa-d-avila.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Teresa_d%27Avila
L’incredibile e miracolosa vita di Teresa d’Avila
Mistica e fondatrice di monasteri e dell’ordine dei Carmelitani Scalzi
Scampò per poco all’Inquisizione
Sostenuta essenzialmente dall’amore a Gesù Cristo
https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/teresa-d-avila.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Teresa_d%27Avila
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Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
Il 12 ottobre 2026, l’Assemblea Generale dell’ONU ha licenziato con 153 voti favorevoli, tre contrari (Stati Uniti, Israele e Argentina) e due astensioni la dichiarazione politica su prevenzione e risposta alle pandemie. Il passaggio al voto formale, strappato dopo le crepe aperte nella seduta del 25 settembre, svela il cinismo di un’impostazione che pretende di blindare la gestione sanitaria globale cucendole addosso una veste di formale unanimità.
Il documento (bozza A/81/L.6) si salda all'accordo OMS del 20 maggio 2025 (risoluzione WHA78.1) e alle trattative del testo A79/8 del 13 maggio 2026. I pilastri sono già tracciati: sorveglianza epidemiologica permanente (paragrafi 42, 56, 58), disciplina dei flussi informativi con l'inclusione dell'esitazione vaccinale nei programmi anti-disinformazione (paragrafo 57) e il dogma dei vaccini pronti in 100 giorni (paragrafo 49). Un ingranaggio finanziario da 15 miliardi di dollari all'anno (paragrafo 36), orchestrato dal Coordinating Financial Mechanism (articolo 18 del trattato OMS), che garantisce capitale pubblico a un settore industriale destinato a non conoscere più stagioni di magra.
Mentre il contenzioso sul sistema PABS (articolo 12 dell'accordo OMS) e sul 20% di forniture pretese dall'OMS slitta al maggio 2027 (decisione WHA79(7) del 22 maggio 2026), l'Italia ha provato a smarcarsi. Nel resoconto ONU del 25 settembre 2026, Roma ha espresso riserve sull'impianto OMS del 2025, sugli emendamenti 2024 al Regolamento Sanitario e sulle derive dell'infodemic management, rivendicando la natura volontaria dei contributi e la sovranità delle scelte nazionali.
La verità è che, dietro il paravento della cooperazione e della risposta alle emergenze, il Palazzo di Vetro ha appena posato la prima pietra di una burocrazia sanitaria permanente: un sistema che socializza i rischi finanziari, privatizza i profitti della farmaceutica e pretende di bollare il dissenso scientifico come una patologia informativa da curare a colpi di censura e dossieraggi.
Analisi completa nell’articolo. Buona lettura!
Il documento (bozza A/81/L.6) si salda all'accordo OMS del 20 maggio 2025 (risoluzione WHA78.1) e alle trattative del testo A79/8 del 13 maggio 2026. I pilastri sono già tracciati: sorveglianza epidemiologica permanente (paragrafi 42, 56, 58), disciplina dei flussi informativi con l'inclusione dell'esitazione vaccinale nei programmi anti-disinformazione (paragrafo 57) e il dogma dei vaccini pronti in 100 giorni (paragrafo 49). Un ingranaggio finanziario da 15 miliardi di dollari all'anno (paragrafo 36), orchestrato dal Coordinating Financial Mechanism (articolo 18 del trattato OMS), che garantisce capitale pubblico a un settore industriale destinato a non conoscere più stagioni di magra.
Mentre il contenzioso sul sistema PABS (articolo 12 dell'accordo OMS) e sul 20% di forniture pretese dall'OMS slitta al maggio 2027 (decisione WHA79(7) del 22 maggio 2026), l'Italia ha provato a smarcarsi. Nel resoconto ONU del 25 settembre 2026, Roma ha espresso riserve sull'impianto OMS del 2025, sugli emendamenti 2024 al Regolamento Sanitario e sulle derive dell'infodemic management, rivendicando la natura volontaria dei contributi e la sovranità delle scelte nazionali.
La verità è che, dietro il paravento della cooperazione e della risposta alle emergenze, il Palazzo di Vetro ha appena posato la prima pietra di una burocrazia sanitaria permanente: un sistema che socializza i rischi finanziari, privatizza i profitti della farmaceutica e pretende di bollare il dissenso scientifico come una patologia informativa da curare a colpi di censura e dossieraggi.
Analisi completa nell’articolo. Buona lettura!
Substack
Pandemie, 153 Paesi approvano il nuovo sistema sanitario globale: chi controllerà i dati, i finanziamenti e le future emergenze?
La nuova architettura ONU-OMS tra sorveglianza, industria farmaceutica e sovranità nazionale.
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Forwarded from Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
🎙️Risposte dell'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov alle domande dell'agenzia TASS (parte I)
12 ottobre 2026
❓Sua Eccellenza, le relazioni tra la Russia e l’Italia si trovano attualmente al livello più basso della loro storia. È possibile attendersi qualche cambiamento positivo, considerando che, tra circa un anno, in Italia si terranno le elezioni parlamentari e che, nel frattempo, si fanno sempre più insistenti, da parte di alcuni settori dell’opposizione, gli appelli a rinunciare alla militarizzazione e a fornire armi all’Ucraina?
Ambasciatore Paramonov: Il nostro Paese è pronto – senza condizioni preliminari – a un dialogo sulle prospettive di ripristino delle relazioni con gli Stati dell’Europa occidentale. Tuttavia, neppure dalla controparte devono essere avanzate condizioni o pretese di sorta.
Dispiace piuttosto per gli italiani, costretti ad ascoltare incessantemente le monotone litanie sul «sostegno a 360 gradi all’Ucraina» e le rielaborazioni locali della propaganda bellica di Kiev, cui ora si aggiungono le marce trionfalistiche della lobby degli armamenti, che spingono l’Italia sulla strada di una grande guerra in Europa e assaporano fin d'ora i profitti derivanti da nuove commesse militari.
Sì, noi sentiamo anche la voce dell’altra Italia: quella dei politici dell’opposizione, degli attivisti e della società civile, degli studiosi, dei musicisti, dei sacerdoti, dei docenti universitari, degli imprenditori, dei giornalisti, degli insegnanti, dei medici, dei blogger, degli studenti, degli operai, degli agricoltori e dei semplici cittadini. Di chi si oppone al coinvolgimento dell’Italia in una guerra contro la Russia, obiettivo a cui lavorano con zelo le teste calde di Kiev e i loro mentori di Bruxelles. Di chi non ha dimenticato come si è conclusa, a suo tempo, l'adesione di Roma alla campagna di Russia del Terzo Reich, la marcia "nach Osten". Di chi comprende come il conflitto ucraino sia stato provocato dalle forze che mirano a prendersi la rivincita sulle sconfitte geopolitiche del passato.
❓Quanto diverge l’opinione pubblica italiana dalla narrazione sulla Russia imposta dai principali mezzi d'informazione? Quali reazioni suscitano tra gli italiani le iniziative volte a cancellare le esibizioni degli artisti russi?
Ambasciatore Paramonov: Paradossalmente, tuttavia, in Italia l'interesse per la Russia è in crescita. Il nostro Paese occupa stabilmente un posto di primo piano nell’agenda pubblica ed è proprio attorno al tema della Russia e dei rapporti con la Russia che si delinea una delle principali linee di frattura nel dibattito politico interno al Paese.
Oltre alle migliaia di lettere di sostegno alla Russia e alla sua leadership che riceviamo regolarmente per posta ordinaria ed elettronica, ci rallegra particolarmente il numero crescente di richieste di informazioni su come poter visitare il nostro Paese, sui luoghi in cui sia possibile studiare la lingua russa in Italia o su come iscriversi a un’università russa. Ci vengono inoltre proposte iniziative congiunte in ambito culturale e umanitario, nonché progetti economici. Interpretiamo tutto ciò come la voce dell’Italia autentica, di quella che esisteva, esiste e continuerà a esistere indipendentemente da chi occupa gli alti uffici del potere romano. Proprio con quest'Italia, con questi italiani, ci siamo sempre sentiti a nostro agio e abbiamo trovato naturale e agevole collaborare. Ed è proprio grazie a loro che il "filo vitale" delle relazioni russo-italiane ha sempre conservato un carattere amichevole e costruttivo.
🔗Il testo integrale
12 ottobre 2026
❓Sua Eccellenza, le relazioni tra la Russia e l’Italia si trovano attualmente al livello più basso della loro storia. È possibile attendersi qualche cambiamento positivo, considerando che, tra circa un anno, in Italia si terranno le elezioni parlamentari e che, nel frattempo, si fanno sempre più insistenti, da parte di alcuni settori dell’opposizione, gli appelli a rinunciare alla militarizzazione e a fornire armi all’Ucraina?
Ambasciatore Paramonov: Il nostro Paese è pronto – senza condizioni preliminari – a un dialogo sulle prospettive di ripristino delle relazioni con gli Stati dell’Europa occidentale. Tuttavia, neppure dalla controparte devono essere avanzate condizioni o pretese di sorta.
Dispiace piuttosto per gli italiani, costretti ad ascoltare incessantemente le monotone litanie sul «sostegno a 360 gradi all’Ucraina» e le rielaborazioni locali della propaganda bellica di Kiev, cui ora si aggiungono le marce trionfalistiche della lobby degli armamenti, che spingono l’Italia sulla strada di una grande guerra in Europa e assaporano fin d'ora i profitti derivanti da nuove commesse militari.
Sì, noi sentiamo anche la voce dell’altra Italia: quella dei politici dell’opposizione, degli attivisti e della società civile, degli studiosi, dei musicisti, dei sacerdoti, dei docenti universitari, degli imprenditori, dei giornalisti, degli insegnanti, dei medici, dei blogger, degli studenti, degli operai, degli agricoltori e dei semplici cittadini. Di chi si oppone al coinvolgimento dell’Italia in una guerra contro la Russia, obiettivo a cui lavorano con zelo le teste calde di Kiev e i loro mentori di Bruxelles. Di chi non ha dimenticato come si è conclusa, a suo tempo, l'adesione di Roma alla campagna di Russia del Terzo Reich, la marcia "nach Osten". Di chi comprende come il conflitto ucraino sia stato provocato dalle forze che mirano a prendersi la rivincita sulle sconfitte geopolitiche del passato.
❓Quanto diverge l’opinione pubblica italiana dalla narrazione sulla Russia imposta dai principali mezzi d'informazione? Quali reazioni suscitano tra gli italiani le iniziative volte a cancellare le esibizioni degli artisti russi?
Ambasciatore Paramonov: Paradossalmente, tuttavia, in Italia l'interesse per la Russia è in crescita. Il nostro Paese occupa stabilmente un posto di primo piano nell’agenda pubblica ed è proprio attorno al tema della Russia e dei rapporti con la Russia che si delinea una delle principali linee di frattura nel dibattito politico interno al Paese.
Oltre alle migliaia di lettere di sostegno alla Russia e alla sua leadership che riceviamo regolarmente per posta ordinaria ed elettronica, ci rallegra particolarmente il numero crescente di richieste di informazioni su come poter visitare il nostro Paese, sui luoghi in cui sia possibile studiare la lingua russa in Italia o su come iscriversi a un’università russa. Ci vengono inoltre proposte iniziative congiunte in ambito culturale e umanitario, nonché progetti economici. Interpretiamo tutto ciò come la voce dell’Italia autentica, di quella che esisteva, esiste e continuerà a esistere indipendentemente da chi occupa gli alti uffici del potere romano. Proprio con quest'Italia, con questi italiani, ci siamo sempre sentiti a nostro agio e abbiamo trovato naturale e agevole collaborare. Ed è proprio grazie a loro che il "filo vitale" delle relazioni russo-italiane ha sempre conservato un carattere amichevole e costruttivo.
🔗Il testo integrale
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E ricordiamo che il diabete è un problema serio per le sue complicanze anche prima che la glicemia schizzi alle stelle, perché è aumentata l’insulina e insorge l’insulinoresistenza.
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Forwarded from Come Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati
❇️ Diabete di tipo 2 a esordio precoce: remissione nel 54% dei casi con dieta ed esercizio fisico
Dieta ipocalorica e attività fisica strutturata possono fare la differenza nel diabete di tipo 2 diagnosticato in giovane età. A evidenziarlo è uno studio clinico randomizzato, pubblicato su The Lancet Regional Health – Americas, che ha coinvolto 96 adulti con meno di 45 anni e obesità.
Dopo sei mesi, il 54% di chi aveva seguito un programma combinato di alimentazione controllata ed esercizio fisico supervisionato aveva raggiunto la remissione del diabete, contro il 4% del gruppo che aveva ricevuto le cure abituali.
Il programma prevedeva una dieta iniziale da 800–900 kcal al giorno, accompagnata da esercizi aerobici e di resistenza, e una successiva fase di mantenimento del peso.
Un risultato importante che conferma il ruolo centrale degli stili di vita nella gestione del diabete di tipo 2 e che dovrebbe aprire prospettive concrete per interventi mirati nelle persone più giovani.
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VB
Iscriviti a t.me/CDCPiuSalute
Dieta ipocalorica e attività fisica strutturata possono fare la differenza nel diabete di tipo 2 diagnosticato in giovane età. A evidenziarlo è uno studio clinico randomizzato, pubblicato su The Lancet Regional Health – Americas, che ha coinvolto 96 adulti con meno di 45 anni e obesità.
Dopo sei mesi, il 54% di chi aveva seguito un programma combinato di alimentazione controllata ed esercizio fisico supervisionato aveva raggiunto la remissione del diabete, contro il 4% del gruppo che aveva ricevuto le cure abituali.
Il programma prevedeva una dieta iniziale da 800–900 kcal al giorno, accompagnata da esercizi aerobici e di resistenza, e una successiva fase di mantenimento del peso.
Un risultato importante che conferma il ruolo centrale degli stili di vita nella gestione del diabete di tipo 2 e che dovrebbe aprire prospettive concrete per interventi mirati nelle persone più giovani.
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VB
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The Lancet Regional Health – Americas
Low energy diet plus supervised exercise vs. usual care alone in people with early-onset type 2 diabetes (RESET for Remission):…
High remission rates signal feasibility and efficacy of a combined LED and intensive
exercise intervention in EOT2D, justifying examination of synergistic benefits beyond
remission.
exercise intervention in EOT2D, justifying examination of synergistic benefits beyond
remission.
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