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In difesa della verità
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⚠️ POLITICHE ENERGETICHE, CATASTROFISMO CLIMATICO E MODELLO SOCIALE❗️
Leonardo Mazzei
🔴 Prezzi energetici e impotenza politica: L'articolo critica la timida risposta del governo alla crisi dei carburanti, attribuendo l'aumento dei prezzi a un mix di guerra, geopolitica e speculazione finanziaria, piuttosto che a reali carenze di approvvigionamento.
Soluzioni e denuncia del "catastrofismo": L'autore, Leonardo Mazzei, sostiene che le proposte di nucleare o esplorazione locale siano marginali o illusorie e accusa l'establishment e i media di utilizzare un "catastrofismo climatico" per giustificare una transizione inefficace e la financiarizzazione dell'energia. Invoca invece una nazionalizzazione del settore, la chiusura della borsa elettrica e un approccio pragmatico che riduca le sanzioni a Russia e Iran, evidenziando anche il rischio di un picco nei consumi elettrici dovuto all'espansione dell'IA e dei data center.
Sommario ⬆️
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⏹️ I prezzi dei carburanti vanno alle stelle? Niente paura, che ci pensa il governo a ridurli un po’, ma solo per il gasolio e solo per dieci giorni! Niente male come presa per i fondelli.
🔸️ Ad aprile, in piena crisi di Hormuz, scrivemmo che il vero problema per l’Italia non sarebbe stato quello degli approvvigionamenti, bensì piuttosto quello dei prezzi. Una previsione, basata anche sui precedenti storici degli ultimi cinquant’anni, che si va sostanzialmente materializzando.
🔸️ Quella che ci mostra il momento attuale è l’impotenza dei decisori politici, complici e schiavi della scelta guerrafondaia dell’Occidente da un lato, così come degli interessi speculativi della finanza e delle grandi compagnie energetiche dall’altro.
🔸️ Guerra e speculazione sono infatti due lati della stessa medaglia. Senza la guerra non avremmo le strozzature che “giustificano” la speculazione.
🔸️ Senza speculazione, cioè in un mondo depurato dalla finanza, la questione dei prezzi energetici sarebbe assai meno grave. Ma, sfortunatamente, abbiamo sia la guerra che la speculazione, ed il risultato è piuttosto evidente.
🔸️ Come reagisce il mondo della politica a questa situazione? Del governo abbiamo già detto, della finta opposizione, vista la sua inconsistenza, possiamo anche tacere.
🔸️ Parlano invece gli espertoni dei giornaloni, per dirci che siamo stati imprevidenti, che bisognava accelerare sulle rinnovabili, magari anche sul nucleare, mentre intanto si potrebbe estrarre qualche goccia di petrolio in più in Basilicata, o qualche spiffero di metano dall’Adriatico.
🔸️ Al di là della nostra opposizione alla corsa forsennata e senza vincoli alle rinnovabili, per non parlare di quella alla follia nuclearista, i discorsi che si sentono sono una roba da ubriachi fradici. da bugiardi matricolati. Tutti sanno, ma fingono di non sapere.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
Leonardo Mazzei
🔴 Prezzi energetici e impotenza politica: L'articolo critica la timida risposta del governo alla crisi dei carburanti, attribuendo l'aumento dei prezzi a un mix di guerra, geopolitica e speculazione finanziaria, piuttosto che a reali carenze di approvvigionamento.
Soluzioni e denuncia del "catastrofismo": L'autore, Leonardo Mazzei, sostiene che le proposte di nucleare o esplorazione locale siano marginali o illusorie e accusa l'establishment e i media di utilizzare un "catastrofismo climatico" per giustificare una transizione inefficace e la financiarizzazione dell'energia. Invoca invece una nazionalizzazione del settore, la chiusura della borsa elettrica e un approccio pragmatico che riduca le sanzioni a Russia e Iran, evidenziando anche il rischio di un picco nei consumi elettrici dovuto all'espansione dell'IA e dei data center.
Sommario ⬆️
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⏹️ I prezzi dei carburanti vanno alle stelle? Niente paura, che ci pensa il governo a ridurli un po’, ma solo per il gasolio e solo per dieci giorni! Niente male come presa per i fondelli.
🔸️ Ad aprile, in piena crisi di Hormuz, scrivemmo che il vero problema per l’Italia non sarebbe stato quello degli approvvigionamenti, bensì piuttosto quello dei prezzi. Una previsione, basata anche sui precedenti storici degli ultimi cinquant’anni, che si va sostanzialmente materializzando.
🔸️ Quella che ci mostra il momento attuale è l’impotenza dei decisori politici, complici e schiavi della scelta guerrafondaia dell’Occidente da un lato, così come degli interessi speculativi della finanza e delle grandi compagnie energetiche dall’altro.
🔸️ Guerra e speculazione sono infatti due lati della stessa medaglia. Senza la guerra non avremmo le strozzature che “giustificano” la speculazione.
🔸️ Senza speculazione, cioè in un mondo depurato dalla finanza, la questione dei prezzi energetici sarebbe assai meno grave. Ma, sfortunatamente, abbiamo sia la guerra che la speculazione, ed il risultato è piuttosto evidente.
🔸️ Come reagisce il mondo della politica a questa situazione? Del governo abbiamo già detto, della finta opposizione, vista la sua inconsistenza, possiamo anche tacere.
🔸️ Parlano invece gli espertoni dei giornaloni, per dirci che siamo stati imprevidenti, che bisognava accelerare sulle rinnovabili, magari anche sul nucleare, mentre intanto si potrebbe estrarre qualche goccia di petrolio in più in Basilicata, o qualche spiffero di metano dall’Adriatico.
🔸️ Al di là della nostra opposizione alla corsa forsennata e senza vincoli alle rinnovabili, per non parlare di quella alla follia nuclearista, i discorsi che si sentono sono una roba da ubriachi fradici. da bugiardi matricolati. Tutti sanno, ma fingono di non sapere.
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Telegraph
POLITICHE ENERGETICHE, CATASTROFISMO CLIMATICO E MODELLO SOCIALE
⏹️ I prezzi dei carburanti vanno alle stelle? Niente paura, che ci pensa il governo a ridurli un po’, ma solo per il gasolio e solo per dieci giorni! Niente male come presa per i fondelli. 🔸️ Ad aprile, in piena crisi di Hormuz, scrivemmo che il vero problema…
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Forwarded from Raffaella Regoli canale ufficiale
Attentato al ristorante italiano a Mosca, «tra i feriti anche Maria Chayko, figlia di un alto generale russo» | Corriere.it https://share.google/4PWqATt33Jm6GfPtH
Corriere della sera
Attentato al ristorante italiano a Mosca, «tra i feriti anche Maria Chayko, figlia di un alto generale russo»
Il bersaglio dell'attentato sarebbe stato proprio il generale Aleksandr Chayko, nel locale per festeggiare il 55° compleanno
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⚠️ L’ITALIA È ANDATA IN MENOPAUSA❗️
Marcello Veneziani
🔴 L'autore, Marcello Veneziani, descrive l'Italia attuale come un paese in menopausa, stato metaforico che indica un declino demografico, culturale ed economico (meno figli, imprese, sovranità) e una condizione di stasi (pausa). Questa fase è caratterizzata da una perdita di fertilità simbolica e desiderio (libido politica e sessuale in calo), sbalzi d'umore collettivi, irritabilità e una rinuncia all'iniziativa. La condizione, trasversale alle ideologie politiche, viene presentata come uno stato fisiologico di declino demografico e psicofisico che investe l'Occidente, ma di cui l'Italia è l'avanguardia.
Sommario ⬆️
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⏹️ Come vedi l’Italia? Mi ha chiesto a bruciapelo un passante che mi segue. La prima risposta che mi è venuta in testa è stata: “in menopausa”.
🎯 E ripensandoci dopo, a ragion veduta, mi sono accorto che è la risposta sintetica che mi convince di più. A dir la verità, quando l’ho detta, ho solo messo insieme due parole che mi venivano sulla lingua per indicare lo stato presente del nostro Paese.
🎯 Quel meno che allude a meno figli, meno giovani, meno cultura, meno imprese, meno made in Italy, meno sovranità, meno tante cose; è un paese che da anni, forse da decenni, vive col segno meno ed è meno, fa meno, vive meno rispetto a ieri. Un’Italia meno meno.
🎯 Ma anche la parola pausa mi pareva assai indicativa e veritiera: indica un paese in pausa, come sospeso, inerte, un po’ spento, senza grandi passioni e senza slanci, piuttosto silente e dormiente, per giunta assediato dal caldo. Ecco da dove proveniva nella mia testa l’espressione composta, meno-pausa.
🎯 La condizione presente dell’Italia è proprio di un paese in menopausa quindi un paese che non è più fertile, che lascia alle sue spalle nascite, aborti e gravidanze, che è alle prese col suo corpo e le sue trasmutazioni, avendo perso ogni velleità di mettere al mondo novità.
🎯 E come accade in menopausa è un paese che ha spesso vampate di calore e di sudore; si accalora improvvisamente e non solo per ragioni di temperatura esterna, ma perché s’infiamma su alcuni temi che poi presto dimentica.
🎯 Alla menopausa sono caratteristici pure gli sbalzi d’umore, è l’Italia alle volte sembra un paese bipolare ma in senso neurologico più che politico. Tipico della menopausa è la facile irritabilità, gli scatti di nervosismo e gli abissi improvvisi di tristezza che si aprono a ogni pausa o giro di boa.
🎯 In fondo è il tratto caratteriale del popolo italiano in questa fase, la facilità con cui cambia umore, la diffusa tendenza a deprimersi, l’incapacità di sopportare e di contenere il proprio disappunto, anzi il proprio sconforto.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Marcello Veneziani
🔴 L'autore, Marcello Veneziani, descrive l'Italia attuale come un paese in menopausa, stato metaforico che indica un declino demografico, culturale ed economico (meno figli, imprese, sovranità) e una condizione di stasi (pausa). Questa fase è caratterizzata da una perdita di fertilità simbolica e desiderio (libido politica e sessuale in calo), sbalzi d'umore collettivi, irritabilità e una rinuncia all'iniziativa. La condizione, trasversale alle ideologie politiche, viene presentata come uno stato fisiologico di declino demografico e psicofisico che investe l'Occidente, ma di cui l'Italia è l'avanguardia.
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⏹️ Come vedi l’Italia? Mi ha chiesto a bruciapelo un passante che mi segue. La prima risposta che mi è venuta in testa è stata: “in menopausa”.
🎯 E ripensandoci dopo, a ragion veduta, mi sono accorto che è la risposta sintetica che mi convince di più. A dir la verità, quando l’ho detta, ho solo messo insieme due parole che mi venivano sulla lingua per indicare lo stato presente del nostro Paese.
🎯 Quel meno che allude a meno figli, meno giovani, meno cultura, meno imprese, meno made in Italy, meno sovranità, meno tante cose; è un paese che da anni, forse da decenni, vive col segno meno ed è meno, fa meno, vive meno rispetto a ieri. Un’Italia meno meno.
🎯 Ma anche la parola pausa mi pareva assai indicativa e veritiera: indica un paese in pausa, come sospeso, inerte, un po’ spento, senza grandi passioni e senza slanci, piuttosto silente e dormiente, per giunta assediato dal caldo. Ecco da dove proveniva nella mia testa l’espressione composta, meno-pausa.
🎯 La condizione presente dell’Italia è proprio di un paese in menopausa quindi un paese che non è più fertile, che lascia alle sue spalle nascite, aborti e gravidanze, che è alle prese col suo corpo e le sue trasmutazioni, avendo perso ogni velleità di mettere al mondo novità.
🎯 E come accade in menopausa è un paese che ha spesso vampate di calore e di sudore; si accalora improvvisamente e non solo per ragioni di temperatura esterna, ma perché s’infiamma su alcuni temi che poi presto dimentica.
🎯 Alla menopausa sono caratteristici pure gli sbalzi d’umore, è l’Italia alle volte sembra un paese bipolare ma in senso neurologico più che politico. Tipico della menopausa è la facile irritabilità, gli scatti di nervosismo e gli abissi improvvisi di tristezza che si aprono a ogni pausa o giro di boa.
🎯 In fondo è il tratto caratteriale del popolo italiano in questa fase, la facilità con cui cambia umore, la diffusa tendenza a deprimersi, l’incapacità di sopportare e di contenere il proprio disappunto, anzi il proprio sconforto.
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Telegraph
L’ITALIA È ANDATA IN MENOPAUSA
⏹️ Come vedi l’Italia? Mi ha chiesto a bruciapelo un passante che mi segue. La prima risposta che mi è venuta in testa è stata: “in menopausa”. 🎯 E ripensandoci dopo, a ragion veduta, mi sono accorto che è la risposta sintetica che mi convince di più. A dir…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ I VERI COSTI DELLE RINNOVABILI SONO SOSTENIBILI SOLO GRAZIE AD ENORMI RISORSE PUBBLICHE DI CUI SI APPROPRIANO GLI SPECULATORI CHE STANNO DISTRUGGENDO IL NOSTRO TERRITORIO❗️
Francesco Cappello
🔴 L'articolo contesta la narrazione del basso costo delle energie rinnovabili, affermando che la metrica LCOE ignora i costi di stabilità di rete. L'autore sostiene che, integrando le spese di garanzia e accumulo, il costo reale sale drasticamente (fino a 440 €/MWh), coperto da ingenti sussidi pubblici tramite contratti per differenza. Il testo denuncia quindi un sistema in cui speculatori privati incassano rendimenti garantiti dallo Stato, mentre i costi reali di integrazione e l'instabilità energetica sono scaricati sui contribuenti e sul territorio.
Sommario ⬆️
---------------------------------------
⏹️ È dominante una narrazione seducente ed interessata secondo cui l’energia solare ed eolica sarebbe ormai diventata la forma di elettricità più economica della storia humana.
🔸️ Tuttavia, se si guarda ai bilanci delle reti e alle leggi della fisica, la realtà che emerge è radicalmente diversa.
🔸️ È importante chiedersi come si calcola davvero il costo dell’energia e perché l’approccio attuale sta portando a un gigantesco abbaglio economico di cui usufruiscono solamente le società energetiche private.
🔸️ Queste società speculano utilizzando fondi pubblici sfruttando una messe di leggi, finanziamenti ed incentivi senza cui sarebbe stato loro impossibile piazzare i loro ecomostri al posto di campi con vocazione agricola, infestando i crinali delle colline italiane.
🔸️ Il punto di partenza di questo malinteso risiede in una cifra ampiamente pubblicizzata: circa 35 euro per megawattora, ovvero 3,5 centesimi per kilowattora, presentata come il costo dell’energia eolica e solare. Questo valore si basa su una metrica chiamata costo livellato dell’energia, nota in gergo come LCOE.
🔸️ Il problema del LCOE è che misura soltanto il costo di fabbrica per produrre un singolo kilowattora sulla pala o sul pannello, esattamente nel momento in cui soffia il vento o brilla il sole.
🔸️ È l’equivalente di calcolare il prezzo di un’automobile considerando unicamente il suo prezzo di listino dimenticando l’assicurazione, le tasse, la manutenzione, il carburante, eccetera…
🔸️ Come sottolinea Sir Dieter Helm, docente di politica energetica all’Università di Oxford e autore di celebri revisioni contabili per il governo britannico, valutare la convenienza delle rinnovabili intermittenti con il LCOE è un errore metodologico primario.
🔸️ Il sole e il vento producono energia intermittente, variabile e non programmabile, scaricando sull’intero sistema elettrico tutti i costi necessari per colmare i loro vuoti di produzione. Per correggere questa distorsione, Helm ha introdotto il concetto di Potenza Stabile Equivalente.
Continua ⤵️
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Francesco Cappello
🔴 L'articolo contesta la narrazione del basso costo delle energie rinnovabili, affermando che la metrica LCOE ignora i costi di stabilità di rete. L'autore sostiene che, integrando le spese di garanzia e accumulo, il costo reale sale drasticamente (fino a 440 €/MWh), coperto da ingenti sussidi pubblici tramite contratti per differenza. Il testo denuncia quindi un sistema in cui speculatori privati incassano rendimenti garantiti dallo Stato, mentre i costi reali di integrazione e l'instabilità energetica sono scaricati sui contribuenti e sul territorio.
Sommario ⬆️
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⏹️ È dominante una narrazione seducente ed interessata secondo cui l’energia solare ed eolica sarebbe ormai diventata la forma di elettricità più economica della storia humana.
🔸️ Tuttavia, se si guarda ai bilanci delle reti e alle leggi della fisica, la realtà che emerge è radicalmente diversa.
🔸️ È importante chiedersi come si calcola davvero il costo dell’energia e perché l’approccio attuale sta portando a un gigantesco abbaglio economico di cui usufruiscono solamente le società energetiche private.
🔸️ Queste società speculano utilizzando fondi pubblici sfruttando una messe di leggi, finanziamenti ed incentivi senza cui sarebbe stato loro impossibile piazzare i loro ecomostri al posto di campi con vocazione agricola, infestando i crinali delle colline italiane.
🔸️ Il punto di partenza di questo malinteso risiede in una cifra ampiamente pubblicizzata: circa 35 euro per megawattora, ovvero 3,5 centesimi per kilowattora, presentata come il costo dell’energia eolica e solare. Questo valore si basa su una metrica chiamata costo livellato dell’energia, nota in gergo come LCOE.
🔸️ Il problema del LCOE è che misura soltanto il costo di fabbrica per produrre un singolo kilowattora sulla pala o sul pannello, esattamente nel momento in cui soffia il vento o brilla il sole.
🔸️ È l’equivalente di calcolare il prezzo di un’automobile considerando unicamente il suo prezzo di listino dimenticando l’assicurazione, le tasse, la manutenzione, il carburante, eccetera…
🔸️ Come sottolinea Sir Dieter Helm, docente di politica energetica all’Università di Oxford e autore di celebri revisioni contabili per il governo britannico, valutare la convenienza delle rinnovabili intermittenti con il LCOE è un errore metodologico primario.
🔸️ Il sole e il vento producono energia intermittente, variabile e non programmabile, scaricando sull’intero sistema elettrico tutti i costi necessari per colmare i loro vuoti di produzione. Per correggere questa distorsione, Helm ha introdotto il concetto di Potenza Stabile Equivalente.
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⏹️ È dominante una narrazione seducente ed interessata secondo cui l’energia solare ed eolica sarebbe ormai diventata la forma di elettricità più economica della storia humana. 🔸️ Tuttavia, se si guarda ai bilanci delle reti e alle leggi della fisica, la…
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⚠️ DAL “POLITICAMENTE CORRETTO” ALL’INSOFFERENZA. LA LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI CHE DIVENTA FORZATA❗️
Giulia Gramoli
🔴 L'articolo traccia l'evoluzione del politicamente corretto, nato per combattere discriminazioni e stereotipi (come quelli pervasivi negli anni '80 e '90), ma oggi percepito da molti come uno strumento strumentale per il consenso o il marketing, specialmente nell'industria di Hollywood. Questa eccessiva rigidità e la ricerca di visibilità hanno alimentato una crescente insofferenza, dando vita al movimento "anti-woke". Le recenti controversie su adattamenti cinematografici, come quelli di Harry Potter, Biancaneve o Troy, evidenziano lo scontro tra inclusività e rispetto delle identità originali dei personaggi, trasformando il dibattito culturale in una polarizzazione sempre più accesa.
Sommario ⬆️
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⏹️ Negli ultimi anni il politicamente corretto ha preso una direzione ben diversa dagli obiettivi per cui era nato.
🔸️ Da strumento di maggiore attenzione verso il linguaggio e le dinamiche sociali si è trasformato in uno dei temi caldi dello scontro culturale contemporaneo.
🔸️ Un cambiamento alimentato non solo dai suoi sostenitori più convinti, ma anche dalle critiche verso quello che molti percepiscono come un uso eccessivo, strumentale o decisamente furbo della sensibilità sociale.
🔸️ Certamente da un lato questa attenzione ha aiutato a combattere stereotipi e comportamenti realmente discriminatori.
🔸️ Dall’altro, però, ha fatto crescere un’insofferenza sempre più diffusa verso alcune sue applicazioni, viste da tanti come eccessivamente rigide o, peggio, trasformate in scorciatoie per ottenere consenso e visibilità.
🔸️ Il punto critico non è la tutela dei diritti in sé, ma il momento esatto in cui certe battaglie sociali si trasformano in strategie di comunicazione, con messaggi inclusivi usati non per convinzione, ma per costruirsi un’immagine pubblica impeccabile.
🔸️ È proprio in questa zona grigia che è nato il movimento anti-woke, cioè la reazione di chi ha iniziato a vedere, in alcune espressioni della cultura woke, non più una semplice richiesta di rispetto verso le minoranze, ma un sistema di regole sociali sempre più intricato, dove basta una parola fuori posto o una battuta infelice per finire sul banco degli imputati del tribunale del web.
🔸️ Perché il woke è nato. Le contraddizioni che lo hanno reso necessario. Per capire da dove arriva tutta quest’attenzione alla sensibilità bisogna fare un passo indietro. Per decenni, comportamenti oggi considerati inaccettabili erano semplicemente la normalità.
Continua ⤵️
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Sommario ⬆️
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⏹️ Negli ultimi anni il politicamente corretto ha preso una direzione ben diversa dagli obiettivi per cui era nato.
🔸️ Da strumento di maggiore attenzione verso il linguaggio e le dinamiche sociali si è trasformato in uno dei temi caldi dello scontro culturale contemporaneo.
🔸️ Un cambiamento alimentato non solo dai suoi sostenitori più convinti, ma anche dalle critiche verso quello che molti percepiscono come un uso eccessivo, strumentale o decisamente furbo della sensibilità sociale.
🔸️ Certamente da un lato questa attenzione ha aiutato a combattere stereotipi e comportamenti realmente discriminatori.
🔸️ Dall’altro, però, ha fatto crescere un’insofferenza sempre più diffusa verso alcune sue applicazioni, viste da tanti come eccessivamente rigide o, peggio, trasformate in scorciatoie per ottenere consenso e visibilità.
🔸️ Il punto critico non è la tutela dei diritti in sé, ma il momento esatto in cui certe battaglie sociali si trasformano in strategie di comunicazione, con messaggi inclusivi usati non per convinzione, ma per costruirsi un’immagine pubblica impeccabile.
🔸️ È proprio in questa zona grigia che è nato il movimento anti-woke, cioè la reazione di chi ha iniziato a vedere, in alcune espressioni della cultura woke, non più una semplice richiesta di rispetto verso le minoranze, ma un sistema di regole sociali sempre più intricato, dove basta una parola fuori posto o una battuta infelice per finire sul banco degli imputati del tribunale del web.
🔸️ Perché il woke è nato. Le contraddizioni che lo hanno reso necessario. Per capire da dove arriva tutta quest’attenzione alla sensibilità bisogna fare un passo indietro. Per decenni, comportamenti oggi considerati inaccettabili erano semplicemente la normalità.
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DAL “POLITICAMENTE CORRETTO” ALL’INSOFFERENZA. LA LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI CHE DIVENTA FORZATA
⏹️ Negli ultimi anni il politicamente corretto ha preso una direzione ben diversa dagli obiettivi per cui era nato. 🔸️ Da strumento di maggiore attenzione verso il linguaggio e le dinamiche sociali si è trasformato in uno dei temi caldi dello scontro culturale…
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⚠️ L’ESTATE IN CUI MORÌ LA PACE ❗️
Peter Hanseler
🔴 L'autore Peter Hanseler denuncia come la propaganda occidentale nasconda due conflitti globali in Europa e Medio Oriente, manipolando l'opinione pubblica con notizie false (come i prezzi della benzina in Russia) e censurando sanzioni cinesi contro aziende della difesa. Secondo l'articolo, i media servono a distrarre le masse dalle catastrofi incombenti, mentre la realtà politica è gestita da élite che usano leader come Donald Trump come burattini: quest'ultimo, pur presentandosi come pacificatore, insegue l'arricchimento dell'1% scatenando guerre e fornendo dati satellitari per attacchi a obiettivi civili russi.
Sommario ⬆️
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⏹️ Oltre ai numerosi conflitti in Africa, attualmente sono in corso due conflitti di grande portata: uno in Europa e uno in Medio Oriente. Entrambi sono stati pianificati con cura nel corso di decenni.
🔘 La narrativa occidentale sta mostrando delle crepe tra le persone più perspicaci dell’Occidente, portando la propaganda occidentale a diventare sempre più aggressiva nel tentativo di ribaltare ancora una volta l’opinione pubblica.
🔘 Un esempio di come la propaganda in Germania sia riuscita a rendere la gente completamente ottusa è un articolo apparso sul quotidiano “Bild” il 13 luglio, intitolato “A Putin sta finendo la benzina: i russi pagano quasi 4 euro al litro”.
🔘 Questo nonostante i prezzi effettivi siano chiaramente visibili nell’immagine: ad esempio, 73,11 rubli (0,82 EUR). Il 29 luglio, il prezzo medio della benzina a 95 ottani in Russia era di 71,83 rubli (0,79 EUR).
🔘 D’altra parte, vengono censurate importanti notizie, come l’imposizione da parte della Cina di sanzioni nei confronti di 14 aziende europee, tra cui Lafert S.p.A., Rheinmetall AG, Tatra Trucks, Vigo Photonics, Cavok UAS, Antraco Chemie - HG e Sindlhauser Materials.
🔘 Si tratta di aziende del settore della difesa o di appaltatori della difesa. Questa notizia è significativa e ostacolerà gravemente il potenziamento militare della Germania. Questi due esempi completamente diversi illustrano la natura dei media occidentali.
🔘 I media trasmettono al loro pubblico l’impressione che in Occidente «le cose vadano bene» e che i nemici siano sull’orlo del collasso. Ciò ha un effetto: quando si parla con le persone in Europa, il caldo estivo e i Mondiali sembrano essere le cose più importanti della vita.
🔘 Per decenni mi sono chiesto come fosse possibile che le popolazioni coinvolte non si fossero accorte delle catastrofi incombenti del 1914 e del 1939; gli avvenimenti attuali mi stanno offrendo uno sguardo sulla storia con una chiarezza che non avevo mai visto prima.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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Peter Hanseler
🔴 L'autore Peter Hanseler denuncia come la propaganda occidentale nasconda due conflitti globali in Europa e Medio Oriente, manipolando l'opinione pubblica con notizie false (come i prezzi della benzina in Russia) e censurando sanzioni cinesi contro aziende della difesa. Secondo l'articolo, i media servono a distrarre le masse dalle catastrofi incombenti, mentre la realtà politica è gestita da élite che usano leader come Donald Trump come burattini: quest'ultimo, pur presentandosi come pacificatore, insegue l'arricchimento dell'1% scatenando guerre e fornendo dati satellitari per attacchi a obiettivi civili russi.
Sommario ⬆️
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⏹️ Oltre ai numerosi conflitti in Africa, attualmente sono in corso due conflitti di grande portata: uno in Europa e uno in Medio Oriente. Entrambi sono stati pianificati con cura nel corso di decenni.
🔘 La narrativa occidentale sta mostrando delle crepe tra le persone più perspicaci dell’Occidente, portando la propaganda occidentale a diventare sempre più aggressiva nel tentativo di ribaltare ancora una volta l’opinione pubblica.
🔘 Un esempio di come la propaganda in Germania sia riuscita a rendere la gente completamente ottusa è un articolo apparso sul quotidiano “Bild” il 13 luglio, intitolato “A Putin sta finendo la benzina: i russi pagano quasi 4 euro al litro”.
🔘 Questo nonostante i prezzi effettivi siano chiaramente visibili nell’immagine: ad esempio, 73,11 rubli (0,82 EUR). Il 29 luglio, il prezzo medio della benzina a 95 ottani in Russia era di 71,83 rubli (0,79 EUR).
🔘 D’altra parte, vengono censurate importanti notizie, come l’imposizione da parte della Cina di sanzioni nei confronti di 14 aziende europee, tra cui Lafert S.p.A., Rheinmetall AG, Tatra Trucks, Vigo Photonics, Cavok UAS, Antraco Chemie - HG e Sindlhauser Materials.
🔘 Si tratta di aziende del settore della difesa o di appaltatori della difesa. Questa notizia è significativa e ostacolerà gravemente il potenziamento militare della Germania. Questi due esempi completamente diversi illustrano la natura dei media occidentali.
🔘 I media trasmettono al loro pubblico l’impressione che in Occidente «le cose vadano bene» e che i nemici siano sull’orlo del collasso. Ciò ha un effetto: quando si parla con le persone in Europa, il caldo estivo e i Mondiali sembrano essere le cose più importanti della vita.
🔘 Per decenni mi sono chiesto come fosse possibile che le popolazioni coinvolte non si fossero accorte delle catastrofi incombenti del 1914 e del 1939; gli avvenimenti attuali mi stanno offrendo uno sguardo sulla storia con una chiarezza che non avevo mai visto prima.
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L’ESTATE IN CUI MORÌ LA PACE
⏹️ Oltre ai numerosi conflitti in Africa, attualmente sono in corso due conflitti di grande portata: uno in Europa e uno in Medio Oriente. Entrambi sono stati pianificati con cura nel corso di decenni. 🔘 La narrativa occidentale sta mostrando delle crepe…
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VACCINI-TROMBOSI-MORTI CHE CAMMINANO:
"giornalisti"
"giornaliste"
conduttori
e silenzio totale
"giornalisti"
"giornaliste"
conduttori
e silenzio totale
PARTE 1: https://youtu.be/jAdeZaDT4pI
PARTE 2: https://youtu.be/9osaFyNXw-g
😱8🤪2😡2❤1🤬1🎉1