⚠️ QUANDO DIO INCONTRA LA BOMBA❗️
Vincenzo Pellegrino
🔴 L’articolo affronta la tensione tra la logica della deterrenza nucleare e i mandati religiosi, esaminando come la convinzione di essere strumento di una volontà divina possa influenzare decisioni strategiche e mettere a rischio la pace globale. Si analizza il progressivo disgregamento degli accordi internazionali sui armi nucleari negli ultimi anni e si sottolinea come il disarmo non venga ricompensato, incentivando la proliferazione. Il documento presenta un panorama inquietante di un mondo sempre più armato, con nuove potenze nucleari e instabilità crescente, sollevando la domanda cruciale: l’umanità è in grado di rinunciare all’uso delle armi atomiche?
Sommario ⬆️
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⏹️ C’è una domanda che il mondo preferisce non farsi, con la stessa ostinazione con cui si evita di guardare un precipizio da troppo vicino: cosa accade quando la logica della deterrenza nucleare smette di essere una fredda equazione militare e diventa una questione di fede?
🔸️ Quando il dito sul grilletto appartiene a chi si crede strumento di un mandato divino irrevocabile? Non è fantapolitica. È il nodo irrisolto al centro della sicurezza globale, uno che il progetto di pace costruita dopo il 1945 ha scelto di non affrontare, con la stessa sistematicità con cui si rimuove ciò che fa più paura.
🔸️ Ed è attorno a questa vertigine che ruota La Bomba di Abramo: l’arma nucleare alla luce della Rivelazione biblica, il dossier curato dal Centro Studi Aurora e di cui questo articolo riprende e sviluppa le linee essenziali.
🔸️ Un’analisi interdisciplinare che attraversa geopolitica, teologia comparata e teoria della deterrenza per guardare uno dei nodi più esplosivi della contemporaneità: il rapporto tra le tre grandi tradizioni abramitiche e l’armamento nucleare.
🔸️ Per capire dove siamo, guardiamo la sequenza degli ultimi vent’anni: la Corea del Nord abbandona il Trattato di Non Proliferazione nel 2004, gli Stati Uniti escono dall’accordo sul nucleare iraniano nel 2018, la Russia sospende il New START nel 2023, il trattato sugli euromissili è già sepolto nel 2019.
🔸️ Ogni episodio, preso da solo, sembrava una crisi gestibile. Letti in sequenza, questi passaggi rivelano qualcosa di molto più inquietante: lo smantellamento progressivo del consenso internazionale che rendeva pensabile un mondo senza proliferazione incontrollata.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 @demgiulib2
Vincenzo Pellegrino
🔴 L’articolo affronta la tensione tra la logica della deterrenza nucleare e i mandati religiosi, esaminando come la convinzione di essere strumento di una volontà divina possa influenzare decisioni strategiche e mettere a rischio la pace globale. Si analizza il progressivo disgregamento degli accordi internazionali sui armi nucleari negli ultimi anni e si sottolinea come il disarmo non venga ricompensato, incentivando la proliferazione. Il documento presenta un panorama inquietante di un mondo sempre più armato, con nuove potenze nucleari e instabilità crescente, sollevando la domanda cruciale: l’umanità è in grado di rinunciare all’uso delle armi atomiche?
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🔸️ Quando il dito sul grilletto appartiene a chi si crede strumento di un mandato divino irrevocabile? Non è fantapolitica. È il nodo irrisolto al centro della sicurezza globale, uno che il progetto di pace costruita dopo il 1945 ha scelto di non affrontare, con la stessa sistematicità con cui si rimuove ciò che fa più paura.
🔸️ Ed è attorno a questa vertigine che ruota La Bomba di Abramo: l’arma nucleare alla luce della Rivelazione biblica, il dossier curato dal Centro Studi Aurora e di cui questo articolo riprende e sviluppa le linee essenziali.
🔸️ Un’analisi interdisciplinare che attraversa geopolitica, teologia comparata e teoria della deterrenza per guardare uno dei nodi più esplosivi della contemporaneità: il rapporto tra le tre grandi tradizioni abramitiche e l’armamento nucleare.
🔸️ Per capire dove siamo, guardiamo la sequenza degli ultimi vent’anni: la Corea del Nord abbandona il Trattato di Non Proliferazione nel 2004, gli Stati Uniti escono dall’accordo sul nucleare iraniano nel 2018, la Russia sospende il New START nel 2023, il trattato sugli euromissili è già sepolto nel 2019.
🔸️ Ogni episodio, preso da solo, sembrava una crisi gestibile. Letti in sequenza, questi passaggi rivelano qualcosa di molto più inquietante: lo smantellamento progressivo del consenso internazionale che rendeva pensabile un mondo senza proliferazione incontrollata.
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QUANDO DIO INCONTRA LA BOMBA
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La prima foto inviata della Luna dagli astronauti Romagnoli.
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Sarebbe facile e comodo derubricare le parole di quest'uomo come i deliri di un pazzo. Ma sarebbe come nascondere la polvere sotto al tappeto. In realtà Trump non è la causa di un problema, ma la sua conseguenza. Il frutto malato di occidente malato, fanatico, arrogante, prepotente, competitivo, violento, che da secoli semina morte, distruzione e disperazione nel resto del mondo per imporre il suo controllo e le sue volontà.
Siamo noi occidentali ad avere sempre storicamente alimentato il fuoco della guerra, costringendo l'altra parte del mondo a difendersi, chiudersi, irrigidirsi, diffidare.
Dobbiamo ripensare totalmente il nostro ruolo nel mondo, prima che sia troppo tardi.
Non mi aspetto che l'Italia abbia la forza di fermare processi così grandi e complessi, ma almeno che chi ci rappresenta possa prendere le distanze, smettendo di considerarsi alleati di questi criminali, questo sì. Quantomeno per avere la magra consolazione di non essere per l'ennesima volta complici.
Francesco Forciniti
Siamo noi occidentali ad avere sempre storicamente alimentato il fuoco della guerra, costringendo l'altra parte del mondo a difendersi, chiudersi, irrigidirsi, diffidare.
Dobbiamo ripensare totalmente il nostro ruolo nel mondo, prima che sia troppo tardi.
Non mi aspetto che l'Italia abbia la forza di fermare processi così grandi e complessi, ma almeno che chi ci rappresenta possa prendere le distanze, smettendo di considerarsi alleati di questi criminali, questo sì. Quantomeno per avere la magra consolazione di non essere per l'ennesima volta complici.
Francesco Forciniti
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Già il solo fatto che gli americani, per il tramite del loro presidente, abbiano minacciato di lanciare armi nucleari e "annientare un'intera civiltà in una sola notte" significa avere sdoganato - peraltro con toni da autentici barbari - l'uso dell'atomica e spinto il mondo sull'orlo del baratro.
Ma non so se è chiaro quanto sarebbe grave se ciò accadesse davvero. Sarebbe il punto di non ritorno, l'inizio della fine, l'avvento del caos, con il rischio dell'innesco di un incontrollabile effetto domino in grado di coinvolgere tutto e tutti.
Di fronte a un'eventualità del genere mi aspetterei di vedere un profluvio di prese di posizione nette contro la Casa Bianca. Invece stupisce - o forse no - lo sconcertante silenzio tombale di tutte le cancellerie europee e anche delle istituzioni nostrane, dal presidente della Repubblica a scendere. Nessuno che abbia avuto il coraggio di dire mezza parola. Forse sono già scesi tutti nei rifugi antiatomici.
Francesco Forciniti
Ma non so se è chiaro quanto sarebbe grave se ciò accadesse davvero. Sarebbe il punto di non ritorno, l'inizio della fine, l'avvento del caos, con il rischio dell'innesco di un incontrollabile effetto domino in grado di coinvolgere tutto e tutti.
Di fronte a un'eventualità del genere mi aspetterei di vedere un profluvio di prese di posizione nette contro la Casa Bianca. Invece stupisce - o forse no - lo sconcertante silenzio tombale di tutte le cancellerie europee e anche delle istituzioni nostrane, dal presidente della Repubblica a scendere. Nessuno che abbia avuto il coraggio di dire mezza parola. Forse sono già scesi tutti nei rifugi antiatomici.
Francesco Forciniti
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Volevano fare cadere gli ayatollah, ma li hanno rinforzati, martirizzando un novantenne e portando milioni di persone a scendere in piazza non contro di loro, ma per loro.
Volevano imporgli disarmo e disimpegno nucleare, ma aggredendoli vigliaccamente due volte in un anno gli hanno dato mille altre fondatissime ragioni per fare tutto ciò che serve per essere sempre in grado di difendersi dall'aggressione imperialista di turno.
Volevano prendere il controllo del loro petrolio, ma da oggi in poi l'Iran prenderà di fatto il possesso dello stretto di Hormuz e verosimilmente imporrà pedaggi al passaggio.
Volevano affermare il loro predominio nell'area del Golfo, ma hanno subito perdite incalcolabili e gran parte delle loro basi è stata distrutta o comunque compromessa.
Volevano imporre la legge del più forte, ma se ne vanno abbassando la cresta con la coda fra le gambe, dopo avere perso autorevolezza, credibilità e quell'aura da invincibili bulli del mondo
Volevano ipocritamente dimostrarsi paladini dei diritti umani e della democrazia, ma vanno via lasciando una dietro di sé una scia di sangue, dopo avere ucciso innocenti, massacrato bambine, avvelenato l'aria, raso al suolo scuole e ospedali, sdoganando peraltro un linguaggio osceno e brutale. E meno male che i pazzi pericolosi erano gli altri!
Finisce così (per ora) questo ennesimo, inglorioso capitolo della storia degli USA ma più in generale di tutto l'Occidente. Noi compresi, incapaci di esprimere mezza classe dirigente in grado di prendere le distanze da un disastro simile. Temo però che non sarà l'ultimo.
Francesco Forciniti
Volevano imporgli disarmo e disimpegno nucleare, ma aggredendoli vigliaccamente due volte in un anno gli hanno dato mille altre fondatissime ragioni per fare tutto ciò che serve per essere sempre in grado di difendersi dall'aggressione imperialista di turno.
Volevano prendere il controllo del loro petrolio, ma da oggi in poi l'Iran prenderà di fatto il possesso dello stretto di Hormuz e verosimilmente imporrà pedaggi al passaggio.
Volevano affermare il loro predominio nell'area del Golfo, ma hanno subito perdite incalcolabili e gran parte delle loro basi è stata distrutta o comunque compromessa.
Volevano imporre la legge del più forte, ma se ne vanno abbassando la cresta con la coda fra le gambe, dopo avere perso autorevolezza, credibilità e quell'aura da invincibili bulli del mondo
Volevano ipocritamente dimostrarsi paladini dei diritti umani e della democrazia, ma vanno via lasciando una dietro di sé una scia di sangue, dopo avere ucciso innocenti, massacrato bambine, avvelenato l'aria, raso al suolo scuole e ospedali, sdoganando peraltro un linguaggio osceno e brutale. E meno male che i pazzi pericolosi erano gli altri!
Finisce così (per ora) questo ennesimo, inglorioso capitolo della storia degli USA ma più in generale di tutto l'Occidente. Noi compresi, incapaci di esprimere mezza classe dirigente in grado di prendere le distanze da un disastro simile. Temo però che non sarà l'ultimo.
Francesco Forciniti
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Ecco un altro lavoro (nail) che scomparirà perchè potrai farlo ogni volta che vuoi in casa tua.
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Il bene e il male in tempo di guerra
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Dal Bosco al Sottobosco! Sabato 18 aprile a Pescara
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Perché furono portati sull'isola di Epstein 1500 litri di acido Solforico?
Forse per sciogliere le vittime e far sparire le prove?
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Forwarded from FORUM-Iustitia et Veritas (Forum)
LA MENTE COLLETTIVA: meccanismi psicologici della manipolazione sociale
Viviamo in un’epoca in cui le percezioni plasmano la realtà più dei fatti, e il consenso si costruisce prima nelle emozioni che nelle idee.
La dottoressa Leggio ci guiderà nel comprendere come funziona il nostro cervello, e a riconoscere quali sono i fattori che lo influenzano, quindi a vedere il rischio di manipolazione e sviluppare uno sguardo più lucido e consapevole sul nostro tempo.
Sabina Leggio, psicologa e psicoterapeuta in libera professione.
Ha conseguito Master I livello in pratiche di consapevolezza e Mindfulness in neuroscienze e nell'ambito della salute presso l'Università di Bologna .
Libera ricercatrice, si interessa da anni di geopolitica, psicologia del sociale e sociologia.
Prenotazione tramite WhatsApp al numero 3284357680 entro 9 aprile con la possibilità di cenare con la relatrice.
• Ampio parcheggio gratuito
Contributo volontario 5€
In collaborazione con www.forumitalia.org - www.cufombologna.it
Viviamo in un’epoca in cui le percezioni plasmano la realtà più dei fatti, e il consenso si costruisce prima nelle emozioni che nelle idee.
La dottoressa Leggio ci guiderà nel comprendere come funziona il nostro cervello, e a riconoscere quali sono i fattori che lo influenzano, quindi a vedere il rischio di manipolazione e sviluppare uno sguardo più lucido e consapevole sul nostro tempo.
Sabina Leggio, psicologa e psicoterapeuta in libera professione.
Ha conseguito Master I livello in pratiche di consapevolezza e Mindfulness in neuroscienze e nell'ambito della salute presso l'Università di Bologna .
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Forwarded from Vimana Private (Serena EssenzediLuce -BO)
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Sabato 11 aprile 2026 - ore 17.30
Saletta Polivalente - Via San Donato 79/3, Granarolo (BO)
LA MENTE COLLETTIVA: meccanismi psicologici della manipolazione sociale
Come si costruisce il consenso? Come nascono le correnti di pensiero che attraversano la società?
Viviamo in un’epoca in cui le percezioni plasmano la realtà più dei fatti, e il consenso si costruisce prima nelle emozioni che nelle idee. La dottoressa Leggio ci guiderà nel comprendere come funziona il nostro cervello, e a riconoscere quali sono i fattori che lo influenzano, quindi a vedere il rischio di manipolazione e sviluppare uno sguardo più lucido e consapevole sul nostro tempo.
Faremo un escursus dentro i meccanismi invisibili attraverso cui opinioni, desideri e comportamenti collettivi vengono orientati, amplificati e trasformati in narrazioni dominanti.
Prenotazione obbligatoria inviando un WhatsApp al numero 3284357680
Possibilità di cenare con il relatore prenotando al numero WhatsApp: 328 4357680 entro il 9 aprile
Saletta Polivalente - Via San Donato 79/3, Granarolo (BO)
LA MENTE COLLETTIVA: meccanismi psicologici della manipolazione sociale
Come si costruisce il consenso? Come nascono le correnti di pensiero che attraversano la società?
Viviamo in un’epoca in cui le percezioni plasmano la realtà più dei fatti, e il consenso si costruisce prima nelle emozioni che nelle idee. La dottoressa Leggio ci guiderà nel comprendere come funziona il nostro cervello, e a riconoscere quali sono i fattori che lo influenzano, quindi a vedere il rischio di manipolazione e sviluppare uno sguardo più lucido e consapevole sul nostro tempo.
Faremo un escursus dentro i meccanismi invisibili attraverso cui opinioni, desideri e comportamenti collettivi vengono orientati, amplificati e trasformati in narrazioni dominanti.
Prenotazione obbligatoria inviando un WhatsApp al numero 3284357680
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ L’ECONOMIA DI GUERRA DI TRUMP: TAGLIARE SANITÀ E ISTRUZIONE PER IL BOOM DI SPESE DEL PENTAGONO❗️
Andrea Muratore
🔴 Trump ha presentato al Congresso una proposta di budget 2027 che prevede un aumento del 40% delle spese militari, portandole a 1.500 miliardi di dollari. L'aumento del bilancio del Pentagono è finanziato con tagli per 73 miliardi a settori come sanità, istruzione e welfare. L'amministrazione ha anche esteso il proprio interventismo militare in diversi Paesi, rafforzando il carattere offensivo delle forze armate. Con le elezioni di metà mandato imminenti, Trump sembra seguire la logica di privilegiare i soldati a scapito delle altre priorità nazionali.
Sommario ⬆️
----------------------------------------
⏹️ Trump e la sua amministrazione hanno presentato al Congresso degli Stati Uniti il piano per un aumento del 40%, a 1.500 miliardi di dollari, delle spese militari, annunciato già nei mesi scorsi e formalizzato ora come proposta legislativa per il budget del 2027.
🔸️ Dopo aver, con alcuni artifici contabili, sfondato quota 1.000 miliardi di dollari nel 2026, Trump intende imporre il più ampio incremento delle spese militari anno su anno dalla fine della Seconda guerra mondiale ricoprendo d’oro il Pentagono e chiedendo sacrifici a tutto il resto del Paese.
🔸️ Nel pieno della Terza guerra del Golfo e di fronte alla prospettiva di un’impennata dell’inflazione e del costo della vita interno, Trump rafforza la linea di potenziamento militare propedeutica al crescente interventismo all’estero.
🔸️ Oltre all’Iran, sotto attacco dal 28 febbraio nella più estesa campagna americana dalla guerra in Iraq del 2003, gli Usa nella seconda era di Trump hanno compiuto operazioni militari contro lo Stato Islamico in Siria e Nigeria, bombardato gli islamisti in Somalia e gli Houthi in Yemen.
🔸️ Dopodiché ha compiuto il raid contro il Venezuela che ha portato il 3 gennaio 2026 alla cattura di Nicolas Maduro, colpito i presunti narcotrafficanti nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico occidentale e, di recente, esteso anche all’Ecuador su terra le operazioni.
🔸️ Tramite il Segretario alla Guerra, l’amministrazione Trump-bis ha inoltre coperto questo interventismo senza freni a una modifica sostanziale delle regole d’ingaggio che prevedono un apparato militare sempre più mobilitato, sempre più offensivo, sempre meno attento a eventuali ricadute civili e umane delle sue azioni. Tutto ciò ha bisogno di molto denaro per funzionare.
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Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
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🔴 Trump ha presentato al Congresso una proposta di budget 2027 che prevede un aumento del 40% delle spese militari, portandole a 1.500 miliardi di dollari. L'aumento del bilancio del Pentagono è finanziato con tagli per 73 miliardi a settori come sanità, istruzione e welfare. L'amministrazione ha anche esteso il proprio interventismo militare in diversi Paesi, rafforzando il carattere offensivo delle forze armate. Con le elezioni di metà mandato imminenti, Trump sembra seguire la logica di privilegiare i soldati a scapito delle altre priorità nazionali.
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🔸️ Dopo aver, con alcuni artifici contabili, sfondato quota 1.000 miliardi di dollari nel 2026, Trump intende imporre il più ampio incremento delle spese militari anno su anno dalla fine della Seconda guerra mondiale ricoprendo d’oro il Pentagono e chiedendo sacrifici a tutto il resto del Paese.
🔸️ Nel pieno della Terza guerra del Golfo e di fronte alla prospettiva di un’impennata dell’inflazione e del costo della vita interno, Trump rafforza la linea di potenziamento militare propedeutica al crescente interventismo all’estero.
🔸️ Oltre all’Iran, sotto attacco dal 28 febbraio nella più estesa campagna americana dalla guerra in Iraq del 2003, gli Usa nella seconda era di Trump hanno compiuto operazioni militari contro lo Stato Islamico in Siria e Nigeria, bombardato gli islamisti in Somalia e gli Houthi in Yemen.
🔸️ Dopodiché ha compiuto il raid contro il Venezuela che ha portato il 3 gennaio 2026 alla cattura di Nicolas Maduro, colpito i presunti narcotrafficanti nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico occidentale e, di recente, esteso anche all’Ecuador su terra le operazioni.
🔸️ Tramite il Segretario alla Guerra, l’amministrazione Trump-bis ha inoltre coperto questo interventismo senza freni a una modifica sostanziale delle regole d’ingaggio che prevedono un apparato militare sempre più mobilitato, sempre più offensivo, sempre meno attento a eventuali ricadute civili e umane delle sue azioni. Tutto ciò ha bisogno di molto denaro per funzionare.
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L’ECONOMIA DI GUERRA DI TRUMP: TAGLIARE SANITÀ E ISTRUZIONE PER IL BOOM DI SPESE DEL PENTAGONO
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Alcune frasi pronunciate da Giorgia Meloni poco fa in Parlamento mi hanno colpito. Nell'ordine:
1) "𝘾𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙖𝙧𝙚 𝙖 𝙘𝙧𝙚𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙣𝙚𝙘𝙚𝙨𝙨𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙩𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙪𝙣𝙞𝙩𝙤 𝙡'𝙊𝙘𝙘𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚" oggi significa solo tenere in piedi l'illusione che i nostri interessi e quelli americani siano coincidenti. In realtà Oltreoceano perseguono da sempre i loro obiettivi in maniera sciaguratamente spregiudicata, lasciando che si scarichino sui popoli europei le conseguenze del loro agire, e se ne sono sempre fregati di preservare questa fantomatica unità dell'Occidente. Pronunciare poi questa frase mentre in Medio Oriente impazza con crudeltà e violenza inaudite la campagna di distruzione voluta unilateralmente dall'asse Usa-Israele, significa davvero mettersi diverse fette di prosciutto davanti agli occhi.
2) "𝙎𝙤𝙡𝙤 𝙨𝙚 𝙡'𝙊𝙘𝙘𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙚̀ 𝙪𝙣𝙞𝙩𝙤 𝙥𝙪𝙤̀ 𝙙𝙞𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙖 𝙣𝙚𝙡 𝙥𝙖𝙡𝙘𝙤𝙨𝙘𝙚𝙣𝙞𝙘𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙢𝙤𝙣𝙙𝙤". Lettura intrisa di una novecentesca visione basata sulla necessità di competere, combattere, dominare. Se "dire la propria" significa seminare morte e distruzione nel resto del mondo al fine di alimentare le rendite di potere degli ambienti finanziari che si arricchiscono mentre le masse arretrano, allora forse sarebbe meglio non dirla. Piuttosto, anziché pensare di aprire una nuova stagione di imperialismo di ritorno, dovremmo totalmente ricalibrare il nostro modo di stare al mondo, improntandolo alla cooperazione e al rispetto delle altre culture.
3) "𝙎𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡'𝙪𝙣𝙞𝙩𝙖̀ 𝙣𝙤𝙞, 𝙣𝙤𝙣 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙞, 𝙨𝙖𝙧𝙚𝙢𝙢𝙤 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙙𝙚𝙗𝙤𝙡𝙞". Tipico ragionamento di pensa che l'Italia possa avere un futuro solo se si consegna alla logica del vincolo esterno. Al contrario, io credo che oggi difendere l'indifendibile, applicare doppi standard, seguire a ruota i diktat delle strutture sovranazionali in nome di una imprescindibile unità dell'Occidente ci abbia reso subalterni, deboli, disabituandoci alla difesa dell'interesse nazionale. Non a caso trent'anni di pilota automatico e vincoli esterni hanno prodotto una classe dirigente incapace di esprimere visioni e vedere prospettive, di cui Giorgia Meloni è degnissima esponente.
4) "𝙇𝙖𝙫𝙤𝙧𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙧𝙖𝙛𝙛𝙤𝙧𝙯𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙉𝙖𝙩𝙤, 𝙨𝙩𝙧𝙪𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙜𝙚𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙚𝙜𝙞𝙘𝙤 𝙚 𝙢𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙞𝙢𝙥𝙧𝙚𝙨𝙘𝙞𝙣𝙙𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞". Proprio quando dall'altra parte dell'Oceano parlano di scioglierla, nel momento storico nel quale si sta aprendo una (forse) irripetibile finestra di opportunità per rivendicare una posizione geopolitica maggiormente autonoma e neutrale, mentre si palesa che l'alleanza con gli americani ci porta solo oneri sproporzionati, rendendoci complici di crimini di guerra, coinvolgendoci in conflitti nonostante la nostra Costituzione lo vieti, Giorgia Meloni blinda fideisticamente e acriticamente il posizionamento del nostro Paese. Che peccato.
Francesco Forciniti
1) "𝘾𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙖𝙧𝙚 𝙖 𝙘𝙧𝙚𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙣𝙚𝙘𝙚𝙨𝙨𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙩𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙪𝙣𝙞𝙩𝙤 𝙡'𝙊𝙘𝙘𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚" oggi significa solo tenere in piedi l'illusione che i nostri interessi e quelli americani siano coincidenti. In realtà Oltreoceano perseguono da sempre i loro obiettivi in maniera sciaguratamente spregiudicata, lasciando che si scarichino sui popoli europei le conseguenze del loro agire, e se ne sono sempre fregati di preservare questa fantomatica unità dell'Occidente. Pronunciare poi questa frase mentre in Medio Oriente impazza con crudeltà e violenza inaudite la campagna di distruzione voluta unilateralmente dall'asse Usa-Israele, significa davvero mettersi diverse fette di prosciutto davanti agli occhi.
2) "𝙎𝙤𝙡𝙤 𝙨𝙚 𝙡'𝙊𝙘𝙘𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙚̀ 𝙪𝙣𝙞𝙩𝙤 𝙥𝙪𝙤̀ 𝙙𝙞𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙖 𝙣𝙚𝙡 𝙥𝙖𝙡𝙘𝙤𝙨𝙘𝙚𝙣𝙞𝙘𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙢𝙤𝙣𝙙𝙤". Lettura intrisa di una novecentesca visione basata sulla necessità di competere, combattere, dominare. Se "dire la propria" significa seminare morte e distruzione nel resto del mondo al fine di alimentare le rendite di potere degli ambienti finanziari che si arricchiscono mentre le masse arretrano, allora forse sarebbe meglio non dirla. Piuttosto, anziché pensare di aprire una nuova stagione di imperialismo di ritorno, dovremmo totalmente ricalibrare il nostro modo di stare al mondo, improntandolo alla cooperazione e al rispetto delle altre culture.
3) "𝙎𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡'𝙪𝙣𝙞𝙩𝙖̀ 𝙣𝙤𝙞, 𝙣𝙤𝙣 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙞, 𝙨𝙖𝙧𝙚𝙢𝙢𝙤 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙙𝙚𝙗𝙤𝙡𝙞". Tipico ragionamento di pensa che l'Italia possa avere un futuro solo se si consegna alla logica del vincolo esterno. Al contrario, io credo che oggi difendere l'indifendibile, applicare doppi standard, seguire a ruota i diktat delle strutture sovranazionali in nome di una imprescindibile unità dell'Occidente ci abbia reso subalterni, deboli, disabituandoci alla difesa dell'interesse nazionale. Non a caso trent'anni di pilota automatico e vincoli esterni hanno prodotto una classe dirigente incapace di esprimere visioni e vedere prospettive, di cui Giorgia Meloni è degnissima esponente.
4) "𝙇𝙖𝙫𝙤𝙧𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙧𝙖𝙛𝙛𝙤𝙧𝙯𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙉𝙖𝙩𝙤, 𝙨𝙩𝙧𝙪𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙜𝙚𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙚𝙜𝙞𝙘𝙤 𝙚 𝙢𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙞𝙢𝙥𝙧𝙚𝙨𝙘𝙞𝙣𝙙𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞". Proprio quando dall'altra parte dell'Oceano parlano di scioglierla, nel momento storico nel quale si sta aprendo una (forse) irripetibile finestra di opportunità per rivendicare una posizione geopolitica maggiormente autonoma e neutrale, mentre si palesa che l'alleanza con gli americani ci porta solo oneri sproporzionati, rendendoci complici di crimini di guerra, coinvolgendoci in conflitti nonostante la nostra Costituzione lo vieti, Giorgia Meloni blinda fideisticamente e acriticamente il posizionamento del nostro Paese. Che peccato.
Francesco Forciniti
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Dal Bosco al Sottobosco! Sabato 18 aprile a Pescara
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