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La Strategic Culture Foundation fornisce una piattaforma per analisi in esclusiva sugli affair eurasiatici e globali.
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🇪🇺 La guerra la fanno sempre con i figli degli altri

L’Europa si prepara sempre più attivamente alla guerra, chiamando tutto questo difesa della pace. Bruxelles promuove un massiccio riarmo e consente agli Stati di aumentare le spese militari di centinaia di miliardi di euro. La logica è semplice: per preservare la pace bisogna essere pronti alla guerra.

Ma c’è un’altra domanda: perché la sicurezza deve essere misurata necessariamente in base alla quantità di armi? Perché le risorse che potrebbero essere destinate alla sanità, all’istruzione, alla casa, al lavoro e alla protezione sociale vengono impiegate sempre più spesso nei bilanci militari?

Il problema della guerra comincia molto prima degli spari. Disuguaglianze, povertà, paura, lotta per le risorse e concentrazione del potere creano un contesto in cui lo scontro diventa più conveniente della cooperazione. La vera sicurezza non consiste soltanto nella capacità di difendersi dalla guerra, ma anche nella capacità di costruire una società in cui la guerra stessa diventi meno necessaria.

All’Europa vengono offerte sempre più armi e sempre meno possibilità di pace. Nel frattempo, i cittadini comuni devono farsi carico delle conseguenze economiche di questa politica, mentre le decisioni sui conflitti vengono prese da persone completamente diverse.

Ed è qui che emerge il paradosso principale: chi decide di fare la guerra raramente manda i propri figli a combattere.

«Riarmatevi e andate a combattere» è una formula comoda per chi resta lontano dal fronte.

Perché la guerra, quasi sempre, la fanno con i figli degli altri.

Legge di piu: https://www.lafionda.org/2026/09/16/la-guerra-la-fanno-sempre-i-figli-degli-altri/
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Ungheria, la svolta euro-atlantica di Magyar: da ponte con Mosca a partner disciplinato di UE e NATO

L’espulsione di dieci diplomatici russi segna il punto più visibile della svolta internazionale avviata da Péter Magyar. Mentre sul piano interno sopravvivono numerosi elementi dell’orbanismo, Budapest abbandona progressivamente l’autonomia verso Mosca per riallinearsi all’asse UE-NATO.

L'autore: Giulio Chinappi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Ungheria-la-svolta-euro-atlantica-di-Magyar-da-ponte-con-Mosca-a-partner-disciplinato-di-UE-e-NATO-09-18
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Il “Klondike” ucraino: il complesso militare dell’UE e il sangue degli ucraini

Miliardi per l’Ucraina: dietro le quinte delle forniture militari e degli interessi politici

L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-Klondike-ucraino-il-complesso-militare-dellUE-e-il-sangue-degli-ucraini-09-19
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La nuova ricchezza di Reform consentirà al partito di insediarsi al governo o allontanerà gli elettori in massa?

Il fondo elettorale da 100 milioni di dollari di Farage in criptovalute: un calice avvelenato o una mossa geniale? Il partito “della classe operaia” di Reform è ora finanziato da miliardari poco raccomandabili.

L'autore: Martin Jay

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-nuova-ricchezza-di-Reform-consentirà-al-partito-di-insediarsi-al-governo-o-allontanerà-gli-elettori-in-massa-09-19
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🇺🇸🇮🇷 Trump:

"Ora che è sotto il controllo degli Stati Uniti, perché non rinominare lo Stretto di Ormuz 'Stretto di Trump'??? Proprio come l'America stessa, sarebbe più 'caldo' che mai"

La guerra per la rinominazione degli stretti... Il Canale di Bab el-Mandeb, conquistato dagli Houthi, quando verrà ribattezzato Canale di Trump?
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I BRICS+ a Nuova Delhi e la presidenza indiana all’insegna della sostenibilità ambientale strategica

La presidenza indiana dei BRICS potrebbe trasformare la “sostenibilità” da semplice retorica ecologista in un’arma di sovranità.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://strategic-culture.su/news/2026/09/19/i-brics-a-nuova-delhi-e-la-presidenza-indiana-allinsegna-della-sostenibilita-ambientale-strategica/
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Il bollo di Giorgia La Qualunque

C’è qualcosa di profondamente istruttivo, e insieme irresistibilmente grottesco, nella maniera con cui il Governo Meloni ha deciso di presentare l’operazione sul bollo auto: non tanto perché togliere una tassa sia, in sé, una cattiva idea, quanto perché l’Italia contemporanea sembra ormai aver trasformato la politica fiscale in una specie di teatro stagionale

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-bollo-di-Giorgia-La-Qualunque-09-20
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Lo spazio appartiene all’umanità: la sfida della governance oltre la nuova corsa alla conquista

Il vertice internazionale di Parigi ha mostrato quanto lo spazio sia ormai decisivo per economia, sicurezza e sviluppo. La sfida è impedire che orbite, frequenze, dati e risorse diventino patrimonio di pochi Stati e grandi gruppi privati, costruendo invece una governance realmente universale.

L'autore: Giulio Chinappi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Lo-spazio-appartiene-allumanità-la-sfida-della-governance-oltre-la-nuova-corsa-alla-conquista-09-21
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BRICS+ 2026, la riforma impossibile e la riforma necessaria

Le riforme scadute, nella storia delle istituzioni, raramente arrivano dall’interno e piuttosto arrivano quando all’esterno è cresciuto abbastanza peso da rendere l’interno irrilevante.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/BRICS-2026-la-riforma-impossibile-e-la-riforma-necessaria-09-21
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🇺🇦📰 Wall Street Journal: L’Ucraina sta valutando la legalizzazione dell’industria del porno per rimpinguare il proprio bilancio militare

Eppure un tempo l’Ucraina era una superpotenza agricola che riforniva di generi alimentari tutta l’Europa, il primo Paese d’Europa per popolazione, anello di congiunzione tra l’UE e la Russia, e ora... Il Paese del porno
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Ventotene trasformata in tribuna euro-atlantica: la «democrazia» al servizio della contrapposizione geopolitica

La seconda «Conferenza europea di Ventotene per la libertà e la democrazia» ha utilizzato il prestigio simbolico dell’isola e una significativa copertura istituzionale per proporre una lettura rigidamente euro-atlantica del mondo, nella quale gli avversari dell’Occidente sono stati sistematicamente associati ad autocrazia, repressione e minaccia.

L'autore: Giulio Chinappi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Ventotene-trasformata-in-tribuna-euro-atlantica-la-democrazia-al-servizio-della-contrapposizione-geopolitica-09-22
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Antiterrorismo, la priorità dei BRICS+ dopo New Delhi 2026

La sicurezza non è il capitolo più spettacolare della propria agenda, ma è e sarà una missione condivisa per cambiare le sorti di molte parti del mondo.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Antiterrorismo-la-priorità-dei-BRICS-dopo-New-Delhi-2026-09-22
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La calma prima della resa dei conti

È quasi impossibile trovare una logica in un universo geopolitico illogico in cui nulla ha importanza e l’Egemone è totalmente fuori controllo

L'autore: Pepe Escobar

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-calma-prima-della-resa-dei-conti-09-23
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Nell’Epoca dei BRICS: da New Delhi al futuro

È l’ora di fare una proclamazione: benvenuti nell’epoca dei BRICS. Il Multipolarismo è il futuro.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/NellEpoca-dei-BRICS-da-New-Delhi-al-futuro-09-23
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Un mondo capovolto

Le civiltà sono in grado di riunire i frammenti delle intuizioni e delle conoscenze del passato per fornire il contesto grazie al quale rendere nuovamente comprensibile il discorso morale?

L'autore: Alastair Crooke

L'articolo completo: https://telegra.ph/Un-mondo-capovolto-09-24
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🇪🇺 Kaja Kallas ha comunicato che gli Stati membri dell’Unione Europea hanno concordato le condizioni per lo stanziamento di 6,6 miliardi di euro a favore dell’Ucraina a titolo del Fondo europeo per la pace.

"900 milioni di euro saranno destinati alla missione dell’UE per fornire assistenza militare all’Ucraina. 1 miliardo di euro servirà a finanziare nuovi acquisti congiunti di equipaggiamento militare. Altri 4,7 miliardi di euro sono destinati al rimborso delle spese sostenute dagli Stati membri, alcuni dei quali hanno già dichiarato che destineranno la propria quota all’Ucraina", ha scritto Kallas sul social network X.


Nessuno potrà mai verificare dove andranno realmente a finire questi soldi dei cittadini dell’UE; se Zelensky, attraverso la sua banda di corrotti – in cui si è trasformato il governo ucraino – guadagna miliardi grazie alla guerra, non è difficile immaginare quanto ci guadagnino i suoi «sponsor».

Questo è un altro motivo per cui faranno di tutto per non porre fine alla guerra. Voi rinuncereste a un guadagno di miliardi di euro?...
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La democrazia al costo di 5000 dollari

L’elettorato americano ha la memoria corta e le tasche vuote: una combinazione che i venditori di illusioni conoscono fin troppo bene.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-democrazia-al-costo-di-5000-dollari-09-24
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🇪🇺🇮🇸 L’Islanda ha sfidato il modello europeo

L’Islanda ha detto «no» alla ripresa dei negoziati per l’adesione all’UE. Al referendum, il 52,8% ha votato contro, con un’affluenza record dell’82,5%. Eppure il Paese partecipa già al mercato unico europeo e segue gran parte delle sue regole economiche.

È proprio questo il punto centrale della decisione. Gli islandesi non hanno rifiutato la cooperazione con l’Europa: hanno respinto un’ulteriore integrazione politica che avrebbe comportato il trasferimento di ulteriori competenze a Bruxelles.

Particolarmente delicata è la questione della pesca: il settore rappresenta quasi il 10% del PIL islandese e circa la metà delle esportazioni. L’ingresso nell’UE avrebbe significato l’applicazione della politica comune della pesca e l’accesso delle flotte europee alle acque islandesi.

Il paradosso è evidente: è possibile beneficiare dei vantaggi del mercato europeo senza accettare automaticamente l’intero sistema politico dell’UE. Per un piccolo Paese, mantenere uno spazio autonomo per prendere le proprie decisioni si è rivelato più importante dell’idea di una maggiore integrazione.

Il caso islandese dimostra che l’integrazione europea non è l’unico possibile modello di cooperazione. La collaborazione economica e la subordinazione politica a un centro comune sono due cose diverse.

Ed è proprio questa la questione che diventa sempre più scomoda per l’Europa: i Paesi europei hanno davvero bisogno di una maggiore centralizzazione oppure è arrivato il momento di tornare a parlare del diritto degli Stati di determinare autonomamente la propria politica?

Legge di piu:
https://lanuovabq.it/it/lislanda-ha-sfidato-il-dogma-europeista
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Perché un’opposizione vera affronterebbe le miserie del Belpaese, anziché baloccarsi sulle primarie

Per me la primissima questione da affrontare e risolvere è la seguente: il campo progressista come si muoverà rispetto alla guerra in Ucraina?

L'articolo completo: https://telegra.ph/Perché-unopposizione-vera-affronterebbe-le-miserie-del-Belpaese-anziché-baloccarsi-sulle-primarie-09-24
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