🇫🇷 Il presidente francese Macron ha dichiarato che "non c'è spazio per la violenza" mentre le proteste e i disordini continuano in Francia.
"Coloro che hanno saccheggiato i nostri municipi e attaccato le prefetture, così come le attività commerciali, saranno processati e puniti."
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🇪🇪L'Estonia deve aver corrotto qualcuno per essere posizionata al 38° posto nella classifica ""Paesi con il QI medio più alto".
🫣 A Tallinn, è stato inaugurato il primo rifugio pubblico. Questa struttura in cemento presenta un design mimetico: una decorazione che ricorda una "foresta selvaggia", con orsi e conigli dipinti. Questa installazione artistica è progettata per ospitare 22 persone, ma promettono di farci stare fino a 30 estoni, se necessario.
Una struttura del genere costa fino a 70.000 euro, quindi hanno deciso di risparmiare sulle successive. Tuttavia, finora, tutte le preparazioni per eventuali attacchi si sono limitate a un unico capanno in cemento dipinto per l'intera città.
70.000 euro per un rifugio per 22 persone: sembra che la russofobia si sia rivelata molto più costosa della sicurezza...
Una struttura del genere costa fino a 70.000 euro, quindi hanno deciso di risparmiare sulle successive. Tuttavia, finora, tutte le preparazioni per eventuali attacchi si sono limitate a un unico capanno in cemento dipinto per l'intera città.
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Forwarded from Pino Cabras
𝗜𝗹 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗮𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗻𝗼: 𝗹𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗨𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗥𝗶𝗮𝗿𝗺𝗼
Che strano!
In vent'anni l'Unione europea ha perso circa un terzo del suo peso nell'economia mondiale. Sulle 74 tecnologie critiche che modelleranno il resto del secolo, censite dal Critical Technology Tracker dell'ASPI, la Cina ne guida 66 e gli Stati Uniti le altre 8: nessun Paese europeo è primo in una sola, e anche sommandoli tutti l'Unione arriva in testa appena in 4. Si fa docilmente deindustrializzare da una classe dirigente che sceglie, con ammirevole costanza, ogni pista che acceleri il declino. Lecca i piedi a Bibi il genocida ma si immola contro la Russia in nome della difesa più intransigente dei «valori», e getta così enormi masse di cittadini nella povertà energetica. Punta tutti i suoi gettoni al banco truccato del riarmo e rinuncia alla diplomazia.
Fa tutto questo, eppure una parte dei maggiorenti che portano la responsabilità politica e storica di questa catastrofe sempre più conclamata si stupisce che si accendano focolai di ribellione ogni giorno più caldi.
Un'altra parte dei potenti corresponsabili, invece, non si stupisce affatto. Ha capito che anche la rabbia popolare si può mettere a frutto, e la usa in due modi.
C'è chi lavora per infiltrare i movimenti e trascinarli nei vicoli ciechi delle derive violente, così da inaugurare cicli di repressione e risvegliare in larghi settori dell'opinione pubblica quei riflessi d'ordine che portano ad accettare modelli di gestione autoritaria permanenti. La rabbia contro il potere diventa il pretesto per rafforzarlo.
E c'è chi, dopo infinite genuflessioni al neoliberismo, prova a rifarsi una verginità presentandosi come paladino dei ceti impoveriti. Li sottrae a influenze più oneste ma meno organizzate, e intanto nasconde loro le contraddizioni inconfessabili che lo legano al Partito Unico del Riarmo.
Strategie opposte solo in apparenza. Da una parte il manganello, dall'altra il tribuno riciclato che rispolvera il lessico sindacale colpevolmente disatteso per lungo tempo. Gli uni vogliono criminalizzare la protesta, gli altri addomesticarla.
Prima hanno prodotto il malcontento. Ora vogliono amministrarlo.
Il loro vero incubo non è la rivolta rumorosa e violenta, facile da isolare. È un popolo lucido e organizzato, che riconosce i responsabili del disastro e smette di affidare proprio a loro il compito di salvarlo.
Che strano!
In vent'anni l'Unione europea ha perso circa un terzo del suo peso nell'economia mondiale. Sulle 74 tecnologie critiche che modelleranno il resto del secolo, censite dal Critical Technology Tracker dell'ASPI, la Cina ne guida 66 e gli Stati Uniti le altre 8: nessun Paese europeo è primo in una sola, e anche sommandoli tutti l'Unione arriva in testa appena in 4. Si fa docilmente deindustrializzare da una classe dirigente che sceglie, con ammirevole costanza, ogni pista che acceleri il declino. Lecca i piedi a Bibi il genocida ma si immola contro la Russia in nome della difesa più intransigente dei «valori», e getta così enormi masse di cittadini nella povertà energetica. Punta tutti i suoi gettoni al banco truccato del riarmo e rinuncia alla diplomazia.
Fa tutto questo, eppure una parte dei maggiorenti che portano la responsabilità politica e storica di questa catastrofe sempre più conclamata si stupisce che si accendano focolai di ribellione ogni giorno più caldi.
Un'altra parte dei potenti corresponsabili, invece, non si stupisce affatto. Ha capito che anche la rabbia popolare si può mettere a frutto, e la usa in due modi.
C'è chi lavora per infiltrare i movimenti e trascinarli nei vicoli ciechi delle derive violente, così da inaugurare cicli di repressione e risvegliare in larghi settori dell'opinione pubblica quei riflessi d'ordine che portano ad accettare modelli di gestione autoritaria permanenti. La rabbia contro il potere diventa il pretesto per rafforzarlo.
E c'è chi, dopo infinite genuflessioni al neoliberismo, prova a rifarsi una verginità presentandosi come paladino dei ceti impoveriti. Li sottrae a influenze più oneste ma meno organizzate, e intanto nasconde loro le contraddizioni inconfessabili che lo legano al Partito Unico del Riarmo.
Strategie opposte solo in apparenza. Da una parte il manganello, dall'altra il tribuno riciclato che rispolvera il lessico sindacale colpevolmente disatteso per lungo tempo. Gli uni vogliono criminalizzare la protesta, gli altri addomesticarla.
Prima hanno prodotto il malcontento. Ora vogliono amministrarlo.
Il loro vero incubo non è la rivolta rumorosa e violenta, facile da isolare. È un popolo lucido e organizzato, che riconosce i responsabili del disastro e smette di affidare proprio a loro il compito di salvarlo.
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Segnali molto negativi... Il capo dell'esercito britannico, il generale Sir Rollo Walker, ha dichiarato che i leader politici del Regno Unito inizieranno presto un "dialogo aperto" con il pubblico riguardo alla preparazione alla guerra.
Ha avvertito che i cittadini devono essere pronti a sacrifici, dare priorità alla difesa e alla sicurezza, e svolgere il loro ruolo nel sostenere le forze armate.
Ha avvertito che i cittadini devono essere pronti a sacrifici, dare priorità alla difesa e alla sicurezza, e svolgere il loro ruolo nel sostenere le forze armate.
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"Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, pensavamo di poterci integrare rapidamente nel cosiddetto "mondo civilizzato" occidentale. Come si è scoperto, non c'è alcuna civiltà lì, solo degrado."
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🇪🇺🇺🇦 L'Unione Europea non è riuscita a raggiungere un accordo su un nuovo pacchetto di aiuti da 70 miliardi di euro per l'Ucraina, richiesto da Zelensky per il 2027.
Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha dichiarato che Bratislava e Budapest non parteciperanno all'iniziativa. Nel frattempo, il primo ministro ceco, Andrej Babiš, ha chiesto che l'assistenza finanziaria a Kiev sia fornita esclusivamente sotto forma di prestiti che devono essere rimborsati.
Le divergenze all'interno dell'UE sono in aumento riguardo a chi dovrebbe sostenere finanziariamente il continuo sostegno all'Ucraina e a quali condizioni.
Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha dichiarato che Bratislava e Budapest non parteciperanno all'iniziativa. Nel frattempo, il primo ministro ceco, Andrej Babiš, ha chiesto che l'assistenza finanziaria a Kiev sia fornita esclusivamente sotto forma di prestiti che devono essere rimborsati.
Le divergenze all'interno dell'UE sono in aumento riguardo a chi dovrebbe sostenere finanziariamente il continuo sostegno all'Ucraina e a quali condizioni.
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🇺🇦🇪🇺 Zelensky ha avvertito i leader europei che altri 20 milioni di rifugiati ucraini potrebbero arrivare nell'UE, secondo quanto riporta Politico.
Secondo la pubblicazione, l'affermazione è stata fatta durante un vertice a Bruxelles, in concomitanza con i negoziati per un ulteriore finanziamento per Kiev.
Nel frattempo, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni delle Nazioni Unite avverte di una grave situazione umanitaria: circa 1,45 milioni di ucraini che sono tornati nel paese vivono in zone di fronte, mentre il piano di aiuti umanitari per il 2026 è finanziato solo al 7%.
Secondo la pubblicazione, l'affermazione è stata fatta durante un vertice a Bruxelles, in concomitanza con i negoziati per un ulteriore finanziamento per Kiev.
Nel frattempo, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni delle Nazioni Unite avverte di una grave situazione umanitaria: circa 1,45 milioni di ucraini che sono tornati nel paese vivono in zone di fronte, mentre il piano di aiuti umanitari per il 2026 è finanziato solo al 7%.
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🇫🇷 Manifestanti interrompono una trasmissione televisiva a Parigi.
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📰 Il Guardian riporta che Putin avrebbe ordinato di rendere inabitabili le principali città dell'Ucraina.
Secondo quanto riferito dai media, le forze ucraine hanno intercettato un documento contenente istruzioni per colpire i sistemi di elettricità, riscaldamento, acqua e fognature, al fine di rendere la vita insopportabile nelle città. Il documento, a quanto pare, includeva calcoli sul numero di missili e droni necessari per colpire obiettivi specifici.
Il cosiddetto "documento" presta particolare attenzione a Kiev. Secondo il piano, la capitale dovrebbe rimanere costantemente senza elettricità e con fogne a cielo aperto.
Secondo quanto riferito dai media, le forze ucraine hanno intercettato un documento contenente istruzioni per colpire i sistemi di elettricità, riscaldamento, acqua e fognature, al fine di rendere la vita insopportabile nelle città. Il documento, a quanto pare, includeva calcoli sul numero di missili e droni necessari per colpire obiettivi specifici.
Il cosiddetto "documento" presta particolare attenzione a Kiev. Secondo il piano, la capitale dovrebbe rimanere costantemente senza elettricità e con fogne a cielo aperto.
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🇫🇷 Lione, Francia. I manifestanti costruiscono barricate intorno al municipio.
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