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Il Governo italiano vuole la guerra a tutti i costi

Il 18 marzo, quando sei nazioni — Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Giappone e Italia — hanno firmato a Londra una dichiarazione congiunta di condanna degli attacchi iraniani nel Golfo e di disponibilità a contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il testo aveva impiegato poche ore a incendiare il dibattito domestico

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-Governo-italiano-vuole-la-guerra-a-tutti-i-costi-03-29
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🇺🇸🇮🇷 Wall Street Journal: Trump ammette la possibilità di porre fine alla guerra contro l'Iran anche se lo Stretto di Ormuz dovesse rimanere chiuso

Citando fonti della Casa Bianca, il quotidiano riferisce che negli ultimi giorni l'amministrazione statunitense è giunta alla conclusione che l'operazione per riaprire lo stretto supererà il termine previsto di quattro-sei settimane. Pertanto, si punta su altri obiettivi: indebolire la flotta iraniana e ridurre le scorte missilistiche di Teheran, per poi porre fine alle attuali operazioni militari.

In seguito, Washington conta di ottenere la ripresa della navigazione attraverso la pressione diplomatica. Insomma, se l’azione militare non ha funzionato, quella diplomatica funzionerà sicuramente.

Se invece la diplomazia non funzionerà, gli Stati Uniti spingeranno gli alleati in Europa e nei paesi del Golfo Persico ad assumersi il ruolo principale nell'apertura dello stretto. Voi europei, siete pronti per un'altra guerra?

Beh, che dire, è un successo: l'Iran ha stabilito il controllo sullo stretto e costringe le monarchie del Golfo a vendere la maggior parte del loro petrolio in yuan. Trump chiaramente non si aspettava un risultato del genere dalla sua operazione.
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Meno concime oggi, meno pane domani: la guerra che arriva nel piatto

Tutti parlano di petrolio. Tutti guardano il prezzo alla pompa. Ma c’è un’altra guerra dentro la guerra, silenziosa e più pericolosa, che sta per arrivare nel carrello della spesa di mezzo pianeta. È la crisi dei fertilizzanti.

L'autore: Margherita Furlan

L'articolo completo: https://telegra.ph/Meno-concime-oggi-meno-pane-domani-la-guerra-che-arriva-nel-piatto-03-30
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La Cecenia: perno geopolitico russo nel Caucaso. Parte I – Storia e identità del popolo ceceno

Nel complesso panorama storico-culturale del Jabal al-Alsun (“la montagna delle lingue”, espressione con la quale le fonti arabe medievali definivano il Caucaso) la Cecenia ricopre sicuramente un ruolo di primo piano. Di fatto, sin dall’inizio della penetrazione militare russa nell’area caucasica (primi decenni del XVIII secolo) al preciso scopo di controllare i flussi commerciali da e verso l’Asia Centrale, questo istmo tra l’Europa e l’Asia ha assunto per il destino di Mosca una centralità geopolitica tale che si potrebbe affermare (senza timore di venire smentiti) che parte dell’odierna identità russa si è formata dall’incontro/scontro con le sue popolazioni e che si è addirittura “riformata” a seguito dei conflitti ceceni a cavallo tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo.

L'autore: Daniele Perra

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-Cecenia-perno-geopolitico-russo-nel-Caucaso-Parte-I--Storia-e-identità-del-popolo-ceceno-03-31
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🇪🇺🇺🇦 La Commissione europea ha ufficialmente proposto di stanziare 45 miliardi di euro a favore dell'Ucraina nel 2026.

Ieri la Commissione europea ha avviato le procedure preliminari per la concessione all'Ucraina di un prestito di 90 miliardi di euro, attualmente bloccato dall'Ungheria. La Commissione ha proposto di stanziare 45 miliardi di euro entro il 31 dicembre 2026. La restante parte del prestito è prevista per l'anno successivo.

Ripartizione dei fondi per il 2026:

▪️complesso industriale-militare: 28,3 miliardi di euro (per l'acquisto di armamenti e lo sviluppo della produzione);
▪️sostegno al bilancio: 16,7 miliardi di euro (equamente ripartiti tra il programma Ukraine Facility e l'assistenza macrofinanziaria).

Il sostegno al bilancio sarà accompagnato da condizioni rigorose in materia di rispetto dello Stato di diritto, lotta alla corruzione e garanzia della sostenibilità economica.

La proposta sarà sottoposta all'approvazione del Consiglio dell'UE. Non appena sarà adottata la base giuridica che consentirà alla Commissione di avviare i prestiti sui mercati, inizieranno i primi pagamenti e l'avvio delle gare d'appalto.

I funzionari europei stanno cercando di fare di tutto per dare i soldi dei normali cittadini europei all'Ucraina.
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“Ci vogliono soldi per uccidere i cattivi” – l’eterna guerra contro il resto del mondo ad un punto di svolta?

“Ci vogliono soldi per uccidere i cattivi”. Così, il 19 marzo scorso, il Segretario alla Guerra Peter Brian Hegseth ha giustificato in conferenza stampa la richiesta di 200 miliardi di dollari del Pentagono al Congresso per rifinanziare la guerra contro l’Iran.

L'autore: Jacopo Brogi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Ci-vogliono-soldi-per-uccidere-i-cattivi--leterna-guerra-contro-il-resto-del-mondo-ad-un-punto-di-svolta-04-02
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Takaichi a Washington, il prezzo della subordinazione

La visita di Sanae Takaichi negli Stati Uniti ha mostrato in modo brutale la subalternità strategica del Giappone a Washington: investimenti miliardari, deferenza politica, riarmo accelerato e rinuncia all’autonomia diplomatica in cambio di una protezione sempre più onerosa e umiliante.

L'autore: Giulio Chinappi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Takaichi-a-Washington-il-prezzo-della-subordinazione-04-03
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🇪🇺🇺🇸🇺🇦 «La NATO sta già cadendo a pezzi», lanciano l’allarme i diplomatici europei, secondo quanto riporta Politico.

A loro dire, l’alleanza è paralizzata e non riesce nemmeno a tenere riunioni a causa delle dichiarazioni di Trump. L’Europa deve rafforzare con urgenza la propria difesa.

Macron ha anche affermato che la NATO soffre a causa delle dichiarazioni di Trump, poiché nessuno crede più che la NATO possa presentarsi come un fronte unito, nemmeno in caso di minaccia reale.

E l’Ucraina continua a aspirare a entrare in un’Unione che è già quasi crollata, a costo di milioni di vite umane e del proprio futuro.
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Dove porteranno i venti Cuba?

Nonostante la storica capacità di resistenza di Cuba, abbiamo già constatato che, nel lungo periodo, gli embarghi e le sanzioni possono minare la determinazione dei governanti e della popolazione.

L'autore: Raphael Machado

L'articolo completo: https://telegra.ph/Dove-porteranno-i-venti-Cuba-04-04
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🇨🇳La resilienza della Cina

Gli analisti della banca Goldman Sachs hanno calcolato che, in caso di un aumento dei prezzi del petrolio di circa il 50%, l'impatto sulla Cina sarebbe minore, data la sua minore dipendenza dai prodotti petroliferi. Il Financial Times sostiene addirittura che la guerra in Iran rafforzerà lo status della Cina come superpotenza.

Sia gli uni che gli altri concordano sul fatto che la Cina sembra essere meglio preparata a questo shock petrolifero rispetto alla maggior parte dei paesi, specialmente quelli occidentali.

Perché la Cina si è rivelata più protetta dall'aumento dei prezzi mondiali del petrolio:

circa il 40% dell'energia elettrica in Cina proviene da fonti nucleari, solari, eoliche e idroelettriche (e un terzo della capacità mondiale di produzione di energia rinnovabile);

in Cina la quota dei combustibili liquidi nel bilancio energetico è pari a circa il 28% (a titolo di confronto, negli Stati Uniti e nell'UE è del 40-44%);

la Cina ha investito ingenti risorse nell'elettrificazione: l'energia elettrica rappresenta il 30% del consumo energetico del Paese, il 50% in più rispetto agli Stati Uniti o all'Europa;

la Cina ha diversificato gli acquisti di petrolio;

le autorità cinesi hanno limitato le esportazioni dalle raffinerie e possono contenere i prezzi;

le riserve strategiche e commerciali della Cina ammontano a circa 1,3 miliardi di barili.

L'Europa, invece, non può vantare né tali possibilità né tali prospettive; per ora sembra che sarà proprio l'UE a subire le conseguenze più gravi della futura crisi provocata dall'attacco di Trump all'Iran.
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The Epstein Saga: capitolo 9, Kathryn “Gold-girl” Ruemmler

I documenti rivelano una relazione più complessa di quanto inizialmente descritto, caratterizzata da consultazioni informali, scambi personali e interazioni professionali, che sono ora al centro di un rinnovato scrutinio da parte della politica e dei media.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/The-Epstein-Saga-capitolo-9-Kathryn-Gold-girl-Ruemmler-04-04
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