Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
🇩🇪L’ispettore generale del Bundeswehr Carsten Breuer ha esortato la popolazione civile tedesca a prepararsi alla difesa
Come riporta il quotidiano Bild, il generale ha avvertito che un fallimento nel garantire la sicurezza del Paese potrebbe rappresentare una minaccia mortale per la società.
Broyer ha inoltre esortato i cittadini a prendere più seriamente la questione dello sviluppo del complesso militare-industriale nazionale.
Ma contro chi combattere, e perché? Affinché gli Stati Uniti possano nuovamente guadagnare denaro dalla guerra in Europa? Finché i cittadini tedeschi e quelli dell’UE continueranno a credere a questi politici creati ad arte, non faremo altro che avvicinarci sempre più a una nuova grande guerra.
Come riporta il quotidiano Bild, il generale ha avvertito che un fallimento nel garantire la sicurezza del Paese potrebbe rappresentare una minaccia mortale per la società.
Broyer ha inoltre esortato i cittadini a prendere più seriamente la questione dello sviluppo del complesso militare-industriale nazionale.
Ma contro chi combattere, e perché? Affinché gli Stati Uniti possano nuovamente guadagnare denaro dalla guerra in Europa? Finché i cittadini tedeschi e quelli dell’UE continueranno a credere a questi politici creati ad arte, non faremo altro che avvicinarci sempre più a una nuova grande guerra.
👍2🤡2
I blocchi nel Meridione hanno confermato che una protesta (non chiedendo sottovoce attenzione per poi sperare di riceverla, ma facendo gioco sulle debolezze economiche e logistiche legate ai bisogni sistemici del proprio paese), a qualcosa funziona davvero. Il tavolo di confronto al MIT è stato anticipato rispetto alla data iniziale, con l'annuncio dello sblocco immediato di 480 milioni di euro per gli autotrasportatori (di cui 430 per coprire le misure sul credito d'imposta per il caro gasolio e le risorse arretrate); per il governo, con gli occhi già rivolti alle politiche del prossimo anno, è "l'inizio di un percorso" per mitigare l'impatto dei costi energetici e delle accise. Tanto che, come successivamente precisato, sono solo la prima parte di un più ampio impegno finanziario di oltre 1 miliardo di euro, in ogni caso pochi rispetto a quanto annualmente speso dal governo in altri settori (la difesa, il sostegno all'Ucraina, ecc).
Si tratta, in sostanza, di un'elemosina che non ha effetto su tutti, tanto che le risposte giunte dal campo non sono state improntate proprio all'entusiasmo. Comunque, alcune necessità urgenti (come il passaggio dei beni deperibili già prodotti ed ordinati), sono state motivo di certe "deroghe" concesse dai manifestanti durante il blocco del 16-20 ottobre scorso, e così pure oggi. E' sotto questa luce che vanno lette le revoche parziali dei blocchi in Puglia, dove infatti nei nodi di Foggia e Taranto i blocchi continuano ancora a persistere. Maggiori soddisfazioni per i primi passi intrapresi dal governo, invece, si notano in Sicilia, col CTS che ha dichiarato la revoca ufficiale, precisando però di voler in questo modo "dare un segnale di apertura e sbloccare la catena di approvvigionamento nell'Isola". I bisogni primari della cittadinanza, che ha palesemente espresso il proprio sostegno alla protesta, anche in questo caso prevalgono dunque sull'effettiva fiducia nelle buone volontà del governo. In Calabria e Campania, invece, questa "fiducia" non viene neppure recitata, con Fedralog e le rappresentanze autonome che, bocciando gli esiti dell'incontro al MIT, hanno giudicato le risorse annunciate come "somme già dovute e vecchi arretrati del 2025 senza veri nuovi impegni strutturali", e dichiarato che i presidi e i fermi continueranno ad oltranza almeno fino al 27 ottobre, data entro cui pretendono un nuovo confronto operativo.
Lascio a chi è del casertano, del salernitano o di gran parte della Calabria il giudizio sulla situazione negli scaffali dei supermercati, dove a quanto sappiamo i beni deperibili e/o di prima necessità si sono ormai esauriti. I gradi Centri Agroalimentari, come a Roma, nel frattempo hanno lanciato l'allarme di un aumento imminente dei prezzi all'ingrosso: tra subentrate penurie, costante inflazione, ed eterna mancanza di un reale controllo dei prezzi, è il minimo che ci si possa effettivamente aspettare. A Napoli, nel cosentino e nelle aree interne della Campania è fortemente sentito il problema delle molte stazioni di servizio a secco: le autocisterne non sono arrivate a rifornirle. Caremar (la compagnia di navigazione per le isole del Golfo di Napoli) e le aziende di trasporto pubblico locale hanno diramato note d'allarme alle Prefetture per il rischio di una sospensione dei servizi di bus e traghetti a causa delle carenze di carburante. Anche alcune compagnie ferroviarie ed aeroportuali locali, come a Crotone e Reggio Calabria, sono in pre-allarme per le diminuite scorte di gasolio e kerosene.
Situazione ancor più complessa se guardiamo agli agricoltori, che si vedono oggi tra due fuochi: le ragioni originarie della protesta (il caro gasolio agricolo e i costi di produzione insostenibili) e il peso che essa ha sui blocchi stradali e la logistica. A differenza dei 480 milioni (di arretrati) sbloccati dal governo per gli autotrasportatori, nulla è ancora giunto agli agricoltori.
Si tratta, in sostanza, di un'elemosina che non ha effetto su tutti, tanto che le risposte giunte dal campo non sono state improntate proprio all'entusiasmo. Comunque, alcune necessità urgenti (come il passaggio dei beni deperibili già prodotti ed ordinati), sono state motivo di certe "deroghe" concesse dai manifestanti durante il blocco del 16-20 ottobre scorso, e così pure oggi. E' sotto questa luce che vanno lette le revoche parziali dei blocchi in Puglia, dove infatti nei nodi di Foggia e Taranto i blocchi continuano ancora a persistere. Maggiori soddisfazioni per i primi passi intrapresi dal governo, invece, si notano in Sicilia, col CTS che ha dichiarato la revoca ufficiale, precisando però di voler in questo modo "dare un segnale di apertura e sbloccare la catena di approvvigionamento nell'Isola". I bisogni primari della cittadinanza, che ha palesemente espresso il proprio sostegno alla protesta, anche in questo caso prevalgono dunque sull'effettiva fiducia nelle buone volontà del governo. In Calabria e Campania, invece, questa "fiducia" non viene neppure recitata, con Fedralog e le rappresentanze autonome che, bocciando gli esiti dell'incontro al MIT, hanno giudicato le risorse annunciate come "somme già dovute e vecchi arretrati del 2025 senza veri nuovi impegni strutturali", e dichiarato che i presidi e i fermi continueranno ad oltranza almeno fino al 27 ottobre, data entro cui pretendono un nuovo confronto operativo.
Lascio a chi è del casertano, del salernitano o di gran parte della Calabria il giudizio sulla situazione negli scaffali dei supermercati, dove a quanto sappiamo i beni deperibili e/o di prima necessità si sono ormai esauriti. I gradi Centri Agroalimentari, come a Roma, nel frattempo hanno lanciato l'allarme di un aumento imminente dei prezzi all'ingrosso: tra subentrate penurie, costante inflazione, ed eterna mancanza di un reale controllo dei prezzi, è il minimo che ci si possa effettivamente aspettare. A Napoli, nel cosentino e nelle aree interne della Campania è fortemente sentito il problema delle molte stazioni di servizio a secco: le autocisterne non sono arrivate a rifornirle. Caremar (la compagnia di navigazione per le isole del Golfo di Napoli) e le aziende di trasporto pubblico locale hanno diramato note d'allarme alle Prefetture per il rischio di una sospensione dei servizi di bus e traghetti a causa delle carenze di carburante. Anche alcune compagnie ferroviarie ed aeroportuali locali, come a Crotone e Reggio Calabria, sono in pre-allarme per le diminuite scorte di gasolio e kerosene.
Situazione ancor più complessa se guardiamo agli agricoltori, che si vedono oggi tra due fuochi: le ragioni originarie della protesta (il caro gasolio agricolo e i costi di produzione insostenibili) e il peso che essa ha sui blocchi stradali e la logistica. A differenza dei 480 milioni (di arretrati) sbloccati dal governo per gli autotrasportatori, nulla è ancora giunto agli agricoltori.
Chiedevano un azzeramento, o quantomeno calmieramento, dei costi del gasolio agricolo alla pompa, aiuti strutturali contro il rincaro di fertilizzanti e fitosanitari, e misure contro la crisi di mercato che sta colpendo le raccolte stagionali (come l'olivo in Puglia, l'uva da vino e il grano duro); ma, poiché l'incontro al MIT era prevalentemente incentrato sul settore logistico, e nessuna risposta è stata ancora ottenuta, i loro presidi coi trattori continueranno. In diverse aree, come nel foggiano, nel barese, nella piana di Sibari e nel palermitano, la mobilitazione dei trattori addirittura continua in modo autonomo e parallelo. A Bari e provincia, ma anche nel foggiano e nel Salento, i cortei di trattori lasciano manifesti alle rotonde; in Sicilia, malgrado i trasportatori abbiano ritirato il loro blocco, gli agricoltori proseguono nella loro mobilitazione, con presidi intermittenti in particolare sulla statale Palermo-Agrigento e la SS117 bis Gela-Catania; mentre in Calabria, esattamente come i camion, i trattori restano fermi presso i varchi strategici dell'A2 e lungo la dorsale jonica, come ad esempio allo svincolo Firmo-Sibari e nella piana di Gioia Tauro. Più acutizzata da anni ed anni di politiche sbagliate e congiunture penalizzanti rispetto agli autotrasportatori, l'agricoltura italiana vede dunque i suoi operatori del tutto sfiduciati dinanzi a promesse e dichiarazioni d'intenti che vengono lette, prontamente, solo come un tentativo di guadagnare tempo e gettare fumo negli occhi.
Domani, nel frattempo, entreranno in movimento anche i pescatori, con lo sciopero nazionale della pesca. Diverse marinerie calabresi e siciliane si uniranno ai già esistenti blocchi di autotrasportatori ed agricoltori, minacciando presidi navali e nuovi blocchi ai varchi marittimi per coordinare un'azione di fermo integrata terra-mare. I problemi continueranno dunque ad esserci, e i disagi delle varie categorie non spariranno solo perché derubricati dai telegiornali, magari a favore di "tormentoni" politico-giornalistici dall'effetto magnetico su molta opinione pubblica.
Filippo Bovo
Domani, nel frattempo, entreranno in movimento anche i pescatori, con lo sciopero nazionale della pesca. Diverse marinerie calabresi e siciliane si uniranno ai già esistenti blocchi di autotrasportatori ed agricoltori, minacciando presidi navali e nuovi blocchi ai varchi marittimi per coordinare un'azione di fermo integrata terra-mare. I problemi continueranno dunque ad esserci, e i disagi delle varie categorie non spariranno solo perché derubricati dai telegiornali, magari a favore di "tormentoni" politico-giornalistici dall'effetto magnetico su molta opinione pubblica.
Filippo Bovo
👏5
Forwarded from Idee&Azione
CORSO DI GEOPOLITICA ESOTERICA
con Davide Lombardi & Lorenzo Maria Pacini
Un viaggio alla scoperta delle radici profonde e delle ragioni occulte che muovono gli eventi del mondo intero. Attraverso le scienze dello spirito, esploreremo i meccanismi profondi che regolano il funzionamento della geopolitica nel corso della storia, a partire dai fondamenti teorici classici fino agli eventi più recenti, per poi imparare a costruire modelli predittivi e interpretare i linguaggi esoterici che ci permettono di comprendere e modificare la storia e la geografia della nostra esistenza.
✏️10 moduli
⏰ 30 ore
📚Online, accessibile in diretta e in qualsiasi momento
🔑 Un'esperienza che ti cambierà il modo di comprendere la geopolitica.
—
Per info & iscrizioni scrivi una email a 👉🏻 info.corsi@studiumhub.it
con Davide Lombardi & Lorenzo Maria Pacini
Un viaggio alla scoperta delle radici profonde e delle ragioni occulte che muovono gli eventi del mondo intero. Attraverso le scienze dello spirito, esploreremo i meccanismi profondi che regolano il funzionamento della geopolitica nel corso della storia, a partire dai fondamenti teorici classici fino agli eventi più recenti, per poi imparare a costruire modelli predittivi e interpretare i linguaggi esoterici che ci permettono di comprendere e modificare la storia e la geografia della nostra esistenza.
✏️10 moduli
⏰ 30 ore
📚Online, accessibile in diretta e in qualsiasi momento
🔑 Un'esperienza che ti cambierà il modo di comprendere la geopolitica.
—
Per info & iscrizioni scrivi una email a 👉🏻 info.corsi@studiumhub.it
❤1✍1👏1