E' proprio come sembra? Ho dovuto cancellare e riscrivere il post.
Troppi errori, a causa di deduzioni tratte da video che mostravano scene parziali, e la fretta di cogliere informazioni importanti prima che fossero "ripulite”.
Vedendo altri video ho potuto dunque farmi un’idea parzialmente diversa.
Direi che le opzioni rimaste sono due: o una recitazione (Hollywoodiana) da parte di molti attori, compreso Trump, o un attentato fallito da parte dei servizi.
Per la prima ipotesi, stanno:
1) Trump si è portato la mano all’orecchia NEL MOMENTO dello sparo del cecchino dei servizi appostato a destra, sul tetto in piena vista (i primi spari UDIBILI sono stati i suoi, e non dello scemotto sul tetto, come dicono i più). Lo si nota nel video postato di seguito.
2) Se quanto detto al punto 1) è vero, allora il giovane Crook (“imbroglione”) non ha avuto neppure il tempo di sparare. Non si sono visti i bossoli né l’arma usata da lui.
3) Di chi e verso chi erano diretti gli altri colpi uditi di seguito? Quanti? Dal suono si riesce a stabilire il tipo d’arma?
4) L’orecchia di Trump non sembrava maciullata, quindi, oltre alla fortuna di essere colpito solo lì, anche lì lo sarebbe stato solo di striscio,
5) La sua mano destra non risulta macchiata di sangue né subito, né quando viene portato via, come è possibile? Colletto della camicia, polsini, tutti perfetti.
6) La richiesta da parte di Trump delle sue scarpe (x 5 volte) è totalmente priva di senso in quella situazione: colpito all’orecchia si abbassa e si toglie (o gli tolgono) le scarpe? Capisco che sembra una stupidaggine rispetto a tutto il resto, ma talvolta piccoli inganni ne celano di più grossi. Le scarpe gli permettono però la frase ad effetto, nel senso: “voglio rimettermi in piedi”.
7) La foto di Trump e della traccia della pallottola in aria è una questione marginale, però segna l’abitudine di prendersi gioco dei lettori. Ci sarebbe voluta una velocità dell’otturatore di 1/2000 di secondo, foto scattata proprio in quell’esatto 2millesimo di secondo, non un duemillesimo più, non uno meno. E poi la scia avrebbe dovuto essere in linea con la parte superiore del padiglione auricolare destro, non con il lobo, come è invece. Photoshop offre una buona spiegazione.
8) Gli altri, morto e feriti (di cui non ho trovato informazioni), potrebbero essere attori. Non per mancanza di rispetto verso le vere vittime se ci sono state, solo per dire quale sia l’ipotesi. Sappiamo come gli americani siano bravissimi in entrambe le specialità, ad accoppare gente e pure ad inventare vittime (vedi 11 settembre 2001)
Per la seconda, attentato dei servizi:
1) La storia del giovane che viene lasciato salire armato sul tetto sembra abbia avuto solo lo scopo di nascondere la vera operazione, probabilmente non ha neanche sparato. La sua uccisione ha permesso di addossargli tutte le colpe.
2) C’è anche il fatto acclarato che il tiratore scelto dei servizi fosse in osservazione per 3-4 minuti dell'uomo con fucile che stava strisciando in modo sospetto sul tetto di fronte: come mai non ha subito allertato i suoi colleghi presenti sotto il palco di Trump?
3) È stata avanzata l’ipotesi che fosse presente un altro cecchino (magari con silenziatore) a sparare. Anche negli attentati agli altri presidenti, la CIA ed i servizi avevano offerto il supporto sicuro dietro l’esaltato offerto in pasto al pubblico.
Troppi errori, a causa di deduzioni tratte da video che mostravano scene parziali, e la fretta di cogliere informazioni importanti prima che fossero "ripulite”.
Vedendo altri video ho potuto dunque farmi un’idea parzialmente diversa.
Direi che le opzioni rimaste sono due: o una recitazione (Hollywoodiana) da parte di molti attori, compreso Trump, o un attentato fallito da parte dei servizi.
Per la prima ipotesi, stanno:
1) Trump si è portato la mano all’orecchia NEL MOMENTO dello sparo del cecchino dei servizi appostato a destra, sul tetto in piena vista (i primi spari UDIBILI sono stati i suoi, e non dello scemotto sul tetto, come dicono i più). Lo si nota nel video postato di seguito.
2) Se quanto detto al punto 1) è vero, allora il giovane Crook (“imbroglione”) non ha avuto neppure il tempo di sparare. Non si sono visti i bossoli né l’arma usata da lui.
3) Di chi e verso chi erano diretti gli altri colpi uditi di seguito? Quanti? Dal suono si riesce a stabilire il tipo d’arma?
4) L’orecchia di Trump non sembrava maciullata, quindi, oltre alla fortuna di essere colpito solo lì, anche lì lo sarebbe stato solo di striscio,
5) La sua mano destra non risulta macchiata di sangue né subito, né quando viene portato via, come è possibile? Colletto della camicia, polsini, tutti perfetti.
6) La richiesta da parte di Trump delle sue scarpe (x 5 volte) è totalmente priva di senso in quella situazione: colpito all’orecchia si abbassa e si toglie (o gli tolgono) le scarpe? Capisco che sembra una stupidaggine rispetto a tutto il resto, ma talvolta piccoli inganni ne celano di più grossi. Le scarpe gli permettono però la frase ad effetto, nel senso: “voglio rimettermi in piedi”.
7) La foto di Trump e della traccia della pallottola in aria è una questione marginale, però segna l’abitudine di prendersi gioco dei lettori. Ci sarebbe voluta una velocità dell’otturatore di 1/2000 di secondo, foto scattata proprio in quell’esatto 2millesimo di secondo, non un duemillesimo più, non uno meno. E poi la scia avrebbe dovuto essere in linea con la parte superiore del padiglione auricolare destro, non con il lobo, come è invece. Photoshop offre una buona spiegazione.
8) Gli altri, morto e feriti (di cui non ho trovato informazioni), potrebbero essere attori. Non per mancanza di rispetto verso le vere vittime se ci sono state, solo per dire quale sia l’ipotesi. Sappiamo come gli americani siano bravissimi in entrambe le specialità, ad accoppare gente e pure ad inventare vittime (vedi 11 settembre 2001)
Per la seconda, attentato dei servizi:
1) La storia del giovane che viene lasciato salire armato sul tetto sembra abbia avuto solo lo scopo di nascondere la vera operazione, probabilmente non ha neanche sparato. La sua uccisione ha permesso di addossargli tutte le colpe.
2) C’è anche il fatto acclarato che il tiratore scelto dei servizi fosse in osservazione per 3-4 minuti dell'uomo con fucile che stava strisciando in modo sospetto sul tetto di fronte: come mai non ha subito allertato i suoi colleghi presenti sotto il palco di Trump?
3) È stata avanzata l’ipotesi che fosse presente un altro cecchino (magari con silenziatore) a sparare. Anche negli attentati agli altri presidenti, la CIA ed i servizi avevano offerto il supporto sicuro dietro l’esaltato offerto in pasto al pubblico.
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Chi ha sparato a Trump? I primi spari sono del cecchino dei Servizi sul tetto, Crooks non avrebbe così avuto tempo neanche di premere il grilletto una sola volta. NB Ho riscritto il post cancellando il precedente.
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INTERVISTA MANCATA SULLA "QUESTIONE REGINA" DELLA VIROLOGIA Tempo fa mi fu proposta da ComeDonChisciotte, sito di informazione indipendente, un’intervista scritta. Acconsentii a rispondere ad alcune domande ed a contestare, ove lo ritenessi, un articolo da loro pubblicato “I virus esistono?” firmata da due noti ricercatori dissidenti . Lo feci volentieri, anche se mi sembrava un po’ strano che un sito al fuori dal mainstream avesse deciso di affrontare per la prima volta questo tema appena nel giugno di quest’anno, a distanza di 4 anni e mezzo dall’inizio delle danze. Non avevano sentito parlare né di Scoglio, né di Kaufman, né di Massey, né di Bailey, né di Lanka, né di Cowan, né di tanti altri, compreso me.
Insomma, dopo aver cogitato un po’ sopra lo scritto che ho loro consegnato, hanno deciso di accettare la pubblicazione a patto che la emendassi di tutti i passaggi e riferimenti ai personaggi italiani. Anche il termine “viruskeeper”, da me usato, non è piaciuto, andava tolto. Chissà perché! Infatti si attaglia perfettamente a chi voglia difendere con ogni mezzo la traballante teoria virale. Non è affatto offensivo. Una ben meritata, benevola, scherzosa etichetta per quelli che han voluto accuratamente evitare il confronto in campo aperto, cosa che invece avrebbero dovuto fare. È stato un vero peccato per tutto il movimento d’opinione, ma così è andata.
Penso che l’elaborato sia utile anche perché scritto in una prospettiva storica. Utile operazione in tempi in cui si tenta di riscrivere e deformare i fatti così come sono realmente accaduti.
Intanto la pubblico in forma di pdf, poi vedrò se riversarla in un post intero. Qui: https://drive.proton.me/urls/GVT67P7P8R#4CXPGjTOcwMA
Insomma, dopo aver cogitato un po’ sopra lo scritto che ho loro consegnato, hanno deciso di accettare la pubblicazione a patto che la emendassi di tutti i passaggi e riferimenti ai personaggi italiani. Anche il termine “viruskeeper”, da me usato, non è piaciuto, andava tolto. Chissà perché! Infatti si attaglia perfettamente a chi voglia difendere con ogni mezzo la traballante teoria virale. Non è affatto offensivo. Una ben meritata, benevola, scherzosa etichetta per quelli che han voluto accuratamente evitare il confronto in campo aperto, cosa che invece avrebbero dovuto fare. È stato un vero peccato per tutto il movimento d’opinione, ma così è andata.
Penso che l’elaborato sia utile anche perché scritto in una prospettiva storica. Utile operazione in tempi in cui si tenta di riscrivere e deformare i fatti così come sono realmente accaduti.
Intanto la pubblico in forma di pdf, poi vedrò se riversarla in un post intero. Qui: https://drive.proton.me/urls/GVT67P7P8R#4CXPGjTOcwMA
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Per i commenti: purtroppo per ora non sono in grado, né ho tempo, di gestire una discussione qui, anche a causa dei molti disturbatori pronti a scatenarsi. Se qualcuno volesse segnalarmi qualcosa di importante, può farlo su SFERO: https://sfero.me/article/intervista-mancata-questione-regina-
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SULL'AFFIDABILITA' DELLA PCR
Dov’eravamo rimasti?
Chi mi avesse seguito negli anni sa che fin dal marzo del 2020 avevo messo in evidenza le carenze ed i grossi limiti di tale metodica nella diagnosi della COVID (e decenni prima in quella dell’AIDS). Ora è stato completato un nuovo importante passaggio per una migliore comprensione.
Pongo subito una domanda a bruciapelo: nel caso decideste di ficcare un dito nell’acqua bollente per tre-cinque minuti, come pensate apparirebbe dopo averlo raffreddato? Un po’ rovinato forse? E se poi ripeteste l’operazione 20 volte? Le proteine del vostro dito sarebbero alterate molto probabilmente, il DNA no?
Chi ha capito al volo, può subito andare al sommario (nelle note) ed allo studio nel formato pre-print. Altrimenti può seguire la mia spiegazione.
Quasi tutti sanno che la PCR ha un vasto impiego, sia in campo scientifico-medico, che in campo legale (vedi vicenda Bossetti). Molti ricordano che Kari Mullis (il suo inventore e premio Nobel 1993) raccomandava di usarla con giudizio, altrimenti avrebbe potuto dare risultati falsati e trovare anche … quello che non c’è.
Tra le voci “dissenzienti” verso la medicina e la scienza mainstream, moltissimi hanno finito con il sostenere che l’invenzione è stata usata in modo incongruo in questi ultimi quattro anni, ovvero che, col frequente ricorso ad un alto numero di cicli di amplificazione, cresce inevitabilmente anche il numero di falsi positivi. Nello stesso tempo quasi tutti ritengono che il suo uso corretto dia risultati affidabili.
Ora, appunto, la supposta affidabilità della metodica, in qualsivoglia modo applicata, viene messa in dubbio da due ricercatori, l’ingegner Roberto Serpieri ed il sottoscritto, con una pubblicazione che è il frutto di un lungo lavoro iniziato anni fa (e che è merito per la maggior parte del primo autore).
L’articolo è molto lungo (31 pagine), complesso, molto tecnico, di impegnativa lettura anche per chi abbia una solida competenza nei campi affrontati. Tuttavia è molto semplice nel concetto e nella struttura.
Lo spiego succintamente.
(continua qui ) Per chi preferisse invece il pdf, qui
Dov’eravamo rimasti?
Chi mi avesse seguito negli anni sa che fin dal marzo del 2020 avevo messo in evidenza le carenze ed i grossi limiti di tale metodica nella diagnosi della COVID (e decenni prima in quella dell’AIDS). Ora è stato completato un nuovo importante passaggio per una migliore comprensione.
Pongo subito una domanda a bruciapelo: nel caso decideste di ficcare un dito nell’acqua bollente per tre-cinque minuti, come pensate apparirebbe dopo averlo raffreddato? Un po’ rovinato forse? E se poi ripeteste l’operazione 20 volte? Le proteine del vostro dito sarebbero alterate molto probabilmente, il DNA no?
Chi ha capito al volo, può subito andare al sommario (nelle note) ed allo studio nel formato pre-print. Altrimenti può seguire la mia spiegazione.
Quasi tutti sanno che la PCR ha un vasto impiego, sia in campo scientifico-medico, che in campo legale (vedi vicenda Bossetti). Molti ricordano che Kari Mullis (il suo inventore e premio Nobel 1993) raccomandava di usarla con giudizio, altrimenti avrebbe potuto dare risultati falsati e trovare anche … quello che non c’è.
Tra le voci “dissenzienti” verso la medicina e la scienza mainstream, moltissimi hanno finito con il sostenere che l’invenzione è stata usata in modo incongruo in questi ultimi quattro anni, ovvero che, col frequente ricorso ad un alto numero di cicli di amplificazione, cresce inevitabilmente anche il numero di falsi positivi. Nello stesso tempo quasi tutti ritengono che il suo uso corretto dia risultati affidabili.
Ora, appunto, la supposta affidabilità della metodica, in qualsivoglia modo applicata, viene messa in dubbio da due ricercatori, l’ingegner Roberto Serpieri ed il sottoscritto, con una pubblicazione che è il frutto di un lungo lavoro iniziato anni fa (e che è merito per la maggior parte del primo autore).
L’articolo è molto lungo (31 pagine), complesso, molto tecnico, di impegnativa lettura anche per chi abbia una solida competenza nei campi affrontati. Tuttavia è molto semplice nel concetto e nella struttura.
Lo spiego succintamente.
(continua qui ) Per chi preferisse invece il pdf, qui
Sfero
Sull’affidabilità della PCR · Sfero
Dov’eravamo rimasti?Chi mi avesse seguito negli anni sa che fin dal marzo del 2020 avevo messo in evidenza le carenze ed i grossi limiti di tale metodica nella diagnosi della COVID (e decenni prima in quella dell’AIDS). Ora è stato completato un nuovo importante…
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PCR e CONTROMISURE MILITARI
L’11 settembre siamo stati ospiti di Armando Manocchia a PIAZZA LIBERTÀ, la sua webTV, ed abbiamo discusso di:
1. invalidità della PCR (l'ing Roberto Serpieri illustra il lavoro da noi recentemente pubblicato, al min 3:57),
2. implicazioni di tale ricerca (min 17:38 dr Fabio Franchi).
3. contromisure militari chiamate \/A€€lNl avv Andrea Oddo (min 30:39), il quale parte dal lavoro e dalle scoperte di Sasha Latypova per arrivare a mostrare come, fin dagli inizi di marzo 2020, il coordinamento del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) italiano fosse stato assunto da un ufficiale dei servizi segreti della NATO, prima dell’inizio dei lockdown. NB A chi conosca già il nostro lavoro sulla PCR raccomando caldamente l'ascolto dell'intervento dell'avvocato.
https://rumble.com/v5ejm7p-inaffidabilita-della-pcr.-piazza-liberta-puntata-di-mercoled-11-settembre-2.html
L’11 settembre siamo stati ospiti di Armando Manocchia a PIAZZA LIBERTÀ, la sua webTV, ed abbiamo discusso di:
1. invalidità della PCR (l'ing Roberto Serpieri illustra il lavoro da noi recentemente pubblicato, al min 3:57),
2. implicazioni di tale ricerca (min 17:38 dr Fabio Franchi).
3. contromisure militari chiamate \/A€€lNl avv Andrea Oddo (min 30:39), il quale parte dal lavoro e dalle scoperte di Sasha Latypova per arrivare a mostrare come, fin dagli inizi di marzo 2020, il coordinamento del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) italiano fosse stato assunto da un ufficiale dei servizi segreti della NATO, prima dell’inizio dei lockdown. NB A chi conosca già il nostro lavoro sulla PCR raccomando caldamente l'ascolto dell'intervento dell'avvocato.
https://rumble.com/v5ejm7p-inaffidabilita-della-pcr.-piazza-liberta-puntata-di-mercoled-11-settembre-2.html
Rumble
Inaffidabilita' della PCR. PIAZZA LIBERTA', puntata di mercoledì 11 settembre 2024
PIAZZA LIBERTÀ, puntata di mercoledì 11 settembre 2024 sul canale https://rumble.com/c/PiazzaLiberta Il test PCR è l'esame usato per diagnosticare la presenza di un'infezione in corso da SARS-CoV-2 pr
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L’OPERAZIONE RSV
Il lancio del nuovo prodotto.
Questo mese (ottobre 2024) parte la campagna di “immunizzazione” dei neonati nei confronti del Virus Respiratorio Sinciziale (RSV).
L’RSV costituisce - così si afferma - un grave pericolo per i bambini piccoli che possono sviluppare un raffreddore, che in qualche caso si complica con una bronchiolite (una sorta di polmonite diffusa), la quale talvolta richiede ricovero in ospedale ed in rare circostanze in terapia intensiva.
Non viene proposto un “vaccino”, bensì un anticorpo monoclonale (rivolto cioè ad un unico antigene “virale”) iniettato anch'esso nel braccino del neonato, e che dovrebbe conferirgli una protezione passiva prolungata per nove mesi. Sicuro ed efficace, non si dovrebbe neanche dirlo tanto è scontato.
In farmacia, il costo per fiala è alto, oltre 1.150 €, ma le Regioni potranno ottenerlo ad un prezzo scontato (250-300 €/cadauna?) per poi offrirlo gratuitamente al pubblico.
“Bisogna fare presto!”
Purtroppo però non ci sono al momento dosi per tutti e per alcune Regioni ci sono difficoltà a reperire tali fondi aggiuntivi: si arriva, nelle stime attuali, a complessivi 120-130 milioni, che si aggiungeranno alle altre spese ugualmente indispensabili in una società che si è vista costretta a tagliare le spese sanitarie superflue (personale, ospedali, reparti, esami, ecc):
1) “vaccini anti-COVID”: 2,3 miliardi per l’anno 2021, 2,359 miliardi per l’anno 2022 (vedi rapporti OSMED relativi a tali anni),
2) farmaci “anti-COVID”: 600 milioni nel 2021, 664,1 milioni nel 2022 (vedi sopra, rapporti OSMED),
3) tutti gli altri “vaccini”, approssimativamente 650 milioni all’anno (vedi sopra, rapporti OSMED),
Delle spese relative al 2023 non si sa ancora niente, l’AIFA non ha nessuna fretta di comunicarcelo e nessuno le fa fretta. Tuttavia sappiamo che non tutti gli acquisti sopra menzionati sono andati a buon fine (ovvero nel muscolo deltoide di qualcuno): dai 100 ai 170 milioni di dosi sono finiti al macero, il che equivale a 2,1-3,57 miliardi di euro. Questi ultimi invece sì che sono andati a buon fine! … si intende nelle tasche di chi ce li ha forniti. La salute ha prezzo, dopotutto.
I produttori: suvvia, cerchiamo di metterci nei loro panni! Dopo gli anni di abbondanza ed in attesa di una nuova pandemenza, sono costretti a stringere la cinghia. Quindi devono pur trovare qualche modo per sbarcare il lunario, pensiamo in particolare ad Astra Zeneca che deve rifarsi delle perdite dovute al ritiro del suo elisir a causa di sfortunate coincidenze.
Perciò Astra Zeneca ha pensato al nirsevimab (Beyfortus, ovvero l’anticorpo monoclonale anti RSV), facendolo approvare con il “Fast Track Approval”, che sarebbe la procedura di verifica accelerata e facilitata. Dopotutto, è un’emergenza improvvisa anche questa, non vi pare? Una minaccia presente da 40.000 anni appena, non sappiamo proprio come l’umanità sia sopravvissuta fino ad ora senza neppure accorgersi della sua esistenza. È proprio un mistero. Ne discuteremo meglio nei prossimi post, svelandolo. PS Per eventuali commenti, vi invito a raggiungermi su SFERO, dove ho inserito altre immagini significative.
Il lancio del nuovo prodotto.
Questo mese (ottobre 2024) parte la campagna di “immunizzazione” dei neonati nei confronti del Virus Respiratorio Sinciziale (RSV).
L’RSV costituisce - così si afferma - un grave pericolo per i bambini piccoli che possono sviluppare un raffreddore, che in qualche caso si complica con una bronchiolite (una sorta di polmonite diffusa), la quale talvolta richiede ricovero in ospedale ed in rare circostanze in terapia intensiva.
Non viene proposto un “vaccino”, bensì un anticorpo monoclonale (rivolto cioè ad un unico antigene “virale”) iniettato anch'esso nel braccino del neonato, e che dovrebbe conferirgli una protezione passiva prolungata per nove mesi. Sicuro ed efficace, non si dovrebbe neanche dirlo tanto è scontato.
In farmacia, il costo per fiala è alto, oltre 1.150 €, ma le Regioni potranno ottenerlo ad un prezzo scontato (250-300 €/cadauna?) per poi offrirlo gratuitamente al pubblico.
“Bisogna fare presto!”
Purtroppo però non ci sono al momento dosi per tutti e per alcune Regioni ci sono difficoltà a reperire tali fondi aggiuntivi: si arriva, nelle stime attuali, a complessivi 120-130 milioni, che si aggiungeranno alle altre spese ugualmente indispensabili in una società che si è vista costretta a tagliare le spese sanitarie superflue (personale, ospedali, reparti, esami, ecc):
1) “vaccini anti-COVID”: 2,3 miliardi per l’anno 2021, 2,359 miliardi per l’anno 2022 (vedi rapporti OSMED relativi a tali anni),
2) farmaci “anti-COVID”: 600 milioni nel 2021, 664,1 milioni nel 2022 (vedi sopra, rapporti OSMED),
3) tutti gli altri “vaccini”, approssimativamente 650 milioni all’anno (vedi sopra, rapporti OSMED),
Delle spese relative al 2023 non si sa ancora niente, l’AIFA non ha nessuna fretta di comunicarcelo e nessuno le fa fretta. Tuttavia sappiamo che non tutti gli acquisti sopra menzionati sono andati a buon fine (ovvero nel muscolo deltoide di qualcuno): dai 100 ai 170 milioni di dosi sono finiti al macero, il che equivale a 2,1-3,57 miliardi di euro. Questi ultimi invece sì che sono andati a buon fine! … si intende nelle tasche di chi ce li ha forniti. La salute ha prezzo, dopotutto.
I produttori: suvvia, cerchiamo di metterci nei loro panni! Dopo gli anni di abbondanza ed in attesa di una nuova pandemenza, sono costretti a stringere la cinghia. Quindi devono pur trovare qualche modo per sbarcare il lunario, pensiamo in particolare ad Astra Zeneca che deve rifarsi delle perdite dovute al ritiro del suo elisir a causa di sfortunate coincidenze.
Perciò Astra Zeneca ha pensato al nirsevimab (Beyfortus, ovvero l’anticorpo monoclonale anti RSV), facendolo approvare con il “Fast Track Approval”, che sarebbe la procedura di verifica accelerata e facilitata. Dopotutto, è un’emergenza improvvisa anche questa, non vi pare? Una minaccia presente da 40.000 anni appena, non sappiamo proprio come l’umanità sia sopravvissuta fino ad ora senza neppure accorgersi della sua esistenza. È proprio un mistero. Ne discuteremo meglio nei prossimi post, svelandolo. PS Per eventuali commenti, vi invito a raggiungermi su SFERO, dove ho inserito altre immagini significative.
www.aifa.gov.it
L'uso dei farmaci in Italia
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RSV: il razionale della “immunizzazione” con NIRSEVIMAB
[puntata 2 di 3]
[precedente puntata: vedi sopra, oppure qui]
Dunque, dopo aver accennato a quale sia la nuova voce nel calendario vaccinale dei neonati, vediamo meglio quale sia il suo razionale.
Si narra che l’RSV sia un virus molto diffuso, che colpisce praticamente tutti i bambini entro i tre anni di età. Da ciò derivano due considerazioni:
1) che anche gli adulti (e le madri) lo abbiano necessariamente incontrato prima o poi nella loro vita e ne siano protetti,
2) se le madri hanno gli anticorpi, questi passano nel feto, proteggendo il figlio nel periodo più critico, durante i primi mesi di vita.
Se così stanno le cose, il problema dov’è?
Perché ci sarebbe bisogno dell’immunizzazione targata Sanofi ed Astra Zeneca, nei primi giorni di vita?
Teoricamente potrebbe servire per i piccoli che non hanno anticorpi. Basterebbe allora controllare la loro presenza nel sangue materno e provvedere solo quando il testo fosse negativo risparmiando così l’iniezione alla maggior parte dei piccoli e 300 € a dose.
Adesso capiamo che, per poterlo somministrare a tutti, … non sono previsti tali controlli.
La questione si complica un po' perché ci dicono anche che gli anticorpi naturali non sono sufficienti, infatti vi possono essere reinfezioni, causate da varianti (potrebbero forse mancare?).
Una bella fregatura, poiché, se così fosse, il nostro sistema immunitario sarebbe ben poco utile. Allora è utile o no? Bisognerebbe decidersi.
Infatti, se gli anticorpi naturali non servissero, non avrebbe senso “immunizzarsi”.
Il primo passo che han fatto è stato proprio quello – scontato - di proporre il relativo vaccino a bambini in numerosi trial clinici. Purtroppo i vaccinati non solo non risultavano protetti - NONOSTANTE LA PRESENZA DEGLI ANTICORPI - ma si ammalavano più degli altri. Perciò, seguendo una logica ineccepibile, devono essersi detti: “se uno spettro di anticorpi (naturali o indotti da vaccino), diretti verso una moltitudine di antigeni virali, sono controproducenti, perché non ne utilizziamo uno solo (monoclonale), scelto tra quelli che non funzionano, e vediamo che effetto fa? Se avremo un buon risultato, bene, altrimenti useremo la statistica come sappiamo fare noi e lo otterremo ugualmente."
"Non possiamo proporre un vaccino inutile, dannoso e poco costoso? Ottimo, promuoviamo allora l’anticorpo inutile, dannoso e molto costoso, e così accontentiamo tutti.”
Il rischio per un piccolo di morire per bronchiolite da RSV è di circa 25 casi all’anno in USA, un numero similare nell’Unione Europea. Il problema da risolvere è: se tutti i piccoli fossero “protetti” dal nirsevimab, i morti sarebbero di più o sarebbero di meno? Secondo i risultati dei primi trial, pur gestiti dalle case produttrici, sarebbero di più, poiché con il nirsevimab la mortalità aumenta. Perciò viene consigliato dalle linee guida.
CONCLUSIONI
Il nirsevimab, anticorpo monoclonale anti-RSV, non genera protezione verso l’ "infezione da RSV", aumenta la mortalità nei trattati, viene somministrato indipendentemente dalla presenza di anticorpi specifici nel neonato. Costa un botto. Il tutto con il fine dichiarato di risolvere un problema sociale che non c’è, dato che i decessi per bronchiolite da RSV sono pochissimi all’anno (meno di 1 per 100 milioni di abitanti in Europa ed in USA). Ha un solo indubbio vantaggio: fa girare l’economia. Solo una certa economia, beninteso.
NB È pur vero che i ricoveri ospedalieri sono tanti (50-80.000 bambini all’anno negli USA), ma anche lì c’è un trucco, di cui discuteremo nella terza puntata. —>La presentazione di un recente lavoro sull'efficacia del nirsevimab è contenuto nella seconda parte dell'articolo completo che ognuno può leggere qui.<—
[puntata 2 di 3]
[precedente puntata: vedi sopra, oppure qui]
Dunque, dopo aver accennato a quale sia la nuova voce nel calendario vaccinale dei neonati, vediamo meglio quale sia il suo razionale.
Si narra che l’RSV sia un virus molto diffuso, che colpisce praticamente tutti i bambini entro i tre anni di età. Da ciò derivano due considerazioni:
1) che anche gli adulti (e le madri) lo abbiano necessariamente incontrato prima o poi nella loro vita e ne siano protetti,
2) se le madri hanno gli anticorpi, questi passano nel feto, proteggendo il figlio nel periodo più critico, durante i primi mesi di vita.
Se così stanno le cose, il problema dov’è?
Perché ci sarebbe bisogno dell’immunizzazione targata Sanofi ed Astra Zeneca, nei primi giorni di vita?
Teoricamente potrebbe servire per i piccoli che non hanno anticorpi. Basterebbe allora controllare la loro presenza nel sangue materno e provvedere solo quando il testo fosse negativo risparmiando così l’iniezione alla maggior parte dei piccoli e 300 € a dose.
Adesso capiamo che, per poterlo somministrare a tutti, … non sono previsti tali controlli.
La questione si complica un po' perché ci dicono anche che gli anticorpi naturali non sono sufficienti, infatti vi possono essere reinfezioni, causate da varianti (potrebbero forse mancare?).
Una bella fregatura, poiché, se così fosse, il nostro sistema immunitario sarebbe ben poco utile. Allora è utile o no? Bisognerebbe decidersi.
Infatti, se gli anticorpi naturali non servissero, non avrebbe senso “immunizzarsi”.
Il primo passo che han fatto è stato proprio quello – scontato - di proporre il relativo vaccino a bambini in numerosi trial clinici. Purtroppo i vaccinati non solo non risultavano protetti - NONOSTANTE LA PRESENZA DEGLI ANTICORPI - ma si ammalavano più degli altri. Perciò, seguendo una logica ineccepibile, devono essersi detti: “se uno spettro di anticorpi (naturali o indotti da vaccino), diretti verso una moltitudine di antigeni virali, sono controproducenti, perché non ne utilizziamo uno solo (monoclonale), scelto tra quelli che non funzionano, e vediamo che effetto fa? Se avremo un buon risultato, bene, altrimenti useremo la statistica come sappiamo fare noi e lo otterremo ugualmente."
"Non possiamo proporre un vaccino inutile, dannoso e poco costoso? Ottimo, promuoviamo allora l’anticorpo inutile, dannoso e molto costoso, e così accontentiamo tutti.”
Il rischio per un piccolo di morire per bronchiolite da RSV è di circa 25 casi all’anno in USA, un numero similare nell’Unione Europea. Il problema da risolvere è: se tutti i piccoli fossero “protetti” dal nirsevimab, i morti sarebbero di più o sarebbero di meno? Secondo i risultati dei primi trial, pur gestiti dalle case produttrici, sarebbero di più, poiché con il nirsevimab la mortalità aumenta. Perciò viene consigliato dalle linee guida.
CONCLUSIONI
Il nirsevimab, anticorpo monoclonale anti-RSV, non genera protezione verso l’ "infezione da RSV", aumenta la mortalità nei trattati, viene somministrato indipendentemente dalla presenza di anticorpi specifici nel neonato. Costa un botto. Il tutto con il fine dichiarato di risolvere un problema sociale che non c’è, dato che i decessi per bronchiolite da RSV sono pochissimi all’anno (meno di 1 per 100 milioni di abitanti in Europa ed in USA). Ha un solo indubbio vantaggio: fa girare l’economia. Solo una certa economia, beninteso.
NB È pur vero che i ricoveri ospedalieri sono tanti (50-80.000 bambini all’anno negli USA), ma anche lì c’è un trucco, di cui discuteremo nella terza puntata. —>La presentazione di un recente lavoro sull'efficacia del nirsevimab è contenuto nella seconda parte dell'articolo completo che ognuno può leggere qui.<—
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👆"Bufala difficile da estirpare" quella diffusa da una piccola frangia di dissidenti. "Il SARS-COV-2 è stato sequenziato e isolato da più laboratori scientifici, è la sintesi del pensiero del bioimmunologo (Mantovani) che commenta:
“Grottesco persino parlarne ancora”.
"Nel video ho specificato la becera manipolazione di un’intervista di Montagnier sul virus dell’HIV utilizzata dai sostenitori della folle teoria terrapiattista del virus “non isolato” ... dice. E così continua: "Mantovani nell’intervista ha confermato la correttezza epistemologica del procedimento e ha tracciato un’analisi in grado di far capire il comportamento dei virus e i criteri di isolamento scientificamente validati anche agli ignoranti che li confutano mettendo così in discussione i fondamenti stessi della microbiologia.". Il Carrisio, direttore di Gospa news, fa riferimento ad un famoso giornalista italiano che sosterrebbe tale "grottesca" teoria. Sapete voi chi sia? Né il dottor Scoglio ne io siamo degni di menzione, pur essendoci parecchio impegnati pubblicamente sul tema fin dal febbraio marzo 2020. Tra l'altro, in una occasione l'anno scorso su una webTV, ci fu un confronto pubblico, in cui ero presente anch'io: allora il prof Mantovani scelse di avere un urgente impegno e se ne andò subito. Evidentemente non aveva voluto mettermi in imbarazzo. Sono però d'accordo che sia grottesco continuare ancora oggi a parlarne in questo modo, evitando come sempre il contraddittorio. Nel frattempo, il giornalista Francesco Capo (radio Roma TV) ha messo un annuncio su Facebook , ma finora nessuno ha risposto (cerca qualcuno disposto ad un confronto in diretta). Gli scriverò una email pubblica.
“Grottesco persino parlarne ancora”.
"Nel video ho specificato la becera manipolazione di un’intervista di Montagnier sul virus dell’HIV utilizzata dai sostenitori della folle teoria terrapiattista del virus “non isolato” ... dice. E così continua: "Mantovani nell’intervista ha confermato la correttezza epistemologica del procedimento e ha tracciato un’analisi in grado di far capire il comportamento dei virus e i criteri di isolamento scientificamente validati anche agli ignoranti che li confutano mettendo così in discussione i fondamenti stessi della microbiologia.". Il Carrisio, direttore di Gospa news, fa riferimento ad un famoso giornalista italiano che sosterrebbe tale "grottesca" teoria. Sapete voi chi sia? Né il dottor Scoglio ne io siamo degni di menzione, pur essendoci parecchio impegnati pubblicamente sul tema fin dal febbraio marzo 2020. Tra l'altro, in una occasione l'anno scorso su una webTV, ci fu un confronto pubblico, in cui ero presente anch'io: allora il prof Mantovani scelse di avere un urgente impegno e se ne andò subito. Evidentemente non aveva voluto mettermi in imbarazzo. Sono però d'accordo che sia grottesco continuare ancora oggi a parlarne in questo modo, evitando come sempre il contraddittorio. Nel frattempo, il giornalista Francesco Capo (radio Roma TV) ha messo un annuncio su Facebook , ma finora nessuno ha risposto (cerca qualcuno disposto ad un confronto in diretta). Gli scriverò una email pubblica.
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Una piccola appendice al post precedente. Dal maggio di quest'anno, il giornalista Francesco Capo chiede se vi sia qualcuno disposto ad un confronto sulla questione. Nessuno si è reso disponibile. Il prof Mantovani ha preferito un dibattito con chi la pensava come lui. Trovate una gran differenza con l'atteggiamento tenuto dagli esperti di regime? Mi sono visto costretto ad inviargli questa "lettera aperta" con richiesta di chiarimenti. Vi terrò informati. NB Sono anch'io stufo - come immagino Voi - di ascoltare e ripetere le stesse cose. Prossimamente mi occuperò di altro e vedrò se e come riaprire la possibilità di commentare.
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Pandemia gestita dalla NATO
Drammatica conferma da parte del Ministro della Sanità olandese a quanto da noi sostenuto anche recentemente, in particolare dall'avvocato Andrea ODDO qui.
La fantapandemia è stata gestita da organizzazioni militari sovranazionali ed i politici hanno dovuto assoggettarsi agli ordini ricevuti. Perciò risulta molto difficile perseguirli. Lo sapevamo da due anni grazie all'incommensurabile lavoro di Sasha Latypova.
Tutto quanto è ben spiegato da queste rivelazioni e conforta in pieno tutto quello che abbiamo sostenuto sinora: altro che virus di Wuhan!
Drammatica conferma da parte del Ministro della Sanità olandese a quanto da noi sostenuto anche recentemente, in particolare dall'avvocato Andrea ODDO qui.
La fantapandemia è stata gestita da organizzazioni militari sovranazionali ed i politici hanno dovuto assoggettarsi agli ordini ricevuti. Perciò risulta molto difficile perseguirli. Lo sapevamo da due anni grazie all'incommensurabile lavoro di Sasha Latypova.
Tutto quanto è ben spiegato da queste rivelazioni e conforta in pieno tutto quello che abbiamo sostenuto sinora: altro che virus di Wuhan!
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COMMENTO ALLE RISPOSTE DEL DOTT MAURO MANTOVANI Come già segnalato qui [1], il dottor Mantovani ha pensato di rilasciare un’intervista contenente giudizi sprezzanti e accettando di buon grado espressioni offensive da parte dell’intervistatore nei confronti dei sostenitori di una teoria diversa dalla sua.
Non voglio farla lunga su questioni già dibattute, ma rendere noto il suo comportamento successivo, che appare a prima vista paradossale.
Infatti, essendo stato tirato in ballo da lui, non ho potuto esimermi dal chiedergli chiarimenti.
Gli ho scritto una lettera aperta [2]. Risultato? Si è risentito (lui!) per il mio modo di fare: a suo modo di vedere, avrei dovuto telefonargli come si fa tra amici. Avrebbe così potuto spiegarmi, lontano da orecchie indiscrete, perché sbaglio a pensarla in un certo modo, quanto sia assurdo e bla bla bla....
Gli ho risposto - come è ovvio - che lui se n'era uscito pubblicamente, perciò nello stesso modo intendevo continuare io.
Gli ho persino offerto più tempo per la sua risposta, gli ho dato l’opzione di un confronto diretto su una Web TV, con date di sua scelta.
Niente! È sgusciato via, non trovando di meglio che rispondere alla fine con altre richieste: mi avrebbe mandato tutto il suo materiale dopo che gli avessi confezionato tre dimostrazioni cruciali.
Il bello è che gliele avevo già mandate in buona parte, proprio con i riferimenti bibliografici piir riviud che voleva e che avrebbe potuto contestarmi. Dunque non solo non ha letto nulla, ma non se n’è nemmeno accorto!
Insomma, il suo compare Joseph Tritto (abile nell’imbrogliare il suo pubblico [3] e che si fregia di titoli del tutto inventati [4]) ha fatto una figura migliore. Se non altro ha tentato di rispondere alle mie domande, magari arrampicandosi sugli specchi [5], ma bisogna dargli atto che si è impegnato, ci ha provato.
Invece il Mantovani non è stato capace nemmeno di quello. Ha scritto e scritto e scritto … senza dire nulla [6]. Una figura veramente imbarazzante. Dopotutto il coraggio se uno non ce l'ha, non se lo può proprio dare.
Sospetto però che non sia mancanza di coraggio, ma piuttosto il panico per la profonda consapevolezza di incapacità nell’affrontare il contraddittorio. Avrebbe dovuto rispondere con facilità alle domande-chiave che hanno messo in imbarazzo Tritto [7]. Se avesse la preparazione e la convinzione non avrebbe rifiutato una discussione civile e pubblica sulla materia scientifica di cui ha voluto occuparsi. Ha fatto peggio persino del buon Burioni, il quale nel febbraio 2019 pur mi invitò tramite un giornalista ad un confronto televisivo su Rete4, anche se quello non si è ancora concretizzato. Avevo messo la condizione di un confronto alla pari in diretta, mentre lui voleva solo un mio video di 1 (un) minuto che avrebbe commentato con calma nello studio televisivo. Mi assicurarono che mi avrebbero richiamato. Aspetto, vediamo.
Tornando a Carisio, il conduttore di Gospa news ha annunciato un’altra puntata con il dottor Mantovani, questa volta sui viroidi. Spero che, dopo la sua disavventura precedente, non voglia ripetersi rischiando di fare stavolta una figura barbina. (SEGUONO LE NOTE BIBLIOGRAFICHE)
Non voglio farla lunga su questioni già dibattute, ma rendere noto il suo comportamento successivo, che appare a prima vista paradossale.
Infatti, essendo stato tirato in ballo da lui, non ho potuto esimermi dal chiedergli chiarimenti.
Gli ho scritto una lettera aperta [2]. Risultato? Si è risentito (lui!) per il mio modo di fare: a suo modo di vedere, avrei dovuto telefonargli come si fa tra amici. Avrebbe così potuto spiegarmi, lontano da orecchie indiscrete, perché sbaglio a pensarla in un certo modo, quanto sia assurdo e bla bla bla....
Gli ho risposto - come è ovvio - che lui se n'era uscito pubblicamente, perciò nello stesso modo intendevo continuare io.
Gli ho persino offerto più tempo per la sua risposta, gli ho dato l’opzione di un confronto diretto su una Web TV, con date di sua scelta.
Niente! È sgusciato via, non trovando di meglio che rispondere alla fine con altre richieste: mi avrebbe mandato tutto il suo materiale dopo che gli avessi confezionato tre dimostrazioni cruciali.
Il bello è che gliele avevo già mandate in buona parte, proprio con i riferimenti bibliografici piir riviud che voleva e che avrebbe potuto contestarmi. Dunque non solo non ha letto nulla, ma non se n’è nemmeno accorto!
Insomma, il suo compare Joseph Tritto (abile nell’imbrogliare il suo pubblico [3] e che si fregia di titoli del tutto inventati [4]) ha fatto una figura migliore. Se non altro ha tentato di rispondere alle mie domande, magari arrampicandosi sugli specchi [5], ma bisogna dargli atto che si è impegnato, ci ha provato.
Invece il Mantovani non è stato capace nemmeno di quello. Ha scritto e scritto e scritto … senza dire nulla [6]. Una figura veramente imbarazzante. Dopotutto il coraggio se uno non ce l'ha, non se lo può proprio dare.
Sospetto però che non sia mancanza di coraggio, ma piuttosto il panico per la profonda consapevolezza di incapacità nell’affrontare il contraddittorio. Avrebbe dovuto rispondere con facilità alle domande-chiave che hanno messo in imbarazzo Tritto [7]. Se avesse la preparazione e la convinzione non avrebbe rifiutato una discussione civile e pubblica sulla materia scientifica di cui ha voluto occuparsi. Ha fatto peggio persino del buon Burioni, il quale nel febbraio 2019 pur mi invitò tramite un giornalista ad un confronto televisivo su Rete4, anche se quello non si è ancora concretizzato. Avevo messo la condizione di un confronto alla pari in diretta, mentre lui voleva solo un mio video di 1 (un) minuto che avrebbe commentato con calma nello studio televisivo. Mi assicurarono che mi avrebbero richiamato. Aspetto, vediamo.
Tornando a Carisio, il conduttore di Gospa news ha annunciato un’altra puntata con il dottor Mantovani, questa volta sui viroidi. Spero che, dopo la sua disavventura precedente, non voglia ripetersi rischiando di fare stavolta una figura barbina. (SEGUONO LE NOTE BIBLIOGRAFICHE)
Sfero
La grande "bufala" secondo Mantovani · Sfero
"Il SARS-COV-2 è stato sequenziato e isolato da più laboratori scientifici, è la sintesi del pensiero del bioimmunologo (prof M. Mantovani) che commenta:“Grottesco persino parlarne ancora”.“Nel video ho specificato la becera manipolazione di un’intervista…
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NOTE BIBLIOGRAFICHE RIFERITE AL POST SOPRA [1] https://sfero.me/article/-grande-bufala-secondo-mantovani
[2] https://drive.proton.me/urls/8D44JP1XQR#lIJdHzG0mP6P Lettera aperta con richiesta chiarimenti al dott Mantovani.
[3] https://drive.google.com/file/d/1aE8I-_VfKx_iWBXvQ7hM1Ap4Mp8v9RXB/view?usp=sharing Il fantomatico scanner di Tritto sarebbe in grado distinguere addirittura i portatori di virus influenzale aviario da portatori di virus influenzale suino, da portatori di HIV …
[4] https://www.fattuale.com/post/inchiesta-ai-confini-della-realtà inchiesta su Giuseppi - Joseph Tritto
[5] https://drive.google.com/file/d/1Qe6gXyMLlBv8qzqN3DEiaPvaF1lofwQe/view?usp=sharing Tritto tenta con imbarazzo di rispondere alle mie semplici domande a cui non sa rispondere neanche Mantovani.
[6] Scambio di email con il dott Mauro Mantovani https://drive.proton.me/urls/Y3FP2G7Z1R#tQFkMpaJsPAK [7] Quali esattamente sono le prime 2 o 3 pubblicazioni che avrebbero dimostrato l’isolamento virale correttamente eseguito? So che “ce ne sono oltre 100.000”, ma le prime? Quali le prime 2 o 3 che avrebbero dimostrato la relazione causale tra malattia (COVID) e risultato positivo del test per SARS-CoV-2? EVENTUALI COMMENTI SONO POSSIBILI SU SFERO: https://sfero.me/article/commento-risposta-dott-mantovani
[2] https://drive.proton.me/urls/8D44JP1XQR#lIJdHzG0mP6P Lettera aperta con richiesta chiarimenti al dott Mantovani.
[3] https://drive.google.com/file/d/1aE8I-_VfKx_iWBXvQ7hM1Ap4Mp8v9RXB/view?usp=sharing Il fantomatico scanner di Tritto sarebbe in grado distinguere addirittura i portatori di virus influenzale aviario da portatori di virus influenzale suino, da portatori di HIV …
[4] https://www.fattuale.com/post/inchiesta-ai-confini-della-realtà inchiesta su Giuseppi - Joseph Tritto
[5] https://drive.google.com/file/d/1Qe6gXyMLlBv8qzqN3DEiaPvaF1lofwQe/view?usp=sharing Tritto tenta con imbarazzo di rispondere alle mie semplici domande a cui non sa rispondere neanche Mantovani.
[6] Scambio di email con il dott Mauro Mantovani https://drive.proton.me/urls/Y3FP2G7Z1R#tQFkMpaJsPAK [7] Quali esattamente sono le prime 2 o 3 pubblicazioni che avrebbero dimostrato l’isolamento virale correttamente eseguito? So che “ce ne sono oltre 100.000”, ma le prime? Quali le prime 2 o 3 che avrebbero dimostrato la relazione causale tra malattia (COVID) e risultato positivo del test per SARS-CoV-2? EVENTUALI COMMENTI SONO POSSIBILI SU SFERO: https://sfero.me/article/commento-risposta-dott-mantovani
Sfero
La grande "bufala" secondo Mantovani · Sfero
"Il SARS-COV-2 è stato sequenziato e isolato da più laboratori scientifici, è la sintesi del pensiero del bioimmunologo (prof M. Mantovani) che commenta:“Grottesco persino parlarne ancora”.“Nel video ho specificato la becera manipolazione di un’intervista…
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