EFFETTI DELLA PROPAGANDA ALLARMISTICA
Giorni fa mi sono recato ai bagni termali di Petriolo, vicino a Siena, un luogo magnifico immerso nella natura dove ci si può immergere in vasche naturali con acqua a 40-50° di temperatura e socializzare con altre persone nella quiete del luogo. Durante la permanenza, ho iniziato a conversare con un simpatico signore, assiduo frequentatore delle terme, che mi ha raccontato come giorni prima una forte piena del fiume, che scorre alle pendici della collina da cui sgorga l'acqua calda, si fosse portata via le pietre che erano state posizionate per creare una piscina.
Dopodiché, mi ha attaccato un bottone informandomi sui grandi pericoli che corriamo per via dei mutamenti climatici, sulle sciagure che ci attendono nel prossimo futuro, citando informazioni alla rinfusa che aveva letto sulle proiezioni delle “istituzioni” che si occupano dello studio del clima, mostrando grande interesse per il tema ma anche una gran confusione e preoccupazione.
In quel momento ho toccato con mano gli effetti nefasti che la propaganda allarmistica climatica produce in molte persone e quindi l'ho lasciato parlare e alla fine ho cercato di tranquillizzarlo. Gli ho raccontato delle strade romane che stanno emergendo dai ghiacciai, facendogli notare che se quelle strade sono lì, significa che in passato quei ghiacciai non c'erano ed è per questo che Annibale poté attraversare le Alpi con gli elefanti. Gli ho parlato del Periodo Caldo Romano, di come duemila anni fa le temperature in Europa fossero più elevate rispetto ad oggi, eppure non ci sono state apocalissi climatiche, anzi l'Impero Romano è prosperato.
Lui si è ammutolito, mi ha ascoltato e il sorriso, per un momento, è tornato, assieme alla serenità. Non è stato necessario polemizzare, né citare complicati studi scientifici, solo conversare con serenità e rispetto.
Ho voluto rendervi partecipi di questa storia per sottolineare il fatto che molte persone sono alquanto sensibili alla propaganda allarmistica dei media e delle istituzioni e ne restano profondamente influenzate, a prescindere dal loro livello di educazione. Ciò che dobbiamo fare è tornare a parlare faccia a faccia, a comunicare, come fanno gli uomini.
🔗 Unisciti a Global Warming
Giorni fa mi sono recato ai bagni termali di Petriolo, vicino a Siena, un luogo magnifico immerso nella natura dove ci si può immergere in vasche naturali con acqua a 40-50° di temperatura e socializzare con altre persone nella quiete del luogo. Durante la permanenza, ho iniziato a conversare con un simpatico signore, assiduo frequentatore delle terme, che mi ha raccontato come giorni prima una forte piena del fiume, che scorre alle pendici della collina da cui sgorga l'acqua calda, si fosse portata via le pietre che erano state posizionate per creare una piscina.
Dopodiché, mi ha attaccato un bottone informandomi sui grandi pericoli che corriamo per via dei mutamenti climatici, sulle sciagure che ci attendono nel prossimo futuro, citando informazioni alla rinfusa che aveva letto sulle proiezioni delle “istituzioni” che si occupano dello studio del clima, mostrando grande interesse per il tema ma anche una gran confusione e preoccupazione.
In quel momento ho toccato con mano gli effetti nefasti che la propaganda allarmistica climatica produce in molte persone e quindi l'ho lasciato parlare e alla fine ho cercato di tranquillizzarlo. Gli ho raccontato delle strade romane che stanno emergendo dai ghiacciai, facendogli notare che se quelle strade sono lì, significa che in passato quei ghiacciai non c'erano ed è per questo che Annibale poté attraversare le Alpi con gli elefanti. Gli ho parlato del Periodo Caldo Romano, di come duemila anni fa le temperature in Europa fossero più elevate rispetto ad oggi, eppure non ci sono state apocalissi climatiche, anzi l'Impero Romano è prosperato.
Lui si è ammutolito, mi ha ascoltato e il sorriso, per un momento, è tornato, assieme alla serenità. Non è stato necessario polemizzare, né citare complicati studi scientifici, solo conversare con serenità e rispetto.
Ho voluto rendervi partecipi di questa storia per sottolineare il fatto che molte persone sono alquanto sensibili alla propaganda allarmistica dei media e delle istituzioni e ne restano profondamente influenzate, a prescindere dal loro livello di educazione. Ciò che dobbiamo fare è tornare a parlare faccia a faccia, a comunicare, come fanno gli uomini.
🔗 Unisciti a Global Warming
👍22❤10
Un ottimo post del Prof. Domenico Salimbeni sulla farsa della CO2 e dell'effetto serra come agenti primari del riscaldamento globale, riportato da Attività Solare.
«L’effetto serra di per sé, e l’effetto serra della CO2 con l’ipotesi del riscaldamento globale basata sui suoi effetti, sono un pericoloso artefatto, politicamente ben motivato ma totalmente privo di qualsiasi base teorica o empirica. Il nostro Pianeta, infatti, “obbedisce” alle leggi fondamentali della fisica delle radiazioni, e dimostra in questo modo di conoscere dette leggi, quindi di essere molto più “colto” degli “esperti del clima”».
➡️ Attività Solare
➡️ Post Facebook
🔗 Unisciti a Global Warming
«L’effetto serra di per sé, e l’effetto serra della CO2 con l’ipotesi del riscaldamento globale basata sui suoi effetti, sono un pericoloso artefatto, politicamente ben motivato ma totalmente privo di qualsiasi base teorica o empirica. Il nostro Pianeta, infatti, “obbedisce” alle leggi fondamentali della fisica delle radiazioni, e dimostra in questo modo di conoscere dette leggi, quindi di essere molto più “colto” degli “esperti del clima”».
➡️ Attività Solare
➡️ Post Facebook
🔗 Unisciti a Global Warming
❤8👍5🔥2
PASSATA LA SBORNIA? L’UE POTREBBE ANNULLARE I SUOI PROGETTI PER VIETARE I MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA ENTRO IL 2035
di P. Gosselin per NoTricksZone
Dopo il voto di lunedì sera [11/4/24] a Bruxelles, la maggioranza del Parlamento europeo è favorevole a una proposta della Commissione che non classificherebbe più automaticamente le auto elettriche come veicoli a impatto climatico zero.
Nella proposta, le emissioni di CO2 delle auto elettriche dipenderebbero dal mix di elettricità utilizzato per caricare l’auto, il che significa che le auto elettriche non sarebbero necessariamente classificate come “solo elettriche”.
L’UE prevede di rivalutare l’eliminazione graduale dei motori a combustione, sulla base dei dati e degli sviluppi più recenti.
Allora cosa ha portato a questo improvviso episodio di sobrietà politica a Bruxelles? Probabilmente una buona dose di realtà. Ecco 4 possibili ragioni alla base della nuova posizione dell’UE:
1. Cina
L’industria automobilistica e molti stati dell’UE mettono in guardia dalle conseguenze economiche e sociali del divieto dei motori a combustione.
La produzione di auto elettriche in Europa non può competere con i costi molto più bassi della Cina. La produzione automobilistica europea si sposterebbe all’estero, con la conseguente perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e molti disordini sociali.
Attualmente l’Europa è già colpita da disordini sociali mentre agricoltori e camionisti protestano nelle strade contro le politiche ambientali radicali.
2. Truffe sulle emissioni delle auto elettriche
Attualmente, alle auto elettriche nell’UE viene assegnata una classificazione delle emissioni di CO2 pari a zero grammi! Questa affermazione a zero emissioni è nella maggior parte dei casi una bugia poiché il calcolo non tiene conto del vero mix di produzione di elettricità. I combustibili fossili sono ancora ampiamente utilizzati in Europa per produrre energia elettrica.
Un rapporto più realistico includerebbe le emissioni di CO2 dell’elettricità utilizzata per caricare le auto elettriche e le renderebbe meno attraenti.
3. Carburanti climaticamente neutri (e-fuel)
Si stanno compiendo sforzi per far funzionare i motori a combustione con carburanti a impatto climatico zero (e-fuel), che sono prodotti da energie rinnovabili e sono quindi a zero emissioni di CO2.
La Commissione UE vuole verificare se i veicoli di nuova immatricolazione con motori a combustione alimentati con carburanti elettronici potranno essere immatricolati a partire dal 2035. Ciò sospenderebbe di fatto il divieto dei motori a combustione, poiché in pratica i carburanti elettronici possono essere utilizzati senza emissioni.
4. Le elezioni del Parlamento europeo del 2024
Si terranno dal 6 al 9 giugno 2024. Quindi non è il momento di turbare gli elettori con una legislazione impopolare. I burocrati di Bruxelles probabilmente vogliono solo far credere ai cittadini che sono pragmatici e che, dopo tutto, non prenderanno una strada radicale.
In sintesi, l’UE potrebbe rendersi conto che vietare i motori a combustione interna e sostituirli con le auto elettriche causerà molti più danni che benefici.
➡️ Fonte
🔗 Unisciti a Global Warming
di P. Gosselin per NoTricksZone
Dopo il voto di lunedì sera [11/4/24] a Bruxelles, la maggioranza del Parlamento europeo è favorevole a una proposta della Commissione che non classificherebbe più automaticamente le auto elettriche come veicoli a impatto climatico zero.
Nella proposta, le emissioni di CO2 delle auto elettriche dipenderebbero dal mix di elettricità utilizzato per caricare l’auto, il che significa che le auto elettriche non sarebbero necessariamente classificate come “solo elettriche”.
L’UE prevede di rivalutare l’eliminazione graduale dei motori a combustione, sulla base dei dati e degli sviluppi più recenti.
Allora cosa ha portato a questo improvviso episodio di sobrietà politica a Bruxelles? Probabilmente una buona dose di realtà. Ecco 4 possibili ragioni alla base della nuova posizione dell’UE:
1. Cina
L’industria automobilistica e molti stati dell’UE mettono in guardia dalle conseguenze economiche e sociali del divieto dei motori a combustione.
La produzione di auto elettriche in Europa non può competere con i costi molto più bassi della Cina. La produzione automobilistica europea si sposterebbe all’estero, con la conseguente perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e molti disordini sociali.
Attualmente l’Europa è già colpita da disordini sociali mentre agricoltori e camionisti protestano nelle strade contro le politiche ambientali radicali.
2. Truffe sulle emissioni delle auto elettriche
Attualmente, alle auto elettriche nell’UE viene assegnata una classificazione delle emissioni di CO2 pari a zero grammi! Questa affermazione a zero emissioni è nella maggior parte dei casi una bugia poiché il calcolo non tiene conto del vero mix di produzione di elettricità. I combustibili fossili sono ancora ampiamente utilizzati in Europa per produrre energia elettrica.
Un rapporto più realistico includerebbe le emissioni di CO2 dell’elettricità utilizzata per caricare le auto elettriche e le renderebbe meno attraenti.
3. Carburanti climaticamente neutri (e-fuel)
Si stanno compiendo sforzi per far funzionare i motori a combustione con carburanti a impatto climatico zero (e-fuel), che sono prodotti da energie rinnovabili e sono quindi a zero emissioni di CO2.
La Commissione UE vuole verificare se i veicoli di nuova immatricolazione con motori a combustione alimentati con carburanti elettronici potranno essere immatricolati a partire dal 2035. Ciò sospenderebbe di fatto il divieto dei motori a combustione, poiché in pratica i carburanti elettronici possono essere utilizzati senza emissioni.
4. Le elezioni del Parlamento europeo del 2024
Si terranno dal 6 al 9 giugno 2024. Quindi non è il momento di turbare gli elettori con una legislazione impopolare. I burocrati di Bruxelles probabilmente vogliono solo far credere ai cittadini che sono pragmatici e che, dopo tutto, non prenderanno una strada radicale.
In sintesi, l’UE potrebbe rendersi conto che vietare i motori a combustione interna e sostituirli con le auto elettriche causerà molti più danni che benefici.
➡️ Fonte
🔗 Unisciti a Global Warming
👍12
Forwarded from L’Elefante nella Stanza (ex Distopia 2.0)
GHIACCIO ARTICO E ORSI POLARI TORNANO IN PRIMA PAGINA NELLA GUERRA DELLA DISINFORMAZIONE
Ogni anno i media ci propinano una versione aggiornata della narrazione sul riscaldamento globale. Un paio di settimane fa, la BBC ha pubblicato un pezzo intitolato “Cambiamento climatico: Gli orsi polari rischiano di morire di fame a causa dello scioglimento dei ghiacci”. Si legge nell’articolo:
Il numero di orsi polari è crollato a metà del secolo scorso a causa di una caccia insostenibile. Di conseguenza, furono introdotte maggiori restrizioni alla caccia commerciale e sportiva che portarono alla ripresa della popolazione dopo il 1980 (ne ho parlato qui). Quello che la BBC non dice ai suoi lettori è che il numero di esemplari ha continuato a crescere nonostante il “riscaldamento globale”.
“Quando gli orsi polari muoiono, muoiono di fame: il nuovo articolo di Nature è propaganda, non una notizia”, la dott.ssa Susan Crockford, una delle maggiori esperte di mammiferi artici, cerca di mettere la parola fine al mito della scomparsa degli orsi polari:
Vale la pena leggerlo per intero.
t.me/distopia2punto0
Ogni anno i media ci propinano una versione aggiornata della narrazione sul riscaldamento globale. Un paio di settimane fa, la BBC ha pubblicato un pezzo intitolato “Cambiamento climatico: Gli orsi polari rischiano di morire di fame a causa dello scioglimento dei ghiacci”. Si legge nell’articolo:
Alcuni orsi polari rischiano di morire di fame a causa dello scioglimento dei ghiacci artici, perché non sono in grado di adattare la loro dieta alla vita sulla terraferma, hanno scoperto gli scienziati. Questa specie simbolo dell'Artico si nutre abitualmente di foche che cacciano muovendosi tra i blocchi di ghiaccio galleggianti. Ma con la riduzione dei ghiacci dovuta al riscaldamento del pianeta, molti orsi trascorrono più tempo a terra, mangiando uova di uccelli, bacche ed erba. Sulla terraferma, però, gli animali perdono rapidamente peso, aumentando il rischio di morte.
Il numero di orsi polari è crollato a metà del secolo scorso a causa di una caccia insostenibile. Di conseguenza, furono introdotte maggiori restrizioni alla caccia commerciale e sportiva che portarono alla ripresa della popolazione dopo il 1980 (ne ho parlato qui). Quello che la BBC non dice ai suoi lettori è che il numero di esemplari ha continuato a crescere nonostante il “riscaldamento globale”.
“Quando gli orsi polari muoiono, muoiono di fame: il nuovo articolo di Nature è propaganda, non una notizia”, la dott.ssa Susan Crockford, una delle maggiori esperte di mammiferi artici, cerca di mettere la parola fine al mito della scomparsa degli orsi polari:
È una coincidenza che un articolo che riporta i risultati di uno studio non nuovo sugli orsi polari, ma che ne prevede la futura morte per fame a causa del cambiamento climatico, sia stato pubblicato [su Nature Communications] due settimane prima di un evento di marketing sul cambiamento climatico promosso dall'organizzazione "Polar Bears International"? Ne dubito… E i media di tutto il mondo se la stanno ovviamente bevendo, felici di trovare una scusa per promuovere i pericoli del cambiamento climatico… utilizzando immagini di grassi orsi polari.
Vale la pena leggerlo per intero.
t.me/distopia2punto0
polarbearscience
When polar bears die, they die of starvation: new Nature paper is propaganda, not news
Is it a coincidence that a paper reporting the results of a no-news study on polar bears, but which predicts future starvation due to climate change, was published two weeks to the day ahead of a c…
👍5
Forwarded from Giubbe Rosse
LA BOLLA DELLE AUTO ELETTRICHE SI È SGONFIATA
Il mercato delle auto elettriche è già morto? Tra il crollo del numero di vendite e lo stop dei produttori sembra che la bolla ambientalista sia già scoppiata. Mentre alcuni Paesi tolgono gli incentivi per le zero emissioni l’Ue ancora sembra non essersene accorta. Ma persino il diesel ha superato i motori elettrici
Arrivare a una mobilità completamente ecologica, a emissioni zero. Questo obiettivo, oltre a essere un’utopia visto che anche le auto elettriche per essere realizzate producono emissioni, e secondo alcuni studi queste vetture riescono a essere più inquinanti delle moderne motorizzazioni termiche, era diventato una sorta di totem delle politiche ambientaliste europee che avevano dettato il limite del 2035. Secondo le attuali imposizioni dell’Ue, infatti, tra undici anni sul mercato delle future automobili non ci dovrebbe essere traccia di benzina, o diesel o di qualsiasi altro tipo di carburante. Solo motori elettrici, ecco il futuro del settore europeo; anche se… Forse, un giorno, questo diventerà davvero il futuro, ma intanto non riesce a essere nemmeno il presente. Dopo anni di grandi ambizioni, infatti, l’elettrificazione sembra retrocedere. A rivelarlo è l’inserto “Motore” del quotidiano la Repubblica, e intitolato “la frenata dell’elettrica”. In un articolo a firma di Valerio Berruti vengono svelati i grossi problemi sul piano delle vendite delle auto elettriche in questo inizio anno. Nello specifico, si legge che “in Italia, su 100 auto vendute nei primi due mesi di quest’anno, appena 2,7 sono elettriche”. Attenzione, il riferimento è solo ai modelli full electric, mentre i veicoli ibridi invece spopolano tra gli automobilisti. Comunque sia, uno dei problemi di questa frenata è la ritirata degli incentivi statali in vari Paesi europei. Tutto è partito dalla Germania, poi ha seguito il Regno Unito, dove gli ecobonus sono rimasti solamente per i mezzi aziendali, mentre l’Italia darà il via ad aprile alla seconda mandata. L’unico stato a fare eccezione è la Francia, che ha emanato pochi mesi fa il piano di leasing sociale. “Ma la vera domanda - scrive Berruti - è: fino a quando diventeranno sostenibili queste spese governative?”. Insomma, se si sogna un futuro in elettrico, questo prima o poi dovrà smettere di dipendere dal sostentamento statale, eppure questo risulta ancora essenziale. (Fonte: Men on Wheels)
Finiti gli incentivi, finite le vendite. Strano.
🟥 Segui Giubbe Rosse
Telegram | Web | Ultim'ora | Twitter | Facebook | Instagram | Truth | Odysee
Il mercato delle auto elettriche è già morto? Tra il crollo del numero di vendite e lo stop dei produttori sembra che la bolla ambientalista sia già scoppiata. Mentre alcuni Paesi tolgono gli incentivi per le zero emissioni l’Ue ancora sembra non essersene accorta. Ma persino il diesel ha superato i motori elettrici
Arrivare a una mobilità completamente ecologica, a emissioni zero. Questo obiettivo, oltre a essere un’utopia visto che anche le auto elettriche per essere realizzate producono emissioni, e secondo alcuni studi queste vetture riescono a essere più inquinanti delle moderne motorizzazioni termiche, era diventato una sorta di totem delle politiche ambientaliste europee che avevano dettato il limite del 2035. Secondo le attuali imposizioni dell’Ue, infatti, tra undici anni sul mercato delle future automobili non ci dovrebbe essere traccia di benzina, o diesel o di qualsiasi altro tipo di carburante. Solo motori elettrici, ecco il futuro del settore europeo; anche se… Forse, un giorno, questo diventerà davvero il futuro, ma intanto non riesce a essere nemmeno il presente. Dopo anni di grandi ambizioni, infatti, l’elettrificazione sembra retrocedere. A rivelarlo è l’inserto “Motore” del quotidiano la Repubblica, e intitolato “la frenata dell’elettrica”. In un articolo a firma di Valerio Berruti vengono svelati i grossi problemi sul piano delle vendite delle auto elettriche in questo inizio anno. Nello specifico, si legge che “in Italia, su 100 auto vendute nei primi due mesi di quest’anno, appena 2,7 sono elettriche”. Attenzione, il riferimento è solo ai modelli full electric, mentre i veicoli ibridi invece spopolano tra gli automobilisti. Comunque sia, uno dei problemi di questa frenata è la ritirata degli incentivi statali in vari Paesi europei. Tutto è partito dalla Germania, poi ha seguito il Regno Unito, dove gli ecobonus sono rimasti solamente per i mezzi aziendali, mentre l’Italia darà il via ad aprile alla seconda mandata. L’unico stato a fare eccezione è la Francia, che ha emanato pochi mesi fa il piano di leasing sociale. “Ma la vera domanda - scrive Berruti - è: fino a quando diventeranno sostenibili queste spese governative?”. Insomma, se si sogna un futuro in elettrico, questo prima o poi dovrà smettere di dipendere dal sostentamento statale, eppure questo risulta ancora essenziale. (Fonte: Men on Wheels)
Finiti gli incentivi, finite le vendite. Strano.
🟥 Segui Giubbe Rosse
Telegram | Web | Ultim'ora | Twitter | Facebook | Instagram | Truth | Odysee
Men On Wheels
La bolla delle auto elettriche è già scoppiata? Ecco i dati, dal crollo di vendite alle fermate dei produttori. E il diesel...…
Il mercato delle auto elettriche è già morto? Tra il crollo del numero di vendite e lo stop dei produttori sembra che la bolla ambientalista sia già scoppiata. Mentre alcuni Paesi tolgono gli incentivi per le zero emissioni l’Ue ancora sembra non essersene…
👍9
CASE GREEN: ATTACCO ALLA PROPRIETÀ PRIVATA
La percentuale di CO2 totale presente in atmosfera è dello 0,04%. Di questa, solo il 5% (stando larghi) è la quantità emessa dall'uomo a livello globale. Stiamo quindi parlando dello 0,002% di CO2 emessa dall'uomo a livello globale. Di questa, la CO2 prodotta dall'Italia e l'1%. l'Italia, dunque, è responsabile dello 0,00002% della CO2 totale presente in atmosfera.
Sulla base di questi dati, l'UE ci chiede, anzi vorrebbe imporci, la ristrutturazione delle nostre case per renderle conformi a nuove classi energetiche meno “impattanti” sul clima in termini di CO2, perché – dice l'UE senza mostrare alcuna base scientifica verificata e verificabile – questa è la causa principale del riscaldamento climatico a cui stiamo assistendo, che porterà il pianeta – dice sempre l'UE in assenza di alcuna base scientifica verificata e verificabile al di fuori di modelli matematici farlocchi – ad un collasso climatico.
In realtà, come spesso abbiamo mostrato su questo canale, nel passato recente e lontano la Terra ha visto periodi di riscaldamento climatico ben più rilevanti rispetto alla situazione attuale e in condizioni in cui la CO2 in atmosfera toccava quote più basse rispetto ad oggi. Quindi, da ciò ricaviamo senza troppi sforzi che 1. la CO2 non è la causa del riscaldamento climatico e 2. il riscaldamento climatico non comporta affatto il collasso del clima.
Decidete voi se vale la pena sacrificare i nostri risparmi, o magari rinunciare ad essere proprietari di una casa, in virtù dello 0,00002% di CO2 che produciamo ogni anno in Italia (mentre i paesi maggiormente responsabili delle emissioni globali se ne fregano e continuano ad aumentare la produzione). Decidete voi se vale la pena consentire di fatto l'abolizione della proprietà privata, e dunque della libertà, in virtù di una delle più grandi bufale che il potere governativo sia mai riuscito ad architettare e raccontare per ottenere i suoi scopi.
Sotto potete visionare due video interessanti sul tema delle recenti direttive green dell'UE. Nel primo, Giorgio Spaziani Testa (presidente di Confedilizia) e Davide Rossi espongono la situazione generale, mentre nel secondo l'Avv. Fusillo spiega cosa fare in pratica per non restare soggetti a questo ennesimo attacco alle nostre libertà.
➡️ Il Vaso di Pandora
➡️ Border Nights
🔗 Unisciti a Global Warming
La percentuale di CO2 totale presente in atmosfera è dello 0,04%. Di questa, solo il 5% (stando larghi) è la quantità emessa dall'uomo a livello globale. Stiamo quindi parlando dello 0,002% di CO2 emessa dall'uomo a livello globale. Di questa, la CO2 prodotta dall'Italia e l'1%. l'Italia, dunque, è responsabile dello 0,00002% della CO2 totale presente in atmosfera.
Sulla base di questi dati, l'UE ci chiede, anzi vorrebbe imporci, la ristrutturazione delle nostre case per renderle conformi a nuove classi energetiche meno “impattanti” sul clima in termini di CO2, perché – dice l'UE senza mostrare alcuna base scientifica verificata e verificabile – questa è la causa principale del riscaldamento climatico a cui stiamo assistendo, che porterà il pianeta – dice sempre l'UE in assenza di alcuna base scientifica verificata e verificabile al di fuori di modelli matematici farlocchi – ad un collasso climatico.
In realtà, come spesso abbiamo mostrato su questo canale, nel passato recente e lontano la Terra ha visto periodi di riscaldamento climatico ben più rilevanti rispetto alla situazione attuale e in condizioni in cui la CO2 in atmosfera toccava quote più basse rispetto ad oggi. Quindi, da ciò ricaviamo senza troppi sforzi che 1. la CO2 non è la causa del riscaldamento climatico e 2. il riscaldamento climatico non comporta affatto il collasso del clima.
Decidete voi se vale la pena sacrificare i nostri risparmi, o magari rinunciare ad essere proprietari di una casa, in virtù dello 0,00002% di CO2 che produciamo ogni anno in Italia (mentre i paesi maggiormente responsabili delle emissioni globali se ne fregano e continuano ad aumentare la produzione). Decidete voi se vale la pena consentire di fatto l'abolizione della proprietà privata, e dunque della libertà, in virtù di una delle più grandi bufale che il potere governativo sia mai riuscito ad architettare e raccontare per ottenere i suoi scopi.
Sotto potete visionare due video interessanti sul tema delle recenti direttive green dell'UE. Nel primo, Giorgio Spaziani Testa (presidente di Confedilizia) e Davide Rossi espongono la situazione generale, mentre nel secondo l'Avv. Fusillo spiega cosa fare in pratica per non restare soggetti a questo ennesimo attacco alle nostre libertà.
➡️ Il Vaso di Pandora
➡️ Border Nights
🔗 Unisciti a Global Warming
👍8🤬3❤1🔥1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
AUTO ELETTRICHE...
Fregatura cosmica a tutti i livelli e causa di enorme danno economico. Il servizio di Piazza Pulita.
🔗 Unisciti a Global Warming
Fregatura cosmica a tutti i livelli e causa di enorme danno economico. Il servizio di Piazza Pulita.
🔗 Unisciti a Global Warming
👍13👏3
IL FOCUS DEL PROBLEMA
La battaglia sulla transizione green, combattuta tra istituzioni apocalitticistiche e dissidenti scettici, non sta producendo un dibattito efficace. Mentre da un lato il popolo dei cosiddetti “negazionisti climatici” (che negano non l'esistenza di un cambiamento climatico in corso ma piuttosto le responsabilità antropiche ad esso attribuite dalle istituzioni) si sforza di dimostrare come il clima sia sempre cambiato nel corso degli eoni e come il temporaneo periodo di riscaldamento che stiamo vivendo dipenda da fattori naturali imprescindibili e non comporti affatto dei rischi per la vita sul pianeta, dall'altro il gruppo dei politici green – che si appoggiano ad una scienza istituzionale apocalitticista ben foraggiata da interessi privati multimiliardari – continua ad approvare leggi e regolamentazioni e procede come un treno verso la realizzazione dell'Agenda 2030 voluta dalle elite di investitori padroni.
Stiamo giocando al loro gioco nel loro terreno di battaglia e loro stanno vincendo. Si discute e si dibatte sull'utilità delle auto elettriche, sull'utilità e la fattibilità delle regolamentazioni UE sulle case green, sui diritti degli agricoltori a possedere e coltivare liberamente i loro terreni e vendere ad un giusto prezzo i loro prodotti, sulle energie rinnovabili, et cetera. Discussioni sacrosante. Ma non si discute e non si dibatte abbastanza sul tema fondamentale su cui si fondano la politica green e la transizione energetica: la CO2 come agente responsabile del cambiamento climatico.
Non esiste uno straccio di prova scientifica sulle responsabilità dei valori di CO2 in atmosfera come vettori del riscaldamento o del raffreddamento del clima. Ed è esattamente questo il tema su cui dobbiamo sforzarci di discutere e dibattere con la politica e per cui occorre combattere, senza lasciarci trascinare in distrazioni inutili. Dobbiamo mantenere il focus sul problema fondamentale: guardare la Luna, non il dito.
Detto in soldoni: se vogliono che io mi impegni a comprare una costosissima auto elettrica, o a ristrutturare la mia casa a mie spese per adeguarla alle classi energetiche richieste, devono prima dimostrarmi che queste azioni producano effettivamente un beneficio sulla stabilità del clima, dopo aver dimostrato che effettivamente la stabilità del clima sia in pericolo e a quali parametri, esattamente, corrisponderebbe un ideale di clima stabile.
Forse è il caso di iniziare a battere le vie legali.
🔗 Unisciti a Global Warming
La battaglia sulla transizione green, combattuta tra istituzioni apocalitticistiche e dissidenti scettici, non sta producendo un dibattito efficace. Mentre da un lato il popolo dei cosiddetti “negazionisti climatici” (che negano non l'esistenza di un cambiamento climatico in corso ma piuttosto le responsabilità antropiche ad esso attribuite dalle istituzioni) si sforza di dimostrare come il clima sia sempre cambiato nel corso degli eoni e come il temporaneo periodo di riscaldamento che stiamo vivendo dipenda da fattori naturali imprescindibili e non comporti affatto dei rischi per la vita sul pianeta, dall'altro il gruppo dei politici green – che si appoggiano ad una scienza istituzionale apocalitticista ben foraggiata da interessi privati multimiliardari – continua ad approvare leggi e regolamentazioni e procede come un treno verso la realizzazione dell'Agenda 2030 voluta dalle elite di investitori padroni.
Stiamo giocando al loro gioco nel loro terreno di battaglia e loro stanno vincendo. Si discute e si dibatte sull'utilità delle auto elettriche, sull'utilità e la fattibilità delle regolamentazioni UE sulle case green, sui diritti degli agricoltori a possedere e coltivare liberamente i loro terreni e vendere ad un giusto prezzo i loro prodotti, sulle energie rinnovabili, et cetera. Discussioni sacrosante. Ma non si discute e non si dibatte abbastanza sul tema fondamentale su cui si fondano la politica green e la transizione energetica: la CO2 come agente responsabile del cambiamento climatico.
Non esiste uno straccio di prova scientifica sulle responsabilità dei valori di CO2 in atmosfera come vettori del riscaldamento o del raffreddamento del clima. Ed è esattamente questo il tema su cui dobbiamo sforzarci di discutere e dibattere con la politica e per cui occorre combattere, senza lasciarci trascinare in distrazioni inutili. Dobbiamo mantenere il focus sul problema fondamentale: guardare la Luna, non il dito.
Detto in soldoni: se vogliono che io mi impegni a comprare una costosissima auto elettrica, o a ristrutturare la mia casa a mie spese per adeguarla alle classi energetiche richieste, devono prima dimostrarmi che queste azioni producano effettivamente un beneficio sulla stabilità del clima, dopo aver dimostrato che effettivamente la stabilità del clima sia in pericolo e a quali parametri, esattamente, corrisponderebbe un ideale di clima stabile.
Forse è il caso di iniziare a battere le vie legali.
🔗 Unisciti a Global Warming
👏11👍5❤2
Il sito Attività Solare ha rilanciato un ottimo articolo di P. Gosselin per NoTricksZone in cui l'autore interroga l'IA di Google (Gemini) sulle stazioni meteorologiche alla fine del XIX sec. e sull'affidabilità dei dati a nostra disposizione per quel periodo.
Il risultato è stato che “La scarsa rete di stazioni meteorologiche, in particolare nell’emisfero australe durante i primi anni del 1900, introduce limitazioni significative alla nostra certezza sulle temperature medie globali di allora”.
“In altre parole, si possono fare solo ipotesi azzardate sulle temperature medie globali di 100 anni fa, per non parlare di 500 o 1000 anni fa”, conclude l'autore.
➡️ Attività Solare
🔗 Unisciti a Global Warming
Il risultato è stato che “La scarsa rete di stazioni meteorologiche, in particolare nell’emisfero australe durante i primi anni del 1900, introduce limitazioni significative alla nostra certezza sulle temperature medie globali di allora”.
“In altre parole, si possono fare solo ipotesi azzardate sulle temperature medie globali di 100 anni fa, per non parlare di 500 o 1000 anni fa”, conclude l'autore.
➡️ Attività Solare
🔗 Unisciti a Global Warming
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Godfrey William Bloom, economista finanziario e politico britannico, in merito alle politiche energetiche suicide che l'Inghilterra sta perseguendo da 15 anni, ha proposto una sfida a 10 mila ricercatori: dimostrare la correlazione atmosferica tra CO2 e temperature.
Nessuno è stato in grado di farlo, semplicemente perché non c'è alcuna correlazione.
🔗 Unisciti a Global Warming
Nessuno è stato in grado di farlo, semplicemente perché non c'è alcuna correlazione.
🔗 Unisciti a Global Warming
👍18👏1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Il senatore australiano Malcolm Roberts:
"Le politiche climatiche Net Zero basate sulla paura non hanno alcuna giustificazione ambientale o scientifica... Il pubblico sta iniziando a rendersi conto che il cambiamento climatico è la più grande manifestazione di psicosi da formazione di massa dai tempi della caccia alle streghe di Salem."
"Tutto questo si basa su errori scientifici e su un uso improprio selettivo degli eventi naturali. Frode."
"Le persone si stanno rendendo conto che il pubblico viene costretto a continuare a sostenere politiche che non ottengono altro che danneggiare gli esseri umani e il nostro ambiente naturale".
🔗 Unisciti a Global Warming
"Le politiche climatiche Net Zero basate sulla paura non hanno alcuna giustificazione ambientale o scientifica... Il pubblico sta iniziando a rendersi conto che il cambiamento climatico è la più grande manifestazione di psicosi da formazione di massa dai tempi della caccia alle streghe di Salem."
"Tutto questo si basa su errori scientifici e su un uso improprio selettivo degli eventi naturali. Frode."
"Le persone si stanno rendendo conto che il pubblico viene costretto a continuare a sostenere politiche che non ottengono altro che danneggiare gli esseri umani e il nostro ambiente naturale".
🔗 Unisciti a Global Warming
👍18❤3
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Bill Gates, un sedicente esperto di informatica che adesso è diventato esperto di clima, afferma che entro il 2050 “dobbiamo” raggiungere zero emissioni di gas serra umane.
Domanda per Bill Gates: può dimostrare che le emissioni di gas serra umane, attualmente quantificabili in percentuali talmente irrisorie da risultare statisticamente irrilevanti, abbiano qualche effetto negativo al punto di essere devastante sull'ambiente e sul clima del pianeta? Se si, quale effetto e sulla base di quali dati scientificamente osservabili e misurabili?
La narrativa dell’apocalisse climatica è semplicemente un pretesto per dettare, controllare e regolare la portata ammissibile di tutte le attività umane, con il falso obbiettivo di “salvare il pianeta”. Le politiche green stanno sistematicamente distruggendo l'ambiente, impoverendo i cittadini e limitando le risorse, sulla base di bugie.
Non si tratta di controllare il clima: si tratta di controllare NOI.
🔗 Unisciti a Global Warming
Domanda per Bill Gates: può dimostrare che le emissioni di gas serra umane, attualmente quantificabili in percentuali talmente irrisorie da risultare statisticamente irrilevanti, abbiano qualche effetto negativo al punto di essere devastante sull'ambiente e sul clima del pianeta? Se si, quale effetto e sulla base di quali dati scientificamente osservabili e misurabili?
La narrativa dell’apocalisse climatica è semplicemente un pretesto per dettare, controllare e regolare la portata ammissibile di tutte le attività umane, con il falso obbiettivo di “salvare il pianeta”. Le politiche green stanno sistematicamente distruggendo l'ambiente, impoverendo i cittadini e limitando le risorse, sulla base di bugie.
Non si tratta di controllare il clima: si tratta di controllare NOI.
🔗 Unisciti a Global Warming
👍23🔥2
Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Open, gli sbufalatori di professione:
"Toccati i 62,3 gradi".
Sì, su una macchina parcheggiata al sole a mezzogiorno.
La Stampa: "Ondata di caldo record a Rio de Janeiro: 62,3 gradi nella città brasiliana. E’ la temperatura più alta dal 2014. Anche a gennaio e lo scorso novembre, erano stati registrati picchi di calore e rimandato il concerto di Taylor Swift dopo che una spettatrice si era sentito male ed era deceduta".
Anche qui non si capisce bene su quale cofano l'abbiano rilevati questi 62,3 gradi.
Il Fatto: "mai la sensazione termica aveva raggiunto questi livelli".
Ti credo, ve la siete inventata ora!
Scusate se oggi sono monotematico, ma questo copia-e-incolla, con piccole variazioni sensazionalistiche è paradigmatico di come funzioni la stampa mainstream quando martella sul clima: si parte dalla temperatura reale, più o meno nella norma (come si può facilmente verificare contattando le persone sul posto o andando a vedere sui siti specializzati), la si trasforma in "sensazione termica" e poi la si fa diventare magicamente temperatura rilevata.
A quel punto è possibile condirla come si vuole, ficcandoci magari dentro anche la signora deceduta Dio-solo-sa-per-quale-motivo.
E così si alimenta la percezione di rischio nell'opinione pubblica.
Anche in Inverno, in preparazione dell'estate.
Esattamente come si è fatto durante la pandemia nei periodi estivi, quando preparavano l'opinione pubblica all'arrivo dei malanni legati al cambio di stagione.
In questo modo, sfruttando l'informazione globalizzata, la soglia di attenzione non cala mai.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
"Toccati i 62,3 gradi".
Sì, su una macchina parcheggiata al sole a mezzogiorno.
La Stampa: "Ondata di caldo record a Rio de Janeiro: 62,3 gradi nella città brasiliana. E’ la temperatura più alta dal 2014. Anche a gennaio e lo scorso novembre, erano stati registrati picchi di calore e rimandato il concerto di Taylor Swift dopo che una spettatrice si era sentito male ed era deceduta".
Anche qui non si capisce bene su quale cofano l'abbiano rilevati questi 62,3 gradi.
Il Fatto: "mai la sensazione termica aveva raggiunto questi livelli".
Ti credo, ve la siete inventata ora!
Scusate se oggi sono monotematico, ma questo copia-e-incolla, con piccole variazioni sensazionalistiche è paradigmatico di come funzioni la stampa mainstream quando martella sul clima: si parte dalla temperatura reale, più o meno nella norma (come si può facilmente verificare contattando le persone sul posto o andando a vedere sui siti specializzati), la si trasforma in "sensazione termica" e poi la si fa diventare magicamente temperatura rilevata.
A quel punto è possibile condirla come si vuole, ficcandoci magari dentro anche la signora deceduta Dio-solo-sa-per-quale-motivo.
E così si alimenta la percezione di rischio nell'opinione pubblica.
Anche in Inverno, in preparazione dell'estate.
Esattamente come si è fatto durante la pandemia nei periodi estivi, quando preparavano l'opinione pubblica all'arrivo dei malanni legati al cambio di stagione.
In questo modo, sfruttando l'informazione globalizzata, la soglia di attenzione non cala mai.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
👍12🤔1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
CONTANTE INQUINANTE
Non bastava la lotta all'evasione fiscale per abolire il contante. L'ultima grande notizia è che i pagamenti in denaro contante inquinano, aumentando le emissioni di CO2. Quindi, la naturale conclusione è che il contante sia abolito, per salvare il pianeta. E come viene prodotta l'enorme energia necessaria a sostenere l'impalcatura digitale moderna? Non certamente coi mulini a vento o i pannelli solari.
Premesso che la CO2 non è un gas inquinante, i giornalisti potrebbero preoccuparsi di denunciare l'inquinamento reale che generano e genereranno i pannelli solari nel prossimo futuro. Questo è un vero problema.
➡️ Il Giornale d'Italia
➡️ Sky TG24
➡️ Forbes
➡️ Wired
➡️ Harward Business Review
🔗 Unisciti a Global Warming
Non bastava la lotta all'evasione fiscale per abolire il contante. L'ultima grande notizia è che i pagamenti in denaro contante inquinano, aumentando le emissioni di CO2. Quindi, la naturale conclusione è che il contante sia abolito, per salvare il pianeta. E come viene prodotta l'enorme energia necessaria a sostenere l'impalcatura digitale moderna? Non certamente coi mulini a vento o i pannelli solari.
Premesso che la CO2 non è un gas inquinante, i giornalisti potrebbero preoccuparsi di denunciare l'inquinamento reale che generano e genereranno i pannelli solari nel prossimo futuro. Questo è un vero problema.
➡️ Il Giornale d'Italia
➡️ Sky TG24
➡️ Forbes
➡️ Wired
➡️ Harward Business Review
🔗 Unisciti a Global Warming
👍6👏5
Forwarded from Giubbe Rosse
🇮🇹 PALE EOLICHE, L’URLO DI SALVATORE SETTIS CONTRO LA DEVASTAZIONE DEL PAESAGGIO ITALIANO
Pale eoliche e pannelli fotovoltaici al posto degli olivi, il profitto e lo sfruttamento anziché la tutela del territorio. La denuncia dell'archeologo contro la rivoluzione green.
Fonte: Comedonchisciotte
🟥 Segui Giubbe Rosse
Telegram | Web | Ultim'ora | Twitter | Facebook | Instagram | Truth | Odysee
Pale eoliche e pannelli fotovoltaici al posto degli olivi, il profitto e lo sfruttamento anziché la tutela del territorio. La denuncia dell'archeologo contro la rivoluzione green.
“Chi teme l’eccesso di turismo in Italia sarà lieto di sapere che in alcune aree siamo alla vigilia di un forte calo delle presenze. Tali sono, per esempio, la Maremma toscana, le dolci colline fra la Laguna di Orbetello (tombolo della Giannella), il promontorio di Talamone coi Monti dell’Uccellina e il mirabile borgo di Magliano in Toscana con la sua cinta muraria quattrocentesca. Nove gigantesche pale eoliche, alte 200 metri (contro i 130 delle mura di Magliano), e per giunta collocate in parte su una collina, provvederanno a rendere. irriconoscibile quel paesaggio, secondo la proposta di Apollo Wind srl. Questo progetto di parco eolico è comparso il 6 luglio sul sito del Comune di Orbetello e già ieri sono scaduti i termini per formulare osservazioni. Troppo facile profezia è che la sindrome della fretta indotta dal Pnrr, la diffusa insensibilità politica e la crescente rassegnazione dei cittadini avranno la meglio su ogni obiezione”.
Fonte: Comedonchisciotte
🟥 Segui Giubbe Rosse
Telegram | Web | Ultim'ora | Twitter | Facebook | Instagram | Truth | Odysee
Come Don Chisciotte
Pale eoliche, l’urlo di Salvatore Settis contro la devastazione del paesaggio italiano - Come Don Chisciotte
Di Sonia Milone per Comedonchisciotte “Chi teme l’eccesso di turismo in Italia sarà lieto di sapere che in alcune aree siamo alla vigilia di un forte calo delle presenze. Tali sono, per esempio, la Maremma toscana, le dolci colline fra la Laguna di Orbetello…
🤬5
Giubbe Rosse
🇮🇹 PALE EOLICHE, L’URLO DI SALVATORE SETTIS CONTRO LA DEVASTAZIONE DEL PAESAGGIO ITALIANO Pale eoliche e pannelli fotovoltaici al posto degli olivi, il profitto e lo sfruttamento anziché la tutela del territorio. La denuncia dell'archeologo contro la rivoluzione…
VERRÀ IL GIORNO
Verrà il giorno in cui, quando questa follia sarà solo un brutto ricordo del passato, dovremo ripristinare il territorio liberandolo da tutta questa immondizia che stanno installando. In quel giorno, potremo ammirare di nuovo le bellezze della nostra terra meravigliosa.
🔗 Unisciti a Global Warming
Verrà il giorno in cui, quando questa follia sarà solo un brutto ricordo del passato, dovremo ripristinare il territorio liberandolo da tutta questa immondizia che stanno installando. In quel giorno, potremo ammirare di nuovo le bellezze della nostra terra meravigliosa.
🔗 Unisciti a Global Warming
❤8👍5
ESTREMI METEOROLOGICI NEL CONTESTO STORICO
di Ralph B. Alexander
“Questo rapporto confuta la convinzione popolare ma errata secondo cui gli eventi meteorologici estremi di oggi sono più comuni e più intensi a causa dei cambiamenti climatici, esaminando la storia degli eventi meteorologici estremi nell’ultimo secolo circa. Attingendo agli archivi dei giornali, presenta molteplici esempi di estremi del passato che corrispondono o superano qualsiasi cosa vissuta ai giorni nostri. Il fatto che così tante persone non ne siano consapevoli dimostra che i ricordi collettivi di condizioni meteorologiche estreme sono di breve durata.”
➡️ Il rapporto in PDF
➡️ The Daily Sceptic
🔗 Unisciti a Global Warming
di Ralph B. Alexander
“Questo rapporto confuta la convinzione popolare ma errata secondo cui gli eventi meteorologici estremi di oggi sono più comuni e più intensi a causa dei cambiamenti climatici, esaminando la storia degli eventi meteorologici estremi nell’ultimo secolo circa. Attingendo agli archivi dei giornali, presenta molteplici esempi di estremi del passato che corrispondono o superano qualsiasi cosa vissuta ai giorni nostri. Il fatto che così tante persone non ne siano consapevoli dimostra che i ricordi collettivi di condizioni meteorologiche estreme sono di breve durata.”
➡️ Il rapporto in PDF
➡️ The Daily Sceptic
🔗 Unisciti a Global Warming
👍5