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🇾🇪🇸🇦 LE RAGIONI DEGLI HOUTHI: PARLA IL MINISTRO DEGLI ESTERI DI SANA’A

Lo Yemen è tornato al centro degli equilibri regionali. Nelle ultime settimane, l’offensiva condotta dalle forze di Ansar Allah lungo la costa occidentale ha portato alla conquista del porto strategico di Mokha e all’estensione del controllo di Sana’a verso lo stretto di Bab al-Mandab e le isole del Mar Rosso, uno dei principali snodi del commercio marittimo mondiale.

Gli scontri segnano una nuova fase della guerra yemenita, accompagnata da una rinnovata escalation con l’Arabia Saudita e inserita in un quadro regionale già profondamente trasformato dalla guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele.

Per questo motivo ho intervistato per Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici Abdulwahid Abu Ras, ministro degli Esteri ad interim del governo di Sana’a, per discutere degli obiettivi dell’offensiva, del futuro del Bab al-Mandab, dei rapporti con Riyadh e Teheran e, più in generale, della strategia politica di Ansar Allah.

Abu Ras sostiene che l’offensiva sia nata in risposta alla concentrazione di 38 brigate di forze sostenute dall’Arabia Saudita, che avrebbero avuto come obiettivo Hodeidah. Secondo il ministro, l’operazione doveva inizialmente rimanere limitata, ma il collasso delle forze avversarie avrebbe portato Sana’a a occupare e mettere in sicurezza i territori conquistati. Respinge inoltre l’interpretazione secondo cui l’avanzata sarebbe stata determinata dalla più ampia guerra regionale.

Uno dei temi centrali dell’intervista è naturalmente il Bab al-Mandab. Abu Ras afferma che Sana’a disponeva già da anni della capacità di sorvegliare e colpire obiettivi nel Mar Rosso e nello stretto e sostiene quindi che le recenti conquiste territoriali non abbiano modificato radicalmente le sue capacità militari. Soprattutto, nega che Ansar Allah intenda chiudere lo stretto e afferma che Sana’a è favorevole alla libera navigazione e alla sicurezza del Mar Rosso.

Sul fronte saudita, il ministro sostiene che una soluzione negoziata sia ancora possibile. Le richieste avanzate da Sana’a sono la revoca del blocco, la riapertura dell’aeroporto e dei porti yemeniti, l’accesso alle risorse petrolifere e di gas del Paese e la fine dell’interferenza saudita negli affari interni dello Yemen. Abu Ras accusa inoltre Riyadh di non avere attuato la road map concordata alla fine del 2022.

Abbiamo affrontato anche uno dei temi più controversi: il rapporto tra Ansar Allah e l’Iran. Abu Ras riconosce apertamente l’esistenza di interessi comuni, cooperazione e di un’alleanza all’interno dell’«Asse della Resistenza», che comprende Iran, Hezbollah, forze irachene e palestinesi, ma respinge l’idea che ciò comporti una subordinazione di Sana’a a Teheran. Secondo il ministro, ogni componente dell’Asse conserva le proprie specificità e la propria autonomia.

Nell’intervista Abu Ras espone inoltre la posizione di Sana’a sulla guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele, sostenendo l’accordo recentemente firmato a Islamabad e attribuendo agli effetti economici interni negli Stati Uniti — in particolare l’aumento dei prezzi energetici e le interruzioni delle catene di approvvigionamento — un ruolo nella sospensione delle ostilità.

Netta anche la posizione sulla Palestina: Abu Ras indica come obiettivo la fine dell’occupazione israeliana e la «liberazione della Palestina per i palestinesi, dal fiume al mare», delineando quindi una prospettiva che va ben oltre una soluzione fondata semplicemente sulla nascita di uno Stato palestinese nei territori occupati nel 1967.

Infine, abbiamo discusso del futuro dello stesso Yemen. Abu Ras afferma che Ansar Allah è disposto a dialogare con le altre componenti politiche del Paese, comprese quelle dei governatorati meridionali, per raggiungere una soluzione condivisa sulla futura gestione dello Stato. Per la politica estera, indica come principi fondamentali il rispetto reciproco, gli interessi comuni e la costruzione di relazioni eque con i Paesi vicini e con le potenze internazionali.

📖 Intervista completa, «Le ragioni degli Houthi», su Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici:
👉 https://eurasia-rivista.com/le-ragioni-degli-houthi/

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LA NATO, LA CORRUZIONE E IL NEONAZISMO SONO I NEMICI DELL'UCRAINA, NON LA RUSSIA
di Redazione di Strategic Culture


Ma questa verità non può essere ammessa dagli ideologi occidentali e dai media da loro controllati, che persistono nelle loro fantasie russofobiche nonostante la distruzione e la sofferenza scatenate e il pericolo molto reale che in Europa scoppi una guerra totale. Le élite occidentali sono disposte a indulgere in ogni sorta di male nel tentativo di sconfiggere la Russia. L’Ucraina è stata completamente distrutta dagli obiettivi imperialisti occidentali. Eppure, è la Russia ad essere additata come la cattiva in questa orrenda e criminale impresa.

Continua qui https://telegra.ph/La-NATO-la-corruzione-e-il-neonazismo-sono-i-nemici-dellUcraina-non-la-Russia-09-21
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L'EUROPA E IL CONFLITTO IN UCRAINA: UN CONTESTO STORICO IN EVOLUZIONE
di Timofei Bordachev


Nel corso della crisi politico-militare che coinvolge l’Ucraina, la posizione dell’Europa occidentale è rimasta ambigua. Da un lato, i suoi leader si oppongono alla Russia con le parole e con i fatti, ricorrendo a ogni mezzo a loro disposizione; dall’altro, proclamano continuamente il desiderio di avviare un dialogo diplomatico. Bisogna ammettere che, se si consultano i libri di storia della politica internazionale europea, si constata che tale ambiguità non ha nulla di particolarmente nuovo.

Continua qui https://telegra.ph/LEuropa-e-il-conflitto-in-Ucraina-un-contesto-storico-in-evoluzione-09-21
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Forwarded from Idee&Azione
PERCORRENDO IL SENTIERO DI MARCO POLO
di Wang Miao e Shi Baoxiu



Questo è il racconto di un viaggio in jeep che inizia a mezza estate dal Passo Kunjirap nell’altopiano del Pamir, attraversa Xinjiang, Qinghai, Gansu, Ningxia, Mongolia Interna ed Hebei per giungere, in autunno, nelle pianure della Cina settentrionale, a Pechino. 12.000 chilometri di fatiche, incognite e scoperte, incontrando Tajiki, Uiguri, Tus, Hui, Mongoli e Han, osservando stili di vita e scenari naturali. Bussola del viaggio è il racconto del Il Milione di Marco Polo che, partito nel 1271 da Venezia, soggiornò presso la corte di Kublai Khan, ebbe l’incarico di varie missioni e ritornò in patria nel 1295.
Gli autori – viaggiatori, Wang Miao e Shi Baoxiu, sono ben equipaggiati e motivati, hanno il contributo dell’Università di Wuhan, del Prof. Li Han e del Prof. Yang Zhijiu, esperto di Marco Polo presso l’Università di Tianjin. Sanno che è impresa quasi impossibile ripetere dopo 700 anni l’esperienza del viaggiatore veneziano, perché nel corso degli anni la geografia cambia. gli insediamenti umani si spostano e rimangono solo le tracce di rovine, siti archeologici e grotte di monaci… e possono verificare che la gente è accogliente, disponibile a parlare di tradizioni e costumi locali e aiutare ad orientarsi. Scopo finale del loro viaggio è d’altronde dimostrare non tanto la veridicità totale del Il Milione, ma piuttosto che siamo tutti debitori a Marco Polo del primo racconto della civiltà cinese al mondo occidentale.
A conclusione, breve saggio di Maria Morigi su due “Viaggi in Occidente”, del VII e XVI secolo, con una rotta invertita rispetto a Marco Polo.

Prefazione di Jia Guide, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia
Traduzione e curatela di Paolo Marcenaro

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Eurolager. Ma non è una birra

Prosegue la serie di contributi dedicata ai temi in cui più pervasiva ed efficace risulta la strategia totalitaristica delle forze euro-globaliste. Autore dei contributi è uno tra i più noti studiosi di biodiritto internazionale, il prof. Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, ex Vicepresidente del Comitato Nazionale per la Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, attualmente, presidente dell'European Centre for Science, Ethics and Law (ECSEL) e del Comitato…
https://comedonchisciotte.org/eurolager-ma-non-e-una-birra/
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Forwarded from IL GIUSNATURALISTA (Daniele Trabucco)
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

IL POTERE AUTORITARIO COMINCIA QUANDO LE PAROLE SMETTONO DI SIGNIFICARE

La forma più sottile del dominio non consiste nel vietare le parole, ma nel sequestrarne il significato, trasformandole da strumenti del giudizio in dispositivi di obbedienza. Aggressore e vittima, vax e no vax, scienza e antiscienza, negazionista e responsabile, democratico e fascista, inclusivo e discriminatorio, progresso e reazione, tolleranza e odio finiscono così per non descrivere più una realtà da comprendere, ma per imporre in anticipo la sentenza con cui quella realtà dovrà essere giudicata. È precisamente qui che il linguaggio diventa ideologico. Non quando nomina le cose, ma quando pretende di sostituirsi ad esse. Non quando distingue, ma quando impedisce di distinguere ulteriormente. La parola, invece di essere il termine di un giudizio razionale, ne diventa il surrogato, così che non occorre più dimostrare che qualcuno abbia torto, basta chiamarlo negazionista, non occorre confutarne l’argomento, basta dichiararlo antiscientifico, non occorre accertare la natura di un fatto, basta assegnargli il nome moralmente autorizzato. L’inversione è radicale, perché nell’ordine della ragione viene prima la realtà, poi il giudizio, infine il nome. Nell’ordine ideologico accade il contrario. Prima viene il nome, poi l’obbligo di vedere la realtà secondo quel nome. È una violenza intellettuale tanto più efficace quanto meno appare come violenza, perché non chiude la bocca, ma decide preventivamente quale lingua sia lecito parlare. Una civiltà comincia a corrompersi quando le parole non ricevono più il proprio significato dalle cose, ma da chi possiede il potere di autorizzarle. Da quel momento il linguaggio non serve più la verità, la amministra. E quando la verità viene amministrata, il pensiero è già diventato suddito.
Forwarded from Idee&Azione
LA SOCIETÀ CINESE CONTEMPORANEA

La Società Cinese Contemporanea è un volume che permette al lettore di comprendere le dinamiche del passato recente e le prospettive future della Repubblica Popolare Cinese. Attraverso un’analisi approfondita, corroborata da dati storici e proiezioni statistiche, il testo mostra i grandi progressi compiuti dalla Cina nel nuovo millennio in ambiti come l’eliminazione della povertà assoluta, lo sviluppo della produzione agricola e industriale, la diffusione della copertura sanitaria e l’universalizzazione del sistema educativo, ma allo stesso tempo mette in risalto le sfide che il Paese dovrà affrontare in futuro, come quelle dell’inevitabile invecchiamento demografico e di uno sviluppo che sia coerente con la preservazione ecologica, che richiederanno adeguate risposte politiche al fine di non mettere a repentaglio i traguardi raggiunti ad oggi.
Il testo qui presentato non è dunque un’agiografia acritica della Repubblica Popolare Cinese, ma anzi dimostra come la leadership sia pienamente consapevole dei propri limiti e delle sfide che il Paese dovrà impegnarsi ad affrontare al fine di continuare il proprio percorso di sviluppo. Solo attraverso l’analisi della situazione concreta e l’autocritica è infatti possibile migliorarsi e rinnovarsi incessantemente, per fare in modo che la Cina raggiunga l’obiettivo del ringiovanimento nazionale nella nuova era e possa diventare un Paese socialista moderatamente prospero entro la metà del secolo.
La prefazione è a cura del prof. Fabio Massimo Parenti.


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Il bollo di Giorgia La Qualunque

Di Lorenzo Maria Pacini per Strategic-Culture.su
C’è qualcosa di profondamente istruttivo, e insieme irresistibilmente grottesco, nella maniera con cui il Governo Meloni ha deciso di presentare l’operazione sul bollo auto: non tanto perché togliere una tassa sia, in sé, una cattiva idea, quanto perché l’Italia contemporanea sembra ormai aver trasformato la politica fiscale in una specie di teatro stagionale
C’è qualcosa di profondamente istruttivo, e insieme irresistibilmente grottesco, nella maniera con cui il…
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Lo spazio appartiene all’umanità: la sfida della governance oltre la nuova corsa alla conquista

Il vertice internazionale di Parigi ha mostrato quanto lo spazio sia ormai decisivo per economia, sicurezza e sviluppo. La sfida è impedire che orbite, frequenze, dati e risorse diventino patrimonio di pochi Stati e grandi gruppi privati, costruendo invece una governance realmente universale.

L'autore: Giulio Chinappi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Lo-spazio-appartiene-allumanità-la-sfida-della-governance-oltre-la-nuova-corsa-alla-conquista-09-21
BRICS+ 2026, la riforma impossibile e la riforma necessaria

Le riforme scadute, nella storia delle istituzioni, raramente arrivano dall’interno e piuttosto arrivano quando all’esterno è cresciuto abbastanza peso da rendere l’interno irrilevante.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/BRICS-2026-la-riforma-impossibile-e-la-riforma-necessaria-09-21
🇺🇦📰 Wall Street Journal: L’Ucraina sta valutando la legalizzazione dell’industria del porno per rimpinguare il proprio bilancio militare

Eppure un tempo l’Ucraina era una superpotenza agricola che riforniva di generi alimentari tutta l’Europa, il primo Paese d’Europa per popolazione, anello di congiunzione tra l’UE e la Russia, e ora... Il Paese del porno
Ventotene trasformata in tribuna euro-atlantica: la «democrazia» al servizio della contrapposizione geopolitica

La seconda «Conferenza europea di Ventotene per la libertà e la democrazia» ha utilizzato il prestigio simbolico dell’isola e una significativa copertura istituzionale per proporre una lettura rigidamente euro-atlantica del mondo, nella quale gli avversari dell’Occidente sono stati sistematicamente associati ad autocrazia, repressione e minaccia.

L'autore: Giulio Chinappi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Ventotene-trasformata-in-tribuna-euro-atlantica-la-democrazia-al-servizio-della-contrapposizione-geopolitica-09-22
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
Media is too big
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🇷🇺⚡🇺🇦🇪🇺🇺🇸 La Russia non interromperà l'operazione militare speciale durante il periodo dei negoziati.

"Anche se l'Europa lo desidera, con lo stesso obiettivo semplicistico di ottenere una tregua e rifornire gli arsenali militari esausti del regime di Kiev, che ormai da tempo, per disperazione, è passato a metodi apertamente terroristici."

Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov

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❗️Spegni i fake media. Segui l'AntiDiplomatico:
t.me/lantidiplomatico
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IL SISTEMA LIBERALBUROCRATICO
di Roberto Pecchioli


Un conoscente, animatore della Pro Loco di un borgo dell’entroterra, lamenta infastidito quanto sia difficile organizzare l’annuale sagra paesana. Non per mancanza di fondi, di volontari o di interesse, ma per lo schiacciante, devastante potere della burocrazia. Settimane di lavoro per ottenere permessi, compilare moduli, soddisfare le richieste di innumerevoli uffici e istituzioni, organizzare ogni evento secondo una quantità esorbitante di norme, circolari, regolamenti. Tutto per qualche giornata di festa nella società che si vanta di essere la più libera della storia. Non è vero, come chiunque sa per esperienza diretta. Viviamo nel sistema liberalburocratico, un dispotismo a norma di legge.

Continua qui https://telegra.ph/Il-sistema-liberalburocratico-09-23
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Il Presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf:

“Il Presidente Pezeshkian ha parlato non solo a nome di un governo, ma di una civiltà millenaria. È stato la voce potente di coraggio, resistenza e forza della Repubblica Islamica dell'Iran. Viva la fiera e resistente nazione iraniana”.

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario: https://t.me/iranislamico
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TRUMP HA RITIRATO GLI STATI UNITI DAL MEDIO ORIENTE, RIVOLGENDO ORA LA PROPRIA ATTENZIONE ALL’UCRAINA E A BURNHAM
di Martin Jay


L’errore commesso da Trump riguardo all’Iran è costato agli Stati Uniti l’intera presenza in Medio Oriente, dove tradizionalmente collaboravano con i paesi del CCG? Attualmente, tutti gli occhi sono puntati sull’Arabia Saudita e sulla situazione disperata in cui si è cacciato un giovane principe ereditario – nonché sulla recente notizia secondo cui Trump non lo sosterrebbe nel suo conflitto con gli Houthi.

Continua qui https://telegra.ph/Trump-ha-ritirato-gli-Stati-Uniti-dal-Medio-Oriente-rivolgendo-ora-la-propria-attenzione-allUcraina-e-a-Burnham-09-23
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Forwarded from Giubbe Rosse
Zelensky si è presentato all’incontro con Trump sotto l’influenza di sostanze narcotiche. Questo patetico tossico non riesce più a controllarsi nemmeno in pubblico. Eppure, questa nullità è considerata dal collettivo Occidente come un difensore della democrazia.

Mel Gibson, X

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Forwarded from Giuseppe Salamone
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🔴 PEZESHKIAN REGALA A PARMELIN UN LIBRO SUI CRIMINI USA - ISRAELE

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha regalato al presidente svizzero Guy Parmelin un libro intitolato “Gli aiuti americani al popolo iraniano”.

Il volume contiene immagini dei crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti e da israele contro l’Iran, comprese le foto dell’attacco criminale alla scuola di Minab.

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Forwarded from Idee&Azione
UNA BREVE STORIA DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE
a cura di Zhang Xingxing


Una breve Storia della Repubblica Popolare Cinese offre un resoconto conciso, anche se completo, della intensa storia, dei grandi risultati e della preziosa esperienza storica della nazione cinese nel settantennio dalla fondazione della Repubblica Popolare. Il testo rispecchia le lotte e pratiche del Partito Comunista Cinese e del popolo cinese nel corso di questi decenni e fornisce spiegazioni per la logica interna implicata nei grandi cambiamenti storici avvenuti durante questo periodo. Leggere e assimilare i contenuti di questo volume aiuterà la comunità internazionale a comprendere i vantaggi del percorso, della teoria, del sistema e della cultura del “socialismo con caratteristiche cinesi”, che è il vero motore e la forza propulsiva dietro le conquiste storiche accumulate dalla Cina a partire dal 1949 fino ad oggi.

Prefazione di Liu Kan, Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano

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