⚠️ ORIANA LA GUERRIERA E L’OCCIDENTE MASOCHISTA❗️
Marcello Veneziani
🔴 Marcello Veneziani celebra Oriana Fallaci, definendola una guerriera che si ribellava sia alla sottomissione femminile sia al politically correct. Il suo percorso giornalistico, nato progressista, si è trasformato in una difesa belligerante dell'Occidente contro l'espansione dell'Islam, considerata un pericolo per la civiltà occidentale.
• Ha difeso Giovanni Gentile e criticato la viltà degli antifascisti, rovesciando la narrazione storica tradizionale.
• Ha sostenuto che il vero cancro interno dell'Occidente è il nichilismo e il consumismo, oltre all'Islam.
• Pur vivendo a New York, ha ribadito un forte attaccamento all'Italia, rifiutando la cittadinanza americana e opponendosi all'islamizzazione del Paese.
Sommario ⬆️
----------------------------------
⏹️ Vent’anni fa si spegneva Oriana Fallaci e lasciava davvero un vuoto incolmato nel giornalismo civile e battagliero.
🔘 Una figura femminile che si ribellava al doppio cliché della donna sottomessa e della femminista esacerbata ma allineata al woke
🔘 L’uno che veniva dal passato e si riflette soprattutto nel presente islamico, l’altro che veniva dalle lotte sessantottine ma prelude alla rivendicazione del gender e dintorni.
🔘 Oriana Fallaci era tutt’altro che sottomessa ma non sopportava nemmeno le idiozie del politically correct e il rancore femminista verso il maschio.
🔘 Si sapeva far valere per conto suo, con la sua personalità, il suo coraggio, la sua intelligenza libera e audace, senza protezioni di sorta, maschiliste o femministe.
🔘 Dal punto di vista giornalistico, Oriana Fallaci proveniva dal miglior giornalismo letterario fiorentino, lo stile di Giovanni Papini o di Domenico Giuliotti, il modello di Curzio Malaparte, e per certi versi quello anarco-fascista, fino a lambire Berto Ricci e Indro Montanelli.
🔘 Il suo giornalismo nasce progressista, comunque anticonservatore, trasgressivo e orgogliosamente femminile; poi con gli anni, rivolge la sua veemenza al campo avverso, e finisce col diventare giornalismo bellicoso.
🔘 Un giornalismo schierato per il risveglio dell’Occidente contro l’Islam, in difesa della nostra civiltà contro il suo disarmo morale e militare.
🔘 E non mancano nei suoi ultimi anni anche sorprendenti recuperi, come la difesa di Giovanni Gentile dai suoi sicari di allora e dagli affossatori di dopo.
🔘 In una lettera inedita, uscita postuma su Gentile, Croce e la viltà degli antifascisti, la Fallaci diceva quattro cose: l’assassinio di Gentile fu una carognata ingiusta e vigliacca, perché non era fascista;
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
Marcello Veneziani
🔴 Marcello Veneziani celebra Oriana Fallaci, definendola una guerriera che si ribellava sia alla sottomissione femminile sia al politically correct. Il suo percorso giornalistico, nato progressista, si è trasformato in una difesa belligerante dell'Occidente contro l'espansione dell'Islam, considerata un pericolo per la civiltà occidentale.
• Ha difeso Giovanni Gentile e criticato la viltà degli antifascisti, rovesciando la narrazione storica tradizionale.
• Ha sostenuto che il vero cancro interno dell'Occidente è il nichilismo e il consumismo, oltre all'Islam.
• Pur vivendo a New York, ha ribadito un forte attaccamento all'Italia, rifiutando la cittadinanza americana e opponendosi all'islamizzazione del Paese.
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⏹️ Vent’anni fa si spegneva Oriana Fallaci e lasciava davvero un vuoto incolmato nel giornalismo civile e battagliero.
🔘 Una figura femminile che si ribellava al doppio cliché della donna sottomessa e della femminista esacerbata ma allineata al woke
🔘 L’uno che veniva dal passato e si riflette soprattutto nel presente islamico, l’altro che veniva dalle lotte sessantottine ma prelude alla rivendicazione del gender e dintorni.
🔘 Oriana Fallaci era tutt’altro che sottomessa ma non sopportava nemmeno le idiozie del politically correct e il rancore femminista verso il maschio.
🔘 Si sapeva far valere per conto suo, con la sua personalità, il suo coraggio, la sua intelligenza libera e audace, senza protezioni di sorta, maschiliste o femministe.
🔘 Dal punto di vista giornalistico, Oriana Fallaci proveniva dal miglior giornalismo letterario fiorentino, lo stile di Giovanni Papini o di Domenico Giuliotti, il modello di Curzio Malaparte, e per certi versi quello anarco-fascista, fino a lambire Berto Ricci e Indro Montanelli.
🔘 Il suo giornalismo nasce progressista, comunque anticonservatore, trasgressivo e orgogliosamente femminile; poi con gli anni, rivolge la sua veemenza al campo avverso, e finisce col diventare giornalismo bellicoso.
🔘 Un giornalismo schierato per il risveglio dell’Occidente contro l’Islam, in difesa della nostra civiltà contro il suo disarmo morale e militare.
🔘 E non mancano nei suoi ultimi anni anche sorprendenti recuperi, come la difesa di Giovanni Gentile dai suoi sicari di allora e dagli affossatori di dopo.
🔘 In una lettera inedita, uscita postuma su Gentile, Croce e la viltà degli antifascisti, la Fallaci diceva quattro cose: l’assassinio di Gentile fu una carognata ingiusta e vigliacca, perché non era fascista;
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Telegraph
ORIANA LA GUERRIERA E L’OCCIDENTE MASOCHISTA
⏹️ Vent’anni fa si spegneva Oriana Fallaci e lasciava davvero un vuoto incolmato nel giornalismo civile e battagliero. 🔘 Una figura femminile che si ribellava al doppio cliché della donna sottomessa e della femminista esacerbata ma allineata al woke 🔘 L’uno…
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Demonio: retaggio culturale del passato o drammatica realtà? 2^ Parte
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⚠️ GERMANIA: IL SURPLUS VOLA A 21 MILIARDI, MA LA VERITÀ FA PAURA. ECCO PERCHÉ I TEDESCHI SONO SEMPRE PIÙ POVERI❗️
Fabio Lugano
🔴 A luglio 2026 il surplus commerciale della Germania ha raggiunto i 21,3 miliardi di euro, il massimo degli ultimi due anni. Tuttavia, l'autore Fabio Lugano attribuisce questo dato non alla crescita industriale, ma al collasso della domanda interna: le importazioni sono crollate del 5,7% e i consumi interni si sono ridotti drasticamente (-6,5% dall'Eurozona, -8,2% dagli USA). Anche le esportazioni hanno registrato un calo mensile dello 0,8%, con forti ribassi verso la Cina (-9,5%) e il Regno Unito (-7,2%), compensati solo dai mercati USA (+19,1%). L'analisi critica definisce questo surplus un "controsenso economico", sostenendo che i cittadini tedeschi stiano diventando più poveri a causa del calo dei redditi reali e della riduzione dei consumi.
Sommario ⬆️
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⏹️ A prima vista i dati ufficiali potrebbero sembrare un trionfo: a luglio 2026 il surplus commerciale della Germania è balzato a 21,3 miliardi di euro, superando di gran lunga le previsioni e toccando il valore più alto degli ultimi due anni.
🔘 Eppure, dietro questa facciata rassicurante si nasconde una realtà drammatica per l’intera economia europea.
🔘 Il boom dell’attivo commerciale non nasce da una ritrovata forza industriale, ma da una pesante caduta: la Germania guadagna sui conti con l’estero semplicemente perché ha smesso di comprare.
🔘 Le importazioni sono crollate del 5,7% in un solo mese, scendendo a 116,9 miliardi di euro. Anche sul fronte delle vendite all’estero la situazione scricchiola.
🔘 Le esportazioni hanno segnato il primo calo mensile da inizio anno, scendendo dello 0,8% a quota 138,2 miliardi. A tenere in piedi il dato è rimasto quasi solo il mercato statunitense, mentre i mercati storici voltano le spalle ai prodotti tedeschi.
🔘 I dettagli geografici mostrano chiaramente le crepe del modello tedesco:
> Frenata europea: le vendite verso i partner dell’Unione Europea scendono dell’1,6%, con una caduta del 2,8% nell’Eurozona.
> Crollo in Asia e Regno Unito: le merci inviate in Cina arretrano del 9,5% e quelle verso Londra del 7,2%. A bilanciare il colpo resta solo il balzo del 19,1% verso gli Stati Uniti. Pechino è diventato un mercato ostico, quasi inaccessibile all’export tedesco.
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Fabio Lugano
🔴 A luglio 2026 il surplus commerciale della Germania ha raggiunto i 21,3 miliardi di euro, il massimo degli ultimi due anni. Tuttavia, l'autore Fabio Lugano attribuisce questo dato non alla crescita industriale, ma al collasso della domanda interna: le importazioni sono crollate del 5,7% e i consumi interni si sono ridotti drasticamente (-6,5% dall'Eurozona, -8,2% dagli USA). Anche le esportazioni hanno registrato un calo mensile dello 0,8%, con forti ribassi verso la Cina (-9,5%) e il Regno Unito (-7,2%), compensati solo dai mercati USA (+19,1%). L'analisi critica definisce questo surplus un "controsenso economico", sostenendo che i cittadini tedeschi stiano diventando più poveri a causa del calo dei redditi reali e della riduzione dei consumi.
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⏹️ A prima vista i dati ufficiali potrebbero sembrare un trionfo: a luglio 2026 il surplus commerciale della Germania è balzato a 21,3 miliardi di euro, superando di gran lunga le previsioni e toccando il valore più alto degli ultimi due anni.
🔘 Eppure, dietro questa facciata rassicurante si nasconde una realtà drammatica per l’intera economia europea.
🔘 Il boom dell’attivo commerciale non nasce da una ritrovata forza industriale, ma da una pesante caduta: la Germania guadagna sui conti con l’estero semplicemente perché ha smesso di comprare.
🔘 Le importazioni sono crollate del 5,7% in un solo mese, scendendo a 116,9 miliardi di euro. Anche sul fronte delle vendite all’estero la situazione scricchiola.
🔘 Le esportazioni hanno segnato il primo calo mensile da inizio anno, scendendo dello 0,8% a quota 138,2 miliardi. A tenere in piedi il dato è rimasto quasi solo il mercato statunitense, mentre i mercati storici voltano le spalle ai prodotti tedeschi.
🔘 I dettagli geografici mostrano chiaramente le crepe del modello tedesco:
> Frenata europea: le vendite verso i partner dell’Unione Europea scendono dell’1,6%, con una caduta del 2,8% nell’Eurozona.
> Crollo in Asia e Regno Unito: le merci inviate in Cina arretrano del 9,5% e quelle verso Londra del 7,2%. A bilanciare il colpo resta solo il balzo del 19,1% verso gli Stati Uniti. Pechino è diventato un mercato ostico, quasi inaccessibile all’export tedesco.
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GERMANIA: IL SURPLUS VOLA A 21 MILIARDI, MA LA VERITÀ FA PAURA. ECCO PERCHÉ I TEDESCHI SONO SEMPRE PIÙ POVERI
⏹️ A prima vista i dati ufficiali potrebbero sembrare un trionfo: a luglio 2026 il surplus commerciale della Germania è balzato a 21,3 miliardi di euro, superando di gran lunga le previsioni e toccando il valore più alto degli ultimi due anni. 🔘 Eppure, dietro…
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⚠️ IL TERZO MILLENNIO, IL DECLINO DELL’ORDINE GLOBALE E IL RITORNO DELLA FORZA❗️
Gianfranco Coccia
🔴 L'autore sostiene che l'11 settembre 2001 segna l'inizio del XXI secolo e il crollo dell'illusione di un ordine globale stabile basato sulla globalizzazione e sul diritto liberale post-Guerra Fredda. Il declino dell'autorità occidentale è attribuito al fallimento delle guerre in Afghanistan e Iraq, che hanno generato instabilità e credibilità perduta, e alla delocalizzazione industriale verso l'Asia, che ha eroso il ceto medio occidentale e finanziato l'ascesa di nuovi competitori strategici.
In questo scenario di vulnerabilità esacerbata dalla pandemia, l'ascesa di Cina e Russia segnala la rivisitazione dell'ordine internazionale: Pechino persegue ambizioni geopolitiche e tecnologiche, mentre Mosca utilizza la forza militare e l'energia per riaffermare la propria influenza, con il conflitto in Ucraina che rappresenta un scontro sistemico. L'inefficacia delle istituzioni multilaterali come ONU e NATO conferma il ritorno della legge del più forte, dove la forza militare prevale nuovamente sul diritto internazionale.
Sommario ⬆️
-------------------------------------
⏹️ Il XXI secolo non è iniziato il 1° gennaio del 2001, ma l’11 settembre dello stesso anno, quando il crollo delle Torri Gemelle a New York.
🔸️ Sotto tonnellate di acciaio e polvere, è stata sepolta l’illusione di un mondo che sembrava pacificato dalla globalizzazione e governato da regole condivise.
🔸️ Quel giorno ha visto il compimento di un attacco terroristico di portata senza precedenti, ma ha registrato anche il ritorno della paura, militarizzazione della politica internazionale e del progressivo declino dell’ordine liberale costruito dopo la fine della Guerra Fredda.
🔸️ A venticinque anni dall’ingresso nel terzo millennio, appare sempre più chiaro che la promessa di un’epoca di stabilità, cooperazione e progresso non si è realizzata.
🔸️ Al contrario, il mondo sembra aver imboccato una traiettoria regressiva in cui la forza torna a prevalere sul diritto, la sovranità nazionale sul multilateralismo e la competizione geopolitica sulla cooperazione economica.
🔸️ La risposta degli Stati Uniti e dei loro alleati all’11 settembre è stata immediata e di portata muscolare, in antitesi al Diritto Internazionale, da sempre invocato, ma di fatto sistema spesso piegato agli interessi del soggetto più forte di turno.
🔸️ L’invasione dell’Afghanistan, presentata come necessaria per smantellare Al-Qaeda e rovesciare il regime talebano, si è trasformata in una guerra ventennale conclusasi con un ritiro caotico e umiliante.
🔸️ I talebani, dati per sconfitti nel 2001, sono tornati al potere nel 2021, dimostrando il fallimento politico, strategico e culturale dell’intervento occidentale.
🔸️ Ancora più grave è stata l’operazione militare in Iraq nel 2003, giustificata dalla presunta presenza di armi di distruzione di massa, mai ritrovate.
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🔴 L'autore sostiene che l'11 settembre 2001 segna l'inizio del XXI secolo e il crollo dell'illusione di un ordine globale stabile basato sulla globalizzazione e sul diritto liberale post-Guerra Fredda. Il declino dell'autorità occidentale è attribuito al fallimento delle guerre in Afghanistan e Iraq, che hanno generato instabilità e credibilità perduta, e alla delocalizzazione industriale verso l'Asia, che ha eroso il ceto medio occidentale e finanziato l'ascesa di nuovi competitori strategici.
In questo scenario di vulnerabilità esacerbata dalla pandemia, l'ascesa di Cina e Russia segnala la rivisitazione dell'ordine internazionale: Pechino persegue ambizioni geopolitiche e tecnologiche, mentre Mosca utilizza la forza militare e l'energia per riaffermare la propria influenza, con il conflitto in Ucraina che rappresenta un scontro sistemico. L'inefficacia delle istituzioni multilaterali come ONU e NATO conferma il ritorno della legge del più forte, dove la forza militare prevale nuovamente sul diritto internazionale.
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⏹️ Il XXI secolo non è iniziato il 1° gennaio del 2001, ma l’11 settembre dello stesso anno, quando il crollo delle Torri Gemelle a New York.
🔸️ Sotto tonnellate di acciaio e polvere, è stata sepolta l’illusione di un mondo che sembrava pacificato dalla globalizzazione e governato da regole condivise.
🔸️ Quel giorno ha visto il compimento di un attacco terroristico di portata senza precedenti, ma ha registrato anche il ritorno della paura, militarizzazione della politica internazionale e del progressivo declino dell’ordine liberale costruito dopo la fine della Guerra Fredda.
🔸️ A venticinque anni dall’ingresso nel terzo millennio, appare sempre più chiaro che la promessa di un’epoca di stabilità, cooperazione e progresso non si è realizzata.
🔸️ Al contrario, il mondo sembra aver imboccato una traiettoria regressiva in cui la forza torna a prevalere sul diritto, la sovranità nazionale sul multilateralismo e la competizione geopolitica sulla cooperazione economica.
🔸️ La risposta degli Stati Uniti e dei loro alleati all’11 settembre è stata immediata e di portata muscolare, in antitesi al Diritto Internazionale, da sempre invocato, ma di fatto sistema spesso piegato agli interessi del soggetto più forte di turno.
🔸️ L’invasione dell’Afghanistan, presentata come necessaria per smantellare Al-Qaeda e rovesciare il regime talebano, si è trasformata in una guerra ventennale conclusasi con un ritiro caotico e umiliante.
🔸️ I talebani, dati per sconfitti nel 2001, sono tornati al potere nel 2021, dimostrando il fallimento politico, strategico e culturale dell’intervento occidentale.
🔸️ Ancora più grave è stata l’operazione militare in Iraq nel 2003, giustificata dalla presunta presenza di armi di distruzione di massa, mai ritrovate.
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IL TERZO MILLENNIO, IL DECLINO DELL’ORDINE GLOBALE E IL RITORNO DELLA FORZA
⏹️ Il XXI secolo non è iniziato il 1° gennaio del 2001, ma l’11 settembre dello stesso anno, quando il crollo delle Torri Gemelle a New York. 🔸️ Sotto tonnellate di acciaio e polvere, è stata sepolta l’illusione di un mondo che sembrava pacificato dalla globalizzazione…
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Ragazzi vi chiedo scusa , potete passarmi in privato tutti i contatti che avete in Toscana
Dobbiamo aiutare queste mamme o la manifestazione sarà un flop e questi delinquenti continueranno a portare via i bambini dalla loro famiglia
Ho scoperto ora che queste mamme non conoscono gruppi e nessuno le sta aiutando (io faccio quello che posso , ovviamente )
Mi date una mano per favore 🙏
Anche perché è Sabato Prossimo
Se non avete contatti in Toscana almeno condividete la locandina
Grazie
Cristiano
3939968000
Dobbiamo aiutare queste mamme o la manifestazione sarà un flop e questi delinquenti continueranno a portare via i bambini dalla loro famiglia
Ho scoperto ora che queste mamme non conoscono gruppi e nessuno le sta aiutando (io faccio quello che posso , ovviamente )
Mi date una mano per favore 🙏
Anche perché è Sabato Prossimo
Se non avete contatti in Toscana almeno condividete la locandina
Grazie
Cristiano
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Forwarded from Porto X
UDITE UDITE:
alle 20, saremo sul canale 9MQ, per una chiacchierata con Marzia Di Sessa sulla FESTA, DELL’AUTOPRODUZIONE… con Valentina, Valentino, Domenico e gli altri ospiti che renderanno il prossimo weekend in occasione davvero speciale.
A breve vi gireremo il link.
A tra poco
alle 20, saremo sul canale 9MQ, per una chiacchierata con Marzia Di Sessa sulla FESTA, DELL’AUTOPRODUZIONE… con Valentina, Valentino, Domenico e gli altri ospiti che renderanno il prossimo weekend in occasione davvero speciale.
A breve vi gireremo il link.
A tra poco
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⚠️ CANADA-UE, UNA NUOVA ALLEANZA PER L’AUTONOMIA DA TRUMP. MA L’EUROPA NON DEVE SEMPLICEMENTE CAMBIARE PADRONE❗️
Christian Meier
🔴 L'autore Christian Meier analizza la proposta di "membro associato" avanzata da Ursula von der Leyen e rilanciata da Mark Carney, che punta a trasformare il CETA in una partnership strategica ampia (commercio, energia, difesa) tra Canada e UE. Tale mossa, volta a ridurre la dipendenza dalle pressioni tariffarie di Donald Trump, non costituisce un'adesione formale all'UE, ma un progetto politico ancora da definire giuridicamente. Tuttavia, Meier avverte del rischio che questa autonomia si traduca semplicemente in un consolidamento del blocco euro-atlantico, dato il forte legame NATO e la cooperazione militare già esistente (inclusa la piattaforma SAFE). L'autore sostiene che l'Europa deve evitare di riproporre una logica di schieramento, puntando invece a un'autonomia reale che le permetta di interagire in modo multipolare senza irrigidire le divisioni geopolitiche.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il rafforzamento dei rapporti con il Canada può ridurre la dipendenza da Washington, ma non significa automaticamente emancipazione dalle logiche geopolitiche e militari dell’Occidente.
🔸️ Il punto centrale è quindi evitare che una maggiore autonomia dall’amministrazione Trump si trasformi semplicemente in un consolidamento del blocco euro-atlantico.
🔸️ La proposta di “associate membership”, inoltre, è ancora una prospettiva politica da definire, non una nuova forma giuridica già prevista dai Trattati.
🔸️ L’avvicinamento tra Canada e UE rappresenta uno degli sviluppi più significativi della nuova fase di ridefinizione degli equilibri internazionali. Ma proprio per questo richiede uno sguardo attento e non semplicemente celebrativo.
🔸️ La proposta avanzata dalla von der Leyen di aprire la strada al Canada come primo “membro associato” dell’UE, rilanciata dal premier canadese Mark Carney, punta a trasformare il rapporto già costruito attraverso il CETA in una partnership molto più ampia, estesa a commercio, energia, materie prime critiche, tecnologia, IA e difesa. (Commissione Europea a Cipro)
🔸️ Non si tratta però, almeno per ora, di una nuova adesione all’Unione europea né di un accordo giuridicamente definito nei termini di una vera membership.
🔸️ La stessa formula di “associate member” dovrà essere precisata e discussa sul piano politico e istituzionale. Siamo dunque davanti soprattutto a un progetto di approfondimento strategico, che dovrebbe essere costruito nei prossimi mesi.
🔸️ Il dato politico è comunque evidente: Canada ed Europa cercano di rafforzare la propria capacità di resistenza di fronte alle pressioni degli Stati Uniti di Donald Trump.
🔸️ Carney ha parlato esplicitamente di sovranità, resilienza e autonomia strategica, mentre Washington ha reagito con durezza alla prospettiva di un rapporto più stretto tra Ottawa e Bruxelles. (AP News)
Continua ⤵️
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🔴 L'autore Christian Meier analizza la proposta di "membro associato" avanzata da Ursula von der Leyen e rilanciata da Mark Carney, che punta a trasformare il CETA in una partnership strategica ampia (commercio, energia, difesa) tra Canada e UE. Tale mossa, volta a ridurre la dipendenza dalle pressioni tariffarie di Donald Trump, non costituisce un'adesione formale all'UE, ma un progetto politico ancora da definire giuridicamente. Tuttavia, Meier avverte del rischio che questa autonomia si traduca semplicemente in un consolidamento del blocco euro-atlantico, dato il forte legame NATO e la cooperazione militare già esistente (inclusa la piattaforma SAFE). L'autore sostiene che l'Europa deve evitare di riproporre una logica di schieramento, puntando invece a un'autonomia reale che le permetta di interagire in modo multipolare senza irrigidire le divisioni geopolitiche.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il rafforzamento dei rapporti con il Canada può ridurre la dipendenza da Washington, ma non significa automaticamente emancipazione dalle logiche geopolitiche e militari dell’Occidente.
🔸️ Il punto centrale è quindi evitare che una maggiore autonomia dall’amministrazione Trump si trasformi semplicemente in un consolidamento del blocco euro-atlantico.
🔸️ La proposta di “associate membership”, inoltre, è ancora una prospettiva politica da definire, non una nuova forma giuridica già prevista dai Trattati.
🔸️ L’avvicinamento tra Canada e UE rappresenta uno degli sviluppi più significativi della nuova fase di ridefinizione degli equilibri internazionali. Ma proprio per questo richiede uno sguardo attento e non semplicemente celebrativo.
🔸️ La proposta avanzata dalla von der Leyen di aprire la strada al Canada come primo “membro associato” dell’UE, rilanciata dal premier canadese Mark Carney, punta a trasformare il rapporto già costruito attraverso il CETA in una partnership molto più ampia, estesa a commercio, energia, materie prime critiche, tecnologia, IA e difesa. (Commissione Europea a Cipro)
🔸️ Non si tratta però, almeno per ora, di una nuova adesione all’Unione europea né di un accordo giuridicamente definito nei termini di una vera membership.
🔸️ La stessa formula di “associate member” dovrà essere precisata e discussa sul piano politico e istituzionale. Siamo dunque davanti soprattutto a un progetto di approfondimento strategico, che dovrebbe essere costruito nei prossimi mesi.
🔸️ Il dato politico è comunque evidente: Canada ed Europa cercano di rafforzare la propria capacità di resistenza di fronte alle pressioni degli Stati Uniti di Donald Trump.
🔸️ Carney ha parlato esplicitamente di sovranità, resilienza e autonomia strategica, mentre Washington ha reagito con durezza alla prospettiva di un rapporto più stretto tra Ottawa e Bruxelles. (AP News)
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CANADA-UE, UNA NUOVA ALLEANZA PER L’AUTONOMIA DA TRUMP. MA L’EUROPA NON DEVE SEMPLICEMENTE CAMBIARE PADRONE
⏹️ Il rafforzamento dei rapporti con il Canada può ridurre la dipendenza da Washington, ma non significa automaticamente emancipazione dalle logiche geopolitiche e militari dell’Occidente. 🔸️ Il punto centrale è quindi evitare che una maggiore autonomia …
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Esposto disciplinare OMCeO
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Festa della gratitudine e dall'autoproduzione
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