Dal libro “Le vite delle donne contano”
… Il 15 marzo del 2018, nel parco Lavadero, una bambina fu violentata da un branco di cinque marocchini e un nigeriano tra i quindici e i vent’anni.
Alcuni componenti della banda frequentavano la stessa scuola della dodicenne.
I giovani braccarono e sequestrarono la bambina e una sua amica, portandole in un edificio abbandonato vicino al parco.
Poco dopo, lasciarono andare l’amica della dodicenne perché musulmana...
… Il 15 marzo del 2018, nel parco Lavadero, una bambina fu violentata da un branco di cinque marocchini e un nigeriano tra i quindici e i vent’anni.
Alcuni componenti della banda frequentavano la stessa scuola della dodicenne.
I giovani braccarono e sequestrarono la bambina e una sua amica, portandole in un edificio abbandonato vicino al parco.
Poco dopo, lasciarono andare l’amica della dodicenne perché musulmana...
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“Una cosa veramente fuori luogo” affermare che le violenze e gli omicidi di donne sono legate alla presenza degli immigrati in Italia, diceva la Boldrini.
👉 nel 2024, quasi 1 violenza sessuale su 2 è stata commessa dal 9% della popolazione residente in Italia, gli stranieri
👉 dall’inizio del 2025, quasi 1 donna su 3 è stata uccisa da stranieri
👉 nel 2024, quasi 1 violenza sessuale su 2 è stata commessa dal 9% della popolazione residente in Italia, gli stranieri
👉 dall’inizio del 2025, quasi 1 donna su 3 è stata uccisa da stranieri
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++ Nota stampa di Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro ++
QUESTA È L’INTERVISTA COMPLETA RILASCIATA A UNA GIORNALISTA: ALLA FINE, INVECE, C'È SOLO UN PICCOLO TRAFILETTO SUL CORRIERE DELLA SERA
Un momento di dibattito ha segnato la conclusione della manifestazione di NON UNA DI MENO, quando Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, si è piazzata davanti al camion di testa in piazza San Giovanni, esprimendo il suo dolore. “Vi ho cercato per tanto tempo”, ha urlato, dando inizio a un breve confronto con le organizzatrici. A margine dell’episodio, Verni ha raccontato all’Adnkronos le motivazioni del suo gesto: “Avevo finito un corso qui vicino e mi sono trovata davanti il corteo che passava. Mia figlia è stata massacrata nel 2018 e non ho mai visto nessuna femminista fare una manifestazione né per Pamela, né per Desirè, né per tante altre vittime d’immigrati clandestini. Mi fa arrabbiare molto che vengano considerati soltanto alcuni tipi di violenze”.
Alessandra Verni ha poi dialogato con due persone dell’organizzazione dell’evento: “La risposta che mi hanno dato è che loro lo fanno per tutte le vittime di violenza da parte degli uomini, però in questi sette anni e quasi 10 mesi io non ho mai visto una manifestazione per Pamela”.
QUESTA È L’INTERVISTA COMPLETA RILASCIATA A UNA GIORNALISTA: ALLA FINE, INVECE, C'È SOLO UN PICCOLO TRAFILETTO SUL CORRIERE DELLA SERA
Un momento di dibattito ha segnato la conclusione della manifestazione di NON UNA DI MENO, quando Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, si è piazzata davanti al camion di testa in piazza San Giovanni, esprimendo il suo dolore. “Vi ho cercato per tanto tempo”, ha urlato, dando inizio a un breve confronto con le organizzatrici. A margine dell’episodio, Verni ha raccontato all’Adnkronos le motivazioni del suo gesto: “Avevo finito un corso qui vicino e mi sono trovata davanti il corteo che passava. Mia figlia è stata massacrata nel 2018 e non ho mai visto nessuna femminista fare una manifestazione né per Pamela, né per Desirè, né per tante altre vittime d’immigrati clandestini. Mi fa arrabbiare molto che vengano considerati soltanto alcuni tipi di violenze”.
Alessandra Verni ha poi dialogato con due persone dell’organizzazione dell’evento: “La risposta che mi hanno dato è che loro lo fanno per tutte le vittime di violenza da parte degli uomini, però in questi sette anni e quasi 10 mesi io non ho mai visto una manifestazione per Pamela”.
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Dopo le manifestazioni di Ravenna e Latina della scorsa settimana, Il Comitato Remigrazione e Riconquista scenderà in strada domenica 30 novembre alle 17.30 in Piazza Libertà a Gallarate. In una nota si legge che la protesta nasce dalla necessità di «ripristinare controlli reali sui flussi e difendere la nostra identità».
Il Comitato richiama esplicitamente «l’episodio di violenza avvenuto a Gallarate la mattina di sabato scorso, quando una donna di 53 anni è stata aggredita e violentata in via Pegoraro. Quel fatto, che ha portato all’arresto di un 35enne gambiano dimostra che non si può più rimandare: la sicurezza degli italiani deve tornare al centro delle scelte politiche».
La manifestazione punta a porre la remigrazione come tema prioritario dell’agenda pubblica: «Non è una questione ideologica fine a se stessa ma riteniamo che sia giunto il momento che gli italiani rialzino la testa e combattano il degrado in prima persona. Per questo invitiamo i cittadini di Gallarate a partecipare».
Il Comitato richiama esplicitamente «l’episodio di violenza avvenuto a Gallarate la mattina di sabato scorso, quando una donna di 53 anni è stata aggredita e violentata in via Pegoraro. Quel fatto, che ha portato all’arresto di un 35enne gambiano dimostra che non si può più rimandare: la sicurezza degli italiani deve tornare al centro delle scelte politiche».
La manifestazione punta a porre la remigrazione come tema prioritario dell’agenda pubblica: «Non è una questione ideologica fine a se stessa ma riteniamo che sia giunto il momento che gli italiani rialzino la testa e combattano il degrado in prima persona. Per questo invitiamo i cittadini di Gallarate a partecipare».
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Erika Capasso, delegata alle “nuove cittadinanze” del Comune di Bologna
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“Se io fossi un pm, davanti ad una donna che mi dice di aver subìto violenza, la prova c’è già”
Fabio Roia, presidente del tribunale di Milano, sul “consenso libero e attuale”
Fabio Roia, presidente del tribunale di Milano, sul “consenso libero e attuale”
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Foggia è ormai ostaggio della criminalità degli immigrati tra risse, aggressioni, rapine e spaccio.
Ci vediamo sabato 29 novembre per la presentazione del Comitato Remigrazione e Riconquista.
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“Importi l’Africa, diventi l’Africa”
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Non è una barzelletta.
Regno Unito, lo spacciatore Saleh Hussein Hamid di 25 anni non sarà rimpatriato in Germania perché non sa parlare abbastanza bene il tedesco, nonostante sia cittadino tedesco.
Regno Unito, lo spacciatore Saleh Hussein Hamid di 25 anni non sarà rimpatriato in Germania perché non sa parlare abbastanza bene il tedesco, nonostante sia cittadino tedesco.
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Nella provincia di Milano, il 55,8% dei reati è commesso da stranieri, i quali rappresentano il 15% della popolazione residente.
Nello specifico, da inizio anno a oggi, a Milano, si contano più di 800 arresti per scippi e rapine: 7 delinquenti su 10 sono stranieri, la quasi totalità nordafricani, in particolare egiziani.
Il 20% dei responsabili di tali reati è minorenne.
N.B. Ovviamente gli stranieri con cittadinanza italiana sono conteggiati come italiani.
Nello specifico, da inizio anno a oggi, a Milano, si contano più di 800 arresti per scippi e rapine: 7 delinquenti su 10 sono stranieri, la quasi totalità nordafricani, in particolare egiziani.
Il 20% dei responsabili di tali reati è minorenne.
N.B. Ovviamente gli stranieri con cittadinanza italiana sono conteggiati come italiani.
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“Ho avuto un impulso”
Ha confessato il 35enne gambiano che, a Gallarate, ha violentato e rapinato una donna di 53 anni che stava andando al lavoro.
Del gambiano, non sono state diffuse generalità e fotografie: quando il violentatore è italiano, sappiamo pure il numero di scarpe.
Questo è ciò che al momento è stato reso noto
👉 è in Italia da 11 anni
👉 è un meccanico
👉 è sposato con una donna italiana
👉 ha tre figli
Ha confessato il 35enne gambiano che, a Gallarate, ha violentato e rapinato una donna di 53 anni che stava andando al lavoro.
Del gambiano, non sono state diffuse generalità e fotografie: quando il violentatore è italiano, sappiamo pure il numero di scarpe.
Questo è ciò che al momento è stato reso noto
👉 è in Italia da 11 anni
👉 è un meccanico
👉 è sposato con una donna italiana
👉 ha tre figli
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“La dottrina della castrazione intellettuale dell’uomo europeo”
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Tutte le vite delle donne contano!
Per Pamela, Desirée, Sharon, Franca, Iris, Sofia, Autora, Michelle, Celine, Sara, Audrey, Danjela, Ilaria, Jessica, Nadia, Yana, Brunetta, Rossella, Vanessa e per tutte le vittime dell’immigrazione, sepolte per la seconda volta dai media e dalle istituzioni.
La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne non deve ricordare solo le vittime di serie A.
Per Pamela, Desirée, Sharon, Franca, Iris, Sofia, Autora, Michelle, Celine, Sara, Audrey, Danjela, Ilaria, Jessica, Nadia, Yana, Brunetta, Rossella, Vanessa e per tutte le vittime dell’immigrazione, sepolte per la seconda volta dai media e dalle istituzioni.
La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne non deve ricordare solo le vittime di serie A.
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“Non sono mai stata razzista ma quello che è successo non è accettabile”
Nuoro, ragazza seguita e molestata da un extracomunitario.
Nuoro, ragazza seguita e molestata da un extracomunitario.
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