Napoli, il 24 aprile presentazione della proposta di legge sulla remigrazione
Napoli, 16 aprile - Nella giornata di venerdì 24 aprile, alle ore 18, si terrà la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione, che ha già raccolto quasi 150.000 firme, il triplo di quelle necessarie.
Interverranno il presidente del comitato Remigrazione e Riconquista, Luca Marsella, il senatore Gianluca Cantalamessa, l’ex ministro e consigliere regionale Gennaro Sangiuliano e la scrittrice Francesca Totolo.
Modererà l'incontro Emmanuela Florino, portavoce campana del comitato.
“Sara un'occasione pubblica di confronto e riflessione su una problematica particolarmente sentita nel capoluogo campano, dove interi quartieri sono ormai ostaggio di bande di immigrati totalmente avulsi dal vivere civile, dove un marciapiede può diventare un mercatino di merce contraffatta o un luogo di spaccio. Questo non è un problema di una singola zona o di una singola città, ma della nazione intera”.
Napoli, 16 aprile - Nella giornata di venerdì 24 aprile, alle ore 18, si terrà la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione, che ha già raccolto quasi 150.000 firme, il triplo di quelle necessarie.
Interverranno il presidente del comitato Remigrazione e Riconquista, Luca Marsella, il senatore Gianluca Cantalamessa, l’ex ministro e consigliere regionale Gennaro Sangiuliano e la scrittrice Francesca Totolo.
Modererà l'incontro Emmanuela Florino, portavoce campana del comitato.
“Sara un'occasione pubblica di confronto e riflessione su una problematica particolarmente sentita nel capoluogo campano, dove interi quartieri sono ormai ostaggio di bande di immigrati totalmente avulsi dal vivere civile, dove un marciapiede può diventare un mercatino di merce contraffatta o un luogo di spaccio. Questo non è un problema di una singola zona o di una singola città, ma della nazione intera”.
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Mentre una certa parte continua a giustificare i crimini dei giovani stranieri, parlando di disagio socio-economico
1️⃣ Parma, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione il 21enne tunisino, “figlio di una famiglia ben integrata”, accusato di furti, rapine, aggressioni e violenze: era già stato condannato con sospensione della pena nel 2023 per fatti analoghi
2️⃣ Mogliano, 16enne preso a pugni e rapinato da due nordafricani coetanei
3️⃣ Parma, un gruppo di ragazzi è stato pestato e rapinato da un branco di una quindicina di minorenni: denunciati a piede libero quattro minorenni tra i 15 e i 16 anni, un albanese e 3 “nuovi italiani, tutti con numerosi precedenti specifici
4️⃣ Ancona, “Siamo ostaggi dei maranza (di diverse nazionalità tra i 16 e i 20 anni), spacciano pure in chiesa”, lo sfogo di don Samuele Costantini, parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie
1️⃣ Parma, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione il 21enne tunisino, “figlio di una famiglia ben integrata”, accusato di furti, rapine, aggressioni e violenze: era già stato condannato con sospensione della pena nel 2023 per fatti analoghi
2️⃣ Mogliano, 16enne preso a pugni e rapinato da due nordafricani coetanei
3️⃣ Parma, un gruppo di ragazzi è stato pestato e rapinato da un branco di una quindicina di minorenni: denunciati a piede libero quattro minorenni tra i 15 e i 16 anni, un albanese e 3 “nuovi italiani, tutti con numerosi precedenti specifici
4️⃣ Ancona, “Siamo ostaggi dei maranza (di diverse nazionalità tra i 16 e i 20 anni), spacciano pure in chiesa”, lo sfogo di don Samuele Costantini, parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie
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Sudafrica, condannato a 5 anni di reclusione Julius Malema, presidente del partito Economic Freedom Fighters.
Per aver cantato “kill the Boer, kill the farmer”, inneggiando alla violenza contro i bianchi?
No, per possesso illegale di una pistola e di aver sparato in pubblico.
Per aver cantato “kill the Boer, kill the farmer”, inneggiando alla violenza contro i bianchi?
No, per possesso illegale di una pistola e di aver sparato in pubblico.
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Anche costui sarà tra i regolarizzati di Sanchez?
Spagna, in spiaggia, tre ragazze sono state avvicinate da un immigrato africano che ha iniziato a molestarle.
Una delle giovani lo ha avvertito che avrebbe chiamato la polizia se non le avesse lasciate in pace: l'immigrato ha risposto sputandole addosso.
Spagna, in spiaggia, tre ragazze sono state avvicinate da un immigrato africano che ha iniziato a molestarle.
Una delle giovani lo ha avvertito che avrebbe chiamato la polizia se non le avesse lasciate in pace: l'immigrato ha risposto sputandole addosso.
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Padova, ieri sera 15 aprile attorno alle 22, i carabinieri hanno fermato in flagranza di reato quattro antagonisti del centro sociale Pedro.
In pochi minuti, sono arrivate circa quaranta persone provenienti dal centro sociale che hanno creato una barriera fisica attorno ai militari nel tentativo di delegittimarne l'operato ed opponendosi ai controlli in corso in modo da agevolare la fuga dei fermati.
In pochi minuti, sono arrivate circa quaranta persone provenienti dal centro sociale che hanno creato una barriera fisica attorno ai militari nel tentativo di delegittimarne l'operato ed opponendosi ai controlli in corso in modo da agevolare la fuga dei fermati.
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Da Il Fatto Quotidiano al Botto Quotidiano
👉 Perdite in aumento, con un risultato netto negativo per 2,5 milioni di euro
👉 debiti verso le banche saliti del 45,9%
👉 debiti tributari raddoppiati (+105,7%)
👉 debiti verso i fornitori a +48%
Chissà se Travaglio è già andato con il piattino in mano per accedere al contributo straordinario all’editoria del governo?
👉 Perdite in aumento, con un risultato netto negativo per 2,5 milioni di euro
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Perché la presentazione della proposta di legge sulla Remigrazione a Napoli?
Non servono ulteriori spiegazioni.
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Visto che sono iniziate le primarie del Pd basate sul numero di follower, informo i dem che Rita De Crescenzo ha 2 milioni di follower su Tiktok.
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Per non dimenticare l’odio politico rosso e la sua vergognosa impunità
Mario Mattei vive con la moglie e i suoi 6 figli in un appartamento delle case popolari a Primavalle. Classe 1926, si è arruolato volontario a 16 anni nel battaglione San Marco della RSI.
Alla fine della guerra, viene tenuto prigioniero in America per 3 anni. Tornato a casa, inizia a fare l'imbianchino e a dirigere la sezione locale del MSI.
Tre appartenenti a Potere Operaio hanno deciso che Mattei deve essere punito e la notte del 16 Aprile si recano al civico 33 di via Bernardo da Bibbiena, fanno le scale che li portano al terzo piano, versano 5 litri di benzina sotto la porta, sistemano un innesco rudimentale e vanno via.
Nel giro di qualche minuto, l'innesco si aziona e le fiamme divampano nell'appartamento, trasformandolo in un inferno.
La moglie e i due figli più piccoli escono dalla porta principale grazie ad un varco aperto con l'estintore da Mario, prima che si rigettasse tra le fiamme per cercare di raggiungere gli altri figli da portare in salvo.
Una figlia si cala nel balcone sottostante.
Una seconda figlia esce dalla finestra della cucina, si lancia sul marciapiede e viene trattenuta dalle corde di uno stendino, che ne attenua la caduta.
Mario prova a raggiungere il balcone della stanza nella quale si trovano Stefano e Virgilio imprigionati dalle fiamme, urlando ai vicini di chiamare i pompieri. Gravemente ustionato, si accorge della figlia nel balcone sotto già raggiunto dalle fiamme e si butta dalla finestra per parare la caduta della figlia col suo corpo.
Nel frattempo Virgilio, 22 anni, e Stefano, che di anni ne aveva soltanto 8, sono circondati dalle fiamme. Pur avendo il corpo dilaniato dalle ustioni, Virgilio trascina Stefano sul balcone, nel disperato tentativo di strapparlo alla morte.
Ma il balcone è in fiamme.
"Buttati, Virgilio, buttati”, urla Mario al figlio affacciato al davanzale, irriconoscibile.
Ma Virgilio non ce la fa, accanto a lui s'intravede la testa del piccolo Stefano, che gli si è avvinghiato. Virgilio lo abbraccia e, con dei gesti ripetuti, gli toglie dai capelli i detriti infuocati che si staccano dalle pareti.
Finché si arrende. Le fiamme continuano a consumarlo, non ha più forze, e resta affacciato, abbracciato al fratellino.
Mario Mattei vive con la moglie e i suoi 6 figli in un appartamento delle case popolari a Primavalle. Classe 1926, si è arruolato volontario a 16 anni nel battaglione San Marco della RSI.
Alla fine della guerra, viene tenuto prigioniero in America per 3 anni. Tornato a casa, inizia a fare l'imbianchino e a dirigere la sezione locale del MSI.
Tre appartenenti a Potere Operaio hanno deciso che Mattei deve essere punito e la notte del 16 Aprile si recano al civico 33 di via Bernardo da Bibbiena, fanno le scale che li portano al terzo piano, versano 5 litri di benzina sotto la porta, sistemano un innesco rudimentale e vanno via.
Nel giro di qualche minuto, l'innesco si aziona e le fiamme divampano nell'appartamento, trasformandolo in un inferno.
La moglie e i due figli più piccoli escono dalla porta principale grazie ad un varco aperto con l'estintore da Mario, prima che si rigettasse tra le fiamme per cercare di raggiungere gli altri figli da portare in salvo.
Una figlia si cala nel balcone sottostante.
Una seconda figlia esce dalla finestra della cucina, si lancia sul marciapiede e viene trattenuta dalle corde di uno stendino, che ne attenua la caduta.
Mario prova a raggiungere il balcone della stanza nella quale si trovano Stefano e Virgilio imprigionati dalle fiamme, urlando ai vicini di chiamare i pompieri. Gravemente ustionato, si accorge della figlia nel balcone sotto già raggiunto dalle fiamme e si butta dalla finestra per parare la caduta della figlia col suo corpo.
Nel frattempo Virgilio, 22 anni, e Stefano, che di anni ne aveva soltanto 8, sono circondati dalle fiamme. Pur avendo il corpo dilaniato dalle ustioni, Virgilio trascina Stefano sul balcone, nel disperato tentativo di strapparlo alla morte.
Ma il balcone è in fiamme.
"Buttati, Virgilio, buttati”, urla Mario al figlio affacciato al davanzale, irriconoscibile.
Ma Virgilio non ce la fa, accanto a lui s'intravede la testa del piccolo Stefano, che gli si è avvinghiato. Virgilio lo abbraccia e, con dei gesti ripetuti, gli toglie dai capelli i detriti infuocati che si staccano dalle pareti.
Finché si arrende. Le fiamme continuano a consumarlo, non ha più forze, e resta affacciato, abbracciato al fratellino.
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