Idee&Azione
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Quotidiano indipendente per trasformare il pensiero in azione.
Canale ufficiale del Movimento Internazionale Eurasiatista in Italia.
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Nell’Epoca dei BRICS: da New Delhi al futuro

È l’ora di fare una proclamazione: benvenuti nell’epoca dei BRICS. Il Multipolarismo è il futuro.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/NellEpoca-dei-BRICS-da-New-Delhi-al-futuro-09-23
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Un mondo capovolto

Le civiltà sono in grado di riunire i frammenti delle intuizioni e delle conoscenze del passato per fornire il contesto grazie al quale rendere nuovamente comprensibile il discorso morale?

L'autore: Alastair Crooke

L'articolo completo: https://telegra.ph/Un-mondo-capovolto-09-24
🇪🇺 Kaja Kallas ha comunicato che gli Stati membri dell’Unione Europea hanno concordato le condizioni per lo stanziamento di 6,6 miliardi di euro a favore dell’Ucraina a titolo del Fondo europeo per la pace.

"900 milioni di euro saranno destinati alla missione dell’UE per fornire assistenza militare all’Ucraina. 1 miliardo di euro servirà a finanziare nuovi acquisti congiunti di equipaggiamento militare. Altri 4,7 miliardi di euro sono destinati al rimborso delle spese sostenute dagli Stati membri, alcuni dei quali hanno già dichiarato che destineranno la propria quota all’Ucraina", ha scritto Kallas sul social network X.


Nessuno potrà mai verificare dove andranno realmente a finire questi soldi dei cittadini dell’UE; se Zelensky, attraverso la sua banda di corrotti – in cui si è trasformato il governo ucraino – guadagna miliardi grazie alla guerra, non è difficile immaginare quanto ci guadagnino i suoi «sponsor».

Questo è un altro motivo per cui faranno di tutto per non porre fine alla guerra. Voi rinuncereste a un guadagno di miliardi di euro?...
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Forwarded from CasaDelSoleTV
https://www.youtube.com/watch?v=LqBKfqNMGRc

🎙️ A Levante questa sera, 25 settembre 2026, alle 19 in diretta, il Golfo entra nella sua fase decisiva: l'Arabia Saudita esporta ai minimi da tredici anni, Ansarallah controlla Bab al-Mandab, l'oleodotto Est-Ovest riapre a capacità ridotta sotto minaccia permanente e Washington, invece di difendere il suo cliente, apre un canale con chi gli spara addosso.

🗣️ Ne discutono Lorenzo Maria Pacini, professore di filosofia politica e geopolitica, e Margherita Furlan, giornalista e direttrice di Casa del Sole TV, ospiti di Jeff Hoffman.

🔻 Che cosa succede quando la potenza che garantisce la sicurezza dei suoi clienti smette di poterla garantire
🛢️ Bab al-Mandab e Hormuz: due strozzature a duemila chilometri di distanza, nelle mani dello stesso asse
🚀 Missili su Mecca, Yanbu e Taif: e a Taif ci sono i caccia italiani
🇪🇺 Londra manda i rifornimenti in volo, Parigi manda uomini e radar: l'Europa difende i terminali altrui e paga l'energia più cara del mondo industrializzato
🇮🇹 «Non siamo in guerra con l'Italia, ma che cosa ci fanno i vostri aerei in Arabia Saudita?»: il messaggio di Sanaa con cui nessun telegiornale ha aperto
🧭 Multipolarismo a mano armata: quali limiti ha una transizione che passa per i blocchi navali
🔎 Che cosa distingue un fatto verificato da un'attribuzione, anche quando l'ipotesi ci piace

📚 I LIBRI DI LORENZO MARIA PACINI
📗 Myanmar. Nella terra dorata, Anteo Edizioni, 2025 (disponibile anche in edizione inglese, Myanmar. In the golden land)
📘 Dugin e Platone, Settimo Sigillo, 2023
📙 Cantare amantis est. Bene, bellezza e musica in sant'Agostino da Ippona, Il Cerchio, 2022

📖 I LIBRI DI MARGHERITA FURLAN ♟️ BRICS Scacco Matto (disponibile in italiano, inglese e russo)

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La democrazia al costo di 5000 dollari

L’elettorato americano ha la memoria corta e le tasche vuote: una combinazione che i venditori di illusioni conoscono fin troppo bene.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-democrazia-al-costo-di-5000-dollari-09-24
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🇸🇦 🇺🇸 WaPo: I servizi di intelligence statunitensi ritengono che l'Arabia Saudita non abbia escluso la possibilità di sviluppare un programma di armi nucleari.

Questa valutazione arriva nel momento in cui il Congresso sta esaminando un accordo civile nucleare tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, che dovrebbe sostenere importanti progetti nel settore dell'energia nucleare nel regno.

L'accordo ha sollevato preoccupazioni in alcuni membri del Congresso e tra esperti della non proliferazione a causa delle sue disposizioni relative all'arricchimento dell'uranio e alle misure di sicurezza.
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Veniamo quotidianamente bombardati da una propaganda aberrante che ci racconta dell'imminenza degli attacchi russi alle infrastrutture europee (e per carità, considerando il ruolo NATO negli attacchi ucraini in suolo russo, sarebbe anche in qualche modo comprensibile, di certo non auspicabile per noi), di attacchi via mare a Spagna, Italia e Grecia, di Cavo Dragone che presenta 5000 pagine di piani per contrastare l'attacco russo sul fianco orientale della NATO (probabile quanto un asino che vola). Nessuno prende atto del fatto che, ad oggi, gli unici ad aver attaccato infrastrutture europee (senza nessuna reale conseguenza) sono stati gli ucraini (il gasdotto Nord Stream), con sommo entusiasmo (e complicità) dell'egemone NATO (gli USA) e dei suoi progetti di deindustrializzazione continentale. Ora, dovremmo quantomeno chiederci: come siamo arrivati a questa situazione drammatica se non ancora tragica? Le ipotesi sono essenzialmente due (come afferma pure il prof. Zhok): o le nostre classi dirigenti sono un concentrato di puro spirito collaborazionista, vendute a ben precise élite di potere transatlantiche (soprattutto anglo-americane); oppure c'è davvero qualcuno che ha pensato di trascinare le Russia in un simile conflitto per indebolirla e trasformarla in ciò che era già negli anni '90 (un territorio di preda per le multinazionali occidentali) e sopperire così alla scarsità di risorse europee. In entrambi i casi, a mio modo di vedere, sta andando molto male.


Daniele Perra
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🇪🇺🇮🇸 L’Islanda ha sfidato il modello europeo

L’Islanda ha detto «no» alla ripresa dei negoziati per l’adesione all’UE. Al referendum, il 52,8% ha votato contro, con un’affluenza record dell’82,5%. Eppure il Paese partecipa già al mercato unico europeo e segue gran parte delle sue regole economiche.

È proprio questo il punto centrale della decisione. Gli islandesi non hanno rifiutato la cooperazione con l’Europa: hanno respinto un’ulteriore integrazione politica che avrebbe comportato il trasferimento di ulteriori competenze a Bruxelles.

Particolarmente delicata è la questione della pesca: il settore rappresenta quasi il 10% del PIL islandese e circa la metà delle esportazioni. L’ingresso nell’UE avrebbe significato l’applicazione della politica comune della pesca e l’accesso delle flotte europee alle acque islandesi.

Il paradosso è evidente: è possibile beneficiare dei vantaggi del mercato europeo senza accettare automaticamente l’intero sistema politico dell’UE. Per un piccolo Paese, mantenere uno spazio autonomo per prendere le proprie decisioni si è rivelato più importante dell’idea di una maggiore integrazione.

Il caso islandese dimostra che l’integrazione europea non è l’unico possibile modello di cooperazione. La collaborazione economica e la subordinazione politica a un centro comune sono due cose diverse.

Ed è proprio questa la questione che diventa sempre più scomoda per l’Europa: i Paesi europei hanno davvero bisogno di una maggiore centralizzazione oppure è arrivato il momento di tornare a parlare del diritto degli Stati di determinare autonomamente la propria politica?

Legge di piu:
https://lanuovabq.it/it/lislanda-ha-sfidato-il-dogma-europeista
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Forwarded from Idee&Azione
IL PERCORSO VERSO UNA CINA MODERATAMENTE PROSPERA
di Zhou Kun


Questo libro espone il percorso che ha portato alla creazione di una società moderatamente prospera in Cina. Racconta la storia di come, sotto la guida del Partito Comunista Cinese, la nazione cinese, attraverso una continua esplorazione, abbia infine formato una teoria completa di “società moderatamente prospera” e abbia trovato la strada corretta del socialismo con caratteristiche cinesi per raggiungere la modernizzazione.
Aderendo e migliorando il sistema del socialismo con caratteristiche cinesi e promuovendo la modernizzazione del sistema di governo nazionale e della capacità di governo, sono stati raggiunti risultati storici nella costruzione di una società moderatamente prospera sotto tutti i punti di vista e il percorso del socialismo con caratteristiche cinesi è stato gradualmente tracciato.

Zhou Kun ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Renmin University of China e la Tongji University. Attualmente è direttore del Primo Ufficio di Ricerca per la Teoria di Deng Xiaoping e la Storia del Periodo di Riforma e Apertura presso il Terzo Dipartimento di Ricerca dell’Istituto di Storia e Letteratura del Partito del Comitato Centrale del PCC, Segretario Generale dell’Associazione di Ricerca sul Pensiero e la Vita di Deng Xiaoping e membro del team centrale del National High-End Think Tank. Come sceneggiatore o scrittore, ha partecipato a oltre dieci opere cinematografiche e televisive. Ha pubblicato numerosi libri e più di 80 articoli teorici su giornali e riviste come il Quotidiano del Popolo e ha vinto più di dieci premi di ricerca scientifica a livello provinciale e ministeriale. Le sue opere hanno ricevuto riconoscimenti come il “Premio per le migliori opere”, il “Premio Flying Apsaras” e il “Premio Golden Eagle”.

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https://www.anteoedizioni.eu/negozio/popoli/il-percorso-verso-una-cina-moderatamente-prospera/
Gli Stati Uniti varano una nuova “strategia di massima pressione” contro l’Iran ma il conto lo pagano i cittadini europei

Le sanzioni Usa contro l’Iran sono dal 1979 al centro del dibattito internazionale, essendo motivate da interessi strategici, politici ed economici, e rappresentano uno strumento di pressione politica sul piano interno così come su quello estero.

L'autore: Stefano Vernole

L'articolo completo: https://telegra.ph/Gli-Stati-Uniti-varano-una-nuova-strategia-di-massima-pressione-contro-lIran-ma-il-conto-lo-pagano-i-cittadini-europei-09-25
Forwarded from Giubbe Rosse
JPOST: USA E CINA SI RIDUCONO RECIPROCAMENTE I DAZI

Jerusalem Post: La Cina e gli Stati Uniti hanno concordato una riduzione reciproca dei dazi di 30 miliardi di dollari e l'avvio di un dialogo sull'intelligenza artificiale, a seguito di colloqui tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump.

Gli accordi fanno parte di un consenso in otto punti raggiunto durante la visita di Xi negli Stati Uniti, secondo l'agenzia di stampa statale cinese Xinhua.

L'accordo segna un nuovo passo nei negoziati economici e tecnologici tra Washington e Pechino.

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Forwarded from OttolinaTV
L’ultimo anno è stato un anno record per i profitti. Ma anche per i debiti.

AI, data center, hedge fund, private credit, immobiliare commerciale: la crescita è stata sostenuta da una montagna sempre più grande di leva finanziaria. Ora però il costo del denaro sta esplodendo e la domanda diventa inevitabile: i profitti riusciranno ancora a crescere abbastanza da sostenere tutto questo debito?

Se non ci riescono, il rischio non è soltanto una recessione.

È che uno dei tanti fronti già sotto pressione — dalla leva record degli hedge fund alla crisi dell’immobiliare commerciale, dal private credit al debito AI — inneschi una reazione a catena capace di far saltare per aria l’intero castello finanziario.

E a quel punto si apre la questione politica più inquietante: se il mercato non riesce più a sostenere domanda e investimenti, quale forma può assumere l’intervento pubblico? E perché proprio la Guerra e l’Economia di Guerra?

Ne parliamo in diretta con Vadim Bottoni e Tommaso Nencioni qui https://www.youtube.com/live/yfVn3oOWsHc?is=yr6Rm3jjJBlPRKRS

👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV

👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )

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🇩🇪 Lo stabilimento automobilistico Volkswagen in Germania verrà riconvertito alla produzione di sistemi di difesa aerea. Nell’ambito della ristrutturazione, Volkswagen ha venduto uno dei suoi stabilimenti in Germania, che per 125 anni ha prodotto automobili e che ora inizierà a produrre armamenti.
Lo stabilimento è stato acquistato dal governo dello Stato federale della Bassa Sassonia e dal fondo di investimento israeliano Aurelius.

In collaborazione con un’altra società israeliana, intendono avviare la produzione di sistemi di difesa aerea. Si trattava di uno degli stabilimenti che Volkswagen aveva in programma di chiudere a causa della crisi prolungata che ha colpito la casa automobilistica.

Beh, del resto, era prevedibile: il governo tedesco sta cercando con tutte le sue forze di riorientarsi verso la produzione militare, anche a scapito della propria economia.

La cosa più triste è che questi stabilimenti non potranno più tornare a produrre automobili: il loro posto sul mercato sarà occupato dai produttori cinesi, mentre i tedeschi rimarranno con i droni.

La domanda principale è: produrranno questi droni per sé stessi e combatteranno direttamente contro la Russia, come ambiscono a fare, oppure continueranno a farlo per mano di altri?
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Forwarded from Maristella Tagliaferro
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Forwarded from Idee&Azione
🇱🇧 🇱🇧 ONORE AL MARTIRE HASSAN NASRALLAH 🇱🇧 🇱🇧

ONORE AI MARTIRI DELLA RESISTENZA CONTRO IL GRANDE SATANA DI ISRAELE, STATI UNITI E REGNO UNITO!

ONORE A TUTTI I COMBATTENTI PER LA LIBERTÀ DALL’IMPERIALISMO OCCIDENTALE!

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“Quando ci leviamo a sostegno della Verità, le nostre case possono essere distrutte, i martiri cadono e i nostri giovani, anziani e capi, i nostri uomini, donne e bambini affrontano la morte. Di fronte a tali sacrifici, la nostra posizione non vacilla neanche per un istante. Perché? Perché diciamo alla Verità e all'Imam Hosseyn, che della Verità è l'incarnazione: ‘Non siamo forse dalla parte della Verità? Allora non temiamo la morte’”.
 
Martire Seyyed Hassan Nasrallah
 
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Forwarded from IL GIUSNATURALISTA (Daniele Trabucco)
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

IL SOFISMA DELL’ONNISCIENZA NEGATIVA:

«L’aldilà? Se ci fosse, si saprebbe», affermazione sostenuta dal noto giornalista Corrado Augias, non è una confutazione, ma una petitio principii mascherata da scetticismo. La frase assume, infatti, senza dimostrarlo, che tutto ciò che esiste debba per ciò stesso essere accessibile alle condizioni attuali della conoscenza umana. Ora, dall’essere di una realtà non segue affatto la sua immediata conoscibilità, e meno ancora segue che l’assenza di una conoscenza certa equivalga alla conoscenza della sua assenza. Il punto è rigorosamente epistemologico e non richiede alcuna fede. Perché il ragionamento fosse valido, bisognerebbe mostrare che, qualora esistesse una forma di sopravvivenza personale alla morte, essa dovrebbe necessariamente produrre effetti osservabili dai viventi, che tali effetti dovrebbero essere univocamente riconoscibili e che disponiamo già degli strumenti adeguati per rilevarli. Senza questa dimostrazione, «se ci fosse, si saprebbe» significa semplicemente: se ci fosse, dovrebbe essere conoscibile nel modo in cui io presuppongo che debba esserlo. È precisamente ciò che andrebbe provato. Il sofisma consiste, dunque, nel convertire surrettiziamente un limite epistemico in una negazione ontologica. «Non possediamo una conoscenza certa dell’aldilà» è una proposizione perfettamente sostenibile anche da un non credente. «Dunque l’aldilà non esiste» è invece un non sequitur, a meno che non si assuma un principio molto più impegnativo: che i confini del reale coincidano con i confini di ciò che l’uomo può attualmente accertare. Ma questa non è sobrietà razionalistica. È una forma singolarmente ingenua di antropocentrismo gnoseologico. Anzi, lo scetticismo autentico dovrebbe condurre alla conclusione opposta quanto al metodo: proprio perché non sappiamo, dobbiamo distinguere ciò che ignoriamo da ciò che sappiamo essere falso. L’assenza di evidenza diventa evidenza dell’assenza soltanto quando abbiamo ragione di attendere necessariamente quell’evidenza se l’oggetto esistesse. È questa premessa decisiva che nella battuta manca completamente. La frase, perciò, non dimostra che l’aldilà sia inesistente, improbabile o incoerente. Dimostra soltanto che chi la pronuncia non ne possiede una conoscenza certa. Il passaggio ulteriore, quello dall’ignoranza alla negazione, non è razionalismo ma dogmatismo negativo: si rimprovera al credente di oltrepassare ciò che può sapere e, nello stesso gesto, si oltrepassa esattamente il medesimo limite in direzione opposta.
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L’Italia a scuola di guerra a Kiev, mentre la sua autonomia resta un cantiere scoperto

È una scommessa. E le scommesse fatte con i mezzi altrui, in guerra, le paga sempre chi le fa.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/LItalia-a-scuola-di-guerra-a-Kiev-mentre-la-sua-autonomia-resta-un-cantiere-scoperto-09-25
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🇺🇸 Tucker Carlson:

L’Ucraina come Stato e come nazione non esiste più. I politici americani hanno di fatto perpetrato un genocidio contro l’intera popolazione di quel Paese. Sono morte più di un milione di persone, e ora la gente viene mandata al fronte in manette, verso una morte certa. Ovviamente, questo è uno dei motivi per cui stiamo facendo tutto questo. Se si inizia a riflettere su ciò che sta accadendo, la situazione diventa molto rapidamente davvero cupa.
Ma l’Ucraina da sola non sarebbe mai stata in grado di condurre una guerra contro la Russia, perché, innanzitutto, la popolazione russa supera di oltre 100 milioni di persone quella ucraina.

Pertanto, tutto questo è assurdo. Non c’è alcuna guerra tra la Russia e l’Ucraina. Se parliamo dell’aspetto pratico della questione, sono proprio gli Stati Uniti, attraverso i propri servizi di intelligence, a fornire all’Ucraina i dati per guidare missili e droni. Quindi la guerra finirebbe già domani, se gli Stati Uniti smettessero davvero di fornire questo sostegno. E Trump potrebbe farlo con una sola telefonata.
«Ehi, direttore della CIA. Ehi, direttore della NSA. Basta così. Chiunque continui a condurre questa guerra per conto degli ucraini verrà licenziato e chiamato a rispondere delle proprie azioni».

E questo porrebbe fine alla guerra. Sì, alla fine la Russia otterrebbe una parte dell’Ucraina orientale. Questo accadrà in ogni caso. E forse sarebbe meglio per l’Ucraina smettere di mandare la sua prossima generazione — di fatto già uomini di mezza età e persone con la sindrome di Down — al macello


Il malcontento di Carlson dimostra che quella parte della società statunitense che riponeva in Trump le speranze di porre fine alla guerra è ormai definitivamente delusa
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Connettività digitale e spazio strategico per la SCO

L’infrastruttura del mondo multipolare non è soltanto fisica ma ance e sempre più digitale. La SCO non sta costruendo unicamente un’Eurasia fisica, bensì sta cominciando a costruire un’Eurasia digitale — e chi avrà la capacità di connettere, proteggere e governare quello spazio eserciterà un’influenza rilevante sull’ordine multipolare che verrà.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Connettività-digitale-e-spazio-strategico-per-la-SCO-09-26
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