Rossella Fidanza
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Non mi ricordo neppure più da quanti anni mi dedico alla libera informazione, ho ben presente però che non è mai il momento di smettere.
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Trump al Wef: "Daremo approvazioni molto rapide negli Stati Uniti, come con gli impianti di intelligenza artificiale, parlando con — molte persone vogliono costruirli. Sarà una cosa molto grande.

Costruiremo impianti di generazione elettrica, loro costruiranno. Otterrò loro l'approvazione. Con la dichiarazione di emergenza, posso ottenere le approvazioni da solo senza dover passare anni ad aspettare.

E il grande problema è che abbiamo bisogno del doppio dell'energia che abbiamo attualmente negli Stati Uniti, potete immaginare?, affinché l'IA sia davvero grande quanto vogliamo. Perché è molto competitiva, sarà molto competitiva con la Cina e altri.

Quindi, farò delle dichiarazioni di emergenza in modo che possano iniziare a costruirli quasi immediatamente." https://www.whitehouse.gov/remarks/2025/01/remarks-by-president-trump-at-the-world-economic-forum/
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Trump accusa la Russia di aver rubato agli USA i progetti dei missili ipersonici. "La Russia ha rubato il progetto, l'ha preso da noi", ha detto Trump , aggiungendo che gli Stati Uniti stanno sviluppando "missili super ipersonici... che sono persino un passo avanti". Che tempi meravigliosi da vivere 🥳 https://t.me/megatron_ron/7592?single
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Forwarded from Giuseppe Salamone
Lavrov, Ministro degli Esteri Russo, ha detto alcune cose sull'Italia pesantissime che dovrebbero farci riflettere. Soprattutto per capire in quale diamine di buco nero sono riusciti a cacciarci Draghi prima e Meloni poi, entrambi con la speciale collaborazione di gran parte della politica italiana, soprattutto quei guerrafondai del PD. Con Letta prima e con la "pacifista" Elly Schlein poi. Praticamente Lavrov ha detto così, secondo quanto riportato dalla Tass: "L' Italia non può partecipare al processo di pace per Kiev." Inoltre ha sottolineato che l'Italia è diventato un Paese ostile in quanto anti russo (riferendosi alla classe politica) ponendo l'accento sul fatto che le relazioni non siano mai state così in crisi tra Mosca e Roma. Non solo abbiamo rinunciato alle materie prime energetiche di Mosca martellandoci sulle palle, ma abbiamo compromesso quasi irrimediabilmente le relazioni con un Paese che ci è sempre stato amico e mai ci si è rivoltato contro. Una domanda, semplicissima: quanti atti ostili ricordate da parte della Russia contro l'Italia sia prima che dopo il 2022? Quanti invece ne ricordate per mano della CIA? Bombe, stragi, strategia della tensione, omicidi eccellenti e interferenze quotidiane vi dicono qualcosa? Però quelli brutti e cattivi stanno a Mosca mentre i democratici e i buoni stanno Washington. Pazzesco! Stendiamo un velo pietoso invece sul peso internazionale dell'Italia, che in quanto serva come mai di Washington non ha alcuna voce in capito, tanto da non essere nemmeno riconosciuta come partecipante a un eventuale tavolo di pace da un Paese come la Russia, i cui rapporti, prima di perdere l'ultimo briciolo di dignità, erano abbastanza solidi. Vi rendete conto di cosa sono riusciti a combinare, vero?

T.me/GiuseppeSalamone
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Forwarded from Russian MFA 🇷🇺
🎙 Russia's President Vladimir Putin's answers to questions from journalist Pavel Zarubin (January 24, 2025, Moscow)

❓Question: Mr President, newly inaugurated President Trump has made multiple statements about a possible meeting with you and prospects for a Ukrainian settlement. I would like to know what you think about this

💬 President Putin: Indeed, the US President has made many statements to this effect.

My first point is that Russia has never turned down contacts with the US administration, and it is not our fault that the previous administration chose not to establish such contacts. I have always had business-like, strictly business-like, but at the same time pragmatic and trust-based, I would say, relationships with the current President of the United States.

<...>

All I can say is that we hear the current President say he is ready to work together. We remain open to that.

Regarding talks about Ukraine, we have consistently made it clear, and I wish to underscore it one more time, we remain open to them. Here, too, certain matters need our particular attention.

For instance, it is well known that back when he was a fairly legitimate head of state, the current leader of the Kiev regime issued an executive order prohibiting talks. How can talks be resumed now that they have been outlawed?

This meeting is taking place in the building of Moscow University. As you may be aware, I am a trained lawyer. I graduated from the law department of St Petersburg University, formerly Leningrad University. I can tell you that if talks begin based on the existing legal framework, they would be, strictly speaking, illegitimate, meaning that the outcomes of such talks could likewise be declared illegitimate.

The current Kiev regime appears quite content to receive hundreds of billions from its benefactors and – excuse me for using this homely phrase – to pig out on this money like there is no tomorrow. However, it shows little haste in acting on the instructions issued by its sponsors – and we know that they have indeed issued such instructions – to rescind the executive order banning talks.

Nonetheless, I am of the opinion that, ultimately, those who provide the funding should compel him to act, and I believe he will have no choice but to comply. Until this executive order is rescinded, it is rather difficult to talk about starting and, more importantly, finishing these talks in a proper way. Preliminary plans may, indeed, be outlined, but engaging in serious talks remains a particularly difficult proposition, especially considering the ban imposed by the Ukrainian side.

Overall, we may have quite a few common points with the current US administration and we could jointly look for solutions to the key issues of today, including strategic stability and the economy, by the way.

<...>

So, indeed, it makes sense for us to meet based on the realities of today, to sit down and discuss without haste the areas that are of interest to the United States and Russia. We are ready to do that. But, again, this, first of all, depends on the decisions and choices of the current US administration.

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Lavrov 2022 Vs Lavrov 2025 🤣🤣🤣🤣
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Buona domenica a tutti
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Pillola blu o Ross? (ep. 60) Incontri con Mr. Poffo: l'inizio della presidenza Trump. Il 20 gennaio Donald Trump ha giurato ed ha dato inizio al suo secondo mandato presidenziale. Si è davvero abbattuto un ciclone sul mondo come i media ci stanno raccontando? Siamo giunti al 60esimo episodio, e questo è per stomaci forti perchè ascolterete un Mr. Poffo decisamente a ruota libera, giusto per farci tanti amici 😅 Buon ascolto. https://rossellafidanza.substack.com/p/pillola-blu-o-ross-ep-60-incontri
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Le riprese aeree mostrano decine di migliaia di palestinesi in attesa di tornare nel nord di Gaza dopo mesi di sfollamento causati dai bombardamenti e dal genocidio.

Finora Israele non ha rispettato la sua parte dell'accordo e impedisce agli sfollati di rientrare nelle loro case.
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Rossella Fidanza
Le riprese aeree mostrano decine di migliaia di palestinesi in attesa di tornare nel nord di Gaza dopo mesi di sfollamento causati dai bombardamenti e dal genocidio. Finora Israele non ha rispettato la sua parte dell'accordo e impedisce agli sfollati di rientrare…
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La folla corre al riparo mentre le forze israeliane aprono il fuoco sui palestinesi sfollati in attesa di tornare nel nord di Gaza. Questo è il corridoio Netzarim di Gaza, ed è in chiara violazione dell'accordo di cessate il fuoco, poiché Israele continua a uccidere civili. Vi prego, convincetemi che è tutto finito e risolto, se ci riuscite.
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Gli ostaggi rilasciati da Hamas ringraziano per il buon trattamento ricevuto.
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Buongiorno e buon inizio settimana ☕️😍
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Oggi per me è il giorno di questa memoria: quello che ha fatto Israele a Gaza a partire dall'8 ottobre 2023 (senza scordarsi di tutto ciò che ha perpetrato prima di allora).
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Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, fresco di rielezione, ha avvertito che il recente ritorno al potere del suo omologo statunitense Donald Trump potrebbe creare "problemi" per l'Europa, piuttosto che per la Bielorussia.

"Non appena ha vinto le elezioni, voi (in Europa) vi siete precipitati oltre l'Atlantico. Alcuni si sono trascinati, altri sono rimasti in basso, altri ancora in cima. Ora non sapete come avvicinarvi a Trump", ha detto Lukashenko ai giornalisti nella capitale Minsk dopo aver espresso il suo voto alle elezioni presidenziali del paese. Lukashenko, primo e unico presidente della Bielorussia dal 1994, sta cercando un altro mandato alle elezioni di domenica.

"Vi trovate di fronte a un futuro difficile, Europa. Con il ritorno di Trump, i problemi non saranno in Bielorussia, saranno in Europa. Sono già iniziati", ha aggiunto.

Lukashenko ha sostenuto che, dopo l'insediamento di Trump la scorsa settimana, gli Stati Uniti posizioneranno l'Europa in un modo che la renderà "incapace di riprendersi per molti decenni o secoli".

Riguardo alle critiche dell'Unione Europea alle elezioni in Bielorussia, Lukashenko le ha liquidate come "sottomissione a Washington". https://www.aa.com.tr/en/world/belarusian-president-warns-trumps-return-to-white-house-could-cause-problems-for-europe/3462991#
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"Clean out". Ripulire, sgomberare. Scegliete voi. 1,5 milioni di persone, da allocare in Egitto e Giordania, forse temporaneamente o forse per sempre. Descrivendo Gaza come un “cantiere di demolizione”, Trump ha detto: “Si tratta probabilmente di un milione e mezzo di persone, e noi ci limitiamo a ripulire l'intera area”. Beh, dopo aver definito Gaza un bel luogo da ricostruire, le parole di Trump fanno riflettere, molto. Il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen ha espresso "forte rifiuto e condanna di qualsiasi progetto di sfollamento" dei palestinesi dalla Striscia di Gaza, a seguito di una proposta in tal senso del presidente statunitense Donald Trump. Mazen ha "contattato con urgenza i leader dei Paesi arabi ed europei e degli Stati Uniti", ha aggiunto un comunicato presidenziale, sottolineando che "il popolo palestinese non abbandonerà la propria terra e i propri luoghi sacri". E c'è chi dice che Trump stia "trollando". Forse lo sta facendo nei confronti di chi crede alla propaganda politica.
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Forwarded from Geopolitics Prime
🇨🇳China releases superior AI model that’s free, fast and better for humanity than US rivals

Advanced large language model DeepSeek R1 outperforms OpenAI’s o1, GPT-40, and Meta’s Llama 3.1 in math, reasoning, coding, and problem-solving.

🌏 Facing US chip restrictions, DeepSeek R1 relies instead on its superior compute efficiency.

🌏 It’s also free to run locally, with API access priced at a fraction of competitors’ rates.

🌏 The model generates responses in a process akin to human reasoning, making it highly adept at solving scientific problems, and ideal for researchers engaged in data analysis, pattern recognition, and predictive modeling.

🌏 Unlike commercial "black box" AI models, DeepSeek R1 is open source, allowing users to study and build on it.

🌏 DeepSeek CEO Liang Wenfeng has told media that he prioritizes research and innovation over profits, and ultimately aims to create artificial general intelligence (AGI).

🌏 If he succeeds and an open-source AGI is born, humanity could be saved from a privatized, weaponized, and monopolized AI like the kinds being pushed by Silicon Valley.

If open-source AGI succeeds, perhaps it could save humanity from privatized, weaponized and monopolized AI wiping us out?

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Il presidente cinese Xi Jinping non ha partecipato all'insediamento di Donald Trump, nonostante le ripetute affermazioni di quest'ultimo che lo avrebbe invitato. Tuttavia, Han Zheng, il vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese, ha partecipato al suo posto. Se Han ha un ruolo formale, la figura più significativa è quella di Li Qiang, presidente del governo cinese.

Questo manda un chiaro messaggio: La Cina sta aspettando che gli Stati Uniti facciano un'offerta. Trump, da parte sua, ha dichiarato di voler “perfezionare” le relazioni con Pechino. Tuttavia, il suo precedente mandato e la retorica della campagna elettorale indicano il desiderio di frenare lo sviluppo della Cina, in particolare nelle tecnologie avanzate.

L'obiettivo principale di Trump non è solo quello di ostacolare la Cina dal punto di vista economico, come alcuni ritengono, ma di rimodellare il suo modello di sviluppo in modo che non rappresenti più una minaccia per gli Stati Uniti. Egli intende limitare il trasferimento di alcune tecnologie che potrebbero consentire alla Cina di superare gli Stati Uniti, soprattutto in campi come l'intelligenza artificiale, la produzione di microchip e la biotecnologia.

Un'altra priorità di Trump è quella di tenere i prodotti cinesi competitivi fuori dal mercato americano. Ciò significherà probabilmente continuare o addirittura inasprire le sanzioni contro le principali aziende cinesi, come Huawei e Xiaomi. Tuttavia, è evidente che Trump sta usando queste sanzioni come leva, costruendo una serie di misure contro la Cina per rafforzare la sua posizione negoziale. È probabile che diverse questioni chiave dominino le discussioni tra Trump e Xi. Sebbene durante la loro recente telefonata sia stato menzionato TikTok, non si prevede che la piattaforma sia uno dei temi principali. Al contrario, è probabile che argomenti più urgenti come Taiwan e il conflitto in Ucraina occupino il centro della scena. Trump potrebbe cercare di usare Taiwan come leva contro la Cina, testando fino a che punto gli Stati Uniti possono spingere su questo tema.

Per quanto riguarda l'Ucraina, gli Stati Uniti sono cauti nel permettere alla Cina di reclamare i riflettori giocando un ruolo di primo piano nella risoluzione del conflitto. Probabilmente Trump cercherà di evitare che la Cina acquisisca prestigio diplomatico come artefice della pace. Inoltre, probabilmente cercherà di creare un cuneo tra Russia e Cina, indebolendo la loro partnership. Considerate le forniture energetiche, le esportazioni alimentari e il sostegno politico della Russia, una tale spaccatura potrebbe avere implicazioni significative per la Cina.

Sebbene TikTok in sé non sia una questione critica, rappresenta un caso unico nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina. TikTok è l'unica piattaforma multimediale cinese di successo a livello globale, a differenza di altri social network cinesi che hanno faticato a penetrare nei mercati occidentali. Bloccare o prendere il controllo di TikTok sarebbe un colpo finanziario per le aziende cinesi e danneggerebbe il soft power di Pechino.

Questa dinamica sottolinea come gli Stati Uniti stiano sfruttando ogni strumento possibile per sfidare l'ascesa della Cina. La strategia più ampia di Trump sembra incentrata sull'isolamento della Cina, sfruttando al contempo le dipendenze commerciali e tecnologiche per mantenere la supremazia americana. Tuttavia, il compito di bilanciare il confronto con il negoziato metterà alla prova la capacità di Trump di mantenere le sue promesse. Resta da vedere se questo approccio avrà successo, ma è chiaro che le politiche dell'amministrazione Trump rimodelleranno le relazioni tra Stati Uniti e Cina per gli anni a venire.

Tornando a TikTok, questa è probabilmente la prima volta nella storia delle relazioni, forse anche nel mercato moderno, che un Paese cerca letteralmente di sottrarre un social network a un altro Paese. https://rg.ru/2025/01/20/aleksej-maslov-tramp-sobiraetsia-kak-on-sam-govorit-otregulirovat-otnosheniia-s-kitaem.html
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Netanyahu ha ringraziato Trump per aver continuato ad armare Israele.

Ha persino definito gli avversari “nemici comuni”, nonostante i palestinesi non abbiano nulla a che fare con gli Stati Uniti.

“Grazie Presidente Trump per aver mantenuto la sua promessa di dare a Israele gli strumenti di cui ha bisogno per difendersi, per affrontare i nostri nemici comuni e per assicurare un futuro di pace e prosperità”.
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Il sistema elettorale statunitense è stato profondamente modificato agli inizi degli anni Settanta, quando si diede vita al cosiddetto sistema riformato, imperniato su una nuova disciplina delle elezioni primarie e su una stringente regolamentazione dei finanziamenti. Le leggi di riferimento sono il Revenue Act, il Federal Election Campaign Act, e i Federal Campaign Act Amendments, approvate tra il 1971 e il 1979, cui si aggiungono alcune sentenze emesse dalla Corte Suprema tra il 1975 e il 1976. Il finanziamento pubblico è previsto solo per le elezioni presidenziali, e avviene attraverso un fondo statale, finanziato tramite la scelta dei contribuenti nella propria dichiarazione dei redditi. Inoltre, sia a livello federale, sia a livello statale e locale, sono previsti stringenti limiti sia quantitativi – cioè relativi all’ammontare dei finanziamenti pubblici -, sia qualitativi – cioè relativi alla possibilità di fare contemporaneo ricorso al finanziamento dei privati. Tuttavia a partire dal 2014 il dibattito è incentrato sulla sentenza McCutcheon v. FEC del 2014, nella quale si dichiara incostituzionale la disposizione del Federal Election Campaign Act del 1971 riguardo al tetto alle donazioni dei privati per le campagne elettorali. La norma era tesa a evitare che pochi grandi finanziatori o una famiglia economicamente forte potessero finanziare completamente la campagna elettorale di un candidato. La Corte non si è limitata a rimuovere il limite alle donazioni dei privati ai candidati, ai partiti e ai PAC (i comitati di raccolta fondi), ma ha anche affermato che il solo scambio corruttivo costituisce illecito, ribadendo, nei fatti, la liceità dell’attività lobbistica e aumentandone gli spazi di manovra. Da quel momento in poi, pertanto, non vi sono stati limiti ai finanziamenti dei privati verso il candidato prescelto. Contrariamente a quanto accade ad esempio in Italia, i finanziamenti ai candidati sono legittimi, a patto che siano dichiarati pubblicamente: il cittadino ha la possibilità in autonomia di verificare chi sostiene un politico piuttosto che un altro, esattamente come a quale attività di lobbying è sottoposto. Questo è un principio che dovrebbe garantire la democrazia, anche se i dubbi su quanto possono comprarsi coloro che hanno enorme disponibilità di denaro sono legittimi. Ad ogni modo, per mera curiosità, sono andata a verificare su alcuni siti ufficiali americani che tengono la pubblica contabilità dei donors, quanti che sono nell'area AIPAC (American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) gruppo di pressione statunitense noto per il forte sostegno allo Stato di Israele) abbiano contribuito alla campagna elettorale di Trump (segue)
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(segue) Si può vedere quindi che le campagne presidenziali 2020 e 2024 di Donald Trump hanno fruito di ben $ 229.329.103 di donazioni da soggetti legati all'AIPAC (preciso che sto riportando solo i due gruppi più importanti vi sono altre donazioni che in totale aggiungono circa un altro milione di dollari di donazioni che però sono state fatte da gruppi più piccoli, potete vedere l'elenco completo qua). Nello specifico, dal Preserve American Pac di Miriam Adelson ha versato $ 55.000 (qui) utilizzati a favore della campagna pro Trump, $ 112.266.880 (qui) spesi in campagne contro la Harris e $ 102,990,139 (qui) spesi in campagne contro Biden. Dal RJC Victory Fund (Republican Jewish Coalition Victory Fund) sono arrivate donazioni per $1,271,842 (qui e qui) per campagne a favore di Trump, $10,093,844 (qui) per campagne contro la Harris e $2,651,400 (qui) per campagne contro Biden. Non male per un Presidente che non dovrebbe avere legami con l'AIPAC nè rispondere a pretese di finanziatori, come molti sono propensi a credere. Beh, ma perchè pensare male, avranno fatto queste donazioni per detrarle dalle tasse, o no?
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Con l'adesione di nuovi Paesi alla causa del Sudafrica che accusa Israele di aver commesso un genocidio nella Striscia di Gaza e con un cessate il fuoco che potrebbe consentire agli investigatori sui crimini di guerra di raccogliere nuove prove delle atrocità israeliane, un cambio di leadership alla Corte internazionale di giustizia (CIG) minaccia di minare la campagna per la responsabilità legale.

Il presidente della CIG Nawaf Salam si è dimesso il 14 gennaio 2025 per diventare primo ministro del Libano, e gli è succeduta la giudice ugandese Julia Sebutinde. Molti osservatori sono rimasti sbalorditi quando Sebutinde ha votato “no” a tutte le risoluzioni introdotte dal Sudafrica nel gennaio 2024, ponendosi in opposizione a tutti i giudici della CIG, compreso il suo collega israeliano, Aharon Barak.

Il giudice ugandese ha respinto la richiesta della Corte di fermare gli assalti deliberati ai civili da parte dell'esercito israeliano, di porre fine alla sua politica di sfollamento forzato e di cancellare la prevista invasione di Rafah. In un precedente caso consultivo sulle conseguenze legali dell'occupazione israeliana dei Territori palestinesi, Sebutinde ha insistito sul fatto che i palestinesi non sono stati sottoposti ad alcuna occupazione militare. Anzi, ha concluso che Israele può avere il diritto di mantenere una presenza permanente in Cisgiordania e nell'intera Gerusalemme sulla base di rivendicazioni puramente bibliche.

Il parere della Sebutinde si apriva con una lunga storia del conflitto israelo-palestinese che mescolava la ben nota propaganda sionista con l'Antico Testamento. Nel respingere la sentenza dei suoi colleghi che dichiarava illegale l'occupazione militare israeliana della Cisgiordania e di Gerusalemme Est, la Sebutinde ha fatto ricorso ai racconti della presenza ebraica nella terra biblica di Israele, omettendo qualsiasi riferimento alle risoluzioni delle Nazioni Unite o al diritto internazionale.

“Esistono prove sostanziali che il popolo ebraico abbia vissuto nella regione dell'antico Israele tra il 1000 e il 586 a.C.. Questo periodo corrisponde all'epoca della monarchia unita sotto i re Saul, Davide e Salomone e alla successiva divisione dei regni di Israele e Giuda. Le prove includono i ritrovamenti archeologici nella Città di Davide...”. Sebutinde ha insistito. “La Bibbia ebraica (Antico Testamento) offre resoconti dettagliati della storia, della cultura e del governo degli israeliti durante questo periodo. Sebbene questi testi siano di natura religiosa, molti studiosi li considerano preziosi documenti storici”.

La sua opinione era così estrema e così infarcita di commenti teologici che ha spinto l'ambasciatore dell'Uganda presso le Nazioni Unite, Adonia Ayebare, a dichiarare che la sua “sentenza alla Corte internazionale di giustizia non rappresenta la posizione del governo dell'Uganda sulla situazione in Palestina”.

Come mai la Sebutinde ha sfidato l'intera commissione della Corte internazionale di giustizia e il corpo diplomatico del suo Paese? È stata manovrata da forze esterne maligne? O è stata spinta da passioni personali profondamente radicate?

La storia di Israele nel corrompere, minacciare e ricattare i funzionari di tutto il mondo - e nel distruggere coloro che si oppongono con forza - è ben documentata. Karim Khan, procuratore capo della Corte penale internazionale, è stato sottoposto a una pesante sorveglianza da parte del Mossad dopo aver presentato i mandati di arresto per il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e l'allora Ministro della Difesa, Yoav Gallant. Nell'ottobre del 2024, quando un accusatore anonimo presentò le accuse di molestie sessuali contro Khan, non c'erano dubbi che lo scandalo fosse opera di Israele. (1/2)
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