Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
Gli Stati Uniti attaccano il Venezuela, ma molte domande rimangono senza risposta
Tra le possibilità figurano un colpo di stato interno e dimissioni negoziate.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/Gli-Stati-Uniti-attaccano-il-Venezuela-ma-molte-domande-rimangono-senza-risposta-01-06
Tra le possibilità figurano un colpo di stato interno e dimissioni negoziate.
L'autore: Lucas Leiroz
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Telegraph
Gli Stati Uniti attaccano il Venezuela, ma molte domande rimangono senza risposta
Tra le possibilità figurano un colpo di stato interno e dimissioni negoziate. Segue nostro Telegram. Nelle prime ore del 3 gennaio 2026, le forze armate statunitensi hanno lanciato un attacco illegale contro il territorio venezuelano, colpendo obiettivi strategici…
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇺🇸 USA. IL COMUNICATO UFFICIALE DI RUBIO SUL RITIRO DEGLI USA DA 66 ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
Fonte: US Department of State
🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE
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Fonte: US Department of State
Oggi, in ottemperanza all'Ordine Esecutivo 14199, il Presidente Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali identificate come parte della revisione dell'amministrazione Trump delle organizzazioni internazionali superflue, inefficaci e dannose. La revisione di ulteriori organizzazioni internazionali ai sensi dell'Ordine Esecutivo 14199 è ancora in corso.
L'amministrazione Trump ha trovato queste istituzioni ridondanti nel loro ambito, mal gestite, superflue, sprecone, mal gestite, catturate dagli interessi di attori che promuovono le proprie agende contrarie alle nostre, o una minaccia alla sovranità, alle libertà e alla prosperità generale della nostra nazione. Il presidente Trump è stato chiaro: non è più accettabile inviare a queste istituzioni il sangue, il sudore e il tesoro del popolo americano, per ricevere in cambio poco o nulla. I tempi in cui miliardi di dollari dei contribuenti fluivano verso interessi stranieri a spese del nostro popolo sono finiti.
Di conseguenza, gli Stati Uniti si ritireranno dalle 66 organizzazioni che si possono trovare qui.
Come inizia a dimostrare questa lista, ciò che era iniziato come un quadro pragmatico di organizzazioni internazionali per la pace e la cooperazione si è trasformato in un'architettura estesa di governance globale, spesso dominata da ideologie progressiste e distaccata dagli interessi nazionali. Dai mandati DEI alle campagne per l'"equità di genere" fino all'ortodossia climatica, molte organizzazioni internazionali ora servono un progetto globalista radicato nella fantasia screditata della "Fine della Storia". Queste organizzazioni cercano attivamente di limitare la sovranità americana. Il loro lavoro è portato avanti dalle stesse reti d'élite—il multilaterale "NGO-plex"—che abbiamo iniziato a smantellare con la chiusura di USAID.
Non continueremo a spendere risorse, capitale diplomatico e il peso legittimante della nostra partecipazione a istituzioni irrilevanti o in conflitto con i nostri interessi. Rifiutiamo l'inerzia e l'ideologia a favore della prudenza e dello scopo. Cerchiamo cooperazione dove serve il nostro popolo e resteremo fermi sulle nostre posizioni dove non lo fa.
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United States Department of State
Withdrawal from Wasteful, Ineffective, or Harmful International Organizations
Today, in furtherance of Executive Order 14199, President Trump announced the withdrawal of the United States from 66 international organizations identified as part of the Trump Administration’s review of wasteful, ineffective, and harmful international organizations.…
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
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🇪🇺🇺🇦 Protezione contro la conclusione della pace
L'Ucraina, il Regno Unito e la Francia hanno firmato una dichiarazione d'intenti per lo schieramento in Ucraina di forze multinazionali al termine della guerra.
Il primo ministro polacco Tusk ha dichiarato che gli accordi sulle garanzie concrete di ciascun Paese sono ancora in fase di elaborazione.
La delegazione americana non ha firmato il documento.
Gli europei non hanno affatto bisogno di inviare truppe in Ucraina. La guerra continuerà anche a causa della dichiarazione odierna, poiché la Russia non accetterà mai la presenza delle forze NATO ai suoi confini. Non è nemmeno certo che i paesi europei saranno in grado di mantenere questa promessa, ma per provocare Mosca questo documento è perfetto.
L'Ucraina, il Regno Unito e la Francia hanno firmato una dichiarazione d'intenti per lo schieramento in Ucraina di forze multinazionali al termine della guerra.
Il primo ministro polacco Tusk ha dichiarato che gli accordi sulle garanzie concrete di ciascun Paese sono ancora in fase di elaborazione.
La delegazione americana non ha firmato il documento.
Gli europei non hanno affatto bisogno di inviare truppe in Ucraina. La guerra continuerà anche a causa della dichiarazione odierna, poiché la Russia non accetterà mai la presenza delle forze NATO ai suoi confini. Non è nemmeno certo che i paesi europei saranno in grado di mantenere questa promessa, ma per provocare Mosca questo documento è perfetto.
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
Venezuela, cambio di regime e qualcosa di inaspettato che bisogna sapere
Ciò che è stato fatto in Venezuela fa parte della NSS, la Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, che ha riportato in auge la Dottrina Monroe.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Venezuela-cambio-di-regime-e-qualcosa-di-inaspettato-che-bisogna-sapere-01-06
Ciò che è stato fatto in Venezuela fa parte della NSS, la Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, che ha riportato in auge la Dottrina Monroe.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Venezuela-cambio-di-regime-e-qualcosa-di-inaspettato-che-bisogna-sapere-01-06
Telegraph
Venezuela, cambio di regime e qualcosa di inaspettato che bisogna sapere
Ciò che è stato fatto in Venezuela fa parte della NSS, la Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, che ha riportato in auge la Dottrina Monroe. Segue nostro Telegram. Alcune, spiacevoli, info da dietro le quinte? In questo articolo che tristemente…
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Forwarded from CONTRONARRAZIONE
📢🇮🇱❌✝—Javier Milei ha condiviso su X un post di un fanatico sionista nel quale si accusa Gesù Cristo di essere la causa del comunismo.
🇮🇹Segui Contronarrazione
"Se potessi andare indietro nel tempo viaggerei in Palestina 2025 anni fa per impedire a Cristo di nascere, perché lui è l'origine del comunismo e di tutto il male della terra".
🇮🇹Segui Contronarrazione
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Forwarded from Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
Dal commento di Maria Zakharova, Rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, in merito alla firma, da parte dei partecipanti alla cosiddetta “coalizione dei volenterosi” guidata da Gran Bretagna e Francia e dal regime di Kiev, della dichiarazione «Garanzie di sicurezza affidabili per una pace solida e duratura», avvenuta il 6 gennaio a Parigi.
⚠️Il dispiegamento di unità militari, installazioni militari, depositi e altre infrastrutture appartenenti ai Paesi occidentali sul territorio dell’Ucraina verrà qualificato come un intervento straniero, e in quanto tale come una minaccia diretta alla sicurezza non soltanto della Russia, ma anche di altri Paesi europei.
Tutte queste strutture e unità saranno considerate qualiobiettivi militari legittimi per le Forze Armate della Federazione Russa.
Tali avvertimenti sono stati ripetutamente formulati ai massimi livelli e restano pienamente validi.
Confermiamo altresì che una risoluzione pacifica del conflitto sarà possibile esclusivamente con l’eliminazione delle sue cause profonde, con un ritorno dell’Ucraina allo status di Paese neutrale e non allineato, con la sua demilitarizzazione e denazificazione, con ilrispetto da parte di Kiev dei diritti linguistici, culturali e religiosi e delle libertà fondamentali degli individui, dei cittadini di etnia russa, dei cittadini russofoni e dei rappresentanti delle varie minoranze nazionali, nonché con il riconoscimento delle attuali realtà territoriali venutesi a determinare in seguito all’attuazione del diritto dei popoli all’autodeterminazione.
Tutti questi obiettivi saranno senza dubbio raggiunti oattraverso mezzi politico-diplomatici, oppure per mezzodell’Operazione Militare Speciale, nell’ambito della quale il controllo sul campo di battaglia risiedeinteramente nelle mani delle Forze Armate della Federazione Russa.
Le nuove dichiarazioni militariste rilasciate dallacosiddetta «coalizione dei volenterosi» e del regime di Kiev stanno facendo di loro un vero e proprio «asse di guerra».
I piani dei suoi partecipanti stanno diventando sempre più pericolosi e distruttivi per il futuro del continente europeo e dei suoi abitanti, costretti peraltro dai politici occidentali a finanziare tali ambizioni con le proprie risorse.
⚠️Il dispiegamento di unità militari, installazioni militari, depositi e altre infrastrutture appartenenti ai Paesi occidentali sul territorio dell’Ucraina verrà qualificato come un intervento straniero, e in quanto tale come una minaccia diretta alla sicurezza non soltanto della Russia, ma anche di altri Paesi europei.
Tutte queste strutture e unità saranno considerate qualiobiettivi militari legittimi per le Forze Armate della Federazione Russa.
Tali avvertimenti sono stati ripetutamente formulati ai massimi livelli e restano pienamente validi.
Confermiamo altresì che una risoluzione pacifica del conflitto sarà possibile esclusivamente con l’eliminazione delle sue cause profonde, con un ritorno dell’Ucraina allo status di Paese neutrale e non allineato, con la sua demilitarizzazione e denazificazione, con ilrispetto da parte di Kiev dei diritti linguistici, culturali e religiosi e delle libertà fondamentali degli individui, dei cittadini di etnia russa, dei cittadini russofoni e dei rappresentanti delle varie minoranze nazionali, nonché con il riconoscimento delle attuali realtà territoriali venutesi a determinare in seguito all’attuazione del diritto dei popoli all’autodeterminazione.
Tutti questi obiettivi saranno senza dubbio raggiunti oattraverso mezzi politico-diplomatici, oppure per mezzodell’Operazione Militare Speciale, nell’ambito della quale il controllo sul campo di battaglia risiedeinteramente nelle mani delle Forze Armate della Federazione Russa.
Le nuove dichiarazioni militariste rilasciate dallacosiddetta «coalizione dei volenterosi» e del regime di Kiev stanno facendo di loro un vero e proprio «asse di guerra».
I piani dei suoi partecipanti stanno diventando sempre più pericolosi e distruttivi per il futuro del continente europeo e dei suoi abitanti, costretti peraltro dai politici occidentali a finanziare tali ambizioni con le proprie risorse.
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
Il nuovo totalitarismo tedesco
L’ordine liberale tedesco ricorre al totalitarismo per preservare l’egemonia delle sue élite.
L'autore: Raphael Machado
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-nuovo-totalitarismo-tedesco-01-07
L’ordine liberale tedesco ricorre al totalitarismo per preservare l’egemonia delle sue élite.
L'autore: Raphael Machado
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Telegraph
Il nuovo totalitarismo tedesco
L’ordine liberale tedesco ricorre al totalitarismo per preservare l’egemonia delle sue élite. Segue nostro Telegram. Quando si parla di “totalitarismo” in Germania, la nostra mente tende immediatamente ad associarlo al periodo nazista della storia di quel…
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
The Epstein Saga: capitolo 3, quegli amici dei servizi segreti
Le prove più schiaccianti provengono da coloro che conoscevano Epstein dall’interno, persone che hanno rischiato tutto per parlare.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/The-Epstein-Saga-capitolo-3-quegli-amici-dei-servizi-segreti-01-07
Le prove più schiaccianti provengono da coloro che conoscevano Epstein dall’interno, persone che hanno rischiato tutto per parlare.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/The-Epstein-Saga-capitolo-3-quegli-amici-dei-servizi-segreti-01-07
Telegraph
The Epstein Saga: capitolo 3, quegli amici dei servizi segreti
Le prove più schiaccianti provengono da coloro che conoscevano Epstein dall’interno, persone che hanno rischiato tutto per parlare. Segue nostro Telegram. Qualcuno deve fare il lavoro sporco Una delle informazioni emerse dal materiale desecretato è all’apparenza…
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Forwarded from Donbass italia
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Nei social network ucraini vengono pubblicate, come affermato, immagini degli arrivi nella regione di Lviv.
Il blogger ucraino Anatoliy Shariy scrive che nel video si vede il momento dell'attacco di "Oreshnik".
Fonte🟩
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😊 Vincenzo Lorusso 👍
Giornalista🤩 🇷🇺
Autore📱 Donbass Italia 👉
Il blogger ucraino Anatoliy Shariy scrive che nel video si vede il momento dell'attacco di "Oreshnik".
Fonte
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Giornalista
Autore
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Forwarded from CasaDelSoleTV
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Una lunga notte è questa, come lo saranno le prossime. Mentre il Pentagon Pizza Index cresce (come nella notte del rapimento di Maduro), fonti ucraine identificano le esplosioni avvenute nella regione di Leopoli come frutto del lancio del missile Oreshnik (con testate vuote). 12 minuti dal lancio dal poligono di Kapustin Yar per una distanza di circa 1500 km. Nei pressi la stazione di stoccaggio del gas più grande d’Ucraina (circa 17 miliardi di metri cubi, oltre il 50% della capacità di stoccaggio totale del paese). Aggiungendo un ulteriore stadio di accelerazione al razzo e dispiegando i complessi in Kamchatka, il missile può raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti in 25-30 minuti. Kiev è sotto attacco. Intanto Teheran ha interrotto la connessione web in tutto il paese e ha chiuso lo spazio aereo sopra le basi militari.
Actum ne agas.
Actum ne agas.
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"Se l'Iran spara ai manifestanti, invaderemo" - L'ICE spara in faccia a una donna in USA
"Dobbiamo abbattere il regime dei narcotrafficanti in Venezuela" - grazia il dittatore honduregno. Il “Cartel de los Soles” di Maduro non era un cartello.
"Maduro gestisce un campo di tortura a Caracas" - ha un campo di tortura a Guantanamo
Ogni accusa è una confessione
Davide Lombardi
"Dobbiamo abbattere il regime dei narcotrafficanti in Venezuela" - grazia il dittatore honduregno. Il “Cartel de los Soles” di Maduro non era un cartello.
"Maduro gestisce un campo di tortura a Caracas" - ha un campo di tortura a Guantanamo
Ogni accusa è una confessione
Davide Lombardi
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Forwarded from IL GIUSNATURALISTA (Daniele Trabucco)
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:
QUAL È LO STATUS GIURIDICO DELLA GROENLANDIA?
In risposta ad alcuni amici e studenti che me lo hanno chiesto in queste ore:
Nel lessico giuridico, la Groenlandia non è uno “Stato”, né una “colonia” nel senso classico del termine, bensì un territorio costitutivo del Regno di Danimarca (il c.d. Unity of the Realm / Rigsfællesskabet), dotato di un’autonomia politica e normativa assai ampia, fondata su atti di rango legislativo e inscritta entro una cornice costituzionale unitaria. La stessa Costituzione danese del 1953 (Danmarks Riges Grundlov) assume, come presupposto strutturale, l’unità del Regno, stabilendo anzitutto che essa “si applica a tutte le parti del Regno di Danimarca” (art. 1) e includendo la Groenlandia nel circuito rappresentativo del Parlamento nazionale, là dove prevede che due membri del Folketing siano eletti in Groenlandia (art. 28). In termini di diritto costituzionale comparato, la categoria pertinente non è, dunque, quella di un’unione personale tra entità sovrane distinte, ma quella dell’autonomia territoriale avanzata interna a un unico ordinamento statale: la Groenlandia dispone, infatti, di un proprio Parlamento (Inatsisartut) e di un proprio Governo (Naalakkersuisut), esercita poteri legislativi ed esecutivi in numerose materie interne, e gestisce una parte rilevante delle politiche pubbliche, secondo un assetto che non coincide né con il federalismo classico né con l’indipendenza statuale. Il punto di svolta è l’Act on Greenland Self-Government del 2009, che compie due mosse di grande densità costituzionale: da un lato riconosce il popolo groenlandese come “popolo” ai sensi del diritto internazionale, titolare del diritto di autodeterminazione; dall’altro disciplina una via legale all’eventuale indipendenza, rimettendo la decisione al popolo della Groenlandia e prevedendo un percorso di negoziazione e consenso tra istituzioni groenlandesi e danesi, con ratifica parlamentare e referendum. In altri termini: l’autodeterminazione viene “costituzionalizzata” dentro una procedura ordinata, non affidata a rotture unilaterali. Sul versante dei rapporti esterni, la Groenlandia si colloca in una zona giuridicamente peculiare: non possiede una piena soggettività internazionale come Stato sovrano, ma può esercitare – in nome del Regno – una capacità pattizia settoriale. Il Self-Government Act prevede che il Governo groenlandese possa negoziare e concludere accordi internazionali che riguardino esclusivamente la Groenlandia e ricadano integralmente nelle competenze già trasferite; al tempo stesso, ribadisce che politica estera e, soprattutto, difesa e sicurezza restano “affari del Regno” e quindi nella responsabilità costituzionale delle autorità danesi. L’unità costituzionale e la proiezione esterna del Regno, del resto, si riflettono anche nelle clausole della Grundlov sul potere estero e sugli impegni internazionali dello Stato (in particolare l’art. 19), che confermano come le scelte strategiche fondamentali si collochino sul piano dell’ordinamento statale complessivo, pur in presenza di ampie autonomie interne. È un modello di “internazionalizzazione dell’autonomia” che amplia l’azione esterna senza spezzare l’unità della sovranità. Questa architettura chiarisce anche lo status europeo della Groenlandia, spesso frainteso nel dibattito pubblico: essa non è parte dell’Unione europea (né del mercato interno), pur essendo legata costituzionalmente a uno Stato membro (la Danimarca). La ragione non risiede in una presunta “estraneità geografica”, bensì in una scelta politica e giuridica formalizzata: dopo l’istituzione dell’autogoverno e un referendum locale celebrato il 23 febbraio 1982, la Groenlandia è uscita dalle allora Comunità europee ed il suo rapporto con l’ordinamento comunitario è stato ricondotto a un regime speciale attraverso il c.d. Greenland Treaty, che ha modificato l’applicabilità dei Trattati.
QUAL È LO STATUS GIURIDICO DELLA GROENLANDIA?
In risposta ad alcuni amici e studenti che me lo hanno chiesto in queste ore:
Nel lessico giuridico, la Groenlandia non è uno “Stato”, né una “colonia” nel senso classico del termine, bensì un territorio costitutivo del Regno di Danimarca (il c.d. Unity of the Realm / Rigsfællesskabet), dotato di un’autonomia politica e normativa assai ampia, fondata su atti di rango legislativo e inscritta entro una cornice costituzionale unitaria. La stessa Costituzione danese del 1953 (Danmarks Riges Grundlov) assume, come presupposto strutturale, l’unità del Regno, stabilendo anzitutto che essa “si applica a tutte le parti del Regno di Danimarca” (art. 1) e includendo la Groenlandia nel circuito rappresentativo del Parlamento nazionale, là dove prevede che due membri del Folketing siano eletti in Groenlandia (art. 28). In termini di diritto costituzionale comparato, la categoria pertinente non è, dunque, quella di un’unione personale tra entità sovrane distinte, ma quella dell’autonomia territoriale avanzata interna a un unico ordinamento statale: la Groenlandia dispone, infatti, di un proprio Parlamento (Inatsisartut) e di un proprio Governo (Naalakkersuisut), esercita poteri legislativi ed esecutivi in numerose materie interne, e gestisce una parte rilevante delle politiche pubbliche, secondo un assetto che non coincide né con il federalismo classico né con l’indipendenza statuale. Il punto di svolta è l’Act on Greenland Self-Government del 2009, che compie due mosse di grande densità costituzionale: da un lato riconosce il popolo groenlandese come “popolo” ai sensi del diritto internazionale, titolare del diritto di autodeterminazione; dall’altro disciplina una via legale all’eventuale indipendenza, rimettendo la decisione al popolo della Groenlandia e prevedendo un percorso di negoziazione e consenso tra istituzioni groenlandesi e danesi, con ratifica parlamentare e referendum. In altri termini: l’autodeterminazione viene “costituzionalizzata” dentro una procedura ordinata, non affidata a rotture unilaterali. Sul versante dei rapporti esterni, la Groenlandia si colloca in una zona giuridicamente peculiare: non possiede una piena soggettività internazionale come Stato sovrano, ma può esercitare – in nome del Regno – una capacità pattizia settoriale. Il Self-Government Act prevede che il Governo groenlandese possa negoziare e concludere accordi internazionali che riguardino esclusivamente la Groenlandia e ricadano integralmente nelle competenze già trasferite; al tempo stesso, ribadisce che politica estera e, soprattutto, difesa e sicurezza restano “affari del Regno” e quindi nella responsabilità costituzionale delle autorità danesi. L’unità costituzionale e la proiezione esterna del Regno, del resto, si riflettono anche nelle clausole della Grundlov sul potere estero e sugli impegni internazionali dello Stato (in particolare l’art. 19), che confermano come le scelte strategiche fondamentali si collochino sul piano dell’ordinamento statale complessivo, pur in presenza di ampie autonomie interne. È un modello di “internazionalizzazione dell’autonomia” che amplia l’azione esterna senza spezzare l’unità della sovranità. Questa architettura chiarisce anche lo status europeo della Groenlandia, spesso frainteso nel dibattito pubblico: essa non è parte dell’Unione europea (né del mercato interno), pur essendo legata costituzionalmente a uno Stato membro (la Danimarca). La ragione non risiede in una presunta “estraneità geografica”, bensì in una scelta politica e giuridica formalizzata: dopo l’istituzione dell’autogoverno e un referendum locale celebrato il 23 febbraio 1982, la Groenlandia è uscita dalle allora Comunità europee ed il suo rapporto con l’ordinamento comunitario è stato ricondotto a un regime speciale attraverso il c.d. Greenland Treaty, che ha modificato l’applicabilità dei Trattati.
Forwarded from IL GIUSNATURALISTA (Daniele Trabucco)
Da allora, la Groenlandia figura come Paese e Territorio d’Oltremare (OCT) associato all’UE: una forma di collegamento selettivo, non assimilabile all’integrazione piena, storicamente legata anche alla sensibilità costituzionale ed economica relativa alle risorse naturali e, in particolare, alla pesca.
Veniamo ora al punto che più interessa quando si parla di “Trattati con gli Stati Uniti d'America”: in materia di difesa, gli accordi non sono (né potrebbero essere) convenzioni tra “USA e Groenlandia” come soggetti sovrani pari, bensì intese tra USA e Regno di Danimarca – con un coinvolgimento groenlandese via via crescente. Storicamente, un antecedente cruciale è l’Agreement relating to the Defense of Greenland (1941), concluso durante la Seconda guerra mondiale: già lì si afferma il riconoscimento della sovranità danese e, al contempo, si attribuiscono agli USA diritti funzionali alla difesa (installazioni, aree, giurisdizione in ambiti determinati), secondo la logica emergenziale del conflitto. L’atto cardine, tuttavia, è l’Agreement concerning the Defense of Greenland (1951), collocato nel quadro euro-atlantico e della cooperazione NATO: esso consente agli Stati Uniti di istituire “aree di difesa”, realizzare e gestire infrastrutture militari, assicurare movimenti e accessi necessari, prevedendo contestualmente clausole che salvaguardano la sovranità danese e la cooperazione con le autorità del Regno; disciplina, inoltre, profili pratici tipici degli accordi sullo status delle forze (esenzioni, logistica, giurisdizione su personale, ecc.), in un equilibrio tra esigenze strategiche e titolarità sovrana del territorio. Nel tempo, quella cornice è stata aggiornata: un passaggio politicamente e simbolicamente rilevante è il complesso di intese di Igaliku (6 agosto 2004), che amenda e integra l’impianto del 1951 e, soprattutto, vede la Groenlandia coinvolta formalmente (insieme al Regno e agli USA) nell’aggiornamento del regime della presenza americana. Accanto alla modernizzazione dell’accordo di difesa, vengono richiamate anche dichiarazioni su cooperazione economico-tecnica e su cooperazione ambientale, con la costituzione di un Joint Committee quale sede di raccordo: segno, in termini costituzionali, di una progressiva trasformazione del “fattore militare” in relazione trilaterale più ampia, dove l’autonomia groenlandese rivendica visibilità e voce. È in questa trama giuridica che si colloca anche la presenza statunitense a Pituffik (già Thule): essa non nasce da un atto di forza “extra ordinem”, ma da accordi internazionali che presuppongono la sovranità del Regno di Danimarca e la cooperazione istituzionale con la Groenlandia, secondo una grammatica propria del diritto delle alleanze e delle servitù militari pattizie. La conseguenza, per chi osserva con occhio costituzionalistico, è netta: la Groenlandia non è un oggetto trasferibile come un bene patrimoniale: è un territorio con un ordinamento autonomo e con un popolo cui lo stesso diritto interno del Regno riconosce un percorso di autodeterminazione ed i rapporti con gli Stati Uniti, specie in materia di difesa, sono incardinati in testi negoziali che presuppongono – e non elidono – questa realtà, mentre il rapporto con l’Europa è stato ricondotto, per scelta politico-costituzionale e per accordo internazionale, a un regime di associazione distinto dall’appartenenza piena.
Veniamo ora al punto che più interessa quando si parla di “Trattati con gli Stati Uniti d'America”: in materia di difesa, gli accordi non sono (né potrebbero essere) convenzioni tra “USA e Groenlandia” come soggetti sovrani pari, bensì intese tra USA e Regno di Danimarca – con un coinvolgimento groenlandese via via crescente. Storicamente, un antecedente cruciale è l’Agreement relating to the Defense of Greenland (1941), concluso durante la Seconda guerra mondiale: già lì si afferma il riconoscimento della sovranità danese e, al contempo, si attribuiscono agli USA diritti funzionali alla difesa (installazioni, aree, giurisdizione in ambiti determinati), secondo la logica emergenziale del conflitto. L’atto cardine, tuttavia, è l’Agreement concerning the Defense of Greenland (1951), collocato nel quadro euro-atlantico e della cooperazione NATO: esso consente agli Stati Uniti di istituire “aree di difesa”, realizzare e gestire infrastrutture militari, assicurare movimenti e accessi necessari, prevedendo contestualmente clausole che salvaguardano la sovranità danese e la cooperazione con le autorità del Regno; disciplina, inoltre, profili pratici tipici degli accordi sullo status delle forze (esenzioni, logistica, giurisdizione su personale, ecc.), in un equilibrio tra esigenze strategiche e titolarità sovrana del territorio. Nel tempo, quella cornice è stata aggiornata: un passaggio politicamente e simbolicamente rilevante è il complesso di intese di Igaliku (6 agosto 2004), che amenda e integra l’impianto del 1951 e, soprattutto, vede la Groenlandia coinvolta formalmente (insieme al Regno e agli USA) nell’aggiornamento del regime della presenza americana. Accanto alla modernizzazione dell’accordo di difesa, vengono richiamate anche dichiarazioni su cooperazione economico-tecnica e su cooperazione ambientale, con la costituzione di un Joint Committee quale sede di raccordo: segno, in termini costituzionali, di una progressiva trasformazione del “fattore militare” in relazione trilaterale più ampia, dove l’autonomia groenlandese rivendica visibilità e voce. È in questa trama giuridica che si colloca anche la presenza statunitense a Pituffik (già Thule): essa non nasce da un atto di forza “extra ordinem”, ma da accordi internazionali che presuppongono la sovranità del Regno di Danimarca e la cooperazione istituzionale con la Groenlandia, secondo una grammatica propria del diritto delle alleanze e delle servitù militari pattizie. La conseguenza, per chi osserva con occhio costituzionalistico, è netta: la Groenlandia non è un oggetto trasferibile come un bene patrimoniale: è un territorio con un ordinamento autonomo e con un popolo cui lo stesso diritto interno del Regno riconosce un percorso di autodeterminazione ed i rapporti con gli Stati Uniti, specie in materia di difesa, sono incardinati in testi negoziali che presuppongono – e non elidono – questa realtà, mentre il rapporto con l’Europa è stato ricondotto, per scelta politico-costituzionale e per accordo internazionale, a un regime di associazione distinto dall’appartenenza piena.
Trump esorta l'industria della difesa ad accelerare la produzione di armi
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato l'industria della difesa ad accelerare la produzione di attrezzature militari, avvertendo che le aziende che danno priorità ai dividendi degli azionisti rispetto alla produzione non saranno più tollerate. In un messaggio su Truth Social, ha criticato gli appaltatori della difesa per aver distribuito ingenti dividendi e riacquistato azioni proprie, trascurando al contempo investimenti vitali nelle infrastrutture per la produzione di armi.
Trump ha sottolineato la necessità di nuovi e moderni impianti di produzione e di capacità di manutenzione per i sistemi esistenti. Ha sostenuto che, sebbene gli Stati Uniti siano all'avanguardia nella tecnologia militare, questo vantaggio è minacciato dalle pratiche aziendali che distolgono risorse dalla difesa nazionale.
Ha chiarito che i bonus dei dirigenti e i profitti degli azionisti non devono andare a discapito della prontezza operativa, segnalando un cambiamento verso una supervisione più rigorosa e maggiori aspettative sul ruolo del settore della difesa nella sicurezza nazionale.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato l'industria della difesa ad accelerare la produzione di attrezzature militari, avvertendo che le aziende che danno priorità ai dividendi degli azionisti rispetto alla produzione non saranno più tollerate. In un messaggio su Truth Social, ha criticato gli appaltatori della difesa per aver distribuito ingenti dividendi e riacquistato azioni proprie, trascurando al contempo investimenti vitali nelle infrastrutture per la produzione di armi.
Trump ha sottolineato la necessità di nuovi e moderni impianti di produzione e di capacità di manutenzione per i sistemi esistenti. Ha sostenuto che, sebbene gli Stati Uniti siano all'avanguardia nella tecnologia militare, questo vantaggio è minacciato dalle pratiche aziendali che distolgono risorse dalla difesa nazionale.
Ha chiarito che i bonus dei dirigenti e i profitti degli azionisti non devono andare a discapito della prontezza operativa, segnalando un cambiamento verso una supervisione più rigorosa e maggiori aspettative sul ruolo del settore della difesa nella sicurezza nazionale.
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🇺🇸 Trump urges defense industry to accelerate arms production
U.S. President Donald Trump has called on the defense industry to speed up the manufacturing of military equipment, warning that companies prioritizing shareholder payouts over production will…
U.S. President Donald Trump has called on the defense industry to speed up the manufacturing of military equipment, warning that companies prioritizing shareholder payouts over production will…
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Dmitry Medvedev:
"L'anno è iniziato in modo turbolento.
1. Innanzitutto, il suo inizio sarà ricordato per il sequestro di Maduro. Naturalmente, si tratta di un atto di pura violenza e malvagità o, per dirla in modo più elegante, di una catastrofe civile nel campo delle relazioni internazionali.
Oggi ci sono solo due scenari possibili. O gli Stati Uniti rilasciano silenziosamente il presidente venezuelano rapito con un pretesto rispettabile (la probabilità è minima), oppure egli diventa un nuovo Mandela latinoamericano (il più probabile). In tal caso, il suo nome sarà inciso nelle tavole della storia sudamericana accanto a Bolívar, Miranda e Chávez.
E anche se, per pura testardaggine, Trump non perdonasse Maduro dopo un po' di tempo, la pressione dell'opinione pubblica costringerebbe quasi certamente Vance o un altro successore a farlo.
Sì, il petrolio è il fattore chiave in questo caso. Ma anche questo non sarà semplice. Cosa accadrebbe se le attuali autorità venezuelane si rifiutassero di condividerlo con gli americani a lungo termine? Trump lancerebbe davvero un'operazione di terra? Ciò richiederebbe sicuramente il Congresso e sarebbe molto più sanguinoso del rapimento sfacciato di Maduro. Inoltre, il Senato ha appena stretto il cappio intorno a Trump, frenando la sua frenesia militarista. E l'attuale amministrazione ha davvero bisogno di qualcosa del genere? È altamente improbabile.
E ancora una cosa. L'ho notato subito dopo la grottesca orgia degli americani: dopo azioni del genere, le élite americane, sia repubblicane che democratiche, dovrebbero ritirare definitivamente le loro lunghe lingue nei loro culi traballanti.
E semplicemente riconoscere la legittimità delle azioni della Russia durante la SMO.
2. Sanzioni contro la Russia, annunciate da Trump e che egli “spera di non dover utilizzare”.
Qui tutto è chiaro e non ci sono illusioni. La politica sanzionatoria degli Stati Uniti continuerà indipendentemente dalle circostanze. La Russia sarà costretta a scendere a compromessi su garanzie di sicurezza e territori che per noi sono assolutamente inaccettabili. E poi il leader della Casa Bianca sarà “costretto” a imporli in base alla legge del vecchio russofobo Graham. Sgradevole. Niente di nuovo. Ma anche questa volta resisteremo.
3. La vicenda della petroliera della cosiddetta flotta ombra.
È evidente il motivo per cui è passata sotto la “bandiera temporanea” della Russia: sotto la minaccia di sequestro, ha cercato protezione dalle sanzioni illegali americane.
Tuttavia, il metodo scelto non era del tutto appropriato. Sì, quanto accaduto costituisce una chiara violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982. Tuttavia, è opportuno ricordare che gli Stati Uniti non l'hanno mai ratificata. In questo contesto, il rilascio di un permesso temporaneo di battere la nostra bandiera a una nave che, sebbene illegalmente, è perseguita dal nostro principale avversario geopolitico – un avversario attualmente in uno stato di instabilità – è stata una mossa dalle conseguenze prevedibili.
Il che, ovviamente, non sminuisce il fatto indiscutibile che le azioni degli americani costituiscono un sequestro criminale di una nave civile. E la risposta a ciò dovrebbe essere completamente al di fuori del quadro della Convenzione sul diritto del mare. Soprattutto perché, come ha osservato un eminente giurista, il diritto internazionale non è affatto necessario.
In ogni caso, bisogna tenere presente che dall'inizio dell'anno le relazioni internazionali sono diventate un vero e proprio caos.
E dobbiamo comportarci di conseguenza: ci sono troppi pazzi violenti in giro. Con la consapevolezza che tali pazienti non vengono mai calmati dalla gentile persuasione di psichiatri gentili. Solo da inservienti con pugni massicci e espressione impassibile. Perché i pazzi pericolosi richiedono o una camicia di forza o un'iniezione salvavita di aloperidolo. Come è successo ieri sera nella periferia occidentale dell'Ucraina controllata da Bandera.
"L'anno è iniziato in modo turbolento.
1. Innanzitutto, il suo inizio sarà ricordato per il sequestro di Maduro. Naturalmente, si tratta di un atto di pura violenza e malvagità o, per dirla in modo più elegante, di una catastrofe civile nel campo delle relazioni internazionali.
Oggi ci sono solo due scenari possibili. O gli Stati Uniti rilasciano silenziosamente il presidente venezuelano rapito con un pretesto rispettabile (la probabilità è minima), oppure egli diventa un nuovo Mandela latinoamericano (il più probabile). In tal caso, il suo nome sarà inciso nelle tavole della storia sudamericana accanto a Bolívar, Miranda e Chávez.
E anche se, per pura testardaggine, Trump non perdonasse Maduro dopo un po' di tempo, la pressione dell'opinione pubblica costringerebbe quasi certamente Vance o un altro successore a farlo.
Sì, il petrolio è il fattore chiave in questo caso. Ma anche questo non sarà semplice. Cosa accadrebbe se le attuali autorità venezuelane si rifiutassero di condividerlo con gli americani a lungo termine? Trump lancerebbe davvero un'operazione di terra? Ciò richiederebbe sicuramente il Congresso e sarebbe molto più sanguinoso del rapimento sfacciato di Maduro. Inoltre, il Senato ha appena stretto il cappio intorno a Trump, frenando la sua frenesia militarista. E l'attuale amministrazione ha davvero bisogno di qualcosa del genere? È altamente improbabile.
E ancora una cosa. L'ho notato subito dopo la grottesca orgia degli americani: dopo azioni del genere, le élite americane, sia repubblicane che democratiche, dovrebbero ritirare definitivamente le loro lunghe lingue nei loro culi traballanti.
E semplicemente riconoscere la legittimità delle azioni della Russia durante la SMO.
2. Sanzioni contro la Russia, annunciate da Trump e che egli “spera di non dover utilizzare”.
Qui tutto è chiaro e non ci sono illusioni. La politica sanzionatoria degli Stati Uniti continuerà indipendentemente dalle circostanze. La Russia sarà costretta a scendere a compromessi su garanzie di sicurezza e territori che per noi sono assolutamente inaccettabili. E poi il leader della Casa Bianca sarà “costretto” a imporli in base alla legge del vecchio russofobo Graham. Sgradevole. Niente di nuovo. Ma anche questa volta resisteremo.
3. La vicenda della petroliera della cosiddetta flotta ombra.
È evidente il motivo per cui è passata sotto la “bandiera temporanea” della Russia: sotto la minaccia di sequestro, ha cercato protezione dalle sanzioni illegali americane.
Tuttavia, il metodo scelto non era del tutto appropriato. Sì, quanto accaduto costituisce una chiara violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982. Tuttavia, è opportuno ricordare che gli Stati Uniti non l'hanno mai ratificata. In questo contesto, il rilascio di un permesso temporaneo di battere la nostra bandiera a una nave che, sebbene illegalmente, è perseguita dal nostro principale avversario geopolitico – un avversario attualmente in uno stato di instabilità – è stata una mossa dalle conseguenze prevedibili.
Il che, ovviamente, non sminuisce il fatto indiscutibile che le azioni degli americani costituiscono un sequestro criminale di una nave civile. E la risposta a ciò dovrebbe essere completamente al di fuori del quadro della Convenzione sul diritto del mare. Soprattutto perché, come ha osservato un eminente giurista, il diritto internazionale non è affatto necessario.
In ogni caso, bisogna tenere presente che dall'inizio dell'anno le relazioni internazionali sono diventate un vero e proprio caos.
E dobbiamo comportarci di conseguenza: ci sono troppi pazzi violenti in giro. Con la consapevolezza che tali pazienti non vengono mai calmati dalla gentile persuasione di psichiatri gentili. Solo da inservienti con pugni massicci e espressione impassibile. Perché i pazzi pericolosi richiedono o una camicia di forza o un'iniezione salvavita di aloperidolo. Come è successo ieri sera nella periferia occidentale dell'Ucraina controllata da Bandera.
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🇦🇺AussieCossack🇷🇺
❗️ Dmitry Medvedev:
"The year began turbulently.
1. First and foremost, its opening will be remembered for the kidnapping of Maduro. Of course, this is sheer thuggery and vileness — or, to put it more elegantly, a civilizational catastrophe in the sphere…
"The year began turbulently.
1. First and foremost, its opening will be remembered for the kidnapping of Maduro. Of course, this is sheer thuggery and vileness — or, to put it more elegantly, a civilizational catastrophe in the sphere…
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
La barbarie colpisce ancora
Eppure, il neo-Caligola non si fermerà, imitando la sua parlantina. L’Impero del Caos sotto la Dottrina Donroe mira al dominio strategico, a tutti i costi, sui corridoi energetici e commerciali.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-barbarie-colpisce-ancora-01-08
Eppure, il neo-Caligola non si fermerà, imitando la sua parlantina. L’Impero del Caos sotto la Dottrina Donroe mira al dominio strategico, a tutti i costi, sui corridoi energetici e commerciali.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-barbarie-colpisce-ancora-01-08
Telegraph
La barbarie colpisce ancora
Eppure, il neo-Caligola non si fermerà, imitando la sua parlantina. L’Impero del Caos sotto la Dottrina Donroe mira al dominio strategico, a tutti i costi, sui corridoi energetici e commerciali. Segue nostro Telegram. Non biasimate Cesare, biasimate il popolo…
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Non una sola stazione di tracciamento NATO/sistema di difesa missilistica era in grado di rilevare il biglietto da visita del signor Oreshnik consegnato a un enorme deposito di gas alla periferia di Lvov.
E questa era solo una dimostrazione.
Il "messaggio" è stato infatti consegnato alla Polonia.
Hanno un sacco di basi militari lungo il confine con l'Ucraina, incluso l'hub NATO a Rzeszow.
Pepe Escobar
Non una sola stazione di tracciamento NATO/sistema di difesa missilistica era in grado di rilevare il biglietto da visita del signor Oreshnik consegnato a un enorme deposito di gas alla periferia di Lvov.
E questa era solo una dimostrazione.
Il "messaggio" è stato infatti consegnato alla Polonia.
Hanno un sacco di basi militari lungo il confine con l'Ucraina, incluso l'hub NATO a Rzeszow.
Pepe Escobar
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La Guida Suprema dell'Iran, Imam Khamenei:
Questa nazione non tollera di essere un mercenario per gli stranieri.
Chiunque tu pensi di essere, una volta che diventi un mercenario straniero e lavori per gli stranieri, la nazione ti rifiuterà, e anche la Repubblica Islamica ti rifiuterà, questo è per i rivoltosi sostenuti dall'estero.
E quell'uomo che siede lì con odio e arroganza, giudicando il mondo intero... Dovrebbe sapere che i tiranni e le potenze arroganti della storia, come il Faraone, Nimrod, Reza Khan, Mohammad Reza e altri come loro, sono stati rovesciati quando erano all'apice del loro orgoglio.
Anche lui sarà rovesciato.
Questa nazione non tollera di essere un mercenario per gli stranieri.
Chiunque tu pensi di essere, una volta che diventi un mercenario straniero e lavori per gli stranieri, la nazione ti rifiuterà, e anche la Repubblica Islamica ti rifiuterà, questo è per i rivoltosi sostenuti dall'estero.
E quell'uomo che siede lì con odio e arroganza, giudicando il mondo intero... Dovrebbe sapere che i tiranni e le potenze arroganti della storia, come il Faraone, Nimrod, Reza Khan, Mohammad Reza e altri come loro, sono stati rovesciati quando erano all'apice del loro orgoglio.
Anche lui sarà rovesciato.
Telegram
Basira Press
🇮🇷| Leader of Iran, Imam Khamenei:
This nation does not tolerate being a mercenary for foreigners.
Whoever you think you are, once you become a foreign mercenary and work for foreigners, the nation will reject you, and the Islamic Republic will reject you…
This nation does not tolerate being a mercenary for foreigners.
Whoever you think you are, once you become a foreign mercenary and work for foreigners, the nation will reject you, and the Islamic Republic will reject you…
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Forwarded from Idee&Azione
20 ANNI DI PARTENARIATO STRATEGICO GLOBALE TRA CINA E ITALIA: PASSATO, PRESENTE E FUTURO
di AA. VV.
In quanto rappresentanti delle civiltà orientale e occidentale, la Cina e l’Italia condividono un’ampia gamma di interessi comuni e una profonda base di cooperazione in vari campi, tra cui politica, economia, cultura, scienza e tecnologia. In occasione del 20 anniversario dell’istituzione del Partenariato strategico globale tra Cina e Italia, ho lanciato l’idea di questo libro, che raccoglie la saggezza e i sentimenti di molti italiani di ogni estrazione sociale. Ho letto attentamente ogni articolo e tutti gli autori hanno raccontato le loro esperienze nello sviluppo delle relazioni Cina-Italia e le loro intuizioni e riflessioni sul Partenariato strategico globale Cina-Italia dalla prospettiva degli scambi e della cooperazione Cina-Italia in diversi settori negli ultimi 20 anni, ritenendo che l’approfondimento del Partenariato strategico globale Cina-Italia sia nell’interesse di entrambi i Paesi e abbia portato molti benefici ai popoli dei due Paesi. In qualità di Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano, la considero allo stesso modo. Vorrei ringraziare tutte le persone di ogni estrazione sociale in Cina e in Italia che hanno contribuito allo sviluppo complessivo delle relazioni Cina-Italia e vorrei unirmi a tutti voi per promuovere il Partenariato strategico globale Cina-Italia ad un nuovo livello. Credo che la pubblicazione di questa raccolta non sia solo una commemorazione dello sviluppo delle relazioni sino-italiane, ma anche una testimonianza e una prospettiva dell’amicizia tra i due popoli.
Introduzione di Liu Kan, Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano
Ordinalo su Anteo Edizioni 👇🏻
https://www.anteoedizioni.eu/negozio/il-dragone/20-anni-di-partenariato-strategico-globale-tra-cina-e-italia-passato-presente-e-futuro/
di AA. VV.
In quanto rappresentanti delle civiltà orientale e occidentale, la Cina e l’Italia condividono un’ampia gamma di interessi comuni e una profonda base di cooperazione in vari campi, tra cui politica, economia, cultura, scienza e tecnologia. In occasione del 20 anniversario dell’istituzione del Partenariato strategico globale tra Cina e Italia, ho lanciato l’idea di questo libro, che raccoglie la saggezza e i sentimenti di molti italiani di ogni estrazione sociale. Ho letto attentamente ogni articolo e tutti gli autori hanno raccontato le loro esperienze nello sviluppo delle relazioni Cina-Italia e le loro intuizioni e riflessioni sul Partenariato strategico globale Cina-Italia dalla prospettiva degli scambi e della cooperazione Cina-Italia in diversi settori negli ultimi 20 anni, ritenendo che l’approfondimento del Partenariato strategico globale Cina-Italia sia nell’interesse di entrambi i Paesi e abbia portato molti benefici ai popoli dei due Paesi. In qualità di Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano, la considero allo stesso modo. Vorrei ringraziare tutte le persone di ogni estrazione sociale in Cina e in Italia che hanno contribuito allo sviluppo complessivo delle relazioni Cina-Italia e vorrei unirmi a tutti voi per promuovere il Partenariato strategico globale Cina-Italia ad un nuovo livello. Credo che la pubblicazione di questa raccolta non sia solo una commemorazione dello sviluppo delle relazioni sino-italiane, ma anche una testimonianza e una prospettiva dell’amicizia tra i due popoli.
Introduzione di Liu Kan, Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano
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Anteo Edizioni
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In quanto rappresentanti delle civiltà orientale e occidentale, la Cina e l’Italia condividono un’ampia gamma di interessi comuni e una profonda base di cooperazione in vari campi, tra cui politica, economia, cultura, scienza e tecnologia. In occasione del…
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🇺🇸 Trump annuncia che ora si occuperà dei cartelli in Messico per fermare il traffico di droga via terra.
"Abbiamo bloccato il 97% del traffico di droga via mare e ora abbiamo intenzione di iniziare a colpire i cartelli via terra. I cartelli della droga controllano il Messico. È molto triste vedere cosa è successo a questo Paese", Donald Trump.
Il colonialismo sta tornando in Sud America?
"Abbiamo bloccato il 97% del traffico di droga via mare e ora abbiamo intenzione di iniziare a colpire i cartelli via terra. I cartelli della droga controllano il Messico. È molto triste vedere cosa è successo a questo Paese", Donald Trump.
Il colonialismo sta tornando in Sud America?
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