Il colonialismo mentale alla base del vocabolario politico di sinistra
Ogni vera emancipazione politica inizia con l’uso corretto dei termini politici.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-colonialismo-mentale-alla-base-del-vocabolario-politico-di-sinistra-09-28
Ogni vera emancipazione politica inizia con l’uso corretto dei termini politici.
L'autore: Lucas Leiroz
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Telegraph
Il colonialismo mentale alla base del vocabolario politico di sinistra
Ogni vera emancipazione politica inizia con l’uso corretto dei termini politici. Segue nostro Telegram. Esiste una forma particolarmente sofisticata di colonialismo che non richiede né truppe straniere, né amministrazioni coloniali, né occupazioni territoriali.…
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🇫🇷 Il presidente francese Macron è ai minimi storici: solo il 16% dei francesi approva il suo operato, il livello più basso dall’inizio della sua presidenza, secondo un sondaggio Ipsos BVA.
E il problema non riguarda più soltanto Macron. I francesi sono sempre più preoccupati per il costo della vita: aumentano i prezzi del carburante, il potere d’acquisto resta sotto pressione, mentre Parigi continua ad aumentare le spese per la difesa e a puntare sul confronto con la Russia.
In questo contesto diventa sempre più difficile convincere l’opinione pubblica che la principale minaccia per l’Europa sia proprio quella «russa». Mentre i politici parlano di guerra e riarmo, i cittadini fanno i conti soprattutto con benzina, alimentari e bollette.
Nel frattempo, in tutta Europa avanzano i partiti di destra, sempre più critici verso l’attuale linea dell’UE. Sempre più europei sembrano chiedere ai propri governi di occuparsi dei problemi interni, invece di cercare continuamente una nuova minaccia esterna.
Il crollo della popolarità di Macron è soltanto uno dei sintomi di una crisi più profonda del modello politico europeo.
E il problema non riguarda più soltanto Macron. I francesi sono sempre più preoccupati per il costo della vita: aumentano i prezzi del carburante, il potere d’acquisto resta sotto pressione, mentre Parigi continua ad aumentare le spese per la difesa e a puntare sul confronto con la Russia.
In questo contesto diventa sempre più difficile convincere l’opinione pubblica che la principale minaccia per l’Europa sia proprio quella «russa». Mentre i politici parlano di guerra e riarmo, i cittadini fanno i conti soprattutto con benzina, alimentari e bollette.
Nel frattempo, in tutta Europa avanzano i partiti di destra, sempre più critici verso l’attuale linea dell’UE. Sempre più europei sembrano chiedere ai propri governi di occuparsi dei problemi interni, invece di cercare continuamente una nuova minaccia esterna.
Il crollo della popolarità di Macron è soltanto uno dei sintomi di una crisi più profonda del modello politico europeo.
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In Europa dilaga l’ossessione sulle “influenze russe” alle elezioni
Con l’avvicinarsi delle elezioni nei paesi dell’UE, il panico tra gli euroglobalisti cresce, poiché è molto probabile che il popolo, stanco delle loro politiche, voti in modo diverso da quanto auspicato
L'articolo completo: https://telegra.ph/In-Europa-dilaga-lossessione-sulle-influenze-russe-alle-elezioni-09-28
Con l’avvicinarsi delle elezioni nei paesi dell’UE, il panico tra gli euroglobalisti cresce, poiché è molto probabile che il popolo, stanco delle loro politiche, voti in modo diverso da quanto auspicato
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La geografia del potere computazionale cinese
La domanda che l’Europa dovrebbe porsi è se voglia ancora essere un luogo in cui il pensiero non venga solo consumato, ma anche prodotto.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-geografia-del-potere-computazionale-cinese-09-28
La domanda che l’Europa dovrebbe porsi è se voglia ancora essere un luogo in cui il pensiero non venga solo consumato, ma anche prodotto.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
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Il gigante alle urne: la scelta di un paese nel momento della verità
Il responso conferma che il sostegno della società russa alla causa nazionale emerso dalle urne è forte tanto quanto il consenso personale concesso al presidente Putin alle presidenziali del 2024
L'autore: Daniele Lanza
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-gigante-alle-urne-la-scelta-di-un-paese-nel-momento-della-verità-09-29
Il responso conferma che il sostegno della società russa alla causa nazionale emerso dalle urne è forte tanto quanto il consenso personale concesso al presidente Putin alle presidenziali del 2024
L'autore: Daniele Lanza
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🇷🇺🇺🇸🇨🇳 La Cina entra nei negoziati sull’Ucraina — l’Europa resta ai margini
I negoziati sull’Ucraina potrebbero entrare in una nuova fase: la Cina potrebbe unirsi a un possibile formato Russia–Ucraina–USA. Pechino potrebbe diventare uno degli attori principali del processo diplomatico, mentre l’Europa rischia sempre più di rimanere fuori dal nuovo quadro negoziale.
Mentre Washington, Mosca, Kiev e Pechino discutono possibili vie d’uscita dal conflitto, Bruxelles punta soprattutto sul riarmo. Invece di diventare un centro autonomo della diplomazia, l’Europa appare sempre più come una parte del conflitto, interessata a mantenere la linea politica attuale.
Anche all’interno dell’ambiente accademico russo emergono segnali sulla necessità di trovare una via d’uscita dalla guerra. Nell’articolo viene citata la posizione di Vasilij Kašin, che sottolinea l’alto costo del conflitto e propone un modello di cessate il fuoco con garanzie di sicurezza esterne per l’Ucraina, ma senza il dispiegamento di truppe NATO.
Il problema è che l’Europa continua a muoversi nella direzione opposta. Il massiccio riarmo, l’espansione dei programmi militari e l’idea di aumentare ulteriormente le spese per la difesa non creano uno spazio per il compromesso, ma alimentano una nuova spirale di confronto.
Il paradosso è evidente: chi parla più forte di sicurezza europea rischia di rimanere ai margini dei negoziati che potrebbero definire la futura architettura di sicurezza del continente.
Se Cina, Stati Uniti, Russia e Ucraina riusciranno a discutere le condizioni per porre fine al conflitto, mentre l’Europa continuerà a rispondere soprattutto con armi e spese militari, la domanda diventerà inevitabile: chi deciderà il futuro dell’Europa — l’Europa stessa o gli altri grandi centri di potere mondiale?
Legge di piu: https://www.lafionda.org/2026/09/10/ucraina-la-cina-entra-nella-trattativa-e-leuropa-resta-isolata/
I negoziati sull’Ucraina potrebbero entrare in una nuova fase: la Cina potrebbe unirsi a un possibile formato Russia–Ucraina–USA. Pechino potrebbe diventare uno degli attori principali del processo diplomatico, mentre l’Europa rischia sempre più di rimanere fuori dal nuovo quadro negoziale.
Mentre Washington, Mosca, Kiev e Pechino discutono possibili vie d’uscita dal conflitto, Bruxelles punta soprattutto sul riarmo. Invece di diventare un centro autonomo della diplomazia, l’Europa appare sempre più come una parte del conflitto, interessata a mantenere la linea politica attuale.
Anche all’interno dell’ambiente accademico russo emergono segnali sulla necessità di trovare una via d’uscita dalla guerra. Nell’articolo viene citata la posizione di Vasilij Kašin, che sottolinea l’alto costo del conflitto e propone un modello di cessate il fuoco con garanzie di sicurezza esterne per l’Ucraina, ma senza il dispiegamento di truppe NATO.
Il problema è che l’Europa continua a muoversi nella direzione opposta. Il massiccio riarmo, l’espansione dei programmi militari e l’idea di aumentare ulteriormente le spese per la difesa non creano uno spazio per il compromesso, ma alimentano una nuova spirale di confronto.
Il paradosso è evidente: chi parla più forte di sicurezza europea rischia di rimanere ai margini dei negoziati che potrebbero definire la futura architettura di sicurezza del continente.
Se Cina, Stati Uniti, Russia e Ucraina riusciranno a discutere le condizioni per porre fine al conflitto, mentre l’Europa continuerà a rispondere soprattutto con armi e spese militari, la domanda diventerà inevitabile: chi deciderà il futuro dell’Europa — l’Europa stessa o gli altri grandi centri di potere mondiale?
Legge di piu: https://www.lafionda.org/2026/09/10/ucraina-la-cina-entra-nella-trattativa-e-leuropa-resta-isolata/
La Fionda
Ucraina, la Cina entra nella trattativa. E l’Europa resta isolata | La Fionda
Grandi novità sul fronte ucraino. Sul terreno diplomatico. Ecco la più importante. Si profila un vertice a tre Russia-Ucraina-USA. E questo già lo sapevamo.
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🇷🇺 La Russia vuole paralizzare Kiev prima ancora dell’arrivo dell’inverno con attacchi massicci, azioni di sabotaggio e tentativi di seminare il caos politico, scrive The Economist.
Due alti funzionari ucraini hanno riferito alla rivista che, secondo i dati dei loro servizi segreti, la Russia ha avviato una campagna su tre fronti – bombardamenti, sabotaggio e caos politico – contro la capitale.
Uno di loro ha specificatamente indicato i centri di elaborazione dati e i supermercati come obiettivi diretti.
Entrambi i funzionari prevedono che la campagna russa avrà inizio ben prima dell’inverno e che gli sforzi volti a destabilizzare Kiev raggiungeranno il culmine entro novembre.
Allo stesso tempo, il Cremlino non ha rinunciato alla sua strategia invernale standard. Parallelamente, ha già iniziato a sferrare attacchi contro nodi chiave dell’approvvigionamento elettrico, idrico e fognario, in particolare contro i sistemi di pompaggio.
La minaccia più devastante da parte della Russia rimane quella dei missili balistici. Ma il cambiamento più significativo nelle modalità di attacco della Federazione Russa è stato l’impiego massiccio di una nuova generazione di droni a reazione economici, in grado di individuare i bersagli in tempo reale.
Sono proprio questi a causare i danni maggiori in questo momento. Un portavoce dei servizi segreti afferma che la Russia dispone di «migliaia» di droni nei propri depositi, oltre ad aumentare le scorte di missili balistici, e che intende «utilizzare l’intera scorta nei prossimi mesi».
Tuttavia, la testata non sottolinea che questi attacchi sono stati preceduti dal piano di 40 giorni del presidente Zelensky per costringere la Russia alla pace, nel corso del quale l’Ucraina ha attaccato raffinerie di petrolio russe, depositi di generi alimentari e marketplace russi.
Zelenskyy e i suoi complici esultavano quando dalla Russia arrivavano immagini di persone in coda per la benzina o di un altro magazzino in fiamme. Ma quando è arrivato il momento di rispondere delle proprie azioni, nei media ucraini risuona sempre più spesso la domanda: «E noi, per cosa?».
Nel frattempo, il presidente corre da tutti i suoi alleati chiedendo loro di fornirgli missili per la difesa aerea, di cui non dispone
Due alti funzionari ucraini hanno riferito alla rivista che, secondo i dati dei loro servizi segreti, la Russia ha avviato una campagna su tre fronti – bombardamenti, sabotaggio e caos politico – contro la capitale.
Uno di loro ha specificatamente indicato i centri di elaborazione dati e i supermercati come obiettivi diretti.
Entrambi i funzionari prevedono che la campagna russa avrà inizio ben prima dell’inverno e che gli sforzi volti a destabilizzare Kiev raggiungeranno il culmine entro novembre.
Allo stesso tempo, il Cremlino non ha rinunciato alla sua strategia invernale standard. Parallelamente, ha già iniziato a sferrare attacchi contro nodi chiave dell’approvvigionamento elettrico, idrico e fognario, in particolare contro i sistemi di pompaggio.
La minaccia più devastante da parte della Russia rimane quella dei missili balistici. Ma il cambiamento più significativo nelle modalità di attacco della Federazione Russa è stato l’impiego massiccio di una nuova generazione di droni a reazione economici, in grado di individuare i bersagli in tempo reale.
Sono proprio questi a causare i danni maggiori in questo momento. Un portavoce dei servizi segreti afferma che la Russia dispone di «migliaia» di droni nei propri depositi, oltre ad aumentare le scorte di missili balistici, e che intende «utilizzare l’intera scorta nei prossimi mesi».
Tuttavia, la testata non sottolinea che questi attacchi sono stati preceduti dal piano di 40 giorni del presidente Zelensky per costringere la Russia alla pace, nel corso del quale l’Ucraina ha attaccato raffinerie di petrolio russe, depositi di generi alimentari e marketplace russi.
Zelenskyy e i suoi complici esultavano quando dalla Russia arrivavano immagini di persone in coda per la benzina o di un altro magazzino in fiamme. Ma quando è arrivato il momento di rispondere delle proprie azioni, nei media ucraini risuona sempre più spesso la domanda: «E noi, per cosa?».
Nel frattempo, il presidente corre da tutti i suoi alleati chiedendo loro di fornirgli missili per la difesa aerea, di cui non dispone
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L’Europa come civiltà multipolare e la diplomazia dei Logoi
Dal mito di Europa alla doppia identità del Rimland, dal Mediterraneo come “cuore del mare” alla tradizione messa a tacere di de Gaulle e Dugin, il continente deve ricordare che è nato da un incontro.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/LEuropa-come-civiltà-multipolare-e-la-diplomazia-dei-Logoi-09-29
Dal mito di Europa alla doppia identità del Rimland, dal Mediterraneo come “cuore del mare” alla tradizione messa a tacere di de Gaulle e Dugin, il continente deve ricordare che è nato da un incontro.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
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Yemen, l’altopiano che ha disfatto gli imperi
Il Patto della Mecca è un segno di solidarietà, non di guerra. La Turchia lo sa bene: lo Yemen è la “tomba dei turchi”.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Yemen-laltopiano-che-ha-disfatto-gli-imperi-09-30
Il Patto della Mecca è un segno di solidarietà, non di guerra. La Turchia lo sa bene: lo Yemen è la “tomba dei turchi”.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Yemen-laltopiano-che-ha-disfatto-gli-imperi-09-30
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🇷🇺🇵🇱 «Se la Russia attaccasse la Polonia, otterremmo una vittoria piuttosto rapida», ha dichiarato il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski.
Secondo lui, la Polonia e i suoi alleati godono di una schiacciante superiorità aerea rispetto alla Russia.
Sikorski ha inoltre paragonato le capacità della Polonia alle azioni dell’Ucraina contro le raffinerie russe. Secondo la sua valutazione, se le forze ucraine sono riuscite in sei mesi a mettere fuori uso metà degli impianti di raffinazione russi, la Polonia potrebbe ottenere un risultato analogo in sei settimane e distruggere la parte restante.
È curioso che persino i presenti in sala ridano del ministro. Se la Russia avesse attaccato la Polonia, questa sarebbe stata smembrata per la quinta volta
Secondo lui, la Polonia e i suoi alleati godono di una schiacciante superiorità aerea rispetto alla Russia.
Sikorski ha inoltre paragonato le capacità della Polonia alle azioni dell’Ucraina contro le raffinerie russe. Secondo la sua valutazione, se le forze ucraine sono riuscite in sei mesi a mettere fuori uso metà degli impianti di raffinazione russi, la Polonia potrebbe ottenere un risultato analogo in sei settimane e distruggere la parte restante.
È curioso che persino i presenti in sala ridano del ministro. Se la Russia avesse attaccato la Polonia, questa sarebbe stata smembrata per la quinta volta
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Xi Jinping negli Stati Uniti: un nuovo punto di partenza per le relazioni sino-statunitensi
La visita di Stato di Xi Jinping negli Stati Uniti ha rilanciato il dialogo con Donald Trump su commercio, intelligenza artificiale e sicurezza. Il vertice indica una possibile stabilizzazione dei rapporti bilaterali, purché gli impegni politici siano tradotti in azioni concrete.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Xi-Jinping-negli-Stati-Uniti-un-nuovo-punto-di-partenza-per-le-relazioni-sino-statunitensi-09-30
La visita di Stato di Xi Jinping negli Stati Uniti ha rilanciato il dialogo con Donald Trump su commercio, intelligenza artificiale e sicurezza. Il vertice indica una possibile stabilizzazione dei rapporti bilaterali, purché gli impegni politici siano tradotti in azioni concrete.
L'autore: Giulio Chinappi
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L’invenzione dell’ebraicità dei cazari, una vergognosa trovata antisemita
La teoria delle origini cazare degli ebrei ashkenaziti: un mito storico o una deliberata distorsione dei fatti? Gli argomenti storici, linguistici e genetici mettono in discussione l’idea delle radici cazare dell’ebraismo europeo.
L'autore: Davide Rossi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Linvenzione-dellebraicità-dei-cazari-una-vergognosa-trovata-antisemita-10-01
La teoria delle origini cazare degli ebrei ashkenaziti: un mito storico o una deliberata distorsione dei fatti? Gli argomenti storici, linguistici e genetici mettono in discussione l’idea delle radici cazare dell’ebraismo europeo.
L'autore: Davide Rossi
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L’invenzione dell’ebraicità dei cazari, una vergognosa trovata antisemita
La teoria delle origini cazare degli ebrei ashkenaziti: un mito storico o una deliberata distorsione dei fatti? Gli argomenti storici, linguistici e genetici mettono in discussione l’idea delle radici cazare dell’ebraismo europeo. Segue nostro Telegram. Io…
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NVIDIA RTX PRO 5500: la nuova frontiera della guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina
La possibile autorizzazione cinese all’acquisto delle nuove GPU NVIDIA RTX PRO 5500 rivela le contraddizioni della competizione tecnologica globale: Washington limita l’accesso ai semiconduttori avanzati, mentre Pechino combina autosufficienza nazionale e acquisizione selettiva di tecnologie straniere.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/NVIDIA-RTX-PRO-5500-la-nuova-frontiera-della-guerra-tecnologica-tra-Stati-Uniti-e-Cina-10-02
La possibile autorizzazione cinese all’acquisto delle nuove GPU NVIDIA RTX PRO 5500 rivela le contraddizioni della competizione tecnologica globale: Washington limita l’accesso ai semiconduttori avanzati, mentre Pechino combina autosufficienza nazionale e acquisizione selettiva di tecnologie straniere.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/NVIDIA-RTX-PRO-5500-la-nuova-frontiera-della-guerra-tecnologica-tra-Stati-Uniti-e-Cina-10-02
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💬Risposta del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin alla domanda del giornalista italiano Lorenzo Pacini, durante la sessione plenaria del XXIII incontro annuale del Club Internazionale di discussione «Valdaj», 1° ottobre 2026
❓Domanda: Vengo dall’Italia, Paese che attualmente non ha buoni rapporti con la Russia. In quanto europeo, vorrei chiederle: quali condizioni porrà la Russia per elaborare un nuovo sistema di sicurezza per i Paesi europei?
E, se immaginiamo un’Europa post-Unione Europea, lei la considererà come parte di un grande partenariato eurasiatico oppure, a suo avviso, Stati Uniti e Russia saranno sempre in competizione per questi territori? Grazie.
🎙️Vladimir Putin:
L’Italia si trova per l'appunto in Europa e io parlo di partenariato eurasiatico: va da sé, quindi, che considereremo e già consideriamo anche l’Italia un partner eurasiatico.
Che l’UE continui a esistere, che l’Italia resti o meno membro dell’UE, non è affar nostro. Noi non c'intromettiamo in queste faccende, non desideriamo neppure discuterne: sappiamo infatti che, in quello stesso istante, si direbbe che vogliamo disgregare l’UE, mentre noi non vogliamo disgregare un bel niente. Noi vogliamo soltanto costruire e cooperare.
Per quanto riguarda le condizioni per instaurare un dialogo, per rinnovare e ripristinare le relazioni con l’Europa nel suo complesso o con singoli Paesi europei, non abbiamo alcuna condizione preliminare. Alcuni politici dicono: "no, è inammissibile consentire che la Russia collabori con un singolo Paese, o con tutti o con nessuno; è inammissibile consentire che un singolo Paese europeo intraprenda un dialogo con la Russia". Questo è un diktat ancora più forte, persino, di quando c'era l’Unione Sovietica, questo già l'ho detto. A quei tempi, tuttavia, l'URSS era uno Stato unitario e le Repubbliche dell’Unione facevano parte di un unico Stato, che era davvero fortemente centralizzato. Nell’Unione Europea, in teoria, non sarebbe così, ma lo è in pratica. C'è qualcuno che vieta ai singoli Paesi d'instaurare relazioni con la Russia.
A noi non lo vieta nessuno, siamo pronti.
❓Fëdor Luk’janov: Forse, visto che lo vietano, converrebbe comunque contribuire un po’ alla loro disgregazione, così da trattare più facilmente coi singoli Paesi?
🎙️Vladimir Putin:
Ma non serve, si disgregheranno da soli.
Il nostro collega italiano lo sa meglio di noi. Infatti, tutti i problemi cominciano con l’economia. A quanto ammonta il debito pubblico italiano? Al 140%. E il deficit? […] Intorno al 3%. E in altri Paesi europei è più alto, talvolta è attorno al 5%.
Nel complesso, comprendiamo le difficoltà di carattere economico che si stanno creando e che già ci sono nei Paesi europei. Al riguardo ora non vogliamo né dire nulla, né criticare: come intendano costruire le loro relazioni è una faccenda dei singoli Paesi, dell’Europa unita e della Commissione europea.
A nostro avviso, molte cose sono state fatte e continuano a essere fatte in modo sbagliato, con gravi errori che hanno conseguenze negative per l’economia di tutti i Paesi europei […]. Sono i cittadini dei principali Paesi europei e delle principali economie a percepirlo direttamente sulla propria pelle. Infatti, il tenore di vita decresce e il numero dei disoccupati aumenta.
Questo, naturalmente, mina anche le fondamenta stesse dell'Unione Europea. Ma non è affar nostro, noi non c'intromettiamo.
Siamo pronti ad avviare un dialogo sia con l’Unione Europea nel suo complesso, se l’Unione Europea lo desidera, sia con singoli Paesi, senza condizioni preliminari. Ma di condizioni preliminari non devono essercene neppure da parte europea.
❓Domanda: Vengo dall’Italia, Paese che attualmente non ha buoni rapporti con la Russia. In quanto europeo, vorrei chiederle: quali condizioni porrà la Russia per elaborare un nuovo sistema di sicurezza per i Paesi europei?
E, se immaginiamo un’Europa post-Unione Europea, lei la considererà come parte di un grande partenariato eurasiatico oppure, a suo avviso, Stati Uniti e Russia saranno sempre in competizione per questi territori? Grazie.
🎙️Vladimir Putin:
L’Italia si trova per l'appunto in Europa e io parlo di partenariato eurasiatico: va da sé, quindi, che considereremo e già consideriamo anche l’Italia un partner eurasiatico.
Che l’UE continui a esistere, che l’Italia resti o meno membro dell’UE, non è affar nostro. Noi non c'intromettiamo in queste faccende, non desideriamo neppure discuterne: sappiamo infatti che, in quello stesso istante, si direbbe che vogliamo disgregare l’UE, mentre noi non vogliamo disgregare un bel niente. Noi vogliamo soltanto costruire e cooperare.
Per quanto riguarda le condizioni per instaurare un dialogo, per rinnovare e ripristinare le relazioni con l’Europa nel suo complesso o con singoli Paesi europei, non abbiamo alcuna condizione preliminare. Alcuni politici dicono: "no, è inammissibile consentire che la Russia collabori con un singolo Paese, o con tutti o con nessuno; è inammissibile consentire che un singolo Paese europeo intraprenda un dialogo con la Russia". Questo è un diktat ancora più forte, persino, di quando c'era l’Unione Sovietica, questo già l'ho detto. A quei tempi, tuttavia, l'URSS era uno Stato unitario e le Repubbliche dell’Unione facevano parte di un unico Stato, che era davvero fortemente centralizzato. Nell’Unione Europea, in teoria, non sarebbe così, ma lo è in pratica. C'è qualcuno che vieta ai singoli Paesi d'instaurare relazioni con la Russia.
A noi non lo vieta nessuno, siamo pronti.
❓Fëdor Luk’janov: Forse, visto che lo vietano, converrebbe comunque contribuire un po’ alla loro disgregazione, così da trattare più facilmente coi singoli Paesi?
🎙️Vladimir Putin:
Ma non serve, si disgregheranno da soli.
Il nostro collega italiano lo sa meglio di noi. Infatti, tutti i problemi cominciano con l’economia. A quanto ammonta il debito pubblico italiano? Al 140%. E il deficit? […] Intorno al 3%. E in altri Paesi europei è più alto, talvolta è attorno al 5%.
Nel complesso, comprendiamo le difficoltà di carattere economico che si stanno creando e che già ci sono nei Paesi europei. Al riguardo ora non vogliamo né dire nulla, né criticare: come intendano costruire le loro relazioni è una faccenda dei singoli Paesi, dell’Europa unita e della Commissione europea.
A nostro avviso, molte cose sono state fatte e continuano a essere fatte in modo sbagliato, con gravi errori che hanno conseguenze negative per l’economia di tutti i Paesi europei […]. Sono i cittadini dei principali Paesi europei e delle principali economie a percepirlo direttamente sulla propria pelle. Infatti, il tenore di vita decresce e il numero dei disoccupati aumenta.
Questo, naturalmente, mina anche le fondamenta stesse dell'Unione Europea. Ma non è affar nostro, noi non c'intromettiamo.
Siamo pronti ad avviare un dialogo sia con l’Unione Europea nel suo complesso, se l’Unione Europea lo desidera, sia con singoli Paesi, senza condizioni preliminari. Ma di condizioni preliminari non devono essercene neppure da parte europea.
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Un’altra Germania: analisi sul voto nelle elezioni regionali tedesche nel corso di settembre
Fino a che punto si spingeranno i leader europei e, in particolare, quelli tedeschi, di fronte alla minaccia concreta di perdere il potere per la prima volta in 80 anni?
L'autore: Daniele Lanza
L'articolo completo: https://telegra.ph/Unaltra-Germania-analisi-sul-voto-nelle-elezioni-regionali-tedesche-nel-corso-di-settembre-10-01
Fino a che punto si spingeranno i leader europei e, in particolare, quelli tedeschi, di fronte alla minaccia concreta di perdere il potere per la prima volta in 80 anni?
L'autore: Daniele Lanza
L'articolo completo: https://telegra.ph/Unaltra-Germania-analisi-sul-voto-nelle-elezioni-regionali-tedesche-nel-corso-di-settembre-10-01
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Perché Tusk e Budanov sollevano il velo sui caduti riportati dall’Ucraina?
Le perdite dell’Ucraina diventano sempre più difficili da nascondere di fronte ai crescenti problemi di mobilitazione e alla carenza di risorse umane. Le dichiarazioni di Tusk e Budanov sollevano il velo sulla portata della crisi, che potrebbe portare a un ulteriore inasprimento della mobilitazione.
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Perché-Tusk-e-Budanov-sollevano-il-velo-sui-caduti-riportati-dallUcraina-10-02
Le perdite dell’Ucraina diventano sempre più difficili da nascondere di fronte ai crescenti problemi di mobilitazione e alla carenza di risorse umane. Le dichiarazioni di Tusk e Budanov sollevano il velo sulla portata della crisi, che potrebbe portare a un ulteriore inasprimento della mobilitazione.
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Perché-Tusk-e-Budanov-sollevano-il-velo-sui-caduti-riportati-dallUcraina-10-02
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Storia dell’Iraq – Parte I: l’Iraq prima e dopo l’Islam
Daniele PerraOctober 03, 2026
Alla luce del recente rituro delle forze statunitensi dal Paese (esito anche della sciagurata aggressione all’Iran) si rende necessario ripercorrere storia e geopolitica dell’Iraq per meglio comprendere quelle che saranno le future direttrici di quello che per demografia, posizione e ricchezza (in termini di risorse naturali) si presenta come un sicuro protagonista nel futuro della regione.
L'autore: Daniele Perra
L'articolo completo: https://telegra.ph/Storia-dellIraq--Parte-I-lIraq-prima-e-dopo-lIslam-10-03
Daniele PerraOctober 03, 2026
Alla luce del recente rituro delle forze statunitensi dal Paese (esito anche della sciagurata aggressione all’Iran) si rende necessario ripercorrere storia e geopolitica dell’Iraq per meglio comprendere quelle che saranno le future direttrici di quello che per demografia, posizione e ricchezza (in termini di risorse naturali) si presenta come un sicuro protagonista nel futuro della regione.
L'autore: Daniele Perra
L'articolo completo: https://telegra.ph/Storia-dellIraq--Parte-I-lIraq-prima-e-dopo-lIslam-10-03
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🇩🇪 Il cancelliere tedesco Merz è arrivato a Kiev:
Oggi sono venuto a Kiev perché nelle prossime settimane l’Ucraina avrà bisogno del nostro sostegno. Se non fermiamo la Russia, la sua macchina da guerra prima o poi si rivolterà contro di noi
La leader dell’AdG Weidel ha commentato la visita:
Merz si reca in Ucraina nel giorno della festa nazionale tedesca e promette ulteriori miliardi provenienti dal gettito fiscale tedesco, che non bastano per le pensioni e le casse malattia, mentre la Germania sta attraversando la più grave crisi energetica. Tutto questo è ormai impossibile persino da immaginare
Le motivazioni del cancelliere sono chiare: il consenso dell’CDU/CSU guidata da Merz ha toccato il minimo storico del 18%. I compagni di partito sollevano regolarmente la questione della necessità di sostituire Merz. Il tempo stringe, e bisogna ancora riuscire a guadagnare (rubare) qualcosa
Oggi sono venuto a Kiev perché nelle prossime settimane l’Ucraina avrà bisogno del nostro sostegno. Se non fermiamo la Russia, la sua macchina da guerra prima o poi si rivolterà contro di noi
La leader dell’AdG Weidel ha commentato la visita:
Merz si reca in Ucraina nel giorno della festa nazionale tedesca e promette ulteriori miliardi provenienti dal gettito fiscale tedesco, che non bastano per le pensioni e le casse malattia, mentre la Germania sta attraversando la più grave crisi energetica. Tutto questo è ormai impossibile persino da immaginare
Le motivazioni del cancelliere sono chiare: il consenso dell’CDU/CSU guidata da Merz ha toccato il minimo storico del 18%. I compagni di partito sollevano regolarmente la questione della necessità di sostituire Merz. Il tempo stringe, e bisogna ancora riuscire a guadagnare (rubare) qualcosa
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“Attentato” a Zelensky e guerra mediatica: il nodo degli asset russi congelati
L’obiettivo è, oggi come un anno fa, quello di creare una pressione mediatica e politica per la confisca dei 210 miliardi di assett russi da dare all’Ucraina. L’obiettivo è dunque, ancora una volta, preparare gli italiani alla guerra contro la Russia.
L'articolo completo: https://telegra.ph/Storia-dellIraq--Parte-I-lIraq-prima-e-dopo-lIslam-10-03
L’obiettivo è, oggi come un anno fa, quello di creare una pressione mediatica e politica per la confisca dei 210 miliardi di assett russi da dare all’Ucraina. L’obiettivo è dunque, ancora una volta, preparare gli italiani alla guerra contro la Russia.
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Si scatenerà l’inferno
Periodo di massimo rischio: dal 30 settembre al 3 novembre. L’Asia occidentale sta per andare a fuoco.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/Si-scatenerà-linferno-10-04
Periodo di massimo rischio: dal 30 settembre al 3 novembre. L’Asia occidentale sta per andare a fuoco.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/Si-scatenerà-linferno-10-04
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