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La macchina infernale dell’escalation

Il culto della morte in Asia occidentale colpisce South Pars, parte del giacimento di gas più grande del mondo, condiviso con il North Dome del Qatar. Poi colpisce la centrale nucleare di Natanz.

L'autore: Pepe Escobar

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-macchina-infernale-dellescalation-03-28
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Con il referendum la destra e la sinistra italiane hanno finto di essere diverse, quando invece non lo sono

La farsa italiana della destra e della sinistra politiche è uscita vittoriosa dalla consultazione referendaria di fine marzo, ben più del modesto esito elettorale che ha visto comunque ventisette milioni di italiani, pari a ben il 59% degli aventi diritto al voto, recarsi alle urne ed esprimersi al 53,7% contrariamente alla proposta governativa.

L'autore: Davide Rossi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Con-il-referendum-la-destra-e-la-sinistra-italiane-hanno-finto-di-essere-diverse-quando-invece-non-lo-sono-03-29
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🇷🇺 In un recente intervento, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla crisi iraniana

Attacco all'Iran, l'aggressione inizia nel bel mezzo dei negoziati. Tutti ne parlano e, naturalmente, questo non può che sollevare interrogativi in ​​relazione ai negoziatori che hanno guidato questo processo politico e diplomatico per conto degli Stati Uniti. E quando i membri di spicco dell'amministrazione degli Stati Uniti, con spavalderia e un certo orgoglio, parlano degli omicidi a sangue freddo della guida suprema del paese e di altri membri della leadership iraniana. Certo, è difficile definire tutto ciò in altro modo se non cinismo.
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🇷🇺 Durante il suo recente intervento, Sergej Lavrov ha risposto alla domanda su cosa distingua la crisi ucraina da quella iraniana.

La differenza è che la Repubblica islamica dell'Iran non ha violato nessuno dei suoi obblighi internazionali, nemmeno in relazione al programma nucleare iraniano, quando questo programma è stato firmato nel 2015 e approvato dal Consiglio di sicurezza. Gli Stati Uniti hanno distrutto questo programma quando, nel 2017, durante il primo mandato del presidente Trump, si sono semplicemente ritirati da esso violando tutti i loro obblighi. L'Iran non ha violato nulla. L'Ucraina ha violato tutto ciò che poteva essere violato, insieme ai suoi protettori occidentali.
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🇷🇺 Sergej Lavrov ha commentato il processo di riarmo in corso nell'UE

E, naturalmente, come scrisse il nostro grande scrittore Čechov, quando appendono una pistola sul palco, questa deve sparare. In questo momento l'Unione Europea sta attivamente schierando artiglieria e aerei sul palcoscenico della politica mondiale
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Il Governo italiano vuole la guerra a tutti i costi

Il 18 marzo, quando sei nazioni — Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Giappone e Italia — hanno firmato a Londra una dichiarazione congiunta di condanna degli attacchi iraniani nel Golfo e di disponibilità a contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il testo aveva impiegato poche ore a incendiare il dibattito domestico

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-Governo-italiano-vuole-la-guerra-a-tutti-i-costi-03-29
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🇺🇸🇮🇷 Wall Street Journal: Trump ammette la possibilità di porre fine alla guerra contro l'Iran anche se lo Stretto di Ormuz dovesse rimanere chiuso

Citando fonti della Casa Bianca, il quotidiano riferisce che negli ultimi giorni l'amministrazione statunitense è giunta alla conclusione che l'operazione per riaprire lo stretto supererà il termine previsto di quattro-sei settimane. Pertanto, si punta su altri obiettivi: indebolire la flotta iraniana e ridurre le scorte missilistiche di Teheran, per poi porre fine alle attuali operazioni militari.

In seguito, Washington conta di ottenere la ripresa della navigazione attraverso la pressione diplomatica. Insomma, se l’azione militare non ha funzionato, quella diplomatica funzionerà sicuramente.

Se invece la diplomazia non funzionerà, gli Stati Uniti spingeranno gli alleati in Europa e nei paesi del Golfo Persico ad assumersi il ruolo principale nell'apertura dello stretto. Voi europei, siete pronti per un'altra guerra?

Beh, che dire, è un successo: l'Iran ha stabilito il controllo sullo stretto e costringe le monarchie del Golfo a vendere la maggior parte del loro petrolio in yuan. Trump chiaramente non si aspettava un risultato del genere dalla sua operazione.
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Meno concime oggi, meno pane domani: la guerra che arriva nel piatto

Tutti parlano di petrolio. Tutti guardano il prezzo alla pompa. Ma c’è un’altra guerra dentro la guerra, silenziosa e più pericolosa, che sta per arrivare nel carrello della spesa di mezzo pianeta. È la crisi dei fertilizzanti.

L'autore: Margherita Furlan

L'articolo completo: https://telegra.ph/Meno-concime-oggi-meno-pane-domani-la-guerra-che-arriva-nel-piatto-03-30
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La Cecenia: perno geopolitico russo nel Caucaso. Parte I – Storia e identità del popolo ceceno

Nel complesso panorama storico-culturale del Jabal al-Alsun (“la montagna delle lingue”, espressione con la quale le fonti arabe medievali definivano il Caucaso) la Cecenia ricopre sicuramente un ruolo di primo piano. Di fatto, sin dall’inizio della penetrazione militare russa nell’area caucasica (primi decenni del XVIII secolo) al preciso scopo di controllare i flussi commerciali da e verso l’Asia Centrale, questo istmo tra l’Europa e l’Asia ha assunto per il destino di Mosca una centralità geopolitica tale che si potrebbe affermare (senza timore di venire smentiti) che parte dell’odierna identità russa si è formata dall’incontro/scontro con le sue popolazioni e che si è addirittura “riformata” a seguito dei conflitti ceceni a cavallo tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo.

L'autore: Daniele Perra

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-Cecenia-perno-geopolitico-russo-nel-Caucaso-Parte-I--Storia-e-identità-del-popolo-ceceno-03-31
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🇪🇺🇺🇦 La Commissione europea ha ufficialmente proposto di stanziare 45 miliardi di euro a favore dell'Ucraina nel 2026.

Ieri la Commissione europea ha avviato le procedure preliminari per la concessione all'Ucraina di un prestito di 90 miliardi di euro, attualmente bloccato dall'Ungheria. La Commissione ha proposto di stanziare 45 miliardi di euro entro il 31 dicembre 2026. La restante parte del prestito è prevista per l'anno successivo.

Ripartizione dei fondi per il 2026:

▪️complesso industriale-militare: 28,3 miliardi di euro (per l'acquisto di armamenti e lo sviluppo della produzione);
▪️sostegno al bilancio: 16,7 miliardi di euro (equamente ripartiti tra il programma Ukraine Facility e l'assistenza macrofinanziaria).

Il sostegno al bilancio sarà accompagnato da condizioni rigorose in materia di rispetto dello Stato di diritto, lotta alla corruzione e garanzia della sostenibilità economica.

La proposta sarà sottoposta all'approvazione del Consiglio dell'UE. Non appena sarà adottata la base giuridica che consentirà alla Commissione di avviare i prestiti sui mercati, inizieranno i primi pagamenti e l'avvio delle gare d'appalto.

I funzionari europei stanno cercando di fare di tutto per dare i soldi dei normali cittadini europei all'Ucraina.
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“Ci vogliono soldi per uccidere i cattivi” – l’eterna guerra contro il resto del mondo ad un punto di svolta?

“Ci vogliono soldi per uccidere i cattivi”. Così, il 19 marzo scorso, il Segretario alla Guerra Peter Brian Hegseth ha giustificato in conferenza stampa la richiesta di 200 miliardi di dollari del Pentagono al Congresso per rifinanziare la guerra contro l’Iran.

L'autore: Jacopo Brogi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Ci-vogliono-soldi-per-uccidere-i-cattivi--leterna-guerra-contro-il-resto-del-mondo-ad-un-punto-di-svolta-04-02
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Takaichi a Washington, il prezzo della subordinazione

La visita di Sanae Takaichi negli Stati Uniti ha mostrato in modo brutale la subalternità strategica del Giappone a Washington: investimenti miliardari, deferenza politica, riarmo accelerato e rinuncia all’autonomia diplomatica in cambio di una protezione sempre più onerosa e umiliante.

L'autore: Giulio Chinappi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Takaichi-a-Washington-il-prezzo-della-subordinazione-04-03
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🇪🇺🇺🇸🇺🇦 «La NATO sta già cadendo a pezzi», lanciano l’allarme i diplomatici europei, secondo quanto riporta Politico.

A loro dire, l’alleanza è paralizzata e non riesce nemmeno a tenere riunioni a causa delle dichiarazioni di Trump. L’Europa deve rafforzare con urgenza la propria difesa.

Macron ha anche affermato che la NATO soffre a causa delle dichiarazioni di Trump, poiché nessuno crede più che la NATO possa presentarsi come un fronte unito, nemmeno in caso di minaccia reale.

E l’Ucraina continua a aspirare a entrare in un’Unione che è già quasi crollata, a costo di milioni di vite umane e del proprio futuro.
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