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Ciò in cui credi è più forte di ciò che vedi.
Bob Proctor
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Più a lungo le persone indossano una maschera, più rischiano di allontanarsi dalla propria vera essenza. 🎭
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Quando credevi di aver chiuso tutti i conti karmici, ma rinasci sulla terra. Apri gli occhi e capisci che devi ripartire da zero.... pubertà, esame di scuola guida, sveglia alle 6:00, mutuo a 30 anni, riunioni di condominio, dichiarazione dei redditi e relazioni tossiche.😅
Credit: Patrizia Coffaro
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🧠 Psicologia delle masse: come nasce il conformismo 🐑
L'esperimento di Solomon Asch
Il conformismo è un cambiamento nel giudizio espresso pubblicamente, che porta una persona ad adeguarsi a una risposta che, in realtà, sa già essere sbagliata.
Solomon Asch lo isolò nei primi anni Cinquanta attraverso un esperimento di confronto tra segmenti di diversa lunghezza. Quando erano soli, i partecipanti sbagliavano quasi mai. Ma quando si trovavano di fronte a un gruppo unanime che indicava il segmento sbagliato, finivano per conformarsi in circa un terzo delle prove decisive. La percezione rimaneva intatta. Ciò che veniva meno era il coraggio di esprimere apertamente il proprio giudizio.
L'influenza normativa è il prezzo da pagare per andare contro il gruppo: le persone si adeguano pubblicamente pur sapendo di avere torto. L'influenza informativa, invece, porta a considerare un gruppo sicuro di sé come più informato dei propri stessi occhi.
L'unanimità conta più del numero dei partecipanti. La presenza di un solo alleato che dava la risposta corretta eliminava gran parte dell'effetto osservato da Asch. Anche un partecipante che si limitava a esprimere un'opinione diversa indeboliva il fenomeno.
È proprio in questa dinamica che trova spazio il consenso artificiale. Una minoranza coordinata prende per prima la parola e ripete una risposta sbagliata come se la questione fosse già stata risolta. Ogni nuova persona che si lascia convincere fa apparire la maggioranza ancora più numerosa agli occhi di chi arriva dopo.
Il dubbio deve soltanto trasformarsi in silenzio, e il silenzio viene interpretato come consenso. Questo fenomeno è conosciuto come ignoranza pluralistica.
Una posizione può sopravvivere anche a coloro che l'hanno inizialmente introdotta.
Nel 1961, Jacobs e Campbell dimostrarono che una norma arbitraria, introdotta da collaboratori complici dell'esperimento e priva di qualsiasi fondamento nel compito assegnato, continuava a trasmettersi anche a persone che non avevano mai incontrato coloro che l'avevano originata.
Kelman distinse questo fenomeno dalla semplice acquiescenza. L'accordo ripetuto e premiato finisce per trasformarsi in accettazione privata e diventare parte della propria identità. A quel punto è il pubblico stesso, ormai condizionato, a sorvegliare e reprimere il dissenso: non è più necessario che qualcuno dall'esterno continui a sostenere quella posizione. Una successiva smentita, quindi, riesce a convincere pochissime persone.
La perseveranza delle credenze porta a mantenere una conclusione originaria anche dopo che le prove su cui si basava sono state ritirate. Il cosiddetto effetto di influenza persistente fa sì che un'affermazione continui a condizionare il pensiero anche dopo essere stata smentita.
Rimettere in discussione una convinzione può essere percepito come un tradimento del proprio gruppo sociale. Per questo motivo, soltanto chi ha sviluppato un legame superficiale con quella convinzione finisce per abbandonarla.
Lo stesso schema si manifesta ovunque sia più facile ripetere una risposta pubblica che verificarla personalmente: nella propaganda politica, nelle campagne di consenso artificiale, nelle riunioni costruite per simulare l'unanimità e nelle campagne di attacco collettivo che puniscono chi solleva per primo un'obiezione.
La risposta personale è sempre stata disponibile.
Ciò che si è diffuso non è stata la convinzione, ma il prezzo da pagare per esprimerla.
L'esperimento di Solomon Asch
Il conformismo è un cambiamento nel giudizio espresso pubblicamente, che porta una persona ad adeguarsi a una risposta che, in realtà, sa già essere sbagliata.
Solomon Asch lo isolò nei primi anni Cinquanta attraverso un esperimento di confronto tra segmenti di diversa lunghezza. Quando erano soli, i partecipanti sbagliavano quasi mai. Ma quando si trovavano di fronte a un gruppo unanime che indicava il segmento sbagliato, finivano per conformarsi in circa un terzo delle prove decisive. La percezione rimaneva intatta. Ciò che veniva meno era il coraggio di esprimere apertamente il proprio giudizio.
L'influenza normativa è il prezzo da pagare per andare contro il gruppo: le persone si adeguano pubblicamente pur sapendo di avere torto. L'influenza informativa, invece, porta a considerare un gruppo sicuro di sé come più informato dei propri stessi occhi.
L'unanimità conta più del numero dei partecipanti. La presenza di un solo alleato che dava la risposta corretta eliminava gran parte dell'effetto osservato da Asch. Anche un partecipante che si limitava a esprimere un'opinione diversa indeboliva il fenomeno.
È proprio in questa dinamica che trova spazio il consenso artificiale. Una minoranza coordinata prende per prima la parola e ripete una risposta sbagliata come se la questione fosse già stata risolta. Ogni nuova persona che si lascia convincere fa apparire la maggioranza ancora più numerosa agli occhi di chi arriva dopo.
Il dubbio deve soltanto trasformarsi in silenzio, e il silenzio viene interpretato come consenso. Questo fenomeno è conosciuto come ignoranza pluralistica.
Una posizione può sopravvivere anche a coloro che l'hanno inizialmente introdotta.
Nel 1961, Jacobs e Campbell dimostrarono che una norma arbitraria, introdotta da collaboratori complici dell'esperimento e priva di qualsiasi fondamento nel compito assegnato, continuava a trasmettersi anche a persone che non avevano mai incontrato coloro che l'avevano originata.
Kelman distinse questo fenomeno dalla semplice acquiescenza. L'accordo ripetuto e premiato finisce per trasformarsi in accettazione privata e diventare parte della propria identità. A quel punto è il pubblico stesso, ormai condizionato, a sorvegliare e reprimere il dissenso: non è più necessario che qualcuno dall'esterno continui a sostenere quella posizione. Una successiva smentita, quindi, riesce a convincere pochissime persone.
La perseveranza delle credenze porta a mantenere una conclusione originaria anche dopo che le prove su cui si basava sono state ritirate. Il cosiddetto effetto di influenza persistente fa sì che un'affermazione continui a condizionare il pensiero anche dopo essere stata smentita.
Rimettere in discussione una convinzione può essere percepito come un tradimento del proprio gruppo sociale. Per questo motivo, soltanto chi ha sviluppato un legame superficiale con quella convinzione finisce per abbandonarla.
Lo stesso schema si manifesta ovunque sia più facile ripetere una risposta pubblica che verificarla personalmente: nella propaganda politica, nelle campagne di consenso artificiale, nelle riunioni costruite per simulare l'unanimità e nelle campagne di attacco collettivo che puniscono chi solleva per primo un'obiezione.
La risposta personale è sempre stata disponibile.
Ciò che si è diffuso non è stata la convinzione, ma il prezzo da pagare per esprimerla.
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LE API MAESTRE DI VITA
Dall’io al noi: ciò che l’alveare ci insegna sull’amore, la trasformazione e il sacro
E se l’alveare non fosse soltanto una straordinaria organizzazione biologica, ma anche uno specchio attraverso cui osservare noi stessi?
Nel suo nuovo libro, Beppe Scotti parte dall’esperienza diretta con le api per esplorare alcuni dei grandi temi dell’esistenza: l’interconnessione, la collaborazione, il limite, il cambiamento, la morte, la gratitudine e il sacro.
L’alveare diventa così una soglia.
Un invito a superare l’illusione della separazione e a ricordare che nessuno di noi esiste davvero da solo.
Ogni essere vive dentro una rete di relazioni.
Ogni trasformazione individuale modifica, in qualche modo, anche il sistema di cui siamo parte.
Dal comportamento delle api nasce allora una domanda profondamente umana:
quanto della nostra vita è ancora costruito attorno all’“io” e quanto siamo capaci di aprirci al “noi”?
📖 Le api maestre di vita non è un manuale di apicoltura.
È un viaggio tra natura, consapevolezza e spiritualità non dogmatica, alla ricerca di una relazione più profonda con noi stessi, con gli altri e con la vita.
Perché forse il sacro non è qualcosa da cercare lontano.
Forse è già qui.
Nel corpo.
Nella natura.
Nella relazione.
Nella vita che continuamente si trasforma.
Le api maestre di vita
di Beppe Scotti
Henosis Editore
Disponibile online in formato cartaceo e Kindle.
https://www.amazon.it/api-maestre-vita-sullamore-trasformazione/dp/B0HMVZWQ3L/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&dib_tag=se&dib=eyJ2IjoiMSJ9.24yMAMtdfCbjytt7gIQvoIWyR4YrPi8JZASe9a-fwlDGjHj071QN20LucGBJIEps.yk4RKOIWvYl8ayOJzpeepnmYG5uR30_AFsErhVwuOx8&qid=1793288940&sr=1-1
Dall’io al noi: ciò che l’alveare ci insegna sull’amore, la trasformazione e il sacro
E se l’alveare non fosse soltanto una straordinaria organizzazione biologica, ma anche uno specchio attraverso cui osservare noi stessi?
Nel suo nuovo libro, Beppe Scotti parte dall’esperienza diretta con le api per esplorare alcuni dei grandi temi dell’esistenza: l’interconnessione, la collaborazione, il limite, il cambiamento, la morte, la gratitudine e il sacro.
L’alveare diventa così una soglia.
Un invito a superare l’illusione della separazione e a ricordare che nessuno di noi esiste davvero da solo.
Ogni essere vive dentro una rete di relazioni.
Ogni trasformazione individuale modifica, in qualche modo, anche il sistema di cui siamo parte.
Dal comportamento delle api nasce allora una domanda profondamente umana:
quanto della nostra vita è ancora costruito attorno all’“io” e quanto siamo capaci di aprirci al “noi”?
📖 Le api maestre di vita non è un manuale di apicoltura.
È un viaggio tra natura, consapevolezza e spiritualità non dogmatica, alla ricerca di una relazione più profonda con noi stessi, con gli altri e con la vita.
Perché forse il sacro non è qualcosa da cercare lontano.
Forse è già qui.
Nel corpo.
Nella natura.
Nella relazione.
Nella vita che continuamente si trasforma.
Le api maestre di vita
di Beppe Scotti
Henosis Editore
Disponibile online in formato cartaceo e Kindle.
https://www.amazon.it/api-maestre-vita-sullamore-trasformazione/dp/B0HMVZWQ3L/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&dib_tag=se&dib=eyJ2IjoiMSJ9.24yMAMtdfCbjytt7gIQvoIWyR4YrPi8JZASe9a-fwlDGjHj071QN20LucGBJIEps.yk4RKOIWvYl8ayOJzpeepnmYG5uR30_AFsErhVwuOx8&qid=1793288940&sr=1-1
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La percezione delle Piante 🌱
Negli anni Sessanta, Cleve Backster condusse un esperimento destinato a suscitare grande curiosità: collegò una pianta a un rilevatore di bugie per osservare le sue reazioni agli stimoli esterni.
Durante l'esperimento, una persona distrusse una pianta che si trovava nelle vicinanze. In seguito, quando diverse persone si avvicinarono alla pianta collegata al poligrafo, questa avrebbe manifestato una reazione proprio alla presenza di chi aveva distrutto l'altra pianta, distinguendolo dagli altri.
Backster interpretò queste reazioni come un possibile segnale di percezione e memoria nelle piante, ipotizzando che fossero in grado di registrare e conservare informazioni sulle esperienze vissute.
@Awake432hz
http://t.me/Awake432hz
Negli anni Sessanta, Cleve Backster condusse un esperimento destinato a suscitare grande curiosità: collegò una pianta a un rilevatore di bugie per osservare le sue reazioni agli stimoli esterni.
Durante l'esperimento, una persona distrusse una pianta che si trovava nelle vicinanze. In seguito, quando diverse persone si avvicinarono alla pianta collegata al poligrafo, questa avrebbe manifestato una reazione proprio alla presenza di chi aveva distrutto l'altra pianta, distinguendolo dagli altri.
Backster interpretò queste reazioni come un possibile segnale di percezione e memoria nelle piante, ipotizzando che fossero in grado di registrare e conservare informazioni sulle esperienze vissute.
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Integrare la propria oscurità per raggiungere la consapevolezza.
Carl Jung
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La tua capacità di manifestare parte da ciò che credi di meritare. Essere buoni non significa mettersi sempre all'ultimo posto.
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La vera rivoluzione è un'evoluzione della Coscienza.
L'evoluzione nasce dalla conoscenza, dal dubbio e dal coraggio di mettere in discussione le proprie convinzioni.
"Non sono gli uomini a cambiare, ma le loro opinioni".
Cit.
@Awake432hz
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L'evoluzione nasce dalla conoscenza, dal dubbio e dal coraggio di mettere in discussione le proprie convinzioni.
"Non sono gli uomini a cambiare, ma le loro opinioni".
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L'iniziativa popolare «Cieli Blu» che punta a introdurre una legge per vietare la geoingegneria e le attività di manipolazione delle condizioni meteorologiche nei cieli italiani (Scie Chimiche) ha superato le 50mila firme.
Secondo voi ora cosa succederà quando 600 pecore, asservite alla tutela dei propri vitalizi, si troveranno ad analizzare questa proposta? La prenderanno seriamente in considerazione?
E ammettiamo anche che la proposta venga approvata dal Parlamento 🤯: a quel punto toccherà alla mummia mettere la firma finale. 🧟♂️🔺👁
Che dite, possiamo essere fiduciosi? 👀
Vi leggo ...
@Awake432hz
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Secondo voi ora cosa succederà quando 600 pecore, asservite alla tutela dei propri vitalizi, si troveranno ad analizzare questa proposta? La prenderanno seriamente in considerazione?
E ammettiamo anche che la proposta venga approvata dal Parlamento 🤯: a quel punto toccherà alla mummia mettere la firma finale. 🧟♂️🔺👁
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