Domenica 30 Settembre 2018
XXVI del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Marco (9,38-43.45.47-48)
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
Sai distinguere il bene dal male? Sembra una domanda scontata ma non lo è... come scegli i tuoi amici? come distingui ciò che ti serve da ciò che ti danneggia? Gli apostoli vogliono andare contro delle persone perchè non hanno "l'etichetta" giusta... Non hanno la tessera di fedelissimi... Gesù li blocca facendo loro dare attenzione non al numero di tessera ma ai frutti delle loro azioni! C'è chi a parole può essere un grande amico, ma nei fatti si dimostra un disastro... c'è chi non si mette in mostra, ma compie gesti concreti che sanno di Vangelo e di amicizia!
Tutto il discorso sul "tagliare" non è un modo per incitare all'autolesionismo, ma per ricordare che siamo fatti per il Paradiso e la strada per il Paradiso è fatta di scelte fra bene e male, orientate alla libertà autentica. Taglia ciò che ti rende zoppo, schiavo, cieco. Taglia ciò che non porta frutti buoni nella tua vita... parti dalle amicizie, poi pensa al modo in cui usi il tuo tempo. E ringrazia sempre chi ti dà un bicchiere d'acqua in questo lungo cammino verso la libertà!
XXVI del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Marco (9,38-43.45.47-48)
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
Sai distinguere il bene dal male? Sembra una domanda scontata ma non lo è... come scegli i tuoi amici? come distingui ciò che ti serve da ciò che ti danneggia? Gli apostoli vogliono andare contro delle persone perchè non hanno "l'etichetta" giusta... Non hanno la tessera di fedelissimi... Gesù li blocca facendo loro dare attenzione non al numero di tessera ma ai frutti delle loro azioni! C'è chi a parole può essere un grande amico, ma nei fatti si dimostra un disastro... c'è chi non si mette in mostra, ma compie gesti concreti che sanno di Vangelo e di amicizia!
Tutto il discorso sul "tagliare" non è un modo per incitare all'autolesionismo, ma per ricordare che siamo fatti per il Paradiso e la strada per il Paradiso è fatta di scelte fra bene e male, orientate alla libertà autentica. Taglia ciò che ti rende zoppo, schiavo, cieco. Taglia ciò che non porta frutti buoni nella tua vita... parti dalle amicizie, poi pensa al modo in cui usi il tuo tempo. E ringrazia sempre chi ti dà un bicchiere d'acqua in questo lungo cammino verso la libertà!
Lunedì 1 Ottobre 2018
Memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino - patrona delle missioni e dottore della Chiesa
Dal Vangelo secondo Luca (9,46-50)
In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».
Un bambino ha tre caratteristiche essenziali:
- dipende dagli altri, e non ha paura di farlo. Ha bisogno di tutti, sa di non essere autosufficiente
- si stupisce, gode della novità, è creativo, osserva, conserva ogni cosa, valorizza;
- è semplice nei pensieri, negli sguardi, nelle relazioni.
Questi tre atteggiamenti costruiscono una vita spirituale autentica: dipendere da Dio, sapendo che mi ama e mi lascia libero; stupirmi della presenza di Dio nelle piccole cose di goni giorno; purificare il mio sguardo e i miei pensieri per essere una persona semplice, lineare, trasparente.
Gesù si è fatto piccolo per essere accoglibile da chiunque, oggi tu sei chiamato a farti piccolo, per trovare spazio nel cuore di chi incontrerai. Purifica l'orgoglio, la tua ansia di autosufficienza, le tue ferite legate a una purezza persa, ai mille pensieri che ogni giorno ti bloccano.
Memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino - patrona delle missioni e dottore della Chiesa
Dal Vangelo secondo Luca (9,46-50)
In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».
Un bambino ha tre caratteristiche essenziali:
- dipende dagli altri, e non ha paura di farlo. Ha bisogno di tutti, sa di non essere autosufficiente
- si stupisce, gode della novità, è creativo, osserva, conserva ogni cosa, valorizza;
- è semplice nei pensieri, negli sguardi, nelle relazioni.
Questi tre atteggiamenti costruiscono una vita spirituale autentica: dipendere da Dio, sapendo che mi ama e mi lascia libero; stupirmi della presenza di Dio nelle piccole cose di goni giorno; purificare il mio sguardo e i miei pensieri per essere una persona semplice, lineare, trasparente.
Gesù si è fatto piccolo per essere accoglibile da chiunque, oggi tu sei chiamato a farti piccolo, per trovare spazio nel cuore di chi incontrerai. Purifica l'orgoglio, la tua ansia di autosufficienza, le tue ferite legate a una purezza persa, ai mille pensieri che ogni giorno ti bloccano.
Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, 29.09.2018
Il Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre; e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi.
Nei giorni scorsi, prima della sua partenza per i Paesi Baltici, il Santo Padre ha incontrato padre Fréderic Fornos S.I., direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera per il Papa; e gli ha chiesto di diffondere in tutto il mondo questo suo appello a tutti i fedeli, invitandoli a concludere la recita del Rosario con l’antica invocazione “Sub Tuum Praesidium”, e con la preghiera a San Michele Arcangelo che ci protegge e aiuta nella lotta contro il male (cfr. Apocalisse12, 7-12).
La preghiera – ha affermato il Pontefice pochi giorni fa, l’11 settembre, in un’omelia a Santa Marta, citando il primo libro di Giobbe - è l’arma contro il Grande accusatore che “gira per il mondo cercando come accusare”. Solo la preghiera lo può sconfiggere. I mistici russi e i grandi santi di tutte le tradizioni consigliavano, nei momenti di turbolenza spirituale, di proteggersi sotto il manto della Santa Madre di Dio pronunciando l’invocazione “Sub Tuum Praesidium”.
L’invocazione "Sub Tuum Praesidium" recita così:
“Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo Gloriosa et Benedicta”.
[Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta].
Con questa richiesta di intercessione il Santo Padre chiede ai fedeli di tutto il mondo di pregare perché la Santa Madre di Dio, ponga la Chiesa sotto il suo manto protettivo: per preservarla dagli attacchi del maligno, il grande accusatore, e renderla allo stesso tempo sempre più consapevole delle colpe, degli errori, degli abusi commessi nel presente e nel passato e impegnata a combattere senza nessuna esitazione perché il male non prevalga.
Il Santo Padre ha chiesto anche che la recita del Santo Rosario durante il mese di ottobre si concluda con la preghiera scritta da Leone XIII:
“Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen”.
[San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen].
[Testo originale: Italiano]
Il Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre; e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi.
Nei giorni scorsi, prima della sua partenza per i Paesi Baltici, il Santo Padre ha incontrato padre Fréderic Fornos S.I., direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera per il Papa; e gli ha chiesto di diffondere in tutto il mondo questo suo appello a tutti i fedeli, invitandoli a concludere la recita del Rosario con l’antica invocazione “Sub Tuum Praesidium”, e con la preghiera a San Michele Arcangelo che ci protegge e aiuta nella lotta contro il male (cfr. Apocalisse12, 7-12).
La preghiera – ha affermato il Pontefice pochi giorni fa, l’11 settembre, in un’omelia a Santa Marta, citando il primo libro di Giobbe - è l’arma contro il Grande accusatore che “gira per il mondo cercando come accusare”. Solo la preghiera lo può sconfiggere. I mistici russi e i grandi santi di tutte le tradizioni consigliavano, nei momenti di turbolenza spirituale, di proteggersi sotto il manto della Santa Madre di Dio pronunciando l’invocazione “Sub Tuum Praesidium”.
L’invocazione "Sub Tuum Praesidium" recita così:
“Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo Gloriosa et Benedicta”.
[Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta].
Con questa richiesta di intercessione il Santo Padre chiede ai fedeli di tutto il mondo di pregare perché la Santa Madre di Dio, ponga la Chiesa sotto il suo manto protettivo: per preservarla dagli attacchi del maligno, il grande accusatore, e renderla allo stesso tempo sempre più consapevole delle colpe, degli errori, degli abusi commessi nel presente e nel passato e impegnata a combattere senza nessuna esitazione perché il male non prevalga.
Il Santo Padre ha chiesto anche che la recita del Santo Rosario durante il mese di ottobre si concluda con la preghiera scritta da Leone XIII:
“Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen”.
[San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen].
[Testo originale: Italiano]
Martedì 2 Ottobre 2018
Memoria dei Santi Angeli custodi
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,1-5.10)
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
Non tutti gli ebrei credevano all'esistenza degli angeli, c'erano dei gruppi di maestri ebrei che esplicitamente dicevano che non esistevano nè angeli nè spiriti! Invece Gesù ci credeva, eccome! E lo dice esplicitamente in questo brano di Vangelo... del resto sempre degli angeli lo consoleranno nel Getsemani e annunceranno la sua Resurrezione alle donne. Credere agli angeli non è una cosa da spiritisti nè da scaramantici. Gli angeli esistono ed agiscono! Solo in Paradiso ci renderemo conto di quanto ha lavorato per noi il nostro angelo custode... ma è importante permetterglielo! Parla con lui, prima di ogni cosa importante affidati a lui, è una persona a tutti gli effetti, solo che priva di corpo ed in una comunione più immediata con Dio... ed è a nostro servizio! Don Bosco insegnava nel suo oratorio una devozione particolare all'angelo custode e invitava i ragazzi più bravi ad essere a loro volta angeli custodi per i nuovi giovani di Valdocco! Oggi ringrazia Dio per il tuo angelo e fai due chiacchiere con lui!
Memoria dei Santi Angeli custodi
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,1-5.10)
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
Non tutti gli ebrei credevano all'esistenza degli angeli, c'erano dei gruppi di maestri ebrei che esplicitamente dicevano che non esistevano nè angeli nè spiriti! Invece Gesù ci credeva, eccome! E lo dice esplicitamente in questo brano di Vangelo... del resto sempre degli angeli lo consoleranno nel Getsemani e annunceranno la sua Resurrezione alle donne. Credere agli angeli non è una cosa da spiritisti nè da scaramantici. Gli angeli esistono ed agiscono! Solo in Paradiso ci renderemo conto di quanto ha lavorato per noi il nostro angelo custode... ma è importante permetterglielo! Parla con lui, prima di ogni cosa importante affidati a lui, è una persona a tutti gli effetti, solo che priva di corpo ed in una comunione più immediata con Dio... ed è a nostro servizio! Don Bosco insegnava nel suo oratorio una devozione particolare all'angelo custode e invitava i ragazzi più bravi ad essere a loro volta angeli custodi per i nuovi giovani di Valdocco! Oggi ringrazia Dio per il tuo angelo e fai due chiacchiere con lui!
Mercoledì 3 Ottobre 2018
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,57-62)
In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
Perchè questa freddezza, Gesù? Cosa ci sarebbe di male nell'andare addirittura a seppellire il padre? è così disumano seguirti? Chi potrebbe farlo?
Il Gesù che emerge da questa pagina del Vangelo di Luca non è un Gesù senza cuore, ma un Gesù preoccupato dall'incostanza del nostro cuore. Luca presenta stralci di dialoghi sicuramente più lunghi per far emergere un'idea essenziale: il Regno di Dio non può aspettare! è un'urgenza profonda che dovrebbe far bruciare il cuore di chi vuole essere discepolo. Il primato di Dio rende liberi. Dio rende liberi. Non chiede di rinunciare alla famiglia o a una casa, dice solo che queste cose si possono apprezzare e vivere con libertà evangelica solo se si è deciso di dare il primo posto a Dio e al suo Regno. Tutto poi si recupera in Lui. Cristo non toglie, trasfigura! Se ci si lascia trasfigurare... ci vuole coraggio e fede. Ma quale sarebbe l'alternativa?
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,57-62)
In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
Perchè questa freddezza, Gesù? Cosa ci sarebbe di male nell'andare addirittura a seppellire il padre? è così disumano seguirti? Chi potrebbe farlo?
Il Gesù che emerge da questa pagina del Vangelo di Luca non è un Gesù senza cuore, ma un Gesù preoccupato dall'incostanza del nostro cuore. Luca presenta stralci di dialoghi sicuramente più lunghi per far emergere un'idea essenziale: il Regno di Dio non può aspettare! è un'urgenza profonda che dovrebbe far bruciare il cuore di chi vuole essere discepolo. Il primato di Dio rende liberi. Dio rende liberi. Non chiede di rinunciare alla famiglia o a una casa, dice solo che queste cose si possono apprezzare e vivere con libertà evangelica solo se si è deciso di dare il primo posto a Dio e al suo Regno. Tutto poi si recupera in Lui. Cristo non toglie, trasfigura! Se ci si lascia trasfigurare... ci vuole coraggio e fede. Ma quale sarebbe l'alternativa?
Oggi è iniziato il Sinodo!!!
PREGHIERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER I GIOVANI
IN VISTA DEL SINODO DEI VESCOVI DEL 2018 SUL TEMA:
«I giovani, la fede e il discernimento vocazionale»
Signore Gesù,
la tua Chiesa in cammino verso il Sinodo volge lo sguardo a tutti i giovani del mondo.
Ti preghiamo perché con coraggio prendano in mano la loro vita, mirino alle cose più belle e più profonde e conservino sempre un cuore libero. Accompagnati da guide sagge e generose, aiutali a rispondere alla chiamata che Tu rivolgi a ciascuno di loro, per realizzare il proprio progetto di vita e raggiungere la felicità. Tieni aperto il loro cuore ai grandi sogni e rendili attenti al bene dei fratelli. Come il Discepolo amato, siano anch’essi sotto la Croce per accogliere tua Madre, ricevendola in dono da Te. Siano testimoni della tua Risurrezione e sappiano riconoscerti vivo accanto a loro annunciando con gioia che Tu sei il Signore.
Amen.
PREGHIERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER I GIOVANI
IN VISTA DEL SINODO DEI VESCOVI DEL 2018 SUL TEMA:
«I giovani, la fede e il discernimento vocazionale»
Signore Gesù,
la tua Chiesa in cammino verso il Sinodo volge lo sguardo a tutti i giovani del mondo.
Ti preghiamo perché con coraggio prendano in mano la loro vita, mirino alle cose più belle e più profonde e conservino sempre un cuore libero. Accompagnati da guide sagge e generose, aiutali a rispondere alla chiamata che Tu rivolgi a ciascuno di loro, per realizzare il proprio progetto di vita e raggiungere la felicità. Tieni aperto il loro cuore ai grandi sogni e rendili attenti al bene dei fratelli. Come il Discepolo amato, siano anch’essi sotto la Croce per accogliere tua Madre, ricevendola in dono da Te. Siano testimoni della tua Risurrezione e sappiano riconoscerti vivo accanto a loro annunciando con gioia che Tu sei il Signore.
Amen.
Giovedì 4 ottobre 2018
Festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30)
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
“Metti il saio a Gesù e vedi Francesco, togli il saio a Francesco e vedi Gesù!”. San Francesco aveva un obiettivo, diventare il più simile possibile a Gesù e nella storia della Chiesa è uno di quelli che in assoluto più si è avvicinato a questo obiettivo… prova ne è il grandissimo seguito che ha avuto il suo carisma per secoli e secoli! La santità è contagiosa! E come ha fatto Francesco ad assomigliare a Gesù? Facendosi piccolo… Oggi nel Vangelo troviamo un Gesù con il cuore in gola per la gioia! Ha finalmente capito una cosa importante: Lui non sarà seguito dai dotti e dai sapienti, dai vip, da quelli tanto pieni di sè da pensare di avere ogni verità in tasca… Lui sarà seguito dai piccoli, dagli umili, dai semplici nel cuore. Da chi si sa abbassare, da chi vive sapendosi bastare e facendosi bastare ogni piccolo dono! E quando nella ricerca di una vita semplice sarai stanco, sappi che Gesù è lì a sorreggere la tua stanchezza; quando nella tua ricerca di essenzialità e umiltà ti sentirai solo, sappi che c’è un Dio che ha un cuore mite e umile e che vive con te la tua solitudine, per portarti con sè nella gioia del Paradiso! Facciamoci piccoli, torniamo umili… bastiamoci! Buona festa del nostro patrono, cari italiani!
Festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30)
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
“Metti il saio a Gesù e vedi Francesco, togli il saio a Francesco e vedi Gesù!”. San Francesco aveva un obiettivo, diventare il più simile possibile a Gesù e nella storia della Chiesa è uno di quelli che in assoluto più si è avvicinato a questo obiettivo… prova ne è il grandissimo seguito che ha avuto il suo carisma per secoli e secoli! La santità è contagiosa! E come ha fatto Francesco ad assomigliare a Gesù? Facendosi piccolo… Oggi nel Vangelo troviamo un Gesù con il cuore in gola per la gioia! Ha finalmente capito una cosa importante: Lui non sarà seguito dai dotti e dai sapienti, dai vip, da quelli tanto pieni di sè da pensare di avere ogni verità in tasca… Lui sarà seguito dai piccoli, dagli umili, dai semplici nel cuore. Da chi si sa abbassare, da chi vive sapendosi bastare e facendosi bastare ogni piccolo dono! E quando nella ricerca di una vita semplice sarai stanco, sappi che Gesù è lì a sorreggere la tua stanchezza; quando nella tua ricerca di essenzialità e umiltà ti sentirai solo, sappi che c’è un Dio che ha un cuore mite e umile e che vive con te la tua solitudine, per portarti con sè nella gioia del Paradiso! Facciamoci piccoli, torniamo umili… bastiamoci! Buona festa del nostro patrono, cari italiani!
Venerdì 5 ottobre 2018
+ Dal Vangelo secondo Luca (10,13-16)
In quel tempo, Gesù disse:
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».
Chi ascolta voi, ascolta me! Chi disprezza voi, disprezza me! Credo che nessuno si sentirebbe mai degno di essere paragonato o ‘interscambiabile’ col Signore... tanto che se qualcuno ci disprezza o ci ascolta è difficile che qualcuno dica ‘guarda che stai disprezzando Cristo!!!’... eppure non è così metaforica la frase di Gesù! Come battezzati e discepoli, con tutti i nostri limiti, siamo immagine viva di Gesù nel nostro piccolo... tutto sta nel ricordarsi di questa dignità e di questa vocazione! Il rischio è di fare la fine di Cafarnao: non riuscire a riconoscere la bellezza, perdersi nella propria presunzione che non porta a nulla se non a chiudersi in se stessi. ascoltiamo il maestro per farci ascoltare dal mondo... senza paura di essere disprezzati, non dobbiamo piacere a tutti!
+ Dal Vangelo secondo Luca (10,13-16)
In quel tempo, Gesù disse:
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».
Chi ascolta voi, ascolta me! Chi disprezza voi, disprezza me! Credo che nessuno si sentirebbe mai degno di essere paragonato o ‘interscambiabile’ col Signore... tanto che se qualcuno ci disprezza o ci ascolta è difficile che qualcuno dica ‘guarda che stai disprezzando Cristo!!!’... eppure non è così metaforica la frase di Gesù! Come battezzati e discepoli, con tutti i nostri limiti, siamo immagine viva di Gesù nel nostro piccolo... tutto sta nel ricordarsi di questa dignità e di questa vocazione! Il rischio è di fare la fine di Cafarnao: non riuscire a riconoscere la bellezza, perdersi nella propria presunzione che non porta a nulla se non a chiudersi in se stessi. ascoltiamo il maestro per farci ascoltare dal mondo... senza paura di essere disprezzati, non dobbiamo piacere a tutti!
Sabato 6 ottobre 2018
Dal Vangelo secondo Luca (10,17-24)
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».
Nulla potrà danneggiarvi! Quanto è potente questa frase! Nulla, nulla può realmente danneggiarci! E Gesù parlando di nulla in quel contesto stava parlando del demonio, del nemico per eccellenza… non c’è nemico che possa essere più forte di un nome: Gesù di Nazaret! Quante volte ci sentiamo fragili, abbiamo paura di tutto e prima di tutto dei nostri errori, di noi stessi… non possiamo, non dobbiamo dimenticare che il nostro nome è iscritto dentro un nome più grande, il nostro cuore è al centro di un cuore più grande: con il Battesimo siamo stati innestati in Gesù, il nostro nome fa parte del suo nome! Nel nome di Gesù…non c’è da avere paura di niente! Siamo beati, perchè, se abbiamo un briciolo di fede, possiamo vedere ovunque la vita vincere sulla morte - nel nome di Gesù; l’amore vincere sull’odio - nel nome di Gesù. E dove ancora regna la disperazione… bisogna credere fortemente che l’ultima parola sulla nostra vita ce l’avrà Dio, Padre innamorato e potente… Satana può solo precipitare!
Dal Vangelo secondo Luca (10,17-24)
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».
Nulla potrà danneggiarvi! Quanto è potente questa frase! Nulla, nulla può realmente danneggiarci! E Gesù parlando di nulla in quel contesto stava parlando del demonio, del nemico per eccellenza… non c’è nemico che possa essere più forte di un nome: Gesù di Nazaret! Quante volte ci sentiamo fragili, abbiamo paura di tutto e prima di tutto dei nostri errori, di noi stessi… non possiamo, non dobbiamo dimenticare che il nostro nome è iscritto dentro un nome più grande, il nostro cuore è al centro di un cuore più grande: con il Battesimo siamo stati innestati in Gesù, il nostro nome fa parte del suo nome! Nel nome di Gesù…non c’è da avere paura di niente! Siamo beati, perchè, se abbiamo un briciolo di fede, possiamo vedere ovunque la vita vincere sulla morte - nel nome di Gesù; l’amore vincere sull’odio - nel nome di Gesù. E dove ancora regna la disperazione… bisogna credere fortemente che l’ultima parola sulla nostra vita ce l’avrà Dio, Padre innamorato e potente… Satana può solo precipitare!
Domenica 7 ottobre 2018
Dal Vangelo secondo Marco(Mc 10,2-16)
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola di Dio
Il “per sempre” ha suscitato in ogni tempo all’uomo un senso di incertezza. La facilità del vivere sempre e solo il momento, senza alcun impegno é sempre stata una tentazione. Da sempre é accaduto che gli uomini hanno visto nell’altro qualcuno da sfruttare, tenere vicino solo finché sia utile, finché abbia avuto qualcosa...Gesù rompe questa logica contorta, questo gioco di utilità già solo perché vuole che viviamo una vita veramente piena di senso, che sia davvero appagante! Chi ha partecipato ad una gara podistica lo sa...occorre allenarsi per poter competere, occorre sacrificarsi per poter raggiungere l’obiettivo che una volta raggiunto ci rende davvero felici; ci regala un ricordo davvero indelebile! Il Signore Gesù sa che una famiglia unita, dove c’è amore, rispetto, dono di sé, collaborazione é un dono da custodire e curare ogni giorno! Lí si che la gioia dura per sempre e non vale solo per un istante! Dio ci vuole impegnati nel bene perché da questo dipende la nostra piena felicità!”Quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. Ecco, questo modo d'essere è l'amore <3”
Dal Vangelo secondo Marco(Mc 10,2-16)
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola di Dio
Il “per sempre” ha suscitato in ogni tempo all’uomo un senso di incertezza. La facilità del vivere sempre e solo il momento, senza alcun impegno é sempre stata una tentazione. Da sempre é accaduto che gli uomini hanno visto nell’altro qualcuno da sfruttare, tenere vicino solo finché sia utile, finché abbia avuto qualcosa...Gesù rompe questa logica contorta, questo gioco di utilità già solo perché vuole che viviamo una vita veramente piena di senso, che sia davvero appagante! Chi ha partecipato ad una gara podistica lo sa...occorre allenarsi per poter competere, occorre sacrificarsi per poter raggiungere l’obiettivo che una volta raggiunto ci rende davvero felici; ci regala un ricordo davvero indelebile! Il Signore Gesù sa che una famiglia unita, dove c’è amore, rispetto, dono di sé, collaborazione é un dono da custodire e curare ogni giorno! Lí si che la gioia dura per sempre e non vale solo per un istante! Dio ci vuole impegnati nel bene perché da questo dipende la nostra piena felicità!”Quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. Ecco, questo modo d'essere è l'amore <3”
Lunedi 8 ottobre
Dal Vangelo secondo Luca(Lc10,25-37) In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». Parola del Signore
Le leggi, i precetti, i comandamenti sono le linee guida per vivere la propria vita con vista sulla felicità e sulla pienezza! Questo lo aveva chiaro anche il dottore della legge...lui che proprio di leggi se ne intendeva😊 Ma le leggi, i comandamenti sono vuoti se non ci mettiamo l’anima; restano parole se non ci mettiamo all’opera per viverli! La fede e le opere vanno di pari passo! La nostra fede, si deve vedere, non cerchiamo scuse... la cita eterna si conquista con le opere, non basta solo essere cristiani occorre vivere da tali! È la vita eterna è aperta a tutti, di certo il buon samaritano si é guadagnato il suo piccolo pezzo di paradiso! E tu sei attendo alle necessità degli altri? Aiuteresti mai qualcuno che non parla la tua lingua, che non ha il tuo colore di pelle? Chi tifa per un’altra squadra? “Finché il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi...non andremo lontano”
Dal Vangelo secondo Luca(Lc10,25-37) In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». Parola del Signore
Le leggi, i precetti, i comandamenti sono le linee guida per vivere la propria vita con vista sulla felicità e sulla pienezza! Questo lo aveva chiaro anche il dottore della legge...lui che proprio di leggi se ne intendeva😊 Ma le leggi, i comandamenti sono vuoti se non ci mettiamo l’anima; restano parole se non ci mettiamo all’opera per viverli! La fede e le opere vanno di pari passo! La nostra fede, si deve vedere, non cerchiamo scuse... la cita eterna si conquista con le opere, non basta solo essere cristiani occorre vivere da tali! È la vita eterna è aperta a tutti, di certo il buon samaritano si é guadagnato il suo piccolo pezzo di paradiso! E tu sei attendo alle necessità degli altri? Aiuteresti mai qualcuno che non parla la tua lingua, che non ha il tuo colore di pelle? Chi tifa per un’altra squadra? “Finché il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi...non andremo lontano”