La disgrafia non si “capisce” guardando una pagina e basta.
Si capisce guardando come quella pagina è stata prodotta: il contesto, il tempo, la postura, la pressione, le pause, i tentativi di correggersi. Per questo una scheda di osservazione fatta bene non è burocrazia: è clinica applicata.
La letteratura è chiara su un punto: quando la componente grafomotoria non è automatizzata, la scrittura diventa un compito ad alto costo. Il ragazzo investe risorse esecutive nel gesto e ne restano meno per pianificazione, lessico, coerenza del testo. Risultato: scrive meno, più lentamente, spesso peggio, non perché “non sa”, ma perché sta pagando il prezzo del processo (Berninger et al., 2006; Berninger, 2015).
Ecco perché questa scheda funziona: ti obbliga a osservare la scrittura in più condizioni (spontanea, sotto dettatura, copia, dopo 5–10 minuti, con strumenti), e a distinguere ciò che è “forma” (leggibilità, dimensione, rigo, spaziatura, impugnatura, pressione) da ciò che è “comportamento” (rallentamento, evitamento, tensione, differenza tra corsivo e stampatello). È la logica dell’assessment ecologico: integrare indicatori osservabili con misure semplici e ripetibili, come il tempo su una frase standard e il numero di errori di forma, per aumentare affidabilità e confrontabilità (Rosenblum, 2006; Feder & Majnemer, 2007).
C’è anche un altro passaggio cruciale: confrontare la scrittura con altre abilità fino-motorie (allacciarsi, forbici, disegno controllato). Perché in alcuni profili il problema è circoscritto alla scrittura, in altri si intreccia con difficoltà più ampie di coordinazione e pianificazione motoria. Non è “fare diagnosi a vista”, è fare ipotesi migliori (DSM-5-TR; Prunty & Barnett, 2017).
Se la difficoltà è costante e interferisce con l’apprendimento, questa scheda ti aiuta a portare in valutazione dati utili, non impressioni.
Ps. Nel corso “Valutazione e Trattamento DSA” trovi anche come trasformare queste osservazioni in scelte operative, davvero spendibili su https://gianlucalopresti.net/corso-potenziamento-dsa/
Riferimenti essenziali: Berninger et al., 2006; Berninger, 2015; Rosenblum, 2006; Feder & Majnemer, 2007; Prunty & Barnett, 2017; DSM-5-TR.
Si capisce guardando come quella pagina è stata prodotta: il contesto, il tempo, la postura, la pressione, le pause, i tentativi di correggersi. Per questo una scheda di osservazione fatta bene non è burocrazia: è clinica applicata.
La letteratura è chiara su un punto: quando la componente grafomotoria non è automatizzata, la scrittura diventa un compito ad alto costo. Il ragazzo investe risorse esecutive nel gesto e ne restano meno per pianificazione, lessico, coerenza del testo. Risultato: scrive meno, più lentamente, spesso peggio, non perché “non sa”, ma perché sta pagando il prezzo del processo (Berninger et al., 2006; Berninger, 2015).
Ecco perché questa scheda funziona: ti obbliga a osservare la scrittura in più condizioni (spontanea, sotto dettatura, copia, dopo 5–10 minuti, con strumenti), e a distinguere ciò che è “forma” (leggibilità, dimensione, rigo, spaziatura, impugnatura, pressione) da ciò che è “comportamento” (rallentamento, evitamento, tensione, differenza tra corsivo e stampatello). È la logica dell’assessment ecologico: integrare indicatori osservabili con misure semplici e ripetibili, come il tempo su una frase standard e il numero di errori di forma, per aumentare affidabilità e confrontabilità (Rosenblum, 2006; Feder & Majnemer, 2007).
C’è anche un altro passaggio cruciale: confrontare la scrittura con altre abilità fino-motorie (allacciarsi, forbici, disegno controllato). Perché in alcuni profili il problema è circoscritto alla scrittura, in altri si intreccia con difficoltà più ampie di coordinazione e pianificazione motoria. Non è “fare diagnosi a vista”, è fare ipotesi migliori (DSM-5-TR; Prunty & Barnett, 2017).
Se la difficoltà è costante e interferisce con l’apprendimento, questa scheda ti aiuta a portare in valutazione dati utili, non impressioni.
Ps. Nel corso “Valutazione e Trattamento DSA” trovi anche come trasformare queste osservazioni in scelte operative, davvero spendibili su https://gianlucalopresti.net/corso-potenziamento-dsa/
Riferimenti essenziali: Berninger et al., 2006; Berninger, 2015; Rosenblum, 2006; Feder & Majnemer, 2007; Prunty & Barnett, 2017; DSM-5-TR.
Dr. Gianluca Lo Presti
Corso OnLine TRATTAMENTO DSA CON MATERIALI OPERATIVI
Trattamento DSA con i 7 Protocolli di Intervento
In riferimento alle Linee Guida DSA Istituto Superiore di Sanità
In riferimento alle Linee Guida DSA Istituto Superiore di Sanità
❤8
SERVIZIO REPORT RAI 3 "Al mercato dei titoli"
Scusate se sarò molto critico e forse uscirò anche fuori dalle righe, ma questa cosa va detta.
Chiarisco sin da subito che non si riferisce a tutto il mondo scuola. Quello che sta accadendo non rende merito ai tanti docenti onesti.
Ma per chi lavora nel mondo della scuola, lo nota in modo cristallino che ci sono docenti di cui ci si domanda realmente come accidenti facciano a essere impiegati in quel posto.
E mi fermo al mio ambito: i DSA.
Una completa sconoscenza della normativa, dove pensano di sapere mentre invece davvero non sanno nulla e, quando gli dici come stanno le cose, cadono dal pero.
Gli dici: “Ma vedi che esiste un modello MIUR per i DSA, e che quello con le crocette è stato chiarito che non va bene”.
Cadono dal pero.
Gli dici: “Vedi che diverse normative indicano che il PDP deve essere fatto vedere prima della firma”.
Cadono dal pero.
Gli dici: “Vedi che le diagnosi del privato vanno benissimo per applicare subito il PDP”.
Cadono dal pero.
E mi fermo qui.
Poi derivano anche voci, da parte dei genitori, dove ci sono scuole che dicono che le nostre diagnosi sono cartastraccia, poi comunichi il tutto via PEC e ritrattano: “No, è stato un errore di comunicazione”.
Altre volte senti frasi come: “Il privato frega soldi, fa diagnosi fasulle”.
Solo che poi scopri servizi come questi, dove sono gli attestati ad essere fasulli, sono i titoli che cadono dal pero.
Che, se dobbiamo dare una risposta cinica, è grazie (e colpa) di alcuni di loro se i nostri doposcuola sono pieni di richieste in sospeso.
Come ho detto in apertura, tutto questo NON dà merito a tutti i docenti che con merito ricoprono questo ruolo. E che qui vogliamo ricordare e ringraziare, sempre. Ma il servizio in questione ci da uno spaccato che fa riflettere davvero.
Perchè sul serio, molti di noi ci siamo sempre chiesti: ma come facciano ad avere quel ruolo?
Forse la risposta sta proprio (anche) qui.
Nota: nello scegliere i corsi verificate sempre CURRICULUM e QUALITA' DEI DOCENTI. La raccolta punti (e lo sappiamo già da tempo), non serve a nessuno, soprattutto a bambini che seguiamo 🙏 Servono corsi PRATICI, con forti fondamenti SCIENTIFICI ma spiegati con l'attuazione OPERATIVA come da chi fa questo lavoro, da anni e con il cuore ☀️
Qui il servizio di REPORT RAI 3
Facebook -> https://www.facebook.com/reel/1268564548627442
Instagram - > https://www.instagram.com/reportrai3/reel/DT8w_S3jwGV/
Scusate se sarò molto critico e forse uscirò anche fuori dalle righe, ma questa cosa va detta.
Chiarisco sin da subito che non si riferisce a tutto il mondo scuola. Quello che sta accadendo non rende merito ai tanti docenti onesti.
Ma per chi lavora nel mondo della scuola, lo nota in modo cristallino che ci sono docenti di cui ci si domanda realmente come accidenti facciano a essere impiegati in quel posto.
E mi fermo al mio ambito: i DSA.
Una completa sconoscenza della normativa, dove pensano di sapere mentre invece davvero non sanno nulla e, quando gli dici come stanno le cose, cadono dal pero.
Gli dici: “Ma vedi che esiste un modello MIUR per i DSA, e che quello con le crocette è stato chiarito che non va bene”.
Cadono dal pero.
Gli dici: “Vedi che diverse normative indicano che il PDP deve essere fatto vedere prima della firma”.
Cadono dal pero.
Gli dici: “Vedi che le diagnosi del privato vanno benissimo per applicare subito il PDP”.
Cadono dal pero.
E mi fermo qui.
Poi derivano anche voci, da parte dei genitori, dove ci sono scuole che dicono che le nostre diagnosi sono cartastraccia, poi comunichi il tutto via PEC e ritrattano: “No, è stato un errore di comunicazione”.
Altre volte senti frasi come: “Il privato frega soldi, fa diagnosi fasulle”.
Solo che poi scopri servizi come questi, dove sono gli attestati ad essere fasulli, sono i titoli che cadono dal pero.
Che, se dobbiamo dare una risposta cinica, è grazie (e colpa) di alcuni di loro se i nostri doposcuola sono pieni di richieste in sospeso.
Come ho detto in apertura, tutto questo NON dà merito a tutti i docenti che con merito ricoprono questo ruolo. E che qui vogliamo ricordare e ringraziare, sempre. Ma il servizio in questione ci da uno spaccato che fa riflettere davvero.
Perchè sul serio, molti di noi ci siamo sempre chiesti: ma come facciano ad avere quel ruolo?
Forse la risposta sta proprio (anche) qui.
Nota: nello scegliere i corsi verificate sempre CURRICULUM e QUALITA' DEI DOCENTI. La raccolta punti (e lo sappiamo già da tempo), non serve a nessuno, soprattutto a bambini che seguiamo 🙏 Servono corsi PRATICI, con forti fondamenti SCIENTIFICI ma spiegati con l'attuazione OPERATIVA come da chi fa questo lavoro, da anni e con il cuore ☀️
Qui il servizio di REPORT RAI 3
Facebook -> https://www.facebook.com/reel/1268564548627442
Instagram - > https://www.instagram.com/reportrai3/reel/DT8w_S3jwGV/
Facebook
Log in or sign up to view
See posts, photos and more on Facebook.
❤12