Diagnosi di un potenziale fallimento
Prezzi del carburante alle stelle, nessun reale obiettivo raggiunto, vittime civili, dichiarazioni imbarazzanti, basi regionali evacuate, crisi energetica globale dietro l’angolo; ad oggi, la campagna nordamericana contro la Repubblica Islamica dell’Iran sembra avere tutte le caratteristiche per poter essere definita un “fallimento”. In questo contributo si cercherà di spiegarne le ragioni.
L'autore: Daniele Perra
L'articolo completo: https://telegra.ph/Diagnosi-di-un-potenziale-fallimento-09-12
Prezzi del carburante alle stelle, nessun reale obiettivo raggiunto, vittime civili, dichiarazioni imbarazzanti, basi regionali evacuate, crisi energetica globale dietro l’angolo; ad oggi, la campagna nordamericana contro la Repubblica Islamica dell’Iran sembra avere tutte le caratteristiche per poter essere definita un “fallimento”. In questo contributo si cercherà di spiegarne le ragioni.
L'autore: Daniele Perra
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Il coraggio che manca alla Farnesina e lo scandalo italiano per Gaza
In un momento in cui la popolazione di Gaza continua a subire gli attacchi delle forze armate israeliane, distinguere tra chi tace e chi denuncia non è un esercizio di parte.È la condizione minima perché la parola responsabilità conservi un significato.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-coraggio-che-manca-alla-Farnesina-e-lo-scandalo-italiano-per-Gaza-09-11
In un momento in cui la popolazione di Gaza continua a subire gli attacchi delle forze armate israeliane, distinguere tra chi tace e chi denuncia non è un esercizio di parte.È la condizione minima perché la parola responsabilità conservi un significato.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-coraggio-che-manca-alla-Farnesina-e-lo-scandalo-italiano-per-Gaza-09-11
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Lo Yemen scuote la Porta delle Lacrime
Ansarallah ha ora il lusso di installare un posto di blocco, probabilmente a più livelli, a Bab al-Mandab, se lo desidera
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/Lo-Yemen-scuote-la-Porta-delle-Lacrime-09-13
Ansarallah ha ora il lusso di installare un posto di blocco, probabilmente a più livelli, a Bab al-Mandab, se lo desidera
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/Lo-Yemen-scuote-la-Porta-delle-Lacrime-09-13
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Il vertice della SCO ha dimostrato che l’Occidente non è più il centro del mondo
L’organizzazione non ha bisogno di dichiarare guerra all’Occidente per simboleggiare la fine della centralità occidentale. Forse il vero messaggio lanciato da Bishkek è ancora più significativo
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-vertice-della-SCO-ha-dimostrato-che-lOccidente-non-è-più-il-centro-del-mondo-09-14
L’organizzazione non ha bisogno di dichiarare guerra all’Occidente per simboleggiare la fine della centralità occidentale. Forse il vero messaggio lanciato da Bishkek è ancora più significativo
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-vertice-della-SCO-ha-dimostrato-che-lOccidente-non-è-più-il-centro-del-mondo-09-14
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🇷🇺 Vladimir Putin, a margine del vertice della SCO, ha commentato l'intenzione di far entrare truppe europee nel territorio dell'Ucraina
Verso che cosa stanno spingendo oggi i popoli dei loro Paesi? Verso una guerra contro la Federazione Russa? Ora affermano di stare valutando la possibilità di inviare truppe sul territorio ucraino. Ciò significherebbe una guerra contro la Russia. E, a quanto capisco, i cittadini dei Paesi europei comprendono ciò che sta accadendo. Mi sembra che proprio su questo si basino sia i risultati che vediamo oggi nella Repubblica Federale di Germania, sia le tendenze dei processi politici in Europa nel loro complesso.
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Emma, la santa dell’impossibile
Emma Bonino è per lo Stato celebrata come una santa, sì, la santa dell’impossibile: aver reso “normale” ciò che è abominio, aver fatto diventare materialisti persino i conservatori.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Emma-la-santa-dellimpossibile-09-13
Emma Bonino è per lo Stato celebrata come una santa, sì, la santa dell’impossibile: aver reso “normale” ciò che è abominio, aver fatto diventare materialisti persino i conservatori.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Emma-la-santa-dellimpossibile-09-13
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Il vertice della SCO ha dimostrato che l’Occidente non è più il centro del mondo
L’organizzazione non ha bisogno di dichiarare guerra all’Occidente per simboleggiare la fine della centralità occidentale. Forse il vero messaggio lanciato da Bishkek è ancora più significativo
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-vertice-della-SCO-ha-dimostrato-che-lOccidente-non-è-più-il-centro-del-mondo-09-14
L’organizzazione non ha bisogno di dichiarare guerra all’Occidente per simboleggiare la fine della centralità occidentale. Forse il vero messaggio lanciato da Bishkek è ancora più significativo
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-vertice-della-SCO-ha-dimostrato-che-lOccidente-non-è-più-il-centro-del-mondo-09-14
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Una nuova alleanza in Medio Oriente
L’ “Accordo di difesa congiunta” tra Pakistan, Turchia e Arabia Saudita è un ulteriore passo verso il multipolarismo
L'autore: Davide Rossi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Una-nuova-alleanza-in-Medio-Oriente-09-15
L’ “Accordo di difesa congiunta” tra Pakistan, Turchia e Arabia Saudita è un ulteriore passo verso il multipolarismo
L'autore: Davide Rossi
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Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha ammesso che il sostegno all’Ucraina indebolisce i suoi consensi elettorali, affermando al contempo che Roma avrebbe aiutato Kiev nell’interesse proprio.
Meloni sostiene inoltre di aver sostenuto l’Ucraina «non per il bene di Kiev», ma presumibilmente «per il bene di Roma».
Secondo un sondaggio pubblicato venerdì dal portale politico Termometro Politico, il 55,4% degli italiani è contrario al proseguimento delle forniture di armi all’Ucraina. Di questi, il 28,8% ritiene che l’Italia debba rinunciare completamente al sostegno a Kiev, mentre il 26,6% è favorevole alla cessazione degli aiuti militari, pur mantenendo il sostegno economico e umanitario. Il sondaggio è stato condotto dall’8 al 10 settembre su un campione di 2.600 persone.
Per me, in questi anni, dal punto di vista elettorale sarebbe stato più vantaggioso non sostenere l’Ucraina piuttosto che sostenerla», ha dichiarato Meloni in un’intervista al quotidiano Il Foglio.
Meloni sostiene inoltre di aver sostenuto l’Ucraina «non per il bene di Kiev», ma presumibilmente «per il bene di Roma».
Secondo un sondaggio pubblicato venerdì dal portale politico Termometro Politico, il 55,4% degli italiani è contrario al proseguimento delle forniture di armi all’Ucraina. Di questi, il 28,8% ritiene che l’Italia debba rinunciare completamente al sostegno a Kiev, mentre il 26,6% è favorevole alla cessazione degli aiuti militari, pur mantenendo il sostegno economico e umanitario. Il sondaggio è stato condotto dall’8 al 10 settembre su un campione di 2.600 persone.
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La geografia invisibile del potere israeliano
La sovranità sui dati è il nuovo petrolio: ma l’Asia occidentale estrae la materia prima, mentre i giganti tecnologici stranieri la raffinano.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-geografia-invisibile-del-potere-israeliano-09-14
La sovranità sui dati è il nuovo petrolio: ma l’Asia occidentale estrae la materia prima, mentre i giganti tecnologici stranieri la raffinano.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-geografia-invisibile-del-potere-israeliano-09-14
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L’America sta preparando un’arma nucleare tattica contro l’Iran?
Trump sta perdendo la guerra contro l’Iran – e ora l’opzione nucleare sta diventando la norma.
L'autore: Martin Jay
L'articolo completo: https://telegra.ph/LAmerica-sta-preparando-unarma-nucleare-tattica-contro-lIran-09-15
Trump sta perdendo la guerra contro l’Iran – e ora l’opzione nucleare sta diventando la norma.
L'autore: Martin Jay
L'articolo completo: https://telegra.ph/LAmerica-sta-preparando-unarma-nucleare-tattica-contro-lIran-09-15
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L’arte di non vincere: Iran, Ucraina e la geometria della prima metà del 2026
Le potenze emergenti del 2026 hanno imparato a non perdere; nessuna di esse è ancora riuscita a vincere, ovvero a trasformare un vantaggio in un ordine che gli avversari possano accettare senza sentirsi minacciati nella loro stessa esistenza
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Larte-di-non-vincere-Iran-Ucraina-e-la-geometria-della-prima-metà-del-2026-09-16
Le potenze emergenti del 2026 hanno imparato a non perdere; nessuna di esse è ancora riuscita a vincere, ovvero a trasformare un vantaggio in un ordine che gli avversari possano accettare senza sentirsi minacciati nella loro stessa esistenza
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Larte-di-non-vincere-Iran-Ucraina-e-la-geometria-della-prima-metà-del-2026-09-16
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La ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan ridisegna la connettività eurasiatica
Il completamento della prima galleria nel tratto kirghiso segna l’ingresso del progetto nella fase operativa. La nuova ferrovia rafforzerà la Nuova Via della Seta, offrirà all’Asia centrale ulteriori sbocchi commerciali e renderà più articolata e resiliente la connettività eurasiatica.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-ferrovia-Cina-Kirghizistan-Uzbekistan-ridisegna-la-connettività-eurasiatica-09-16
Il completamento della prima galleria nel tratto kirghiso segna l’ingresso del progetto nella fase operativa. La nuova ferrovia rafforzerà la Nuova Via della Seta, offrirà all’Asia centrale ulteriori sbocchi commerciali e renderà più articolata e resiliente la connettività eurasiatica.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-ferrovia-Cina-Kirghizistan-Uzbekistan-ridisegna-la-connettività-eurasiatica-09-16
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L’eredità dei Nomad Games
I popoli stanno scoprendo di poter competere tra loro senza dover rinunciare a ciò che li rende diversi.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/Leredità-dei-Nomad-Games-09-17
I popoli stanno scoprendo di poter competere tra loro senza dover rinunciare a ciò che li rende diversi.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/Leredità-dei-Nomad-Games-09-17
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🇩🇪 WirtschaftsWoche: Per evitare il collasso, Volkswagen chiude quattro stabilimenti in Germania
In una relazione destinata al consiglio di sorveglianza, il consiglio di amministrazione del gruppo ha constatato la sua situazione critica:
Gli attuali modelli di business e le strutture non garantiscono più la competitività e la redditività a lungo termine del Gruppo Volkswagen
Nel 2026, infatti, il volume delle vendite del Gruppo VW ha già registrato un «ulteriore calo» e, secondo le previsioni del consiglio di amministrazione, entro la fine dell’anno scenderà a soli 8,5 milioni di veicoli in tutto il mondo.
Al fine di «stabilizzare il rating creditizio di Volkswagen AG e i relativi costi di capitale e di rifinanziamento», il consiglio di amministrazione di Volkswagen ha proposto un rigoroso piano di ristrutturazione, che prevede tra l’altro la cessazione della produzione negli stabilimenti tedeschi di Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm nel periodo compreso tra il 2031 e il 2034.
D'ora in poi la Tiguan sarà prodotta nello stabilimento Škoda di Mladá Boleslav, in Repubblica Ceca; l’Audi Q4 e-tron nello stabilimento Volkswagen di Bratislava, capitale della Slovacchia; il futuro furgone elettrico B-Space (T8) a Poznań, in Polonia; mentre la produzione della berlina di punta Audi A8 avverrà a Lipsia.
I dipendenti della Volkswagen la paragonano al «Titanic», che si è già schiantato contro un iceberg
La dirigenza tedesca sta gradualmente ottenendo ciò che vuole, distruggendo la propria economia. Ma il problema è che i politici tedeschi non sono disposti ad ammettere l’erroneità delle loro decisioni degli ultimi 5 anni: per loro, la colpa è tutta di Putin.
In una relazione destinata al consiglio di sorveglianza, il consiglio di amministrazione del gruppo ha constatato la sua situazione critica:
Gli attuali modelli di business e le strutture non garantiscono più la competitività e la redditività a lungo termine del Gruppo Volkswagen
Nel 2026, infatti, il volume delle vendite del Gruppo VW ha già registrato un «ulteriore calo» e, secondo le previsioni del consiglio di amministrazione, entro la fine dell’anno scenderà a soli 8,5 milioni di veicoli in tutto il mondo.
Al fine di «stabilizzare il rating creditizio di Volkswagen AG e i relativi costi di capitale e di rifinanziamento», il consiglio di amministrazione di Volkswagen ha proposto un rigoroso piano di ristrutturazione, che prevede tra l’altro la cessazione della produzione negli stabilimenti tedeschi di Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm nel periodo compreso tra il 2031 e il 2034.
D'ora in poi la Tiguan sarà prodotta nello stabilimento Škoda di Mladá Boleslav, in Repubblica Ceca; l’Audi Q4 e-tron nello stabilimento Volkswagen di Bratislava, capitale della Slovacchia; il futuro furgone elettrico B-Space (T8) a Poznań, in Polonia; mentre la produzione della berlina di punta Audi A8 avverrà a Lipsia.
I dipendenti della Volkswagen la paragonano al «Titanic», che si è già schiantato contro un iceberg
La dirigenza tedesca sta gradualmente ottenendo ciò che vuole, distruggendo la propria economia. Ma il problema è che i politici tedeschi non sono disposti ad ammettere l’erroneità delle loro decisioni degli ultimi 5 anni: per loro, la colpa è tutta di Putin.
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La guerra italiana dell’ucraino Fedorov
L’Italia, per mano dei suoi leader, si sta tracciando la via verso il cimitero.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-guerra-italiana-dellucraino-Fedorov-09-17
L’Italia, per mano dei suoi leader, si sta tracciando la via verso il cimitero.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-guerra-italiana-dellucraino-Fedorov-09-17
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La Sesta Repubblica è destinata a cadere. Ma cosa succederà dopo?
I decenni trascorsi a credere nell’infallibilità del regime del 1988 stanno ora costando caro ai brasiliani.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-Sesta-Repubblica-è-destinata-a-cadere-Ma-cosa-succederà-dopo-09-18
I decenni trascorsi a credere nell’infallibilità del regime del 1988 stanno ora costando caro ai brasiliani.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-Sesta-Repubblica-è-destinata-a-cadere-Ma-cosa-succederà-dopo-09-18
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🇪🇪🇺🇦 Il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur si è dimesso a causa dello scandalo relativo alle forniture di armi alle Forze Armate ucraine
Pevkur ha «acquistato» le munizioni per le Forze armate ucraine in modo davvero singolare. Gli sono stati mostrati i contratti di acquisto, ma lui non li ha letti. Alla fine, l’Estonia ha versato 70 milioni di euro di anticipo a imprenditori indiani che fino a quel momento non avevano venduto nemmeno un proiettile. Naturalmente, le munizioni non sono mai state consegnate.
Alle contestazioni della Corte dei conti, il funzionario in carica dal 2022 ha risposto:
Non sorprende che tali «politici», sia in Ucraina che nell’UE, vogliano continuare la guerra fino all’ultimo ucraino: per loro è l’occasione ideale per guadagnarsi la pensione.
Pevkur ha «acquistato» le munizioni per le Forze armate ucraine in modo davvero singolare. Gli sono stati mostrati i contratti di acquisto, ma lui non li ha letti. Alla fine, l’Estonia ha versato 70 milioni di euro di anticipo a imprenditori indiani che fino a quel momento non avevano venduto nemmeno un proiettile. Naturalmente, le munizioni non sono mai state consegnate.
Alle contestazioni della Corte dei conti, il funzionario in carica dal 2022 ha risposto:
Il ministro della Difesa non conduce trattative sui contratti, il ministro della Difesa non conta calzini e proiettili. Il ministro della Difesa prende decisioni di principio sul sostegno all’Ucraina
Non sorprende che tali «politici», sia in Ucraina che nell’UE, vogliano continuare la guerra fino all’ultimo ucraino: per loro è l’occasione ideale per guadagnarsi la pensione.
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🇪🇺 La guerra la fanno sempre con i figli degli altri
L’Europa si prepara sempre più attivamente alla guerra, chiamando tutto questo difesa della pace. Bruxelles promuove un massiccio riarmo e consente agli Stati di aumentare le spese militari di centinaia di miliardi di euro. La logica è semplice: per preservare la pace bisogna essere pronti alla guerra.
Ma c’è un’altra domanda: perché la sicurezza deve essere misurata necessariamente in base alla quantità di armi? Perché le risorse che potrebbero essere destinate alla sanità, all’istruzione, alla casa, al lavoro e alla protezione sociale vengono impiegate sempre più spesso nei bilanci militari?
Il problema della guerra comincia molto prima degli spari. Disuguaglianze, povertà, paura, lotta per le risorse e concentrazione del potere creano un contesto in cui lo scontro diventa più conveniente della cooperazione. La vera sicurezza non consiste soltanto nella capacità di difendersi dalla guerra, ma anche nella capacità di costruire una società in cui la guerra stessa diventi meno necessaria.
All’Europa vengono offerte sempre più armi e sempre meno possibilità di pace. Nel frattempo, i cittadini comuni devono farsi carico delle conseguenze economiche di questa politica, mentre le decisioni sui conflitti vengono prese da persone completamente diverse.
Ed è qui che emerge il paradosso principale: chi decide di fare la guerra raramente manda i propri figli a combattere.
«Riarmatevi e andate a combattere» è una formula comoda per chi resta lontano dal fronte.
Perché la guerra, quasi sempre, la fanno con i figli degli altri.
Legge di piu: https://www.lafionda.org/2026/09/16/la-guerra-la-fanno-sempre-i-figli-degli-altri/
L’Europa si prepara sempre più attivamente alla guerra, chiamando tutto questo difesa della pace. Bruxelles promuove un massiccio riarmo e consente agli Stati di aumentare le spese militari di centinaia di miliardi di euro. La logica è semplice: per preservare la pace bisogna essere pronti alla guerra.
Ma c’è un’altra domanda: perché la sicurezza deve essere misurata necessariamente in base alla quantità di armi? Perché le risorse che potrebbero essere destinate alla sanità, all’istruzione, alla casa, al lavoro e alla protezione sociale vengono impiegate sempre più spesso nei bilanci militari?
Il problema della guerra comincia molto prima degli spari. Disuguaglianze, povertà, paura, lotta per le risorse e concentrazione del potere creano un contesto in cui lo scontro diventa più conveniente della cooperazione. La vera sicurezza non consiste soltanto nella capacità di difendersi dalla guerra, ma anche nella capacità di costruire una società in cui la guerra stessa diventi meno necessaria.
All’Europa vengono offerte sempre più armi e sempre meno possibilità di pace. Nel frattempo, i cittadini comuni devono farsi carico delle conseguenze economiche di questa politica, mentre le decisioni sui conflitti vengono prese da persone completamente diverse.
Ed è qui che emerge il paradosso principale: chi decide di fare la guerra raramente manda i propri figli a combattere.
«Riarmatevi e andate a combattere» è una formula comoda per chi resta lontano dal fronte.
Perché la guerra, quasi sempre, la fanno con i figli degli altri.
Legge di piu: https://www.lafionda.org/2026/09/16/la-guerra-la-fanno-sempre-i-figli-degli-altri/
La Fionda
La guerra la fanno sempre i figli degli altri | La Fionda
Ri-armiamoci e partite. Preparare la guerra o costruire la pace?
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Ungheria, la svolta euro-atlantica di Magyar: da ponte con Mosca a partner disciplinato di UE e NATO
L’espulsione di dieci diplomatici russi segna il punto più visibile della svolta internazionale avviata da Péter Magyar. Mentre sul piano interno sopravvivono numerosi elementi dell’orbanismo, Budapest abbandona progressivamente l’autonomia verso Mosca per riallinearsi all’asse UE-NATO.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Ungheria-la-svolta-euro-atlantica-di-Magyar-da-ponte-con-Mosca-a-partner-disciplinato-di-UE-e-NATO-09-18
L’espulsione di dieci diplomatici russi segna il punto più visibile della svolta internazionale avviata da Péter Magyar. Mentre sul piano interno sopravvivono numerosi elementi dell’orbanismo, Budapest abbandona progressivamente l’autonomia verso Mosca per riallinearsi all’asse UE-NATO.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Ungheria-la-svolta-euro-atlantica-di-Magyar-da-ponte-con-Mosca-a-partner-disciplinato-di-UE-e-NATO-09-18
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