ALI - Avvocati Liberi
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15 maggio 2026: si parte con le firme per la proposta di legge popolare ex art. 71 Cost sulla neutralità permanente dell’Italia

➡️ «Modifiche all’articolo 11 della Costituzione recanti: “neutralità permanente dell’Italia e garanzie di costituzionalità in materia di organizzazione
internazionale”».
(QUI IN G.U. pag. 57)

Siccome le uniche politiche economiche efficacemente tese alla crescita e alla prosperità sono quelle perseguibili con la pace, è giunto il momento di rilanciare con forza il principio costituzionale del ripudio della guerra e chiedere che l’Italia assuma una posizione coerente di indipendenza e autonomia nelle scelte di politica estera.

Questa è la proposta di legge di modifica:

ARTICOLATO
Art. 1 (Modifiche all’articolo 11 della Costituzione)
1. All’articolo 11 della Costituzione, dopo le parole: «consente, in condizioni di parità con gli altri Stati,» sono inserite le seguenti: «e in conformità ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione».
2. All’articolo 11 della Costituzione è aggiunto, infine, il seguente comma: «L’Italia, a salvaguardia della propria sovranità e indipendenza, assume lo status di neutralità permanente rispetto a schieramenti o alleanze militari con altri Paesi, senza pregiudizio del legittimo diritto alla difesa della Nazione».


In un momento di grave crisi internazionale, segnata da tensioni crescenti, conflitti armati e rischi di escalation, l’interesse nazionale non può essere perseguito rimanendo vincolati alla dominanza di qualcuno.

Questa proposta modifica l’art. 11 della Costituzione è necessaria perché la sua attuale formulazione non è riuscita a impedire che l’Italia venisse “trascinata” ad aggressioni militari ingiuste e controproducenti (es. Libia e Serbia).

Serve quindi rinforzare il dettato dell’articolo 11 Cost. precisando che ogni limitazione di sovranità deve rispettare i principi e i diritti costituzionali, e introducendo la neutralità permanente (giuridicamente riconosciuto dalle norme di Diritto internazionale come le Convenzioni IV e XV dell’Aja del 1907) rispetto a schieramenti o alleanze militari, SENZA pregiudizio del diritto alla difesa della Nazione.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’Ambasciatore Bruno Scapini (primo firmatario) e studiata e redatta con, tra gli altri, Roberto Martina (presidente di ALI) e Marcello De Vito (socio di ALI).

La proposta ha convinto il partito DSP (Democrazia Sovrana Popolare) di Marco Rizzo e Francesco Toscano, che la promuoverà organizzando i banchetti per la raccolta firme (di cui vi terremo aggiornati).

Dal 15 maggio si firma online e ai banchetti.

🔴 Unisciti all’iniziativa: difendiamo un’Italia promotrice di pace e dialogo, libera da alleanze e dominanze che rendono impossibile il perseguimento dell'interesse nazionale.

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I VERGOGNOSI DIKTAT DELLE CASE FARMACEUTICHE

Avv. Federica Fantauzzo
Avvocati Liberi

Tutti dovrebbero conoscere il comunicato SANOFI del 2.2.2026
(👉 https://www.fofi.it/Fine%20comm%20IMOVAX%20TETANO%2040%20IU%20MON.-Banche%20dati.pdf).
Sanofi è un'azienda farmaceutica globale che da anni produce vaccini, tra cui il vax contro il tetano, obbligatorio per i minori fino a 16 anni e per alcune categorie di lavoratori.
Il comunicato ha il seguente oggetto: "Comunicazione inerente alla cessazione della commercializzazione della confezione IMOVAX TETANO 40 IU SOSPENSIONE INIETTABILE (AIC n. 026171013) - vaccino tetanico monovalente".
Sanofi cesserà la commercializzazione del vaccino monovalente contro il tetano dal 31.5.2026 per il canale di vendita al dettaglio e dal 31.12.2026 per il canale ospedaliero, pur
specificando che "Attualmente il vaccino IMOVAX TETANO nella confezione nella presentazione e confezione 1 siringa preriempita con ago presaldato da 0,5 ml – AIC n. 026171013 è la sola formulazione monovalente contro il tetano autorizzata in Italia".

Sanofi specifica che "la decisione di terminare la commercializzazione non è motivata da
alcuna problematica relativa alla qualità o al profilo di sicurezza del vaccino
" ma è una scelta che "si allinea alle consolidate evidenze scientifiche e con le raccomandazioni delle Autorità Sanitarie e delle società scientifiche, sia nazionali sia internazionali, che da anni indicano di effettuare la vaccinazione antitetanica impiegando i vaccini combinati che contengono la valenza tetanica".
La motivazione è surreale

Perchè mai qualcuno che ha bisogno di una vaccinazione antitetanica dovrebbe farsi una puntura che contiene un cocktail di agenti patogeni di cui non ha bisogno o di cui potrebbe avere già gli anticorpi?
E' chiaro che le citate <evidenze scientifiche> non hanno nulla di scientifico.
La motivazione è economica: un vaccino monovalente ha un costo più contenuto rispetto ai vaccini combinati.
E' la stessa cosa che avviene per le pizze: più ingredienti si mettono, più aumenta il costo della stessa, con molta soddisfazione per il pizzaiolo al quale poco interessa se il prodotto diviene meno digeribile per il degustatore.
Sanofi, però, non si limita a mettere nero su bianco una motivazione senza senso, ma si spinge oltre, fornendo un non poco velato diktat allo Stato Italiano.
Infatti, la società riferisce che il passaggio dalla vaccinazione antitetanica monovalente a quella dei "vaccini combinati che contengono la valenza tetanica" (definita "transizione") "è già avvenuta da tempo in numerosi Paesi nel mondo inclusi vari Paesi europei; solo pochi Stati, tra cui l’Italia, devono ancora completare formalmente il passaggio".

Questa frase è aberrante e pericolosa.
Innanzitutto, inquieta che Sanofi sia consapevole che in Italia la transizione sia sostanzialmente iniziata a discapito della popolazione, raramente informata dell'inoculo di vaccini plurivalenti.

Ma ancora più inquietante è che Sanofi si aspetti una transizione anche formale.
Uno Stato libero e sovrano dovrebbe opporsi con forza a questi ricatti mascherati da "evidenze scientifiche" sottraendosi ai giochi economico-finanziari delle lobby farmaceutiche.

Il problema ora si pone per le categorie di lavoratori che hanno l'obbligo decennale della sola vaccinazione antitetanica per avere l'idoneità lavorativa, essendo inaccettabile la soluzione offerta dalla Sanofi secondo cui "Gli operatori sanitari potranno assicurare il proseguimento dei programmi e assolvere le necessità per la vaccinazione antitetanica impiegando i vaccini combinati, che includono la valenza tetanica quali il vaccino trivalente difterite-tetano-pertosse (dTpa) o il vaccino bivalente tetano-difterite (Td), attualmente disponibili sul mercato italiano".
Costringere un lavoratore ad effettuare una vaccinazione con agenti patogeni non obbligatori è illegittimo.
Imporre ai bambini vaccini plurivalenti è immorale.

Spero che la coscienza sociale ritrovi la dignità di dire BASTA!!!!

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#WWII
La storia non si cancella.
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81 anni fa. 9 maggio 1945. L’annuncio storico: la resa incondizionata della Germania nazista.

Così si conclude vittoriosamente la seconda guerra mondiale.

Per questa vittoria resa possibile solo grazie al sacrificio di 27 milioni di morti, Mosca stabilisce che da quel giorno il 9 maggio è giornata di trionfo nazionale -il Giorno della Vittoria-.

ALI - United Lawyers for Freedom omaggia gli eroi che hanno reso possibile questo tragico trionfo che ha cambiato la storia mondiale.

#larussianonemionemico

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“amici miei“… 😏
#hantavirus
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Forwarded from Roberto Martina ✒️
Thimerosal: quale "verità"?

Teresa Rocco
Avvocati Liberi

La sicurezza del Thimerosal, un conservante a base di mercurio organico utilizzato nei vaccini pediatrici fino ai primi anni 2000, è stato al centro di un acceso scontro scientifico.

Le autorità sanitarie ita, tra cui l’I.S.S. ➡️ affermano categoricamente che non esiste alcuna prova di tossicità per le dosi di Thimerosal contenute nei vaccini e presentano la sua abolizione come una semplice misura precauzionale in quanto gli studi svolti su vasta scala non dimostrano differenze nei tassi di autismo tra bambini vaccinati con o senza Thimerosal.

Secondo l'ISS il Thimerosal è stato eliminato
"benché senza alcuna evidenza di tossicità"
in quanto è una sostanza che l'organismo smaltisce senza accumulo nel cervello o danni permanenti. Tale “certezza” deriverebbe dagli studi epidemiologici condotti a partire dai primi anni 2000 fino al 2018.

Ancora l’ISS in un ➡️ documento ⬅️ “chiarificatore” cita 5 grandi studi che hanno confrontato il rischio di autismo nei bambini che avevano ricevuto vaccini con thiomersal con quelli che lo avevano ricevuto senza questo conservante e che avrebbero attestato che l’incidenza dell’autismo era la stessa nei due gruppi (Hviid 2003; Verstraeten 2003;Heron 2004;Andrews 2004;Fombonne 2006).

Il documento cita (manco a dirlo) anche il noto studio di Wakefield del 1999 pubblicato sulla rivista The Lancet che aveva ritenuto il vaccino MPR responsabile dell’autismo e che è stato poi ridotto a frode scientifica per vizi metodologici e conflitti di interesse.

Ora, risulta alquanto curioso scorgere i nomi di alcuni dei più famosi (Hviid et al. 2003,Verstraeten et al. 2003, Andrews et al. 2004) in ➡️ uno studio 👈 Hooker et al. 2014 pubblicato su Biomed Research International che analizza criticamente sei studi epidemiologici promossi dal CDC per negare la correlazione tra T. e autismo ⬇️

Secondo gli autori queste ricerche sono affette da "malasanità scientifica" e gravi carenze metodologiche e li mettono a confronto con oltre 165 pubblicazioni indipendenti che, al contrario, evidenziano la pericolosità della sostanza per lo sviluppo neurologico infantile e che collegano il mercurio a disturbi del neurosviluppo, tics, ritardi del linguaggio e autismo.

Il punto più critico riguarda lo studio Verstraeten (2000) per il quale viene messa in evidenza la manipolazione dei dati che inizialmente mostravano un rischio di autismo 7,6 volte superiore nei neonati esposti ad alte dosi di Thimerosal nel primo mese di vita, tuttavia questo dato allarmante sarebbe magicamente "scomparso" nella pubblicazione finale del 2003.

Viene anche citata un'email del luglio 2000 in cui Verstraeten, esprimeva preoccupazione ai colleghi del CDC, esortandoli a usare argomentazioni scientifiche sane e a non farsi dettare gli standard dal "desiderio di confutare una teoria spiacevole" (quella del danno da mercurio).

C’è molto altro in questo studio ma si evidenzia già che le istituzioni sanitarie hanno chiuso il capitolo Thimerosal liquidando i timori come "leggende metropolitane", lo studio di Hooker dimostra la manipolazione dei dati ed i conflitti di interesse dietro agli studi “sponsorizzati” che escludono la correlazione tra disturbi del neuro-sviluppo al Thimerosal.

la manipolazione dei dati o i conflitti di interesse sembrano quindi preoccupare la “scienza medica” solo quando emergono dati sfavorevoli ai vaccini (v. caso di Wakefield).

In UE ormai il Thimerosal è stato vietato per “motivi precauzionali”, ma se, come dicono, non è tossico, perchè accondiscendere a preoccupazioni se “infondate”?

📍Viene il dubbio fondato che si tratti di una mossa per chiudere un capitolo controverso per non affrontare i "segnali di rischio" che sono emersi fin da principio e che vi sia solo il noto interesse a salvare vaccino e produttore dalle richieste risarcitorie.

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È partita la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare che costituzionalizza la neutralità permanente dell’Italia. In un’epoca segnata da conflitti sconvenienti ed irrazionali, il nostro Paese deve avere il coraggio di fare un passo indietro, risparmiando così risorse da ridestinare alla Sanità, alla Ricerca, allo Sviluppo, al Lavoro, alla Famiglia ed alla Sicurezza.

Firma con spid al link di seguito

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500011
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#Hantavirus: quello che c’è da sapere

⬇️⬇️⬇️

📌 la trasmissione da umano a umano è rarissima

📌 la mortalità vi è solo se NON viene curato trattato

📌 il test PCR solo DOPO gli eventuali sintomi

📌 i contagi sono possibili solo dopo la comparsa dei sintomi

📌 VACCINO? NO. Gli Hantavirus sono zoonosi quindi offrire una protezione di massa tramite un vaccino è INUTILE e INEFFICACE

📌 CURA: Idrossiclorochina (HCQ)? SI. interferisce con l'acidificazione degli endosomi tardivi e PREVIENE all'hantavirus di raggiungere l'interno biochimico della cellula (studio ➡️QUI👈)

Questo è in estremissima sintesi lo sfogo (QUI su X) del Prof. Martin Zizi* contro Deb Birx (allieva di Anthony Fauci ex Coordinatrice del Task Force sul Covid) che chiede i "test PCR" perché sarebbero "ampiamente disponibili" per l'hantavirus, suggerendo che dovrebbe essere usato nelle scuole.

*Il Prof. Zizi è biologo molecolare Prof. dell'Università di Bruxelles già Direttore scientifico del Ministero della Difesa belga e ispettore ONU per armi biologiche dal 2002 ha studiato l'Hantavirus nel suo laboratorio ed è coautore di alcuni articoli scientifici su questo virus (➡️QUI 👈 ➡️QUI 👈 ➡️QUI👈 ➡️QUI 👈)

Roberto Martina
Avvocati Liberi

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La neutralità dell’Italia. Una nuova dimensione geopolitica del Paese?

Sulla Gazzetta Diplomatica, l'ambasciatore Bruno Scapini, primo firmatario della proposta di legge ex art. 71 Cost. per la modifica dell'art. 11 della Costituzione

👇 👇 👇

https://gazzettadiplomatica.it/la-neutralita-dellitalia-una-nuova-dimensione-geopolitica-del-paese/
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PIÙ LEGGI, MENO GIUSTIZIA (Cicerone)

Antonietta Veneziano
Avvocati Liberi

Il 31 ottobre 2026 entrerà in vigore le normativa sulle nuove competenze del Giudice di Pace.

Lo prevede il D.L. 8 agosto 2025, n. 117 (cd. Decreto-Legge Giustizia), convertito con modificazioni dalla Legge 3 ottobre 2025, n. 148 - la cui entrata in vigore era prevista inizialmente al 31.10.2025 - che interviene su quanto già stabilito dal D.Lgs. 13 luglio 2017, n. 116.

La riforma aumenta la competenza per valore del Giudice di Pace per le cause civili, estendendola fino a 30.000 euro per le controversie sui beni mobili (oggi 10.000), e fino a 50.000 euro per i risarcimenti danni da circolazione di veicoli e natanti (oggi 25.000), e anche la competenza per materia in determinate materie (come quella condominiale che sarà attribuita interamente al Giudice di Pace).

Una fetta rilevante del contenzioso civile oggi di competenza dei Tribunali dovrebbe quindi essere trasferita ai Giudici di Pace.

Le intenzioni dichiarate sono quelle di alleggerire il carico dei tribunali ordinari e rendere più “vicina” la giustizia civile.

Bene 🤩… sulla carta…

Ma se alle intenzioni non seguono le azioni concrete volte a rendere praticabili ed effettivi i cambiamenti auspicati, queste riforme non solo non risolvono, ma addirittura rischiano di aggravare i problemi di un sistema giudiziario sempre più lontano dalle istanze di giustizia dei cittadini.

Se non si è operatori del diritto non si sa che attualmente la scopertura di organico degli uffici dei Gdp (secondo l’Unione nazionale delle Camere Civili) si attesta al 65%.

Solo per fare un esempio, al Giudice di pace di Napoli la pianta organica prevedeva 250 magistrati (e fino a pochi anni fa erano in servizio 150 giudici) mentre oggi al civile sono assegnati 20 giudici e 25 magistrati nominati dopo la riforma del 2017, che possono essere impiegati solo part-time nella misura di un terzo rispetto ai giudici di pace già in servizio.

La situazione è la stessa in tutta Italia, indipendentemente dalla dimensione degli uffici giudiziari: nel foro di Lamezia Terme, dove esercito, a fronte di una pianta organica di 10 Giudici di Pace, ne sono in servizio solo 3.

I cittadini se ne accorgono solo quando incappano nelle maglie della giustizia, e quando il povero avvocato di turno è costretto a comunicare al cliente che l’udienza non si è tenuta perché il ruolo è “congelato”, o che è stata rinviata al 2029 😱

Nel PNRR, che decide e vincola gran parte delle risorse sulla giustizia, non sono previsti finanziamenti per l'assunzione di personale al Giudice di Pace.
Le risorse sono destinate alle riforme procedurali, alla digitalizzazione e alla ridistribuzione delle competenze (quelle previste dalla normativa di cui stiamo parlando) per raggiungere gli obiettivi europei di diminuzione del contenzioso.

Ma allora, con gli uffici del Giudice di Pace già in una situazione disastrosa, che senso ha trasferire
a questi uffici giudiziari una parte consistente del contenzioso civile dei Tribunali, in assenza di interventi volti a colmare la carenza di personale giudiziario e amministrativo?

Il rischio, se questa riforma entrerà effettivamente in vigore, è che altre migliaia di cause siano “parcheggiate” presso i Giudici di Pace (che già non riescono a lavorare il contenzioso attuale), in attesa di una giustizia sempre più lunga e sempre più lontana.

Sono anni che assistiamo impotenti a riforme della giustizia insensate, che non hanno affatto risolto, e per molti versi anzi peggiorato, le criticità del sistema giudiziario e della lunghezza dei processi.

Fino a quando saremo vincolati agli “obiettivi” che ci impone la UE 🇪🇺, e i governi non saranno liberi di destinare risorse là dove effettivamente servono, la coperta sarà sempre troppo corta.

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I colpevoli ritardi delle CMO non fermano l'indennizzo: vaccino covid19 e mielite, c'è correlazione

Avv. Teresa Rocco
Avvocati Liberi

Le richieste di indennizzo ex art. 1 della legge 210 del 1992 negli ultimi anni sono certamente aumentate, dato l'ingente numero di somministrazioni di vaccinazioni anti-Covid19.
Sono tuttavia rari i casi in cui il nesso di causalità è stato riconosciuto.
Non sono noti i numeri delle richieste ma un dato non è da sottovalutare: sono numerosi i casi in cui i richiedenti, benché abbiano presentato domanda tra il 2021 e il 2022, sono ancora in attesa della chiamata a visita presso la commissione medica ospedaliera.
E questo può rappresentare un indice della ingente massa di domande che ha rallentato i procedimenti, sino ad arrivare ad impedirne la conclusione.
Ritardi che superano i tempi entro i quali la p.a. deve per legge rispondere alle richieste dei cittadini e che sono intollerabili, soprattutto perché la crisi sanitaria che affligge il nostro paese da diversi anni, costringe i cittadini a ricorrere alla sanità privata, spesso economicamente insostenibile e il riconoscimento dell'indennizzo è un sussidio fondamentale in tale disastrosa situazione.

Come noto, la richiesta di indennizzo ex L.210/92 può essere presentata in autonomia (senza assistenza legale) e senza sostenere alcun significativo costo, tuttavia nel caso in cui il procedimento dovesse arenarsi a causa di ritardi, è chiaro che il cittadino è costretto, suo malgrado, ad incaricare un avvocato per chiedere l’intervento del giudice, con evidente aggravio economico.
➡️ Sul ritardo nel procedimento di indennizzo è interessante una sentenza del Tribunale di Napoli-Sezione lavoro n.3367 del 30 aprile 2025 (📌 scaricabile qui 📌) che ha affrontato il caso di una persona che ha riscontrato una mielite a seguito di somministrazione del vaccino Pfizer e che non è mai stato chiamato a visita dalla C.M.O. competente.
In questo caso il Giudice del Lavoro, dopo aver disposto la CTU, con funzione sostitutiva rispetto alla visita alla CMO, ha dato ragione al ricorrente riconoscendo il nesso di causalità tra la patologia riscontrata ed il vaccino condannando il Ministero a corrispondere l’indennizzo ex art.1 e 2 L.210/92 nonché le spese legali.

Questa è una sentenza che dà un pò di pace, perchè riconosce il nesso di causalità e restituisce giustizia ad un cittadino danneggiato, ed è interessante perchè offre diversi spunti di riflessione.

Non si può trascurare la circostanza che molti si sono sentiti costretti all’inoculazione in quanto non avrebbero mai potuto sostenere il “sacrificio” della propria retribuzione richiesto a fronte del mancato consenso, eppure, per quella retribuzione ricevuta durante i mesi di vigenza dell’obbligo vaccinale e del green-pass, hanno poi dovuto fare i conti con la propria salute rovinata (e con i costi delle cure) e con il mancato funzionamento dei meccanismi di tutela, nonché con i ritardi della P.A. Se provassimo a fare un bilancio tra il valore delle retribuzioni ricevute e i danni post inoculo, sebbene non si possa biasimare la “scelta” di vaccinarsi con un prodotto che era stato definito “sicuro ed efficace” (rivelatosi poi l’opposto), probabilmente sarebbe stato più conveniente rinunciare alla prima cercando un’alternativa.

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Diamo spazio alla lettera firmata da 140 costituzionalisti sulla proposta di riforma della legge elettorale all’esame della Camera ⬇️⬇️⬇️

“Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una forte preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati. Essa presenta rilevanti criticità dal punto di vista costituzionale, a partire da un’impostazione di fondo non conciliabile con i principi della democrazia rappresentativa.
La legge elettorale non è una legge ordinaria come le altre: incide direttamente sul rapporto tra corpo elettorale e Parlamento, sull’eguaglianza del voto e sull’equilibrio complessivo della forma di governo.
È grave il fatto che ancora una volta si vogliano modificare le regole elettorali quasi alla vigilia del voto e soprattutto, dopo il risultato della straordinaria partecipazione al referendum, si voglia costruire un sistema elettorale che, anziché combattere l’astensionismo, rischia di incrementarlo, con meccanismi quali le liste bloccate e un premio abnorme, che allontanano i cittadini dal voto e dalla partecipazione democratica, trasformando le elezioni in un plebiscito per la scelta di un capo e dei suoi sostenitori.

Tre sono i punti più critici.

Il primo riguarda il premio di governabilità o di maggioranza. La giurisprudenza della Corte costituzionale non ha escluso in assoluto la possibilità di meccanismi premiali, ma li ha sottoposti a condizioni rigorose: il premio deve essere proporzionato, deve operare in presenza di una soglia ragionevole di consenso e deve essere effettivamente idoneo a perseguire l’obiettivo della governabilità. Il pericolo maggiore sta nel fatto che il premio possa risultare eccessivo, fino a portare la lista o coalizione vincente verso il 60% dei seggi, incidendo così anche sulle “maggioranze di garanzia” previste dall’ordinamento costituzionale. Altro aspetto fortemente critico è quello dell’incompatibilità del premio con il bicameralismo disciplinato dalla Costituzione.

Il secondo profilo riguarda l’aver pensato un sistema basato unicamente su liste bloccate, e che consente pluricandidature (fino a cinque collegi!). La proposta accentua i difetti principali dell’attuale sistema, affidando l’intera selezione dei parlamentari a liste bloccate e introducendo un premio potenzialmente abnorme e rigido con l’attribuzione di 70 e 35 seggi assegnati rispettivamente nelle due Camere prescindendo dall’esito del voto per le diverse liste.
Un sistema fondato integralmente su liste bloccate, aggravato da pluricandidature e da liste premiali di dimensione sostanzialmente nazionale, consegna ancora una volta la selezione dei parlamentari alle leadership di partito e svuota il rapporto tra elettori ed eletti.

Il terzo profilo riguarda l’indicazione preventiva del candidato alla Presidenza del Consiglio, che contrasta con i principi che reggono nel nostro ordinamento la nomina del Governo, che dipende dagli equilibri parlamentari risultanti dalla composizione delle Camere, oltre che dall’esercizio delle prerogative del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’art. 92 Cost. e dal successivo rapporto fiduciario con il Parlamento.

È proprio dalla combinazione di questi fattori che scaturisce un Premierato di fatto, prospettiva che dopo il risultato referendario sembrava ormai abbandonata.
Per queste ragioni, riteniamo che la proposta di legge elettorale all’esame della Camera dei deputati sia gravemente lesiva dei valori costituzionali, aggravi il distacco tra cittadino ed istituzioni e rafforzi le preoccupazioni per la crisi del Parlamento.

È nostro dovere di costituzionalisti segnalare all’opinione pubblica che questo progetto di riforma elettorale costituisce una forzatura inaccettabile delle regole democratiche e costituzionali”.

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L’art. 53 Costituzione prevede che

“

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

”
… invece in Italia l’1% della popolazione più benestante paga meno del restante 99%!

È stata avviata una giusta iniziativa di legge popolare sottoscritta da 120 economisti per aumentare di un po’ la tassazione dell’1% che guadagna più di 2 milioni di euro (con rendite finanziarie). Stop. Solo loro.

Il 99% degli italiani (chi invece lavora) non pagherebbe nulla di più.

La solidarietà sociale -quella vera- passa da qui.

Per saperne di più clicca QUI

Roberto Martina
Avvocati Liberi
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Due Procure della Repubblica, di Treviso e di Belluno, hanno avviato dei processi per il mancato utilizzo di mascherine in epoca Covid, sapendo già che i fatti non erano previsti dalla legge come reato. Erano solo illeciti amministrativi, bastava un’ammenda disposta ad esempio dal perfetto e notificata attraverso un verbale.
Ha dovuto intervenire la Cassazione e a Belluno un giudice che conosce il Codice penale, annullando i capi di imputazione perché “per la legge il fatto non è reato”.

Intanto, due cittadini sono stati sotto procedimento penale quattro anni, prima di essere assolti e hanno dovuto spendere soldi in avvocati e rovinandosi la vita.

La Cassazione è intervenuta nel ricorso presentato contro la condanna al pagamento della pena pecuniaria di € 150 inflitta il 21 marzo 2025 dal giudice di Treviso Laura Contini a Moreno Ferrari professore di storia e latino di Rovigo per il reato dell'articolo 630
del Codice penale, che punisce l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Moreno Ferrari il 19 giugno 2021, in qualità di organizzatore di una manifestazione sulle politiche di contenimento dell’emergenza sanitaria non avrebbe osservato le prescrizioni imposte dal questore della provincia di Treviso.

Avvocati Liberi si complimenta con gli amici Ferrari e Avv. Poli per l’importante successo ottenuto con la giusta caparbietà.

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#dirittiumani #humanrights

Il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU 🇺🇳 accusa Israele di aver commesso sterminio a Gaza.

“Israele è responsabile di sterminio, omicidio, uso della fame come metodo di guerra..”

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Il Ministero della Salute ha avviato, a partire da maggio 2026, un progetto pilota di vaccinazione contro l’influenza aviaria (HPAI – sottotipo H5), in collaborazione con le Regioni Veneto e Lombardia e con coinvolgimento delle filiere produttive del settore avicolo.

Il progetto riguarda un numero di allevamenti selezionati, localizzati nelle province di Verona e Mantova, e riguarderà in particolare tacchini da carne e galline ovaiole.
Gli animali saranno vaccinati sin dalle prime fasi di vita, e saranno regolarmente destinati al consumo umano.

Trattandosi di un progetto pilota (come sempre l’Italia è tra i primi paesi a livello europeo e mondiale ad avviare questo tipo di progetti 😒) ho ritenuto di approfondire alcuni aspetti, attraverso ricerche mirate e le FAQ messe a disposizione direttamente dal Ministero della Salute https://www.salute.gov.it/new/it/faq/influenza-aviaria-progetto-pilota-di-vaccinazione-negli-allevamenti-avicoli/

E così ho appreso che:
📌 i vaccini contro l'influenza aviaria sono stati testati e monitorati in studi dal 2023 al 2025 e le sperimentazioni specifiche su galline ovaiole e tacchini hanno avuto una durata variabile tra le 8 e le 24 settimane;
📌 sono stati utilizzati vaccini vettorizzati e vaccini a subunità e non vaccini a mRNA;
📌 la vaccinazione contribuisce a ridurre o prevenire i danni causati dall’infezione, a proteggere gli animali dalla malattia grave, ma per limitare la diffusione dell’infezione è necessario affiancare alla vaccinazione tutte le altre misure di prevenzione e la biosicurezza;
📌gli animali vaccinati possono comunque infettarsi, ma in presenza di una buona immunità l’infezione tende a manifestarsi in forma lieve;
📌 esistono limiti all’efficacia, che dipende dalla corretta somministrazione del vaccino, dalla carica virale nell’ambiente e dalla corrispondenza tra vaccino e ceppi virali circolanti;
📌 gli studi sull’efficacia dei diversi schemi di sorveglianza dopo la vaccinazione per l’individuazione precoce del virus HPAI e per dimostrare l’assenza di malattia sono insufficienti.

A leggere queste informazioni appare chiaro che si tratti di una sperimentazione e che esistano molti dubbi su efficacia e sicurezza.

Il Ministero tuttavia assicura che:
📌 i vaccini non hanno effetti avversi per gli animali se non nel sito di inoculo e derivanti da una scorretta somministrazione;
📌 uova e carne sono sicuri per il consumatore e non contengono vaccini o parti di essi.

Ma purtroppo abbiamo già visto il grado di affidabilità della rassicurazioni istituzionali.

Non so voi, ma io personalmente d’ora in avanti starò ben attenta alla provenienza della carne e delle uova che comprerò, cercando di prediligere filiera corta e aziende di fiducia.

Antonietta Veneziano
Avvocati Liberi

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